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Gli Installatori

Avevo appena finito la doccia e mi stavo spalmando la crema su tutto il corpo, per calmare e idratare la pelle e mantenerla morbida.
Mi piaceva avere il corpo depilato, con solo un triangolino di peli appena sopra il pene, un po’ femminile, ma carino.
D’altronde avevo un corpo snello, con gambe lunghe e sottili, non avevo mai praticato troppo sport, ed un sedere piccolo e ben fatto, che sembrava molto femminile, specialmente quando indossavo dei pantaloni aderenti.
Una volta sull’autobus qualcuno mi aveva perfino toccato il sedere, pensando che fosse quello di una donna, accortosi dell’errore non aveva fatto una piega, ed aveva continuato, soddisfatto comunque del contatto.
Mentre ero impegnato a massaggiarmi, sentii suonare il citofono.
Andai a rispondere. “ salve , dovremmo consegnare una lavatrice,”disse una voce con accento straniero,” che piano ?”.
“Quarto”, risposi io, maledicendo di essermene dimenticato. Finii di spalmare la crema, ed andai in bagno a lavarmi le mani. Feci appena in tempo a indossare l’accappatoio che suonarono alla porta.
Andai ad aprire, e mi trovai davanti un omone di colore nerboruto, che con un sorriso bianchissimo mi disse :”Buongiorno, abbiamo la lavatrice da consegnare ed installare.” ,
“Avanti, “dissi” entrate, da questa parte , vi faccio vedere”.
Entrammo in bagno, e i due neri si misero a lavorare, per installare l’elettrodomestico.
Ad un certo punto,mentre il più smilzo dei due finiva il lavoro nel bagno, quello grosso, che mi ricordava i bodyguard fuori dai locali, mi disse di firmare la bolla di consegna. Presi una penna, e mi chinai sul tavolo per firmare il documento. Nel farlo l’accappatoio si lasciò andare aprendosi sul davanti, quel tanto che bastava per far intravedere il corpo.
L’omone fece un sorrisino, e mi si avvicinò, poggiandomi una mano sulla schiena,”Firmi anche le due righe sotto e quella dietro,” aveva un tocco pesante.
Mi rialzai e lui mi guardò con un sguardo intenso, continuando a sorridere. Poi allungò la mano e la infilò sotto l’accappatoio, facendola scorrere dal petto giù fino alla pancia. “ Ehi, ma che fai,” dissi,” che cazzo ….”
Lui ghignò,e continuò, passando la mano dietro sul sedere, stringendo forte la natica.
Cercai di divincolarmi e l’accappatoio si aprì del tutto. Mi girai per allontanarmi e rimasi nudo. Lui allora mi afferrò per un braccio e mi tirò contro di se’, ridendo” Dove vuoi andare, bellino ! fammi vedere come sei fatto!” Mi costrinse a girarmi, e mi strinse il sedere, con una mano forte come una morsa.
“ma che vuoi, lasciami ! “strillai”, cercando di divincolarmi. L’altro nero aveva smesso di lavorare, e stava guardando ridendo. L’omone mi spinse contro il tavolo costringendomi a piegarmi in avanti, e mi allargò le gambe a forza.
“ Guarda che sederino, un fiorellino da gustare” e si piegò dietro di me , afferrandomi le natiche, allargandole a forza.
“ Che fai!! “ urlai” no , non…” Lui rise , e mi infilò la lingua tra le natiche ed iniziò a leccarmi, lentamente il buchetto.
Sentivo la lingua lavorami il buchetto sempre più in profondità, mi stavo eccitando, e mi rilassai sul tavolo.
Il nero rise, sentendo che il buchetto si rilassava, lasciando entrare la sua lingua.
Iniziai a gemere piano, sentivo la lingua entrare e uscire, calda e umida, si muoveva come un serpente, tanto era lunga.
L’altro nero rise e iniziò a togliersi la tuta, sfoderando un cazzo lungo e sottile, con una cappella rosea. Iniziò a menarselo lentamente, mentre con una mano mi accarezzava la schiena.
Io gemevo piano, mentre il nero continuava a leccarmi il culo. Ad certo momento si alzò e si tolse anche lui la tuta.
Mi fece girare e mi costrinse ad inginocchiarmi davanti a lui. Davanti agli occhi avevo un cazzo di dimensioni mostruose, con una cappella enorme, e le grosse vene che pulsavano lungo l’asta rigida.
Mi mise la mano sulla nuca e mi spinse il cazzo in bocca, “ Dai tesoro, succhia!” disse ridendo.
Sentii la grossa mazza entrarmi fino in fondo alla gola, quasi soffocandomi, cercai di divincolarmi, ma la sua mano mi teneva la testa sul cazzo. Iniziai a succhiare lentamente, muovendo la lingua intorno al cazzo, mentre andavo su e giù con la testa. Il nero iniziò a mugolare apprezzando il trattamento, io continuavo sempre più intensamente, iniziando ad eccitarmi e toccandomi il cazzo.
Anche l’altro nero si avvicinò e mi ritrovai a succhiare due cazzi contemporaneamente. I due mugolavano, completamente infoiati.
Ad un certo punto l’omone mi sollevò di peso e mi sbatte’ sul tavolo, mi leccò di nuovo il buchetto e mi puntò il cazzo contro. “Aspetta ! “ urlai, immaginando l’enorme cazzo che cercava di entrare, “ Non così, mi fai male!!”, lui ghignò,” Passami la vaselina per i tubi, “disse all’altro, che si chinò sulla borsa degli attrezzi,e tirò fuori un tubo mezzo schiacciato. L’omone spreme fuori una pallina di crema che mi spalmò sul buco, e poi anche sul suo cazzo.
“Bene, ora ti faccio vedere!” Mi afferrò saldamente per le gambe, e mi infilò il cazzo con forza nel culo, strappandomi un urlo. Sentii l’enorme palo che mi pompava duramente, entrando ed uscendo con foga.
Piano piano il dolore diminuì, ed iniziai a provare un incredibile piacere, sentendomi sfondare da quel cazzo enorme.
L’omone si rese conto del mio godimento e mi afferrò con forza sui fianchi, pompando sempre più forte.
Ero incredibilmente eccitato, sentivo il cazzo scorrere dentro di me e un piacere sempre più intenso crescere furiosamente.
A d un certo punto l’omone mi sollevò e mi rivoltò sulla schiena, mi prese le gambe e le appoggiò contro le sue spalle, penetrandomi profondamente.
Io urlai e dal mio cazzo schizzò un incredibile getto di sperma che mi arrivò fino sul viso,seguito da altri sempre più copiosi..L’ omone rise e aumentò le pompate, facendomi sobbalzare sul tavolo. L’altro si avvicinò con il cazzo in mano e lo spinse verso la mia faccia. Prima che potessi rendermene conto, mi sborrò sul viso copiosamente.
“ Dai, succhialo per bene e pulisci tutto”, mi disse. Io lo presi in bocca e succhiai l’asta intensamente, nonostante il sapore acre del suo sperma.
L’omone mandò improvvisamente un rauco mugolio e esplose letteralmente dentro di me. Mi sentii riempire dal suo sperma, tanto me ne spruzzo dentro. Poi lo estrasse e mi afferrò tirandomi contro di se.” Adesso lecca bene anche il mio..” mi disse.
Non mi feci pregare e lo presi in bocca avidamente, succhiando e leccando senza freni.
Alla fine rimasi a terra spossato, con lo sperma che mi colava addosso lentamente.
I due neri, senza fretta, si rivestirono e raccolsero le loro cose.
“ Bene, tutto a posto”, rise l’omone,” e se avesse bisogno poi di una controllata, non esiti a chiamarci, e se ne andarono, lasciandomi li a terra imbambolato.
Qualche settimana più avanti , chiamai per un controllo approfondito……..




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