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Festa spagnola

Era una estate fantastica e in quel villaggio della spagna del sud, fatto per single o comunque coppie senza prole al seguito, in pratica un luogo di relax e al contempo una riserva di caccia per chi aveva voglia di incontri senza impegno, Lucia stanca di avere amati invadenti aveva da tempo interrotto i rapporti semistabili, le gelosie le critiche gli orari fissi non le erano congegnali, non parliamo di quelli che prendevano una sbandata per lei, il marito già lo aveva i figli pure, lei cercava coccole non un altro impegno fisso, la farfalla tatuata sul seno era li a testimoniare la sua voglia di libertà. Ora stavamo godendoci un periodo di sano svago in quel luogo dove l’unica forma di comunicazione era un telefono pubblico a schede.
Non era un villaggio naturista il nudo sulla spiaggia era tollerato, nel villaggio nonostante la libertà di azione era necessario essere “decentemente abbigliati” ma posso assicuravi che le donne che frequentavano quel posto avevano della decenza un concetto molto particolare. Gonne rasopelo, scarsissimo utilizzo dell’ intimo o al limite un filo interdentale tra le chiappe, capezzoli che schizzavano maliziosi dalle camicette seni spinti a guardare il cielo con balconcini multicolori. Lucia quell’ anno onde dare una nuovo impulso al suo personaggio non aveva saputo res****re alla moda del piercing quindi prima delle vacanze era andato in uno studio per farsi trapassare i capezzoli poi non contenta si era concessa anche quelli sulle grandi labbra. Nonostante la sua convinzione durante tutta la prima settimana tendeva a celare quegli ornamenti particolari e la piccola collezione rimaneva chiusa in valigia. Come in tutti i villaggi organizzati, le ore diurne erano dedicate a varie attività sportive, poi alla sera cambio di ritmo, la cena avveniva sotto un tendone ognuno si prendeva il cibo da un bancone e poi si prendeva posto a caso sui grandi tavolii, facilitando e moltiplicando le possibilità di incontro, quando ad un tavolo c’era eccesso di uomini una o più animatrici si sedevano per favorire il dialogo poi si facevano sostituire da altre ospiti magari di un gruppetto prettamente femminile, rompendo così l’imbarazzo del primo approccio. Lo stesso facevano gli animatori quando vi erano tavoli solo femminili. Devo dir che quei ragazzi e quelle ragazze erano favolosi , oltre a conoscere varie lingue, sapevano contagiare le persone sapevano scaldare la serata alzandone la temperatura, stimolando le coppie a formarsi e a passare magri una notte di piacere, in fondo era quello lo scopo del villaggio.
Riuscivano persino a far incontrare coppie con coppie o single di lingua diversa. Dopo il cibo balli giochi di ruolo canti teatrino con i villeggianti come attori.
Come vi ho detto Lucy era titubante a mostrare i suoi gioiellini incastonati nelle tette, a far cambiare le cose ci pensò “Fernand”, il capogruppo degli intrattenitori, francese molto sveglio analizzava con discrezione i suoi clienti in breve trovava i loro punti di aggancio poi li indirizzava con garbo alle attività o alle persone giuste.
Mentre ci accingevamo a depositare la nostra cena su un tavolo libero, ci colse al volo e ci dirottò in un'altra zona dove altre coppie e alcuni single stavano iniziando la loro, Usando un linguaggio misto di italiano spagnolo e francese ci presentò, cosa avessimo in comune non lo seppi solo più tardi. Il primo argomento come sempre fu il tempo, poi il cibo, inevitabilmente visto che eravamo italiani la pizza, e li si saliva di livello, l’arte le donne nella pittura, il nudo nell’ arte, quel ragazzo era un vero artista, entrava e usciva dai dialoghi promuovendone di nuovi prima che la noia subentrasse, cominciò a stuzzicarle donne la primavera del Botticelli con quei seni piccoli, Goya con la maya desnuda, poi ancora Botticelli le rotondità i seni, le statue greche, insomma infervorò tanto le donne con quei discorsi da persuadere tutte quelle al nostro tavolo a mostrare i propri seni al fine di valutarne le forme e le dimensioni, in quella tavolata di tette al vento notai il fil rouge del discorso “ tutte le partecipanti avevano i piercing al seno”. L’artista ci aveva condotti dove voleva senza lai infarcire il dialogo di volgarità o chiedere espressamente di esporsi. Nei giorni seguenti tutto il gruppo si riuniva in spiaggia con giochi bagni scambi di battute, e visto che ormai non c’era più ragione di nascondere, tutte le donne optarono per il topless, come se i cosiddetti bikini formati perlopiù da francobolli triangolari legati con il filo da pesca non fossero a sufficienza risicati.
Purtroppo noi eravamo arrivati dopo gli altri del gruppo e quindi finita la prima settimana rimanemmo senza la compagnia appena formata, in particolare quel sabato sera a causa di una interruzione stradale e del maltempo gli aerei erano stati dirottati su altri aeroporti, gli ospiti erano davvero i pochi arrivati erano stravolti quindi avevano preferito cenare veloci per poi fiondarsi a dormire. In sala gli animatori avevano rinunciato alle loro goliardate anzi si concessero una serata di relax.
Noi comunque eravamo li, la sera era fresca, un temporale si stava annunciando, il mare era ingrossatosi preparava una seratina da convento, difatti dopo poco tuoni fulmini e pioggia , sotto il tendone eravamo rimasti in quattro due animatori e noi, dopo tutte le cure ricevute ci sembrò gentile invitarli al tavolo a fare quattro chiacchiere senza l’obbligo della commedia.
Fernad gentile come sempre arrivò portando con se Jago un animatore sportivo, tipico ragazzone mediterraneo con un corpo da ginnasta, <Hola segnora Lussia, te prento Jago istruttore di vela,…. Jago questa e la signora che somiglia alla statua di Giuseppina Bonaparte del Canova> seguì un elegantissimo baciamano, sarà tata l’astinenza da complimenti ma mia mogli brillarono gli occhi guardando quel bronzo di Riace di istruttore < Jago il tuo amico esagera sempre dammi tu una valutazione obbiettiva> detto fatto si acomodò su l tavolone vuoto si mise nella posa della Paolina sul divano facendo sgusciare dal golfino pipistrello le tette mostrandole con orgoglio, Jago forse abituato agli atteggiamenti un po’ sopra le righe delle sue clienti non si scompose guardò come se stesse valutando un quadro e aggiunse <se posso permettermi è davvero somigliante un autentica statua di marmo>, alla mia diavolessa non parve vero di poter finalmente “toccare” l’argomento i suoi capezzoli reagirono si fecero piccoli e appuntiti mettendo in evidenza gli anellini che danzavano al ritmo del suo ritmo cardiaco, <Ma quale marmo tocca dai tocca questi capezzoli ti sembrano di marmo>.
Scusandosi Jago fece notare che era assolutamente vietato fare avance o toccare in modo sconveniente le ospiti e quasi dubitò che Fernand, lo avesse tratto in un tranello.
Fernand si chiarì con il collega in una lingua incomprensibile a noi. Rasserenato Jago chiedendo rivolgendosi prima a me poi a Lucy < Posso fare una domanda personale alla segnora….. escuciame maa ……bello il tatuaggio ma el piercing non le famale> ,rise la gattona rispondendo sicura <no assolutamente no guarda lo tolgo e lo rimetto> quindi tolse e l’anello infilò le mani nella borsetta e ripes**to il classico spillone passacapezzolo sotto lo sguardo atterrito dj Jago lo infilò.
Il temporale andava scemando ma all’improvviso la luce sparì, pensate che i due operatori fossero impreparati? , Fernand al buio percorse la strada che conduceva al palco e ritornò con una piccola lampada a gas, la posò sul tavolo di fronte Giuseppina Bonaparte, e si risedette al fianco di Jago persi entrambi in quella visione.
Il villaggio al buio brillava di tanti piccoli lumi come quello del tavolo, i due ragazzi sembravano persi nel vuoto guardavano Lucia quasi fosse trasparente, <Hei Fernad> disse Lucia rompendo la magia del suono del vento e del mare, < Lo sai che ne ho altri di tatuaggi e di piercing ??> , <Immagino siano altrettanto interessanti> fece lui, dando alla frase un tono di sfida>, come l’incantatore ipnotizza il cobra Lei aveva ottenuto l’attenzione l che voleva < ascoltami bene se io te li faccio vedere ma tu mi dai un bacino su ogni punto> Da buon professionista doveva soddisfare la sua cliente ma le regole sono regole cercò una risposta nei miei occhi allora azzardai, <Mi sembra che in giro non ci sia nessuno e poi è buio>, sospirò non proprio convintissimo abbasso al minimo il chiarore della lampada quindi, < Bene promesso bacino sul tatuaggio e sui piercing ……… non mi dirai che sono…………..> . invece di rispondere Luci slacciò un lato dello slip spostò la lampada al punto giusto e ……. < allora facciamo così Jago bacia il tatuaggio e tu i piercing>. Quindi prima Jago Baciò tutto il tatuaggio notando che la chela dello scorpione finiva a due centimetri dal clitoride mentre il povero Fernad fu obbligato a baciare gli annellini sia dal lato esterno che da quello interno delle labbra. Per rincuorarli dall’ ingrato compito…….. io approfittai per baciare la farfalla sul seno di Paolina Bonaparte.
Il temporale così come era arrivato se ne andò ,il giochino erotico aveva risvegliato la diavolessa la vidi bisbigliare qualcosa prima al orecchio del uno poi del atro, entrambi si cambiarono qualche parola e mi fissarono, avevo capito, sorrisi loro e con la testa annuii.
La noiosissima serata stava cambiando ma la luce tardava a venire, probabilmente sarebbero passate ore. Usando quella piccola luce quasi invisibili a tutti andammo verso il nostro ’appartamento del secondo piano, sul balconcino rivolto al mare, accostammo le sdraio, una meravigliosa luna e le stelle erano ricomparse, il ruggito del mare e il profumo di salsedine facevano vibrare le sensazioni, Il piccolo diavolo si era risvegliato si mise sulla sdraio posta fra i due ragazzi. Dovevo darle un piccolo vantaggio era lei a guidare la serata, trovai la scusa di recuperare quattro bibite in frigorifero, quando tornai aveva già preso letteralmente in mano la situazione, seduti sulle loro sdraio loro la accarezzavano i seni e lei li stava masturbando entrambi dolcemente. Forse preso da rimorso Fernan mi guardò .<Mi scusi ma la signora è così bella e non ho resistito>. Calmai Fernad con un gesto di pace gli porsi la bibita e capii che dovevo convincerlo della buona fede, baciai sulla bocca la mia sposa e le accarezzai dolcemente il seno, quella sera ebbe l’attenzione di tutti e tre. Ebbe quello che cercava essere la protagonista ed essere lei a decidere come e quanto era talmente presa che volle che tutti e tre venissimo dentro di lei.
Passata la serata la cosa non si replicò troppo pericoloso per i ragazzi, ma avemmo un occhio di riguardo, anzi Fernad con la sua solita capacità stava selezionando le persone adatte, disinibite e con la voglia di mettersi in mostra per una una serata in discoteca a tema “antica spagna” guarda caso.
Grazie al nostro anfitrione Lucia aveva fatto amicizia con altre ragazze che come lei non speravano occasione migliore per mettersi in mostra, La gara si sarebbe tenuta in una Discoteca Lap Dance rigosamente riservata ai maggiori di anni diciotto, limiti di decenza nessuno, presidente della giuria una gruppo di editori, sia donne che uomini, di quelle che al tempo si chiamavano riviste per adulti
Del gruppo in gara c’erano Fabiana moglie di un noto avvocato, Mercedes dall’ attività ignota e Una quarantenne molto appariscente conosciuta come Milla. Tutte e tre in vacanza sole. I preparativi erano frenetici dovevano elaborare i costumi, arrivarono un pomeriggio con una s**tola di catenine dorate, moschettoni da collana, perline di varia misura, gingilli, borchie ottonate a forma di conchiglia, vestiti alla moda dei pirati, un improponibile pappagallo di pezza spagnola, stivalacci al ginocchio, insomma varie cose utili per i costumi.
Preoccupato chiesi il prezzo di tutta quella roba in fondo al mattino non mi aveva chiesto soldi, le tre megere fissavano incerta e preoccupate la mia volpona con la classica espressione “Adesso vediamo che balla racconta al marito> Lei senza scomporsi < Be guarda i vestiti e le scarpe li ha presi Faby da un costumista, io sono andata a prendere gli accessori da un rigattiere al mercato….. e ho speso solo l’equivalente di diecimila lire….> in effetti aveva solo quelli la mattina. < e in più…………...> fece pesando le parole e sospendendo la seconda parte della frase”….. < Voi uomini siete degli emeriti pirla, ho portato la gonna al livello della passera ho tolto gli slip poi mi è bastato slacciare la camicia abbassarmi a vedere alcune cose lui mi ha visto il culo e li ho contrattato io pensavo al prezzo lui alle mie tette. Quando poi gli ho detto ….. se vino mi culo es tu culo è diventato mio sponsor…… >.Fabiana a momenti svenne. Aveva un colorito da grande puffo e l’aria incredula da ”Ma che cacchio dici sei matta” poi serafica e francescana proseguì < si ma guarda che anche la Faby che fa tanto la santarella ha promesso del suo per avere uno sconto……>. Risi di gusto la matta era ancora all’opera.
Le parole però fecero sciogliere le nostre amiche che nei giorni seguenti ci raccontarono aneddoti della loro vita, che penso non avrebbe mai confessato ad altri, Dai pompini ai professori di liceo alla classicissima scopata con l’idraulico per non pagare il conto.
Arrivò il giorno della festa, Io mi vestii come un cerusico von cappellone lungo giacca e pantaloni neri, sembravo più che altro pinocchio, lei e le altre donne si mossero coperte da una cappa nera per non svelare il mistero. Anzi spesso nei giorni precedenti fui sbattuto fuori a spintoni dall’ appartamento.
Dopo vari gruppi con vestiti ricchissimi con passere e tette in vista, fu il turno delle quattro corsare, Bustino sottoseno, gonna di pochi centimetri che lasciava in vista tutto il belvedere, Le catenine giravano in torno ai fianchi ed erano state agganciati ai piercing vulvari, le famose conchiglie di ottone erano state fermate al capezzoli grazie ai piercing varie carene giravano intorno al collo passando sotto i seni e terminando negii anelli dei piercing orecchini ad ai lobi il classico fazzoletto sulla testa e dei minibolerini giusti per coprire un quarto di tetta. Non vinsero la gara ma fu meglio così mentre le vincitrici si annoiavano sul palco loro scesero in pista a ballare, togliendosi opportunamente gli inutili ed ingombranti stivali. Vederla ballare a piedi nudi mi eccitò ancora di più, In pista durante i balli lenti aveva molti pretendenti, io la vedevo lasciarsi accarezzare le chiappe e se il tipo gli piaceva gli concedeva una pomiciata, per toglierselo di torno mi indicava e mi raggiungeva in sulla pista. In pista ritrovò un single del villaggio un italiano che più che essere li a caccia preferiva passare le sue giornate sul balcone a leggere libri. Forse era un intellettuale annoiato dalle troppe facili conquiste. Come aveva già fatto gli concesse il ballo la pomiciata poi un altro ballo dove le mani dal culo della mia signora non furono mai tolte. Si accostò a me mi presentò <Questo è Luca è nel nostro villaggio dai sediamoci a bere qualcosa>, premurosa come non mai si recò al bancone ondeggiando il corpo come un serpente, posò i bicchieri e si mise sul divanetto fra noi, < solite parole di circostanza poi lei gli si sedette in braccio, tenendo la mia mano comincio a pomiciarlo con le mani di lui verso le sue intimità e lo invitò a muoverla delicatamente sul suo clitoride, poi allargo le gambe e lo lascio scendere, dopo qualche minuto spinse il suo dito verso culo invitandolo a entrare, passò qualche minuto di quel massaggio <Ragazzi usciamo qui fa troppo caldo> prese i suoi stracci e andammo, non si preoccupò di coprirsi erano ormai le due e circolavano solo maggiorenni.
Entrammo in camera e come Lei voleva ci guido al piacere, rimasi stupito quando una volta sul letto mi accorsi che la mano che scorreva solla mia asta non era di lei ma di Luca.
La volpe che stavamo corteggiando non ci mise molto a capire, < Ragazzi non contradditemi voglio soddisfazione>, ci spinse prima a masturbarci poi a farci un reciproco pompino, di tanto si interponeva tra noi, offrendoci tutte le sue fessure, poi passato un po’ di tempo ,rivolta a me con fare severo <Prima mi hai guardata tu adesso mi fai vedere tu lo spettacolo del prenderlo in culo> . Nei nostri rapporti lei era troppo impegnata a soddisfare gli amanti, Lucio si sdraio dietro me e lei lo guido nel mio sfitere cominciò piano poi aumento, sempre piu veloce lei lo spronava e mi accarezzava, Lucio ansimava era prossimo a venire lei si masturbava tirando di tanto in tanto le catenine dei piercing. Infine Lucio con un rantolo lungo venne dentro di me con un fiotto enorme di liquido bollente , anche lucia venne gemendo e schizzando i suoi umori su di me, poi fu lei a darmi piacere concedendomi il più bel pompino della mia vita.
Era totalmente soddisfatta, Lucio salutò ringraziando Lei con un lungo bacio e me con un bacio sulle labbra penso che rientrò nel suo appartamento convinto di aver vissuto un sogno, lei non si fece neppure la doccia si accoccolò di fianco a me e dormì profondamente, al mattino mi confessò di aver sempre sognato una avventura come quella con lei finalmente padrona del gioco.



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