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Al Depot con mia moglie

C’è un locale a Milano, in una traversa di Viale Monza. Si chiama D**** e normalmente è un locale per gay. Il lunedì sera, però, vi viene organizzata una serata bisex, e uomini e donne si ritrovano a vagare per il suoi meandri in cerca di curiose o più o meno piccanti avventure. E lì decisi di portare mia moglie, la dolce e carnosa fanciulla ucraina che oggi chiamerò Masha e che vedete in questa foto rubata. Era passato più di un anno da quando si era conclusa la lunga serie di incontri conseguenti all’avventura nel bar del paese in cui abitavamo, a sua volta derivata dalla mia folle perversione di offrirla ad un mio amico. Masha ogni tanto si era concessa delle scappatelle, lo sapevo e mi andava bene, ma era altresì consapevole che prima o poi sarebbe arrivato il momento di qualcosa di pesante per lei. Decisi di portarla al D****, e quando glielo dissi, descrivendole il tipo di locale, l’unica reazione che lei ebbe fu chiedermi come avrebbe dovuto vestirsi. “Mettiti più provocante che puoi, con trucco pesante e volgare” le dissi. Lei, come sempre, accettò passivamente. Era parte del gioco: io il padrone, lei la schiava che si sottomette alle mie perversioni. Faceva tutto questo per amore! Si rendeva conto che l’avrei portata in un luogo simile per darla in pasto ad ogni tipo di maschio, che la mia eccitazione per questa situazione sarebbe stata fortissima, e ciò la rendeva felice di accontentarmi.
Che poi lei potesse arrivare a provare piacere o meno, beh, questo era secondario! Lunedì sera, ore 21.45, siamo pronti per uscire. E’ incredibile come Masha sappia mutare aspetto secondo le circostanze: può essere una donna di altissima classe, elegante, raffinata, attraente ma molto castigata, e poi, come stasera, può diventare la più volgare delle sgualdrine… i lunghi capelli castani arricciati in boccoli stretti che le circondano il viso ricadendo sulle spalle nude, un corsetto di pelle con ampia scollatura che le lascia scoperte le braccia e non copre l’ombelico, le gambe dalle cosce carnose completamente in vista a causa di una minigonna cortissima fasciate da calze a rete nere, scarpe nere con poco tacco e un pesante rossetto scarlatto che mette fin troppo in evidenza le sue splendide labbra voluttuose. La ammiro per qualche istante, lei mi domanda “Vado bene così..?”. “Sei perfetta amore… una splendida puttana!” Lei mi sorride e aggiunge: “Mi sono anche depilata, ho fatto bene?” “Hai fatto benissimo… ora andiamo troia!” In macchina non parliamo, lei guarda fuori dal finestrino. Una volta sola sono io a rompere il silenzio: “Devi farti scopare da
chiunque stasera, chiaro?” “Sì…” “Non rifiutare niente, nemmeno la sodomia, intesi?” “E’ un po’ che non lo faccio quello… farà male…” “Cazzi tuoi… se qualcuno vuole incularti tu ti fai inculare, chiaro?” “Va bene… ti obbedisco come sempre… amore…” “Brava” poi, dopo una pausa, aggiungo: “E voglio che ricevi lo sperma, ovunque, anche dentro”. “D’accordo…”. Masha rimane in silenzio fino all’arrivo; parcheggio a pochi isolati dal locale, la prendo per mano e ci avviamo. Entriamo al D**** che sono quasi le dieci e mezzo, ma di gente ce ne è già parecchia. Paghiamo l’ingresso, poi passiamo al bar per un veloce drink, e quindi scendiamo le scalette verso la zona più underground, dove stretti
corridoi in penombra coi miri verniciati di nero sono illuminati da piccole candele rosse. Molti camerini sono già popolati di persone di ambo i sessi che si lasciano andare ai loro sogni erotici. Una signora di mezza età adocchia Masha e le rivolge un cenno. Lei mi rivolge uno sguardo interrogativo, per sapere come deve regolarsi. “Ignorala, tu stasera devi essere piena di uomini” le dico. Ci rendiamo conto che due ragazzi ci stanno seguendo da quando eravamo al bar… le cingo la vita con un braccio e la trascino in un camerino, avendo cura di lasciare la porta aperta, e lì iniziamo a baciarci con passione. I due ragazzi ora sono proprio davanti a noi, si vede che sono molto interessati a mia moglie… si danno di gomito quando io le infilo una mano tra le cosce dove so che non ci sono le mutandine, e iniziano a massaggiarsi la patta. E a questo punto Masha prende il comando della situazione! Mi guarda con un sorriso perverso che mi sorprende, poi mi sputa in viso e mi spinge fuori del camerino, esclamando: “Fuori di qui, cornuto! Stasera tu non mi basti!” La guardo sorpreso, lei mi ride in faccia beffarda e intanto si toglie il corsetto di cuoio rimanendo a seno nudo, splendida offerta per i due ragazzi che già si stanno facendo avanti ridendo di me… In un attimo anche la minigonna vola via, e lei rimane in scarpe e autoreggenti a rete, la sua pelle bianchissima e serica che risalta nella
penombra; i due ragazzi sono nel camerino, le mettono le mani addosso, la palpano ovunque, poi uno dei due le mette una mano sulla testa e la spinge ad inginocchiarsi davanti a lui. Masha esita un attimo, giusto il tempo che i due
impiegano ad aprirsi e pantaloni e ad estrarre i membri già eretti, si volta verso di me e mi dice “Ti prego amore… vattene via, vai su al bar e aspettami lì!” “Sì amore, fuori dai coglioni!” esclama uno dei due ragazzi, chiudendo la
porta del camerino. Io faccio in tempo a vedere mia moglie, genuflessa, che accoglie in bocca il suo pene, poi più nulla. Resto per qualche attimo in ascolto… era ciò che volevo, ed ora sono eccitatissimo e folle di gelosia! nessuno parla là dentro per un po’, poi sento una voce maschile esclamare, dopo un rantolo di origine inconfondibile: “Cazzo, questa vacca ha una fame assurda… sborrale pure tu in bocca, che lo ingoia!”, e poi la voce dell’altro che risponde: “Non ci metto molto a schizzare, succhia benissimo… forza puttana, fammi godere… che porca che sei!”. Da lì a poco la porta si apre e i due escono. “Ancora qui tu?” mi fa uno dei due. Io taccio, li guardo ricomporsi, poi guardo la mia Masha, ancora in ginocchio, lo sguardo perso, che si pulisce la bocca di alcune gocce bianche. Mi sorride, mentre l’altro ragazzo, di rimando, mi fa: “Tua moglie, qui, è una vera puttana, sei fortunato stronzo!”. Masha si alza in piedi e, con mia somma eccitazione, la vedo che si toglie le scarpe e si sfila via le calze, lasciando tutti gli indumenti sul pavimento del camerino. Ora è completamente nuda. “Amore, te l’ho detto… VATTENE SU AL BAR!” e così dicendo corre via da me, lungo un corridoio, tutta nuda, per scomparire dietro un angolo, con già un altro uomo alle calcagna. Le obbedisco. Il locale ora è pieno di gente… posso solo immaginare cosa sta succedendo là sotto, mentre, seduto solo ad un tavolino, trangugio un bicchiere di grappa dopo l’altro, per stordirmi. Era quello che volevo, ma mai pensavo che mia moglie, la mia Masha, si sarebbe dedicata con tanta solerzia a soddisfare la mia fantasia… evidentemente le piace pure, penso, è veramente una puttana mia moglie… dio quanto la amo! Seduto al tavolino del bar, preda di un’eccitazione e di una gelosia tanto forti da farmi girare la testa, mi rendo ben conto del trambusto ai piani inferiori, e so con certezza che la causa è mia moglie… Dopo circa tre quarti d’ora che sono lì, tre quarti d’ora di sofferenze indicibili, un tipo arriva al banco del bar, è tutto sudato, ordina da bere e, rivolto a barista, dice “Cazzo, giù c’è una donna che va con tutti, fa di tutto, è incredibile, non si era mai vista prima… pensa che uno le ha pisciato in faccia e lei ha aperto la bocca e ha mandato giù!” “Cazzo…” fa il barista… “quasi quasi mi faccio dare il cambio!” “Guarda che ne vale proprio la pena… è assurda quella lì…” “ma com’è, carina?” “Beh sì, piccolina, carnosa, un gran culo molle e poi una pelle liscissima, morbida… e poi ha quella bocca… prende in bocca tutto, è proprio porca…!” Parlano di mia moglie. Del mio amore. Non resisto. Devo scendere a vedere. Lentamente scendo le scalette che portano ai camerini, alla zona dark… poi,spinto da non so quale impulso, mi denudo e lascio i vestiti in un angolo buio. Il mio pene eretto quasi mi duole. Mi aggiro per un po’ senza trovarla, poi, entrando in una saletta vedo qualcosa che non dimenticherò mai. Masha è lì, sdraiata su un ampio materasso nero, abbracciata ad un uomo enorme, corpulento, muscoloso, la testa abbandonata su una sua spalla. La sua pelle bianca sembra rilucere nella penombra. Lui la cinge con un braccio, si baciano profondamente, e intanto un signore panciuto la possiede alle spalle, in un coito vaginale lento e prolungato. Lei è bellissima, sudata, umida di umori maschili e di urina, la pelle bianco latte, il dolce corpo abbandonato alle carezze dei due uomini. Tutto intorno ci saranno almeno altri quindici maschi tutti nudi ed eccitati. Attendono il loro turno. Si capisce che il tipo enorme a cui mia moglie è abbracciata comanda la situazione e dispone a proprio piacimento del corpo di lei. Mi faccio avanti, mi unisco al gruppo in attesa. L’omone mi nota, forse coglie qualcosa nella mia espressione, come un lampo, fatto sta che indovina subito: “Tu sei suo marito” mi dice. Masha non reagisce, continua a baciarlo. Non riesco a parlare. Annuisco. Lui ride e, rivolto all’uomo che sta penetrando Masha, gli fa: “Sbrigati a venire, che tocca al maritino”. Quello accelera i colpi e in breve le eiacula sulla schiena. “Avanti” fa l’omone, “scopala davanti a noi.” Ancora, Masha è indifferente a me, e quando le vado dietro e la prendo lei resta passiva. Mi abbasso su di lei a baciarle il collo, e le sussurro: “Ti amo tesoro…” e a quel punto lei mi risponde: “Ti amo anche io… ti amo tanto… dai amore, fai veloce che ce ne sono altri…”. Io a questo non resisto, e in breve le irroro la vagina di sperma: è un orgasmo senza piacere, quasi una liberazione, e subito mi ritraggo da lei, per vedere cosa succede. L’omone la bacia più volte, poi le dice ad alta voce: “Ora ti faccio io. Ti inculo di nuovo, ok?” Solo allora noto che è dotato di un pene enorme, e tremo all’idea di mia moglie sodomizzata da quell’arnese! Lei si limita a mettersi prona e a dire: ”Lubrificami bene, non come prima…”. Quindi il tipo si sta per prendere il secondo passaggio nell’ano di Masha! Lui ora le è sopra. Qualcuno gli porge una boccetta di lubrificante, che l’uomo sparge con abbondanza sull’ano di mia moglie, poi con un affondo deciso la penetra. Masha emette un gemito strozzato, poi si abbandona ai colpi del gigante. La guardo negli occhi, lei distoglie lo sguardo voltando la testa. Tutto si svolge in silenzio. L’uomo la monta con calma, la tiene per i fianchi, affondando ogni volta interamente il pene nel retto di lei. Masha ansima, capisco che prova dolore, ma vederla in quella situazione mi fa tornare il cazzo durissimo in un attimo. “Spaccale il culo..” dico all’uomo. “Tranquillo, che la tua sporca mogliettina la apro ben bene… cazzo che vacca che hai sposato…!” e ride sguaiatamente. D’un tratto, l’uomo le dice: “Questa volta ti voglio venire nella bocca. Girati che ci sono quasi, porca.” Esce da lei per metterla pancia in su. Poi le si pone sopra, le infila il glande in bocca e si masturba. Mi guarda e sorride beffardo. “Guarda adesso, stronzo…” mi dice. Masha chiude gli occhi. Lui gode. Le riempie la bocca, poi si ritrae soddisfatto e mi strizza l’occhio dicendo: “Grazie amico…” e rivolto a Masha: “e tu ingoia, stupida puttana!”.
Mia moglie, gli occhi fissi nei miei, obbedisce. Poi, rivolta a tutti i presenti, esclama: “Forza amici… fate vedere a mio marito cosa siete capaci di fare!” e così dicendo spalanca le cosce e solleva il bacino, offrendo alla vista di tutti la sua vagina aperta e arrossata. Un tipo le si avvicina, le accarezza il seno in modo rude. Ha un bicchiere in mano, glielo avvicina alla bocca e le dice: “Tieni puttana, fatti due sorsi di questo…” “Cos’è?” chiede lei. “Rhum…
bello forte… vogliamo che vai fuori di testa!”. Masha gli prende il bicchiere dalle mani e con due grosse sorsate lo svuota. “Ecco…” dice respirando forte, “Ce n’è dell’altro?” Io sono ammutolito da quello che vedo… mia moglie vuole
sballare completamente… Un signore anziano, tutto nudo, il pene floscio che gli ballonzola davanti come un’appendice inutile, le porge un altro bicchiere. “Questa è grappa…”. Lei glielo strappa dalle mani e si scola tutto il contenuto
d’un fiato. E’ nuda, seduta sul divanetto dove chissà quanti uomini l’hanno posseduta, sudata, spettinata, e gira gli occhi intorno a sé, ebbra e eccitata. “E adesso?” domanda a tutti i presenti, “Cosa mi fate?” e nuovamente si sdraia a
prendo le gambe. Un ragazzo le si avvicina e, sorprendentemente, le sputa addosso esclamando: “Sei proprio una sporca baldracca… cazzo che maiala che sei!” e se ne va. Lei si limita a sorridere compiaciuta e si spalma sul ventre la saliva. Non so cosa mi prende… fatto sta che mi avvicino a lei e a mia volta le sputo addosso, sul seno, sussurrando “Amore mio…”. Altri, a quella vista, mi imitano: in breve, sono tutti intorno a mia moglie che a turno la coprono di
sputi insultandola e ridendo, chi sulle gambe, chi sul torace e molti, veramente molti in viso. Lei riceve tutto con grazia e passività totale, spalmando la saliva sulla pelle madida di umori. Qualcuno propone di portarla nella sling, e
a quel punto un paio di mani robuste la sollevano quasi di peso e la mettono in piedi. Un uomo le dice: “Adesso andiamo nella sling” e trascinandola di peso le molla una sonora sculacciata che le strappa un grido di dolore. Poi Masha
chiede: “Cos’è la sling..?” Io lo so ma non le rispondo, l’uomo che la sta trascinando le dice “Ora lo vedi, stupida schiava del cazzo!”. Sulla soglia della sling Masha capisce, e per un attimo esita, osservando le catene infisse nel pavimento e appese al soffitto. “Oh… no… ho paura…” prova a difendersi. Ma l’uomo, aiutato da un ragazzo giovanissimo, la conduce al centro della stanza e la incatena: in piedi, le gambe divaricate assicurate a due anelli al suolo, le
braccia incatenate sollevate verso l’alto, Masha appare come crocifissa, di fatto è assolutamente inerme e completamente aperta alla mercé di chiunque e di qualsiasi pratica. “Ti eccita tua moglie così, cornuto?” mi dice qualcuno. E’
innegabile… mi eccita da matti. Mi avvicino a lei e prendo a baciarla, lei non risponde ai miei baci ma si immedesima completamente nella parte della vittima passiva. Io la penetro in vagina e me la scopo senza riguardo, e intanto le
sbavo in faccia tutta la mia lussuria. “Ora vedrai ,amore, che ti fanno…” le sussurro. “Sì, dai, scopa la tua puttana!” esclamano alle mie spalle. Sto per venire, e accelero il ritmo… ma qualcuno se ne accorge e mi strappa via da lei,
folle di desiderio, prima che possa prendere il mio orgasmo. “No, non venire ancora… devi ass****re a quello che le facciamo e restare eccitato… te la scopi a casa la tua troia!” mi dice quello che mi ha allontanato da lei. Mi faccio in
disparte. Assisto… soffro! Frustano mia moglie! In due le vanno alle spalle e, con due frustini da cavallerizzo, prendono a sferzarle la schiena e le natiche. Per fortuna non troppo forte, non da lasciarle segni, ma le fanno male, questo
è evidente, perché Masha emette gemiti di dolore ad ogni colpo. “Tieni schiava!” le urlano ad ogni sferzata, “te le meriti, puttana che sei! Fare cornuto in questo modo il tuo maritino frocio, devi proprio essere punita!” mi hanno
chiamato “maritino frocio”… chiaro, visto che, in preda all’eccitazione di vedere mia moglie umiliata in quel modo, ho voluto essere con lei in questa tortura, e mi sono inginocchiato davanti al primo che ho trovato e ho preso a
succhiargli il pene! Lei mi guarda, ci scambiamo un’occhiata di intesa, poi Masha dice: “Sì… punitemi… fate vedere a quel succhia cazzi di mio marito come si puniscono le ragazze cattive… e tu succhia amore… fatti venire in bocca!” “Sì
amore, succhia” ripete ironicamente il tipo che sto servendo di bocca, un attimo prima di venire riversandomi nella gola due getti abbondanti di sperma. Io aspetto che finisca di scaricare tutto, poi mi alzo e mi avvicino a Masha… le
capisce e mi dice:” Sì tesoro.. vieni da me… dammelo tutto…” e spalanca a bocca. Io la bacio, e così facendo le sputo in bocca il seme dell’uomo, poi continuiamo a baciarci finchè, un po’ io un po’ lei, abbiamo ingoiato tutto. Le frustate, che si erano interrotte, riprendono subito; io resto vicino a mia moglie, la abbraccio teneramente così da sentire la violenza delle sferzate sul suo corpo adorato. Lei sussulta e si lamenta ad ogni colpo, sento il suo
dolcissimo corpo vibrare per il dolore, vorrei penetrarla così ma non mi viene permesso. "Ti amo... ti amo... ti amo..." le sussurro. Che strana sensazione: Masha è tra le mie braccia, la pelle morbida e calda di lei a contatto con la mia, in un abbraccio dolcissimo che mi fa sentire una tenerezza infinita, e intanto due sconosciuti la stanno martoriando alle spalle con i frustini, le strappano lamenti di dolore, la umiliano al cospetto di una ventina di maschi eccitati! Risate sguaiate continuamente, insulti, volgarità al nostro indirizzo si susseguono, ma noi siamo felici nel nostro abbraccio dolcissimo, ci baciamo teneramente, ci sussurriamo tenerezze, ci giuriamo amore eterno… poi qualcuno mi allontana nuovamente da mia moglie, interrompendo quell’estasi sublime con brutalità. E’ un ragazzo alto e magro. Le si avvicina da davanti, la afferra per i fianchi e la penetra. Mentre la scopa dice ai due dietro: “Continuate a frustarla, questa è solo una schifosa cagna!” e rivolto a lei: “Ti spacco la figa, stronza, e ti faccio una bella sborrata fino nell’utero!”. Lei riceve quel trattamento guardando il ragazzo dritto negli occhi. Quello se ne viene in fretta, insultandola: “Puttana stronza… beccati la mia sborra e vattene a fare in culo, grassona!”. Poi si ritrae, subito sostituito da un uomo grassoccio e sudato, che appena entrato in lei esclama: “Cazzo che figa morbida ha questa! Ci scopi che è una meraviglia!” “Ti piace eh?” dice di rimando qualcuno, e lui subito risponde: “E’ una favola… e guardate che è tutta bagnata, ‘sta maiala è eccitata da matti, è vero bella?”. Masha non risponde, si limita a sorridergli lasciva e a porgere il ventre ai suoi colpi leccandosi le labbra. “Sei una scrofa…” le sussurra quello baciandola e venendo nella sua vagina. Poi esce da lei e, senza alcun preavviso, le punta il pene verso il pube e inizia a pisciare. “Come è calda!” esclama Masha. “Guardate” dice l’uomo, “le piace anche farsi pisciare addosso!”. Intanto le sferzate sono finite. Masha viene liberata dalle catene e fatta sdraiare pancia sotto su un lettino in mezzo alla stanza. Due tipi le divaricano bene le cosce, assaporandone la morbida consistenza, poi uno dei due inizia a possederla da dietro nel sesso. Tutto si svolge in silenzio adesso, soltanto il tipo le dice sommessamente: “Ora la facciamo finita, ti scopiamo tutti così e poi te ne vai a
casa con quell’idiota di tuo marito, ok?” “Fate quello che vi pare…” risponde lei sottovoce. Poi si gira verso di me e mentre gli uomini si alternano dentro di lei ci guardiamo negli occhi in silenzio. Uno dopo l’altro una decina di
maschi prende piacere dentro di lei, ogni volta eiaculandole nella vagina, dilatata e arrossata in modo impressionante. E’ chiaro che adesso i coiti le provocano dolore, e lo sperma che fluisce dall’orifizio per colare sul materasso non serve certo a lenire le sue sofferenze, ma Masha non chiede requie, non si lamenta, lascia che ognuno prenda il proprio sfizio sul suo corpo, dentro il suo sesso. Poi qualcuno la fa girare pancia all’aria e subito il gioco riprende, con
la variante che adesso vogliono finire venendole sul viso. Il primo, il secondo, il terzo… e via così… fa impressione vedere il seme di tutti quegli uomini zampillare sulle labbra, in mezzo agli occhi del mio amore. E’ uno spettacolo di
una brutalità incredibile, vederlo in video non mi aveva fatto la stessa impressione: dal vivo, la donna che si sottopone al bukkake appare come trasfigurata, gli occhi si arrossano per lo sperma che vi entra a contatto, i filamenti colano ovunque, lungo il mento giù sul collo, nelle orecchie, nei capelli. Masha ogni tanto riceve un orgasmo a bocca aperta, dal pene zampillano due, tre, quattro getti che un po’ vanno sul viso, un po’ sulla lingua e un po’ dritti in gola, e lei ingoia tutto quello che riesce a ingoiare. Ma la cosa più impressionante è sentire l’odore che emana da mia moglie: quel forte, deciso aroma di ormoni maschili sembra quasi marchiarla, come un a****le di proprietà dei suoi aguzzini. Mi sorprende parecchio sentirla esclamare, all’ennesimo orgasmo che le viene riversato in faccia: “Che bello… vorrei che foste qui in cento…!” Tutti ridono, uno le dice: “Sei una figa di lusso, sei una vera puttana… se torni qui ti accontentiamo, stronza ninfomane!” Tutto finisce in un lampo, l’ultimo uomo presente le schizzza sperma a fontana sul viso e si allontana, lasciandoci soli. Da un dispenser a parete prendo dei fazzoletti di carta, la aiuto a togliersi il grosso dal viso. Le siedo accanto, cingendola con un braccio. Lei mi bacia… la sua bocca sa di sperma… poi mi abbraccia e mi sussurra: “Sono stata brava?” “Tesoro… sei stata sorprendente…! Ma dimmi: ti è piaciuto?” Masha sorride, con due dita si toglie dal seno delle gocce di sperma e se le porta alla bocca, mangiandole. “Sì… mi è piaciuto molto… e mi ha eccitato tanto vederti succhiare un uomo… ora ti amo ancora di più…” io la accarezzo, la bacio sul collo pieno di seme di estranei, poi lei esclama: “Amore mio… troviamo i nostri vestiti e portami via… portami via… voglio fare l’amore con te a casa… portami via… portami via… portami via…”.


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