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Le dame di carità

Avevamo ormai terminato il trasloco le giornate nel nuovo palazzo scorrevano senza imprevisti, in fondo la situazione che si era sviluppata nel vecchio era irripetibile, il pubblico e il privato dovevano essere ben separati ora, quindi in pubblico la mamma, la moglie seria e irreprensibile e in privato, lontano da occhi indiscreti e con le persone giuste, la donna dei sogni, l’amante, la pornostar, che accendeva la miccia dei fuochi artificiali.
Era ormai Luglio i figli si stavano godendo con i nonni il mare della Liguria, ci sembrò doveroso dopo tutto quel trambusto concederci una piccola vacanza. Approfittammo di Antonio uno dei tanti amici dell’ associazione, un agricoltore di Vercelli, amante del campeggio e della vita libera, single impenitente, e noto play boy delle langhe e produttore di ottimo riso e vino nebbiolo. Quell’ anno aveva deciso di portare il suo megacamper e una misteriosa Luciana al Camping Lido di Dante.
Conoscendo il tipo di uomo, generoso e allegro poco avvezzo ai falsi complimenti sulla moto caricammo solo un piccolissimo bagaglio e qualche provvista per il viaggio. Giunti alla meta e disbrigate le pratiche di accesso, intercettammo la posizione del maniero. Li conoscemmo Luciana la temporanea fidanzata dello sceicco delle basse.
Il primo impatto fu veramente positivo lei era una trent’enne sveglia e decisa piccolina ma perfettamente proporzionata e soda, due occhi verdi, una pelle lentigginosa e chiara, capelli rossi e un carattere da vero peperino a cui era difficile tenere testa.
Della stessa comitiva ma, in un camper più modesto, facevano parte due Romagnoli amanti degli sport acquatici degli scherzi e della bella compagnia, anche loro single convinti , ma che importava anzi conoscendo la mia signora, era proprio quelle persone con le quali preferiva circondarsi, In un certo senso “astenersi perditempo, rompiballe, antipatici, o gelosi e soprattutto amanti fissi”
La prima sera fu spesa per le presentazioni formali, poi la cena a base di pizza al trancio e birra, battute e qualche piccolo scherzo.
Segui una parte più intima tra le ragazze, lasciatele in disparte sdraiato in veranda a riposare, con la testa persa in pensieri lontani guardavo le due panterine che alla luce di una piccola lampada parlottavano e ridevano, notai anche che di tanto in tanto la piccola volpina rossa, afferrava i seni li univa poi li lasciava cadere , era sempre rivolta con le gambe abbastanza allargate in direzione della attigua pineta, ogni volta che quel gesto si ripeteva le due ridacchiavano bisbigliandosi chissà quali porcherie all’ orecchio, atteggiamento tipico di quando una azione era dedicata a qualche vittima.
Quando finalmente alla una decisero di chiudere il confessionale e spegnere la lampada Incuriosito dai gesti chiesi come mai di quell’ atteggiamento un pochino vistoso e lei mi bisbigliò : “Sai cosa mi ha detto la Luciana che nella pineta c’e uno col binocolo … e lei gli offre quello che lui cerca una sorta di donazione gratuita”. Non resistetti e risposi :” Caspita abbiamo le dame di carità … pane e figa per tutti … meno male adesso siete in due potete sfamarne parecchi”, mi fece una linguaccia e si accoccolo al fianco ribattendo: “Geloso ? … guarda che tanto non si consuma mica e poi la merce esposta non si tocca … per lo meno gratis et amore dei”. Evitai di proseguire avrei attirato solo risposte ben peggiori.
Arrivo il mattino, l’atmosfera era vivace mentre preparavamo la colazione Luciana si avvicinò: “ Non so se lei te l’ha detto ma nella pineta c’è un ragazzo giovane abbastanza bello, al mattino viene in spiaggia e se non ho visto male una attrezzatura notevole, poi invece di cercare di abbordare ragazze preferisce passare la sera a guardarci i con il binocolo e penso a fotografarci i da lontano … ascolta domani mi presti Lucia per una buona azione ”.
Buona azione? Pensai, adesso si chiama buona azione mostrare le grazie al mondo, d’accordo che la gnocca mette di buon umore e una legnata no, la faccenda mi piacque si faceva intrigante.
Risi di gusto ma mi raccomandai di non commettere imprudenze; con fare che non ammetteva repliche la rossa mi rassicurò: “non preoccuparti mai da sole, voi sarete molto vicini … non siamo stupide”.
Uno dei bolognesi, Walter ricciolone barbuto, sentita la richiesta e pensando di non aver capito bene : “Fammi capire bene una cosa ma è tua moglie la Lucia o sei anche tu uno di quelli che spacciano per mogli le busone che trovano sulla strada” .
Anche se il commento fu molto grezzo, capii il punto, l’amicizia per questo genere di persone era una cosa seria, partire con una balla e magari scroccare qualche favore dando in pasto una povera ragazza a pagamento non sarebbe il modo migliore per rinfrancare un rapporto sincero.
Un pochino serio gli risposi : “Ascolta bene non ho i documenti da farti vedere ma Lucia quella bella donna che vedi li è mia moglie, io e lei abbiamo rapporto speciale … quindi ti do anche un consiglio se la vuoi come amica, se ti dice di no lasciala perdere, non ins****re, ma se per caso gli piaci attento non venire a piangere quella è una donna e che donna, piccolina tosta capace di stenderci tutti e tre e poi e di andare a ballare … ma soprattutto fai pure delle battute non dirle quello che deve fare”.
Mi guardò ancora un po’ incredulo: “ Ascolta nella vita puoi fare una delle scelte, la prima e di sposare Santa Maria Goretti … seconda scelta fai come me, ti diverti insieme a lei, la amo proprio perché e cosi, una donna sincera, lei me lo dice chiaro, “Mi piace quello, voglio farci sesso”, un attimo di pausa poi:” Terza scelta … cornuto, inconsapevole e beota”.“Capiamoci bene amico ... lei te lo fa di nascosto, il popolo ride alle tue spalle perchè alla fine si viene a sapere e lei per mondarsi la coscienza va dal prete a confessare … Padre ho molto peccato ma non fatelo sapere a mio marito”; Quarta e più comoda ti accontenti della moglie degli altri.
“Con il nostro metodo lei lo fa quando e come vuole non è ricattabile prende tutte le precauzioni del caso evita le cazzate e le persone pericolose, e tu sei un uomo felice … magari criticato ma tranquillo credimi ”.
Walter rise avendo capito, mi guardò in modo diverso , più sereno, e da li in poi fu un susseguirsi di battute e allegria.
Le ragazze approfittarono dell’ atmosfera e delle carezze che ci permisero di far loro sulle chiappe, la volpe rossa e quella bruna non ci impiegarono molto a metterci nel sacco: “Ragazzi se volete qualche cosa da noi dovete seguire la regola del do ut des, quindi belli miei … adesso ci portate al mercato di Ravenna e poi a pranzo … dico a pranzo non in pizzeria, in seguito vedremo se vi meriterete un bacio o qualche cosina di più”.
Al mercato pensai? Ma che cacchio andiamo a fare al mercato siamo venuti al mare, lo sguardo delle due e il ditino malizioso di Lucia sul capezzolo non ammetteva replica, le donne pensai, sono imprevedibili, ti distrai e ecco sei in trappola.
Le due mantidi religiose si vestirono di quel poco che serviva, bikini minimo, vestitino copricostume, che lasciava ampio spazio alla visione e dei sandalini che rendevano quei piedini veramente sexy.
Come previsto in occasione dello sbarco in città noi fummo più classici pantaloni lunghi e la polo finto La coste, quindi salimmo sull’auto prestataci dal Capo Villaggio,una vecchia Renault Espace verde oliva a sette posti, la rossa davanti insieme Tony . Walter e Fulvio, il secondo dei romagnoli, al centro noi sul fondo.
Appena partiti il pilota cominciò a tormentare Luciana,: “Allora cosa potremmo guadagnarci da questa gita”.
Luciana con fare seccato: “Pensa a guidare che poi ne parliamo … stai fermo con le mani … Guarda davanti tanto ho su le mutande … Azzo ma che rompi coglioni …. Sembri un ragazzino che non l’ha mai vista”.
Poi fù la volta dei due romagnoli a fare richieste mentre fingevano di spiare le grazie di Lucia, “Ragazzi che palle eravamo nude questa mattina” ; “Ma cosa vi prende a voi maschi avete la memoria corta”, tolse le spalline del copricostume, guardo negli occhi la seconda femmina del gruppo e:”Luciana tira fuori anche tu i palloncini per favore”.
Sfilarono da sotto i reggiseno e indicando in ordine sequenziale : “allora signori scassa cazzo, vi presento tetta uno, tetta due, tetta tre, tetta quattro. E adesso fatta la conoscenza salutatele e arrivederci”, rimisero a posto le latterie con un gesto deciso, ma la battuta fece il suo effetto, una grossa risata e poi la calma.
Arrivati a Ravenna: Una volta parcheggiato prima di scendere, Lucia prima si sedette sul sedile centrale si guardo intorno e visto che non c’era nessuno richiamò Fulvio, ci voltammo tutti a guardarla stava per estrarre il machete: “Sai Fulvio sei veramente bravo a tritare le palle, un piccolo anticipo te lo meriti proprio”, scostò il perizoma prese la sua mano e gli fece affondare due dita profondamente nella vulva. La senti quella cosa sul fondo, bravo tecnicamente si chiama cervice da li comincia l’utero … sono stata chiara?”, spinse via la mano, si rimise in ordine poi lo minacciò: “ Se fai il bravo può darsi che ti faccia fare un giretto altrimenti te la scordi … e questo vale per tutti … adesso basta”. Immediatamente la volpe rossa le strinse la mano e baciò quella bruna pronunciando:“ Brava quando ci vuole ci vuole e che cazzo” .
Chiara precisa aveva disbos**to la giungla dei sensi , Il messaggio fu recepito da tutti, facemmo segno di tacere e marciammo compatti lasciandole davanti a guidare il gruppo.
Ancora però non era chiara quella escursione al mercato. Poi cominciammo a capire, dopo molte bancarelle di vestiario le due puntarono su un orrendo bikini quadrettato rosso e bianco con bordi bianchi molto coprente e un assurdo costume intero blu con al centro un salvagente ricamato, foullard in tinta, due paia di occhialoni da sole tipo parabrezza da pullman, sulla bancarella della plastica acquistarono delle scarpette da spiaggia in plastica e a sorpresa due cuffie da bagno con fiorelloni variopinti forse ritagliati da camere d’aria, in pratica due signore Fantozzi. Ultima tappa la bancarella dei profumi taroccati.
Risalimmo in auto, Walter tentò di richiedere lo stesso assaggio avuto da Fulvio, ma lo sguardo che ricevette lo fulminò e memore delle mie parole “non dirgli cosa deve fare” e delle minacce si ritirò in buon ordine.
L’unica concessione fu dopo il pranzo quando le due sedute a poppa dell’ auto cominciarono l’opera di vestizione, ridemmo quando la rossa innescò un litigio furibondo tra le sue tette, i fazzolettini di riempimento e l’enorme reggiseno, nonché la lotta con il fondotinta, che aveva il compito di evidenziare l’inesistente riga del costume.
Scesero dalla rovente auto, già camuffate erano indescrivibili, non mancarono di portarsi al braccio due asciugamani da spiaggia anonimamente bianchi.
Noi le seguimmo da lontano e con discrezione, si può dire che tutti in spiaggia le notarono ma questa volta per la bruttezza dei loro costumi sembravano ricavati da una tovaglia da pizzeria e da un manifesto pubblicitario, forse erano più aggraziati gli asciugamani.
Trovarono il loro obbiettivo seduto al piccolo bar del lido, vestito con indumenti da marines e bandana in tinta verde mimetico, l’immancabile binocolo al collo ma a differenza di quanto sospettassero niente apparecchi fotografici, lo abbordarono con calma, lui sotto quel paludamento da babbione non riconobbe né la rossa del campeggio ne la mia morettina.
Lo convinsero a bere con loro, ma mentre le due faine bevevano un innocuo the freddo, lui per mostrarsi uomo di mondo ingurgitò almeno tre enormi bicchieroni variopinti di aperitivo alcoolico. Preso in quell’ebrezza fu facile preda, e condusse le due sul luogo delle sue escursioni, tra l’altro il posto altro non era che una zona lasciata appositamente selvaggia e spinosa che divideva i due campeggi attigui, quello per gli abbigliati e quello per naturisti. Noi seguivamo la scena solo per assicurarci che in quel luogo non ci fossero rischi per le due ragazze. La zona era però sicura e disabitata.
Lui si vantava del suo operato ma le due piccole samaritane iniziarono l’opera caritatevole, la rossa lentamente si sfilò il reggiseno ma dubito che nei fumi dell’alcool il santo bevitore avesse notato la differenza di coppa, mentre la mora fatte scivolare le spalline e abbassato il costume fece sgusciare i seni che rimbalzarono come molle, da lontano vedemmo la famosa riga del costume.
Accompagnarono le mani del loro ammiratore su di loro , poi sfilarono gli orribili mutandoni e il costume da clown, Avvolsero il poco presente giovane nei loro corpi profumati stando attente a fargli aderire bene quel olezzo dolciastro , abbracciandolo e strofinandosi su di lui per almeno dieci minuti. Unica cosa stettero bene attente a non sfilarsi cuffia e occhiali.
La dose massiccia di aperitivo a base ruml e l’emozione del momento fecero il loro effetto ,e una volta fattolo sdraiare lui cadde nella confusione e in una sorta sogno meraviglioso.
Le due portarono via i costumi, lasciarono solo i foullard, quasi a far pensare che due angeli avessero perso le ali, si avvolsero negli asciugamani confondendosi con le campeggiatrici che andavano a fare la doccia, quindi si defilarono e tornarono al lato naturista; gettarono in un cestino il resto degli orpelli e ci raggiunsero alla tenda da dove recuperato del sapone partirono per le docce. Era veramente orribile quel odore di fiori da cimitero.
Appena tornate linde e profumate decentemente , nessuno ebbe il coraggio di chiedere del accaduto, nemmeno i loquaci e scherzosi romagnoli sapevano come iniziare l’argomento.
Allora fui io a cercare una via di fuga :” Ragazzi visto che le dame di san Vincenzo hanno fatto il loro lavoro, propongo premiarle con un invito a cena magari da Pietro solo pesce fresco”. Invito che le due complici accettarono all’ unanimità.
Lucia entusiasta della proposta ci ripago da par suo: “Ragazzi se fate i bravi adesso vi diamo l’anticipo poi magari … “, lasciò la frase in sospeso scomparve sul camper con l’amica chiudendo la porta, quando ricomparvero mancò solo l’applauso, se l’anticipo era questo. Avevano letto nelle nostre menti, o erano semplicemente donne favolose che sapevano come stupirci?. Si abbigliarono con due vestitini leggeri da urlo le gonnelline coprivano il giusto e facevano sospettare la mancanza di intimo, i seni erano appena coperti, le schiene completamente nude truccate da gran sera, con tacchi vertiginosi. Durante il tragitto sul lungomare sembravano due modelle circondate da quattro accompagnatori, fecero voltare la testa a molti uomini purtroppo sposati , le cui mogli al seguito, non risparmiarono critiche feroci e gomitate nelle costole del coniuge.
Finalmente seduti al tavolo ci spiegarono cosa era successo, In pratica nulla di estremamente spinto, solo carezze e il calore dei loro corpi, durante i contatti gli avevano spiegato al giovane che le donne vogliono essere corteggiate non spiate, e invece di fare l’osservatore visto che era un bel ragazzo doveva tentare l’approccio con educazione con leggerezza poi la natura avrebbe fatto il suo corso.
Restammo piacevolmente sorpresi, avevano ragione era stata una buona azione, forse risvegliatosi dal torpore l’unica nota stonata di quel sogno sarebbe stato l’olezzo di fiori appassiti.
Poi al rientro memori delle raccomandazioni del mattino, lasciammo che quelle due femmine meravigliose si facessero delle confidenze, e quando fu il momento, furono loro a raggiungerci, senza frenesia, Lucia la volpe bruna sdraiata fra Walter e Tony, La rossa fra me e Fulvio, loro proponevano e noi le seguivamo, si scambiarono gli amanti e lo straordinario fu che sembravano due gemelle, stesso profumo stesso sapore, stesso modo di muoversi, solo la voce le distingueva nella penombra. E come avevo detto a Walter, attento che ci stende tutti e poi va a ballare, tanto fu vero che verso l’alba ci svegliarono baciandoci sulle labbra e uno alla volta ci vollero ancora, per completare i regali delle dame di carità.



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