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Le amiche del Giaguaro

Il telefono squillò, Era Claudio :”Hei ragazzi vi ricordate che sabato è il compleanno di Antonio? teniamo la festa al loro casale, niente regali vogliono solo una bella serata”, mi prese alla sprovvista ma tentai di recuperare attivai il viva voce e : “Si me lo ricordavo ma chi partecipa come ci vestiamo cosa portiamo”.
Mi rispose frettoloso :”Solo amici fidati niente rompicoglioni o coppie isolazioniste o bacchettone … pensa a tutto Luciana … Luciana la rossa adesso fanno coppia fissa …tu mettiti quel che ti pare ma di alla Lucy di venire pure nuda tanto ci pensa Luciana a vestirla ! Ci vediamo sabato”.
Chiusa la comunicazione fu lei a parlare: “Presentarmi nuda, ma sai che l’idea non è male … quasi quasi prendo per buona la proposta” figurarsi serviva proprio l’incoraggiamento a presentarsi al naturale, lei che con i vestiti aveva una idiosincrasia.
Sapevo che non era così matta ma per continuare nelle battute e nella impellenza di decidere : ” Non pensarci nemmeno, sai quanti camionisti rischierebbero di schiantarsi, e i casellanti … lascia perdere … piuttosto senti Luciana almeno abbiamo una voce affidabile”. senza riflettere con quella frase mi ero lanciato senza paracadute.
“Non preoccuparti”, fece lei, “Mi accordo io con Luciana e Francesca … poi non scassare le palle se esageriamo”.
Dovete sapere che quelle tre riuscivano a intendersi con una sola occhiata, avevo quasi il sospetto che usassero la telepatia, assieme erano delle macchine da guerra del divertimento o del sesso, nei luoghi giusti e con la gente giusta niente e nessuno riusciva a metterle a disagio, neppure le frasi più crude, o le richieste più spinte.
Preparammo armi e bagagli per quel blitz, il sabato mattina eravamo già in viaggio per Vercelli, le mie richieste di venir illuminato sugli accordi per la serata cadevano nel vuoto e la cosa mi stuzzicava ma mi terrorizzava, l’unico dialogo sensato fu quello sull’impenitente dandy, il playboy delle Langhe e del Monferrato , quel Antonio che mai avrebbe voluto compagna fissa, e di come quella rossa focosa, allegra ma anche molto colta lo avesse stregato e riportato sulla terra.
Arrivati al casale, suonammo la campanella, il portone automatico si aprì, entrando scoprimmo che a differenza dei tempi passati tutto era tranquillo e vuoto e di essere i primi ospiti arrivati. Nel porticato apparve Luciana,ci sorse in contro a piedi nudi e vestita con un grembiule rosa da lavoro molto corto, salutò prima la mia metà abbracciandola e coccolandola, con la sua solita verve le sbirciò sotto la gonna :”Ma sei stata a scuola dalle suore ti abbiamo detto di presentarti nuda e oggi hai perfino le mutande e il reggiseno, pensi di riuscire a sopportarli fino a sera? … scommetto che è stato quel rompiballe li di tuo marito a importelo”.
Venne il mio turno come tradizione del gruppo mi baciò a lungo sulle labbra poi : “Brutto stronzo … sono sei mesi che non ti fai vedere, vedo che l’hai blindata bene la zoccolona … adesso hai paura che te la guardino? … Dai un occhiata sotto io non le porto le mutande”.
Sotto lo sguardo inquisitore della mia bella signora sollevai il lembo grembiule e accertai il fatto, comparì un triangolino di pelo rosso, lei mi diede un secondo bacio.
Lucia non si smentì a lei piaceva quel clima scherzoso quindi ridendo: “Te lo avevo detto fammi arrivare la con il vestito di rete nera … intanto non prendevo della zoccola gratuitamente, quindi adesso ce la giochiamo ad armi pari non lascio la puttana rossa sola e unica con passera e tette al vento”.
Quindi per non smentirsi velocissima sfilò le mutande e il reggiseno e li lanciò sul cofano della macchina :”Adesso passiamo alle cose serie ma quanti siamo e soprattutto chi” , La rossa riprese con fare da maestrina: “ Allora viene Lorena e la Miki con il suo nuovo amico , poi altri miei colleghi Single e senza impegni fissi , sono quelli che hai conosciuto in campeggio, ma attenta che sono belli dotati e affamati”.
Sai che novità, quando mai invitava coppie pallose o donne bacchettone o uomini impreparati.
Entrammo in cucina dove Antonio stava facendo colazione: “Ciao bella morettona vieni a darmi un bacio, e tu … hazzo sei un bell’ amico … ti ho visto spiare sotto la gonna della mia morosa, e se adesso lo facessi con la tua”.
Era solo mattina e già le donne stavano facendo tabula rasa del dialogo garbato e civile, forse era il loro moto di liberazione, in privato adoravano punzecchiarsi , con termini da caserma evitando quel dialogo per bene che le intrappolava nelle vita di tutti i giorni.
Questa volta fu lucia a imbracciare il fucile da caccia grossa e fare fuoco:” Come sarebbe a dire se … prima mi becco della troia perché porto le mutande adesso che le ho tolte non mi controlli … e io che mi ero illusa che me la baciassi … e già solo vaccona rossa si fa accarezzare figa ”.
Antonio aveva innes**to la rissa e adesso doveva uscirne indenne, lei la mia tigre, come l’altra aveva fatto con me , lo baciò con passione, poi gli fece vedere da molto vicino la mancanza di intimo.
Fingendo una certa irritazione Luciana incrociò le braccia e li fissò ormai eravamo alla guerra missilistica : “ Haaaa caspita hai capito … occhio per occhio corna per corna … sento già un certo peso in testa … dai dai mettiglele in bocca quelle tette almeno finisce la colazione con il latte di vacca ”. Poi rivolta a me “Bravo becco non aiutarmi tu … ridi pagliaccio … se aspetti ancora un po’ vedrai che te la inchiappetta la tua signora”.
Lucia si mise comoda sulle gambe di Tony facendosi abbracciare, fissando l’amica e aspettando nuovi ordini
Luciana riprese: “ Ascoltate piccioncini vi preparo il letto o consumate qui al tavolo avrei giusto delle lenzuola nuove da inaugurare … e tu non parli non dici niente”, Risposi tranquillo: “ Se per te va bene e lei è consenziente li lasciamo soli, tanto lei sanno cosa fare e incinta non rimane”.
A quel punto la volpe rossa riprese il comando e dopo una risata liberatoria :” Va bene ci siamo salutati ma la festa è stasera, quindi la bella troiona rimette la armi nel fodero, mi aiuta nei preparativi … ha Lucy fino a stasera vedi di tenerti il culo vergine per gli ospiti”.
Alla faccia del vocabolario zingarelli, ma le due cominciarono a ridere e a commentare, poi abbracciate come due amanti sparirono in cucina.
Noi riflettemmo sui preparativi sullo spostamento dei tavoli e di come tempo prima per una battuta esplicita ma fuori luogo e contesto Lucia si fosse arrabbiata proprio con Antonio.
Pranzammo alla buona in quell’ aia meravigliosa e fiorita, ormai vuota dei lavoranti, era come essere in un castello.
Arrivò la sera, la cena fu ugualmente tranquilla e pacata ricca di battute divertenti, gli amici di cui si era parlato erano rappresentanti del farmaco come lo era Luciana, due francesi , un olandese e due svizzeri. Liberi professionisti, single si ma di buon gusto con la propensione al segreto d’ufficio e alla battuta, che davano un tono particolare ai dialoghi con i loro accenti. Di sicuro i discorsi non rasentavano minimamente il bombardamento a tappeto della mattina.
Ormai battevano le nove il sole era ben sotto l’orizzonte di il di li a poco sarebbe stato il fatidico momento del taglio della torta a lume di candela. Fu li che le mie preoccupazioni iniziarono, possibile una festa così normale, asettica, con cinque brave donne educate e gentili, tipo convegno universitario.
Ad un cenno ci dissero di aver pazienza che si sarebbero preparate per la festa, passò almeno un ora nessuno aveva il minimo indizio, sapevamo solo che Lorena era una discreta pittrice. Al momento cruciale però tutto si disvelò. La bella pittrice aveva disegnato sul corpo delle altre finti vestiti, su Michela camicetta con scollo malizioso e minishort, Lucia una finta gonna e una fascia al seno, Luciana sembrava vestita con dell’intimo traforato e calze autoreggenti , Francesca sembrava coperta da un vestitino di trasparentissima seta. Completavano l’opera nastrini multicolori legati alla vita ai polsi e alle caviglie, le scarpe altissime che le obbligavano ad ondeggiare il bacino in maniera sensuale, erano una visione belle e sfacciate, Arrivò infine tra gli applausi la pittrice, insacchettata in un grembiulaccio grigio, cappello floscio , l’immancabile tavolozza e una enorme pennellessa da imbianchino .
Le quattro portarono orgogliose la torta, ma penso che nessuno avesse notato il dolce, fosse stato anche di cartone, lo avrebbero divorato. In quel momento compresi la frase “falla venire pur nuda”. Tanto erano nude ricoperte solo di un pochino di colore per Body Paint.
La musica le luci fioche e Il vino fecero il loro effetto rompendo, se mai ce ne fossero stati, i freni inibitori, come prevedibile in quelle occasioni le donne si lasciarono circuire, carezze baci, solo Lorena l’unica vestita di stoffa, non partecipava. Furono le amiche che la presero la fecero salire sul tavolo e cominciarono a decantarne la bravura artistica, poi presa dall’ ebrezza e dai complimenti e dal vino che aveva bevuto, cominciò a ballare al ritmo di un flamenco spogliandosi, era eccitatissima, la conoscevamo come una naturista si, ma tranquilla anzi riservata , tuti la pungolavano :”Dai facci vedere che femmina sei .. di più di più … osa … osa” . L’ebrezza ebbe però la meglio, finito lo spettacolo, trascinando il grembiulaccio , andò verso la sua camera. I balli lenti e le provocazioni proseguirono.
Sentii Lucia lamentarsi con uno degli svizzeri, :”Ma cosa fai così mi fai male … bagnalo il dito se vuoi infilarmelo nel culo”, per dieci minuti la vidi appoggiata a un colonna scopare in piedi come una ragazzina, era bellissimo vederla all’opera. Beh era decisamente improbabile che nessuno tentasse in quell’ atmosfera di scopare una donna già nuda e consenziente . Stranamente però non era la Lucia di sempre persa nel suo amante, era più controllata.
La festa si spense verso le due e dopo un'altra prestazione della mia lady questa volta comodamente sdraiata sul tavolo. Gli svizzeri e il collega olandese lasciarono la festa decisamente soddisfatti, rimasero con noi le donne e due francesi. Michi e il suo bello alla prima esperienza e al quale dovemmo spiegare con che donna si era messo, si accomiatarono andando verso la loro camera. Luciana e Francesca ci richiamarono vicino a loro, mi indicarono nella penombra Lucy che stava approcciando due francesini non super ma bendotati, era sdraiata su un fianco e stava chiaramente facendo all’uno un pompino lento e tranquillo, mentre masturbava l’altro. Stranamente a differenza delle solite serate la Volpe rossa mi chiese di lasciare lucia sola con i due, sarebbero stata loro ad occuparsi di di me Claudio e tonyi: “Non preoccuparti poi ti spieghiamo tutto” e prendendoci per mano ci condusse nella camera padronale.
Io immaginavo e gustavo la scena della mia bella moglie presa nella voluttà di quei due nuovi amanti, li sentii salire le scale e entrare in una camera.
Mentre eravamo intenti ad accarezzare e baciare Luciana e Francesca silenziosamente alle mie spalle scivolo un corpo femminile dal profumo e dalla morbidezza inconfondibile, era lei la mia visoncina selvaggia eccitatissima, eppure dalla stanza attigua si distinguevano le di una donna con due uomini che pronunciavano frasi inequivocabili:
“Je crosse vas te faire encule salope maintenant, vous râler comme ma bite dans la bouche, Je vais remplir ton cul de sperme »
Lorena la timida quella notte dovette finire l’opera cominciata da un’ altra e certamente la timida pittrice se la cavò da benissimo. Così come senza darci alcuna spiegazione se la cavarono benissimo le nostre donne che ruotarono dall’ uno all’altro non risparmiandosi.
Venne il mattino Le donne, erano allegrissime anche Miki che aveva chiarito con il suo uomo, tutte avevano i volti soddisfatti di chi aveva avuto successo, organizzarono una colazione da re, come normale nude solo due erano vestite con il grembiulino nero da birreria recante la scritta solleva e assaggia, ci istruirono sul da farsi, e quando Lorena scese con il volto disteso avvolta in un accappatoio scoppiò l’applauso, lei arrossì: “Buon giorno … Scusatemi per ieri notte… forse il vino …. ma cosa mi avete fatto fare”
E’ inutile forse noi uomini saremmo stati più sul vago più leggeri, ma le quattro dell’ ave Maria iniziarono una dialogo a grana grossa:
Partì lucia: ” Bene ragazza intanto buon giorno e benvenuta nel club delle troie … ieri notte … hai fatto la donna ti sei fatta una scopatona con i controcazzi” .
Nel dirlo sollevò il lembo del grembiule facendo vedere il triangolo di pelo. “ Ieri sera mi hai fatto lavorare ho dovuto fare fatica”-
“Scusami non vi ho aiutato a rassettare” osò interromperla Lory.
Riprese subito lucia sormontandole la voce: “ ma che cazzo hai capito … sparecchiare? … Ho dovuto iniziare i tuoi pompini … spero che dopo ti abbiano fatto ingoiare un secchio di sperma … poi ho dovuto spiegargli e fargli vedere … col mio culo come prima di incularti dovevano pazientemente allargare e lubrificare”.
Qui intervenne Michela :”Noi ci abbiamo fatto solo due scopatine in piedi con dei normo dotati … poi ci siamo dovute accontentare solo dei nostri maschi … tu due superdotati infoiati al massimo e in astinenza da settimane … e per più di un ora hai ululato … non mi hai fatto dormire dalla rabbia, che non si ripeta più” .
Un poco sorpresa dalla schiettezza ma divertita e sorridente la povera Lory :”Scusami allora … la prossima volta divido con te… ma perché mi fa così male il sedere?” riprese Luciana: “Poche balle signorina si chiama prenderlo in culo … un pochino di crema e passa … vedrai che divertimento da adesso in poi … comunque lo abbiamo fatto per farti dimenticare la stronzata dell’amore platonico … per noi amore e sesso sono due cose diverse, il tradimento e quando lo fai di nascosto per fregare il partner … e poi mollalo quello stronzo di studente di architettura, francescano laico … sei giovane sei carina … lascia perdere le pomiciate sulle panchine … trovati un uomo non dei pasdaran”.
Riprese la rossa :” adesso te ne trovi uno come i nostri, avrai capito che nel privato siamo delle grandissime troie , non abbiamo più una sola parte vergine, però amiamo i nostri uomini, ridiamo scopiamo quando vogliamo e con chi ci piace,… non a comando o per fare figli, siamo sempre allegre”.
Per chiosare il discorso prese la parola la Dirigente d’azienda :“E poi guarda nella vita normale anche se non combini niente basta che ti fermi dieci minuti in un altro ufficio e ti definiscano puttana , parli con lo stesso uomo per tre volte e per il mondo sei una puttana … a questo punto … in privato fai la puttana ”
Noi uomini non sapevamo cosa fare eravamo immobili, loro le iene si guardarono negli occhi poi una risata liberatoria scosse come un tuono la cucina erano uno spettacolo, nude, belle e felici.
In pratica con la scusa del compleanno avevano organizzato due feste e una era per Lorena, per toglierla definitivamente dai suoi complessi di inferiorità, dal ricordo di una avventura finita male di un uomo troppo geloso e poco incline all’allegria e alla compagnia, era una donna piacevole, colta, non un ripiego per maschi sciovinisti e medievali.
Ciao Lorena so che da quel giorno la tua vita è cambiata in meglio ora sei una fotografa di successo , spero ti sia riconosciuta in questo racconto.



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