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Io e il mio bambino 3

Storia trovata su internet

Sono ancora io, Elena, la mamma di Andrea, con il quale ho avuto una relazione i****tuosa durata tre anni. Quando Andrea aveva 17 anni e io 36, una notte ci siamo fatti un paio di scopate, e da allora per tre anni abbiamo vissuto non come madre e figlio ma come marito e moglie: dormivamo insieme nel letto matrimoniale ed era sesso quasi tutte le sere. Il tutto, ovviamente, nel più assoluto segreto.
Poi Andrea ha conosciuto una ragazza ed il gioco è finito. Io ho convissuto per un paio d’ anni con Claudio, un uomo conosciuto ad un matrimonio di amici; poi ci siamo lasciati e lui se ne è tornato a vivere con sua madre, lasciandomi sola.
La vita scorreva tranquilla fino a un paio si anni fa, quando una sera Andrea venne a mangiare da me e mi disse che anche lui e la sua compagna avevano deciso di darci un taglio.
“Ora sto ancora da lei, ma mi sto cercando un appartamentino dove trasferirmi” mi disse.
Gli proposi di trasferirsi da me, almeno temporaneamente. Lui accettò e nel giro di un paio di giorni trasferì tutte le sue cose a casa mia. Ovviamente mise tutto nella sua stanza, e io gli feci trovare pronto il lettino in cui aveva sempre dormito.
Il giorno in cui si trasferì a casa mia eravamo tutti e due abbastanza giù di morale, e durante la cena parlammo un po’ del passato, e il discorso finì inevitabilmente su quei tre anni.
Avevo appena finito di lavare i piatti quando, uscendo dalla cucina me lo trovai davanti. Lo guardai bene: ora era un uomo, un paio di mesi dopo avrebbe compiuto 23 anni e tre giorni prima io ne avrei avuti 42. Restammo per parecchi secondi a guardarci in faccia senza dire nulla; poi io ruppi il silenzio: “Andrea, non mi pare il caso…” “Perché no, mamma?” rispose lui. Poi mi abbracciò, mi avvicinò a lui e appoggiò le labbra sulle mie. Non mi sognai nemmeno di res****re. Le nostre bocche si aprirono, la sua lingua andò a cercare la mia e la trovò subito, mentre sentivo la sua mano sinistra intrufolarsi sotto il maglione e posarmisi sulla coppa del reggiseno. Dopo un po’ si staccò da me, io lo presi per mano e andammo in camera da letto; qui nel giro di pochi secondi i nostri indumenti erano sparpagliati per tutta la stanza e noi eravamo sotto le lenzuola, nudi e avvinghiati in una passione incontrollabile. Tutti e due venivamo da un periodo di astinenza abbastanza lungo, quindi non si fermò se non dopo avermi inondata con il suo seme per la terza volta.
Dopo che ci fummo sfogati, io ero coricata con Andrea abbracciato a me con la sua testa sul mio seno. “Ti è piaciuto, mamma?” La risposta mi uscì di botto: “È stato bellissimo, amore” e poi rimasi sorpresa: non lo avevo mai chiamato così. “Lo abbiamo fatto tante volte ma non è mai stato bello come oggi”. Poi lo facemmo ancora, e poi ancora, e ci addormentammo, completamente esausti, solo alle 3 del mattino. La mattina dopo era domenica, ci svegliammo verso le 10 e restammo a letto a coccolarci e a fare l’ amore fino a oltre mezzogiorno.
Dopo pranzo Andrea uscì con alcuni amici e io rimasi in casa.
Quello che era successo quella notte e le notti successive, dopo la passione e l’ entusiasmo iniziali, mi aveva lasciato un certo turbamento. La relazione i****tuosa che per tre anni avevo portato avanti con mio figlio era stata più che altro un gioco, ma ora la cosa era molto diversa. Avevo avuto nella mia vita quattro uomini: Andrea, suo padre, Alfonso (un collega con cui ero stata per circa tre anni dopo la morte di mio marito) e Claudio. Con tutti il sesso non mi era mai mancato, ma con mio figlio, come ho detto, era stato più che altro un gioco, un gioco che ora mi stava sfuggendo di mano. La cosa che mi spaventava era che ero felice al pensiero che la prossima notte l’ avrei trascorsa ancora nuda a letto con Andrea, mentre non mi passava neanche per la testa di cercarmi un altro uomo. Mi stavo forse innamorando di mio figlio? Era questo un pensiero che mi riempiva di angoscia. Se già il sesso tra madre e figlio era una cosa “sporca” e contro natura, figuriamoci una madre che del proprio figlio si innamora al punto da non desiderare più nessun altro uomo.
Ci pensavo ancora quella sera mentre ero coricata sotto le coperte, nuda e a gambe spalancate con il membro di mio figlio che si muoveva avanti e indietro dentro di me.
Alla fine Andrea se ne accorse, e mi disse: “Che c’ è, mamma, oggi mi sembri preoccupata”. Io gli parlai dei miei turbamenti, e lui mi rispose: “Non preoccuparti, mamma: anch’ io mi sono accorto che non voglio nessun altra donna, voglio stare solo con te”. Io gli dissi che era stato il migliore degli uomini che avevo avuto. Gli dissi che se un domani avesse voluto farsi una famiglia io ne sarei stata solo felice, ma mi assicurò che, almeno per ora, non ci pensava nemmeno. “Voglio stare con la mia mamma e scoparmela tutte le volte che voglio”, disse sorridendo. Restammo per qualche secondo a guardarci negli occhi senza dire nulla, poi fui io a rompere il silenzio.
"Ti amo, Andrea. Ti amo tanto"
"Anch' io ti amo, mamma".
“E ora voglio fare un’ altra cosa” disse. Mi fece coricare sulla pancia, appoggiò il suo pisello al mio ano e iniziò a spingere. Lo avevamo fatto altre volte, ma mai come in quel momento senza lubrificazione. Lo sentii entrarmi nell’ intestino, e solo quando fu dentro per quasi tutta la sua lunghezza iniziò a pompare.
Si fermò solo quando si scaricò dentro si me, come al solito.
Una sera eravamo andati a fare spesa, e tornando, mentre io guidavo mi infilò una mano sotto la gonna e iniziò ad accarezzarmi la coscia. E mi chiese: “Mamma, lo hai mai fatto in macchina?” Mi misi a ridere. “Amore, tu sei stato concepito sul sedile dietro della macchina di tuo padre”. Lui invece non lo aveva mai fatto, e voleva provare. Ci fermammo in una stradina di campagna, ci trasferimmo sul sedile dietro e ci facemmo un paio di scopate. Poi volle un pompino, al termine del quale, come avevamo sempre fatto, ci baciammo e io gli restituii una parte dello sperma con cui mi aveva riempito la bocca. Ne ingoiammo metà ciascuno, come ai vecchi tempi.
La relazione tra me e Andrea era così ripresa. Come prima lui e io dormiamo insieme e facciamo l’ amore quasi tutte le sere. Andrea è il migliore amante che possa desiderare: dolce, premuroso, e a letto ci sa fare come nessuno degli altri uomini che nel mio letto sono entrati. Sono passati ormai due anni da quando è tornato a casa, ma ogni sera è come se fosse la prima volta.
Quando sto con lui provo un’eccitazione che non avevo mai provato con nessun altro uomo, una felicità mai conosciuta prima. La stessa cosa è per lui: siamo ormai una coppia a tutti gli effetti, felici e reciprocamente innamorati, con l’ unica anomalia che siamo madre e figlio.
Un’ altra volta siamo andati in vacanza insieme, stavolta in Grecia, e anche qui, lontano da chiunque ci conoscesse, ci comportavamo come una coppia qualunque: camminavamo mano nella mano e non disdegnavamo di scambiarci qualche bacio in pubblico.
Magari un giorno Andrea si staccherà da me e si farà una famiglia (chissà), magari un giorno io metterò la testa a posto (difficile), ma per ora siamo solo felici.


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