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Cinema che passione

La passione dei nostri ventanni e l'aggiunta di un terzo (immaginato e non) nei nostri rapporti ha completamente disinibito Maria aprendola alle gioie del sesso: amore e trasgressione. Questa sua apertura mi rese molto più passionale nei nostri frequentissimi rapporti. Fu proprio durante un pomerigio di sesso molto passionale che le chiesi apertamente cosa ne pensasse di quanto avvenuto al cinema, tolsi volutamente l'immaginario “Salvo” per inserire lo “sconosciuto”. Aprì gli occhi e fermò per un attimo il suo cavalcare per riprenderlo più vigoroso poco dopo. Passando dalla posizione eretta all'accucciarsi su di me abbracciandomi energicamente aumentando la respirazione.
Sussurrai se le fosse piaciuto il tizio del cinema, ne ricevetti un si molto carico di significati:
"cosa ti ha fatto?" domandai, continuando ad assecondare i suoi colpi di bacino, tormentandole il seno con una mano ed una chiappa con l'altra;
"lo hai visto" rispose;
"si, ho visto quando sono tornato a sedermi ma .." aggiunsi "parlavo del bagno, cosa è successo nel bagno?"
Oramai mi cavalcava velocemente, non dette una risposta e all'unisono venimmo con un'abbondante eiaculazione. Restammo, adagiati supini senza fiato godendoci estasiati il nostro orgasmo. Ritornai, non so dopo quanto tempo, a chiedergli del bagno e lei, con un dolce sorriso iniziò il suo racconto:
"ero entrata nella toilette per fare pipì, mi asciugai ed aprii la porta per uscire. Me lo ritrovai di fronte e senza dire una parola mi spinse nuovamente all'interno facendomi sedere sulla tazza, ero come intontita, incapace di ogni reazione, cacciò il suo arnese e me lo mise davanti, non era lungo, forse come il tuo ma molto più grasso e quando, premendo sulla bocca, mi costrinse ad aprirla feci fatica a riceverlo. Mi teneva ferma la testa ed iniziò a scoparmi nella bocca. Nonostante fossi come paralizzata, ebbi un orgasmo, lui se ne accorse e mi fece alzare girandomi verso il water dove vi poggiai le mani per non cadere, mi allargo le natiche e poggiandolo sulla passerina lo spinse violentemente dentro: "troia!! sei una troia" mi disse "ma vedo che non ne hai presi molti di cazzi, sei ancora troppo stretta" Un paio di minuti di spinte veloci e mi riempi di sperma bollente inducendomi al secondo orgasmo. Uscì ed io, intontita, senza neanche pulirmi tirai su le mutandine e tornai da te con le gambe che mi tremavano".
Le chiesi se voleva nuovamente provare queste sensazioni, la risposta fu che non doveva essere un abitudine e che … fosse lei a “scegliere”. Anuii e, carezzandola, le dissi di aver capito i suoi gusti (segretamente, erano anche i miei) ma volevo fosse lei a dirmeli.
Nel frattempo le avevo iniziato una leggera masturbazione, e lei, mentre
esprimeva le sue preferenze, iniziava a dare segni di rieccitazione:
"deve essere … in ehmm innan … ahhh… innanzi tutto adulto"
"adulto quanto?" Feci io;
"sui … quarantacinque, brizzolato, di carnagione scura" rispose lei.
"Ma stai parlando di Salvo?" dissi;
"non necessariamente" rispose, aggiungendo che anche il signore del cinema corrispondeva alla descrizione.
"Perchè? Dei nostri coetanei no?" chiesi;
"ho ricevuto le confidenze di qualche amica ed hanno la stessa fantasia in quanto i loro (nostri) coetanei sono molto frettolosi nel cercare solamente la loro soddisfazione. Con i ragazzi della nostra età ci si innamora, ci si fa all'amore ma spesso si rimane a bocca asciutta, almeno queste sono le cose di cui mi hanno parlato".
"Pensi che oltre a pensarlo abbiano avuto esperienze?" chiesi;
"non lo so, ma so che hanno ragione se penso alle mie di esperienze ed alle tante volte che sei venuto lasciandomi …" non continuò, ma capii.
"Salvo" proseguì "capiva al volo ciò che mi avrebbe fatto piacere ed anticipava sempre le mie fantasie. Prima che partissimo da Messina, dopo quella cena, Salvo è venuto spesso a casa a tua insaputa, abbiamo fatto l'amore molte volte ed ogni volta imparavo qualcosa di nuovo".
Ricordando quei momenti ci eccitammo e facemmo l'amore nuovamente. Ci risvegliammo dal sonnellino ristoratore due ore dopo, il pranzo era saltato, gli proposi di mettersi su qualcosa velocemente ed andammo nella pizzeria sotto casa, fortunatamente con il forno ancora caldo per due pizze Margherita.
Mentre mangiavo avidamente la pizza, accompagnata da un boccale di birra, non potevo non ammirare di quanto fosse bella Maria, non aveva più quel sorriso timido, frenato, ma metteva ora in mostra tutti i suoi denti bianchissimi, era un'altra donna.
Gli chiesi se e quando aveva intenzione di riprovare queste esperienze: "molto presto" ed un ampio sorriso accompagnò queste parole.
Anche nel vestire iniziò a tralasciare quelle gonne virginali per mini o jeans attillati, comperò le sue prime autoreggenti, abbandonò le mutandine bianche per dei più sensuali minislip ornati di pizzo che indossò, orgogliosamente, la sera che decidemmo di ritornare in quel cinema, oramai rodato.
Era di estate, come promessomi, Maria si stava preparando per l'uscita: tanga trasparente rigorosamente nero in linea con il reggiseno sotto un vestitino, ampio, a fiorellini, borsetta di lino intonata con le scarpe dal tacco di un'altezza inconsueta per lei, il tutto avvolto in un soave alone di profumo (di cui non dico il nome, di fattura francese).
I primi complimenti li ebbe da Gioacchino, il figlio del portiere, che restò paralizzato dalla figura di Maria. "Che c'è Giacchì" feci "mica è la prima volta che la incontri?"
"E' vero ma è come se la vedessi per la prima volta ….. beato te! Dove andate?" chiese;
"al cinema, stasera cinema" risposi;
"con questo caldo?" replico "e poi … di mercoledì, beato lei dottò"
(a Napoli un dottorato non si nega a nisciuno)!
Ci salutammo e ci dirigemmo al cinema con il bus, insolitamente vuoto. Un passeggero che sino a quel momento era in piedi venne a sedersi di fronte a noi, capii che Maria non aveva serrato le gambe come era solito fare ma le aveva lasciate leggermente aperte (per il caldo? Boh).
L'uomo, facendo l'indifferente, sbirciava di continuo la sottile apertura aspettando, forse, un movimento brusco del bus per poter ammirare di più. Quel di “più” non ci fu.
Ci alzammo, prossimi alla fermata, e si alzò anche lui posizionandosi dietro mia moglie: scende? chiese a mia moglie con un sorriso.
Si, scendiamo – rispose contraccambiando il sorriso.
Cazzo!!! ma questo non è un quarantacinquenne – penso fra me – ne avrà almeno sessanta! - come se già li vedessi scopare.
Ci avviamo verso il cinematografo, al momento di entrare il tizio con una mossa fulminea mi precedette nell'apertura della porta facendo segno a Maria di accomodarsi. Seguì il solito scambio di sorrisi ed un: grazie – da parte di Maria. Di nulla - disse lo sconosciuto, aggiungendo – almeno di questi tempi, con la città vuota, abbiamo più tempo per le cortesie ….. un caffè in attesa di entrare in sala? Di fronte a tanta cortesia mi fu difficile dire di no. Bevemmo il caffè seduti al tavolo, lui era particolarmente loquace ed impersonificava la simpatia napoletana. In quei dieci minuti, da Salvatore, questo il suo nome, sapemmo che era vedovo, aveva un figlio in Argentina e che passava le sue giornate da pensionato tra cinema, teatri e di giorno con piccoli lavori nel condominio dove viveva. Che bisogno hai di fare questi lavori alla tua età (classica figura di emme giovanile)? Ueeee! Ma quanti anni pensi che abbia? Disse tra l'offeso e lo scherzoso. Gli dissi, correggendomi, che volevo intendere: hai una buona pensione, casa di proprietà e perchè mai dovresti fare dei lavoretti. Rispose che in questo modo si sentiva ancora utile in quanto è stato sempre dedito alla famiglia, non aveva amicizie e così si era accattivata la simpatia di tutto il condominio e non solo. Finì aggiungendo che di anni ne aveva cinquantasette. Maria, che sino ad allora aveva solo ascoltato, gli fece un complimento e, contrariamente a me, gli disse che di anni gliene dava una cinquantina. Sorrise compiaciuto e disse: grazie Maria per te biglietto gratis!!! ridemmo e ci avviammo alla cassa dove pagò lui per tutti. Una volta dentro fece lui da apripista e stranamente si diresse verso l'ultima fila, nelle poltrone opposte all'entrata. Nelle prime file alcuni spettatori anziani (forse dovrei dire adulti), nessuno al centro e noi in fondo alla sala. Ci sedemmo, Maria nel mezzo. Non mi accorsi di quando inizio il film essendo preso dai miei pensieri: perchè si è diretto qui, in fondo alla sala? Quando vicino l'ingresso di posti ce ne sono a bizzeffe. Vengo richiamato alla realtà da una risatina, leggermente alta nel tono, di Maria che affabilmente aveva concluso di confabulare con Salvatore. Un'altro Salvo? Solo un caso? La pellicola era discreta, il mio sguardo si alterna tra lo schermo ed un probabile movimento sottobanco di Salvatore. Movimento che non ci fu. Terminò il primo tempo, Maria chiedendo scusa a Salvatore, che si alzò, per farla passare, andò in bagno seguita dallo sguardo dell'uomo. Scomparsa dietro il pesante tendaggio che separava i bagni dalla sala, Salvatore venne ad occupare il posto lasciato vacante da Maria e mi disse: complimenti per tua moglie, sei fortunato ad avere accanto una donna simile. Risposi con un grazie e proseguì dicendosi imbarazzato per quanto stava per dire ma che ….. era eccitato. Risi, ma scusa stai parlando di mia moglie? E poi alla tua età …... non finii la frase che prese con decisione il mio braccio e lo portò sulla sua patta e con un sorriso ironico disse: non fare più accenni all'età, chiaro? Minchia, quello che sentivo tra le mani era veramente qualcosa di considerevolmente grande e tosto. Scusami – dissi – ho capito l'antifona – e ritirai (a malincuore) la mano. Tornò Maria, si sedette e Salvatore le chiese se le andava un gelato. Si, grazie, un cremino – rispose. Salvatore andò a prenderne uno al bar e tornò. Il film iniziò che Maria era ancora alle prese con il suo cremino. Un sussulto di Maria e: porca miseria mi è caduto il gelato sul vestito. Ferma lo tolgo io – disse Salvatore estraendo un fazzoletto, che non usò. Con la bocca si avvicinò al grembo di Maria e lo tolse con la bocca, assaporandolo. Mmmhh buono, ha un sapore!! disse e Maria ne rise con gusto: che sapore ha? Chiese. Aspetta – fece Salvatore mimando l'inchino preccedente – dovrei compararlo con …. - e portò la mano sul pube di Maria che non si ritrasse. Fece un sorriso a Salvatore poi girandosi verso di me disse: vedi com'è gentile? La mano non fu tolta ma iniziò un carezzamento del suo pancino cosce e ginocchio per poi risalire su per l'interno cosce. Mia moglie scivolando in avanti e chinando la testa sulle mie spalle, chiuse gli occhi e si abbandonò agevolando così le manovre dell'uomo. Sentivo il rumore degli umori di Maria tra le dita di Salvatore, respiri sempre più affannosi. Salvatore si rimise comodo ed inarcando la schiena sbottonò i pantaloni, tirò fuori un nerbo di tutto rispetto, prese la mano di mia moglie e si fece masturbare. Alla vista di quel membro mi toccai con veemenza provocandomi un precoce orgasmo nei pantaloni. Nel mentre Maria era con la bocca sul cazzo di Salvatore, il quale accennando un avvicinamento a me, sussurrò: hai già finito, frocetto? Io sono all'inizio!! e si dedico al pompino di Maria. Io sfinito in poltrona e loro, incuranti della mia presenza, si alzarono per dirigersi verso i bagni fermandosi dietro la tenda. Salvatore tornò indietro per dirmi di occupare il suo posto, vicino la tenda, e di controllare che non venisse nessuno. Lasciò la tenda un po' aperta e potei vederli avvinghiati mentre si baciavano, il bianco delle cosce, non ancora abbronzate mentre gli sollevava i vestiti per poi metterla alla pecorina e la impalò. Restò fermo solo per un po', per far digerire a Maria il suo enorme bastone, finchè non iniziò un veloce andirivieni, sentivo il rumore della carne sbattere, si fermò, aveva finito nella passera di mia moglie. Vennero a sedersi ed aspettamo la fine del film. Uscimmo dalla sala, in strada ci salutammo facemmo per andare ma Salvatore ci fermò: Maria, ecco! Questo è il mio numero, per “qualsiasi cosa” chiamami – e rivolto a me – spero tu non abbia nulla in contrario, vale anche per te!




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