Il Diario Della Nonna Seconda Parte

on facevo altro che pensarci, l’essermi spinto a compiere quei giochini sessuali con mia sorella, inizialmente mi aveva un po’ turbato, ma quando mi resi conto che i miei sensi erano stati coinvolti in maniera palese, capii che stava accadendo qualcosa di insolito che non riuscivo ad interpretare nel giusto modo. La situazione era anomala, amavo Serena come sorella ma allo stesso tempo la desideravo come donna. Erano passati due giorni da che avevamo avuto quell’esperienza e quando ci incrociavamo dentro casa, avevo la sensazione che facesse di tutto per evitarmi. Ne fui molto dispiaciuto e mi maledissi mille volte per averle fatto quella proposta indecente. Ero troppo legato a lei e ora rischiavo di perdere anche il suo amore fraterno. Dopo aver riflettuto, decisi di andarla a cercare, ma non la trovai da nessuna parte. Sembrava essersi volatilizzata, non era in cucina e neppure in soggiorno, cercai anche nella sua stanza e in bagno, con un unico risultato: niente. Non c’era. Poi ebbi un’illuminazione, poteva essere andata in soffitta e probabilmente stava leggendo il diario della nonna. Salii le scale di legno stando ben attento a non farle scricchiolare, preferivo che non mi sentisse arrivare, aprii la porticina con cautela e la vidi, come avevo immaginato era lì, intenta a leggere. Rimasi a guardarla a lungo e mi parve di percepire dei piccoli movimenti in una certa parte del suo corpo, le guardai il viso e vidi che aveva un’espressione tesa, gli occhi erano socchiusi e dalle labbra semiaperte pareva uscire un leggero sospiro. Non volevo farla spaventare, per cui tornai indietro e feci finta di arrivare in quel preciso istante, prima di varcare la porta chiamai: “Serena sei qui?” Mi affacciai solo dopo dieci secondi per darle il tempo di ricomporsi, la trovai voltata verso di me, aveva il diario in una mano, mentre l’altra era poggiata sul vestito tra le sue gambe. La porcella ci stava prendendo gusto a titillarsi la figa e il diario della nonna era perfetto per provocare certi stimoli. “Tesoro ma che fai qui tutta sola?” Un leggero rossore colorava le sue guance e non capii se si trattasse di imbarazzo o se fossero le conseguenze di quello che stava provando prima che interrompessi il suo ditalino. “Oh Gino quante cose non sapevo e quante ne sto imparando con questo diario. Sai sono stata proprio una stupida a pensare che ciò che fanno gli uomini con le donne fossero solo porcherie, nonna Giulia era così dolce e buona che non avrebbe mai pensato di fare delle

cose sporche, lei era innamorata e quando si è innamorati il sesso è sempre bello e pulito, l’ho capito solo adesso.” La guardai negli occhi e vidi la dolcezza e la tenerezza di una fanciulla in fiore che scopre quanto possa essere bello donare la sua purezza all’uomo che ama.” “Sono contento che l’abbia capito, per ogni ragazza prima o poi arriva sempre il momento di scoprire quanto sia straordinario lasciarsi andare alle delizie dell’amore.” “Si però, seguendo l’esempio della nonna, il sesso potrei farlo solo con un uomo di cui sono veramente innamorata.” La sua risposta mi deluse un pochino, avevo sperato che le scoperte che stava facendo potessero portarla a lasciarsi andare un pochino di più anche con me, ma quella frase mi toglieva ogni più piccola speranza. Distolse lo sguardo da me e tornò a rivolgere la sua attenzione al diario. “Hai bisogno che ti spieghi qualcosa che non capisci?” “Per ora no, dopo l’altro giorno, molte cose mi sono abbastanza chiare.” “Dimmi la verità, ti fa un certo effetto leggere quelle pagine? Voglio dire, ti senti un po’ eccitata? Senti il bisogno di toccarti la fighetta o no?” “Ohh non sai quanto, prima che venissi tu, stavo proprio accarezzandomi la passerina.” “Questo l’avevo capito, senti mi leggeresti di nuovo le parti che ti stavano eccitando così tanto.” Abbassò lo sguardo sul diario che stava poggiato sulle sue ginocchia e sfogliò le pagine all’indietro per tornare al punto in cui cominciava la descrizione della nonna. Quando trovò la pagina giusta, cominciò a leggere: “finalmente ero potuta scendere in cantina da Robert, mia madre aveva preteso a tutti i costi che pulissi la casa da cima a fondo e che preparassi la cena, in tutto quel tempo attesi trepidante il momento in cui avrei sceso le scale per andare da lui. Quando tutti furono andati a dormire, lo raggiunsi, avevo il cuore che mi martellava dentro il petto e il sangue che mi pulsava nelle tempie. Lui era lì, sorridente e dolce come lo zucchero, mi tese le braccia ed io gli andai incontro affinché potesse stringermi a se, sentivo un incredibile smania di baciarlo, avevo aspettato tanto ma ne era valsa la pena, nell’attesa il desiderio per il mio uomo si era fatto ancora più intenso, il cervello, la mia anima e il mio sesso avevano tanta voglia di lui e della sua carne.” Mia sorella smise di leggere, per un attimo, sollevò lo sguardo e vidi i suoi occhi infuocati fissare il mio volto. La vera Serena la scoprivo ora per la prima volta, si stava trasformando in un’altra persona e anche lei era consapevole che da quel momento, se solo lo avesse voluto, sarebbe potuta diventare una donna vera e passionale. Il suo corpo si stava svegliando dal torpore che l’aveva tenuta prigioniera in tutti quegli anni di giovinezza sprecata. Tornò a leggere e la sua voce tremante la disse lunga su quanto fosse coinvolta dall’emozione procuratale dalle parole del diario: “lo feci sdraiare per terra e cominciai a spogliarlo lentamente, anche se le mani tremanti tradivano la voglia di fare presto. Scoprii tutto il suo corpo, mi piaceva che fosse completamente nudo, godevo di più nel guardarlo in tutta la sua prorompente bellezza. Era sdraiato su di una coperta, il suo viso era dolce e virile allo stesso tempo, le sue spalle larghe e possenti, il torace robusto e moderatamente peloso, il ventre piatto, le gambe muscolose e slanciate e poi… adagiato sul suo ventre, c’era quel meraviglioso membro che cominciava a prendere vita, lo presi in mano e scoprii che ad ogni bacio, ad ogni carezza acquistava vigore. In pochi secondi si drizzò in tutto il suo splendore e acquistò consistenza, diventando sempre più duro e straordinariamente grosso. A quel punto non resistetti alla tentazione di mettermelo in bocca e succhiarlo fino a potermi dissetare col nettare della vita . Il membro era diventato così grande da somigliare quasi ad una colonna di marmo, nel frattempo tra le gambe sentivo che la vulva cominciava a bagnarsi, segno che desiderava essere penetrata, lo voleva tanto, lo voleva subito per soddisfare la voglia prepotente che bruciava tra le mie cosce.” Nel pronunciare quelle parole, Serena dava l’impressione di star tremando, si identificava così tanto nel personaggio narrante, che le pareva di sentire quasi le stesse emozioni della nonna. “Oh Gino è troppo bella questa storia d’amore e poi è così coinvolgente ed eccitante, quasi come se la vivessi io stessa.” La mia voce roca cercò di mascherare l’eccitazione di cui anch’io ero diventato preda e così la incitai ancora: “continua a leggere, vai avanti.” Riprese, ma non senza emozione e la sua mano quasi meccanicamente tornò là, tra le sue gambe a sfiorare la sua dolce rosa. “Una delle mie mani circondò il pene di Robert, mentre l’altra lo percorse per tutta la sua lunghezza con una dolce carezza, quindi con delicatezza cominciai a far scorrere la pelle che ricopriva la cappella scoprendola del tutto, però occorrevano entrambe le mani per fargli una sega e io mi aggrappai a quel meraviglioso virgulto come se fosse un albero della cuccagna, quindi con movimenti ritmati cominciai ad andare su e giù, come lui stesso mi aveva insegnato a fare. Quando fu completamente in erezione, glielo baciai e me lo infilai golosamente in bocca, sentire il sapore del suo cazzo mi eccitava moltissimo, soprattutto perché immaginavo che quando me lo avrebbe messo dentro la figa, avrei riprovato qualcosa di stupendo. Prima però volevo tenerlo in bocca, volevo farmi fottere in quel modo, gli volevo donare tutto di me: la figa, la bocca e… forse, se fossi stata in grado di riceverlo anche il culo. Per ora ero felice di succhiarglielo e pensando al momento in cui sarebbe venuto, pregustavo il sapore del suo sperma che avrei ingoiarlo tutto fino all’ultima goccia. La mia lingua roteava sul suo glande, contemporaneamente avevo avviato un movimento ritmico, lo infilavo e lo toglievo dalla bocca facendolo scorrere a meraviglia, sapevo quanto gli piacesse, sentivo i suoi sospiri che man mano salivavo di intensità e mentre succhiavo anche il mio ventre era scosso da fremiti di piacere che crescevano riempiendomi di passione e desiderio. Stavo ingoiando avidamente il suo pene e lui, in preda alla lussuria, veniva incontro ai miei movimenti agitando il bacino a sua volta, come se stesse scopando. La mia bocca era piena, più piena che all’inizio, il suo membro si era ingrossato ancora per l’eccitazione, la mia lingua all’interno non smetteva di roteare, sentivo il suo cazzo sussultare e forse era giunto il momento magico, tra poco avrei bevuto il suo sperma. Quando venne, fu meraviglioso, quella dolcissima parte del suo corpo, non smetteva un attimo di contrarsi e ad ogni spinta del bacino riempiva la mia bocca di quel suo nettare biancastro ed appiccicoso, ingoiavo e ingoiavo, sembrava non finire mai, il sapore era dolciastro e lo trovavo buonissimo, mentre ingoiavo, la mia bocca continuava ad andare su giù per spremerlo fino all’ultima goccia.” Serena smise di leggere e disse: “Accidenti che descrizione cruda e forte, chi lo avrebbe immaginato che la nonna fosse capace di fare quelle cose, soprattutto ad un’età in cui si è ancora tanto giovani, se dovessi fare un paragone con lei, io direi che a sedici anni pensavo ancora a giocare.” “Beh sai, per te è stato tutto diverso, hai avuto un’infanzia tormentata, ci sono morti i genitori che eravamo bambini, tu che eri la più piccola ne hai sofferto tanto, perciò sei rimasta bambina più a lungo, ma ai tempi nei quali si svolsero i fatti narrati dalla nonna, c’era la guerra e le ragazze, anche per sopravvivere, avevano imparato presto a diventare donne.” Dopo le mie parole Serena rimase in silenzio per molti minuti, sembrava che stesse pensando, poi poggiò il diario sul baule e disse: “per oggi ho letto abbastanza, continuerò domani oppure un altro giorno.” “Senti sorellina, tu che ne pensi di quella storia di nonna Giulia e del soldato, secondo te è vera o erano solo le fantasie di una ragazzina?” “Per me è tutto vero, le descrizioni sono così realistiche e le sensazioni così autentiche che io non avrei nessun dubbio in proposito.” “Hai ragione, la penso anch’io come te, deve essere vera per forza, la descrizione è troppo coinvolgente. Devo dirti la verità io mi sono eccitato proprio tanto.” “Se è per questo anche io, hai visto come mi sono accarezzata la passerina? Avevi ragione tu a sentire o a vedere certe cose si va fuori di testa in maniera incredibile.” “Senti pensavo all’altro giorno e alla prima volta che ti ho letto il diario, alla fine mi hai chiesto se anche le donne potessero essere masturbate con la bocca ricordi? Io ti risposi di si, poi ti proposi di fartelo provare ma per un motivo o per l’altro non se ne fece niente, se per te va bene potremmo provare adesso che ne dici?” “Ma non lo so Gino, io di te mi fiderei, in fondo sei mio fratello e anche se tra fratelli queste cose non si dovrebbero fare, alla fine nessuno verrebbe a saperlo.” “Appunto” risposi io. Da come aveva parlato, sperai che ci sarebbe stato ancora qualcosa di piacevole tra noi, Serena ormai mi era entrata nel sangue, più la guardavo e più me la immaginavo nuda e bellissima tra le mie braccia. “Vuoi che mi spogli? Dovevo farlo già l’altro giorno ma poi non ce n’è stato più bisogno.” “Oggi però se lo facciamo, dovrai essere completamente nuda.” “Oh Gino, non è che non lo voglia fare, è che anche davanti a te, un po’mi vergogno.” “Non c’è niente di cui doversi vergognare, anzi per incoraggiarti ti faccio una proposta, prima di te mi spoglio io va bene?” Esitò un pochino, poi fece un sorriso e disse: “Okay mi hai convinta, facciamo come hai detto tu.” Senza esitare un attimo, mi strappai quasi i vestiti di dosso, ero ancora un po’ arrapato per tutta la situazione e per quello che aveva appena letto mia sorella, così, quando mi vide nudo e con l’uccello in tiro disse: “ehi oggi ce l’hai più grande rispetto all’altro giorno, cosa ti è successo?” “Niente di particolare mi sono eccitato e il pene è diventato più grosso, adesso però tocca a te spogliarti.” Non era del tutto convinta, ma non poté tirarsi indietro, così poco per volta, si levò prima i vestiti e per ultima la biancheria intima. Il mio cuore batteva a mille, me l’ero sempre immaginata nuda nelle mie fantasie, ma appena la vidi là davanti a me, senza niente addosso, rimasi a fissarla incredulo, me la mangiavo letteralmente con gli occhi e non riuscivo a dirle una sola parola. “Beh? Che hai mi trovi così brutta che non parli nemmeno?” “Al contrario amore mio, ti trovo troppo bella per me, io non merito di guardarti, sei stupenda, non avevo mai visto una ragazza graziosa come te.” Fu talmente felice di sapere che la trovavo bella, che mi venne vicino e mi abbracciò, appena si strinse a me, il mio cazzo diede segnali inequivocabili, si tese all’inverosimile e divenne grosso come quando ero eccitato al massimo. Lei se ne accorse e rise, mi diede un bacio sulla guancia e si chinò a dare un bacino anche alla cappella che nel frattempo era paonazza di desiderio. “Sai non ci credevo che mi trovassi carina ma sentendo il tuo coso che si è subito irrigidito, mi sono convinta di piacerti davvero.” Andai verso un vecchio armadio dove c’erano alcune coperte e delle trapunte, ne presi un po’ e con esse creai un letto di fortuna, stendendone tre sul pavimento, quando ebbi finito trovai il giaciglio sufficientemente morbido e comodo. “Perché hai preparato un letto non è che mi vuoi scopare?” “Dove hai imparato quella parola, non mi piace che ti esprima in questo modo tu sei una brava ragazza, però stai pure tranquilla, non voglio fare l’amore, sto solo insegnandoti delle cose che mi hai chiesto tu stessa non ricordi? Voglio mostrarti come si masturba una donna usando sia le mani che la bocca.” “Scusami fratellino hai ragione, quella parola non piace neanche a me, però l’ho letta nel diario della nonna.” “Dai Serena non importa, anzi scusami tu, hai ragione, sei così pura ed educata, che non l’avresti mai usata se non l’avessi letta o sentita da qualche parte, vieni qui abbracciami.” Corse subito da me e mi gettò le braccia al collo, sentivo le sue tettine appuntite strusciarsi sul mio petto e pensai: “sono un verme ho rimproverato mia sorella in maniera ipocrita, in realtà aveva tutte le ragioni per pronunciare quella frase, perché in cuor mio so di volermela scopare davvero.” Era rannicchiata addosso a me e mi circondava il collo con le sue braccia, mi dava dei bacini piccoli piccoli sulle guance e disse: “non sei più arrabbiato vero?” “Certo che no sciocchina, non sono mai stato arrabbiato.” “Che bello, non voglio che bisticciamo tra di noi. Allora me le insegni quelle cose?” Era straordinaria mia sorella una cosa scabrosa e proibita come quella che stavamo per fare, per lei diventava una specie di gioco innocente.” “Si vediamo, adesso stenditi per bene in posizione supina e apri le gambe, dovrai stare in quella posizione, perché io dovrò sistemarmi tra le tue cosce, sarà la mia lingua a masturbarti, ti leccherà la farfallina, entrerà dentro il solco che divide le grandi labbra, succhierà le piccole labbra e leccherà il clitoride. Forse mentre faccio queste cose, infilerò anche un dito dentro di te, ma lo farò superficialmente e con attenzione perché tu sei vergine e non voglio rompere l’imene.” Ascoltava tutto con molta attenzione quasi come se stesse assistendo ad una lezione di biologia. “Ora però prima di iniziare, voglio guardarti un po’ e toccare il tuo corpo, sei stupenda, lo vedi come è teso il mio cazzo? Significa che ti desidera tanto.” Aveva aperto le cosce come le avevo raccomandato e per guardarla meglio le avevo fatto sollevare le ginocchia piegando le gambe ad angolo retto. Così avevo la visione completa di quella topina incredibile. Nella sua innocenza non capiva che se solo avessi voluto avrei potuto chiavarmela senza darle il tempo di ribellarsi. Erano pensieri lascivi che per fortuna, riuscii a scacciare, avevo altro a cui pensare, c’era tutto il suo corpo a mia disposizione, potevo baciarlo, leccarlo, toccarlo quanto volevo, al resto avrei pensato in seguito, di sicuro se avessi fatto un buon lavoro di preparazione, sarebbe caduta ai miei piedi come una pera matura. Da quello che vedevo, tra le sue gambe c’era un piccolo paradiso da esplorare, a cominciare dal monte di venere bello e rigonfio, per continuare col folto tappeto di pelo nero e liscio che incorniciava la sua farfallina, fino alle grandi labbra molto sviluppate e carnose che erano una vera delizia. Senza indugiare, usando molta delicatezza, le aprii la figa con due dita e riuscii ad intravedere un bellissimo e sviluppato clitoride che si fondeva armoniosamente con le piccole labbra rosacee e delicatissime come fossero i petali di un fiore. Scesi ancora più giù con lo sguardo e individuai l’orifizio della vagina, lo sfiorai con l’indice e mi accorsi che era molto stretto, la sua fighetta era proprio bellina, non resistetti alla tentazione di posare le labbra sopra la fessura e di baciarla. Lei rise divertita ed esclamò: “ma che stai facendo.” “Ti guardo e ti bacio amore, sei bellissima sono rimasto senza parole e non posso smettere di guardarti.” “Ma se non sbaglio mi devi insegnare come si lecca una donna no? Su dai, non perdere tempo.” “Certo amore, ancora un po’ e cominciamo.” Mi sistemai accanto a lei e presi ad accarezzarla un po’ dappertutto, le diedi un bacio sulle labbra che lei parve voler scansare, poi scesi con la bocca sul suo collo e cominciai col leccarla su e giù usando la lingua di piatto, “ohhhh mi fai il solletico,” disse ridendo, dopodiché cominciai a succhiarglielo, le facevo dei succhiotti un po’ dappertutto e per la prima volta parve apprezzarli, “Uhmmm questo si che mi piace, mi fai venire i brividi continua,” proseguii per un po’ e da come si contorceva e mi porgeva il collo da succhiare, capii che cominciava a provarci gusto, quindi scesi più giù, mi avventai sulle tettine e cominciai a leccarle i capezzoli. Con la punta della lingua percorrevo l’areola tutto intorno e dopo un po’ presi a succhiarli come fa un bimbo quando si attacca al seno della mamma, li succhiavo e li mordicchiavo tenendoli un poco tra i denti e riprendendo a succhiare subito dopo. Aveva gli occhi sbarrati, sospirava e non so come, all’improvviso cominciò a roteare i fianchi, evidentemente stava provando delle sensazioni forti, che producevano un certo effetto sulla sua figa, la stavo facendo eccitare così tanto che dopo un po’ mi disse: “Ohi Gino, quello che stai facendo è molto bello, non avevo mai provato niente di più dolce e poi quando mi succhi il seno, provo un certo languore nella farfallina, adesso capisco ciò che pensava la nonna, il sesso è davvero una cosa bellissima. I sui capezzoli erano deliziosi, mentre la mia bocca continuava il suo lavoro, le infilai la mano in mezzo alle cosce e sentii che era tutta bagnata. Senza indugiare le accarezzai la figa delicatamente e feci scorrere un dito dentro la fessura partendo dal basso verso l’alto, andavo piano e con molta dolcezza era talmente piena di umori, che l’indice scorreva a meraviglia. Ero posseduto dalla passione e come sotto ipnosi, continuavo a farle il ditalino ed a succhiarle il collo e le tette, le aveva così graziose e minuscole che ognuna poteva stare quasi per intero dentro la mia bocca. Nel frattempo sentivo di avere il cazzo così duro da non poter più res****re, la voglia di fottere era tanta e il non poterlo fare mi procurava un forte dolore ai coglioni. In condizioni normali e con un’altra donna, già da tempo glielo avrei sbattuto dentro la figa, per attenuare la mia eccitazione, le misi il cazzo in mano e dissi: “fai come ti ho insegnato l’altro giorno, devo svuotare i coglioni, non ce la faccio più”. Cominciò a farmi una sega mentre io continuavo ad occuparmi di lei, i risultati delle mie attenzioni, non tardarono a farsi sentire, Serena ansimava e sembrava provare sensazioni stupende, la sua bocca produceva dei suoni indistinti e ogni volta che muovevo il dito nella figa, gemeva di piacere. Anche lei però stava facendo un buon lavoro e mi masturbava benissimo, la lezione che le avevo dato l’aveva imparata davvero. Comunque era talmente presa dalle mie stimolazioni, che presto con mio grande disappunto mollò il cazzo per dedicarsi solo al suo piacere, era in preda alla libidine, muoveva i fianchi ritmicamente e di continuo, come se rincorresse un forte desiderio da appagare a tutti i costi, parlava in maniera confusa e solo a tratti capivo qualche parola: “Ohhh mamma mia, che dolce, ohhh sii uhmmm sii continua.” La piccola stava godendo come una matta, per la prima volta in vita sua faceva sesso, e la cosa sembrava piacerle molto, ero sicuro che quella sera stessa o alcuni giorni dopo me la sarei scopata.” Le tolsi momentaneamente la mano dalla figa ma lei si ribellò: “no cosa fai, continua come prima, è tanto bello fratellino dai, continua quello che stavi facendo.” “Amore, adesso cambiamo un po’ la posizione, poi vedrai che dopo, quando ritornerò ad occuparmi della tua fighetta ti farò godere da impazzire.” Mi lasciò fare, si fidava di me ed io non chiedevo altro se non di poter godere con calma della vista di quel corpo stupendo. La rigirai con delicatezza e la posizionai a pancia in giù in modo tale da mettere in evidenza il suo stupendo sedere, le misi due cuscini sotto la pancia per farle assumere una posizione che glielo tenesse un po’ sollevato, in modo tale che aprendole le natiche, potessi osservare allo stesso tempo il buchino del culo e ancora più sotto, le labbra socchiuse della sua splendida sorca. Cominciai a baciarla su tutto il corpo, la sentivo mia, sentivo di possederla, ero diventato il suo padrone. La mia bocca come impazzita percorse le curve delle spalle, poi andò più giù su tutta la schiena, quindi passò a mordicchiare ed a baciare i suoi glutei, era una favola quel sedere a mandolino, era così bello che non ne avevo mai abbastanza di baciarlo, afferravo la sua carne morbida e cedevole, la stringevo tra le mani e la rilasciavo, quindi tornavo a baciarla ed a morderla e dai palesi sospiri che uscivano dalla sua bocca, sembrava gradire quelle mie attenzioni, strillava ogni volta che la mordevo, ma erano strilli di piacere, perché toccandole la figa la sentivo fradicia di umori. Mi faceva impazzire, aprirle e chiuderle le natiche, all’improvviso ci infilai la lingua, percorsi tutto lo spacco e indugiai attorno l’ano con delicatezza. Gemeva forte ogni volta che la lingua cercava di forzarle l’ano e si aggrappava alla coperta con le mani stringendola coi pugni, era il suo modo per farmi capire che la stavo facendo morire, mi pregava di continuare e di non fermarmi mai. “Ahhhhh Gino come mi piace ciò che stai facendo, ohhhh si, ma chi te le ha insegnate queste cose, meno male che ho letto il diario della nonna, altrimenti non avrei mai saputo che cos’è il piacere.” Mi fermai un attimo, solo il tempo per dirle: “Adesso girati e mettiti come eri prima, tieni aperte le cosce, perché ti faccio una bella ripassata nella figa.” Ormai era talmente eccitata che non se lo fece ripetere due volte si sdraiò supina e aprendo le gambe mi offrì ancora una volta la splendida vista della sua gnocca fresca e carnosa. Aprii le grandi labbra e cominciai a leccare lungo lo spacco salendo dal buco del culo fino al clitoride, in quel punto mi fermavo più a lungo, per sollecitarla sulle zone più sensibili. Sentendosi frugata nelle zone erogene, per un attimo si irrigidì un pochino ma subito dopo, riprese a muovere i fianchi, gemendo piano. La leccavo con regolarità e ogni tanto le infilavo un dito nella vagina compiendo un gradevole movimento di vai e vieni che le piaceva da morire, la sentivo sussultare e mostrava di gradire il tutto accompagnando le penetrazioni con altrettante spinte in avanti. Per paura che potessi smettere, mi teneva la testa premuta sulla figa, ma io non avevo nessuna intenzione di fermarmi fintanto che non avesse avuto l’orgasmo. Andavo avanti così con un ritmo costante e anche il pollice entrava e usciva senza fermarsi. Aveva preso a muovere i fianchi sempre più velocemente, segno che stava per venire, a quel punto le chiesi: “Ti piace amore?” “Da morire” rispose con voce strozzata dalla libidine, era così tesa e determinata a raggiungere il suo primo orgasmo, che continuò ad agitare i fianchi in modo frenetico, io non ce la facevo più, avevo il cazzo così in tiro che mi stava letteralmente scoppiando. Allora mi venne un’idea folle, non sapevo come l’avrebbe presa, ma volli rischiare ugualmente. Mi rialzai tenendo il cazzo in mano, volevo metterlo dentro il suo spacco al posto della lingua, così avrei provato un po’ di piacere anch’io. Mi vide e lasciò fare, anzi fu lei stessa a dirigere la cappella verso le grandi labbra, “te lo infilo un po’, ma stai tranquilla, non voglio scoparti, anziché con la lingua continuo ad accarezzarti col cazzo.” Fece un cenno affermativo col capo e aprì le cosce per accogliermi. Notai subito che il contatto con la cappella le piaceva da morire, durante la stimolazione accelerava ancora di più i movimenti di vai e vieni, continuando a dimenarsi e a muovere i fianchi senza smettere un attimo di incitarmi: “dai continua così che mi piace, è troppo bello, mi piace sentire il cazzo, voglio che mi faccia godere col cazzo, muovilo, muovilo daiiii daiii siiii ahhhhhh che bello ohhhh mio dio che bellooooooo.” Fece l’ultimo sospiro e lanciò un lungo urlo strozzato, poi le sue natiche smisero di muoversi e si accasciò rabbrividendo sulla coperta. Il suo ventre era percorso da spasmi continui che non accennavano a calmarsi, stava venendo di brutto. La guardavo godere e col cazzo stretto nel palmo della mano cominciai a segarmi, non ne potevo più dovevo venire al più presto anch’io, mi bastarono trenta secondi e sborrai sui suoi capezzoli ancora irti dal piacere.
100% (9/0)
 
Categories: MatureTaboo
Posted by loris86set
2 years ago    Views: 549
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2 years ago
molto bello il raconto , voglio la continuazione