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Una moglie perfetta...12

La settimana seguente è densa di impegni. Sono spesso fuori casa, dove torno solo alla sera tardi. Malgrado questo, appena riesco a rilassarmi mi tornano alla mente i recenti fatti che abbiamo vissuto, e non perdo occasione per dimostrare a Francesca quanto essi esercitino la loro potente, afrodisiaca influenza. Non parliamo mai di quello che è stato. Diamo per scontato che, d' ora in avanti, la nostra vita sessuale sarà improntata alla volontà di esprimerci liberamente, senza ipocrisie, senza finzioni.
Finalmente arriva il venerdì. Riesco a liberarmi dai miei impegni in tempo per una buona cena in riviera, prima di andare alla vicina villa, dove ci cambiamo e, d' accordo fra di noi, decidiamo di tornare al bar.
La serata è caldissima, e i tavolini all' aperto sono tutti occupati. Non ci fermiamo al bancone, ma andiamo all' interno, e ci sediamo su un basso divano. In quella parte del locale, separato dal resto da una porzione di parete, siamo soli. A prendere le ordinazioni arriva quello che la volta precedente avevamo identificato come il proprietario. Un tipo basso, grassoccio, con una massa di capelli più sale che pepe portati lunghi. Ho voglia di qualcosa di fresco, e ordino, dopo aver consultata Francesca, due Mojito.
L' ambiente dove ci troviamo rilascia il calore del sole che ne ha scaldato i muri. Il climatizzatore è ancora spento. Mia moglie si toglie il giubbino di jeans, restando con il top senza spalline, che viene tenuto in posizione solo dal suo bordo elasticizzato. Il leggero segno lasciato dal costume risalta sullo sfondo abbronzato delle spalle e delle braccia. Il colore giallo caldo del top attira lo sguardo come una calamita e lo concentra sulla porzione di seno scoperta. Di lì a poco...
- Sta arrivando il carburante.- dico
- E' lui? -
- Sì, il proprietario.-
In effetti, le cameriere non mancano e avrebbe potuto affidare ad una di loro l' incarico di portarci l' ordinazione, invece lo vedo avanzare verso di noi reggendo un grande vassoio.
Mia moglie abbassa il bordo del top fino a poco sopra i capezzoli. Poi accavalla le gambe, la sinistra sulla destra. L' orlo della corta gonna risale verso l' alto scoprendo ancor più la coscia.
Lui posa il vassoio sul basso tavolino e, lentamente, trasferisce sullo stesso piccole ciotole con patatine, noccioline, olive ed altri snacks. Mi sembra che compia l' operazione con una ingiustificata lentezza, e che il suo sguardo sia attratto dallo spettacolo offerto da mia moglie, che, per non lasciargli dubbi sul fatto che indossi o meno l' intimo, scavalla lentamente le gambe quando lui, chinato per prendere i bicchieri con il Mojito, è proprio davanti a lei. Finita l' operazione di trasferimento anche dei bicchieri e delle bottigliette di soda, si rialza e chiede se va tutto bene così o se gradiamo altro.
Mentre stiamo per rispondere di no, grazie, mia moglie si china per prendere il bicchiere. Facendo quel movimento, il seno corrispondente al braccio allungato oltrepassa il bordo del top liberando il capezzolo turgido. Con tutta tranquillità, come se compisse il gesto più naturale, lei lo risistema al' interno dell' indumento, e si volta verso di me per un piccolo brindisi. Poi avvicina il bicchiere alla bocca e, dopo aver umettato con la lingua la corta cannuccia nera, protende le labbra e succhia un sorso di liquido. Lui non si è perso niente di quell' azione appena conclusa. Finalmente si decide...e
- Allora, buona serata. Se avete bisogno di qualcosa, non esitate a chiamarmi. Mi chiamo Gabriele.-
Aggiunge porgendoci la mano, che stringiamo mentre ci presentiamo a nostra volta.

Mentre gustiamo il cocktail, mi guardo attorno: luci soffuse, una doppia fila di divani che si fronteggiano con al centro bassi tavolini, musica in sottofondo. Mi piace, mi rilasso appoggiandomi allo schienale.
Di fronte a noi, in alto, una postazione da dj anni 80, con fronte curvo, il cui accesso, da dove ci troviamo, non è visibie. Il fondo è totalmente occupato da uno scaffale in legno suddiviso in scomparti colmi di padelloni risalenti a chissà quanti anni prima. Su un lato, verso il fondo, lo schermo piatto di un qualche computer, che si intravvede di lato, emette una debole luce azzurrina.
Le passo il braccio attorno alla spalla, avvicinandola a me, e faccio un pò di mano morta con il suo seno, giochicchiando con il capezzolo sotto la stoffa.
- Cara, purtroppo Giorgio non si vede...mi dispiace.-
- Già, e pensare che...-
- Che? -
- Ma niente, una stupidaggine...-
- Su, su...dimmi.-
Insisto accarezzandola sotto la gonna.
- Beh, quando ci siamo salutati mi ha detto che non sa come potrà resistere senza la mia bocca e senza...il mio sederino. -
Ora la sua vagina è decisamente umida. Il clitoride duro come il capezzolo. Non insisto oltre e ritiro la mano.
- E...a te piace? - le chiedo
- Cosa, succhiarglielo o farmi scopare nel culetto?-
Conosco mia moglie e so che, quando si esprime così...liberamente significa che sta raggiungendo un alto livello di eccitazione psicofisica.
- Tutt'e due.-
- Beh, succhiarlo mi piace ma niente di eccezionale. Sentirlo dietro, invece, è molto eccitante: è fatto in modo tale, e ha una dimensione tale, che sembra scivolare dentro come la mano nel suo guanto. Non è come il tuo corvaccio, sembra quasi di avere dentro un dito...ma senza ossa. Sì, mi piace.-
Prima che possa aggiungere altro, arriva Gabriele.
- Tutto bene?- chiede
- Sì, grazie, io prendo un altro Mojito...e tu, cara?-
Chiedo voltandomi verso di lei.
- Ora no, sto bene così.-
- Solo uno, allora? - fa lui - arriva subito.-
- Dì - le chiedo quando siamo soli - non è che il tipo ti intriga?-
- Mah...non so. Non è niente di speciale...anzi, però ha un certo non so che...vedremo. Magari più tardi, se non si presenta di meglio.-
Quando torna con il bicchiere...
- Bella, quella postazione da discoteca - gli dico - Ha i suoi anni ma ha un certo fascino.-
- Sì, bella, comoda, pensata per ospitare due o tre dj, come si usava una volta. Ma...se volete vederla, sto giusto andando ad impostare la programmazione della musica per la prossima ora. Potete venire su con me, se vi fa piacere.-
Beh - mi dico - se non è un assist questo.
- Grazie, magari un' altra volta, ma - aggiungo voltandomi verso mia moglie - se vuoi andare tu, cara...-
- Sì, io vengo: sono proprio curiosa.-
Si alza, prende la pochette, e lo segue. Girano attorno alla postazione e arrivano alla scala, posta di fronte ad un muro e dalla parte opposta a quella dei divani.
Lui la fa passare avanti, sulla breve scaletta, poi la segue.
Dalla posizione in cui mi trovo, più in basso rispetto alla console, riesco a vedere solo le loro spalle, o poco più, a seconda che si avvicinino o si allontanino dal bordo.
Dopo aver fatto il giro della postazione e aver estratto qualche vecchio LP per mostrarglielo, Gabriele si posiziona dietro allo schermo illuminato e lei gli si mette a fianco mentre lui con il dito le indica qualcosa sullo schermo. Non sento, ma mi sembra di capire che le chieda di scegliere da un elenco di musiche quella e quelle che piacciono a lei. Mia moglie punta il dito su una serie di titoli che stanno scorrendo sullo schermo, scegliendo quelle da inserire nella compilation. Per farlo deve però avvicinarsi ancora di più a lui. Benchè i loro corpi siano coperti dal fronte della console, non faccio fatica ad immaginare che fra essi ci sia un contatto. A conferma della mia supposizione, ora la mano destra di Gabriele non è più visibile, sullo schermo accanto a quella di mia moglie.
Scommetterei di sapere dove sia e cosa stia facendo. Il giardino, appena al di là dell' ampia vetrata, è sempre più affollato, ma nessuno potrebbe immaginare quel che sta succedendo nella postazione del dj. La visuale non permette di vedere più in basso delle teste, che si trasformano in macchia confusa a causa della finitura in plexiglass colorato che incornicia superiormente la struttura. Per vedere il resto bisogna arrivare ai piedi della scaletta che dà accesso alla postazione. Bevo un sorso di Mojito, e quando torno a guardare verso i due, le posizioni sono cambiate. Ora lei è direttamente davanti alla schermo e Gabriele le sta dietro. I due corpi sono a strettissimo contatto. Da quello che intuisco dal movimento che riesco ad intravvedere, lui la sta masturbando.
Non mi sono sbagliato pensando che la situazione l' avrebbe eccitata. Francesca rovescia la testa all' indietro, appoggiandola sulla spalla di lui, mentre ha il primo orgasmo della serata.
Finisco di bere, prima che il cocktail si scaldi. Quando guardo in su, non vedo mia moglie, e lui sta guardando in basso. Non è difficile immaginare cosa stia succedendo. Forse è il cocktail, forse la musica, forse l' atmosfera ma, qualunque cosa sia, ora voglio vedere. Mi avvicino lentamente al retro della postazione e arrivo alla scala. E' composta da quattro gradini che, seguendo la conformazione della struttura, curvano verso sinistra. Arrivato al secondo, vedo lui, pantaloni e slip calati fino a mezza coscia. Oltre, intravvedo, più che vederla, mia moglie inginocchiata. La testa all' altezza del suo pube, si muove accompagnata da una mano di Gabriele, che gestisce il ritmo. Mi siedo sul secondo gradino e osservo la situazione, e
lo spettacolo non mi lascia indifferente, anzi. Gabriele le fa una carezza e le dice qualcosa che non capisco. Lei si alza e ora la posso vedere in tutto il suo splendore. E' praticamente nuda: la gonna è abbandonata a terra ed il top è arrotolato in vita.
Mi vede, sorride e mi manda un bacio. Si volta anche lui e posso vedere che è ben dotato, sia in lunghezza che in circonferenza. Lei appoggia la testa sugli avambracci posati sul bordo della console e, le gambe divaricate, offre la sua nuda intimità al sesso di lui.
Voglio vedere meglio. Tenendomi basso mi avvicino e mi siedo accanto a lei, la schiena appoggiata alla struttura. Sono nella posizione migliore per osservare nei minimi particolari come il membro di Gabriele penetri, forzandone l' apertura, nell' umida vagina di mia moglie, e per udire i gemiti di lei, un misto di piacere e sofferenza che si protraggono finchè l' asta non è del tutto affondata nel fodero di carne. Che differenza con le penetrazioni di Giorgio, il cui membro entra senza quasi provocare modificazioni morfologiche nell' anatomia intima di Francesca. Il cazzo di Gabriele dilata la sua vulva fino ad appiattire, annullare quasi, le pur carnose grandi labbra di mia moglie, che vengono risucchiate all' interno mentre assecondano il movimento di penetrazione.
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