Intrigo in famiglia 6

Storia trovata su internet

“…le manca la gioia di quella domenica mattina…”
Questa frase è un paio di giorni che mi frulla in testa. Quale è il significato? Perché dopo tanti anni? Perché detta a mio figlio?
Quando sono andato a chiedere a mia madre di ospitare mio figlio per un mese, la sua curiosità era tanta. Ho dovuto giustificare la richiesta prestando molta attenzione a non farle intendere il reale motivo della richiesta. Non potevo certo confessarle che nostro figlio si era masturbato toccando sua madre. Ma mia madre non è sciocca e avrà, sicuramente, capito ciò che tentavo di nasconderle!
Era forte il mio dubbio che avrei potuto rinverdire quel nostro perverso segreto. Quella domenica mattina quando l’improvviso rientro di mio padre pose fine alla morbosa situazione che si era creata in camera mia. Mamma aveva ceduto alle mie provocazioni e, rapita da una crescente lussuria, si era dedicata alla splendida arte di una sega mentre stavo godendo dei suoi calori tra le dita.

Sono rimasto per anni con un desiderio morboso di scoparla. Voglia che non mi è mai passata!
Dopo una settimana iniziò il mio lungo calvario all’Università e lei non mi offri più alcuna opportunità di starle particolarmente vicino. Quasi mille chilometri di distanza e nessuna possibilità di vederla. Ai miei sporadici rientri a casa alcun cenno, nessuna debolezza da parte sua e a me è mancato il coraggio di materializzare la mia libidinosa voglia.
Cosa sarebbe potuto accadere ove avessi fatto delle perverse avances? Avrebbe ceduto al morboso richiamo della carne? Si sarebbe concessa per il mio ed il suo piacere? O avrebbe resistito!
Dubbi rimasti per anni senza risposte.
E adesso quella frase, di colpo, mi riporta a quel giorno.

Una settimana di sesso a strafottere, mattino, pomeriggio sera, con papà ad ass****re e partecipare. È stata la sua assurda complicità ad offrirmi l’opportunità di godere del corpo di mamma e, nel contempo, di farla gioire del mio potente cazzo. Il rapporto di complicità tra i miei, fatto di intrighi e perversione, mi ha coinvolto facendomi scoprire le nascoste virtù di mia madre. Una donna che a letto sa trasformarsi in femmina calda ed esigente.
E proprio ora quella richiesta di nonna!
“Dai una settimana da nonna non può che farci bene. Io lascio riposare la mia passerina e tu ti riprendi un po’. Tra un mese finisce la scuola e mi è stato confermato che sei un po’ indietro. Mica vorrai restare l’estate chiuso in casa mentre noi siamo al mare!”
Quindi una settimana intera da nonna per quella sua paura di non restare sola di notte. Nonno è andato in giro per alcuni impegni della sua azienda.
Nei fine settimana del mese di forzata punizione siamo riusciti a trovare una perfetta simbiosi in termini di equilibrio di orari, di spazi e principalmente di rispetto delle rispettive esigenze. Le sue di una donna virtuosa dedita al focolare domestico disponibile a soddisfare le richieste del suo uomo, le mie di un ragazzo che, scoperto il piacere della fica, si trovava costantemente con il cazzo in tiro e con la voglia di soddisfare la propria eccitazione.
Un equilibrio che non mi pesava. Il sabato all’uscita di scuola alle 13,00 il pranzo era già pronto, trascurati gli impegni scolastici mi dedicavo al calcetto, la pizza la sera con gli amici, il mio rientro non oltre le 22,30, il suo aspettarmi sveglia per il bacio della buona notte. La domenica mattina il portarmi il caffé a letto ed i suoi grattini sulla schiena “lo facevo sempre con tuo padre, sai gli piacevano tanto le mie coccole…” poi il pantagruelico pranzo. Quello che mi pesava, invece, era il continuo pensiero al corpo di mia madre. La notte si materializzava in tutta la sua conturbante figura e, per quanto eterea lei fosse, tangibili erano, invece, le mie mefistofeliche pugnette.
Più volte ho rischiato che nonna mi beccasse con il cazzo stretto in mano!
Fortunatamente il lunedì arrivava presto.

“Allora per questa settimana sistema la tua roba tra il cassettone e l’armadio. Se ti manca spazio dimmelo, vedremo cosa riusciremo a fare”
Cerco spazio per le mie cose nell’armadio della vecchia camera di mio padre. La stessa camera che ora utilizzo io.
Un armadio pieno di vestiti particolari.
Una buona mezz’ora ed ho quasi finito. Tre paia di jeans, qualche felpa ed è fatto. Ho solo da sistemare slip e magliettine, per quelle c’è l’ultimo cassetto. Mi accingo a concludere il mio lavoro ma resto sorpreso da diversi completini intimi tutti di intrigante fattura, conservati, oserei dire dimenticati, da chissà quanto tempo. Busti in pizzo resi accattivanti da sapienti contrasti di trasparenze, reggicalze e giarrettiere arricchiti da finissimi ricami in delicatissimi tessuti. Rovisto con particolare interesse alla ricerca di altro. La mia curiosità è soddisfatta da un provocante coordinato in fantasia leopardata. Una guepiere di lucido tessuto con sottili profili in pizzo che ornano le coppe del reggiseno creando un accattivante effetto chiaro scuro. Sul retro, una intrigante scollatura per lasciare scoperta la schiena quasi fino al culo, civettuoli gancetti in raso per agganciare quelle velatissime calze di finissima seta nera, ancora conservate nello stesso cassetto. Infine una provocante culottes, anch’essa leopardata spudoratamente trasparente, completa il tutto.
“Che fai?”
“e che non so dove posare le mie cose”
“li sicuramente non centrano!”
“ma sono tuoi questi”
“a te non starebbero certo bene”
Ride!
“e non li usi più?”
Ridendo anch’io
“Quelli ormai fanno parte del mio passato”
“Credo ti stia ancora bene”
Nonna resta sorpresa dalla mia sfacciataggine
“Ti va di prendermi in giro?”
“no lo dico veramente”
Con in mano la intrigante guepiere leopardata d’impeto l’appoggio sulla sua figura. L’immagine che mi restituisce questa mia azione è quella di una donna piacente.
Con questo indumento il corpo di nonna doveva fondersi un’unica provocante raffigurazione di particolare seduzione, andando a materializzare i più intimi segreti dell’erotismo e della sensualità del suo interessante fascino femminile. Un capo che doveva renderla strepitosamente sexy agli occhi del suo uomo! e che potrebbe ancora esaltare il suo corpo.
Nonna, una donna che pur avanti con gli anni, fra due mesi festeggia i suoi 60 anni, è ancora piuttosto attraente. Dimostra almeno 10 anni in meno. Il suo brio è tutto nella sua consapevolezza del particolare fascino che, sapientemente, sa ancora emanare. Una figura slanciata in un fisico che si valorizza in una morbida quarta di seno, gambe lunghe e ben disegnate ma è il fondoschiena che, sicuramente, richiama più di un pernicioso interesse. E questi capi sono il segno di una seduzione passata ma che sarebbe ancora capace di trasmettere. Chissà perché non li usa più!
“avessi qualche anno in meno forse… questa adesso starebbe meglio a tua madre!”
Una riflessione che mi spiazza.
“eehhh si… si, hai sicuramente ragione… mamma farebbe veramente una bella figura…”
La mia espressione cambia di colpo.
“è bella tua madre vero?”
Forse ho fatto una gaffe! Spero di non averle confermato quel nostro segreto.

Quel suo gioco mi ha fatto sorridere. Però è vero ho quasi dimenticato questi capi, sono certa che ancora oggi farei la mia splendida figura.
Ma è stata la reazione alla mia ultima sua frase che mi ha lasciato turbata.
Quel dubbio che mi ha assalita ascoltando le parole di mio figlio non vorrei fosse certezza. Devo scoprire se quel mio pensiero che mi sono fatto è vero. Vorrei arrivare a capire se anche mio nipote, come suo padre, smania del corpo della madre.
Intendo sincerarmi se il motivo del mese di punizione sia riconducibile a quella morbosa fantasia della quale anch’io sono stata già consapevole vittima.
È bastato poco per averne la quasi certezza. Tutto il giorno sento i suoi occhi sul mio corpo. Nel mio naturale ancheggiare per casa lo sorprendo più volte alle mie spalle. Seguo il suo sguardo risalire lentamente le mie gambe e fermarsi sulle piccola porzione di coscia che il civettuolo spacchetto della gonna scopre mentre, con una punta di ricercata malizia, accavallo le gambe. La conferma mi è subito data dal suo sforzarsi a guardare al di là della innocente scollatura della maglietta che indosso, e scoprire che ho privato il seno di un inutile costringimento.
Credo proprio che la sua adolescenziale esuberanza gli abbia creato qualche problema. La conferma è nel suo arrossire ogni qualvolta lo guardo.

La sera seduti accanto sul divano guardiamo la tv. Nonna si appisola per la stanchezza di una giornata a sfaccendare. Inconsapevolmente favorisce quella mia fantasia che da un paio d’ore mi ha preso. Approfitto per guardare, con particolare interesse, all’interno della sua moderata scollatura. Il procace seno gonfia la sua magliettina accentuando il profondo solco delle plastiche mammelle. Caspita come sono grossi i suoi capezzoli!
Vado oltre e sbircio anche tra le sue gambe raccolte sul divano, la innocente gonna ha scoperto delle intriganti cosce fasciate da calze nere. Intravedo le sue forme valorizzate dal frivolo gancetto di un reggicalze che, smentendo la sua confessione di stamattina, scopro le piace ancora indossare.
Ho sempre appezzato il suo modo di proporsi con quei suoi abitini sempre alla moda, moderatamente sexy e particolarmente intriganti. Confermo che nonna ha una particolare predilezione per il nero, qualche volta ho ascoltato le sue riflessioni con mia madre sugli abitini che indossa “mi piace come mi sta il nero, sai mi slancia”
Credo le piaccia ancora essere desiderata dagli uomini.
Nel suo dormiveglia più volte seguo una timida lingua inumidire labbra rinsecchite. Le mia immaginazione si fa più intensa. Comincio a fantasticare sul suo corpo. La mia mente libera le sue erotiche fantasie e immagina quelle sue carnose labbra farmi godere di un gran bel pompino. Sono convinto che sono labbra che cercano piacere. Sono quasi certo che sia tra le più esperte pompinare che ci siano.
La mia voglia di fica non porta rispetto neanche a mia nonna!
Una buona mezz’ora di pensieri erotici misti a fantasie scopareccie fino a quando nonna alzandosi consente ai miei occhi di incollarsi sul suo fondoschiena. Subito un pensiero! Immagino il mio cazzo avvolto quelle sue morbide chiappe e perdersi tra intime e ripetute contrazioni che farebbero godere me e, sicuramente, impazzire lei.
Con queste morbose fantasie su mia nonna e con il cazzo in tensione mi ritiro in camera mia.
La voglia di fica cresce e comincio a consumarmi il cazzo a pugnette.
“Ha chiamato tua madre domattina verrà a prenderti se ho capito bene dovete andare a quel megastore che hanno inaugurato qualche settimana fa. Forse ha bisogno di aiuto. Ed anch’io ho da fare quindi sveglia presto…”

Mi sto facendo convinta che il ragazzo viaggi di fantasia, se basta uno scorcio di coscia per sollecitare quelle sue particolare fantasia. Volevo cercare conferme a quelle mie crescenti convinzioni. È vero l’ho provocato ma non pensavo di suscitare quella sua intima reazione. È bastato poco perché quel suo coso crescesse in maniera particolarmente corposa!

Sono a letto. Nudo, il solo lenzuolino copre le mie grazie. Neanche un giorno è passato e mi manca il profumo ed il calore del corpo e, principalmente, della fica di mamma. Sotto le coperte mi trastullo il cazzo, in forte tiro. Una morbosa pugnetta ieri sera non è bastata a calmare i miei bollenti spiriti. Ho diviso la mia fantasia tra il profumo di mamma e l’immagine di mia nonna di ieri sera. Le sue grosse mammelle, le intriganti cosce. Nonna me lo ha fatto venire duro! Accarezzo il pisello lo meno, lentamente, per assaporare meglio il piacere di una intimità solitaria.
Un pò di saliva sulla grossa cappella, dal cassetto ho preso quella sua culottes e……

Stamattina devo uscire. Intendo andare dalla sarta e farmi sistemare qualche vestitino che sta ammuffendo nell’armadio, credo proprio che possa ancora indossarli. Sua madre verrà a minuti e lui è ancora a letto! Lasciando il caffè sul comodino non ho potuto fare a meno di accorgermi di quel qualcosa che da sotto il lenzuolo conferma l’esuberanza mascolina di mio nipote.
Ripasso dalla sua stanza. Non si è accorto della mia presenza. E seguo la sua mano che gioca con un muscolo veramente cresciuto. Lo impugna alla base, la mano si muove lentamente. Ma che sta facendo! No! Non è possibile! Lento con la mano scappuccia un muscolo in stato di grazia, lo stringe fra le dita. Si sta masturbando! La cappella è rossa.
MA COSA?
Ha in mano quel mio capo intimo che ieri mattina lo aveva affascinato. Quella mia culottes in seta leopardata adesso avvolge il cazzo.
La mano aumenta la velocità; “mmmhhhh…”, colpi secchi, forti veloci agevolati dalla delicatezza della seta!
Una mano sulla mia bocca smorza la mia sorpresa mentre un calore indescrivibile risale infido tra le mie gambe.
Continua a pestare con estrema intensità. Un attimo, si ferma, seguo la mano stringere alla base qualcosa che è mostruoso. Lo vedo contorcersi a letto, un attimo si irrigidisce e schizza impetuoso. Una, due tre volte. Resto immobile. Ancora schizzi sul suo petto. Sfrontato strofina quel mio indumento sul cazzo, raccoglie il suo seme “sii nonnaaaa”. Lo sento gemere strozzando il mio nome tra le labbra.
Il citofono ci riporta alla realtà! Sua madre è già qui!
Si alza, di s**tto con una verga ancora in piena erezione. Oddio! Se mi vede! Scappo alla porta, mentre lui è già sotto la doccia.
Sento la mia intimità bagnata. Sono eccitata! Come anni fa!

Ricevo sua madre. Bella e prorompente, una attillatissima t-shirt bianca accentua la procacità di un provocante seno. “è in bagno ed io sto uscendo”
In ascensore lo specchio restituisce il rossore del viso e il calore in mezzo alle gambe non accenna a diminuire.
Scoprire, alla mia età, che sono stata la protagonista delle masturbazioni di un ragazzino mi turba. Certo non è il massimo dell’adulazione per una bella tardona, ma è piacevole scoprire che suscito ancora interessi un po’ particolari. Per cui non mi sento offesa, ma mi preoccupa che il ragazzino in questione sia mio nipote. Mi riconosco delle colpe ma non avrei mai immaginato che un innocente gioco di seduzione, avviato con un preciso scopo, avrebbe s**tenato in modo così dirompente i suoi ormoni.
Prendo atto che è parecchio che non sono oggetto di desideri, come dire particolari, di un uomo e scoprire che il mio corpo è al centro delle fantasie di un ragazzino mi fa proprio piacere.
Nello stesso tempo ritorno indietro negli anni.
Quella mattina ero proprio sul punto di cedere. Era gia qualche mese che mi ero accorta del bel bastoncino che il mio ragazzo trastullava sotto le lenzuola.
Evidenti erano i suoi messaggi al mio corpo. Ma ero sua madre.
Non so cosa mi prese quel mattino. Forse quella voglia troppo trascurata dal mio uomo, forse il mio istinto materno sempre pronto a sacrificarmi per le esigenze di mio figlio, o forse il bisogno di sentirmi ancora intimamente viva e ho ceduto al piacere della carne, ho tremato al contatto delle dita di mio figlio sul mio intimo. Ho goduto del calore dei miei umori tra le cosce.
Chiusa in bagno ho assaporato, tremando, il suo piacere tra le mie dita masturbandomi come una volgarissima troia. Poi ho pianto!
Ho pianto per giorni interi consapevole che non sarei stata capace di res****re alle sue morbose provocazioni. Ho evitato qualsiasi occasione che potesse far generare l’inimmaginabile. Sarei stata capace a lasciarmi sconfiggere dall’oblio di una insana passione.
Solo il tempo, e la distanza, ha posto in essere quella giusta barriera tra lo sconfinato amore di mamma e….. l’i****to!
Quel giorno mi sono posseduta il cazzo di mio marito ed ho goduto come mai mi era successo. Per anni mio marito mi ha scopato ed ogni volta era il cazzo di mio figlio che mi faceva godere.
Ho represso poi nel mio corpo il piacere di pochi momenti di una lussuria sconfinata!
Ma dove ho messo la testa ho lasciato a casa i vestiti da portare alla sarta.

“Mamma mi sei mancata…”
In camera mia lascio cadere ai piedi l’accappatoio mostrandole la corposità di un uccello che dimostra la sua voglia di scoparla “amore per questo sono qui… anche tu mi sei mancato, papà mi ha scopato ma mi mancava il tuo grosso cazzo…”
Mamma si inginocchia mi bacia amorevolmente la cappella, la sua lingua comincia a ruotarci intorno “tesoro è tardi ma non posso certo farti uscire così!”
In un attimo tutto il mio cazzo è nella sua bocca mentre, con le mani mamma carezza le palle gonfie di eccitazione. Mi sta facendo impazzire!
Succhia assatanata un cazzo durissimo e con le mani sui miei fianchi mi tira verso di lei.
Lecca con trasporto. Il cazzo sparisce tra le su labbra. Lo ingoia tutto.
Mi eccita da morire, le mani sui neri capelli governano il movimento della sua bocca.
Mamma si rende subito conto che la mia eccitazione è al massimo. Mi guarda, sorride e aumenta la velocità dei suoi movimenti. La lingua picchietta nervosa sulla rossa cappella.
Sto per venire ho voglia di sborrarle in bocca.
Continua a succhiarmi, la bocca insaliva una minchia tesa, geme strozzando in gola la sua libidine, allarga le cosce, si infila due dita nella fica, con l’altra mano libera il bellissimo seno e stringe due capezzoli grossi tra le dita.
Sono troppo eccitato per res****re.
Grida la sua eccitazione mentre le sborro in bocca.
Spalanca la bocca e come una grande troia, non si perde una sola goccia del mio seme!
Godo di un piacere assurdo.
Ma non ho il tempo di goderne appieno. Mia nonna è sulla porta. È rientrata in forte anticipo rispetto ai suoi tempi e scopre quanto è troia la nuora!
La sua reazione è veemente. Lei, donna piena di valori, vedere la nuora che succhia il cazzo del nipote, per di più suo figlio... non può accettarlo.
Le mani sul viso segno inequivocabile di una vergogna al limite tra la rabbia e la vergogna.
Va via, sentiamo sbattere la porta.
Mamma è preoccupatissima non tanto della sicura reazione quanto dell’aver reso tangibile a sua suocera il suo essere una gran maiala.

La sento rientrare. Tutto il giorno nonna mi evita.
La giornata trascorre con la preoccupazione della sua reazione Mi aspetto la classica paternale da donna di rispetto. Un discorso infarcito di moralismi che mi faccia sentire in colpa. Pranzo da solo. Non mi rivolge la parola. È veramente arrabbiata.
Aver scoperto la moglie di suo figlio che spompina il proprio di figlio deve averla sconvolta.
Ma non è così.

Mi raggiunge in camera. È scura in volto.
“è inutile che facciamo finta di niente. Quello che avete fatto tu e tua madre è immorale. Lei si è comportata come una volgare troia. Aveva in bocca quel tuo coso, e tu le tenevi la testa ferma su quell’affare così grosso e lo spingevi forte nella sua bocca…”
Nonna parla con lo sguardo fisso sul mio basso ventre, Non pronuncia la parola cazzo, uccello, minchia o quant’altro. È come se si vergognasse a chiamarlo con il suo effettivo nome.
“dovreste vergognarvi, come avete potuto. Lei è tua madre dovresti portarle rispetto. E anche lei come ha fatto a darsi al proprio figlio…”
Spudorato ribatto alla sue riflessioni!
“Nonna papà mi ha confessato che anche lui si è toccato spiandoti in casa. Per anni non ha avuto il coraggio di confessarti il suo desiderio…”
Sulle mie parole è palese una vampata di calore arrossire le sue guance. Contemporaneamente comincio ad eccitarmi e il rigonfiamento di un durissimo cazzo traspare corposo dal pantaloncino.
“MA CHE DICI.”
“solo che… io ho avuto più fortuna”
“per questo stamattina ti toccavi con la mia culottes avvolta su tuo ucc……”
Il suo sguardo sempre più intensamente rivolto al mio basso ventre mi autorizza a liberare un cazzo sempre più in tensione e cominciare lentamente ad accarezzarmi perverso.
“MA COSA STAI FACENDO!”
Velocemente mi avvicino senza dire una parola e dirigo la cappella rossa tra le sue labbra.
“nonna da quanto tempo non ti scopi!
Immediata la sua reazione, gira la testa come a rifiutare, offesa, la mia oscena offerta.
Mi aspetto un sonoro ceffone ed invece…

È davanti a me. Sfacciato. Con una magnifica minchia tra le mani. La offre sfrontato alla mia bocca. Un attimo per decidere cosa fare. Non gli do il tempo di reagire. Quella sua confessione ha accentuato il mio stato di donna trascurata. Stringo il suo cazzo, lo sento palpitare nervoso tra le dita, avvicino le labbra! La famelica lingua non gli da tregua, lo lecco, lo succhio, lo insalivo. Con la mano comincio a masturbarlo mentre tengo la cappella ben stretta fra le mie labbra.
“Nonna”
Neanche lo guardo percepisco che è rapito dal piacere. Mi alzo in piedi e sorridendo maliziosa gli poggio i palmi delle mani sul petto, sospingendolo fino al bordo del letto. Subito le mie gambe cingono i suoi fianchi. Gli struscio la fica sul cazzo. Non ho indossato intimo. Risalgo fino alla sua bocca, mi masturbo sulle sue labbra, la sua lingua impazzita mi penetra, ruota, si sofferma sulla clitoride, la lecca, la succhia, la infila fra le grandi labbra la sento dura. Dio mi sta possedendo!
“oooohhh sssi”
Libero la troia che è in me! Divento porca per come non lo sono mai stata ma come ho sempre desiderato essere.
GODO!
Mi sollevo e posiziono il bacino all’altezza del suo cazzo.
Lo afferro con una mano, è duro, lo punto appena appena al di sotto della clitoride. Incrociando il suo sguardo mi impalo d’un colpo sulla sua verga.
Mi sfonda, mi allarga, mi sembra di morire…dal piacere. Urlo, gli conficco le unghie nel petto, lo sento diventare ancora più duro.
Mi sollevo un poco e lui comincia a pompare come un forsennato.
Mi fermo di nuovo, lo voglio gustare, sentire la sua forza, la sua virilità che mi penetra.
“scopami sfondami, fammi urlare, fammi godere” non so come mi siano venute fuori quelle parole così oscene, ma è tanta la voglia che non ragiono più.

Ho il cazzo fra le umide labbra della caldissima fica di nonna. Lei spinge indietro il corpo e si muove smaniosa. Le chiappe sbattono sui miei testicoli. Sento i suoi umori riscaldarmi le cosce. Maiala si sditalina furiosamente. Ansima forsennata mentre la pompo, sento il mio cazzo pulsare dentro di lei.

“fottimi. Ti voglio sentire tutto!!” grido il mio piacere. Non se lo fa ripetere sfila il cazzo dalla mia fica grondante e subito lo reinfila senza fatica! Godo è altissimo il piacere che mi pervade.
Mi prende per i fianchi mi tira a sé ritmico, pompa forte… “dai, dai, vieni, riempimi” sento la cappella pulsare nel mio corpo. Un ultimo affondo ed ecco uno, due tre schizzi di sborra caldissima. Mi giro e lo prendo tutto in bocca, lo succhio, un altro schizzo di sborra mi riscalda lo gola. Ancora un potente schizzo e la lingua ne raccoglie un sapore mischiato al mio.
Sconvolta mi abbandono al suo fianco con un pensiero. Prendo atto che il tempo passato non ha cancellato definitivamente quel giorno. È stato come rivivere quell’insana passione che mi figlio mi ha trasmesso quella mattina.
“Ti è piaciuto? Tra me e tua madre chi ti ha fatto godere di più….”
“nonna siete due gran belle fiche, mamma fa dei gran bei pompini ma tu hai un culo da favola……”
“grazie per il complimento”
“però non saprei risponderti”
“a te tu chiamala, dille che io non sono per niente arrabbiata… così domattina saprai rispondere… perchè stanotte ti voglio tutta per me…..”

Nonna è splendida avvolta da una morbida vestaglia semitrasparente, una intrigante guepiere esalta il suo seno, delicatissime calze di seta nere, sostenute da un piccante reggicalze in pizzo traforato, e quel civettuolo capo leopardato, piuttosto sgambato, rendono il suo corpo seducente e veramente sexy. Una bellissima femmina. Una femmina che ha ritrovato il piacere di un bel cazzo.
È lo dimostra subito!
“ha proprio una gran bella mazza il nostro ragazzo”. Nonna senza mezzi termini esterna un suo perverso pensiero “ed è anche bravo non è vero?”
“Si mamma stanotte nonna è stata splendida!”
Mamma è frastornata. Tutto poteva aspettarsi tranne questa situazione.
Ho dovuto ins****re nel convincerla a venire da nonna. La sua vergogna era forte.
“quando ti ho visto che succhiavi la minchia di tuo figlio mi sono arrabbiata moltissimo. Sono scappata via. Ero incazzata. Ma più passavano le ore e più mi tornava in mente il suo cazzo duro nella tua bocca. Rivivevo i suoi gemiti di altissimo piacere. Lentamente poi la rabbia ha lasciato spazio a qualcosa di sostanzialmente diverso. Come se un qualcosa nel mio passato lottassero con la mia morale. Senza rendermi conto mi sono trovata sul letto, vittima di una altissima eccitazione. Le mie dita subdole sono scivolate sul mio corpo giocando con il mio intimo. Le labbra strette per strozzare intensi gemiti. Il calore si è diffuso fra le mie gambe ed in poco sono stata pervasa da un piacere intenso. Ho goduto come una consumata troia!
Poi sapere che un bel cazzo era alla mia portata ha fatto si che mi assalisse frenetica una perversa voglia di cazzo... e ho deciso!
Tuo figlio stanotte mi ha fatto sentire femmina!”

Nel mentre nonna confessa il suo turbamento, senza pudore, appoggio il mio cazzo tra le conturbanti chiappe di mia madre. Un magnifico cazzo. Mamma ne percepisce forte l’intimo pulsare. Naturalmente spinge il suo corpo al mio, e avverte fisicamente la corposità del muscolo premere infido tra il solco stretto delle sue chiappe. Contraendo i glutei accresce il mio morboso desiderio.
Lo sguardo di nonna incrocia quello di mamma, mentre si avvicina e con la mano le accarezza il viso. Le dita spostano delicatamente i lunghi capelli neri, sfiorano le labbra “Sai il nostro ragazzo sarebbe capace di soddisfare le nostre voglie”
Mamma tutto si sarebbe aspettato tranne che sua suocera condividesse con lei la verga di suo figlio.
Lentamente avvicina le labbra alla bocca di mamma, la punta di una timida lingua ne percorre i contorni
Mamma sussulta, inizia a sospirare, mentre le carezze si fanno piuttosto intriganti.
Le dita di nonna lentamente la privano della leggera camicetta e cominciano a giocare tra il solco del procace seno di mamma
“hai veramente un bel corpo”
Un anelito appena sussurrato accompagna il suo fare.
Agevolo il fare di nonna privando mamma del reggiseno. Non si oppone a delicate dita che sfiorano rosee aureole. Percepisco un suo brivido percorrerle la sua schiena, mentre i suoi capezzoli si stringono tra le dita di nonna reagendo inturgidendosi. Sta salendo il suo intimo piacere.
Nonna poggia dolcemente le labbra sulle aureole, bacia delicatamente il seno, baci a fil di pelle, richiama in bocca un capezzolo, lo inumidisce con un delicato gioco di lingua. Lo succhia!
Mamma freme al dolce contatto. Sospiri prolungati rendono tangibili lo stato di coinvolgimento carnale che la sta assalendo. Mamma è morbosamente eccitata!
Nonna si china, lentamente, infila una mano sotto la corta gonna di mamma alla ricerca di un morboso contatto. La mano risale sfiorando l’interno coscia sino al bordo della delicatissima seta delle calze di mamma. In un attimo slaccio la sua morbida gonna facendole percepire il calore del respiro intenso di nonna tra le sue gambe
Contemporaneamente mamma subisce, inerme, la mia lingua percorrere, lenta, il bordo delle sua carnose labbra. In un attimo sono in una bocca calda ed accogliente. Un bacio appassionato sconvolge il suo corpo.
Mamma freme, sussurrando il nome di nonna con un filo di voce.
Dita intriganti sfiorano la clitoride percependone i primi calori tra le grandi labbra,
Assisto al saffico gioco di nonna sempre più eccitato. Nonna avvolge le mie muscolose gambe e le sue mani mi privano del boxer. Nudo mi offro alle sapienti arti amatoriali di femmine eccitate.

Ho sempre tenuto le chiavi di casa. Non so perché sempre li pronte ad essere usate negli orari più impensati. La mia speranza era di beccare mia mamma in qualche suo momento particolare, magari sotto la doccia, spiarla di soppiatto ed approfittare di ………..
Ma mi è sempre mancato il coraggio.
Oggi no!
Oggi voglio andare da mia madre il pensiero è uno solo chiederle spiegazioni su quella sua frase. Capire se ancora oggi è capace di res****re alle mie perverse offerte.
Mio figlio sarà a scuola.
Entro. In casa non sento alcun rumore. Mia madre probabilmente sarà uscita. Qualche minuto con il dubbio: restare o andare via. Quasi un bisbiglio provenire dalla mia camera richiama la mia attenzione. La porta è socchiusa.
Ma!
Mia madre fasciata da una accattivante guepiere, sdraiata sul letto, che ansima, mia moglie, in piedi, con una arrapante lingerie china a 90 gradi le lecca con foga la fica, mentre mio figlio da dietro la possiede selvaggiamente alternando il cazzo tra la fica di sua madre e lingua di sua nonna.
Una scena assurda!
“Mamma”
Mia madre, smaniando di piacere, guardandomi negli occhi
“tesoro manchi solo tu!1! ”
Una risposta che mi gela.
“E tu”
rivolto a mia moglie
“È bellissimo”
Mio figlio ancora più deciso
“Papà abbiamo due magnifiche troie per mamme!”
mia madre aggiunge
“tesoro sono anni che ti aspetto ...vieni…. ”
Quello che ho sognato per anni si sta avverando sotto i miei occhi! Mia madre da sfogo al suo carattere libertino e puttanesco, pronta a concedersi a quel suo figlio che per anni ha si è consumato il cazzo dalla voglia di scoparla.
Eccitato sfodero il cazzo e lo offro alla bocca di mia madre già pronta ad accoglierlo. Mia madre lo accarezza passandosi la lingua fra le labbra; “sono anni che sogno questo tuo bel cazzone”; con il mio cazzo tra le sue carnose labbra: “mamma succhiami fammi godere!” “sì, sono la tua troia” “mmm... desso ti faccio quello che non ho fatto quella domenica mattina, lo sai quante volte ho goduto sola…”
Ccon mio figlio ci offriamo perversi alle nostre rispettive mamme. Ci facciamo spompinare assieme.
“Vi piace... avere mamme così porche mmmhhh”
Mia madre geme con il mio cazzo che le pulsa frenetico in bocca. Un gemito che ha represso chissà per quanti lunghi anni. Le sue mani risalgono lente tra le mie cosce stringendomi con passione a se.
Le invito ad alzarsi la lingua segue lenta le sue carnose labbra, apre la bocca mi lascia entrare e contemporaneamente avvolge la sua alla mia.
La privo del corpetto la lingua scorre il suo corpo elettrico, stringo con passione i grossi capezzoli, li lecco con trasporto. Scivolo lentamente ai suoi piedi raggiungo il fondoschiena, lo bacio, mordo le natiche, mi soffermo estasiato.
Per anni ho sognato questo momento!
Affondo la punta della lingua tra il solco che divide il morbido oggetto di un morboso desiderio represse per anni. La sento fremere
Per facilitarmi le mie carezze, mamma solleva una gamba, la poggio sul bordo del letto. È veramente conturbante in questa posizione. Mi offre tutto il suo caldo intimo. Le grandi labbra aperte e vogliose pronte per la mia lingua. Sfioro il suo intimo e mamma, con un respiro intenso, si offre alle mie labbra.
“mmmhhh…”
La punta della lingua morbosa raccoglie tra le sue cosce le prime gocce di un piacere caldo figlio di una intensa eccitazione. Il suo corpo vibra .
Libero la lingua nel caldo intimo di mia madre
“sssii leccami! fammi godere…”
Incrocia la sua gamba sul mio collo, come una consumata troia, spinge il busto in avanti, agevola una penetrazione linguale profonda e intima.
Le sue mani sul mio capo spingono la lingua ancora più dentro. Ho in bocca il suo sesso, bevo i suoi umori, stringo tra le labbra la clitoride e la stimolo con delicati colpi di lingua che le danno un infinito piacere.
Mamma è finalmente mia!
Sento che è pronta ad esplodere.
“SSSIIIIIII……”
È violento il suo primo orgasmo! Mamma gode come una puttana, una zoccola che vuole godere di più.

Guardo mia moglie che spompina nostro figlio. E a gambe oscenamente allargate, come la più consumata delle troie, si masturba. Due dita sono perse nell’intima fessura e anche lei geme intensamente.
Sono due donne stravolte da una perversa passione.
Mia madre ha ripreso in bocca il mio cazzo, il calore della sua bocca mi fa impazzire. Il cazzo palpita frenetico tra le sue labbra. Incrocio il suo voluttuoso sguardo e irrigidendomi un potente schizzo si perde nella sua gola.
“si godoooo, dio mamma quanto sei troia”.
Le schizzo il mio piacere in viso, lei lecca avida come una consumata baldracca si spalma la sborra sul seno e con le dita raccoglie la sborra portandola alla lingua.

Anche mio figlio viene tra le labbra di sua madre. Schizzi impetuosi sporcano un corpo eccitato.

Le nostre lingue si uniscono in un i****tuoso bacio mentre i nostri corpi vibrano pronti per un doppio in....to.
100% (2/0)
 
Posted by alex1983
2 years ago    Views: 465
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