Provoco mamma e........


GIOVEDI
ORE 9,30
Il citofono suona. Imperterrito gracchia ostinato. Cazzo! I miei genitori sono arrivati. Con almeno un ora di anticipo. Praticamente sono dietro la porta di casa mia.
Ed io sto scopando con Lisa!
I miei, preso atto della mia imminente laurea, e nella considerazione che è un paio di mesi che manco da casa hanno deciso di venirmi a trovare per un lungo week end.
Un boxer veloce e sono gia ad abbracciare papà, mentre Lisa, l’assistente che cura la mia tesi, una gran fica di quasi quarant’anni, in tutta velocità tenta di rendere presentabile la sua figura!
È ormai due mesi che stiamo assieme. Ho sempre ritenuto che una donna esperta possa dare ad un ragazzo quelle gioie che una ragazzina non potrebbe dare. E poi non c’è bisogno di parlare di matrimonio e di una stabile unione. Praticamente sano erotismo, in parole povere: sesso, sesso e solo sesso. E che sesso, l’esperienza qualcosa insegna!
Ed io a ventiquattro anni ho solo voglia di godere!
I capelli arruffati e con lo sguardo un po’ incazzato, ancheggiando, Lisa lascia casa mia accompagnato da papà che sembra soggiogato dal suo sculettare. Mamma invece è un po’ infastidita da quella presenza.
“chi è quella donna… forse vi abbiamo disturbato…ma potrebbe essere tua madre… Che ci fai…”
Mamma mi abbraccia. Mi stringe forte.
“No, Lisa è la mia tutor, sai per la tesi...”
“capisco… e unisci l’utile al… dilettevole…”
“be sai… stiamo assieme ogni tanto…”
“nulla da dire è una bella donna… ma non puoi trovartene una un po’ più giovane?”
Mamma ha perfettamente capito che scopo Lisa. Mentre mi stringe forte. Anch’io la stringo a me, inizialmente senza alcuna particolare attenzione, ma sentire il suo seno morbido schiacciato contro il mio petto nudo, stimola un qualcosa in mezzo alle gambe che mi induce a sciogliere repentinamente l’abbraccio e a scansarmi quanto prima possibile da lei.
Ho dovuto interrompere la mia scopata è sono ancora piuttosto eccitato!
Lisa è così arrapante, ed esigente che, solo dopo la prima scopata, riesce a scaldarsi in modo da soddisfare ogni mio più esuberante, e morboso, desiderio. Mi è rimasta, quindi, in corpo una voglia di fica da impazzire ed è sufficiente perfino l’abbraccio di mia madre per sollecitare il mio attributo.
Mamma mi guarda e sorride. Credo abbia capito, o meglio percepito, che sono rimasto, come dire, imbozzato!
Nel distaccarmi da lei ho l’opportunità di ammirare il suo profilo. Ha appena compiuto cinquantadue anni e li porta veramente bene. La sua figura rivela un seno pieno che si gonfia ritmico al suo respiro. Adv
Nel darmi le spalle mostra il disegno di un accattivante fondoschiena. Nell’appoggiarsi al bracciolo del divano rivela cosce sode che si scoprono maliziose dal frivolo taglio della gonna mentre accavalla le gambe. Belle gambe, non c’è che dire, fasciate da delicatissime calze di seta.
Sarò arrapato, ma come donna mia madre non è affatto male. Le guardo con interesse le gambe percorrendole lentamente dalle eleganti scarpe con un tacco alto, seguendo le affusolate caviglie sino a risalire ben oltre il ginocchio. Accavalla ancora le gambe, la gonna si solleva ancor di più e mi gusto la visione di un bel pezzo di coscia. I nostri occhi si incrociano. Cazzo si accorge che la sto guardando! Sarò stato sfacciato. Tento di riprendermi in qualche maniera “complimenti mamma hai delle bellissime calze, ti stanno veramente bene” Lei farfuglia compiaciuta un grazie, mentre una mano copre lo spacco della gonna inibendomi ogni intrigante visione.
Si alza, scrutando la mia intera figura, e raggiungendo papà in camera già indaffarato a posare le valigie “tu vai a farti una doccia e… mi raccomando falla bella fredda”
Dio che figura si è accorta del mio stato!!!

Una doccia veloce e sono già all’università, per una delle ultime revisioni. La loro giornata sarà dedicata alla sistemazione in casa. In giro c’è parecchio disordine. Vivere solo ha i suoi svantaggi (o vantaggi dipende dai punti di vista).
Ho riservato loro la mia camera io mi sistemerò nel divano letto del soggiorno.
In facoltà incrocio più volte Lisa. È risentita. Avrebbe voluto passare il fine settimana da me!
Vederla risveglia la mia eccitazione ma la giornata non mi offre alcuna possibilità di scaricare la sborra che anche lei ha contribuito a formare!

ORE 19,30
Rientro per la cena.
Mamma è in cucina. Un originale scamiciato abbellisce le sue spalle con una serie di intrecci che sostengono un procace seno lasciato libero da costrizioni. Il vestito stretto in vita esalta magnifiche chiappe. L’intrigante righino delle calze, frivolo ed accattivante, risale sino a sparire oltre il bordo della gonna.
Mamma è veramente un gran bel tocco di fica!
Una succulenta cena. Dio come è brava in cucina.
Dopo cena chiacchieriamo.
Mi chiede della mia tesi, delle mie intenzioni dopo la laurea e di… Lisa. Non riesco a seguirla nelle sue riflessioni, sono rapito dalle sue bellissime gambe, ma è il seno che mi lascia inebetito.
Mamma è seduta davanti a me, percepisco lo stridio della seta delle delicatissime calze ad ogni movimento delle sue gambe. Uno strusciare che mi sta facendo impazzire. Mi ritrovo a spiare ogni suo impercettibile movimento. Mi esalto quando riesco ad intravedere la piccola porzione di un intimo indumento giocare a nascondino tra le pieghe del corto vestitino e …goderne!
“e quindi Lisa ti da ….. praticamente delle lezioni private…..”
“stiamo facendo delle full immersion il relatore della tesi è piuttosto esigente…”
“Ed è brava anche a letto?”
Una domanda che mi spiazza, ma d’impeto rispondo
“Ad oggi non si è mai lamentata”
Uno sguardo malizioso accompagna la sua allusione piuttosto piccante. Sorride.
Circa un’ora a parlare di me, delle mie aspettative, del mio futuro mentre seguo sempre più distratto il suono delle sue parole dalle sue carnose labbra. Non so perché ma ho il cazzo che comincia a spingere perfido tra le gambe. Si alza dandomi le spalle. Il suo provocante fondoschiena, così bello, mi spinge ad accostarmi a lei. L’abbraccio forte.
Le mie mani sulla sua schiena libera, mi danno una sensazione piacevolissima. Una pelle liscia e morbida. Non era nelle mie intenzione ma, prima dolcemente, poi provocatoriamente, accentuo il contatto. La stringo a me, con il perverso intento di farle percepire, nel solco di eccitanti chiappe la mia morbosa eccitazione. Percepisco netto un suo intenso brivido percorrerle tutto il suo corpo. Quasi devo sostenerla da un attimo di mancamento.
Non una parola, né una minima reazione che fermi la mia provocazione. Il suo bel culo a diretto contatto con il mio muscolo in forte tensione. Mi pare netta la sensazione del suo contrarre i muscoli dei glutei accostandosi sempre più a me. Sembra gradire il perverso contatto. Dovessi giurare confermerei la netta la sensazione che a mamma piace sentire pulsare la mia eccitazione, sentirla crescere. Sembra vivere una sensazione pari alla mia. Interpreto i suoi sospiri leggeri come un invito a proseguire nel mio ambiguo ….attacco!
Ancora una contrazione del suo sensualissimo culo, sempre più contro il mio uccello, sembra confermare una sua piena accondiscendenza. Una sensazione inebriante mentre senza più alcun controllo le mie mani spingono lentamente il suo corpo contro il mio. È un attimo, rilassa i suoi muscoli, ed io, crudele, approfitto per sistemarmi meglio tra le sue natiche e spingere con insana provocazione. “OH! Mamma reagisce. Non può non aver percepito la mia verga vibrare al perfido contatto!
“Beato papà!” esclamo. “Cosa?” “Papà è veramente fortunato ad avere una moglie così bella, sicuramente sa apprezzare il tuo fisico” sono piuttosto ambiguo nella mia riflessione.
“amore ormai ho superato abbondantemente il mezzo secolo. Come mi vesto a papà interessa poco” una pausa, un sospiro, mi pare, profondo
“diciamo che tuo padre è un uomo” un intervallo un po’ più lungo “che ha raggiunto la pace dei sensi!”.
Le mie mani, intanto, risalgono, lentissime, sfiorando il sul seno. La stringo forte a me e percepisco al tatto il volume di capezzoli piuttosto gonfi. Respiro forte sul suo collo e mi è netta la sensazione del piacere che si sta impadronendo del suo corpo. Sembra vittima dalla mia provocazione.
Nel voltarsi e guardandomi languida, struscia il suo bacino al mio. Vuole forse percepire meglio la mia eccitazione? che ormai ha raggiunto un limite di non ritorno... ma invece è repentino il suo staccarsi da me.
“tu va da tuo padre e lasciami finire!”.
Mi ci vogliono diversi minuti per tornare padrone dei mie pensieri ma immediata è la mia riflessione: quel sospiro, quella pausa, la sua risposta, e in particolare il suo fare mi impongono una domanda. Che fra loro le cose non vadano tanto bene? Forse ho toccato un argomento scottante? Certo fossi mio padre saprei sollazzarmi con una femmina simile. Mamma è una donna che manifesta ancora una forte carica seduttiva. Quel genere di donna che mi fanno impazzire. Sarà sicuramente una femmina esperta a letto. Non c’è dubbio è decisamente scopabile e, a mio avviso, in questo momento è in crisi di astinenza.
ED IO LA SCOPEREI!
Ma che cazzo dico! È mia madre. Il mio pensiero è sicuramente governato dall’eccitazione che mi è rimasta in corpo da stamattina…… però peccato che sia mia madre.
Qualche minuto e la vedo accucciarsi al corpo di papà con le lunghissime gambe raccolte sul divano. Mamma è proprio una gran bella gnocca!
Incrocio per un attimo uno sguardo malizioso che segue il mio ammirare il suo sensualissimo corpo.
La stanchezza del viaggio, nell’imporre il loro ritirarsi in camera, mi priva di piacevoli visioni.
Il buio della notte amplifica voci soffocate che sento provenire dalla loro camera. Ascolto. Stanno discutendo. È mamma che parla. Sembra nervosa. Papà la interrompe ogni tanto. Il tono della discussione mi pare tocchi argomenti intimi. Dalle riflessioni di papà percepisco delle giustificazioni. E la discussione cessa.
Una domanda comincia ad assillarmi: mio padre scopa ancora mia madre?

VENERDI’ MATTINA
ORE 8,15
Lo scroscio dell’acqua della doccia mi risveglia. Una erezione bestiale accompagna il mio alzarmi. Ci fosse stata Lisa non ci sarebbero stati problemi. Ma Lisa non c’è! È ho una voglia selvaggia di scopare. In cucina, preparo il caffè, mi raggiunge mamma. Era lei sotto la doccia. Papà è in bagno. Mamma ha gli occhi gonfi. Forse non ha dormito. Seduti al tavolo sorseggiamo assieme il caffè, la osservo, indossa il mio kimono. Percepisco un odore dolce di donna. È l’odore del suo corpo. L’odore di un corpo caldo. Seguo con gli occhi la curva del seno che traspare dal mio accappatoio. “Hai dormito bene?” alla sua domanda non segue una mia risposta. Ho altro a cui pensare. Un pensiero che comincia a farsi ripetuto: Mia madre è una donna ancora vogliosa e mio padre, sembrerebbe, non riesca a soddisfarla!
Si alza offrendomi in visione il bellissimo fondoschiena. Si china per cercare qualcosa nel frigo. Ha proprio un gran bel culo. Spero esca dalla stanza per permettermi di alzarmi senza farle notare la possente erezione che spinge, sfacciata, dal pantaloncino.
Approfitto di una sua distrazione e, con un ultima occhiata al suo bellissimo culo, sono già pronto per la mia doccia con un cazzo in stratosferica tensione. Sono eccitato e mia madre ne è responsabile. Dio come è bella, il suo corpo mi eccita.
Ancora una domanda: Ma le manca veramente un bel cazzo?
Redarguisco i miei pensieri. Non è possibile! Che diavolo mi succede? Per ventiquattro anni l’ho guardata senza nemmeno accorgermi che fosse una femmina e, adesso, è diventata l’oggetto delle mie più morbose fantasie. Devo smetterla!
Con questi pensieri me la trovo davanti. “scusa un attimino, ti lascio l’accappatoio” “mamma sono nudo!” “e che sarà mai non è mica la prima volta che ti vedo così” le do le spalle per privarla della visione del mio intimo, mentre si china davanti a me per raccattare le sue cose. Dio che gran culo!
Non so perché lo faccio ma, istintivamente mi volto. Sono praticamente nudo davanti a mia madre. In piedi le lascio ammirare ciò che, mi sto ormai convincendo, le manca chissà da quanto tempo. Voglio che lei mi guardi, che veda che tipo di uomo si è fatto suo figlio e mi faccia capire se le piace quel che sta vedendo.
Figlio di una eccitazione bestiale il cazzo svetta duro davanti a lei.
Non sbaglio: I suoi occhi vanno direttamente al mio uccello, e lì si fermano per pochi secondi. Secondi che sembrano interminabili! Mia madre sta guardando quel cazzo che pulsa nervoso davanti a lei. Il cazzo cresce inesorabile. È gonfio e pieno di voglia.
“Ehi!!!” la sua espressione è colma di un profondo sospiro. Le mani al viso contengono una espressione mista a meraviglia e spavento e, contemporaneamente, mascherano un immediato rossore che colora le sue guance. Sfiorandomi in assoluto silenzio esce.
Una doccia veloce, e scoprire che la fortissima eccitazione che si è impadronita del mio corpo non accenna ad abbandonarmi. Le mani a diretto contatto con il mio muscolo imperioso, pulsante… e poi gli occhi chiusi … abbandonarmi ad uno sconfinato piacere… sempre viva è l’immagine del suo provocante corpo!
Dedico una sontuosa pugnetta a mia madre! Tiro in maniera bestiale su di un cazzo che ha voglia di una caldissima fica. La sua! Pochi colpi e vengo.

So che è osceno ma, ormai, non riesco a vedere in mia madre che una femmina in calore, a cui mettere il mio possente cazzo in mano.
Tutto il giorno all’università a rivivere la mia provocazione. Con la fantasia viaggio oltre. Mi convinco che se non fosse mia madre non avrebbe esitato ad allungare le mani verso la mia mazza, accarezzarla, prenderla in bocca, smanettarla, e succhiarla con inaudita passione.
Riesco a calmarmi un po’ solo dopo averle dedicato un’altra gran bella sega!

Ore 19,00
Torno a casa che è sera.
Rivederla s**tena la mia immaginazione. Mamma non indossa nulla di particolare, ma più la guardo e più la trovo attraente e desiderabile. Una anonima magliettina, una semplice gonnellina e nient’altro se non le sue velatissime calze che le fasciano le gambe. So bene che è tutto destinato a restare una fantasia. Non posso mica chiederle se desidera scopare con suo figlio!
Dopo cena, papà davanti la tv, io la aiuto a mettere in ordine.
La sua vicinanza mi stuzzica e mi esalta. Mi sento capace di fare cose impensabili. Scherzo con lei sul fatto che papà sta comodo in poltrona a guardare la tivù e mamma, in risposta, emette un ennesimo lungo sospiro.
L’abbraccio “mamma!” sussurro facendo ruotare su sé stessa finché non mi è davanti. “Cosa c’è?” è il suo interrogativo. “Niente, è che sei veramente bellissima e sono felice di averti qui con me.” La stringo con la morbosa intenzione di farle sentire ancora una volta la mia già cresciuta erezione. “tesoro anch’io ne sono felice” mentre appoggia il capo sul mio petto. Il profumo del suo corpo mi avvolge. Con la mano le accarezzo il viso. Chino appena il capo poggiando le labbra sul suo collo La mia bocca sfiora la sua pelle. “Che fai?”. Non rispondo e comincio a premere con le labbra. Muovo la bocca in piccoli cerchi concentrici, poi con una serie di piccoli bacetti comincio a risalire lentamente il collo, lasciando volutamente una piccola scia umida. Mamma sussulta, si agita, come se volesse sciogliersi dall’abbraccio. Ma dura pochi secondi, la sento abbandonarsi. Continuo nella mia provocazione. È netta la sensazione del suo partecipare. Percepisco sottili ed impercettibili sospiri. Le mie mani scivolano sui suoi fianchi. I miei baci si fanno sempre più ardenti. Socchiudo le labbra e sfioro con la punta della lingua una pelle vellutata. Sento il suo pube accostarsi timido contro il mio….un attimo veramente interminabile scandito da un intensissimo respiro “Dai smettila, mi fai il solletico.” Alla faccia del solletico, penso. “E che? non posso baciare la mia bella mammina?” “Sì, ma adesso basta con i baci. Devo finire, e c’è tuo padre di la.”
Si scioglie definitivamente dall’abbraccio scappando in soggiorno
Perplesso, non ho capito bene il senso dell’ultima frase. In fondo la nostra posizione non mi sembrava compromettente. O forse, per mia madre, sì?

SABATO MATTINA
ORE 9,30
A colazione ci ritroviamo tutti insieme nello stesso momento. Spio le espressioni dei miei genitori. Stanotte prima di prendere sonno (e ce n’è voluto dopo quel che è accaduto in cucina) ho sentito rumori provenire dalla camera dei miei, poi mia madre alzarsi e andare in bagno. Era nervosa. Sono ormai certo mia madre, sconvolta ed eccitata dai miei baci abbia cercato di farsi scopare da mio padre. C’è riuscita? Papà sembra serafico e tranquillo. Mia madre invece un po’ nervosa. Sarà andata ancora in bianco?
Anche oggi starò fuori tutto il giorno, ma lancio l’idea di portarli un po’ fuori la sera. La proposta, è subito accolta, Stasera una gustosissima pizza e poi un bel film al cinema.
Lisa è sempre più incazzata ed io sempre più eccitato. Le mie profferte di sesso non sortiscono effetti. E la revisione è stata una porcheria.

ORE 21
All’orario stabilito mi faccio trovare sotto casa. Aspetto mio padre al portone “Tua madre non è ancora pronta. Non capisco perché si metta in ghingheri solo per uscire con la sua famiglia. Non vuole arrendersi all’evidenza dell’età!” “Dai papà mamma è ancora una bellissima donna, poi dovrebbe farti piacere che si prepari per te… quale preludio di una particolare notte”. Gratifico papà di un cenno di maschia complicità “lascia stare con gli anni se non è zuppa è pan bagnato” risposta secca che mi conferma che lui non la scopa da chissà quanto tempo!
Mamma è invece uno schianto. Ha indossato un tubino nero con una moderata scollatura dalla quale è chiaro il disegno di mammelle strette da un accattivante reggiseno che accentua un solco che profondo muore dove i miei occhi non arrivano. La stretta gonna a portafoglio ha un intrigante spacco che le da una forte carica seduttiva. Le bellissime gambe fasciate in velatissime calze nere. Un décolleté con il tacco alto le danno un andatura plastica e nello stesso tempo conturbante. La stretta gonna evidenzia il bordo di un accattivante coulottes.
In macchina c’è anche Lisa. Ho esteso l’invito anche a lei. La mia strategia vuole che mio padre sia distratto dalla sua presenza lasciandomi, così, l’opportunità di godere del corpo di mia madre.
Mamma prende posto accanto a me. Papà dietro discute con Lisa. Con interesse le sbircio le gambe, il portafoglio della gonna mi permette di restare ammaliato dalle sue cosce. E’ vestita in modo decisamente provocante e mi chiedo per quale dei suoi due uomini abbia scelto questa sua mise.
Al cinema mamma è seduta tra me e papà. Lisa è accanto a papà. Ignoro la proiezione e punto tutti i miei sensi sulla magnifica femmina che mi sta accanto. Sento il suo profumo più eccitante del solito. Spingo lo sguardo dentro la sua scollatura. Sfacciato sono ricompensato dalla vista della morbida curva del suo seno che il delicato decolleté lascia scoperto. Avrei voglia di introdurre la mano nella scollatura per accarezzarle una tetta e stringerle forte un capezzolo. Sono quasi certo che dopo un attimo di sorpresa, mamma si lascerebbe sopraffare dalle mie ormai chiare provocazioni. Ma come posso farlo al cinema e vicino a mio padre e alla donna che soddisfa le mie erotiche voglie.
Un suo movimento praticamente scopre un intimo incrocio. La gonna si apre e lo spacco mi lascia gustare della visione delle sue splendide cosce inguainate di seta fino al bordo della calza oltre il quale intravedo la sottile striscia di carne chiara. Mamma indossa un accattivate reggicalze. Dio come è eccitante il chiaro di una candida carne delimitata il bordo scuro delle sue calze.
Approfitto del bracciolo e spingo il mio braccio contro il suo. Sfrutto l’occasione per sfiorarle le gambe. La sua pelle emana un lieve tepore. Mamma sobbalza, mi guarda, sposta la mia mano stringendola con particolare forza. Nei suoi occhi vi è paura!
Smetto la mia provocazione.
Il film finisce e con esso mi resta la frustrazione di non poter allungare le mani come vorrei.
In pizzeria, non ascolto il chiacchiericcio. La presenza di Lisa offre l’opportunità a papà di dare sfoggio alle sue conoscenze in materia di diritto. Io sono rapito dall’emozione che mi produce la femmina seducente che mi sta di fianco. È forte il desiderio di guardarle le gambe. Evito solo per pudore, misto a vergogna, il classico movimento che potrebbe impormi di raccogliere la classica posata per terra.
I nostri occhi si incrociano più volte.

ORE 24,10
Un possente cazzo mi accompagna lungo il tragitto verso casa. Ancoro gli occhi sulla sua eccitante scollatura. Ammiro la porzione di coscia che la gonna scopre quando ancora un ennesimo mio perverso fare la obbliga a cambiare posizione.
Lascio mamma e papà davanti casa e, con una fortissima voglia dare pace al mio durissimo cazzo, riaccompagno Lisa. Immediatamente le faccio percepire la corposità di una mazza che infida spinge nei pantaloni “stasera sei proprio eccitante!” una bufale ma ho voglia di scopare. Il pompino che mi ha fatto ha riempito in poco la sua gola. Ho scaricato tanto di quella sborra che Lisa è rimasta piacevolmente sorpresa! Ma ho ancora un cazzo così duro da fare spavento.

ORE 00,50
Torno a casa, mamma è ancora sveglia, guarda la tv seduta sul divano. Indossa una anonima vestaglia. Papà è già a dormire. Si alza offrendomi l’opportunità di stringerla in un abbraccio. La solita perversa intenzione, non governo più i miei pensieri. Al solo contatto il duro cazzo pulsa nervoso. “Mamma” Nei suoi occhi un interrogativo. “Dimmi?” “Volevo dirti che stasera eri proprio stupenda, una donna davvero attraente.” Le prendo le mani e le bacio. “Ti ho ammirata” “Grazie tesoro… sei molto carino a dire così ma non volevo farti sfigurare davanti a Lisa. Dimmi lei si è divertita stasera” “si mamma Lisa è stata bene con noi. Ma tu ti sei preparata così bene per farti ammirare, per farti desiderare per questo ho pensato di lasciarvi un’oretta soli per un vostro momento di intimità”
“amore grazie ma tuo padre è… poco ricettivo nell’ultimo periodo!”
Nelle sue parole è forte lo sconforto!
“oh mi dispiace se papà non ha apprezzato la tua mise stasera, su di me hai fatto colpo.”
L’abbraccio, forte, voglio proprio che senta la mia cresciuta potente erezione. Mi chino sul suo collo e comincio a baciarglielo. La sento sciogliersi tra le mie braccia.
Emette qualche mugolio di piacere.
“mmaaaa… cosa fai?” “Sei così attraente, mamma. Lo sai? Sei molto seducente.”
Si stacca da me di pochi centimetri. Raccolgo il suo viso tra le mie mani. Dolcemente accarezzo il suo collo. Lentamente le mani si spostano sul seno. Ne soppeso l’abbondanza. Le dita sfiorano mammelle morbide e … capezzoli diventati durissimi.. Le mani frenetiche ne cercano sfacciate il volume. Respiro forte sul suo collo e mi è chiaro il suo gemito, stavolta intenso, carico di profonda partecipazione.
“mamma fatti guardare” mentre sfacciato slaccio la cinta della sua vestaglia.
“che fai?” “desidero ammirare il corpo della mia bellissima mamma!”.
Resto estasiato dalla splendida figura impreziosita di quella intrigante lingerie che per tutta la sera ha acceso la mia più morbosa fantasia. “SEI BELLISSIMA!” La bacio sul collo, poi sul viso, puntando alla sua bocca. “ti prego…”. Una mia mano, infida, è scivolata sul suo sedere, lo accarezza. Inutile è il suo tentativo di allontanarmi “….smettila!…” non ascolto. Una mano cerca il suo seno. L’altra risale, accarezzando la sua coscia attraverso la seta della calze. La stringo forte lasciandole percepire il mio durissimo cazzo tra le cosce. Trema “Sei proprio una gran fica, mamma” Sono sfacciato! “No!” Le manca il respiro. La mia mano le accarezza le gambe risale sulla parte nuda della coscia “Mi fanno impazzire le donne con le calze e il reggicalze.” poi sfioro il suo culo attraverso quella sua intrigante culottes. Sfioro le sue labbra. Le bacio. La sua reazione è nei gemiti che emette. “mamma sei così eccitante, mi stai facendo morire. Sei così provocante” “Lisa non ti ha soddisfatto stasera….” Tenta di dare una giustificazione al mio attacco al suo corpo. Perdo ogni freno inibitorio e, senza rispetto, “Lisa mi ha fatto un gran pompino e ho goduto pensando che era la tua bocca a ciucciarmi il cazzo.” “ma cosa dici?” blocco ogni altra sua riflessione poggiando le mia bocca contro la sua. Le sue labbra si aprono, la mia lingua cerca la sua. La trovo. Contemporaneamente una mano sulla sua fica ne percepisce l’intimo calore. Stringe le cosce, interrompe il bacio e con decisione “Basta! Ti prego!” la sua è una implorazione! Si stacca da me di quel tanto che le è sufficiente per scivolare via. Non mi guarda nemmeno negli occhi e seguo lo svolazzare della sua vestaglie sparire dietro la porta della sua camera.
Resto solo, infoiato e preoccupato di averla fatta grossa. Vado a dormire con un cazzo che mi fa un male da morire.
Notte trascorsa senza chiudere occhio e con una mano perennemente sul cazzo.

DOMENICA MATTINA
ORE 10,00
Mamma e papà sono già in piedi. Lei mi evita. Io non so che fare e che dire. Mi infilo sotto la doccia. Quando ne esco sento la porta di casa chiudersi nervosa. Mi avvio verso il tinello, coperto da un telo di spugna stretto in vita. “Papà?” chiedo. Mamma mi da le spalle. Forzatamente evita di guardarmi “E’ uscito. Vuole fare un giro in città” Siamo soli!
“Mamma.” La chiamo ma lei mi ignora. Le vado vicino. E’ in vestaglia. Il suo odore come al solito mi eccita immediatamente. La guardo fissa negli occhi. “Volevo chiederti scusa. Non so cosa mi sia successo ieri notte. So che mi giudichi pazzo.” I suoi occhi vanno verso il basso. Il mio uccello è così duro da sollevare l’asciugamano. Mamma guarda l’erezione evidente poi mi guarda negli occhi. Lascio scivolare in terra l’asciugamano. Sono nudo davanti a lei con il cazzo duro e teso. “Visto che effetto mi fai? Devo confessarti che stanotte mi sono toccato pensando a te” stringendo tra una mano un cazzo superbo. A mamma sfugge un sospiro. “ti prego non dire niente…” mentre allunga il braccio e, timidamente, sostituisce alla mia la sua mano. Avvolge le dita intorno alla mia asta, la accarezza, la stringe. Io l’attiro a me e comincio a baciarla. Non resiste. Lascia che la mia lingua entri, lei non ritira la sua. Le apro la vestaglia. È nuda. E’ completamente nuda. Resto estasiato alla visione dell’intimo ciuffetto rasato! Ammiro il suo procace seno. La sua mano continua ad accarezzarmi il cazzo. Tra le mie labbra i suoi grossi capezzoli. Le mani frenetiche giù per i fianchi. Sulle cosce. In mezzo alle gambe. Quando arrivo alla fica le infilo due dita dentro. È completamente bagnata. Mamma barcolla. Perdo completamente la testa. La sollevo e la spingo sul tavolo. È morbosamente eccitata. Stringe le cosce. Gliele divarico senza dover far forza. Le punto il cazzo in mezzo alle gambe. Non mi incoraggia ma non si oppone. La possiedo. Geme! mentre mi muovo dentro di lei. Le sue mani mi stringono la schiena e affondano le unghie nella carne. Alle orecchie mi arrivano, ripetuti, i suoi intensi gemiti di piacere. Sto scopando mia madre! Un gemito lunghissimo è la risposta all’intimo calore che le procura la mia sborra.
Anche mamma viene smaniando!
Un silenzio assurdo cresce tra di noi. Mamma copre il viso con le sue mani. Io non so cosa dire. Non capisco bene ma ho paura che stia piangendo. Le accarezzo le spalle. Lei si alza di s**tto e corre via. La inseguo dopo qualche istante, ma ha già chiuso la porta della camera. “Mamma, ti prego apri.” Busso ancora ma senza risposta.

ORE 21,00
Mamma mi evita per tutto il giorno. Ore intere passate in camera sua con la scusa di un fortissimo mal di testa. Solo per l’ora cena esce dalla camera. Non appena la vedo mi viene subito voglia di scoparla. Mi è entrata nel sangue. Non capisco nemmeno io cos’abbia per farmi eccitare il solo vederla. Sarà il desiderio del frutto proibito. Il fascino di una parola che devo abituarmi a usare: i****to.
La nostra cena è nel più assoluto silenzio. Papà mi conferma che mamma si chiude in se stessa quando ha un problema! Ed è sempre più chiusa se il problema è con lui!
È di spalle. Sono attratto da lei. Mi avvicino le sfioro appena il corpo. Sussulta e un piatto le sfugge di mano cadendo in terra. “Cosa è successo?” e la domanda di mio padre senza scomporsi dalla tv . “Niente, niente” rispondo, raccogliendo i cocci da terra e, a lei, sottovoce, “Volevo solo parlarti…” “Non abbiamo niente da dire.” “… di stamattina.” “STAMATTINA! non è successo niente, capito?” Ha un tono forzato, non mi guarda nemmeno in faccia. Io sono inginocchiato di fianco a lei e non posso fare a meno di notarle le sensuali gambe, costantemente velate da quelle sue calze nere che valorizzano l’intera sua figura. D’impeto allungo la mano e le sfioro una coscia. Mamma sussulta! Poi risalgo accarezzandogliela dolcemente. Le dita scivolano sulla morbida seta. Mamma si volta, entrambe le mani sul lavandino tentano di sorreggere un corpo che trema . “Smettila!” dice con un filo di voce. Restando immobile alla mia mercè. Sto già accarezzando il suo caldo intimo. “Se vuoi che la smetta perché ti sei messa ancora il reggicalze?” la provoco sfacciato. Mi guarda. Gli occhi sono particolarmente lucidi. Una reazione nervosa, scomposta e con un intenso sospiro che gonfia un bellissimo seno scappa via.
Mi sento pentito di quel che ho fatto. Lo sguardo di mia madre mi ha turbato. Forse ho sbagliato tutto, ho attentato alla sua persona. Ha ceduto forse per sconforto o forse per bisogno. Avrei dovuto capirlo! Mia madre non dirà nulla di quel che è successo ma, forse mi odierà per sempre.
E domani andrà via.

ORE 24,00
E’ mezzanotte passata e sono ancora sul divano. Sono trascorse un paio d’ore dove solo il silenzio impera distratto dal solo vociare del televisore. La televisione è ancora stancamente accesa. I miei pensieri rivivono le insane provocazioni al corpo di mia madre. Il cazzo sempre duro e la mia mano dolcemente lo accarezza. Un ombra richiama la mia attenzione. Mia Madre! Mi è accanto. In piedi. In silenzio mi guarda fisso. Non ho il coraggio di guardarla. Saranno secondi, ma mi sembrano un’eternità. Siamo così vicini eppure tanto distanti. La tenue luce del televisore alle sue spalle evidenzia, in trasparenza, le sue accattivanti forme. Mamma indossa una provocante parigina di seta nera. Finissime spalline si incrociano su coppe di pizzo evidenziando la procacità del bellissimo seno. Sul fianco un delicato taglio scopre un accattivante porzione di coscia. Si appoggia alla parete, le mani dietro la schiena, una gamba ripiegata. Il movimento rivela una coscia fasciata dalla sua delicata di seta. “Tu mi trovi sexy vero?” Annuisco senza parlare. “Vedo che mi apprezzi. Tuo padre no, invece, A tuo padre vedermi così non fa nessun effetto.” Si avvicina a me. “avevo pensato che offrendomi a lui stanotte avrei espiato la mia colpa di donna debole. Volevo essere quella brava moglie che lui conosce. Ho superato me stessa per provocarlo, per eccitarlo. Niente. E’ così da anni. Vestiti, atteggiamenti, parole, è tutto inutile.” Si ferma e mi guarda. “tu invece desideri la tua mamma. ora ci sei tu che mi confermi che piaccio ancora. Che posso essere ancora una calda femmina” Si china su di me e mi bacia. Le nostre lingue si intrecciano. Le mie mani impazzano sul suo corpo. Me la ritrovo in grembo. I lunghi capelli sciolti, una spallina scivola scoprendo il seno. Mia madre materializza, finalmente, la sua voglia di sesso. La mia bocca sfiora i già turgidi capezzoli “Mamma sei bellissima!” Lei mi sta baciando il viso, mi passa la lingua sul collo, poi si offre per farsi baciare il seno. “mio figlio sa apprezzare quello che una donna indossa per eccitare. Volevo fami desiderare da mio marito e, invece, ho fatto colpo su mio figlio. Mio figlio che mi guarda, che mi appoggia il suo duro cazzo tra le chiappe, che mi tocca, che si masturba per me, che sogna un mio pompino e che mi scopa sul tavolo della cucina….” Sono al massimo dell’eccitazione. Con la mano le palpo il culo nudo e ormai punto deciso alla fica, quando lei me la ferma. “Ti eccita la tua mamma?” “si mamma mi fai morire” allora scopami!” sussurra con voce bassa. Non voglio altro. Si sdraia sul divano, orgogliosa della mia virilità svettante e pulsante. “Come sei maschio” è il suo commento. Poi mi accarezza con la mano la punta del cazzo. Potrei venire già così ma non voglio sottrarle niente. La possiedo di slancio. È bagnata. Smania vittima del suo altissimo piacere. Si contorce, a malapena trattiene grida di sconfinato piacere.
Le sono dentro e godo del suo corpo.
Scopiamo più volte. Mamma è insaziabile ed io instancabile. La nostra notte all’insegna del solo sesso. Mamma è una femmina appassionata ed eccitante. Scopiamo con la foga di amanti. Veniamo insieme più volte.
È l’alba quando la sento lasciarmi per tornare a prendere il suo posto di moglie. Mi addormento con l’idea che ho scopato mia madre, che la desidero ardentemente e che la voglio ancora.
Ma lei domani andrà via!

Lunedì mattina
ore 9,00
Sento papà uscire sta andando a sistemare la macchina, dopo pranzo andranno via.
Una eccitazione bestiale mi rende audace e sfrontato. Nudo cerco la mia femmina. La trovo, è in camera. Quella sua vestaglia azzurra “sai oggi andremo via. Ed io tornerò alla mia vita di sempre” lo dice con un sorriso malizioso dandomi la schiena. Mi avvicino la denudo. Le bacio il bel culo. Lei ride. Ancheggia leggermente. Le bacio la fessura. Ci infilo dentro la lingua. Comincio a leccarle lo spacco tra le natiche. Mamma dondola languida. Spingo avanti la lingua per stuzzicarle le intime labbra. Mamma geme mentre la mia mano cerca la fica. La trovo calda. Mamma trema. Continuo a titillarle la fica con le dita e il culo con la bocca, mentre lei spinge il sedere contro la mia lingua. Sta godendo come per anni ha desiderato.
“Pensavo di venirti a svegliare facendoti una sorpresa. Invece l’hai fatta tu a me”
L’odore del suo piacere mi inebria. Tuffo il viso tra le sue gambe e prendo a divorarle la fica. E’ calda, è bagnata. La mia lingua è impazzita. Le sue cosce mi stringono il capo. Tra le labbra stringo la clitoride, la succhio con foga. “dio come sei bravo……..si leccami………lecca tua………madre…ooooooohhhhhhh…….” Geme intensamente mentre sento il viso inondarmi dei suoi caldi umori. Mamma ha goduto! “Tesoro scopami ancora!” Invitandomi a sdraiarmi su quello stesso tavolo dove l’ho posseduta. In un attimo è sopra di me. Stupenda nella sua eccitazione mi cavalca selvaggia. Abbandona il suo corpo voglioso sul mio durissimo cazzo. Le mani sul mio petto e comincia a scoparmi. Le mammelle reagiscono impazzite, i capelli le coprono il viso privandomi della sue eccitante espressione. “Se avessi immaginato che era così bello scopare con mio figlio… che avevi un cazzo così grosso, che eri così maschio, ti avrei chiavato quando avevi diciottanni. Avrei guadagnato un paio di anni di scopate… ooohh”.
Veniamo ancora assieme, travolti dall’immagine viziosa di una donna che cede alle provocazioni di suo figlio.
Lei crolla su di me.
“Siamo due pazzi, mamma”
“Tu mi hai fatto diventar pazza. Ero una donna perbene, appena due giorni fa.”
Giusto il tempo per ricomporci che torna papà.E quella donna che tanto mi intriga presto tornerà a casa sua.

“Sai abbiamo deciso con papà che io mi fermo qui un altra settimana sempre se tu sia d’accordo! In questa casa regna sovrano il disordine, si vede che manca una donna”
Mia madre, forte del suo essere donna amorevole e premurosa, sempre dedita alla famiglia e alla sua casa, ha convinto papà a lasciarla da me. Si avvicina e nell’abbracciarmi sussurra “sono anni che non tiro di bocca, ero brava sai, ed ho voglia di farti un gran bel pompino!!”

Sarà certamente una settimana lunghissima. Mia madre mi offrirà la sua capacità di trasformarsi nell’intimo in quella femmina vogliosa ed esigente che è sempre stata. Intende materializzare con me, suo figlio, la sua esperienza, il suo fascino e la sua sensualità e poi… gioire delle mie reazioni.
90% (22/2)
 
Posted by iincest
3 years ago    Views: 2,995
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2 years ago
stupendo racconto- da farlo venir duro per tutta la lettura -