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Serena, La Mia Premurosa Suocera

Io e mia moglie Chiara siamo sposati da parecchi anni ormai. La nostra intesa sessuale è diventata, col tempo, sempre più profonda e matura. Come tutte le coppie di una certa età abbiamo i nostri problemi, ma l’amore che ci lega è antico e maturo, e li affrontiamo assieme. E poi c’è sempre stata una persona, soprattutto agli inizi del nostro rapporto, che ci ha aiutato a scoprirci come coppia: il suo nome è Serena e, strano ma vero, si tratta di mia suocera.
Tra me e lei c’è sempre stato un buon rapporto, ci siamo piaciuti sin dalle prime volte che andavo a casa sua per uscire con Chiara. Aveva divorziato dal padre di Chiara pochi anni prima che ci conoscessimo, credo perché si sentiva un po’ soffocata; come ho capito conoscendola negli anni, mia suocera è uno spirito libero, e forse alla lunga il menage matrimoniale l’ha stancata. Ma una donna interessante come lei (ha molti interessi, e di vario genere: culturali, sportivi…) non poteva restare sola a lungo; infatti, negli anni successivi al divorzio, Serena si è concessa (mente e corpo) ad altri uomini. Un po’ ne ho conosciuti, tra il periodo del fidanzamento e i primi anni di matrimonio con Chiara. Erano dei tipi più diversi (professori universitari, agenti di viaggio, fotografi…) ma ognuno era interessante a suo modo per mia suocera. Nessun nuovo marito però, solo storie d’amore tra persone mature che decidono di condividere un pezzo della loro vita; raramente queste storie duravano per più di un anno. Pur sperando io (e anche Serena lo sperava) che Chiara non seguisse l’esempio della madre, a me lo stile di vita della mia futura suocera non dispiaceva; era una donna con cui era piacevole passare del tempo, parlarci di qualsiasi cosa…e poi io le piacevo, mi faceva spesso battute su quanto tempo ci mettevo a sposare Chiara, che dovevo sbrigarmi.

Io e Chiara ci sposammo dopo 2 anni che stavamo insieme, e la prima casa in cui vivemmo fu un trilocale in affitto in città, ad un’oretta di macchina da Serena, che ogni tanto ci veniva a trovare. In quel periodo, Serena si stava lasciando col suo uomo del momento; circa due mesi dopo il matrimonio, un pomeriggio ci chiama per dirci che con lui è finita, che si sente un po’ sola…in pratica si autoinvita da noi per la serata, ma non è un problema. Anzi.
“Chiara, per me potrebbe fermarsi anche a dormire nella singola libera. Che ne dici? Così evita un’ora di strada in piena notte”.
Chiara è un po’ titubante “L’appartamento è piccolissimo, avere mamma nella stanza vicino alla nostra vuol dire privacy zero.” La cosa non mi

turba.
“Tua mamma è una donna di mondo; per me non è un problema.”
“Mah, si potrebbe anche fare…”
Così convinco Chiara, anche se non al cento per cento. Quella sera usciamo tutti e tre per un giro in centro: negozi, banchetti gastronomici in piazza…La serata passa allegra e piacevole, e prima dell’una di notte siamo a letto, io e Chiara nella nostra matrimoniale, Serena nella singola vicina.
“Stasera eri bellissima, amore.”
“Grazie, tesoro.”
“Non riuscivo a smettere di guardarti, ti mangiavo con gli occhi… non vedevo l’ora che venissimo a letto.” Le accarezzo il viso, ci baciamo…con le labbra le passo il collo, mentre lei tende il viso in alto. Il suo nasino arricciato all’insù è erotismo allo stato puro, per me. Accarezzo il suo seno, il suo morbido, bellissimo seno…le scopro dolcemente un capezzolo, e inizio a succhiarlo dolcemente. Lei mi accarezza, dal petto scende giù, fino a sfiorare la mia erezione. Torno a baciarle dolcemente le labbra.
“Ti andrebbe stanotte…di provare…”
“Cosa?”
“Dai, lo sai…”
“Sesso orale?”
Il sesso orale era un argomento problematico, Chiara non aveva mai voluto concedermi una fellatio, e siccome non voleva pretendere qualcosa che non dava, io non le avevo mai praticato un cunnilinguus.
“Lo sai che non mi va.”
“Si ma pensavo che magari, stasera…non so, potremmo provare…cominciare a provarci, almeno.”
“Lo sai che non mi piace.”
“Ma se non abbiamo mai neanche provato? E io vorrei poterti dare questo piacere. Sarebbe una cosa reciproca.”
Cercavo di convincerla senza ins****re troppo, volevo che si sentisse completamente a suo agio. La discussione va avanti per qualche minuto, quando sentiamo un toc toc sulla porta.
“Posso?” Serena, in vestaglia nera, apre la porta della camera.
“Scusate, stavo andando al bagno e per caso ho sentito che parlavate. Tutto ok?”
“Si, mamma, tranquilla. Puoi tornare a dormire.”
“Tutto ok, Serena, grazie. E Tu? Il letto va bene?” le chiedo io.
“Sì si, va tutto bene…” si avvicina al lato di Chiara, e si siede sul letto, vicino a lei “…non vorrei essere troppo invasiva ma…ho sentito che parlavate di sesso orale. Avete dei problemi nell’affrontare la questione?”
Si crea un lieve imbarazzo, almeno in me, ma vedo che anche Chiara è un po’ a disagio.
“No, no, se ne parlava…” non so bene che dire.
“Mamma, mi metti in imbarazzo. Sono fatti nostri.”
“Non voglio mettervi in imbarazzo, vorrei potervi aiutare. Sapete che con me potete parlarne.”
L’argomento è un pò imbarazzante, ma Serena è così dolce e disponibile (come è sempre stata) che pian piano l’imbarazzo sparisce.
“Si, stiamo affrontando la questione, è che Chiara non si sente ancora a suo agio nel…”
“Non mi va, non me la sento ancora, mamma.”
“Ma non è un problema” io cerco di sdrammatizzare “insomma, penso che col tempo…”
“Ma a me fa solo che piacere aiutarvi, possiamo trovare insieme un modo. Credo che il sesso orale possa essere un opportunità di darvi piacere l’un l’altro, ma forse, Chiara, hai bisogno che la tua mamma ti insegni come si fa. Come ti insegnavo da piccola ad allacciarti le scarpe, o ad andare in bicicletta.”
“In che senso insegnarmi?” chiede Chiara.
“Potremmo fare pratica insieme, e io ti condurrei passo per passo. Con il tuo aiuto, ovviamente.” (rivolgendosi a me).
“Cosa? Vorresti che gli facessimo insieme un pompino?”
“Tesoro, è per farti superare i tuoi timori.”
“Ma sei seria?”
“Che male c’è, siamo tutti adulti qui. Tu che ne pensi?” mi chiede.
Devo ammettere che l’idea di un pompino da parte di mia suocera, seppur imbarazzante, mi eccitava. Al tempo Serena aveva 49 anni, ma essendo una sportiva ne dimostrava meno di quaranta, il suo fisico era ancora ben tornito e formoso. Era proprio una gran bella donna, anche per questo non aveva problemi a trovare uomini che la desiderassero. Al solo pensare la sua bocca che vezzeggiava il mio pene, questo ebbe un sussulto. Ma preferii rimanere vago.
“Sei molto gentile a essere così disponibile, ma non so se Chiara…”
“Mamma, è imbarazzante per me.”
“Non devi sentirti imbarazzata” disse Serena“la tua mamma ti vuole tanto bene e non vuole che tu ti precluda alcun piacere insieme al tuo uomo.”
“Io…insomma…se tu dici…possiamo provare.” concluse Chiara.
Ero al settimo cielo per l’eccitazione, ma mantenei un atteggiamento all’inglese, per non fare la figura dell’allupato.
“Bene, mi fa piacere. Tu, caro?” chiede e a me.
“Beh, se Chiara è d’accordo, fa piacere anche a me.” Feci io, un po’ paraculo.
“Ok, allora, per iniziare vai un secondo in bagno a…”
“Ok, vado” la precedo capendo cosa intende, e vado in bagno, a lavarmi il glande. Per l’eccitazione del momento, solo a scappellarlo per lavarlo mi sembra già di venire. Quando rientro, Serena è ancora seduta sulla sponda del letto, e fa un affettuoso massaggio alle spalle di sua figlia, che intanto rotea il collo lentamente.
“Bene caro, mettiti in piedi sul letto, io e Chiara staremo inginocchiate.” Eseguo. Salgo sul letto, e mi appoggio alla parte centrale della alta testiera in legno. Serena e Chiara si mettono inginocchiate davanti a me, Chiara a destra e Serena a sinistra. Hanno già sistemato alcuni asciugamani per coprire le lenzuola. Sotto le leggere braghe del mio pigiama, è ben visibile la forma del pene eretto.
“Per cominciare, Chiara, scoprigli il membro.”
Chiara prende i lembi del mio pigiama, e lo abbassa fin sotto il mio scroto. Il mio uccello appare per la prima volta, in tutta la sua durezza, alla vista di mia suocera.
“Bene, è già eretto. Ora afferra la base dell’asta, e massaggiala.” Chiara prende la base del mio uccello e comincia a massaggiarlo, in pratica una leggera masturbazione, mentre Serena avvicina la bocca, e appoggia le labbra sulla mia punta. Lentamente, le fa scorrere sul mio glande, prendendomi tutta la cappella in bocca. Non riesco a trattenere un gemito soffocato, e stringo i pugni. Mia moglie mi sta facendo una sega, tenendo il mio uccello in bocca a sua mamma, che lentamente sugge dalla mia cappella. Ed è bravissima! Le sue labbra carnose strusciano avanti e indietro sul mio glande. Dal canto mio, cerco in tutti i modi di darmi un contegno, ma dopo poco non riesco più a trattenermi, e comincio a gemere di piacere “Ahhh…mmm” Tanto più che Serena, dopo una prima parte di lenti movimenti, aumenta il ritmo, e ingoia sempre più centimetri del mio uccello. La sua testa, coi lunghi capelli scuri, fa avanti e indietro sotto di me. Dalla mia posizione privilegiata, lo sguardo mi cade per pochi secondi sul suo generoso seno, che si muove al ritmo via via più forsennato delle sue succhiate: per un attimo, immagino il mio cazzo che sburra copioso su quelle formose mammelle. Ma è solo un pensiero. Lo scaccio subito, altrimenti qui non duro mezzo minuto.
Tutto a un tratto, Serena si ferma, e libera il mio uccello dalla sua bocca. La cappella gronda della sua saliva, che in parte scivola fino alla base dell’asta, bagnandomela.
“Ora prova tu, tesoro. Inizia con piccoli baci sul glande.” Chiara, tenendomi sempre l’uccello in mano, avvicina il viso, e con delicatezza stampa alcuni bacini sulla mia cappella, ormai rossa e turgida.
“Ora prova a toccarlo un po’ con la lingua, senza usare le labbra.” Chiara passa allora a leccarmi la cappella, usando solo la lingua.
“Brava, figliola. Ora prova a succhiare la punta, come se stessi assaggiando un gelato.”
Ora Chiara mi da piccoli ciucciotti sulla punta della cappella.
“Bravissima bambina mia, vedi che impari in fretta?”
Chiara accenna dei sorrisi; ci sta prendendo mano, e anche gusto. Serena, per aiutarla a rilassarsi del tutto, riprende il massaggio alle spalle.
“Bene così, lentamente. Non avere fretta. La calma e la lentezza valorizzano al massimo l’orgasmo.” E mi guarda con un sorriso, che io cerco di ricambiare, pur tra i respiri accelerati: mia suocera e mia moglie erano inginocchiate davanti a me, una dietro l’altra. Le mani della mamma carezzavano la figlia, quasi a darle il ritmo di quel pompino. Ed era un ritmo lento.
“Ora, pian piano, cerca di succhiare un po’ più a fondo” le suggerisce Serena, da premurosa insegnante. Il pompino di Chiara si spinge sempre più a fondo, quasi a prendere tutta la cappella in bocca. Ha una dolcezza e una lentezza che adoro, ma che mi conducono quasi alla pazzia: vorrei supplicarla di farmi venire subito, di darmi il colpo di grazia, ma è la sua lezione. Ed è stupenda. Non voglio assolutamente interferire.
E comunque, dopo qualche altro istante di questo lento ma incessante stimolo orale, raggiungo il mio limite. Ma non voglio venirle in bocca; come prima volta, sarebbe eccessivo.
“Chiara” la chiamo, tra un respiro e l’altro, ormai affannosi “…spostati… che…oooh… sto per venire.”
Faccio appena in tempo ad avvisarla; lei, presa di sorpresa, ha giusto il tempo di staccare la bocca, che partono gli zampilli. Chiara molla la presa, per cui il cazzo, senza controllo, espelle gli ultimi fiotti di sperma ballonzolando su è giù. Uno colpisce anche il reggiseno nero di Serena.
“Ops, scusa” fa Chiara.
“Scusa me, dovevo… avvisarvi prima.” mi scuso io, prendendomi qualche secondo per rifiatare dopo quella sburrata da dieci e lode.
“Oh, figuratevi” fa Serena ridendo “Che problema c’è? Questa si lava.” Intanto il mio uccello, ormai esaurita l’eiaculazione, comincia a gocciolare sperma sugli asciugamani sottostanti.
“Ehi, aspetta.” fa Serena, e in un attimo prende una salvietta e pulisce la punta del mio uccello dallo sperma rimasto. Poi, dolcemente, me lo scappella due o tre volte, facendo uscire qualche altra goccia che subito pulisce. “Ecco fatto. Bello pulito.”

Tornammo a dormire, non prima di aver, sia io che Chiara, ringraziato Serena per quello che aveva fatto per noi. Da allora non abbiamo più avuto problemi riguardo al sesso orale, e siamo riusciti a darci sempre più piacere reciproco. E devo esserne grato alla mia cara e amata suocera!


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