Quattro Ragazze Ed Una Grande Scopata!

Era un pomeriggio di inizio stagione primaverile di qualche anno fa, mi recai in un centro commerciale per comprare un portatile a mio fratello che avrebbe compiuto gli anni. Avrebbe iniziato da lí a poco anche l'Universitá e questo mi sembrava il regalo piú azzeccato. Guardai tra le offerte di un noto negozio di Elettronica e mentre cercavo il miglior rapporto qualitá prezzo, non potei non notare quattro ragazzine, probabilmente anche loro studentesse, che non avevano nulla da invidiare a delle modelle. Vestite, anzi svestite come se fosse giá estate, con le gambe di fuori coperte da gonne microscopiche che lasciavano ben poco all'immaginazione. Sopra erano altrettanto "scoperte" da magliettine e canottiere aderenti. Non potevi non notarle, erano davvero belle! Pensai "qualche anno di meno e avrei fatto carte false per scoparmene almeno una". Ma come diceva sempre mia nonna, "dovevo sistemarmi" e mettere la testa a posto, trovandomi una brava ragazza con un lavoro e la testa sulle spalle. Quindi dopo una prima occhiata che non nascondo mi provocó un'erezione, tornai al compito primario: l'acquisto. Mentre continuavo a cercare il Computer perfetto, notai che anche loro mi osservavano. Abbassai lo sguardo e sorrisi da solo: era una bella sensazione essere ancora oggetto di sguardi alla soglia dei 7 lustri, specialmente con delle ragazzine. Poi una di loro si fece coraggio, si avvicinó a me e disse:
-senta, mi scusi?
-prego, mi dica! Gli risposi.
-ho visto che Lei sembra interessato all'acquisto di un PC. Sicuramente ci capisce piú di noi, non potrebbe darci una mano? Dobbiamo fare un regalo.
Tutto inizió qui: io che feci la parte del quasi bello & impossibile (il nuoto e la palestra come sempre davano i propri frutti) loro la parte delle ragazzine svampite, ed in poco tempo, tra una chiacchiera e l'altra, ci scambiammo i contatti di qualche Social Network, in modo tale che io potessi contattarle non appena avessi trovato un PC per le loro tasche. In altre parole quella fu la scusa per agganciarmi. Giá, perché furono loro a
volermi rivedere per prime. Ed accadde un mese dopo esatto, in una una tarda mattinata. "Chase, ho un problema a casa. La mia famiglia é fuori, ed io Martina, Roberta e Federica volevamo passare il pomeriggio qui tra film, birra e pettegolezzi tra noi donne. Ma il Satellite non funziona. Ti prego, aiutaci. Una serata senza film non é una serata degna di essere chiamata tale". Mi disse Elettra, la mia preferita, peccato la differenza di etá, altrimenti... "OK, arrivo. Oggi sono di riposo, prima di fare altro passo da voi". Risposi. Dopo un'ora ero a casa sua. Suonai il campanello e ad aprire fu proprio Elettra. Era soffocata in una gonna aderente ed un reggiseno che sembrava un costume. "Giri sempre cosí per casa?" Gli feci notare. "Fa caldo, che pretendi". Lasciai cadere il discorso, anche perché le altre non erano "svestite" da meno, sarebbe stata una battaglia persa parlare di abbigliamento consono per certe situazioni con loro. Cercai di sbrigarmi a trovare il problema del segnale satellitare, ed una volta sistemato, feci per andar via.
"Aspetta Chase, dove vai? Resta con noi" Disse Elettra.
"Devo andare e se questo é uno scherzo, ti avverto che sono incasinato oggi" gli dissi.
"Scherzo? Di che parli?"
"Non prendermi in giro Elettra. Il problema del Satellite erano semplicemente tre fili staccati che ho rimesso a posto" Risposi.
Diventó rossa, ma non si perse d'animo e confessó che voleva farmi una sorpresa per tutte le volte che l'avevo aiutata, come per il PC da regalare ad una sua amica. Onorato di tanto interesse, feci finta di nulla e rimasi con loro. In fondo un pomeriggio in mezzo a quattro fichette non era poi cosí male. E poi ero curioso di questa sorpresa. Bevemmo birra tutti e cinque. Poi Elettra disse che era arrivato il momento del mio "regalo" e mi chiese di togliermi la maglietta e di sedermi sulla sedia vicino al termosifone. Domandai il perché della maglia, ma lei disse che faceva parte del gioco. "OK, accetto". Sembrava divertente ed eccitante. Dopo essermi seduto, mi misero una benda sugli occhi. Fino all'ultimo non dovevo vedere. Dopo qualche minuto mi chiesero di mettere le mani dietro la sedia e poggiarle sul termosifone. Due di loro si avvicinarono ed in pochi secondi mi trovai ammanettato. Dove le avevano prese delle manette? In un Sexy Shop? Un parente nelle forze armate?
"Che state facendo?" Dissi.
"Tranquillo, é tutto OK. Fá parte del gioco e della sorpresa. Ora ti togliamo la benda, ma non aprire gli occhi fino a quando non te lo dico io" Rispose Elettra.
Mi tolsero la benda e mantenni la parola data, rimandando la questione della provenienza di quei bracciali d'acciaio. Aspettai quindi un loro segnale. "OK Chase, ora puoi aprire gli occhi" Disse Elettra. Quando aprii gli occhi non credevo a quello che stavo vedendo, erano tutte e quattro di fronte a me: Elettra, Martina, Roberta e Federica, tutte... tutte completamente nude! Ci furono diversi secondi di silenzio da entrambe le parti e mentre cercavo di formulare un pensiero, le osservai attentamente una ad una. Elettra: per me la più bella di tutte. Una mora da un metro e settanta, lunghi capelli leggermente mossi e due tette formose. Ma quello lo immaginavo da un pezzo, con quelle magliette aderenti era facile prevedere lá sotto due bombe esagerate. Ma viste cosí, sembravano ancora piú grandi. E poi i capezzoli, circondati da due areole piú grandi della norma, almeno un centimetro di circonferenza. La sua fica invece fu una scoperta, me la immaginavano depilata, come fanno oggi quasi tutte le ragazze giovani. Invece era al naturale, nera, non si vedevano nemmeno le grandi labbra. Era perfetta, la mia donna ideale se avesse avuto qualche anno di piú. Non potevo nascondere la mia eccitazione, che era evidente dal rigonfiamento dei pantaloni. Poi osservai Martina, piú o meno stesso fisico di Elettra, ma con qualche Kg di piú e qualche centimetro di meno in altezza, ma sempre ben proporzionata. Anche lei aveva due belle tette, leggermente calate, probabilmente a causa di una qualche dieta perche notai delle picccole smagliature sulla parte alta, ma erano comunque belle grosse. Anche lei non aveva la fica depilata, ma era meno folta della precedente. Si metteva male per me, erano passati pochi secondi e giá sentivo il pisello esplodere. Guardai successivamente Federica, forse la piú piccola del gruppo, in tutti i sensi. Era la piú bassa e la piú magra, lunghi capelli biondi lisci, un piccolo seno che forse non arrivava oltre la seconda ed una fichetta completamente rasata. Mi ricordava le mie prime scopate. Infine vidi Roberta e la cosa che notai subito erano i suoi seni asimmetrici, il destro era leggermente piú liccolo del sinistro e tendeva ad "andare" verso l'esterno, staccandosi cosí dall'altro. Erano davvero eccitanti quelle tette, anche se immaginavo che lei magari per quella "diversitá" ci soffrisse. La fica era depilata a metá, una piccola striscia nera al centro e rasato tutto il resto.
"Non dici nulla Chase?" disse Elettra avvicinandosi a me insieme alle sue amiche.
"Dico che la sorpresa é riuscita molto bene. Ma ora toglietemi le manette e finiamola con questa storia".
"Vuoi dire che non ci desideri, che non vuoi scoparci? Che non ti piacciamo nemmeno un pó?" Continuó Elettra.
Ormai le avevo di fronte, cazzo quanto erano belle e piene! Ispiravano sesso da ogni poro. Sentivo il mio pisello pulsare. "Siete delle gran fiche, lo ammetto, ma abbiamo una grossa differenza di etá, quindi liberatemi cosí me ne vado" conclusi non molto convinto. "Siamo delle gran fiche? Hai detto che siamo delle gran fiche? Allora perché vuoi andare via? E poi da quando per voi uomini l'etá di una donna, specialmente se piú giovane, é stato un problema? Siamo tutte maggiorenni, anche se da poco ed io non sono piú vergine Chase, quindi rilassati... anche perché il tuo cazzo qui la pensa diversamente" Giá, non era piú vergine, chissá quanti cazzi aveva drizzato con quel fisico. Ed in aggiunta a quelle parole, Elettra mise una mano sul mio pisello duro ingabbiato nei pantaloni per dimostrarmi che non si sbagliava. Perché quel gonfiore, quel bozzo, reclamavano una scopata. Poi guardó le sue amiche con aria di complicitá e prima che mi rendessi conto della loro idea, afferrarono tutte quante i miei pantaloni sfilandomeli di colpo. Il mio cazzo spuntó fuori come una molla, dritto e gonfio come non mai. Federica, la piú giovane, lo toccó per prima e disse: "ora ci pensiamo noi a Lui". Inizió Roberta a provocarmi, i suoi seni asimettrici mi facevano impazzire, si mise sopra di me a gambe aperte senza sedersi sul mio cazzo. Lo sfioró leggermente con la sua fica pelosa, quel tanto per farmelo rimanere dritto, ed inizió a toccarsi le tette davanti la mia faccia. Giocó cosí per diversi minuti, poi si tolse per sdraiarsi a terra insieme a Martina. Intanto Elettra e Federica si misero in ginocchio vicino a me, ed iniziarono a massaggiarmi l'interno coscia. A terra le altre due si misero una di fronte all'altra, aprirono le loro gambe e le misero ad "X" in modo tale da potersi strusciare la fica una con l'altra. Era uno spettacolo da infarto. Le vedevo muoversi lentamente senza fermarsi. Il mio cazzo voleva possederle, entrare dentro di loro e dargli quello che stavano cercando: un pieno di sborra! Ma non potevo muovermi, erano loro a condurre il gioco. Elettra intanto continuava a massaggiarmi l'interno coscia, ogni tanto si alzava e mi strusciava le sue tette sul viso. Almeno fino a quando non diede il cambio alle struscia-fica mettendosi al centro della sala. Era il suo turno. Inizió a toccarsi ovunque, prima le grosse tette, poi la sua fica dannatamente pelosa. Intanto Martina e Roberta presero il suo posto vicino a me. Una non smetteva di toccarmi le palle, l'altra ogni tanto prendeva il mio cazzo in mano cercando di farmi una sega. Giá, perché dopo tre o quattro movimenti su e giú, smetteva. Il loro scopo lo avevo capito, erano tenermelo duro il piú a lungo possible. Intanto Federica continuava il suo massaggio sulle cosce. Stavo impazzendo. Se non mi veniva l'infarto quel giorno, non mi sarebbe piú venuto. Elettra continuava il suo ballo, la vidi afferrare una tetta e giocarci. La massaggiava e schiacciava a tempo. Dopo la vidi masturbarsi, vidi le sue dita entrare nella sua fica. Martina invece non smetteva di toccarmi il cazzo, ci giocava alzandomi e abbassandomi la pelle della cappella. A quella visione il mio uccello inizió a pulsare sempre piú, complici anche i delicati movimenti di Martina sul mio pisello. Forse c'eravamo, potevo sentire la sborra salire lungo l'asta, le avrei innaffiate di crema calda finalmente. Ma anche le ragazze si accorsero che ero arrivato, complice anche un mio gemito che lasciava presagire la futura sborrata, stavo per venire. Roberta scansó subito Martina e Federica, pensavo non volesse che le sporcassi con i miei schizzi, ma mi sbagliavo. Quello che fece dopo mi permise di capire che era veramente una macchina del sesso per la sua giovane etá. Afferró con forza il mio pisello di marmo con la mano destra e con il pollice spinse con decisione il frenulo sotto la cappella, intanto con la sinistra mise due dita tra lo scroto e l'ano, spingendo anche qui con forza. Sentivo la sborra che cercave di salire, l'avrei innaffiata di sperma, ma con quelle sue mani, con quella tecnica imparata chissá dove, bloccó la fuoriuscita. Sentivo il cazzo battere nella sua mano come un cuore dopo una corsa, ma non uscí nemmeno una goccia di sborra. Poi lo molló delicatamente, lasciando il mio pisello che cercava riposo afflosciandosi ma pieno ancora di liquido. "Roberta, toglimi questi bracciali. Iniziano a farmi male le palle, devo svuotarle, é da troppo tempo che stó a cazzo dritto" Gli dissi. "Non ancora amico mio, lo spettacolo é appena iniziato, schizzerai la tua sborra quando sará ora" rispose Lei. E mentre iniziava nuovamente a massaggiarmi le cosce, a masturbarmi, avvicinó il suo volto al mio pisello, lo sollevó, tiró fuori la lingua e mi leccó tutta l'asta. Partì dal basso e lentamente salí su, per fermarsi all'inizio della cappella, sopra il frenulo. Con la punta della lingua lo stimoló pochissimi secondi, quel tanto per far uscire qualche goccia di sperma e riportare il mio cazzo dritto. Poi appena vide quel principio di sborrata, smise. Non voleva rischiare di farmi venire. Elettra allora continuó il suo spettacolo. A masturbarsi davanti ai miei occhi cercando di alzare la posta, la mia eccitazione. Vidi che prese una bottiglia di vino vuota e se la infiló lentamente nella sua fica, poi la tolse per poi rimettersela dentro di nuovo. La volevo, il mio cazzo reclamava quel buco peloso, doveva esserci lui lí dentro. Successivamente a quel gioco, leva e togli la bottiglia dalla fica, si avvicinó a me. Gambe divaricate sopra di me e se la mise di nuovo nella sua fica. Potevo vedere il cono di vetro entrare dentro e mentre con una mano sfioró il mio pisello, inizió a pisciarci dentro. Stavo morendo, cercavo di spingere lo sperma fuori per svuotarmi, ma il risultato, senza stimolazione, non fu altro che le solite gocce di sborra. Mi arrivarono schizzi di piscio addosso, poi si tolse la bottiglia e si mise sopra di me, continuando ad urinare. Una pioggia calda bagnó il mio pisello e sentii anche un lieve bruciore sulla cappella che diventó rossa. Poi avvicinó le sue enormi tette a me, ora potevo sentirle perché me le schiacció in faccia, quasi a soffocarmi. D'istinto ho aperto la bocca ed ho iniziato a leccare prima il capezzolo e poi quella grossa areola che lo circondava. Lei alzó le mani ed inizió a toccarsi la tetta, la stessa tetta che non potevo smettere di leccare. Inizia a mordere quel duro capezzolo e poi a succhiarlo. Lei contiunuó a toccarsi la tetta, fino a quando non la strinse con forza, schiacciandola e facendo uscire del liquido caldo che mi finí dritto in bocca. Uno , due, tre, quattro schizzi di quello che sembrava latte, nella mia bocca. Mi piaceva e lo mandai giú. In quello stesso istante, piegó le gambe e lentamente mise la sua fica sul mio cazzo, si aiutó con una mano e se lo mise dentro. Entró con facilitá e lo fece scivolare nella sua piú profonda intimitá. Era calda, caldissima e umida. Si muoveva in senso orario, alternato da qualche movimento a stantuffo. Sentivo che stavo per eplodere, questa volta sarei venuto. Ma come una brava veggente, se ne accorse che stavo per godere e sul piú bello si alzó lasciando il mio cazzo dritto davanti agli occhi di tutti aggiungendo: "Ora é il turno di Federica". E mentre Lei si avvicinava, una delle altre ragazze prese una macchina fotografica digitale. "No, le foto no" dissi subito mentre Federica prendeva posizione sopra di me. "Rilassati, non sono per noi. Alla fine le avrei tutte per te. Sará il nostro ricordo, a patto che prometti di cancellare poi i nostri volti" Disse sorridendo Elettra. E mentre Federica iniziava la sua discesa sul mio cazzo, una di loro inizió a s**ttare foto. Federica sembrava piú impacciata della sua amica e quando cercó di mettersi il mio pisello dentro, avvertii una certa resistenza della sua fica. Ora la potevo vedere da vicino: liscia, rosa e umida, con due grandi labbra di grosse dimensioni. Sentivo che stava entrando, ma la sua fica era davvero stretta, ma questo non fece altro che aumentare il mio piacere. Roberta non voleva correre rischi e mentre Federica si muoveva lentamente sopra di me, lei mise di nuovo due dita sotto le mie palle per non farmi sborrare. Che intenzioni avevano? Farmi esplodere i coglioni? Non li avevo mai visti cosí gonfi e non ero mai stato cosí tanto tempo a cazzo dritto senza sborrare. Le palle davvero iniziavo a darmi dolore. Federica continuava a muoversi su e giú, sentivo la sua fica e le sue labbra spingersi sul mio cazzo, schiacciarlo con tutto il suo peso. Pensavo che questa volta sarei venuto, ma fece prima lei. Sentivo le sue piccole labbra pulsare sul mio cazzo, stava avendo un orgasmo, ne ero certo. Avvertivo anche un liquido sulla mia cappella, ora bruciava. Ed infatti non mi sbagliavo, perché sentii subito un urlo di piacere. Poi, sudata di piú rispetto alle altre, si sfiló dal mio cazzo e si fece indietro per andare via. Non avrei resistito molto, ma guardando il mio pisello, vidi qualcosa che inizio a spegnere l'erezione: del sangue sulla mia cappella! Ecco cos'era quel liquido che sentivo mi bruciava. Lo sapevo, quella fica troppo stretta e forse poco lubrificata, mi aveva staccato la pelle dalla cappella. Mi aveva lacerato il frenulo. "Liberatemi, stó sanguinando" dissi urlando. Ma nessuna sembrava preoccupata ed Elettra disse per tranquillizzarmi: "Rilassati Chase. Non é il tuo pisello a sanguinare, ma la fica di Federica. Lei era ancora vergine, ed ha scelto te per la sua prima volta". Non sapevo se essere contento per l'onore riservatomi o incazzato per non essere stato avvisato. Se lo avessi saputo... giá, se lo avessi saputo cosa avrei fatto? Te la saresti scopata lo stesso Chase, l'avresti sverginata comunque, non esere ipocrita. Poco dopo tornó Federica, si avvicinó a me con in mano delle salviettine umide. Inzió a pulirmi il pisello, o almeno lo credeva, per me era ancora una lenta masturbazione. Poi avvicinó le sue labbra alle mie e fece quello che nessuna ancora aveva fatto: mi bació sulla bocca. Un semplice e delicato bacio. Poi mi sussurró all'orecchio qualcosa: "grazie Chase". Ma la festa non era finita. Roberta e Martina si avvicinarono, iniziarono a toccarsi e poi una di loro si mise a cavallo su di me. Ora il mio cazzo era nella fica di una di loro: due, tre, quattro stantuffate e ci fu il cambio. Di nuovo su e giú, su e giú. E mentre una aveva il mio cazzo dentro, l'altra si masturbava davanti ai mie occhi. Fecero questo gioco per un bel pó, fino a quando tutte quante si misero di fronte a me. "Il gioco è quasi finito Chase, dovrai fare un'ultima cosa per noi perché il regalo sia completo. Dovrai chiudere gli occhi, noi ti toglieremo le manette e dovrai riaprirli solo quando te lo diciamo noi. Non cercare di toccarti il cazzo per svuotarlo, lo sappiamo che sei carico. Ma fidati, ne varrá la pena" disse Elettra. Finalmente questa tortura era finita e decisi di dargli retta. Chiusi gli occhi e aspettai di essere liberato. Qualche minuto dopo una voce mi disse: "Ora puoi aprirli". Erano lì, ancora nude, sdraiate per terra e tutte con le gambe divaricate. "Scegli una di noi Chase. Scegli una di noi e svuota le tue palle. Facci il pieno di sborra" disse Elettra. Mi avvicinai a loro, con il mio cazzo dritto e le palle gonfie come un pallone. "Allora? Non dicevi che ti facevano male le palle? Metticelo dentro e liberati di quel carico" stavolta fu Roberta a parlare e mentre diceva quelle parole, sollevo una gamba e mi diede un colpetto alle palle, poi un secondo. "Andiamo Chase. Siamo qui" un altro colpo alle palle, ma quello fece esplodere il mio cazzo prima ancora che lo buttassi dentro ad una di loro. Un primo grande schizzo venne fuori, centrando proprio le tette ed i capelli di Roberta, poi una seconda lunga sborrata colpí il divano. Stavo sborrando alla grande, come un vulcano in piena eruzione, senza sfondare una fica. Non volevo che finisse cosí. Mi gettai quindi immediatamente sulla mia preferita, Elettra, con il pisello che ormai viveva di vita propria e continuava a sborrare in tutte le direzioni. Non pensavo che le mie palle potessero contenere tutto quello sperma. Mi aiutai con una mano e glielo misi dentro quella sua fica pelosa, prima che il mio cazzo smettese di sputare. Poi lo spinsi con forza dentro piú volte, doveva arrivargli in gola la mia cappella e la mia sborra. Non só quante volte fossi venuto ancora, ma só che rimasi sopra e dentro di lei per un pó, nonostante non sentissi piú il mio pisello spingere sperma fuori. Dopo diversi minuti lo sfilai dalla sua fica, mi sdraiai di fianco a loro con il volto rivolto verso il tetto e restammo in quella posizione, in silenzio, per molto tempo. Poi ci alzammo, io con il mio cazzo ridotto ad uno straccio e loro con le loro fiche ancora umide, tranne quella di Elettra che aveva sulla sua fica pelosa ancora i segni di un'abbondante sborrata che colava fuori dalle sue grandi labbra. Ci facemmo poi la doccia insieme.
Ma il mio cazzo sembrava non averne abbastanza. Mi sentivo umido tra le gambe, ma non era acqua, bensì sperma. Abbassai lo sguardo e misi una mano sul mio uccello che continuava a sborrare senza che io lo toccassi. Poi alzai lo sguardo, Elettra e tutte le altre non c'erano più. Mi guardai bene intorno ed il bagno anche era "scomparso". Ora ero nel letto di casa mia. Sdraiato, sotto le coperte e con il pigiama bagnato.
Mi venne da ridere con me stesso.
Avevo sognato tutto!


chasedessler@katamail.com
100% (3/0)
 
Categories: Sex HumorVoyeur
Posted by Chase90
1 year ago    Views: 390
Comments
Reply for:
Reply text
Please login or register to post comments.
No comments