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Il piacere di non sapere

Nel periodo di Natale tutti siamo più buoni e propensi alle buone azioni. Per questo il 20 dicembre finite le lezioni all'università Roberto decide di passare dalla zia 56enne che gli aveva chiesto di dargli una mano con gli addobbi di Natale perchè suo marito ormai 60enne non ha più la voglia di badare alle cose di casa e difficilmente si alza dal divano, al massimo passa del tempo in garage tra gli attrezzi "fai da te" sperando di mettere insieme un qualcosa di utile per la casa(senza quasi mai riuscirci). Roberto passava molto tempo durante l'infanzia a casa degli zii, felici di passare del tempo con lui dal momento che non hanno potuto avere figli dal loro matrimonio, una coppia normale e sana che però, col passare del tempo, si è rifugiata nelle normalità della vita quotidiana. A 25 anni Roberto preferirebbe passare il tempo con i suoi coetanei o con la sua nuova ragazza Caterina, ma visto che è Natale ha deciso di passare dagli zii a dare una mano e cogliere l'occasione per fare loro gli auguri per le feste che ormai sono alle porte. Mara e Carlo abitano in un quartiere molto rinomato dove abitano le famiglie "bene" della città, tutte villette singole perfette che sembrano finte a guardarle. Arrivato al civico n.36 di Via Angiurette Roberto osserva i particolare esterni della casa, giardino perfetto, nemmeno una foglia sul viale come se gli alberi fossero finti, i cani silenziosi e coccolosi e la macchina parcheggiata sotto la tettoia vicino al garage, silenzio. Appena prima di suonare zia Mara apre il portone d'entrata senza che Roberto avesse suonato, come se lo stesse aspettando. In punta di piedi la zia si avvicina e lo saluta stringendolo forte a se. Sottovoce la zia le dice:" Ciao Roberto, ti stavo aspettando alla finestra perchè zio Carlo sta dormendo in divano, sia mai che qualcuno lo svegli o addio alla mia tranquillità, si sveglia e da su tutte le furie, poveretto, è stanco e capisco voglia godersi un po' di pace dopo il lavoro..." e Roberto: "Ciao zia, tranquilla nessun problema... era da tantissimo che non venivo da voi! E' tutto perfetto e in ordine, lo fai sgobbare lo zio eh?".

Zia Mara: "In realtà lui non fa niente dalla mattina alla sera, ogni tanto fa qualche consulenza per la banca al mattino, giusto per non staccarsi troppo dai suoi 40 anni di lavoro, ma per il resto non fa altro che poltrire in divano tutto il giorno, lasciamo stare va..." Sospiro. "Vieni dai, andiamo a prenderel'albero e gli addobbi, sono giù in taverna e da sola non riesco a portarli sopra, mi dai una mano?".

Roberto: "Certo, andiamo! Non ho fretta ma tra 2 orette dovrei trovarmi con Caterina, la mia ragazza, per andare a prendere gli ultimi regali, donne...".

Zia Mara: "Fortunata Caterina che ha un uomo che le fa compagnia e la fa svagare un po', magari potessi tornare indietro di qualche anno... ahhh la gioventù..."

Roberto un po' confuso e imbarazzato prosegue giù dalle scale seguendo la zia che si appresta a prendere una scala per raggiungere le s**tole con gli addobbi.

Roberto: "Aspetta zia ti tengo la scala mentre sali, non si sa mai..."

Zia Mara: "Grazie! Ho sempre paura quando mi arrampico di cadere con le chiappe a terra..."

Mentra zia mara fa i primi scalini Roberto non può far altro che osservare le curve ben delineate e graziose della zia, lotta contro sè stesso per guardare altrove senza nessun risultato fino a quando i suoi occhi si fermano, accompagnati da un batticuore ed un'erezione istantanea quando, del tutto sbigottito, nota che la zia non porta l'intimo, l'immagine del suo pube naturale e formoso lo fanno diventare rosso come un peperone.

Sua zia sentendo che non apre bocca guarda verso il basso e sghignazzando tra sè nota lo stupore del nipote cogliendo in lui un imbarazzo genuino e allo stesso tempo eccitatnte per lei. Quindi come se nulla fosse scende dalla scala porgendo a Roberto le 2 s**tole con gli addobbi. Roberto le prende con molta sbadataggine e una alla volta le porta al primo piano dove sistemeranno l'albero di Natale.

Zia Mara: "Posso offrirti qualcosa? Un bicchiere di vino o un caffè?"

Roberto: "Grazie zia, ma sono apposto così, lo zio? sta ancora dormendo?"

Zia Mara: "Carloooooo(urlando), Carloooo! C'è Roberto! Vuole salutarti, scendi dai sono le 5 ormai! E' sempre così, se non lo costringi ad alzarsi va avanti ad oltranza!"

Roberto: "Ciao zio! come stai? Scusa ma non volevo disturbarti, sono passato per dare una mano alla zia con gli addobbi..."

Zio Carlo: "Ehi! Ciao Roby, figurati... nessun problema, stavo giusto uscendo per andare a prenotare i biglietti del treno per Milano, mi hanno assegnato un premio quelli della banca e lunedì fanno una conferenza vicino alla Bocconi e mi consegneranno una targa... Bello no?"

Roberto: "Caspita! Complimenti zio!"

Zio Carlo: "Grazie grazie, ma tua zia non è mai contenta di quello che faccio, se fosse per lei non dovrei nemmeno più lavorare... donne..."

Roberto: "(sorridendo) Eh lo so, non si accontentano mai!"

Zia Mara: "Finitela voi... Vai dove devi andare noi finiamo di fare l'albero, chissà che dia un tocco di felicità alla casa... su su!"

Zio Carlo: "Ciao Roberto saluta mamma e papà e fai loro tanti auguri!"

Roberto: "Grazie zio, anche a te!"

Dopo una buona mezz'ora gli addobbi sull'albero erano quasi finiti, mancava solo del cotone(che la zia metteva sempre sull'albero per dare l'illusione della neve) e il lavorosarebbe stato finito.

Zia Mara: "Vado a prendere del cotone, intanto vai giù a prendere la punta con la stella giù in taverna"

Roberto scende in taverna a rovistare tra le s**tole degli oggetti natalizi, ma della punta per l'albero nessuna traccia, decide quindi di chiamare la zia per farsi dire dov'è. Quando Zia Mara arrivò disse: "Bastava che salissi la scala... la vedevi subito, faccio io...". La Zia salì nuovamente la scala e questa volta accentuò l'allargare delle gambe per mostrare il suo tesoro al giovane nipote senza dare nulla al caso, voleva mettergli davanti agli occhi ciò che da un po' nessuno osservava più con così tanta meraviglia e stupore. Roberto non potè fare altro che staccarsi dalla scala, facendo così notare tutta la sua timidità. Zia Mara: "Roberto! C'è qualcosa che non va?"

Roberto: (balbettando e paonazzo in viso)"No zia... solo... insomma... Beh! sei senza mutande, scusa ma non potevo far finta di nulla..."

Zia Mara: "Beh non sentirti a disagio, mi piace essere libera mentre sono a casa! Spero di non averti traumatizzato!" ridendosela sotto i baffi. "E' come se io vedessi te nudo, non ci sono problemi, potrei essere tua mamma!"

Roberto: "Beh, mia mamma le mutande le ha sempre addosso!"

Zia Mara: "Amen. A me piace stare così, anzi sai cosa ti dico? Ora mi spoglio, è da tanto che sognavo di farmi guardare da degli occhi così giovani e puri come i tuoi..."

Roberto: "Zia, ti prego... Mi metti a disagio, vado di sopra io..."

Zia Mara con il tipico vestito da casalinga tirato giù sulla pancia e il reggiseno in bella vista lo bloccò sulle scale, prese una sua mano e la poggiò sul suo seno, Roberto non era in grado di battere una palpebra e lei cominciò a togliersi tutto ciò che aveva addosso, il vestito e il reggiseno. Piano e dolcemente cominciò a sbottonare i pantaloni del nipote inerme, che non sapeva cosa fare e cosa dire, ma allo stesso tempo sapeva di non voler fermare quegli attimi.

Quando tutti e due furono completamente svestiti cominciarono a sfiorare i propri corpi, le forme rotonde e curve della zia lo facevano eccitare da morire, e lei si mise sulle ginocchia assaporando il frutto della giovinezza che in quel momento si trovava nella sua casa. Gustando il suo membro lei continuava a guardarlo negli occhi che lui non osava incrociare guardando verso il soffitto. Lei si alzò e accompagnandolo verso il tavolo della taverna, gli fece cenno di stendercisi sopra, nonostante il suo leggero sovrappeso, con un balzo si mise sopra di lui e con estrema delicatezza accompagnò la sua forte ma gentile penetrazione. Il tavolo reggeva ai loro balzi e alle loro percussioni condite da amore platonico ed erotismo. Lui non staccava un attimo la bocca dal suo grande e formosissimo seno fino a quando a squarciagola lui gridò per il sollevante orgasmo che la zia le aveva regalato.

Continua...


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