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Con il suo capo
sono in ginocchio dinanzi al divano con indosso degli autoreggenti a rete. attorno al pene mi ha legato un nastro rosa simile a seta largo due dita, con un fiocco ampio e vistoso tiene legato dietro le mie palle un sacchettino a rete bianco con dentro dei confetti rosa, relitto di non ricordo quale battesimo a cui siamo stati. Non abbiamo manette in casa, ha ovviato facendomi tenere le mani dietro la schiena, entrambi i pollici paralleli su per il buco del culo, le altre dita incrociate fra loro, ho gli occhi bendati. Dinanzi a me si sta chiavando mia moglie, sento il “ciap ciap” continuo della scopata. Lei ansima dei lunghi si, gli sussurra qualcosa poi ride, continua a farsi scopare. Non so in che posizione siano ma credo lo stiano facendo a pecorina, lo deduco dai ceffoni calcati che sento partire e che sembrano essere diretti alle natiche. Da quando mi scopano davanti ho imparato che a mia moglie piace essere presa con forza, quasi violenza, che non è vergine in culo come avevo sempre pensato e che ingoia.
Sono andato io a prenderli al lavoro in macchina e li ho portati qui. Lui resterà sino a domani, dormirà nel nostro letto con lei. Insieme a mia moglie mi ha raccontato che hanno avuto una stressante giornata allo showroom, mille riunioni e clienti e dovevano festeggiare un paio di contratti grossi conclusi. Ho dovuto staccare il telefono perchè continuava a suonare, probabilmente mia madre ci cercava per la cena che avevamo da lei quella sera.
“Stacca quel telefono o di a quel maiale di provincia di non rompere i coglioni che sto scopando.”
Me lo ha gridato in faccia mentre gli menava la verga. Lui ha riso guardandomi e poi l’ha guidata facendole pressione con due dita sulla guancia, spingendola con la bocca sul suo cazzo, lei l’ha ingoiato.
“Brava baby come oggi in bagno su” le ha sussurrato.
Ora l' ansimare di lei è più forte: “chiavami non ti fermare, scopami...”.
Lui si rivolge a me: “Hai sentito la Signora stronzo?!” Mi pianta due dita sotto il naso, me le strofina sul labbro superiore. Sussulto perchè non le vedo arrivare, poi sono costretto ad annusarle. Sono umide, bagnate, sanno di fica, di sudore di culo, di cazzo. "ti piace l'odore della mia troia, coglione?" Lascia gli umori di mia moglie sul mio viso, mi infila le dita nel naso poi in bocca, me le strofina sulle labbra, me le fa succhiare, me le fa leccare.
"Grazie, grazie Signore". Lo ringrazio in sottovoce anche se a me sembra di urlare. Sono stordito, bendato da un tempo infinito, gli odori del loro sesso colmano la stanza, si mischiano a loro ansimare, alla complicità del loro godere.
Mi da un buffetto sulla guancia e allontana la mano lasciando la mia lingua roteare ancora qualche istante all'aria.
Continua a scoparla, ridono, godono, si sussurrano frasi che non posso sentire e poi ridono ancora. Sento dei ceffoni partire, probabilmente ancora sulle natiche, poi sento sputare. Della saliva mi arriva in viso, corposa, quasi catarro. Mi cola dalla benda che ho sugli occhi sin sulle guance. Spunta ancora una volta, un'altra.
Mi viene tirata giù la benda all'improvviso, la luce della stanza mi abbaglia quasi.
Mia moglie è a pecora come pensavo, inginocchiata sul divano. Lui è in piedi dietro di lei e la monta in culo, visto da dietro il suo cazzo è talmente largo da sembrare di sfondarla ad ogni pompata. Con una mano le tiene le natiche aperte, la pelle bianca è striata, arrossata, porta i segni di percosse e ceffoni. Con l'altra mano la tiene per i capelli dietro la nuca, le tiene la schiena incurvata ed il viso verso di me. Lui è nudo, i suoi vestiti sono li dietro di noi e sul divano.
Liberandomi gli occhi mi urla in faccia: "Guarda in faccia la mia troia mentre la chiavo testa d'asino"
Lei è sudata, ha i capelli appiccicati sul viso, il rossetto scomposto sul volto, il rimmel colato in lacrime lungo le guance. Indosso ha ancora il tailleur indossato in ufficio,
la gonna alzata in modo volgare sul culo, niente mutandine, la camicetta sbottonata, sgualcita, lascia uscire il seno che penzola in modo volgare ad ogni affondo nel suo culo.
Tira su con il naso, con la gola, mi sputa ancora in viso. Io chiudo gli occhi sull'istante, poi li riapro per vederla girare indietro gli occhi dal piacere. La sua saliva odora di vino, di alchool, di tabacco. Lui alza il piede destro sul divano, penetrandola come una spada dall'alto. Mi chino in avanti, sempre con i pollici nel culo. Gli bacio il piede, le dita, il collo, la caviglia, il tallone. Con una mano mi fa capire di appoggiare il viso sul divano, girato verso di loro. Mi calpesta il viso. Ci appoggia sopra il piede che prima teneva sulla seduta del divano. Mi preme la testa ad ogni affondo, fa forza su di me perchè li senta pesarmi sopra. Ogni pressione è accompagnata da un gemito di mia moglie, ad ogni pressione chiudo gli occhi e poi li riapro. Li vedo scopare a intermittenza dinanzi a me.
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