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Sorella e Mamma

(racconto trovato in giro per internet)
Bisognoso di provare piacere, mi stavo distruggendo a seghe.
Non riuscivo proprio a concentrarmi, leggevo e rileggevo la lezione di fisica chiuso nella mia stanza, situata al piano superiore della casa proprio sopra la camera di mia sorella che a sua volta studiava analisi per affrontare l’esame universitario che l’attendeva tra pochi giorni.
Lei è più grande di me di quattro anni, io ne ho 18 e lei 22, ed essendo una bella ragazza è stata, più volte, oggetto dei miei sogni perversi che in questo periodo non risparmiavano nessuno.
Avevo sognato di fare l’amore con tutte le donne che conoscevo, dalle professoresse giovani a quelle vecchie, con tutte le zie, con le amiche di mia
madre e le loro figlie per non parlare delle mie compagne di classe e le mie cugine insomma, nei sogni, mi ero fatto proprio tutte.
Ogni occasione era buona per spararmi una sega, con storie sempre diverse con sceneggiature e regie tutte mie.
Comunque quel pomeriggio non riuscivo proprio a studiare. Ho preso un giornale porno dalla mia collezione, che tenevo chiusa a chiave nel mio comodino, e iniziai una lenta ed eccitante e disperata sega ma mi mancava l’aggancio giusto per venirmene, così con gli occhi socchiusi, provai ad inventarmi una storia forte, eccitante, di quelle che piacciano a me, dove: le madri si fanno scopare dai figli sempre eccitati e desiderosi di chiavare; i mariti adorano e impazziscono di piacere nel guardare le moglie che pomiciano o scopano con altri uomini che li prendono in doppie penetrazioni; e le donne sole sconvolte dal desiderio di fare l’amore si lasciano amare d’altre donne o anche d’a****li domestici pur di soddisfare i propri bisogni naturali.
Intanto acceleravo il ritmo della mano e mi masturbavo con più forza, non badando più al rumore che produceva la sedia sollecitata da quei colpi che sferzavo al mio cazzo sempre più veloce, per poter raggiungere un nuovo orgasmo, poiché già messo a dura prova per tutte le volte che era costretto ad eiaculare.
Ad un tratto si aprì la porta della stanzetta portandomi alla realtà, oooohhhhh……. dio che paura mi stava saltando il cuore fuori dal petto, sbarrai gli occhi per vedere chi fosse, era mia sorella che tutta infuria sbraitava contro di me per il fastidioso rumore che facevo con la sedia masturbandomi sempre più velocemente.
E poiché disturbata dal rumore non riusciva a concentrarsi sull’argomento che stava studiando, penso bene di salire nella mia camera per vedere il perché di quel rumore.“La vuoi smettere di fare tanto rumore che non posso studiare”.
Io colto di sorpresa, tentai un disperato tentativo di nascondere il cazzo non facendo in tempo a chiudere il libro per nascondere il giornale porno che era in mezzo .
” Ma???? Ma che fai? Brutto schifoso ma cosa leggi glielo dico alla mamma cosa studi! Per questo facevi tanto rumore?”. E mi guardò in mezzo le cosce,
purtroppo, costatando che il mio cazzo duro era fuori ancora per metà, e non voleva saperne di entrare dentro i calzoni.
“Ti prego no! Non dire niente a mamma, giuro non lo faccio più. E’ la prima volta, ero proprio disperato, avevo bisogno di sfogarmi. Ti prego, comprendi i miei bisogni sii buona, e se posso t’aiuterò io un’altra volta che tu hai bisogno”.
Non sapevo proprio che dire, ma speravo tanto che il suo pudore si ammorbidisse e diventasse mia complice e non facesse la spia con i miei.
Lei diede una rapida occhiata al giornale sfogliando qualche pagina e poi uscì fuori dalla stanza con sdegno dicendo
” Sei un maiale, fai schifo”.
Nei giorni che seguirono ci evitavamo, ma le ero rimasto grado che non avesse svelato tutto il fattaccio a mia madre.
Ma costretto a chiederle un aiuto per un argomento di fisica che non riuscivo a capire, le ho chiesto scusa per quello che era successo e l’ho ringraziata per non aver fatto la spia.
” Non ci pensiamo più.
Infondo avevi ragione tu nel dire che sono istinti che tutti abbiamo e dobbiamo soddisfare nel miglior modo possibile, per non impazzire di desiderio.
Il sesso è proprio una droga che non risparmia nessuno.
Però, la prossima volta che ti spari le seghe, chiuditi la porta a chiave così non rischi brutte sorprese” .
E accennando un lieve sorriso di complicità ondeggiò il pugno imitando il movimento della masturbazione ribadendo ancora una volta
“allora hai capito fratellino? buone ed eccitante seghe però con le porte ben chiuse!” .
Io felice per la pace trovata con mia sorella, la ringraziai e le riconfermai tutta la mia stima per lei, sviolinandole svariati complimenti alla sua intelligenza e alla sua bellezza.
“Sei una sorellina adorabile, bella, che sa comprendere e interpretare i bisogni, le bramosie, le necessita del sesso e le debolezze della vita”.
Incoraggiato dalla sua aria serena e dai suoi sorrisi continuai la discussione per cercare di diventare sempre più intimi, e facendo il finto tondo chiesi
“Anche voi donne avete bisogno di sfogarvi, come noi uomini? “.
“Si, certo, anche noi ci masturbiamo e sogniamo di fare l’amore, ma per noi e più facile fare esperienza dal vivo, visto che troviamo più facilmente qualcuno che ci dà l’occasione di sfogarci. Ma ora basta di parlare di sesso iniziamo a studiare se no si fa tardi”.
Costatando le lezioni di fisica che mi facevano disperare iniziò la spiegazione.
Era veramente brava a porgermi gli argomenti, le sue parole iniziarono a chiarire i miei dubbi, e le sue spiegazioni arrivarono in me con semplicità e ne trassi profitto, anche perché con la sua presenza, che mi impediva a pensare altre cose, ero costretto al massimo della concentrazione.
Contenti dei risultati ottenuti ci riposammo un po’ facendo un breve break e mangiammo qualcosa direttamente nella mia cameretta, e bevemmo dell’acqua dalla bottiglia, poiché non avevamo i bicchieri.
Rilassati, complici e sorridenti iniziammo a scherzare amichevolmente su tutto, ed io non perdevo occasione per adularla, facendole capire bene che mi sarebbe proprio piaciuto trovare una compagna come lei.
Intanto più il tempo passava più la desideravo era proprio bella un vero spettacolo, me la stavo mangiando con gli occhi, a causa della camicia bianca un po’ sbottonata che lasciava intravedere il reggiseno nero pieno e gonfio di un superbo seno e della minigonna elasticizzata che fasciava le sue cosce abbronzate dalla pelle liscia e profumata.
“Beato chi ti sposa, troverà una moglie bella, intelligente e un’amica dolcissima con cui dividere i segreti”.
Alludendo al nostro di segreto.
Lei ormai fiduciosa nei miei confronti colse la palla a balzo e mi chiese
“A proposito di segreti ma dove tieni i giornali porno? Non hai paura che la mamma li trovi?”.
Imbarazzatissimo e timoroso mentii spudoratamente e cercai di rispondere perdendo tempo e indagando se potevo fidarmi veramente di lei.
“No…., sai ….., io non ne ho più.
Davvero era il primo giornale porno che avevo, me l’avevano prestato. Ti giuro”.
Ma lei incalzava
” Dai non aver paura, a me lo puoi dire ormai siamo amici, scommetto che li tieni qui.
Su dai apri il cassetto”.
Io la guardai negli occhi mi presi di coraggio e aprì il comodino.
” E va bè, voglio fidarmi, infondo ti sei dimostrata già una vera amica, ecco guarda”.
Lei, sdraiatasi sul letto a pancia in giù, presi un giornale ed inizio a sfogliare le conturbante pagine, dopo un po’ la vidi arrossire premere il suo corpo contro il materasso e iniziare un lento strofinio, poi prese il cuscino lo giro in verticale e lo fece scivolare sotto il suo corpo stringendosi ad esso come se fosse un corpo di un uomo.
Da dietro guardavo le sue cosce scoperte, la minigonna stretta ed elasticizzata era risalita sino al culo, lasciando intravedere il bianco delle mutandine che sparivano tra le fresche e giovanile cosce.
Ero eccitatissimo, sconvolto dal desiderio e l’emozione del momento mi stava facendo tremare le mani, però malgrado che sentivo le punte delle dita gelate sentivo le mie orecchie che stavano ardendo.
Tutto intorno si era sbiadito i miei occhi vedevano ormai sfuocato.
Un silenzio irreale regnava nella stanza, solo i nostri respiri testimoniavano ciò che stavamo provando.
Ormai con il corpo vibrante e le gambe tremolante cercai un po’ di posto nel letto per sedermi. Lo spazio era poco, per tutti e due, e inevitabilmente la mia coscia e il mio fianco si pigiarono contro di lei, percependo il calore che il suo corpo eccitato irradiava.
Del tutto casualmente la mia mano sinistra finii su la sua spalla e poi su la sua schiena fino ai suoi rotondi fianchi, e risalendo fino a sfiorarle le chiappe.
Ormai avvertivo sempre più l’eccitamento che quella rivista porno, con racconti e foto di bellissime donne penetrate da magnifici cazzi, le stava dando.
Presi un giornale pure io e iniziai a sfogliarlo, ma ero troppo emozionato guardavo ma non vedevo nulla e la testa mi girava dalla forte emozione.
Il pensiero che stavo sfogliando delle riviste erotiche con accanto mia sorella, stupendo esemplare di femmina, mi turbava mi faceva apparire il tutto in modo surreale come in un sogno.
Mi sentivo un automa e la mia mano trovo le sue cosce, da prima per caso ma poi vedendo che lei non si ritrasse ma anzi dava segni di gradimento per il contatto con le sue gambe, iniziai ad accarezzarle, a palpare e a strofinare facendole capire bene il mio apprezzamento per il suo corpo e il desiderio che mi suscitava.
Ora la mia mano tra le sue gambe si faceva audace e coraggiosa, risalì le cosce e afferrai il culo carezzandolo inconfutabilmente e stropicciandolo sempre più sicuro.
Infilai le dita sotto l’elastico delle mutande risalendo sulla chiappa e poi scendendo con un dito nel solco del culo e poi nel cuore della femminilità, costatando la sua fica bagnata, aperta, tenera e disponibile con tutti i peli inzuppati di piacere femminile.
Scostai un po’ le mutande per poter vedere al naturale quella parte così preziosa per noi uomini.
Da prima vennero fuori gli umidi peli e poi il paradiso, ad un tratto l’odore forte del suo sesso eccitato riempi le mie narici attraendomi verso di esso, così inebriato di desiderio iniziai a baciarla e slinguarla lì in mezzo le gambe che ormai si sono spalancate.
La vidi inarcare la testa in avanti e non guardare più la rivista, sentii il fuoco che l’avvampava e il suo corpo scosso da fremiti, capii che aveva avuto un orgasmo e la lussuria l’aveva resa disponibile al piacere che le stavo procurando.
Siii…. Era la prima volta che annusavo una fica ma mi piaceva, era bellissimo, stavo impazzendo di piacere, baciavo, leccavo, succhiavo fica, culo, mutande e cosce, senza inibizione o schifo non sapevo più che fare, ero disposto a tutto in nome dei piaceri dell’amore.
Poi lei trovo la forza di dire
“Uuuu….. questa storia mi ha fatto eccitare, e tu sei stato bravo fratellino mio” fece scivolare una mano sotto la pancia ed iniziò a toccarsi la fica, con me che adesso leccavo pure le punte delle dita che mi apparivano di dietro ogni qual volta che lei li faceva scivolare verso il basso lungo le sue labbra vaginale.
Io l’avevo duro e mi faceva male, per la posizione in cui ero messo, così diede una giustatina al cazzo imbrigliato ancora nei pantaloni.
Lei notò i miei problemi e disse “Se vuoi puoi toccarti anche tu, caro amico mio, però chiudi la porta a chiave che se viene la mamma finiamo nei guai”.
Mi alzai chiusi la porta e gli ricordai che la mamma era uscita ed eravamo soli in casa.
Non mi rispose nemmeno, continuo a leggere e a masturbarsi. Dopo un lungo ed enigmatico silenzio fu scossa da altri brividi e sottovoce sussurrò ”
Uuuu….. come sono eccitata, non c’è la faccio più, ho proprio voglia di masturbarmi per bene, anzi toccami tu, così, siii cosììì…”.
Girandosi a pancia in aria si abbassò le mutande, prese la mia mano strofinandosela nella fica fradicia di umori e mi guida per farmi vedere come dovevo fare per darle piacere,.
A quel punto senza timori sbottonai i pantaloni e tirai fuori il cazzo e iniziai, con l’altra mano, a masturbarmi davanti i suoi occhi che osservavano vogliosi la mia erezione.
Pose la sua mano sulla mia e iniziò a toccarmi e a menarmi la nerboruta minchia, fin quando ritirai la mano e lasciai solo la sua sull’ormai esagerato cazzo che era venuto fuori.
E’ stato il momento più emozionante della mia vita, si, stupendo, eccitante da morire, da esplodere, mia sorella mi stava facendo una sega peccaminosa, conturbante, prima lentamente e poi sempre più veloce. Non capivo nulla ero eccitatissimo e stavo per venire quando lei si avvicinò e lo prese in bocca.
“Ti piace?
Vuoi che ti faccio un pompino?
Sai il mio fidanzato dice che sono molto brava, tu cosa ne pensi?”
Non avevo fiato e scopavo la sua bocca di gran pompinara ma risposi
“Siii.. sei bravissima ha ragione il tuo fidanzato. Sei fantastica, irresistibile, grazie amore siii.. grazie. Sai spompinare veramente bene, meglio delle puttane”.
“Grazie del complimento! Vuol dire che quando avrai bisogno di un pompino sarò felice di sostituire la tua puttana di fiducia. Però adesso vieni cucciolone facciamoci un 69 così ci scambiamo i piaceri”.
Fu stupendo avere la testa tra le sue statuarie e spalancate cosce, sotto la profumata gocciolante fica che leccavo con piacere fino a baciare l’amorevole rosetta scura del buco del culo, mentre sentivo il caldo della sua bocca che succhiava il mio incredulo ma felice cazzo.
Poi desiderosa di altri stimoli cambiò posizione, scese dal mio corpo e si sdraio dicendomi
“Su amore, vieni, mettilo in mezzo le mie cosce e me lo strofini sulla fica, ma senza infilarlo dentro però! Capito? Suu.. dai…. uummmm…. fammi godere ancora, ma ricordati di fare attenzione a non entralo, non voglio andare oltre la pomiciata, non voglio che mi scopi ho paura, questo mese ho dimenticato a prendere la pillola.
E poi non voglio commettere un i****to, intesi?
Non voglio arrivare al rapporto completo con mio fratello, non sarebbe giusto, che la sorella grande si scopasse il fratellino. Giochiamo soltanto un po’ a scoprire i nostri corpi e a darci piacere, punto e basta”.

Ci spogliammo del tutto, mi sdraiai sopra di lei che si era girata di nuovo a pancia in giù e riprese a leggere.
Iniziai a strofinare il cazzo nella sua fica e nel suo culo, imprigionandolo tra le sue chiappe aperte e le sue cosce chiuse.
Mi muovevo avanti e indietro come se la stesse scopando. Lei stringeva sempre più il mio uccello con le sode gambe, ma riuscivo a scivolarle in mezzo con piacevole facilità, lubrificato dai suoi orgasmi che si ripetevano di continuo.
Provai a raddrizzare la mira verso la fica, e senza volerlo fare apposta buona parte di cazzo si infilò dentro. Lei ebbe un sussulto e un altro orgasmo, le sfuggi un mugolio e non si ritrasse alla minchia che pian piano scivolava dentro. Quasi metà di cazzo, ormai, era ficcato dentro la sua allagata fica.
Capì che era il momento giusto per ins****re così affondai sempre più, fino ad infilarlo tutto compreso l’attaccatura con i coglioni, per poi lentamente tiralo fuori, ma solo per poco, e poi rientrarlo in un lento vai e vieni.
“Ehi.. ma cosa fai?”
“Non lo so, niente” risposi io
“Come niente e tutto dentro?”
“OH! Scusa non l’ho fatto apposta”
“Siiii.. non l’hai fatto apposta, ma cosa ti sei messo in testa, vuoi scopare tua sorella?
Ma sei pazzo?
Vuoi mettermi incinta?
Dai controllati, stai calmo, non farlo entrare, non possiamo, sarebbe un i****to, anche se è proprio bello uuuu…… mascalzone, non fare la testa di
cazzo tiralo fuori.
Mi avevi promesso che ti saresti controllato, e ora me lo ficchi a tradimento, approfittando del mio eccitamento.
Ummmm lo so è molto bello ma ricordati che non possiamo e non dobbiamo fare l’amore, non voglio.
Stai attento a non farlo scivolare di nuovo dentro, se no mi incazzo. Cerca di capirmi, ho paura che ci piaccia troppo e non sapremmo res****re all’eccitazione, combinando qualche guaio, anche perché e da un bel po’ che non scopo, e un cazzo così bello mi fa perdere la testa.
Ecco bravo tienilo fuori e lo strofini soltanto, e bello lo stesso vedrai “.
Impaurito che quel momento magico finisse la rassicurai
“No non ti preoccupare è fuori, ci starò attento, non lo infilo più, e scivolato dentro da solo, non l’ho fatto apposta, anche se ho una voglia incredibile di fare l’amore con te, sei proprio bella, ti desidero”.
La bacio sul collo, sulle guance, poi gira la testa e la bacio in bocca, lei apre le labbra e mi infila la lingua.
E’ stupendo baciare una donna con la bocca aperta e succhiargli la lingua, non l’avevo mai fatto ma mi è venuto molto bene, poiché anche lei fu presa da quel sensuale, lungo e amorevole bacio.
Lei continuava eruttare piacevoli e incandescenti umori, che lubrificando ancor di più l’interno delle sue cosce fecero riscivolare dentro il cazzo.
Sembrava che fosse stato risucchiato verso l’interno della sua calda tana, come per magia attratto.
“Uuu… che bello stronzo mi stai fecendo morire di piacere, anche se dici che non è dentro io lo risento dinuovo tutto ficcato nella fica, anche perché fratellino mio hai un bel cazzone molto più grosso e lungo di quel finocchio del mio fidanzato e non passa certamente in osservato.
Uuuu…. Siii…. Che belloooo… E va bè se fai attenzione a non venirtene dentro ti faccio scopare un po’ brutto traditore, però ti raccomando stai attento amore, capito?
Uummm cheeee…. belllooooo… che èèèè…. Siii… fottimi dai scopami, scopami che adesso non resisto più, lo voglio anch’io, su dai scopami, confessa che ti piace ad avere una sorella calda e puttana come me?
Sai anch’io mi sto facendo scopare volentieri siiiii…… mi piace far l’amore con te.
E a te piace scopare con quella troia di tua sorella?
Uuumm …… come bello, ma ora giriamoci infilamelo tutto davanti, voglio sentire il tuo petto sul mio seno, voglio vedere la minchia mentre mi entra dentro e il piacere che provi a profanare la fica di tua sorella con questo bel bastone”.
Giratesi lo prende con la mano e se lo infila ancora nella sua accogliente fica.
Inizia a baciarmi in bocca mi succhia la lingua e mi stringe forte, forte e sussurra
“Siii… scopa amore, è bellissimo, è la scopata più bella della mia vita.
Che libidine sono sconvolta.
Scopa amore, scopa vigliacco, dimmi che ti piace scopare con tua sorella, dimmi che mi desideri che ti piaccio, che sono bella.
SSSSSsiiiiii … amore dimmi tutte le porcate che ti vengono, che sono una troia una puttana i****tuosa che adora scopare anche con il cazzo del fratello. Che bello che è, siiiiiiii . Ti amo, ti amo.
Ancora, ancora vengo, vengo siii…..uuu… suu… ficca, ficca, ficca più forte rompimi la fica”.
Sconvolta, lussuriosa, eccitata fino alla follia mi incitava al turpiloquio ed io raccolsi con piacere
“Siii… amore si, ficco, ficco forte come vuoi tu, amore è bellissimo fare l’amore con te, sei proprio una troia non immaginavo che fossi brava a letto meglio di una porno star”
La sentii venire più volte, mentre io costretto a fermarmi per non sborrale dentro mi ero lasciato cadere di lato. Lei nonostante tutto, penso al mio piacere ancora insoddisfatto, così raccolse le ultime forze per farmi un altro amorevole pompino che mi lasciò senza fiato.
“Sto per venire” dissi, per tutta risposta spalancò la bocca e mi lasciò schizzare tutto il mio sperma dentro, imbrattandogli con parecchi schizzi violenti il suo dolcissimo viso che esprimeva tutto il piacere che stavamo provando, e lo sconvolgente pazzo desiderio che c’era preso in questo rapporto i****tuoso.
Il tempo di rilassarmi un poco e lasciare che il respiro tornasse a normalità che ci cercammo di nuovo, e dopo teneri baci e carezze varie le dissi di girarsi.
Iniziai a massaggiarle le spalle e a baciarle la schiena poi le natiche e a leccarle di nuovo il culo. Poi da dietro le stuzzicavo entrambi i buchini, mentre mi pregava di scoparla e riempirla ancora, puntai il pene sulla vagina e incominciai a penetrarla, entrai con facilità tanto era bagnata di saliva e umori, e trovato il ritmo con lei infuriai colpi di cazzo sempre più forti fino a sentire l’orgasmo che mi saliva dai coglioni e l’avvisai…
Lei mi ribadì “no!!! ti prego, dentro no…”
Ma io voglioso di scopare fino all’ultima goccia di sperma e di svuotarmi dentro di lei, ripiegai nell’ano e la inculai amorevolmente.
Stupenda sensazione sentire il mio cazzone stretto dal suo budello profondo e infuocato. E l’odore che emanava era così eccitante che consiglierei a tutti di provare.
Lei godeva e soffriva, il suo volto ere una maschera dove si poteva leggere tutte le sue sensazioni.
Poi mi disse che non resisteva più che sentiva lo stimolo di andare in bagno,
ma io volevo concludere e continuai a sbatterla pur sentendo la sua cacca che avanzava e mi procurava un bruciore incredibili al cazzo.
E pensai a tutto ciò che mi stava succedendo, e di quando fossimo felici e perversi di aver sfidato qualsiasi buon senso comune.
Poi sentii di nuovo l’inebriante odore forte che usciva dal suo culo, e la vista del mio cazzo ormai tutto sporco che furiosamente andava e veniva in mezzo le sue natiche fecero accrescere ancor di più il mio eccitamento. Ed ecco che brividi di piacere mi scossero ed esplosi dentro di lei tutta la mia sborra ,gustandomi la scopata fino a l’ultima goccia.
Sfiniti, restammo distesi nel letto per alcuni istanti, ancora caldi e sudati, poi decidemmo di andare a farci la doccia ognuno per i fatti propri, poiché avevamo paura che rientrasse mia madre e ci beccasse insieme.
“Peccato mi sarebbe piaciuto tanto fare la doccia con te”
“Anche a me” disse mia sorella, e continuo dicendo
“Ma purtroppo dobbiamo essere prudenti se non vogliamo farci scoprire, e poi la mamma starà per tornare e già da un bel po’ che è fuori”
“Si vero, facciamo in fretta. Ma ripensandoci, dove andata la mamma?” le ho chiesto e ridendo Marta risposi “Chi sa? Forse a farsi scopare dal suo amante e magari con il consenso di papà. Dopotutto gli uomini, anche se non lo confessano, si eccitano terribilmente e gli piace sognare di poter veder scopare la propria donna con altri uomini.
Del resto i club privè allora perché li hanno inventati? Per dare ai mariti, che desiderano emozioni forti, la possibilità di coronare questa voglia più facilmente, guardando le proprie mogli che si fanno scopare da sconosciuti come le peggiore delle puttane”.
“Uuuuu… che bella storia eccitante, me l’hai fatto venire di nuovo duro. Come sarebbe bello avere una mamma da scopare”
“Brutto porco sei proprio un maiale incontentabile, hai finito adesso di scoparti tua sorella che gia sei pronto a scoparti anche tua madre”.
Lasciandoci con questa frase ci incamminammo ognuno in bagni diversi.
Io mi recai nel bagno dei miei ed iniziai a farmi la doccia attardandomi un po’, con la speranza che mia madre rientrasse e mi trovasse nel suo bagno.
Ummmmm che bello che sarebbe potermi fare anche la mamma, to’ mi è venuto di nuovo duro a pensare di scoparmi anche quella ficona della mamma. Chi sa come è a letto e come fa l’amore?
E se per davvero ha un amante che la scopa con il consenso di papà? Del resto l’aspetto da puttana libidinosa mangiatrice di uomini ce l’ha .

Bè vedremo, mi sa tanto che ci proverò a farmela, mi piace proprio e poi se somiglia a sua figlia e a suo figlio chi sa che vogliosa e che porcona che dovrà essere.
E intanto iniziai a lavarmi con questo chiodo fisso che dopo avermi scopato alla grande quella delizia di mia sorella Marta, mi avrei fatto pure quella misteriosa signora che è mia madre Simona.
Mentre l’acqua della doccia mi cadeva addosso e iniziavo a rilassarmi, cercai di escogitare il modo di sedurre anche la mia adorata, erotica e giovane madre.
Tra poco lei sarebbe rientrata a casa ed io ero già eccitato all’idea di provare a sedurla.
Uscendo da sotto la doccia sentii la sua voce, era rientrata, chiacchierava con mia sorella che la salutava dicendole che stava uscendo.
In tutta fretta rientrai nuovamente sotto la doccia e con il cuore in gola attesi che lei arrivasse.
Cercavo di farmi coraggio e deciso misi in atto il mio piano.
Volevo che lei mi trovasse nudo nel suo bagno, così aspettai che aprisse la porta.
“Oh!! Scusa non sapevo che tu fossi qui” stava per richiudere la porta quando la chiamai.
“Vieni mamma ho bisogno di te. Meno male che sei arrivata devo dirti una cosa terribile”.
“Dimmi pure, cosa c’è?”
“Sai, a scuola abbiamo il sospetto che ci siano i pidocchi, ed io sto impazzendo, ho prurito da per tutto.
Mamma ti prego, controllami la testa, le spalle e tutto il corpo.
Per favore aiutami a togliermi le smanie del prurito, la psicosi dei pidocchi “.
“Calma, calma non ti preoccupare. Hai fatto lo sciampo con l’antipidocchi ?”
“No, non sapevo dov’era”.
“Eccolo qua, insaponati e lascialo per 5 minuti ad agire, poi ti sciacqui e t’asciughi così alla fine verifichiamo il tutto con l’apposito pettinino”.
Così dicendo mi porse lo sciampo nella doccia, ed io, ormai al settimo cielo per come stavano andando le cose, gli mostravo fiero il mio corpo di maschio eccitato da dietro i vetri trasparente della cabina che mi ospitava.
“Mamma se mi insapono pure i peli del pube è pericoloso?”
“No sciocchino, sono prodotti testati che non fanno male, stai sereno e continua così che fra poco vengo ad aiutarti, intanto vado nell’altro bagno”.
“Perché vai nell’altro bagno? Ti vergogni di me? Prima, quando ero piccolo, entravamo spesso in bagno insieme.
Ci conosciamo già.
Non è che ti imbarazzi con tuo figlio?”
“No, è che devo fare pipì, però poi ritorno così farò una doccia con l’antiparassitario pure io, anzi sarebbe meglio che lo facessero pure tuo padre e tua sorella lo sciampo antipidocchi, onde evitare sgradevoli contagi.
Andò di là per poi ritornare già svestita, pronta per la doccia, con sopra l’accappatoio di mia sorella che essendo più minuta di lei le stava piccolo e stretto, trasformando il capo in un indumento enormemente erotico, facendomi rizzare il cazzo come mai prima d’ora.
Richiudendosi la porta alle spalle e iniziando a sfilarsi l’accappatoio mi disse di uscire dalla cabina doccia ed aspettare l’azione dell’insaponatura fuori, così poteva lavarsi lei.
Era la prima volta che la vedevo completamente nuda, da quando non ero più bambino.
Era ancora bellissima, sentivo la sua attrazione che mi prendeva, e la voglia d’amarla che cresceva sempre più in me.
Nel cambiarci di posto ci sfiorammo, e in quell’attimo sentì che il mio cazzo si allungava fino sbattere nella sua pancia e sulla sua anca, per poi scivolare nelle chiappe grazie a mezza giravolta che ho fatto quasi per caso e grazie all’azione del sapone che l’aveva reso scivoloso si ficco anche un po’ dentro le sue grande labbra, provocando un brivido di piacere sia a me che a lei.
Purtroppo questo emozionante contatto duro pochissimo perché lei si infilo, in tutta fretta, dentro la cabina iniziando ad insaponarsi.
Lo spettacolo che stavo assistendo, grazie ai vetri trasparenti, era degno di un film porno.
Lei sembrava capire il mio stato d’animo e compiaciuta mostrava la sua bellezza , il suo corpo, la sua sensualità, confermando a se stessa i potere che ogni donna ha nel tenere sotto scacco qualsiasi uomo.
Sconvolto, eccitato ma deciso a sedurla apri la cabina per entrare pure io mentre lei era ancora là.
“Che fai?” con finta ingenuità mi chiese.
“Pensavo che fosse ora di sciacquarci, mi bruciano un po’ gli occhi”
” Va bene, entra forse hai ragione tu, possiamo sciacquarci”
Entrando non ho potuto fare almeno di riurtarla ancora con il mio cazzo, e colpendola nel ventre istintivamente si scansò, per poi riavvicinarsi come se tutto ciò fosse normale.
Mi sentivo il protagonista di una bella favola erotica e incredulo chiusi gli occhi e mi abbandonai in quel sogno.
L’acqua inizio a scendere su di me, calmando un po’ le mie emozioni, e sempre con gli occhi chiusi iniziai a strofinarmi il corpo per iniziare la sciacquatura.
Lei mi infilo le mani nei capelli strizzandoli sotto il getto dell’acqua, come fanno tutte le mamme con i loro bambini, ma io non lo ero più da tempo, e ricordavo appena quando entravo in doccia con lei mal volentieri, perché non volevo farmi lavare.
I suo movimenti facevano ondeggiare i suoi succulenti seni, che a tratti si poggiavano e si strofinavano sul mio corpo, facendomi percepire la loro morbidezza.
Le sue mani scesero a togliere la schiuma delle mie spalle e del petto e non tardò a strofinarmi la pancia e i glutei, infilando le dita tra le natiche.
Poi si inginocchiò per strofinarmi pure le cosce mi fece alzare prima una gamba e poi l’altra per lavarmi meglio anche i piedi.
Per un attimo ho avuto la forza di riaprire gli occhi, osservandola mentre inginocchio lavava le mie gambe con la bocca ad un passo del mio cazzo, che
nemmeno per un attimo si era ammosciato.
Dio come avrei voluto che me lo prendesse in bocca e mi spompinasse amorevolmente, ma ancora era prematuro tutto ciò.
Comunque, anche lei sembrava ipnotizzata a guardare la mia asta gonfia e dura.
Sicuramente a stare così vicino al mio cazzo le stava facendo qualche effetto erotico, e il suo viso iniziava a tradirla, svelando il suo imbarazzo a dover costatare che si stava eccitando con la minchia di suo figlio.
Poi presasi di coraggio la vide afferrare con decisione l’oggetto del desiderio, e con la scusa di pulirlo dalla schiuma inizio a menarlo avanti e in dietro, prima lentamente e poi più veloce, procurandomi brividi in tutto il corpo, a conferma del piacere che provavo a essere manipolato e sciacquato così.
Intanto con l’altra mano strofinava accuratamente i testicoli ancora insaponati e poi le natiche e di nuovo li in mezzo, intorno al culo.
Rialzandosi si soffermo a baciare il mio ventre e poi il petto fin ad arrivare al collo alle guance e dietro l’orecchio.
Ancora teneva il mio cazzo ben stretto in mano e non si era fermata un minuto di menarlo, come se per lavarlo quel movimento fosse veramente necessario.
Ero sconvolto, eccitato da quella situazione così particolare emozionante, perversa con lei che, appoggiando il suo seno sul mio petto, affannosamente
mi sussurrò:
“Va bene così? Sei sciacquato bene? Sei soddisfatto? “.
Le sue domande a doppio senso sembravano sfidarmi, intimorendomi un po’ e alla mia risposta affermativa continuo dicendo:
“Allora è meglio che esci e mi aspetti fuori, così, nel frattempo che io finisca di lavarmi, ti asciughi e poi ci controlliamo a vicenda se ci sono, davvero, questi benedetti pidocchi”.
Iniziai ad asciugarmi mentre lei finiva di lavarsi, poi venne fuori e non appena asciugata mi disse:
“E ora siediti sul water e controlliamo se ci sono ancora i parassiti”.
Così, io tutto nudo seduto sul gabinetto con lei di fronte a me con addosso l’accappatoio, prese la mia testa tra le mani ed iniziò a scostare i capelli, alla ricerca degli insetti che mi ero inventato per starle vicino.
Mi piaceva sentire le sue mani, il suo calore il suo profumo di donna.
Appoggiai la testa nel suo ventre e con la scusa della sua manipolazione la muovevo una volta di qua e una volta di là, fino ad allentare la legatura dell’accappatoio che finalmente inizio ad aprirsi lasciandomi a contatto diretto con la sua pelle e con la visione del suo bellissimo corpo.
Facendo finta che una sua stiratura di capelli mi avesse fatto male, alzai la testa, per guardarla meglio, vedendo il suo superbo seno fuori dal indumento ormai completamente aperto.
La guardai in viso era bellissima, anche lei mi sembrò emozionata, vogliosa, felice di perdersi in quel gioco perverso che ci stava conquistando.
Rossa, accaldata e di nuovo bagnata per il sudore si aprì ancor di più l’accappatoio e lo lasciò scivolare sulle spalle, lasciandole per buona parte scoperte, con le tette e la fica in bella mostra.
Disse, per giustificare quell’azione “Mamma mia! che caldo che fa qua dentro, sto colando tutta. Così prendo un po’ di aria in più e va un po’ meglio,
meno male”.

Le risposi “Umm….. però è anche bello stare al calduccio del caldo bagno, quindi se vuoi stare veramente bene è meglio che lo togli completamente l’accappatoio, perché non voglio che spegni il calorifero, se no poi sento freddo io”.
Sfruttando il mio suggerimento si sfilò definitivamente l’indumento dandomi ragione ” Sii.. hai ragione e meglio mettersi a proprio aggio, invece che soffrire il freddo o il caldo. Infondo siamo persone che hanno superato certi tabù! No? Che ne dici?”.
” Certo mamma, mica siamo al medio evo! Mettiti pure comoda”
Riguadagnai di nuovo la posizione precedente, a testa bassa poggiata sulla sua pancia al disotto delle giunoniche mammelle.
Ricominciai a strofinarmi di nuovo nelle sue carni, e non potendomi più contenere accennai qualche timido bacio e poi qualche slinguata al suo corpo.
Indugiando con le mie labbra umide sulle sue anche, sull’ombelico e soprattutto al suo ventre proprio sopra l’odorosa fica, costatai che apprezzava le mie attenzioni, infatti tra un brivido e l’altro che le procuravo non si scansò mai e nemmeno mi disse di smetterla.
Incoraggiato da tutto ciò con le braccia mi aggrappai ai suoi fianchi con la scusa di non perdere l’equilibrio approfittandone per tirarmela verso di me, costringendola ad allargare le gambe per infilarle tra le mie, gustandomi ancor di più l’odore di femmina in calore che forte veniva fuori.
Ormai vicinissimi addossati l’uno a l’altro, con lei a cosce spalancate quasi a cavalcioni su di me, le chiesi
” Mamma che cosa sono i pidocchi?”
” Come che cosa sono, sono dei parassiti che vivono in simbiosi con l’uomo, nidificando, lasciando le uova a maturare aggrappati al cuoio capelluto.
Infatti dobbiamo cercare soprattutto di staccare le centinaia di uova che sono incollati ai capelli, prima che si schiudono, oltre di trovare l’insetto che l’ha depositati “.
“Ma allora potrebbero nidificare anche in altre zone piliferi del corpo?”
“Bo, non lo so. Ma credo di no, credo che si attaccano solo nel cuoio capelluto”
“Mamma io ho paura che potrei avere anche altre zone infettate, voglio che mi controlli tutto.
Del resto fan presto a passare da una persona all’altra figuriamoci da una zona del corpo ad un’altra, zona”.
” Va bene ” padrone “, stai sereno, daremo una controllatina da per tutto così saremo sicuri.
Anzi dovrai anche tu ” padrone “darmi un’occhiatina anche a me, non vorrei che mi fossi infettata pure io.
Comunque se ti fa piacere saperlo in testa non ho trovato niente, quindi ora alzati e dammi il tuo posto così controlliamo anche il mio di scalpo”.
Così cambiammo di posizione, lei si è seduta sul water e io afferrai la sua testa tra le mani, per cercare quello che ero sicuro di non trovare.
Intanto la mia erezione sventate le urtava addosso, colpendola ora sul collo ora sulla guancia. Lei facendo finta di niente, come se questo fosse normale tra madre e figlio, si limitò a dire ” Attento con questo coso così lungo e duro che puoi farmi male” e scoppiò a ridere, così pure io mi associai alla sua risata, scaricandomi della tensione accumulata.
“Che vuoi farci mamma le belle donne a lui fanno questo effetto, non posso mica sgridarlo o comandarlo!”
E via, di nuovo a ridere sulla situazione creatasi, facendo nascere un’atmosfera più gioviale, scanzonata e più amichevole.
“Si però mi sa che alla fine dovrò farmi un’altra doccia, mi sta sporcando e bagnando tutta.
Mamma mia come perde, ora basta Marco, bisognerà chiamare un idraulico per far riparare questa gravosa perdita”
“Un idraulico? Ma che dici mamma? Qua per ripararlo ci vorrà, semmai, una idraulica bella, bona e formosa come te”. E scoppiammo ancora a ridere, accrescendo ancora di più la complicità ormai avviata.
“Certo amore, scusami, hai ragione tu. Ci vorrebbe proprio una idraulica, bella e prosperosa, che si intenda non di perdite di tubi vecchi e bucati ma di giovani e grossi cazzi come il tuo” e sfacciatamente alzando la testa mi guardo in faccia e mi bacio sotto l’ombelico.
Intanto piegando la testa imprigionò il mio irrequieto pene tra la spalla e il suo collo, segandolo dolcemente così, poi lo afferro con la destra e con forza, quasi a farmi male, lo spugnettò ancora una volta fermandosi subito dopo per stampargli sopra un inaspettato bacio.
Che goduria sentire le sue mani, il suo respiro e il calore delle sue labbra sul mio cazzo.
Avrei voluto che quegli attimi non finissero mai, deciso ad andare avanti passai alla parte finale del mio piano, per sedurla fino a scoparmela, così le disse:
“Comunque, visto che sei a diretto contatto con lui, sarebbe meglio che iniziassi a dargli un occhiata, per vedere se ci sono pidocchi o uova depositati anche lì, con tutti i peli che ci sono intorno!”
“Certo amore, certo. Ma forse e meglio che andiamo di là sul letto ci verrà meglio a cercare, c’è più luce e inoltre staremo più comodi, “.
Pazzesco, non ci avrei mai sperato, mi stava invitando a passare nella sua camera sul suo letto.
Dal suo viso traspirava chiaramente la voglia che c’era in lei di fare l’amore, e il suo corpo trasudava da tutte le parti messaggi di sesso, di donna vogliosa di maschio per farsi scopare, riempire e appagare .
I suoi occhi languidi brillavano sulle sue narici divaricate che appena facevano passare il respiro fattosi ormai pesante, affannoso che esprimeva una eccitazione profonda, come una ragazzina alle prime armi.
Con il mio cazzo ancora bene impugnato si alzò, strofinandolo, quasi casualmente, al suo seno e poi nella pancia, e senza mollare la presa mi trascinò, come un cagnolino a guinzaglio sul letto dove mi fece sdraiare per poi salirmi sopra a cavalcioni.
Si sedette sul mio ventre facendomi sentire la fica bagnata e ben aperta.
Il mio cazzo tra il solco delle sue chiappe sentiva le carezze de suoi peli e del rughe dell’ano che sembrava che lo baciasse con baci freschi e umidi, per come lo stava bagnando di umori che venivano giù dai suoi buchetti.
Mi guardo negli occhi e mi spiegò dove avremmo dovuto cercare, e girandosi a mo’ di 69 mi incoraggiò.
“Quindi hai capito? Cerca bene, in profondità, senza timori, perché se resta qualche covata di uova di pidocchi rischiamo di infettare tutto, persino le lenzuola, quindi coraggio amore guardala benne alla mamma, cerca anche in profondità, che nel frattempo io guarderò, accuratamente questa foresta di peli che hai intorno a questa quercia”.
Abbassò la testa e si avvicinò tanto da farmi sentire il caldo umido del vapore che produceva il suo respiro, che soffiava a fatica sulla mia asta bagnandola un po’.
Ciò svelava la sua emozione, la sua eccitazione a stare a cavalcioni su suo figlio ma pur sempre un uomo con un cazzo ben gonfio, pronto a ficcarlo dentro una bella fica accogliente.
Iniziai a rovistare tra i pochi peli della sua fica bene aperta ai miei occhi.
E con le dita ne approfittai per accarezzargliela, stropicciargliela e spesso affondandogliele dentro con la speranza di eccitarla ancor di più, per poi uscirle e rientrarle ancora.
Ma non dimenticai di esplorare anche l’odoroso ano che sembrava mi chiedesse un bacio, e non resistendo più alla tentazione alzai la testa e lo baciai.
Capivo che stavo rischiando grosso, ma se non insistevo adesso avrei perso sicuramente il treno dei desideri.
Così continuai prima a piccoli baci, ma vedendo che lei non diceva niente che non si scansava, ma ansi iniziava ad agitarsi a spingere verso il mio viso, tornai alla carica con delle slinguate che dalla ficca finivano al culo ripetendole più volte fin quando fievolmente mi disse:

“Marco che fai?”
“Niente mamma, sto bagnando un po’ i peli, poichè rendendoli luccicanti si vedono meglio se ci sono uova di pidocchi”
“Sssiiiiiii…… davvero? Aaaahhhh….. bravo, siii.., bravo allora continua. Siii.. continua bravo, bravo. Allora li bagno pure io i pelli tuoi”.
Sentii che iniziò a slinguare il mio cazzo e poi ad inghiottirselo tutto spompinandolo come la più raffinata delle baldracche nascondendosi dietro la scusa di inumidire i peli per cercare meglio le uova dei pidocchi.
Eccitato come non mai inarcai il mio corpo cercando ancor di più l’accogliente e profonda bocca.
Iniziai a sferrare colpi in avanti e in dietro come se stesse chiavandola, e se nella furia della passione capitasse che il cazzo le scappava dalle labbra, frettolosamente, lei lo riafferrava e menandolo se lo risucchiava in bocca, dimostrandomi ancora una volta la voglia di minchia che aveva.
Per fortuna avevo da poco scopato con mia sorella, se no sarei già venuto nelle sue labbra, ma se avessimo continuato ancora così non c’è l’avrei sicuramente fatta a res****re, sciupando tutto.
Quindi con una scusa la bloccai facendole cambiare posizione.

“Ba.. basta mamma, basta così, girati, vieni qua, controllami anche le ciglia e le sopracciglia, su dai girati, vieni su”.
“Siiii… amore, si, hai ragione basta così qua, non hai niente, è tutto apposto da queste parti, persino l’uccello è apposto lo guardato bene anche in mezzo la pellicina tra l’asta e la cappella”.
Così prima scavalcandomi per girarsi e poi riaccavallandosi si sistemò su di me strofinandosi fino a trovare la giusta aderenza con la sua fica con il mio cazzo.
Abbassò completamente il suo corpo contro il mio schiacciando il suo seno contro il mio petto e inizio a controllare le mie ciglia e poi le sopracciglia.
Ma le smanie di sentire meglio i nostri corpi ci facevano andare avanti e in dietro, in uno strofinio che era, forse, ancor più bello ed eccitante che scopare.
Credo che lei se ne venne come non mai, infatti la sentii mugolare e poi un vampa di calore che fuoriusciva dal suo corpo.
Poi inclinò la testa fino ad appoggiare le sue labbra sul mio collo bagnandomi con la saliva che le scendeva dalla bocca ansante.
Era stremata e piano, piano i brividi che l’avevano scossa si stavano affievolendo.
Sembrava che stesse tornando a normalità e prima che lei reagisse male, a quello che ci stava succedendo, cercai di inventarmi qualcosa.

Mi sfilai da sotto di lei, che cadde a peso morto a pancia giù sul letto.
Le salì a cavallo sul culo e iniziai a massaggiarle le spalle convergendo a centro, nella sensibile schiena.
Nel mentre cercai movimenti che facilitassero l’intrusione del mio cazzo tra le sue cosce, e una volta riuscitoci cercai d’avanzare piano, piano verso la bagnata e vogliosa fica per infilzarla nel bastone dell’amore.
Iniziai a strofinare il cazzo nelle sue zone erogene, imprigionandolo tra le sue chiappe, ormai aperte al mio volere.
La senti stringere le cosce per bloccare il mio cazzo che lentamente avanzava trovando la strada del piacere, ma poi la sentì allentare la morsa dandomi di nuovo la possibilità di forzarla e conquistare terreno, mostrandosi sicuramente cosciente di ciò che stavamo facendo.
Mi muovevo tra le sue gambe, ormai, come se la stesse scopando. Lei stringeva sempre più il mio cazzo con le belle e sode cosce, lasciandomi scivolarle in mezzo con piacevole facilità, lubrificato dai suoi orgasmi che riniziarorono ad uscire abbondantemente fuori.
Provai a raddrizzare la mira verso la fica, così come avevo fatto con mia sorella quando mi ero trovato nella stessa situazione con lei, e ancora una volta ero riuscito, quasi senza volerlo fare apposta, ad infilare buona parte di cazzo dentro la fica, questa volta di mia madre.
Lei silenziosa non disse niente, così facendo incoraggiandomi a sferrare colpi sempre più decisi.
Ma dopo un po’ che entravo ed uscivo dentro di lei, quasi prendendo coscienza che me la stavo chiavando, alzò la testa e si irrigidì, quasi in attesa di una riflessione per decidere cosa fare, rilassarsi e continuare a scopare o bloccarmi e abbandonare quella chiavata così eccitante.
La vedevo tremare di piacere e nello stesso tempo appariva combattuta imbarazzata dalle sensazioni che stava provando, ritardando su quello che doveva in fretta decidere, se lasciarsi amare o farmi una sfuriata.
Credo proprio che non se l’aspettasse, che avrei avuto il coraggio di infilarglielo dentro, come avrebbe fatto uno amante qualsiasi.
Ma purtroppo io ero suo figlio, con me era diverso, era vietato, sarebbe stato un i****to accettare le mie attenzioni.
Anche se era eccitantissimo continuare e i piaceri del sesso venivano amplificati dal gusto del proibito, era contro la morale, bisognava sicuramente
bloccarsi e non andare oltre da dove eravamo arrivati, anche se lo voleva, lo desiderava, almeno quanto me, aveva bisogno di giustificarsi e quindi cercava una scusa o una costrizione per poterlo fare senza peccato.
Per non farla arrabbiare e calmarla un poco le sfilai il cazzo dalla guaina vaginale lasciandolo comunque appoggiato alla sua fica, in attesa di capire cosa fare, tanto bastava veramente poco, nella posizione dov’era a rinfilarlo di nuovo dentro.
Continuai il massaggio non solo con le mani ma anche muovendo e strofinando tutto il mio corpo su di lei, facilitato da i nostri corpi resi scivolosi dal sudore prodotto.
Con voluta attenzione cercai di non farlo andare dentro, finche non fosse chiaro quale erano i suoi desideri.
Ma poi, lei, inavvertitamente o forse volutamente non lo so, incurvò la schiena alzando un poco il culo quasi a cercare il mio cazzo per farsi infilzare ancora, e immancabilmente io mi fece trovare.
Senza esitazione, andando avanti e indietro, ne infilai un primo pezzo, lei mi venne incontro assecondando il mio movimento e lo fece entrare tutto sino infondo.
Era inutile ormai contenere la furia dei sensi.
Ci sbattevamo uno contro l’altro con passione e violenza, forse per sentirci ancor di più, in modo che non ci fossero dubbi di quello che stavamo facendo.
Lei gemeva si lamentava quasi a gridare e poi incoraggiati dal piacere che stavamo provando ci baciammo in bocca, come frenetici amanti premendoci le labbra e i denti quasi a farci male.
“Uuu… che bello Marco mi stai facendo morire di piacere, non avrei mai immaginato che tu fossi così bravo a sedurre una donna.
E poi amore mio hai un bel cazzone molto grosso e lungo e non passa certamente in osservato nelle fantasie delle femmine.
Uuuu…. Siii…. Che belloooo… E quanto sei bravo uuu…. Siiii amore scopami, scopami”.
Incredibilmente ero riuscito ad infilarlo anche a mamma, oltre che a mia sorella, e anche lei mi stava supplicando di scoparla, come aveva fatto Marta.

Uummm cheeee…. belllooooo… che èèèè…. Siii… fottimi forte, fammi male dai scopami, lo voglio, su dai spaccami, sventrami.
Ti piace avere una madre puttana? Calda, accogliente come me?
Su dai confessa che mi hai sempre desiderata, e che ti sei masturbato diverse volte pensando d’infilarmelo dentro la fica, tra le tette o dentro il culo.
Tesoro cucciolone su dai fammi sentire una donna fatale, confessami i tuoi sentimenti, non avere paura. Sai a me piace essere desiderata, e sono felice
quando suscito voglia di scopare ad un uomo e tuo padre lo sa e ne va fiero di me e della mia libertà sessuale”.
Alla sue richieste, sinceramente, confessai “Siii.. mamma ho desiderato tante volte che tu mi facessi un pompino o che facessimo l’amore. Mi sono fatto un sacco di seghe pensando al tuo corpo prosperoso che sbirciavo di nascosto.
Ma i sogni più eccitanti che faccio sono di scoparti insieme un altro uomo a sandwich o mentre lo spompini e io dietro che te lo infilo dentro.
Mamma non sai quanto ho goduto, sognando di fare l’amore con te, così”.
” Marco, amore mio sei un porco, uno sporcaccione, pero mi piace sentirti dire le maialate siiii…. Bambino mio, bravo , racconta tutto alla mammina che
capisce le tue voglie, i tuoi desideri e ti perdona e se può t’accontenta.
Su dai non ti vergognare, non pensare di essere il solo ragazzo a desiderare sessualmente la propria madre.
Anche noi, sai, pensiamo al sesso e certe volte mentre scopiamo con i nostri mariti chiudiamo gli occhi e sogniamo di fare l’amore con altri uomini per poter raggiungere l’orgasmo, poiché tutte, anche le più santarelline, siamo alla ricerca continua di emozioni forti, nuove e solo quelle più trasgressive ci fanno raggiungere le vette del piacere.
Il più delle volte rimangono solo sogni e solo qualche volta quei sogni fatti di nascosto si realizzano regalandoci il massimo del piacere come quello che in questo momento stiamo provando io e te”.
“Siii……. mi piace il tuo pensiero mamma, sei la donna più interessante del mondo meriteresti un premio. Siiiii…. T’aaaamooo… Ti desidero sei la donna
dei miei sogniii..”
“Marco, cucciolo mio, sono qua, sono tua non è un sogno, la mamma ti vuole ti desidera pure lei, dai ficcamelo, sborrami dentro, puoi farlo sai, prendo la pillola, non corriamo nessun rischio.
Mmmuuu…. Come mi sta piacendo far l’amore con te, è davvero sconvolgente scopare con il proprio figlio.
L’i****to è la trasgressione più forte che io abbia mai provato, umm .
Che libidine sono sconvolta. E’ bellissimo, è la scopata più bella della mia vita.
Ma a te piace scopare con quella troia di tua madre?”
Poi inizia a baciarmi in bocca mi succhia la lingua e mi stringe forte, forte.
“Siii… mamma, si, mi piace scopare, è bellissimo fare l’amore con te, sei proprio una dea del sesso e della trasgressione”
Tra un brivido e l’altro trova, ancora, la forza di sussurrarmi, con la voce roca dell’eccitazione.
“Vigliacco, uuummm… mi stai facendo impazzire.
Dimmi che piace anche a te l’i****to.
Dimmi che mi desideri che ti piaccio, che sono bella.
SSSSSsiiiiii … amore dimmi tutte le porcate che ti vengono, che sono una troia una puttana i****tuosa.
Siiiiiiii ancora, ancora vengo, vengo siii…..uuu… suu… ficca, ficca, ficca più forte rompimi la fica”
.
Sconvolta, eccitata fino alla follia si abbandona, finalmente, al piacere della carne con orgasmi continui uno dietro l’altro.
Anch’io iniziai a sentire l’orgasmo che mi saliva dai coglioni e l’avvisai…
Lei mi rassicurò e mi incitò a venirmene dentro il suo paradiso
“vieni amore vienimi dentro non ti preoccupare, te l’ho detto prima, prendo la pillola. Siiiiii… amore sborrami, riempimi la fica, fammi sentire piena, troia fino infondo.”
Lei godeva e soffriva il suo volto ere una maschera dove si potevano leggere tutte le sue ultime sensazioni.
Ero felice di aver sfidato qualsiasi buon senso comune, traendone tutti i vantaggi, ma ancora non mi bastava, desideravo scoprire quanto fosse troia e se i sospetti di mia sorella, che la mamma avesse qualche amante, fossero fondati.
“SSSiii… mamma ti sborro dentro tanto chi sa quanta sborra avrai preso dai tuoi amanti, puttana come sei, chi sa quanti ne avrai. Su dai dimmi quanti cazzi hai preso, oltre quello di papà?”
A queste parole si mise a tremare a scuotersi ed un altro orgasmo la travolse, mentre singhiozzando mi sussurrava “Tanti amore, tanti, tuo padre è un guardone un cornuto vizioso, si eccita a vedermi scopare con altri. Siii mi fa scopare anche con i suoi amiciii, e a me piace tanto scopare con più uomini mentre lui mi guarda. Anch’io sono una viziosa, una perversa e con piacere costato che anche tu sei come me e tuo padre”.
Poi altre scosse la presero sconvolgendola ancora di più portandola all’orgasmo finale.
“Basta amore, basta non ce la faccio più.. basta Marco sono esausta… godo, godo”
“Anch’io, mamma godo, godoooo…… sei fantastica”
“Siii… bravo Marco, vieni dalla mamma sborra, riempimi e ringrazia ai benedetti pidocchi che ci hanno dato l’opportunità di chiavare e di conoscerci
come realmente siamo, dei porci libidinosi che sanno gustarsi i piaceri della vita”.
” Si grazie mamma, grazie pure ai pidocchi e ai piaceri della vita e a noi che li sappiamo cogliere”.


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