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La prima volta con un uomo

L’iniziazione.

Avevo saputo che in una zona periferica boschiva della mia città si svolgevano incontri tra uomini. La voce girava già da tempo tra noi ragazzi, ma nessuno sapeva bene ciò che realmente accadeva nel fitto di quel bosco. La scuola era finita da qualche settimana e libero dall’impegno dello studio, quel pomeriggio decisi di prendere la bicicletta e di andare a farmi un giro dalle parti del bosco. Scelsi di andarci in bici così avrei potuto avventurarmi per le stradine sterrate che si snodavano tra le piante, e poi non avrei dovuto lasciar parcheggiata l’auto sul ciglio della strada col rischio che qualche conoscente di passaggio la riconoscesse e poi raccontasse di averla vista in quella zona decisamente ambigua. Mi vestii con una maglietta, un paio di pantaloni corti e scarpe da ginnastica, presi la bici, uscii di casa e dopo circa mezzoretta avevo già raggiunto il bosco. Alcune auto erano parcheggiate sul ciglio della strada, alcune vuote, mentre in altre al posto di guida c’erano degli uomini che sembravano semplicemente essersi fermati a rilassarsi un po’ al fresco dell’ombra delle piante. Mi accorsi subito che al mio passaggio venivo seguito dai loro sguardi. Passai oltre ma dopo un po’ decisi di ritornare indietro e di addentrarmi nel bosco, così girai la bici e mi misi a pedalare nella direzione opposta. Individuai quasi subito una stradina sterrata e mi ci avventurai. Dopo poco trovai delle persone, tutti uomini, che stavano tranquillamente chiacchierando o passeggiavano tra le molte stradine che si snodavano all’interno del bosco. Tutto mi sembrava estremamente normale, niente di tutto ciò di cui si parlava in compagnia. Continuai tranquillo la mia biciclettata tra i vari sentieri e ad un tratto mi accorsi che un uomo anche lui in bici mi si era avvicinato e sembrava seguirmi. Dopo un po’ il signore mi affiancò e mi salutò e gentilmente mi chiese che facevo di bello da quelle parti, io risposi che facevo una semplice passeggiata in bici e da lì iniziammo a parlare e mi spiegò che quel bosco era frequentato da uomini che cercavano avventure sessuali con altri uomini, ma che io non avevo visto perché per far sesso si addentravano nel bosco più fitto e si nascondevano dietro a barricate fatte di rami. Il signore mi propose di portarmi a vedere una di queste postazioni, io accettai e lo seguii ad un certo punto dovemmo scendere dalle bici perché il sentiero diventò particolarmente stretto e tortuoso. Alla fine arrivammo in un piccolo spiazzo,qualche metro quadrato, senza piante con intorno le barriere formate da vari rami incastrati tra loro e nel terreno. Giuseppe, così si chiamava quel signore già abbastanza anziano, mi disse che lì era un posto davvero tranquillo e se volevo potevamo divertirci. Io risposi che non avevo mai avuto esperienze con uomini, ma lui mi rassicurò dicendo che se non mi fosse piaciuto ciò che avremmo fatto ci saremmo subito fermati. Mi convinse e mi affidai a lui, mi chiese se mi andava di spogliarmi, così mi tolsi tutto e rimasi solo con le scarpe. Giuseppe alla vista del mio giovane corpo si eccitò e mi fece molti complimenti. Il mio pene era ancora molle e penzolava tra le gambe. Anche l’uomo si spogliò, si tolse la camicia e si abbassò pantaloni e mutande, guardai il suo corpo ormai un po’ flaccido per l’età, i peli erano bianchi e il suo pene decisamente piccolo e moscio. Niente di eccitante! Non ci eravamo ancora toccati. Giuseppe mi pregò di lasciarmi andare e lasciar fare a lui che mi avrebbe fatto godere. Si avvicinò e mi abbracciò, e i nostri peni entrarono in contatto, io non lo abbracciai, non mi piaceva, lui abbassò le mani fino sul mio sedere sodo e iniziò a muovere il suo bacino tenendo vicino il mio con il suo abbraccio. Dopo pochi attimi iniziai a sentire che il mio pene stava diventando duro, anche l’uomo si accorse e mi disse:”Vedi che ti piace? Sarà una bellissima esperienza!”. Io rimasi senza parole, non mi aspettavo che il mio corpo avesse quella reazione con un uomo, anche sì anziano. Ora le sue mani scorrevano su tutto il mio corpo, massaggiavano in petto, il ventre, mi tirò i capezzoli e apprezzai anche quel piacevole dolore. Il mio pene era ormai diventato durissimo e svettava davanti al mio ventre, ma Giuseppe non lo aveva ancora nemmeno toccato. Non sapevo cosa volesse fare, così aspettavo eccitato e curioso ogni suo successivo movimento. Ad un tratto smise di accarezzarmi e si mise dietro di me, appoggiò una mano sulla mia schiena e mi fece chinare in avanti, lui si inginocchiò e dopo essersi lubrificato un dito con la saliva iniziò un massaggio intorno al mio buco, mi disse di rilassarmi il più possibile e di non preoccuparmi che non avrei sentito dolore. Sentivo il suo dito che si muoveva sempre più vicino al centro del mio culo e poi iniziare a spingere per penetrare, ma la sensazione era troppo strana, non riuscivo a rilassarmi e non riusciva a infilarlo, così avvicinò la bocca e sentii la sua lingua calda prendere il posto del dito. Mi leccò per bene tutt’intorno e poi cercò di infilare la lingua nel buco. Sarà stato il calore del suo fiato che arrivava fino alle mie palle o la delicatezza del massaggio con la lingua, sta di fatto che la lingua iniziò a penetrare nel mio buco che si era decisamente ammorbidito e dilatato. Subito Giuseppe provò a sostituire la lingua col dito, così lo puntò ancora sul mio ano, e con una delicata pressione entrò senza molti problemi. La spiacevole sensazione iniziale era del tutto svanita e ora non solo non mi dava fastidio ma anzi mi piaceva molto, infatti fui io a iniziare a spingere per fare si che il dito penetrasse completamente. Io non vedevo nemmeno l’uomo che dietro di me mi penetrava, ma il piacere era enorme, non riuscivo a trattenere i gemiti di piacere, godevo troppo! Come ci sapeva fare! Quando ormai il dito scivolava dentro e fuori dal mio culo con scioltezza procurandomi fantastiche sensazioni mai provate prima, Giuseppe con la mano libera impugnò finalmente il mio cazzo che non attendeva altro, scappellandolo tutto fino al limite del dolore. Mi faceva male ma mi piaceva molto! L’uomo riusciva a combinare perfettamente la penetrazione anale e la masturbazione del mio pene, il piacere era immenso! Continuò così per qualche minuto poi si accorse che la mia eccitazione era diventata incontenibile, così mi tolse il dito. Si alzò venne davanti e avvicinò la sua bocca alla mia per baciarmi ma io mi ritrassi, non ero ancora pronto per questo genere di cose! Così si mise in ginocchio davanti a me, prima di riprendere in mano il mio cazzo se lo rimirò per bene, poi lo impugnò e lentamente se lo portò alla bocca. Iniziò delicatamente a lavorarlo con mano, labbra e lingua, che sensazione stupenda! Appoggiai le mani sui suoi capelli bianchi e accompagnai il movimento della sua testa a mio piacere, lui lasciò la presa del mio cazzo e lasciò che glielo facessi scorrere tra le labbra. Ero eccitatissimo, spingevo con foga il mio cazzo fino in gola all’uomo, sentivo la cappella quasi infilarsi nella trachea. Giuseppe mi fece sfogare un po’ poi mi disse di calmarmi e di lasciare che fosse lui a portarmi all’orgasmo. Io acconsentii anche se mi costò uno sforzo notevole, ero veramente infoiato. L’uomo riprese il mio cazzo in mano e riprese a lavorarlo anche con la bocca. Il suo massaggio era lento delicato e inesorabile, non mi dava tregua, così in pochi minuti raggiunsi il culmine del piacere. Quando capii che ero arrivato al limite dell’orgasmo gridai all’uomo che mi aveva in pugno:”Sborroo!”, lui non se ne guardò e continuò la sua operazione. Un attimo dopo sentii che il mio sperma stava fuoriuscendo caldo e abbondante nella bocca di Giuseppe. Che sensazione meravigliosa, godevo, godevo, godevo come non mai. Abbassai lo sguardo e vidi che dalla bocca dell’uomo usciva il mio bianco liquido del piacere,… fantastico! Non avevo mai goduto così tanto prima d’allora! Ora Giuseppe stava delicatamente strofinando la mia sensibilissima cappella sulle sue labbra lubrificate dal mio sperma. Decisamente incantevole anche quest’ultima raffinatezza che l’anziano uomo mi stava riservando. Ero ancora in preda all’orgasmo quando sentii un rumore alle mie spalle, mi girai e vidi che un altro uomo si stava avvicinando e ormai era arrivato proprio vicino a noi, io fui preso dal panico, subito raccolsi i vestiti e rapidamente li indossai, anche se Giuseppe mi disse di non preoccuparmi e di stare calmo. L’uomo appena arrivato ci salutò tranquillamente come se fosse normale trovarsi davanti a due uomini nudi intenti a spompinarsi nel bel mezzo del bosco. Io non risposi nemmeno al saluto, finii di rivestirmi, presi la bici e me ne andai quasi impaurito! Dopo qualche passo mi girai e vidi che l’ultimo arrivato si era già abbassato pantaloni e mutande e aveva infilato in bocca a Giuseppe il suo cazzo. Penso che Giuseppe non avesse nemmeno avuto il tempo di ripulirsi la bocca dal mio sperma! Ero estremamente confuso per ciò che avevo fatto, mi era piaciuto molto ma non volevo ammetterlo! Comunque dopo quel piacevole incontro-iniziazione anche io ho cominciato a frequentare quel bosco. Non ci andavo spesso, ma quando avevo voglia di un rapporto diverso ma decisamente eccitante, facevo un giretto e quasi sempre incontravo qualche persona con cui divertirmi. Col passare degli anni la gente ha smesso di frequentare quel luogo e ora in quel bosco non si incontra più nessuno.



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