Storie in famiglia 4


È intenta a sbottonare la camicia di suo figlio e con la coda dell’occhio vede la suocera allontanarsi insieme al nipote in direzione della stanza da letto. Cosa avrebbero fatto i due una volta chiusosi dentro è facilmente immaginabile ma a lei non interessa. Importa, invece, quello che si accinge a fare lei. Avrebbe amato Erick. Di li a qualche minuto suo figlio l’avrebbe posseduta. Il solo pensarlo la eccita al punto da farla bagnare fra le cosce. La camicia è completamente sbottonata. Gliela fa sfilare. Il torace nudo del ragazzo e ben visibile. È liscio. Non vi è ombra di peli. Lei lo accarezza con delicatezza facendo scorrere sul petto del ragazzo i polpastrelli delle sue dita. “Dai. Non stare lì come una mummia. Toccami anche tu. Si vede lontano un miglio che desideri toccarmi. Sono qui per questo. Voglio, desidero che tu faccia scorrere le tue mani sul mio corpo.” “Sei mia madre.” “Sono anche una donna. E qui ora, davanti a te, c’è una donna desiderosa di essere amata. Quindi niente moralismi.” La donna si avvicina al figlio quel tanto che basta a schiacciare le sue mammelle contro il torace del figlio il quale sentendo la pressione dei turgidi capezzoli contro il suo petto ha un sobbalzo. “Mamma?” “Si?” “Hai un seno favoloso. È duro e i tuoi capezzoli sono due bulloni. Sembrano voler perforarmi il petto.” “Ti piacciono?” “Sì. Non ho mai viste mammelle cosi belle.” “Sono tue. Vieni andiamo sul divano. Staremo più comodi.” La madre gli prende una mano e insieme si dirigono verso il divano. “Spogliati. Togliti i pantaloni e gli slip. Voglio vedere come sei fatto.” Erick sotto lo sguardo arrapato della madre si sfila i pantaloni e toglie anche gli slip. Il pudore lo porta a coprire il pene con le mani. Janet sorride. Si siede sul divano e prendendo una mano del figlio lo attira a se. Quando gli è vicino prende l’altra mano che ancora copre il pene e la tira via. Il cazzo di Erick si libra nell’aria come un uccello che ha acquistato la sua libertà. La madre lo guarda compiaciuta. “È come l’ho immaginato. Bello, lungo e grosso.” Allunga le mani e le porta sulle natiche del figlio. Il cazzo di Erick giunge in contatto con la bocca della madre. La donna avvicina le labbra al glande e gli da uno schioccante bacio. Erick geme. “Mammaaaaaa.” Janet tira fuori la lingua e lo lecca. “Hai un buon sapore.” La lingua di Janet scorre sulla superficie della grossa asta di carne. Scende giù fino a raggiungere i testicoli. Apre la bocca e la borsa scrotale sparisce al suo interno. Le labbra si chiudono intorno ai testicoli. La lingua vibra sulla grinzosa pelle. Li succhia. Erick non riesce a trattenere un lungo nitrito. “iiihihih Mamma mi fai morire” La donna continua a succhiare i testicoli gonfi di ormoni impazziti. “Mamma non ce la faccio più. Sto per venire”. Janet smette di succhiare le palle e, veloce, porta la bocca sul glande. Lo avvolge con le labbra e aspetta. Uno, due secondi e dalla uretra vengono eruttati potenti ed abbondanti fiotti di denso sperma. Sembra un vulcano in eruzione. I fiotti di sperma invadono la bocca di Janet e scivolano nella arida gola. Li ingoia tutti. Con le labbra munge la bestia per far uscire i residui fermatisi lungo il condotto uretrale. Poi si ritrae e poggia la schiena contro la spalliera del divano. Il figlio è davanti a lei nudo e con il cazzo che si sta afflosciando. “Amore da quanto tempo è che non ti scarichi. Sembravi un fiume in piena. Sono contenta perché significa che ti è piaciuto.” “Mamma l’ultima l’ho fatta insieme a Robby dopo aver visto la nonna nuda. Certo che mi è piaciuto. Mi hai fatto un pompino che dire favoloso è poco. Non ti fa schifo ingoiare il mio sperma?” “Amore ti ho solo succhiato le palle. Il pompino è altra cosa. Quando te lo farò allora sì che morirai di piacere. Perché dovrebbe farmi schifo. È buono. Tuo padre mi innaffia la gola ogni qualvolta facciamo sesso. E solo più acidulo. Il tuo ha un buon sapore. Un poco asprigno ma gradevole al palato. Vieni a baciarmi. Ne ho ancora qualche goccia in bocca. Vedrai, piacerà anche a te.” Il ragazzo si siede sul divano ed abbraccia la madre che gli porge la sua bocca. Erick accosta le sue labbra a quelle della madre e la bacia. La sua lingua guizza verso le labbra dischiuse di Janet. Le valica e si addentra nella bocca dove incontra la lingua della madre ed insieme danno vita ad un furioso duello. Si avviluppano e si succhiano le rispettive lingue. Erick, succhiando la lingua della madre, sta anche assaporando il suo stesso sperma di cui la bocca di Janet è ancora impregnata. Una mano della donna si avventura verso il basso ventre del figlio. Incontra il pene che sta rinvigorendosi. Lo artiglia con le dita e lo stringe. Il cazzo comincia a fremere. Lentamente si indurisce e cresce nella mano di Janet. “Ecco. È così che ti voglio. Sempre pronto a rispondere alle mie necessità. Ora mi stendo e tu mio amato ometto entrerai lì da dove anni addietro sei uscito.” Janet si stende sul divano. Tira su le gambe e le porta verso il suo corpo. Le allarga. “Vieni. Entra in me. Possiedimi. Chiavami”. Erick è affascinato dalla posizione assunta da sua madre. Per la prima volta vede la vagina di sua madre. E’ da lì che è passato per venire alla luce. La rosea fica di Janet è un magnete. Lui si lasca attrarre. La sua bocca è sulla vagina della madre. Le sue labbra sono sulle grandi labbra della prima meraviglia del mondo. Sono anni che sogna quel momento. La bacia. La madre geme. Incomincia a leccarla. La madre nitrisce. La lingua si insinua fra le grandi labbra e incontra le piccole labbra. Le avviluppa. Le titilla. Le succhia. Janet guaisce. La lingua del figlio sta rovistando il roseo orifizio vaginale. Ne esplora le pareti. La vulva incomincia a riempirsi di secrezioni vaginali. Erick in un primo momento ha una reazione di disgusto. Vorrebbe tirarsi indietro. Le mani della madre non glielo permettono. Lo trattiene premendo la testa del figlio sulla sua figa. Il ragazzo è costretto a leccare i succhi vaginali di sua madre. Li trova di suo gusto. Li lappa e li ingoia. Janet lo afferra per i capelli e sposta la testa quel tanto che basta a far si che le labbra del figlio incontrino il suo inturgidito ed allungato clitoride. “Lo vedi? Quello che stai guardando è un altro dei miei organi del piacere. Forse il più importante. Rassomiglia ad un cazzo di piccole dimensioni. Aggancialo e trattalo come fosse un vero cazzo. Fammi un pompino. Voglio eiaculare nella tua bocca cosi come tu hai scaricato il tuo sperma nella mia.” “Dio, mamma. Sei eccitante quando ti esprimi.” “E’ la voglia di te che mi fa essere così.” Erick si lancia sul clitoride della madre. Lo imprigiona fra le sue labbra e con la punta della lingua titilla il glande del clitoride materno. Janet lancia un lungo muggito. Il ragazzo lecca e succhia la parvenza di cazzo che sta nell’angolo in alto della vagina della madre, Il corpo di Janet comincia a tremare. La pressione delle mani sulla testa di Erick si fa più forte. Il respiro diventa affannoso. L’orgasmo sta montando possente e veloce. Un urlo da maiala sgozzata le esce dalla gola. Solleva il bacino e viene. Dalla sua uretra scorgono fiotti di denso e cremoso liquido perlaceo che si riversano nella bocca del figlio. Le ondate di sperma si susseguono una dietro l’altra. Il ragazzo fa fatica a ingurgitarle. La madre si calma e si lascia andare sul divano. Il ragazzo opera un’accurata pulizia della vagina materna. Poi si solleva e si distende sul corpo della madre. “Ora tocca a te assaggiare i tuoi succhi. Baciami.” Janet non se lo fa ripetere. Avvicina la bocca a quella del figlio e introduce la sua lingua fra le caldi labbra. Con la lingua frulla il cavo orale del suo puledro e raccoglie gli umori che il figlio non ha ingoiato. “Sei un vero mandrillo. Chi è la tua maestra?” “Sei tu mamma.” “Non dire cretinate.” “Sì mamma. Tutto quello che fin qui abbiamo fatto lo avevo già fatto nei miei sogni.” “Vuoi dire che non sei mai stato con una ragazza? Sei ancora vergine?” “Si. La ragazza che voglio sei tu e non ci sono altre.” “Oh amore. Lasciati stringere. Io sono la tua prima donna. Dio come sono contenta. Io tua madre sono la donna che raccoglierà la verginità di suo figlio. Vieni entra in me.” Con una mano afferra il cazzo del figlio e lo guida a trovare lo spacco della sua vagina. Erick si lascia condurre. Quando Janet sente il glande del cazzo del figlio farsi strada fra le grandi labbra della sua vagina lo circonda con le gambe incrociandole sulla schiena del ragazzo. Porta le mani sulle natiche del figlio e lo attira a se. Allo stesso tempo solleva il bacino e aiuta il figlio a penetrarla. Il cazzo di Erick affonda nel ventre materno così come un piolo affonda nella bruna terra. Le pareti della vagina secernono liquidi sufficienti a favorire il cammino del cazzo nel profondo del ventre materno. “Mamma. Dimmi che non sto sognando. Sono dentro di te. Ti sto chiavando” “Sì figlio mio. Amore mio. Il tuo sogno si è realizzato. Mi stai possedendo. Sono orgogliosa di te. Da oggi sei il mio dolce amante”. Erick non riesce a capacitarsi di stare chiavando la propria madre. Questa volta non è un sogno. La donna dei suoi sogni proibiti sta li, distesa sotto di lui e la sua vagina sta ospitando il suo cazzo. Sta effettivamente chiavando sua madre. Sta sollevato sulle braccia e guarda sua madre negli occhi che lo ricambia con uno sguardo carico d’amore.
“Erick, figlio mio anche per me quello che sto vivendo insieme a te è un momento fantastico e meraviglioso. Anch’io sto concretizzando un mio desiderio. Sto accogliendo nel mio ventre il frutto da me stessa generato.”
Il ragazzo incomincia a pompare il suo grosso fallo nella polposa e calda fica di sua madre. Il ritmo che impone al suo dentro fuori è lento. Janet sembra apprezzare il modo di chiavare di suo figlio. I suoi gemiti e i suoi nitriti sono l’espressione concreta di quando gradisce il modo in cui suo figlio la sta possedendo. Lo sfregamento del cazzo del figlio contro le pareti della sua vagina le provocano sensazioni che fanno navigare la sua mente negli spazi infiniti del piacere. Janet sta vivendo una seconda prima volta. Il figlio continua a stantuffare il cazzo dentro il ventre della madre e lo fa con amore. Gradualmente il dentro fuori aumenta di intensità. Erick avverte che il proprio corpo vuole esplodere. “Mamma mi stanno venendo meno le forze”
“Amore cerca di res****re. Voglio godere insieme a te. Ti dirò io quando puoi”
Janet porta una mano fra il suo corpo e quello del figlio. Aggancia il clitoride con le dita e lo picchietta sul glande. Le sensazioni si propagano per tutto il suo corpo. Le invadono il cervello. Esplodono in miriadi di scintille. Urla il suo piacere. “Siii Dai Lasciati andare”. Erick imprime alla chiavata un ritmo più veloce. La madre ulula e grida. L’orgasmo sta giungendo implacabile. Afferra il figlio per i capelli e attira la testa verso di se. Incolla le labbra su quelle del figlio e gode. “Oh amore. Come è bello”. Erick sente la madre godere e questo gli procura una gioia infinita che si trasforma in godimento. Sente lo sperma salire lungo il condotto uretrale. “Mamma, sto….” “Si, figlio mio. ho capito. Scarica pure il tuo piacere dentro il mio ventre. Non preoccuparti. Innaffia la mia infuocata fucina e spegni il fuoco che la pervade.” Il ragazzo affonda con forza il cazzo nella fica di sua madre e dal glande vengono sparati una sequela di abbondanti fiotti di sperma che vanno ad infrangersi contro l’utero di Janet. L’atto d’amore tra madre e figlio ha raggiunto il suo apice. Erick si lascia andare sul corpo della madre. “Mamma ti amo” “Lo so. L’ho sempre saputo. Oggi abbiamo concretizzato i nostri desideri e realizzati i tuoi e miei sogni. Mi hai chiavato ed io ti ho posseduto. Questo è l’inizio di un lungo ed infinito rapporto. Da oggi sono la tua amante. Ora ritiriamoci nella nostra casa. Verrai a dormire nel mio letto” “E papà?” “E' fuori. Starà via alcuni giorni per lavoro.” Si alzano dal divano. Janet raccoglie il suo accappatoio e insieme al figlio esce dalla casa di Yvonne. Salgono al secondo piano e si infilano nel loro appartamento. Raggiugono di corsa la camera matrimoniale e si infilano sotto le lenzuola. Si abbracciano e si addormentano. Nel corso della notte Erick si sveglia. Sua madre è lì, nuda, stretta tra le sue braccia e con la schiena che preme contro il suo petto. Le sue braccia le cingono il torace e le mani sono chiuse sulle prorompenti mammelle. Il respiro della madre è regolare. Sta dormendo. Lui solleva la testa e la guarda. Janet ha il viso disteso e sembra sorridere. Riporta la testa sul cuscino e la mente va a quanto è accaduto in casa della nonna. Lì, lui e sua madre si sono amati. Hanno fatto sesso consensualmente. Anzi lo hanno cercato, invocato. Le immagini dell’amplesso avuto con sua madre sono ancora presenti nella sua mente. È stato sconvolgente. Quei pensieri gli stimolano gli ormoni che rispondono subito alle sue sollecitazioni. Il cazzo si inalbera e si indurisce. Con le mani allarga le natiche della madre e lo infila nella fenditura. Incomincia a spingere. Il glande e vicino al buco del culo di Janet. La donna si sveglia allarmata. Il figlio sta tentando di sodomizzarla. “Cosa stai tentando di fare?” “Mamma voglio farti il culo.” “Vuoi sodomizzarmi? È passato un bel pò di tempo da quando un cazzo è entrato nel mio culo. Sentirò dolore e non mi piace soffrire.” “Mamma non ti userò violenza. Fammi entrare. Se mi dirai di fermarmi mi fermerò.” La donna resta in silenzio per qualche minuto. Pensa al suo sogno di avere nel letto il marito ed il figlio contemporaneamente. ”Lo prometti? Se mi sentirai gridare per il dolore ti fermerai?” “Sì mamma.” “Va bene. Io ho preso la tua verginità ed è giusto che tu abbia qualcosa in cambio. Non posso darti la mia verginità perché quella la prese tuo padre però ti darò il mio culo che tenuto conto del tempo trascorso dall’ultima volta che sono stata inculata è come se fosse vergine. Vai in bagno. Nell’armadietto troverai della crema emolliente. Prendila e ritorna qui.” Il ragazzo si precipita ed un minuto dopo è di ritorno. La madre è già pronta. Si è messa carponi a pancia in giù. Il culo sollevato e con le gambe allargate. “Vieni. Aiutami a prepararlo a ricevere il tuo cazzo.” “Cosa vuoi che faccia?” “Devi leccarmi il buchetto. Mi dovrai eccitare. Mi spalmerai la crema intorno al buchetto non trascurando di introdurla anche dentro e poi …. Ti dirò io quando puoi farlo entrare”. Erick si china dietro sua madre e affonda il viso fra le bianche natiche del culo della madre. Tira fuori la lingua e comincia a leccare il roseo sfintere. La madre guaisce. Lui continua imperterrito. Non si limita solo a leccare il buco del culo di Janet. Porta una mano fra le cosce della madre e aggancia il clitoride. Lo strizza. Lo tortura. Sua madre lancia un lungo ululato. “Mamma sembri una cagna.” “Siiii; soooono la tua cagna. Mi stai deliziando. È la prima volta che mi leccano il culo ed è eccitante.” L’azione delle dita di Erick sul clitoride della madre producono il loro effetto. Janet è partita per un viaggio astrale. “Dai spalma la crema. Non dimenticare di metterla anche dentro e spalmala anche sul tuo cazzo.” Erick affonda le dita nel vasetto della crema e ne tira fuori una quantità abbondante. La spalma sullo sfintere del culo della madre. Un suo dito si fa strada nel buco anale. Riempie il buco di crema emolliente. “Mamma dovrebbe bastare” “Figliolo non credi che sia opportuno calzare il preservativo?” “No mamma. Voglio sentire la nuda carne del tuo culo stringersi attorno al mio cazzo e voglio che il mio sperma non sia trattenuto da involucri estranei. Quando eiaculerò voglio farlo nel tuo retto” “Non ti facevo così maiale. Dai comincia.” Erick punta il glande contro il buco del culo di Janet e comincia a spingere. Il grosso glande ha difficoltà a penetrare lo stretto buco del culo. Janet vincendo il dolore tenta di rilassarsi in modo da favorire la penetrazione. Dopo una serie di tentativi il glande riesce a valicare lo stretto orifizio anale. Janet lancia un grido di dolore che viene soffocato dal cuscino che sta mordendo. Erick ferma la spinta. “Mamma mi dispiace; non voglio farti male.” “Non preoccuparti. Continua a spingere.” Il ragazzo riprende la spinta. Il cazzo, favorito dalla crema, scivola nel culo della donna. Sale lungo il condotto anale e si inoltra nell’intestino retto. La spinta si esaurisce allorché lo scroto urta contro la vagina. “Mamma sono tutto dentro. Ho il cazzo affondato nel tuo culo. Ora posso dire che sei veramente mia. Ti sto possedendo” “Prima di chiavarmi il culo aspetta che mi sia abituata ad avere il tuo cazzo nel buco”. Erick si abbandona sulla schiena di Janet e le circonda il torace con le braccia. Con le dita artiglia le mammelle della madre e le strizza; le pastrugna; gioca con i capezzoli. Tutte manovre per dare piacere alla madre e fatte per alleviare il dolore provocato dalla penetrazione del suo cazzo nel culo materno. Janet apprezza le attenzioni del figlio e glielo fa capire emettendo mugolii di piacere. I minuti passano veloci. È Janet a dare il via al figlio. “Dai Erick, figlio mio, completa l’opera iniziata. Chiava il mio culo e godi. Innaffiami l’intestino con il tuo caldo sperma.” Erick si lancia al galoppo e stantuffa con veemenza il suo cazzo nel culo della madre. Janet si sente come se la stessero spaccando in due. Incita il figlio con frasi e parole oscene che in condizioni normali mai avrebbe pronunciato. Erick è ormai preda di un raptus. Sta inculando la madre e questo è il massimo delle sue voglie. “Mamma il tuo culo mi è sempre piaciuto ma mai avrei pensato che tu mi concedessi di chiavarlo.” Il pompaggio del suo cazzo nel culo della madre aumenta d’intensità. Diventa più frenetico. La madre lancia grida di dolore miste a muggiti di piacere. Le piace che il figlio le stia fottendo nel culo. Erick raggiunge il culmine ed eiacula nel culo della madre. Il suo sperma viene espulso dal glande come fosse un vulcano in eruzione e dilaga nel retto materno. La sodomizzazione di Janet da parte del figlio ha cosi termine. Erick sfila il cazzo dal buco del culo della madre e si precipita in bagno dove viene raggiunto da Janet. Entrambi entrano nel vano doccia e si lavano a vicenda. Janet, con amore materno, lava e pulisce il cazzo del figlio facendo molto attenzione a liberarlo delle impurità di cui si è impregnato stando infilato nel suo culo. I due si abbracciano e si baciano più volte. Hanno scoperto che il loro amore è aperto ad ogni perversione e sono pronti a tutto pur di soddisfarle. Dopo essersi asciugati ritornano a letto tenendosi per mano come due fidanzatini. Il resto della notte lo trascorrono continuando ad amarsi. Il mattino li sorprende mentre sono lanciati in uno sconvolgente 69. Janet ha la testa fra le gambe del figlio e gli sta succhiando il cazzo. Erick ha la testa fra le cosce della madre e le sta leccando la vagina. Entrambi mugolano e nitriscono. Entrambi raggiungono il culmine del godimento eiaculando l’uno nella bocca dell’altro il piacere raggiunto. Poi si abbandonano sul letto e, esausti, si addormentano. I giorni che seguono quella loro prima notte sono, per i due amanti, una vera e propria luna di miele. Si avvicina, però, il momento del rientro del padre e questo innervosisce Erick. Vede nel padre la figura che si frappone fra lui e la madre. “Mamma, non ti importa quando papà sarà a casa? La sua presenza ci impedirà di stare assieme. Non potrò più amarti.” “Chi ti dice che non potremo più amarci? Non darti pensiero. Noi due continueremo a stare nello stesso letto cosi come abbiamo fatto in tutti questi giorni. Tuo padre non è un ostacolo al nostro amore.” “Cosa stai cercando di dirmi?” “Sappi che io amo tuo padre e non sarà certamente il mio amore per te che me lo farà perdere. Del resto nemmeno tua nonna è riuscita ad allontanarlo da me.” “Che centra la nonna in tutto questo?” “Bimbo tua nonna è come me. Anche lei ha ospitato suo figlio nel suo letto. Tuo padre è il suo amante. E da quel giorno che sai anche tuo cugino è entrato a far parte del suo harem. Sono sicura che anche tu mi tradirai con tua nonna. Lei ti vuole e non sarò certamente io a impedirle di possederti. C’è di più. Il marito di tua zia fa parte dell’entourage della nonna. Con Geoffry la relazione è stata più profonda. I due hanno messo al mondo un bimbo che oggi ha la tua stessa età. Vuoi sapere altro? OK. Tuo zio vorrebbe possedermi cosi come ha fatto con la suocera. Vuole ingravidarmi. Lo so perché l’ha confidato alla moglie. Fino ad oggi ho resistito alle sue avance. Il perché della mia resistenza? È presto detto. C’eri tu. Ti volevo. Mi rubavi il sonno. Ora che il mio giovane stallone mi ha cavalcato credo che gli cederò. Anche a me attizza il pensiero di farmi fecondare. Ti darò un fratellino o una sorellina. E poi c’è tuo cugino. Non posso certo lasciarlo senza concedermi. Un’ultima cosa. Tuo padre è anche l’amante di tua zia: la sorella.” “Dio che famiglia. Ma non mi hai detto come intendi agire con mio padre. Gli dirai di noi due?” “Certo che glielo dirò. Farò di più. La sera stessa che lo metterò al corrente della nostra relazione tu verrai a dormire insieme a me e insieme a tuo padre. Io starò in mezzo e voi due ai miei lati. Ci divertiremo.” “Mamma sei impareggiabile. Questo rafforza il mio amore per te.” “Tu non hai niente da confidarmi? Non hai qualche desiderio nascosto? Oltre me e tua nonna non è che hai fatto un pensierino anche sulla madre di tuo cugino?” “Come hai fatto a capirlo? Sì desidero chiavarla” “Sono una donna e so vedere un uomo che sbava per una mia simile. Approfitta del fatto che tuo cugino sta ancora trastullandosi con tua nonna. Vai da lei e digli che la vuoi” “Non sei gelosa?” “Perché dovrei esserlo? Quando tornerai da me avrai sempre il tuo cazzo attaccato al tuo corpo. Tua zia si farà chiavare ma non ti staccherà il cazzo”
100% (6/0)
 
Categories: Taboo
Posted by sukh1122
3 years ago    Views: 908
Comments
Reply for:
Reply text
Please login or register to post comments.
No comments