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Il nipote di mia moglie
Oggi è vacanza ,marito a lavoro,i ragazzi in gita con la scuola e cosi ho deciso di dedicarmi un po’ di coccole.
Ho appena finito di depilarmi le gambe e di dare una sfoltita ai peli della mia passera ,mi piace che sia sempre in ordine, mio marito insiste sempre su farmi la pelata ,mi vorrebbe glabra come una ragazzina ,ma non amo la rasatura stile Cogiack, il pelo pubico ha il suo perché e distingue una signora da una troia, anche se per quanto mi riguarda posso dire con fierezza si saper appartenere sia all‘una che all‘altra categoria quando voglio.
Sono nuda d’avanti alla finestra che si affaccia sul cortile condominiale ,seduta sul bordo della vasca a cosce larghe intenta a dare gli ultimi ritocchi. Mi osservo riflessa nel grosso specchio a parete dietro il lavabo, a 42 anni ho un aspetto ancora molto piu che desiderabile ,da fare invidia a una ventenne.
La pelle liscia, tette elastiche e sode, i glutei tondi e tra le cosce ben tornite ,una passerina stretta e rosea, certo non solo merito di madre natura o di diete e palestra, ma neanche il più critico dei giudici noterebbe quei piccoli interventi che mi hanno permesso di mantenere una simile forma fisica.
Sono Arrapante, in ufficio me lo sento ripetere spesso, anche se sono il capo la cosa mi lusinga sempre e non biasimo tutti quei maschietti che mi muoiono dietro.
Mi sfioro appena e con piacere scopro di essere un po’ bagnata una sensazione adolescenziale mi sale dallo stomaco, riempie la mia testa di pensieri sconci e licenziosi, sono li per li per dare forma con le dita a quelle fantasie quando suona il campanello della porta.
Indosso l’accappatoio prima di andare a vedere chi rompe.
Mi ritrovo davanti Giulio, mio nipote, lui e suo padre, mio fratello Enrico, abitano nello stesso condominio, nella scala a fianco alla mia, mi fa sempre piacere vederlo.
Si scusa per il disturbo, ammette con un certo imbarazzo di aver lasciato le chiavi in casa.
Era uscito un attimo per parlare con un amico ed è rimasto fuori, mi chiede il favore di fare una telefonata e avvisare i suoi.
Lo invito ad entrare e gli indico il telefono ,ci mette un attimo poi mi dice che non riesce a contattare nessuno e mi chiede se può aspettare li con me sua madre, mia cognata Cinzia, che dovrebbe tornare tra un’ oretta. Addio ai miei piani di relax.
Lo faccio accomodare in salotto gli chiedo se gradisce un po’ di the freddo ,fa un po’ di cerimonie ma alla fine accetta.
Torno in salotto con due bicchieri di the ghiacciati ideali per una giornata cosi afosa, gliene porgo uno e poi mi seggo con lui sul divano. Parliamo del più e del meno. Giulio ha quasi 30 anni, ma è come se fosse un ragazzino di 13 anni, timido,riservato, in famiglia si dice che sia un po’ ritardato , personalmente penso che sia stato il malsano rapporto con la madre a rovinarlo, troppo protettiva, sempre presente, asfissiante, glielo ripetevo sempre a mio fratello che il comportamento della moglie gli avrebbe rovinato il figlio ,persino adesso che siamo li insieme sembra imbarazzato ,confuso ha la faccia accesa di un rosso intenso.
Non ne capisco il motivo ,poi seguo il suo sguardo nascosto dietro i pesanti occhiali da vista che per tutto il tempo mi è rimasto appiccicato addosso dal collo in giu. Fa così caldo che nemmeno mi accorgo di non aver stretto bene il nodo dell’accappatoio.
Le tette fanno capolino dal bordo di spugna mostrando per interi le areole un po’ scure dei mie capezzoli e se non avessi le gambe accavallate credo che anche la passera sarebbe in bella mostra
Sono praticamente nuda sotto ai suoi occhi.
Cerco di ricompormi, lui nervoso si alza ,mi chiede se può usare il bagno tiene le mani incrociate d’avanti cercando di nasconde l’ evidente erezione. Lo accompagno e lo lascio per alcuni minuti.
Vado in camera per indossare l’intimo ,ripensando a quello che è appena successo non posso che provare un certo divertimento.
Giulio è cosi timido che non mostra mai interesse per nessuna donna, ho spesso pensato che fosse persino Gay, avergli causato quella reazione mi fa sorridere, l’idea di stuzzicarlo ancora un po’ mi solletica la fantasia ,cosi cerco nell’armadio qualcosa di audace . Indosso un completino microscopico viola in lycra ,pochi centimetri di stoffa tutta pizzo e trasparenze fatto per sedurre ,da vera zoccola, uno dei tanti regali di mio Cognato Luciano il fratello di mio marito, che in fatto di lingerie sexy ha una vera passione ,per non parlare di una malcelata passione che ha anche nei miei confronti, visto i regali e le continue avance che mi fa anche d’avanti al fratello che stranamente tace.
Per completare l’opera metto le autoreggenti nere, una vestaglietta corta di seta coordinata e le scarpe col tacco dodici.
Giulio tarda ad uscire dal bagno, curiosa come sono ,accucciata come una ladra mi accosto alla porta la apro quanto basta per sbirciare dentro ,non ho avuto il tempo di sistemare la stanza e tutta la mia roba è sparsa in giro.
Giulio sta in piedi davanti allo specchio del lavandino sul quale ha sistemato l’abitino nero che avevo indossato quella mattina, pantaloni e slip calati ,in una mano stringe un fagotto fatto dalle mie mutandine ,il reggiseno e i collant smessi prima di fare la doccia e nell’altra scuote con vigore quello che è il cazzo più grosso mai visto in tutta la mia vita.
L’immagine di quell’uccello mastodontico mi si stampa nella testa e resta come un fermo immagine nei miei occhi , sono in ginocchio atterrita da tanta abbondanza, provo l’istinto di emulare il suo gesto di autoerotismo, le mie mani scivolano golose tra le mie cosce ,collaborano per scoprirmi la fica e penetrarla in ordine con le dita. Sono fradicia, bagnata ,mi godo le sensazioni che quello spettacolo inatteso mi stanno regalando, vicino all’orgasmo chiudo gli occhi per percepirne tutti i particolari.
Gemiamo insieme, lui guaisce spruzzando tutto ciò che aveva da offrire nell’interno dei miei slip usato a modo di serbatoio ,io squittisco bagnandomi il palmo della mano e inzuppando le mutandine che indosso colorandole di scuro.
Quando Giulio esce dal bagno ,mi faccio trovare seduta sulla sedia vicino alla porta, con aria severa gli chiedo cosa stava facendo chiuso nel cesso.
Lui capisce di essere stato colto in flagrante e arrossisce pieno di vergogna.
Mi supplica di non dire niente alla mamma ,io recito la mia parte, lo prendo per un orecchio e lo riporto in bagno ,le mie mutandine sono sul pavimento arrotolate come un vecchio fazzoletto usato.
Lo tiro su, l’interno è carico di sperma, lo apro e glielo metto sotto il naso chiedendogli cos’è quella roba appiccicosa.
Lui non mi risponde, allora io faccio per annusarla ci puccio un dito dentro e me lo porto alla bocca, assaggiandola.
Delizioso sapore di sperma ancora caldo.
Lui mi guarda sconvolto, gli dico di sedersi sul bordo della vasca gustandomi i residui di quel liquido che impregnano le dita, mi accomodo alla sua sinistra comincio a rassicurarlo, lo accarezzo, lo bacio volontariamente vicino alla bocca, lo abbraccio strisciandomi contro , gli dico che è normale che provi certi istinti ,è normale che senta il bisogno di assecondarli ,ma che non deve nascondermi certi desideri ,ma anzi manifestarli ,lui continua ad essere reticente allora passo all’azione.
Sciolgo il nodo della vestaglia e la lascio cadere per terra, poi mi alzo e mi piazzo in piedi tra le sue cosce, chiedendogli se gli piace quello che vede ,devo ins****re per farmi guardare.
Finalmente ammette che mi trova stupenda e che gli piace molto il completino intimo che indosso, in special modo le mutandine,io generosa faccio una lenta piroetta fino a mostrargli le spalle mi piego leggermente in avanti per fargli vedere come una sottilissima striscia di stoffa corra tra le mie natiche ,gli dico che se prova l’istinto di farlo può toccarmi il culo, lui esita un po’, ma alla fine dietro le mie insistenza cede
Le sue mani mi afferrano le chiappe ,le strizzano le separano, i suoi pollici si spostano dall‘alto in basso e viceversa nel solco tra le mie chiappe soffermandosi il più delle volte sull‘ano e più in basso su mio sesso polposo. Giulio non può fare a meno di farmi notare quanto il cavallo delle mie mutandine sia inzuppato.
La sua immagine riflessa dallo specchio, mi mostra il viso mutare in mille espressioni tra il godimento e il dolore fisico, gli chiedo se l’ha duro, lui annuisce. Gli dico di tirarlo fuori, ma lui impietrisce. Lo tranquillizzo dicendogli che non voglio saltargli addosso,ma che deve sentirsi libero di esprimere e manifestare ogni bisogno con me, ma Giulio non sembra convinto.
Mi inginocchio tra le sue gambe ignoro le sue proteste e gli tiro fuori l’uccello, anche se solo per pochi secondi finalmente ho il privilegio di stringere quel prodigio tra le dita, faccio una stima delle sue dimensioni, lunghezza e volume e devo ammettere che io stessa sarei in difficoltà ad prendere dentro quel pezzo di carne. Restiamo per un attimo in silenzio, l’uno di fronte all’altra.
Ho Fame!
Il suo uccello è completamente eretto, la sua cappella rosso fuoco e gonfia è perlata di goccioline bianche, i testicoli nascosti sotto una folta peluria, grossi come albicocche sono gonfi ,li sfioro appena, lui si irrigidisce, li sento pieni e pesanti. Ho voglia di mangiarmelo vivo! Gli dico che se ne sente la necessità ed è evidente viste le sue condizioni , può masturbarsi.
Lui stranisce e mi chiede se deve farlo lì davanti a me, gli rispondo che è una cosa naturalissima, che io stessa faccio ricorso a quel genere di pratica quando ne sento bisogno, lui stranamente si lascia sfuggire un “lo so”. Quando gli chiedo spiegazioni resta in silenzio.
Certo i nostri rispettivi appartamenti anche se su due scale diverse coincidono per piano e disposizioni delle camere ,ma non avevo mai avuto il sospetto che potesse spiarmi e vedere quello che facevo nella privacy della mia casa
Insisto e lui per tutta risposta mi accusa di non chiudere mai le tende ,di fare tutto alla luce del giorno senza un minimo di pudore, poi abbassa lo sguardo e resta in silenzio.
Lo tranquillizzo, non sono arrabbiata, gli chiedo cosa ha visto, lui mi fa un decalogo di tutte le mie abitudini ,come mi vesto per andare in ufficio, la mia toilette quotidiana , di quando ho avuto l‘ultimo ciclo, che spesso mi masturbo la mattina presto appena sveglia nel letto con mio marito che dorme li a fianco o sotto la doccia usando il getto del doccione della vasca, del piacere che provo ad infilarmi oggetti nel culo ,oggetti come le palline cinesi e piccoli falli colorati di plastica a batterie.
Arrossisco quando mi parla dello Zio Luciano, di tutte le volte che approfittando dell’assenza del fratello viene a trovarmi ,con il solito completino intimo in regalo e di come alle sue insistenze per provarli d’avanti a lui io non sappia oppormi, nemmeno quando mi riprende con una videocamera o si masturba guardandomi seduto sul mio letto. Cerco di difendermi che non facciamo niente di male, che lo zio non mi ha mai sfiorata, ma si limita a guardare e a smanacciarsi da solo.
Giulio si lascia sfuggire tra i denti che sono una Troia e d’istinto gli mollo un ceffone di cui però mi pento subito.
Sembra arrabbiato e non posso dargli torto, gli chiedo scusa ,ma lui niente resta muto insisto e gli domando se posso fare qualcosa per farmi perdonare, niente, cocciuto com‘è non mi degna di uno sguardo, sto per dirgli qualcosa per consolarlo ,ma lui mi anticipa chiedendomi di togliermi il reggiseno.
Rimango sorpresa per quella iniziativa, lui mi risponde che sono stata io a dirgli di manifestare ogni desiderio e che in quel momento sente il bisogno di vedermi le tette ,non posso che darli ragione e ne assecondo la richiesta.
Giulio rimane ammirato, comincia a toccarsi, stando ancora seduta sul pavimento d‘avanti a lui il suo uccello è proprio sotto ai miei occhi ,mi chiede se posso pizzicarmi i capezzoli per farli diventare turgidi e io lo faccio senza problemi, il gioco comincia ad intrigarmi. Mi divora con gli occhi, mi chiede se posso mettermi carponi su pavimento dandogli il culo. Lo faccio precisando però che non può toccarmi. Lui è d’accordo.
Sono gattoni davanti a lui, come mi chiede allargo leggermente le gambe e comincio a toccarmi da sola. Ho la fica in fiamme!
Lui mi dirige come una marionetta.
Seguendo le sue indicazioni, prima muovo le dita in senso circolare sopra gli slip fradici, poi col medio spingo il più possibile il tessuto tra le labbra in maniera che si impregni per bene degli umori che copiosi trasudano.
Ho un sussulto quando sento le sue mani sui fianchi, lui mi tranquillizza che vuole solo sfilarmi le mutandine per vedere meglio la mia fica, le cose stanno andando diversamente da come mi ero riproposta, anche se con enorme imbarazzo lo lascio fare.
Ormai sono nuda davanti a mio nipote, carponi sul pavimento del bagno dietro sue richiesta spingo ,prima una, poi due e alla fine tre dita dentro la fica ,mentre lui seduto dietro di me troneggia scuotendo lo scettro di carne sulla cui punta ha messo a modo di cappello le mie mutandine appena tolte.
Fa caldo ,un caldo tremendo in quella stanza da bagno troppo minuscola, la mia passera ,percossa senza riguardo fa un rumore osceno sono un lago tanto da aver formato una piccola pozza sotto le mie ginocchia sul pavimento, l’odore di sesso è forte, il calore emanato dai nostri corpi sta facendo salire la temperatura ,Giulio ripete più volte il mio nome, come una supplica, anche se non trova il coraggio di chiedermelo so cosa vorrebbe.
Vorrebbe poter sostituire le mie dita con il suo enorme cazzo, ma anche se vorrei, qualcosa mi impedisce di pronunciare quell’atteso SI.
Giulio è allo stremo ,prende coraggio, impaziente mi tira a se tenendomi per i fianchi, fingo di volergli res****re mentre sento la punta del suo cazzo premere contro le labbra della mia fica.
Mio nipote è Enorme, mostruoso, gli dico che non può mettermelo dentro, non ci starà mai, ma come speravo questo lo sprona a dare il meglio di se.
Lentamente con tenacia e delicatezza, si fa largo dentro di me,mi riempie come mai lo sono stata in tutta la mia vita.
Quando finalmente è dentro comincia a muoversi.
Da sotto osservo il suo uccello tra le cosce sparire e riapparire divorato dentro di me ad un ritmo sempre più crescente, è incredibile che buona parte di lui anche quando è spinto fino in fondo rimanga fuori.
Le sue palle, i suoi enormi testicoli, danzano in maniera ipnotica, allungo una mano per accarezzarle, commetto un errore quando provo a strizzarle.
Giulio protesta, mi pianta le unghie nel culo e grugnendo viene spruzzandomi un fiume di sborra rovente dentro la fica, cosi abbondantemente che ho seriamente paura che ne resterò incinta, quando si ritira il suo uccello ancora schizzando gli ultimi fiotti di sperma che mi vanno a coprire il culo e le calze nere di seta.
Restiamo stremati per alcuni istanti, mi sento dilatata all’inverosimile,rotta persino, faccio per alzarmi dal pavimento, ma lui sembra già essersi ripreso ,mi presenta di nuovo il suo cazzo in tiro, provo a dirgli che mi fa un po’ male, mi risponde che sarà un vero piacere vedermi usare la bocca.
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