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Grazie xhamster!!!

Sono seduta in un caffè della periferia di Milano. Oggi c’è poca gente. Le persone intorno a me si muovono calme avvolte da una strana apatia. La musica dolce di un negozio si diffonde nell’aria. Tutto sembra tranquillo ma nella mia mente regna la confusione, l’ansia, l’agitazione. Un unico pensiero: Simona.
Accendo una sigaretta, poi un’altra. Cazzo sono nervosa. Poco dopo la vedo arrivare in lontananza, tacchi alti, un vestito nero scollato, riesco ad intravedere il suo seno abbondante.
Ci salutiamo, la faccio accomodare. È la prima volta che ci incontriamo dopo esserci conosciute su un sito internet,ma entriamo subito in confidenza come se ci conoscessimo da parecchio tempo. Sono a mio agio con lei.
Mi sfiora una mano, io le dico che voglio rimanere sola con lei, parlare in un luogo dove possiamo stare tranquille.
Lei mi porta a casa sua. Entra, io l’afferro per un braccio e la costringo a voltarsi. La bacio, le nostre lingue si intrecciano in un abbraccio caldo e sensuale, scendo sul collo mentre una mano le accarezza i capelli, le tiro indietro la testa e le lecco la gola.
Lei si sfila il vestito e con piacere noto che non indossa intimo. Rimane solo con le autoreggenti nere.
Mi porta in camera, la spingo sul letto. Le sono sopra. Lei vorrebbe toccarmi, le prendo le braccia, bloccandole, e le dico di stare ferma. Ci baciamo a lungo con sempre più passione, le stringo un seno con forza poi la mia lingua avvolge il suo capezzolo, lo succhio, lo lecco, lo mordo, so benissimo che tra il dolore e il piacere c’è una linea sottile e stare così, in bilico, mi eccita. Lei sospira, geme. Scendo più giù disegnando piccoli cerchi con la lingua su tutto il ventre, le soffio piano nell’ombelico provocandole brividi. Con una mano le accarezzo l’interno coscia, il suo respiro si fa sempre più irregolare così come la mia mano che la tocca con più energia. Lei vorrebbe che la baciassi lì, dov’è più grande il suo piacere, ma non mi basta, voglio portarla al limite, voglio che lei mi implori. La giro su se stessa, supina, parto dalle caviglie, le bacio, le lecco, proseguo lentamente per tutta la gamba, le tocco i glutei. Oddio quant’è bella! La mia lingua le attraversa l’incavo della schiena, le spalle, le afferro i capelli e la bacio. Lei geme, mi prega di leccarle la figa e io lo faccio. La spingo mettendola di schiena. Le sfioro il clitoride, ha un sussulto, spinge il bacino in avanti. Continuo a leccarla senza sosta, succhio il clitoride, lo morsico piano, ruoto la lingua descrivendo movimenti circolari. La penetro con uno, due dita, un magnifico dentro e fuori che la porta oltre tutti i confini. Il suo corpo è invaso da tante scariche elettriche che precedono l’orgasmo. Si muove frenetica nel letto, pronuncia frasi sconnesse. Il respiro sempre più irregolare e i suoi gemiti mi fanno capire che devo intensificare i movimenti. Poco dopo lei viene, ha un orgasmo fortissimo e mi urla in faccia tutto il suo piacere. La stringo dolcemente tra le braccia per calmarla.

Riprendiamo a baciarci, ho un’eccitazione addosso che è difficile da spiegare. L’attrazione che provo si potrebbe modellare con le mani tanto è forte. Lascio che lei faccia di me ciò che vuole, sono completamente sotto il suo controllo e mi piace. Mi spoglia, mi strappa letteralmente i vestiti di dosso, rimango completamente nuda, scoperta da ogni protezione e sicurezza. Lei apre un cassetto, mi chiede se mi fido di lei ed io istintivamente le dico di sì. Prende una benda nera e mi copre gli occhi. Mi ritrovo in una dimensione oscura fatta solo di puro piacere. Percepisco la sua lingua, le sue mani che lambiscono ogni parte del mio corpo. Mi godo ogni singolo attimo. Mi apre le gambe, so quello che sta per fare, non aspetto altro. Inizia la danza della sua lingua. Il mio clitoride è duro, sono incredibilmente bagnata, eccitata, vorrei che questo momento non finisse mai. Il mio corpo è avvolto dagli spasmi, gemo sempre più forte, sto per venire lo sento. Le dico di non smettere che mi sta facendo impazzire. Lei mi prende la mano, dita tra le dita, gliela stringo forte, mi contorco nelle lenzuola bordeaux, urlo, sto provando uno degli orgasmi più intensi della mia vita. Mi si annebbia la mente, attimi di immenso piacere. Lei si stende affianco a me. Siamo entrambe sudate, rimaniamo in silenzio, osservo il suo corpo meraviglioso, tonico, scolpito dall’esercizio fisico. Simona, la mia bella prof. dalle voglie segrete. Per tanto tempo è stata il mio sogno proibito ed ora si è trasformato in realtà.

Non sono ancora sazia di godere e credo nemmeno lei. Mi fissa con uno sguardo languido carico di desiderio. È ora di lasciarsi andare, di tirare fuori la mia parte a****lesca e istintiva. Le chiedo se in casa ha i giochi di cui tanto mi ha parlato. Lei infila una mano nel cassetto e mi porge un dildo, di quelli che si indossano con gli appositi slip.Muoio dalla voglia di scoparla, come se fossi un uomo. Lo indosso e le dico di farmi un pompino. Lei china il capo e inizia a succhiarlo guardandomi fissa negli occhi. Io le raccolgo i capelli e muovo il bacino fottendole la bocca. Le tengo ferma la testa andando più in profondità. Vedo che lei con una mano si sta toccando. Non resisto la devo prendere. La giro su un fianco e mi metto dietro di lei. Lo infilo tutto di colpo. Nonostante le notevoli dimensioni, il cazzo finto, entra facilmente dentro di lei. Il profumo dei suoi umori si diffonde nell’aria. Adoro l’odore del sesso. Stasera come non mai. Inizio a scoparla alternando movimenti lenti a spinte profonde, mi faccio prendere dalla foga e sento che lei apprezza. Con una mano le stringo un seno. Le tocco le labbra con un dito, lei lo morde, lo succhia. Con il dito inumidito dalla sua saliva le vado a stimolare il clitoride. Mi chiede poi di cambiare posizione. Mi metto sopra di lei. Mi bacia, mi stringe i glutei, mi graffia la schiena. Io la scopo sempre più forte. Simona asseconda i miei movimenti fino ad urlare. La guardo negli occhi nel momento stesso in cui viene, adoro quest’espressione del suo viso. Le passo un dito dall’apertura della sua figa e mi bagno dei suoi umori, scendo più giù, voglio sodomizzarla. Lei mi guarda spaventata per questa decisione improvvisa. Piano introduco il dito nel suo culetto, fino in fondo. Lei sospira. Lo tolgo e lo rimetto diverse volte. Poi la prendo. La faccio mettere a quattro zampe. Lei all’inizio si oppone ma io con decisione le rispondo che deve fare quello che voglio. Prendo del gel lubrificante all’interno del comodino. Lo cospargo sul cazzo e glielo spingo dentro al culo. Lei si dimena, dice che non lo ha mai preso e che le fa male. Le dico di stare calma, di rilassarsi e di spingere il culo in fuori. Poco dopo il suo dolore si tramuta in piacere. Le scopo il culo con tutta la forza che ho. Le dico di muoversi di oscillare le natiche, di farmi vedere quant’è troia. E lei lo fa. Si muove in un modo così sensuale che potrei avere un orgasmo solo a guardarla. Andiamo avanti per un periodo di tempo che non so quantificare. Siamo nel nostro mondo, al di fuori tutto appare diverso. Viene di nuovo, crollando esausta sul letto. L’abbraccio con infinita dolcezza. Da ripetere, di sicuro, in molte altre serate.


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