La mia prima milf (3° parte)

... Ed eccomi in cucina, col cuore che ancora batte a mille e l'uccello bello barzotto. Dunque, vediamo di preparare qualcosa di leggero per Eva che intanto si è appisolata sul divano; per fortuna mi è sempre piaciuto spadellare e so arrangiarmi piuttosto discretamente anche con pochi ingredienti. Infatti bastano pochi pugni di riso, una noce di burro, un filo di panna e una confezione di frutti di bosco raccattati in frigo ed ecco uscire un risottino leggero ma sfizioso. UH! CI SONO LE FRAGOLE! Peccato solo manchi la panna montata, ma andranno bene lo stesso, ho trovato anche una bottiglia di vino, niente di che, il solito erbaluce: ma lo faremo andar bene, subito in freezer che dovrai essere bello fresco visto che l'ambiente si sta surriscaldando!
Intanto che l'acqua bolle e i frutti di bosco creano il loro bel sughino rimbocco le maniche alla camicia e mi sfilo la cravatta, che adagio sulla prima sedia che trovo.
Qualche minuto in cui apparecchio la tavola ed ecco che il risotto è quasi pronto, sfilo la bottiglia dal congelatore, la poso sul tavolo e torno da Eva per svegliarla.
Certo che è proprio bella, anche se ora appare un pochino stravolta, speriamo di riuscire a farla riprendere per il dopocena!
Mi chino su di lei e torno a baciarla dolcemente sulle labbra, gustandomi ancora il profumo del suo viso; lei schiude le labbra, passa la lingua sulle mie e mi accarezza la testa... Mi sta passando l'appetito e la voglia di proseguire incombe ma ho la forza di trattenermi e quindi mi allontano leggermente, in tempo per vederla schiudere gli occhi da cerbiatta. La fisso e dico solo: E' pronto.
Lei sorride, io le porgo la mano e delicatamente l'aiuto prima a sedersi sul divano e poi ad alzarsi e venire in cucina.
Il riso non era male a quanto pare, visto che l'ha finito addirittura prima di me! Era proprio affamata, ma ecco che vedo un'altra luce nei suoi occhi, sembra proprio che si sia ripresa! Mi ringrazia e ancora accenna a scusarsi per l'accaduto, ma torno a tranquillizzarla e... AH! Le fragole!
Le ha viste, le osserva e mi sorride, ha capito subito che sono un amante delle coccole e dei preliminari ed infatti dopo quattro chiacchere ci ritroviamo sul divano a giocherellare.
Dapprima la imbocco semplicemente, e lei si diverte a succhiare per un momento ogni fragola prima di addentarla dolcemente; poi i contatti aumentano, ed ecco che mi ritrovo a mordere le sue labbra che ora sono un mix irresistibile di profumi.
Finalmente mi lascio andare e passo ad accarezzarle il seno attraverso la camicetta, che inizio a sbottonare. Finalmente gliela sfilo, ha un reggiseno in pizzo semitrasparente, dal quale si intravedono i suoi capezzolini già turgidi; subito mi avvicino e le faccio sentire il calore della mia bocca e poi la mia lingua sulla superficie ruvida di pizzo.
Le mani ormai scorrono ovunque ed ecco che arriva ad accarezzarmi il pacco, ormai gonfio e vistoso.
Si ferma un attimo e mi fissa sorridendo, ora però sono troppo eccitato e non riesco a res****rle, la prendo da sotto le ginocchia e la sdraio sul divano, buttandomi tra le sue gambe dritto dritto sulla sua passerina ancora celata da un perizoma ormai fradicio di umori.
VIA IL SUPERFLUO!
Le sfilo la gonna ed il perizoma in un colpo solo e torno sulla SUA fragolina, completamente depilata e bagnatissima. Inizio a leccarla lentamente, facendo scorrere la lingua dal suo bel buchino fino a sfiorarle il clitoride, piano piano il contatto si fa sempre più deciso finchè non decido di concentrarmi solo più sulla sua fighetta ed inizio a penetrargliela furiosamente con la punta della lingua.
Lei ormai è su di giri, i suoi mugolii, spasmi e la sua schiena inarcata mi eccitano sempre di più, ed ecco le parole magiche: TI VOGLIO!
Adoro quando una donna me lo dice, e soprattutto adoro farla ancora trepidare.
Avvicina le sue mani al mio viso, per scostarmi ed invitarmi a liberare il mio uccello, ma la blocco e con un movimento deciso gliele immobilizzo sui cuscini del divano, continuando l'opera su quella figa ormai pronta ad esplodere.
I mugolii diventano sempre più forti, fino a trasformarsi quasi in urla rabbiose ed ecco che improvvisamente mi blocco, tiro un'ultima, lentissima leccata alle sue piccole labbra grondanti di miele, mi stacco e le sorrido.
E' venuto il momento per lei di sdebitarsi in maniera adeguata, ma questo è un altro racconto!

CONTINUA....
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Posted by rocciaivrea
2 years ago    Views: 1,441
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