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Vieni in camera mi gridò la mamma

Seguito di Non ti muovere dissi a mamma mentre la sculacciavo. - Storia trovata su internet

“Vieni in camera – mi gridò mamma - ti devo far vedere una cosa!”.
In camera mamma era distesa sul letto nuda. M’invitò presso di lei e mi abbracciò.
“Un capriccio improvviso?”.
“Che giorno è oggi?” mi chiese.
“Non so! Fammi pensare... Immagino il 14 luglio”.
“E allora?”.
“Un giorno come un altro. Niente di speciale. Forse un po’ più caldo del solito!”, dissi io.
“Che c’entra la temperatura! Oggi, 14 Luglio è la presa della Bastiglia! Festa per i francesi... E anche per me che, pur essendo nata in Italia, sono mezza francese perché figlia di genitori francesi. Ragione di sangue!”.
“Mestruo, mamma?”.
“Scemo! Sangue inteso come nascita!”.
“Beh, e con questo? Il 14 luglio non l’abbiamo mai festeggiato!”.
“Cominciamo da oggi! Festa per i francesi e per noi”.
“Così festeggiamo la presa della Bastiglia! Facendo l’amore?”.
“Sì, ma non nel solito modo!”.
“C’est à dire?”.
“Con la presa della Bastiglia !”.
Intanto mi aveva preso in bocca il cazzo.
“Se festeggiamo così, Vive la France!”.
“E tu non collabori? Oggi, sciopero bianco? Non ti va?”.
“Ma no! E’ che sto pensando”.
“A cosa?”.
“A questa festa inaspettata!”.
“Lascia perdere la festa e datti da fare. Altrimenti mi vesto e rimandiamo tutto a data da destinarsi!”.
“Non dire fesserie! Lo sai che sono sempre pronto come la tavola calda!”. Infatti, mi misi ad accarezzarla e baciarla come facevo nei momenti di maggiore eccitazione. Le leccai il seno nel modo in cui lei maggiormente godeva, poi passai al basso ventre dilungandomi sulla zona inguinale. Dopo un po’ che mi davo daffare mamma disse: “Se non mi giri difficilmente prenderai la Bastiglia!”. Mamma aveva deciso di festeggiare il 14 luglio con una presa memorabile, con un’entrata trionfale. Chiaramente l’idea mi eccitò oltre ogni dire. Non soltanto la girai di colpo, ma accompagnai la nuova posizione con leccate preliminari dietro le ginocchia e risalendo ai glutei che morsicai fino quasi a renderli cianotici. Poi mi dedicai alla rosellina anale. Lì mi soffermai insalivandola e rendendola scorrevole non soltanto alle dita che le infilai dentro ma a qualsiasi oggetto superiore ai dieci centimetri di circonferenza. Mamma intanto continuava a masturbarmi. Poi lo volle di nuovo prendere in bocca per insalivarmelo meglio. Voglioso di proceder la misi a gattoni continuando ad accarezzarla. Quando ho sentito che stava per venire ho portato il cazzo verso il suo ano e ho cominciato a spingere.
“Fai piano, ti prego! E’ la prima volta che lo faccio!”.
Anche se ritengo che la penetrazione anale, per essere tale, deve procurare un po’ di dolore. Il male fa parte dell’atto, che certo, non può essere paragonato a un coito normale. Per non contrariarla, e magari crearle un rigetto irreversibile, le sputai sulla rosellina anale. Mamma lasciava fare anzi agevolava i miei movimenti e spesso li accompagnava con sospiri di desiderio. Con pressione lenta e costante ci riuscii splendidamente tanto che come sentii che la stavo possedendo tutta le chiesi se lo sentiva bene e se le piaceva.
“Oh! – rispose – la sensazione è di sazietà. E’ come se avessi tutto il basso ventre occupato. Non fa per nulla male! Anzi, stimola ulteriormente il piacere della vagina.” Per non perdere il piacere che stava montando, mentre cominciavo a muovermi in quella nuova guaina stretta, le ho accarezzato circolarmente la clitoride, aumentando, a mano a mano, la velocità. Dopo cinque minuti (ma il tempo in quei momenti non è quantificabile) sentii mamma che cominciava a mugolare.
“Mi piace! Sì, mi piace! Muovi più forte! Ti voglio sentire! Fammi un po’ di male!”
A quel punto non mi trattenni più le diedi cinque o sei colpi profondi e ben assestati E quando ho cominciato a eiaculare, mamma ha gettato un urlo: “E’ troppo bello! Mi sento mancare! E’ un piacere fantastico! Vengo!”
Quando mi sono sfilato, mamma non ha saputo trattenersi e si è gettata a prendermi in bocca il cazzo per pulirmelo dei residui di sborra e delle gocce di sangue che si erano formate per un sfregamento un po’ troppo forte è stato allora che mamma guardandomi con aria sorniona, mi ha detto, “E allora la Bastiglia l’hai conquistata?”.


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