Storie in famiglia 1


A circa 50 km dalla città, in un fitto bosco di querce secolari sorge una vecchia costruzione che si erge su tre livelli. La costruzione è vecchia solo esternamente. Gli ambienti interni sono stati ristrutturati senza alterare l’architettura originale. Al piano rialzato vi dimora una signora di 45 anni. È una bella donna. Il tempo è passato invano sul suo corpo. Ha un fisico ancora giovanile. Le sue forme sono come scolpite nel marmo. Da quando ha perso il marito in un incidente d’auto si è segregata, insieme ai due figli, un maschio ed una femmina, in questa costruzione. I figli sono cresciuti e si sono sposati. Entrambi vivono nella stessa palazzina. La femmina abita al primo piano. Ha 30 anni; un marito che l’ama ed un figlio di sedici anni. È una bellissima donna. È bruna. Occhi blu. Alta 175 cm. Lunghe gambe, un ben tornito culetto ed un seno (4^ taglia) da suscitare invidia in molte donne. Il maschio un ragazzone di 32 anni abita al secondo piano. Anche lui ha un figlio di sedici anni ed una moglie che in quanto a bellezza fa concorrenza alla cognata. Le due donne sono gelose non dei loro mariti ma del loro corpo. Entrambe, insieme alla matriarca, frequentano palestre e centri di benessere. Ogni giorni le tre donne dedicano almeno un ora del loro tempo alla cura del corpo. Nel piano interrato hanno ricavato, oltre al locale magazzino, uno spazio attrezzato a palestra ed uno a sauna che usano regolarmente. I due cugini sono nel pieno del loro sviluppo fisico e mentale. Entrambi hanno le sembianze di due guerrieri dell’antica Sparta. Sono l’orgoglio dei genitori ed in particolare della nonna. Questa li adora. Hanno molte ammiratrici. Ogni giorno ragazze, colleghe di scuola dei due cugini, riempiono i piani della casa con la loro presenza. Tutte corteggiano spietatamente i due ragazzi i quali ben consci del loro sex appeal si pavoneggiano e fanno nascere false speranze. Queste frequentazioni femminili danno fastidio alle padrone di casa. Alla nonna perché, per un verso, si vede invadere la casa da ragazzine che rompono la sua tranquillità e, per altro verso, perché le rubano l’attenzione dei ragazzi. Alle madri perché sono gelose dei propri figli. Ai due cugini questo atteggiamento della nonna e delle loro madri fa piacere. Il loro comportamento è continuamente rivolto ad incrementare i sentimenti astiosi delle donne di casa nei confronti delle loro spasimanti. Questo ha una ragione precisa. Tutto ha inizio in una afosa giornata d’estate. I due cugini insieme alle rispettive madri ed alla nonna si trovano nella palestra di casa. Il caldo è eccesivo. Tutti sono sudati. Le donne hanno i costumi completamente impregnati di sudore. La prima a non res****re al caldo è la nonna. La donna si reca nella doccia e si libera del costume. Dimentica di chiudere la porta. I ragazzi dalla posizione in cui si trovano hanno una visuale completa della nudità della loro nonna. La bellezza del fisico di Yvonne (questo è il nome) magnetizza i loro sguardi. Ne restano abbagliati. La donna si accorge di loro. Invece di chiudere la porta si gira completamente offrendo ai loro occhi i magnifici globi di alabastro che danno corpo alle sue mammelle, il suo ventre piatto, le sue belle gambe e il cespuglietto di neri peli. Resta ferma per circa due minuti e poi si gira facendo si che gli sguardi dei nipoti si posino sulle rotondità del suo splendido culo. È il colmo. I ragazzi non resistono. Entrambi si allontanano velocemente dalla palestra. La nonna li vede allontanarsi e sul suo viso si allarga un sorriso di compiacimento. Nuda rientra nel locale palestra. La nuora e la figlia al vederla nuda si guardano intorno alla ricerca dei ragazzi. Yvonne: “State tranquille. Sono andati via” La donna racconta loro quello che è accaduto poco prima. Le due donne la guardano incredule poi i loro sguardi si incrociano e scoppiano a ridere. Yvonne si unisce a loro. “Mamma li hai scioccati. Poverini. Perché l’hai fatto?” “Ho voluto mostrare loro com’è fatta una vera donna” “Sei gelosa delle marmocchiette che ronzano intorno ai tuoi nipoti?” “Si! Perché voi forse non lo siete?” “Non so se tua nuora lo è. Parlo per me. E’ vero. Sono gelosa, ma non per questo mi spoglio per farmi vedere nuda da mio figlio. Tu non solo ti sei fatta vedere nuda ma con il tuo comportamento li hai anche provocati. Ti rendi conto di quello che hai fatto. Loro non vedranno più in te la loro nonna” “Questa è la vera ragione per cui ho dato loro in visione il mio corpo nudo. Volevo vedere se piaccio ancora e il fatto di vedere due ragazzini, anche se miei nipoti, che alla vista della mia nudità scappano per andarsi a masturbare mi riempie di felicità. Voglio che mi vedano come una donna. Voglio suscitare in loro desideri inconfessabili. Ogni volta che mi vedono la loro mente deve lavorare di fantasia. Devono fare cattivi pensieri” È la nuora (Janet) a intervenire nel dialogo: “L’assenza di un uomo nel letto di tua madre le sta giocando dei brutti scherzi. I cattivi pensieri li fa anche lei” Holly: “Che intendi dire?” Janet: “Penso proprio che la mia bella suocera entrerebbe volentieri nel letto dei nostri figli. Ti dico di più. Se succederà non mi dispiacerà” Holly: “Che cavolo ti salta in mente? Troveresti giusto che tuo figlio si facesse una galoppata con tua suocera, ovvero con sua nonna?” Janet: “Perché tu non ti faresti cavalcare da mio figlio? Non fare la santarellina. E talmente palese che lo desideri che non fai niente per nasconderlo. Quando è nel tuo raggio visivo lo mangi con gli occhi. Confessalo” La figlia di Yvonne arrossisce. L’espressione del suo viso è la prova che sua cognata ha visto giusto. Holly: “Sì, lo confesso. Amo tuo figlio e desidero che mi scopi. Da quando ho capito anche tu vorresti che mio figlio ti chiavasse. Ecco perché hai detto che non ti dispiacerebbe che i nostri figli entrassero nel letto della loro nonna. Però non è giusto. Lei avrebbe a disposizione due giovani puledri ed a noi ne toccherebbe uno solo” “Non è detto” È stata Yvonne ha parlare. La figlia e la nuora la guardarono con un espressione interrogativa dipinta sul volto. “Ora ragazze, ci facciamo una bella e rigenerante sauna; dopo andremo da me e continueremo il discorso. Mentre parlavate mi è balenata un’idea che risolverebbe il vostro e mio problema”. Dopo la sauna fanno anche una doccia e con i loro corpi avvolti in bianchi accappatoi si recano nell’appartamento di Yvonne. Qui si liberano degli involucri di stoffa e, nude, si siedono sul divano. Yvonne: “Se le cose vanno in porto e spero ardentemente che avvenga, voi due sapete a cosa andiamo incontro? Con l’entrata nei nostri letti dei due puledrini noi consumeremmo quello che il mondo esterno a queste mura chiama i****to. Io sono la loro nonna e voi due siete le loro zie” Janet: “Yvonne non è proprio come dici. L’i****to lo consumereste solamente tu e tua figlia. Per quanto mi riguarda il mio non sarebbe i****to perché il figlio di Holly non è mio consanguineo. Sì, è mio nipote perché la madre è la sorella di mio marito, ma fra me ed il ragazzo non c’è nessun legame di sangue. Potrei anche farmi ingravidare. Il bambino che nascerebbe non avrebbe problemi” Holly: “Hai capito, mamma? La mia cara cognata viaggia sul sicuro. Lei si scoperebbe mio figlio e non correrebbe nessun rischio se non quello, in caso che mio fratello scopra la tresca, di arrivare al divorzio” Yvonne: “Al divorzio ci arriveresti anche tu se tuo marito viene a sapere che ti fai chiavare da tuo nipote. Smettetela di beccarvi a vicenda ed ascoltatemi. In primo luogo dovete promettere che tutto quello che diremo e faremo sarà un nostro segreto e nessuno dovrà mai sapere niente di quello che accadrà fra queste mura. Siete d’accordo?” Le due cognate si guardarono ed all’unisono diedero il loro assenso. Yvonne: “Bene. Quando io parlo di i****to non lo dico senza ragion veduta. Quello che dice Janet a proposito di tuo figlio è vero. Ma è anche vero che i due ragazzi vivono sotto lo stesso tetto. Fino a quando credete che la relazione che avrete separatamente con loro resterà chiusa nella loro mente. Tenuto conto che entrambi verranno a stare nel mio letto e questo per loro non sarà un segreto, essi si parleranno e si confideranno l’un l’altro. La vostra relazione verrà a galla. Scoppieranno le gelosie fra loro. Questa è una cosa che non dovrà mai nascere altrimenti sarà la fine” Holly: “Perché dovrebbero essere gelosi? E di chi?” Yvonne: “Bimbe, sveglia! Loro due insieme si sollazzano con la propria nonna e non si domanderanno il perché con voi non dovrebbe essere lo stesso?” Janet: “Yvonne …..” Holly: “Mamma dove vuoi arrivare?” Janet: “Holly, tua madre sta dicendo che noi due dovremmo fare così come farà lei. Oltre che giacere ognuna con il proprio nipote dovremmo farci chiavare anche dai nostri rispettivi figli”. La donna non crede alle proprie orecchie. Guarda la madre. Holly: “E’ vero quello che sta dicendo Janet? Tu vuoi che io mi faccia chiavare oltre che da mio nipote anche da mio figlio? E lo stesso dovrebbe fare mia cognata? E tutto per evitare tragedie? Mamma l’età ti fa brutti scherzi. Piuttosto che farmi montare da mio figlio preferisco rinunciare anche a trastullarmi con il figlio di Janet” Yvonne: “Che male faresti? La tua passera darebbe ospitalità ad un bel ragazzo.” Holly: “Ma è mio figlio. Mamma sei decisamente impazzita.” Si alza, indossa l’accappatoio ed esce di corsa dal salone. Si sente sbattere la porta. Sono rimaste in due. Janet:“Hai combinato un bel casino. Così hai mandato tutto al monte.” Yvonne: “Tu non hai detto come la pensi?” Janet: “Avevo bisogno di una piccola spinta. Cara Yvonne io mio figlio lo desidero già da un bel po’ e sono sicura che anche lui sia innamorato di me. Lo so perché un giorno ho avuto l’occasione di leggere quello che lui chiama giornale di bordo. È una cartella elettronica dove tiene conservate tutta una serie di lettere a me dedicate. Iniziano tutte con: -Al mio unico amore: mia madre-. Ha una fervida immaginazione. Oltre a scrivere i suoi sentimenti che nutre nei miei confronti descrive anche quello che lui farebbe se si accoppiasse con me. Cara suocera i suoi scritti fanno invidia a scrittori di racconti hard.” Yvonne: “Che amorevole porcellino. E tu?” Janet: “Dopo quel giorno ho cominciato a guardarlo con occhi diversi e ho concretizzato nelle mie fantasie i suoi scritti. Mi sono masturbata desiderandolo. L’ho provocato più e più volte. Ma oltre a trovare i suoi slip pieni di sperma non ci sono mai state altre reazioni.” Yvonne: “Poverino. Deve essere frustrante avere tutti i giorni una bella donna che ti ronza intorno, desiderarla e non avere il coraggio di confessarle il proprio amore. Lui ti vuole ma il fatto di essere tuo figlio lo blocca. A mio parere devi essere tu a fare il primo passo.” Janet:“Credo che tu abbia ragione. Ti giuro che a partire da questo momento appena capiterà l’occasione lo violenterò. E poi dedicherò le mie attenzioni al figlio di Holly. A proposito. E tua figlia? Cosa credi che farà?” Yvonne: “Non stiamo a preoccuparci. Lasciamole il tempo di metabolizzare la mia proposta. Vedrai che si convincerà. Da oggi anche lei guarderà suo figlio con occhi diversi. La bellezza del ragazzo la coinvolgerà fino al punto di concedersi.” Janet: “Abbiamo parlato dei tuoi nipoti e abbiamo trascurato gli altri due stalloni. Come faremo a nascondere loro le nostre maialate? Io amo mio marito e non voglio correre il rischio di divorziare da lui.” Yvonne: “Perché non lo coinvolgi nella tua storia? Le armi non ti mancano.” Janet: “Certo sarebbe bello averli entrambi: padre e figlio nel mio letto e farmi possedere da loro due insieme.” Yvonne:“Hai una fervida fantasia. Immagino la scena. Tu fra loro due. Uno ti prende davanti e l’altro ti chiava dietro. Chi dei due sarebbe il fortunato a romperti il culo?” Janet: “Nessuno dei due. Il culo l’ho dato ad un mio cugino quando ero ancora una ragazzina. Mi facevo chiavare nel culo per non correre il rischio di essere ingravidata.” Yvonne: “Che donna che sei. Mi hai suggerito una splendida idea. Per non farli entrare in competizione farò in modo che i miei nipoti mi stringano in un unico abbraccio” Janet: “E chi sarebbe il primo a farti il culo?” Yvonne: “Credi di essere la sola ad essersi fatta sodomizzare? Cara nuora, tu hai una suocera lussuriosa. Io, sessualmente parlando le ho provate tutte. E prima che me lo chiedi ti dico che le mie performance sessuali si sono tutte consumate in ambito familiare.” Janet: “Che intendi per ambito familiare?” Yvonne: “Quello che stai pensando. Il mio corpo è stato il giocattolo con cui i maschi di famiglia hanno giocato. Prima il mio defunto marito. Fu lui a deflorare il mio culo. Dopo la sua morte, in un momento di sconforto, mio figlio mi fece sua. Disse che mi aveva sempre amata. Divenni la sua amante. La storia dura ancora anche se con minore intensità. Mio figlio mi chiavò anche il giorno del vostro matrimonio. Ricordo ancora quel giorno. Eravamo al pranzo matrimoniale. Stavo, con Holly, seduta insieme ai tuoi genitori allo stesso tavolo. Sentivo i suoi occhi cercarmi. Lo guardai. Lui si alzò e venne verso di noi. Si avvicinò al tavolo a cui stavo seduta e chinandosi mi sussurrò all’orecchio il suo desiderio di avermi. Mi invitò a seguirlo. Lo seguii. Passammo per il tuo tavolo e ti dicemmo che ci allontanavamo perché lui aveva necessità di parlarmi. Ricordi? Ti diedi anche un bacio sulla fronte. Ci allontanammo e andammo nella stanza che l’albergo aveva riservato a voi due per il dopo pranzo. Appena dentro, chiudemmo la porta a chiave, ci liberammo dei vestiti e ci amammo. La nostra carica di libidine non si esauriva. Mai come quella volta fui amata con tanta intensità. Tuo marito nello spazio di un ora mi prese più volte. Poi dopo esserci ricomposti nell’aspetto ritornammo nel salone del ricevimento. Da allora mio figlio, pur continuando ad amarmi, raramente viene a visitare il mio letto.” Janet aveva ascoltato in silenzio la confessione della suocera. Alcuni minuti di silenzio scesero fra loro. Janet allungò il viso verso quello della suocera e la baciò sulle labbra. “Yvonne, finalmente so che mi vuoi bene. Ho tanto aspettato questa tua confessione. Ho sempre saputo che tuo figlio è uno dei tuoi amanti. Non farmene una colpa ma vi ho spiati. Questo non mi ha mai sconvolta. Ti dirò di più. Quando intuivo che veniva da te ero contenta. Mi dicevo che era preferibile fossi tu la donna che riusciva a dargli amore piuttosto che saperlo fra le braccia di un'altra. Se fosse andato con un’altra donna lo avrei perso. Saperlo fra le tue braccia mi rassicura. Lo ami molto?” “È il mio tormento. Quando non viene a trovarmi vado in ansia.” Janet: “Ora che so. Che ne diresti se organizzassimo un incontro a tre con lui quale interprete principale” “Tu faresti questo? Ti faresti amare da tuo marito in mia presenza?” “Per la verità è al contrario. Desidero vedere tuo figlio mentre ti chiava. Voglio vedere il suo pene sparire nella tua vagina” “E poi?” “Vedremo gli sviluppi” “Dio. Che porca che sei.” “Credevi di essere la sola? Hai altro da confidarmi? Questo è il momento adatto” “Hai ragione. Voglio che i veli che mi circondano siano tutti strappati. Si ho altro da confidarti. Poi lo farò anche con Holly. Voglio che anche lei sappia che donna ha per madre. Janet, oltre tuo marito e tua cognata ho un altro figlio. Ha la stessa età di tuo figlio. L’ho concepito nello stesso periodo” “Non dirmi che il padre è tuo figlio?” “Non dire scemenze. Sono sì una pervertita ma non fino al punto da farmi ingravidare da mio figlio anche se tuo marito ha più volte espresso il desiderio di mettermi incinta. No. Il padre è il marito di Holly” “Ecco chi è l’altro uomo che ti frequenta. Sapevo che doveva esserci qualcun altro oltre tuo figlio ma non sono mai riuscita a capire chi fosse. Ti sei fatta chiavare da tuo genero e gli hai partorito un figlio? E dove lo tenete?” “Vive con i nonni. Riuscii a nascondere la gravidanza fino al quinto mese. Poi il pancione cresceva e dovetti allontanarmi. Andai a vivere con i miei genitori ai quali dissi tutta la verità sulle origini della gravidanza. Vi restai per circa due anni. È stato un periodo carico di tensione ed allo stesso tempo pieno di felicità. Avevo un figlio da far crescere. Lo allattavo. Mio genero, il padre del bambino, ci faceva visita di continuo. Ancora oggi il padre gli fa visita tutti i giorni. Io lo vedo tre volte alla settimana. Il ragazzo sa tutto. È a conoscenza che suo padre non è mio marito e sa che la moglie del padre è mia figlia. Il mio desiderio è di vederlo in questa casa. Il padre ed io lo vorremmo con noi” “Ti aiuterò a farlo venire” “Te ne sarò per sempre riconoscente e grata” “Non lo farò per niente. Voglio essere pagata per il mio aiuto e voglio che tu mi dia un acconto” “Vuoi che ti paghi per aiutarmi a portare il mio secondo figlio a vivere con me? Cosa vuoi? Soldi?” “Non sono soldi quelli che voglio da te. Sei mai stata corteggiata da una donna?” “Non lo so. Se è successo non me ne sono accorta. Perché lo chiedi?”. Janet si avvicina alla suocera fino ad entrare in contatto con il corpo nudo della madre di suo marito. Solleva una mano e la poggia su una delle tette di Yvonne. La fa scorrere su quella splendida superficie con delicatezza. La suocera ha un sussulto. “Cosa fai?” “Yvonne, ti voglio. Ti desidero. Ti amo” “Mi ami? Parli come un uomo” “E’ cosi. Ti amo come un uomo ama la sua donna. Voglio fare l’amore con te” “Oh dio. Vuoi scoparmi? Sei una donna. Non l’ho mai fatto con una donna”. Intanto le carezze delle mani di Janet sul prosperoso seno della suocera si fanno più insistenti. Ogni tanto le dita pizzicano i grossi capezzoli che nel frattempo si sono inturgiditi. La nuora avvicina la sua bocca a quella della suocera e vi posa le sue labbra. Inconsciamente Yvonne dischiude le labbra e la lingua della nuora guizza veloce invadendo la sua cavità orale. Un bacio carico d’amore ha inizio. Anche se la lingua che gli sta rovistando la bocca è quella di una donna a Yvonne piace essere baciata. Risponde a quella invasione mettendo in azione la sua lingua. La incrocia e insieme danno vita ad un lungo e dolce duello. Le lingue si attorcigliano, si avviluppano. Yvonne succhia la lingua della nuora come fosse un capezzolo. Di colpo Janet smette di baciare la suocera e porta la sua bocca sul bianco collo. Lo morde strappandole gemiti di piacere. La bocca scorre sul corpo della matriarca. Arriva sulle mammelle. Yvonne gonfia il torace ed offre le sue grosse mammelle alla vorace bocca della nuora. La lingua di Janet vibra veloce sulle rotondità delle grosse mammelle della suocera che si abbandona a gemiti sempre più sonori facendo così capire alla nuora che il trattamento che sta subendo è di suo gradimento. La punta della lingua di Janet gioca con i grossi capezzoli di Yvonne. Li lecca, li titilla e infine li ospita, a turno, nella sua bocca e li succhia con rabbia. Il modo di succhiare le mammelle della suocera da parte di Janet è quello di una bambina affamata che si arrabbia perché latte non ne esce. Intanto una mano di Janet si è portata fra le gambe di Yvonne ed ha raggiunto il fitto cespuglio di neri peli che nascondono l’entrata della vagina. Le dita si muovono frenetiche fra i neri peli. Yvonne allarga le cosce per favorire la manovra della nuora. Prima un dito e poi due si inoltrano fra lo spacco che divide le grandi labbra della polposa fica della suocera e penetrano nell’orifizio vaginale. Incomincia lentamente a chiavarla. Il corpo di Yvonne sotto l’azione congiunta della bocca e delle dita della nuora va in fibrillazione. Accompagna il piacere che prova con urla e nitriti e questa dimostrazione di piacere fa si che Janet intensifichi la sua azione. Le sue dita si muovono con più velocità nella fica di Yvonne. Le mammelle sono prese d’assalto anche dai denti. I capezzoli vengono sottoposti a dei morsi dati non con l’intento di provocare dolore ma di dare piacere che raggiunge il suo culmine in uno sconvolgente orgasmo che invade il corpo di Yvonne scuotendolo tutto. La mano di Janet raccoglie il frutto del suo lavorio e lo porta alla sua bocca. Con la lingua lo raccoglie nel cavo orale. Lo trattiene. Si allunga sul corpo di Yvonne. Porta la bocca sulla bocca della suocera e le travasa nel cavo orale gli umori prima raccolti dalla vagina. Yvonne li accetta di buon grado. Prima li assapora schiacciandoli sotto al palato e poi li ingoia. “Hai un buon sapore” “Mi è piaciuto molto. Non pensavo di avere un buon sapore. Non credevo che una donna potesse darmi tanto piacere. Mi hai fatto godere. Dobbiamo approfondire questo tema. Credo proprio che noi due ci intenderemo. Sarai la mia amante donna” “Anche per me è la mia prima volta con una donna. Sono contenta che ti sia piaciuto. Quanti amanti vuoi avere. Tuo figlio, tuo genero, io, i tuoi nipoti. Chi altro?” “Tutti quelli che vivono sotto questo tetto dovranno passare per il mio letto e amarmi come io li amo” “Anche tua figlia?” “Dopo oggi? Si anche lei? Prima però devo diventare brava e tu sarai lo strumento che mi permetterà di esercitarmi. Non è facile far godere una donna”. La nuora la guarda divertita. La bacia e si rannicchia al suo fianco. Yvonne l’abbraccia e insieme si assopiscono. È così che i due giovani rampolli le trovano. La porta di casa non è stata completamente chiusa da Holly. È socchiusa. Loro entrano e vanno nel salone. Li giunti vedono la nonna distesa nuda sul divano che stringe con le braccia il corpo nudo di Janet. Si fermano a guardare. Si riempiono gli occhi delle magnificenze che quei splendidi corpi stanno offrendo alla loro vista. Ne sono ammaliati. Piano, senza fare rumore, si allontanano ed escono dalla casa. In silenzio si addentrano nel folto degli alberi. Raggiungono uno spiazzo erboso e si siedono sull’erba. Erik (figlio di Janet): “Hai visto? Sono nude e abbracciate fra loro. La nonna già l’avevamo vista ma non credevo che mia madre avesse un corpo cosi arrapante. Cosa credi che abbiano fatto?” Robby (figlio di Holly): “Ehi! Quella è tua madre”. Erik: “E’ vero, ma è una donna e purtroppo anche bella”. Robby: “Andresti a letto con tua madre? La chiaveresti?” Erik: “Che male ci sarebbe. È una donna e questo giustifica qualsiasi azione nei suoi confronti. Sì, la chiaverei e sono sicuro che a lei piacerebbe essere chiavata da suo figlio” Robby: “Sei un depravato” Erik: “In quanto a questo lo sei anche tu. Non dimenticare che siamo andati dalla nonna per tentare di entrare nel suo letto. Non vedo che differenza ci possa essere nel chiavare la propria nonna e chiavare la propria madre. Eppoi credo che anche a te piacerebbe chiavare mia madre. Ti ho visto quando la guardi. Hai sempre gli occhi pieni di libidine. E trovandoci in tema ti dico subito che tua madre mi fa una corte spietata. Anche lei mi vorrebbe nel suo letto” Robby: “Che mia madre ti fa la corte me ne sono accorto anch’io. Che tua madre mi piaccia hai pienamente ragione. Ti dico di più. Io amo mamma da molto tempo. Fino ad ieri mi sono masturbato pensando a lei. Vorrei essere il suo amante.” Erik: “Credo che nostra nonna possa aiutarci ad entrare nel letto delle nostre madri. Dobbiamo però riuscire ad entrare nel suo letto. Torniamo da lei e vediamo cosa succede. Più di una sberla non può darci. Non penso che ce la darà. Ricordati che si è mostrata nuda ben sapendo che noi eravamo li a guardarla. A mio parere la nonna sta aspettando una nostra avance.” Robby: “Non credo che sia il momento. Insieme a lei c’è anche tua madre. Le hai viste. Stanno nude, abbracciate, distese sul divano. Ho il sospetto che abbiano avuto un rapporto lesbico.” Erik: “Sospetto? Caro cugino quelle due hanno scopato. Si sono amate. Seguimi. Vedrai che i nostri desideri si realizzeranno presto.” Intanto Yvonne e Janet sono ancora sul divano. Yvonne sta dicendo alla nuora che ha visto i due puledri entrare nel salone e fermarsi a guardarle. Janet: “Credi che abbiano capito?” Yvonne: “Sì. E ci ricatteranno. Noi staremo al loro gioco. Faremo finta di spaventarci e cederemo alle loro richieste. Questo è il momento di piegare tuo figlio alle tue voglie. Io mi prenderò cura del figlio di Holly. Impareranno a loro spese con chi hanno a che fare. Fra poco li vedremo entrare da quella porta. Mi raccomando. Non far trasparire la tua libidine. Facciamo finta di continuare a dormire.” L’attesa non si fa sentire. Dopo circa un’ora la porta si apre e i due cugini fanno il loro ingresso nel salone. Alla vista dei due corpi nudi avvinghiati fingono sconcerto. Robby: “Nonna!” – Erik: “Mamma” Le due donne, al sentire le voci dei ragazzi, hanno un sobbalzo. La prima a mettersi seduta è Janet che raccoglie il proprio accappatoio si copre le mammelle e il centro delle cosce. Yvonne si mostra ancora assonnata. Lentamente si mette a sedere e si copre, anche lei, con l’accappatoio. Lo fa in modo maldestro. Di proposito lascia scoperta una mammella che attira l’attenzione dei ragazzi. Janet: “Come siete entrati? Perché siete qui? Cosa volete?” Robby: “La porta è aperta. Volevamo parlare con la nonna. Piuttosto voi cosa stavate facendo nude ed abbracciate.” Yvonne: “Non credo che dobbiamo dare a voi spiegazioni del perché stavamo abbracciate. In quando all’essere nude avevamo caldo. Adesso girate i tacchi e andate via.” Janet ha chinato la testa come fosse stata colta in fragranza di reato. Anche lei con una accorta mossa fa balzare fuori dall’accappatoio una tetta con il capezzolo inturgidito. Erik alla vista della tetta della madre sgrana gli occhi. Guarda il cugino che ha gli occhi incollati sulla mammella della nonna. Erik: “Sappiamo benissimo come avete trascorso il vostro tempo. Vi siete sollazzate. Avete fatto l’amore. Siete due lesbiche. Lo dirò a mio padre.” Janet prima lancia un’occhiata alla suocera e poi: “No! Ti prego non dire niente a tuo padre. Sì! È vero ci siamo amate. È stato un momento di debolezza. Fa caldo e ci siamo eccitate. Ti prometto che non accadrà più” Erik: “Delle tue promesse non ho che farmene. Ci vuole ben altro per farmi stare zitto” Yvonne si alza in piedi e lascia cadere l’accappatoio. È completamente nuda. I due ragazzi guardano affascinati quella fulgida bellezza. Le sue sode e grosse mammelle, nonostante l’età, riescono ancora a vincere la forza di gravita ed i capezzoli sembrano le testate di due missili che puntano verso il cielo. Sculettando in modo impressionante la maliarda va a chiudere la porta a chiave. “Così nessuno ci disturberà. Hai capito cosa vogliono questi due mascalzoncelli per non palesare al resto della famiglia la nostra debolezza?” Janet imita la suocera. Anche lei lascia scivolare via l’accappatoio. I ragazzi incominciano a sudare. Credevano di avere in pugno le due donne invece si stanno rendendo conto che sono loro ad essere accalappiati. Janet si avvicina al figlio. Gli gira intorno. Con voce flebile gli sussurra nell’orecchio parole suadenti: “Guardami. È me che vuoi per stare zitto? Ho letto le tue lettere. So che mi desideri. Su dillo?” Erik si sente venire meno. Si sente un topo in trappola. Sua madre sa dei suoi reconditi desideri. Continua ad esplorare con occhi avidi il corpo nudo della madre. Janet allunga una mano e la poggia sul pantalone del figlio, all’altezza del fallo. Lo stringe. Il ragazzo ha un sussulto. “Gridalo. Voglio sentirti gridare il tuo desiderio di avermi” Erik: “Sì Mamma. È vero. Ti voglio. Voglio fare l’amore con te.” Janet: “Finalmente l’hai detto. Poverino quando hai penato? Lo sai che anche la tua mammina ti vuole? Lo sai che sei l’incubo dei miei sogni? Bastava un tuo minimo cenno ed io sarei caduta ai tuoi piedi pronta ad offrirti il mio corpo. Vieni. Oggi i tuoi desideri si concretizzeranno. Sarò tua.” Yvonne: “E tu mio bel porcellino non vuoi bene alla tua nonnina? Vieni lasciamoli soli. Hanno molte cose da dirsi e noi siamo di troppo.” Prima di uscire dal salone Yvonne si gira ancora una volta e vede la nuora che sta spogliando suo figlio. Sorride. Prende per mano il nipote e lo trascina nella propria camera da letto.
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Categories: Taboo
Posted by sukh1122
3 years ago    Views: 1,332
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2 years ago
storia bellissima - sei bravissimo a scrivere ed hai anche una immaginazione eccezzionale . ho letto quasi tutte le tue storie vermante - complimenti