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Sofia scopre nuovi orizzonti

... sposato con Sofia. Enzo amava Sofia. Anche Sofia amava Enzo. Sessualmente erano soddisfatti, ma Enzo voleva portare Sofia ad ... e Milano scopre che esistono ancora le stelle. Una sera fresca e leggera. Era teso ed emozionato. A destra sedeva Sofia. Sofia non ... ... Continue»
Posted by sexfriend2 2 years ago  |  Categories: First Time, Lesbian Sex, Voyeur  |  Views: 1003  |  
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Campagna Toscana

Siamo nelle tue campagne toscane, abbiamo deciso di vederci per la prima volta nello scenario primaverile, una rivoluzione naturale della terra, gli odori dell'umidità invernale sono all'altezza dei nostri nasi, possiamo sentire l'elettricità condotta dal vapore acqueo della natura su cui ci stiamo conoscendo, il nostro scorticarci digitale ha dovuto scontrarsi con il reale, per incanto è un nuovo inizio, una ricchezza di pochi, essersi sfregati cerebralmente per mesi, aumentando a dismisura tutta la sfera emotiva immaginifera, pensando di esserci conosciuti, e invece, l'incontro ha spazzato via come una tempesta le nostre piccole certezze.

Ci siamo intravisti, da lontano, è il campo di grano, ancora acerbo, appena nato, il periodo è quello adatto, mi sono detto, se deve essere che sia primavera, che sia l'inizio della fotosintesi, il mio corpo è teso, sento l'agitazione che spinge le mie interiorità con forza centripeta verso lo stomaco. Mi vedi, mi fai un cenno con la testa e con la mano, vedo la tua agitazione, ti guardi intorno, è evidente la tua inquietudine, cammini a s**tti, sei molto elegante anche se siamo sull'erba, hai un giubbotto di pelle nero, raffinato, hai un paio di leggins neri, attillati, mostrano le tue gambe, mostrano il tuo corpo tagliato per metà, hai una gonna che lascia intravedere le tue curve, le tue gambe ben scolpite, porti stivaletti, una pelle naturale di vitello chiara, sono le tipiche calzature da educazione siberiana , mi chiedo se mai avrai letto Lilin, non sono volgari, si sposano con la tua fisionomia, hai un foulard al collo, è sgargiante, ha tonalità chiaro scuro, è una fantasia orientale, porti una borsa sulla spalla, è chiara come i tuoi siberiani stivali, di pelle morbida, assomiglia ad una goccia attaccata alle stringhe, mi colpisce. Mentre ti avvicini mi chiedo cosa potrai mai avere dentro la borsa, cosa potrai mai avere dentro la testa, cosa potrai mai pensare nel osservarmi, nel tuo incedere verso di me, sono abbastanza imbarazzato, per quanto sicuro di me, sono un timido, sono una persona che annusa subito i pericoli, sente subito se chiudere in due minuti oppure sedersi per una partita a scacchi. Non mi dai modo di capire, porti occhiali scuri, non riesco a vedere l'elettricità degli occhi, sei a dieci metri, comincio a vedere il tuo piccolo cuoricino sotto l'occhio destro, comincio a vedere lo spessore dei tuoi capelli, fili elettrici di dimensioni miniaturizzate, sono castano scuro, lisci, sono belli. Sono incantato, sei a cinque metri, posso cominciare a vedere che dietro le lenti ci sono i tuoi occhi, li vedo fieri, ma disponibili nell'affrontare la traversata del campo di grano acerbo, appena nato, gattonanante di vita. Ho la bocca asciutta, è l'agitazione, sento il cuore, sento il sangue che scorre, sento il mare che fonde, sento il mio cervello che reclama parole.

Ti fermi, mi sorridi, ti togli gli occhiali, e mi dici:

Non hai niente da dirmi?

Per la prima volta sento la tua voce, acuta, chiara, la tua provenienza m'inganna, sento un accento toscano che mi fa sorridere, tu mi osservi, non capisci, lascio passare qualche secondo, avrei mille strade da intraprendere, potrei giocarmi la carta signorile, potrei tutto, ti aspetti un contatto, una stratta di mano, un abbraccio. Tu non sai chi sono io, il digitale mi ha dovuto rendere conforme per chiarezza nell'accettare i tempi imposti dalle tue e dalle mie esigenze, ora no, ora siamo di fronte, ora il tempo è nostro alleato, spero tu capisca. Ti sorrido, ancora tu non conosci la mia voce, conosci i miei segreti, conosci le mie nebbie, conosci i miei soli, ma non conosci il suono di questo campionario.

Dopo qualche secondo osservando il tuo fastidio crescente ti dico solo queste poche parole:

Sono molto agitato, sarò franco con te come lo sono sempre stato, non sò come finirà, intanto siamo quà.

Sento che il mio viso è rilassato, sento che la mia voce ha una buona tonalità, quella che prediligo, profonda, avvolgente, accogliente. Ti chiedo di poter fare solo una cosa prima di incamminarci verso un qualcosa che non sappiamo, non abbiamo programmato nulla, solo l'orario ed il luogo, per me il dopo non c'è, c'è l'ora e quello che ne conseguirà. Ti chiedo:

voglio annusare la tua pelle e i tuoi capelli, vorrei trovare le conferme degli odori che mi sono immaginato, posso?

Sono un bambino , la fase olfattiva è per me importante quanto la sfera fisica, l'incastro parte dagli odori. Accetti, mi sorridi, mi dici:

Sei come ti ho immaginato, sei come ti sei mostrato, sia fotograficamente che interiormente.
Questa tua affermazione mi toglie ogni bruciore, ogni timidezza, ogni sofferenza nell'essere arrivato su questo prato, mi avvicino, ti sorrido, i miei movimenti sono lenti, le luci delle mie sensazioni sono al massimo, sento che sto trapassando la tua barriera di difesa, la tua aurea è abbassata, non ci sono scontri, posso sentire con il naso il calore del tuo corpo, sono a pochi centimetri dalla tua pelle ma sono già in grado di distinguere i tuoi aromi, appoggio il naso sul tuo collo, tu sei in piedi davanti a me, hai alzato la testa, ti sei data a Dracula. Il mio naso assaggia la consistenza della tua pelle, morbida, delicata, fresca, tesa, profumata, arrivano le mie labbra, sono sedute sul posteriore del mio avvicinarmi, le appoggio, sento una scarica elettrica che mi scuote, odore e sapore, un voltaggio alto, un elettricità umana, sento le pulsazioni del tuo cuore, ho la carotide nelle mie labbra, sento la vita pulsare. Vorrei poter fermare l'emozione di quello che sento, poter s**ttare una fotografia da archiviare nell'album della mia memoria. Sento che sorridi, sento che la mia pelle e il mio odore non ti disturbano, sento che la tua mano si appoggia alla mia spalla, sento l'altra mano che si appoggia sulla mia schiena, sento che mi abbracci, sento che mi stringi, sento che piangi, sento che ridi, sento che vivi.
Mi sembra impossibile una dolcezza tanto grande esplosa nell’abbraccio liberatorio, ancora posso sentire il vapore acqueo del nostro incastro, ancora posso sentire la consistenza del tuo corpo, ancora nelle narici ho dinamite, esplosioni di identità antiche, la tua, direttamente nella mia testa.
Siamo in piedi, il nostro abbraccio si è sciolto, come i nodi dei nervi che provocano dolori, ci stiamo guardando, siamo fisicamente diversi, io sono alto un metro ottantadue circa, ho un fisico da rugbista, i miei capelli sono biondo castano, qualche filo bianco, ho basette lunghe, pizzetto, porto occhiali da intellettuale, eleganti, mi aggraziano il viso, ho occhi verdi, la mia pelle è lattea, le mie mani sono curate, non presentano segni o escoriazioni Tu sei minuta, alta un metro e cinquantasei, sei magra, hai capelli castano scuro con rilessi rossi, fini, lisci, hai pelle marziana, il pallore è principesco, gli occhi sono lame, sono delle linee, la pittrice, tua madre e lo scultore, tuo padre, hanno fatto un capolavoro, una bocca dolce, la tua anima muove le espressioni come un burattinaio interiore, m’incanta l'espressività, viene da altri mondi, mondi interiori, mondi emersi in altre posizioni. Penso che potremmo anche essere consanguinei, entrambe abitanti del mondo, entrambe nelle nostre vite siamo degli Icaro contemporanei, al posto delle ali di cera, voliamo nelle connessioni , connessioni sicure, sospensioni elettriche al centro dei server, la dipendenza dall’elettricità è il rischio che abbiamo deciso di correre fino a questo momento. Ti prendo la mano e con una magia i nostri piedi ritornano ad essere animati, erano affondati nella terra come alberi secolari, come se fossimo li dalla nostra nascita, espulsi con ancora addosso la camicia primordiale, bagnati con un liquido amniotico, siamo vergini per entrambi, belli, la campagna toscana è ai nostri piedi. C’incamminiamo altrove, rimaniamo in silenzio, siamo nella sintonia silenziosa, la più bella, la più profonda, non abbiamo bisogno di riempire vuoti con parole buttate casualmente, siamo quello che siamo, con le nostre timidezze, con le nostre anime, con le nostre differenze. La curiosità non sta nel sapere in modo nozionistico la tua vita, i tuoi segreti, le tue emozioni, i tuoi problemi, è già tutto chiaro, mi hai già scritto tutto, sono il custode privilegiato della tua anima profonda, non sento l’esigenza di riparlare di cose che già mi hai detto, sento l’esigenza solo di completare il puzzle costruito, tagliato in tasselli e montato, ora è il momento di colorare il puzzle con tutto quello che è necessario, emozioni registrabili con gli occhi e con i pori della pelle. Anche tu sai tutto di me, ti ho scritto la mia biografia, nel bene e nel male, ho pizzicato le mie corde più profonde, ti ho mostrato le mie fragilità, le mie crisi interiori, le mie frustrazioni, le mie luci, non devo puntualizzare nulla di più di quello che ho già fatto. Siamo entrambi fidanzati, io di lungo corso, tu ti trovi in una relazione iniziata poco prima che le nostre anime si scontrassero. Situazioni opposte, deflagranti, entrambe però nella stessa condizione, scegliere, sapendo che il tunnel ci sarà, e non sarà corto, non sarà comodo, e l’uscita è incerta.
Ci siamo scambiati pochissime parole, probabilmente entrambi sentiamo l’esigenza di recuperare un silenzio che non ci siamo mai potuti concedere a causa della barbaria contemporanea, short message, post, lettere d’amore non scritte di pugno ma digitate con la danza delle dita, svestite in rappresentazioni teatrali, la tastiera il palco, lo schermo la platea.
Il paesaggio mi scalda, i colori trasformano le mie sensazioni, sento il tutto che converge negli occhi, sento gli uccelli che ritornano nelle mie interiorità, sento un tumulto naturale, ti osservo, sei rapita dall’energia, senti anche tu la via, la bolla speciale per gente come noi di speciale disperazione. Ti chiedo senza peli sulla lingua :

E adesso? Come usciamo da questo incantesimo? Come facciamo a tornare a casa? Come facciamo? Aiutami perché credo di non avere strumenti nel gestire il dopo, aiutami a capire dove è la mia casa, dimmi se sei tu la mia casa.

Ascolti le mie paure, ascolti le mie involuzioni, mi sorridi, mi accarezzi il viso, mi tranquillizzi, sento che sei una donna magnifica, oppure sai cosa devi fare per tranquillizzare un uomo, non so, ma sento le mie risposte che vengono a galla come il perlage dello champagne, ogni bollicina una parola, tante bollicine un pensiero articolato. Mi faccio tranquillo, quieto, domino l’ansia, e ti chiedo scusa, viviamoci il presente poi domani vedremo se le sedimentazioni di questa giornata saranno imponenti come il calcare dell’acqua.
Le nostre mani sono salde, incollate dalla consapevolezza di dover e poter godere di tutta la giornata, di tutta la luce, di tutta l’energia disponibile. Sentiamo il bisogno di sederci, c’è un tronco d’ulivo, probabilmente tagliato per colpa della neve che ha appesantito la sua storia, sediamo uno di fianco all’altro. Sappiamo benissimo a cosa andremo incontro, sono seduto con i gomiti appoggiati alle ginocchia, le mie mani tengono indietro i miei capelli, sono accucciato come se dovessi proteggermi da quello che accadrà, voglio che accada, ci mancherebbe, mi annichilisce il saluto che avverrà, e mi chiedo se abbia un senso volare in cielo per qualche ora per poi ritornare sulla terra con un senso di disgusto, di vanità. Tu sei alle mie spalle, mi volto, incontro gli occhi, incontro l’anima, incontro la tua voglia, riconosco la mia voglia, appoggi il tuo palmo sul mio viso, vorrei sciogliermi dentro ed entrare nel tuo flusso sanguineo, vorrei poter accedere ai tuoi segreti interiori più profondi sotto forma di globuli rossi. La mia mano cerca il tuo viso, lo trova, si abbandona, due statue che si sorreggono sull’ulivo, albero del mondo, albero della pace, albero dell’amore. I nostri occhi non si staccano neanche per un secondo, il tempo è contemporaneamente fermato, perché non passi e non finisca, accelerato per recuperare passato e futuro. Siamo attratti come calamite, le mie labbra sono la carica negativa, le tue quella positiva, sentiamo il magma greco che ci attrae, non riusciamo più a res****re, le nostre bocche s’incontrano, come due filosofi antichi che si confrontano, si studiano, si assaggiano, i discorsi si fanno profondi, pizzicano le corde vocali in accettazioni consenzienti nel dipingere nuovi orizzonti, orizzonti orari. Le nostre braccia si serrano sulle schiene, si tirano, si tendono allo spasmo, sento la tua voglia di portarmi dentro, sento la mia voglia primitiva di stritolare l’amore, il cuore. Non riusciamo a trattenerci, la mia bocca ha bisogno d’esplorare, mi sento il tuo Marco Polo, mi sento in Cina, sono in Cina, posso percepire il tuo pulsare guerriero e fiero, posso sentire il tuo pudico abbandono, filo della cultura alla pari. Sento il tuo collo abbandonato in convulsioni, so che non è il collo e nemmeno il cuore, è il cervello, è l’elettricità della storia, è il compimento del viaggio nel trovare viandanti affini, persone con le quali garantirsi il proseguimento della specie umana, non etnica, una scelta primitiva che mette al di sopra la detonazione inconscia, le parole sono solo convenzioni sancite, quello che rimane è una forte eccitazione reciproca, una forte attrazione da consumare per poi riaccenderla e così via in un infinito perfetto.
Le nostre bocche cercano di dissetarsi nell’altro, cercano di fare il pieno di energia, sono baci profondissimi, sono baci che mandano a fondo, vanno fino in fondo, siamo due universi convergenti, siamo duo mondi paralleli, incontrati per caso, per ostinazione, per cortesia, per sensazione. L’ulivo è il testimone delle nostre promesse d’amore, non dette, sancite dalle nostre salive, dalle nostre creature biologiche, dal nostro volere di eterno. Ci guardiamo negli occhi, conosciamo gli sguardi di chi deve assecondare l’urgenza dell’amore, le pupille scintillano, l’iride si contrae e si gonfia, emana il suono della vittoria, posso sentire il magma interiore, il mio ed il tuo. Il tuo baciarmi mi ha scosso, sento i brividi lungo la schiena, tu li rincorri con le dita, invano cerchi di spegnerli, per fortuna la fiamma è arrivata alla base della mia nuca, sono detonato, le schegge elettriche scorrono nei nervi portando endorfine e adrenalina, sento il corpo tendersi, sento l’inevitabile scossa sulla parte di me che rende palese la mia eccitazione, rende palese la mia necessità di entrare dentro alla tua intimità. Sento le contrazioni del tuo bacino, sempre più schiacciato, sempre più danzante, sei sopra, ti sei seduta mettendo le gambe nel senso contrario alle mie, sento il tuo respiro profondo, sento la tua dolce eccitazione, sento l’inconfondibile tremore. Mi stai baciando il collo, la tua lingua scrive messaggi in codice, un segnale morse per sottomarini, è una richiesta d’aiuto, il tuo incendio sta divampando dalla nuca ai piedi concentrandosi all’altezza del cuore, sono certo del tuo segnale di sos, mi stai chiedendo di fare l’amore, me lo sussurri nell’orecchio, posso sentire il vapore. Ti prendo le mani con il viso e delicatamente ti posiziono gli occhi davanti ai miei, tu cerchi di baciarmi, con la tua carne umida tocchi le mie labbra, ma devo riprendere lucidità, devo ragionare, metto la mia mano sulla tua bocca per fermarti:

Io: Fammi parlare, ascoltami, non possiamo farlo qua, chiunque potrebbe vederci!

Tu: Non mi interessa, voglio fare l’amore con te, non mi frega niente se qualcun ci può vedere.

Continui a cercare la mia bocca, la mia lingua, vuoi farmi tacere, non vuoi sentire i pericoli, ho la conferma di quanto già avevo capito, sei uno spirito indiano, una splendida incosciente, una giovane donna che non si preoccupa delle conseguenze, ora e adesso è il tuo credo.

Io: Voglio poterti esplorare, assaggiare, voglio banchettare con te, voglio potermi abbandonare alle tue braccia, ai tuoi pensieri, alle tue parole ma ti prego ragiona!

Tu: Lo possiamo fare qua, guardati attorno, non c’è nessuno, non ci sono case, siamo qui, io e te, da mesi che aspettiamo questo incontro, voglio che il nostro scontro sia completo, domani voglio svegliarmi con le lacrime agli occhi per la felicità del tuo odore sulla mia pelle, domani voglio piangere perché dovrò fare delle scelte, ho bisogno di sentirti dentro, voglio capire se i nostri corpi s’incastrano, voglio apprendere chi sei.

Queste parole mi turbano, sento le mie viscere che si rivoltano al cervello, non mi tocca altro che fare l’arbitro di me stesso, capire se gli sfidanti stanno giocando senza scorrettezze. Sento la mia palpitazione umana, comincio a sentire l’odore inconfondibile della mia e della tua voglia. La tua testa si è ripresa di diritto la mia spalla, le tue mani mi avvolgono collo e nuca, le tue dita mi tirano i capelli come se dovessi distrarmi dai miei pensieri, nell’orecchio cominci a cantarmi una canzone nella tua lingua, una melodia antica, mi sussurri che si canta questa canzone all’uomo della propria vita. Non riesco a crederci, non riesco a capire, ti avevo fatto delle domande alle quali tu al posto di darmi parole mi hai dato carezze, il perlage mio interiore ha trovato le risposte, tu ora mi canti l’amore, mi canti che tu sei la mia casa, devo pizzicarmi, devo risalire la china se non voglio finire in fiat uno in Cina. Passano alcuni secondi, guardo alla mia destra, osservo alla mia sinistra, questo è il casello di sola entrata, non si può tornare indietro, non si possono fare inversioni di marcia, ti guardo negli occhi, comincio a rispondere ai tuoi colpi, comincio a parlare con la tua lingua, sono strette di mano che sanciscono un patto d’onore, un patto d’amore. Le mani cominciano per la prima volta ad esplorarti, sento la tua schiena, i tuoi fianchi, le tue gambe, siamo vestiti, ma l'immaginazione mi porta a sentire la tua pelle. Mi infili le mani sotto la giacca, sotto la mia maglia, senti la pelle, le tue dita sono fredde, mi fanno venire i brividi, sento i tuoi disegni, sento il tuo piacere scaricarsi sui polpastrelli, ti stacchi dalla mia bocca, ti allontani, mi guardi, le tue mani vanno sulla cintura, la tua espressione è candida, dolce, come se quello che stiamo facendo sia il modo migliore per pulirci a vicenda, per scolpire nel tempo il nostro incontro, il nostro futuro, mettere ordine nel mondo. Mi slacci la cintura, mi sbottoni, ti fermi, vuoi anche tu essere coccolata, voi anche tu essere al centro delle mie attenzioni. Le mie mani si fanno strada, entrano dalla maglia, sento la pelle, sento la schiena scolpita dagli spasmi dei tuoi dolori, vorrei piangere per il dolore che ti sei inferta, conosco quei muscoli, conosco gli spasmi di chi piange, il tuo ventre è piatto, caldo, le mie dita arrivano al tuo seno, non porti il reggiseno. Nella mia mano la tua carne s’indurisce, i capezzoli dichiarano un urgenza materna, un urgenza di fame, posso sentire l’odore della tua pelle, posso intravedere i seni, posso assaggiare la consistenza con le labbra, con la lingua, con la faccia. Il tuo cuore batte il tamburo sulla pelle del tuo seno, i battiti profondi sono terremoti per le vene, sono infiltrazioni aliene nelle arterie dei cani randagi. Scendo in profondità all'altezza dello stomaco, all'altezza del ventre, all'altezza della tua corona, so che sotto la pelle il tuo utero è una croce ben più sacra del crocifisso cattolico, ben più sana rispetto alle millenarie paure. Mi fermo e ti guardo, con gli occhi stiamo facendo l’amore, aspetto il tuo ultimo assenso, non ci parliamo, ti limiti solo a guardarmi con un sorriso, con l’espressione di chi sa cosa vuole, e sento che mi vuoi, sento che devo entrare nella tua intimità per chiudere il nostro cerchio magico. Slaccio l'ultimo ostacolo, porti degli slip color carne, le mie dita si fanno largo nei leggins, i miei polpastrelli iniziano a sentire il calore, iniziano a sentire il vapore, le mie narici inspirando con furia raccolgono tutto l’aroma che proviene dalla tua interiorità, è un odore di te, è un odore di mare ma il mare non c’è, è un odore di sapone ma il sapone non c’è, è un odore d’amore. Prendo con le dita l’elastico, con curiosità infantile guardo verso il basso, come se non conoscessi cosa c’è, ma tu sei vergine per me, ed io per te, intravedo la tua natura, intravedo il tuo monte di venere ricoperto dalla stessa vegetazione di questa collina primaverile, non riesco a trattenere il mio respiro, la mia voglia, di assaggiarti, di farmi assaggiare. Infilo le mani dentro al guanto, sento la tua pelle liscia, ben depilata, la posizione in cui siamo non mi permette di entrare facilmente, il mio dorso della mano è sulla tua collina, con la punta delle dita arrivo in prossimità della tua vagina, i tuoi slip sono umidi all’altezza della vulva, posso distinguere molto chiaramente la densità, senza vederla sento che è fluida. Con le falangi delle dita sento il tuo fiore, sento la tua protuberanza carnosa, sento il tuo clitoride, sento le tue contrazioni, apro il clitoride alle mie volontà, lo pizzico dolcemente, lo ingigantisco, lo tranquillizzo. Il scivolare sulle tue onde elettriche, sfregare le molecole della tua intimità, lasciano fuoriuscire le tue piccole gemme, luminose, bagnate, calde, piccole sfere che si tramutano in torrente, appagamento per la mente. Il tuo piacere prende quota, sento le vibrazioni del tuo corpo, lo sfregamento del tuo bacino sulla mia felicità, sento il tuo orgasmo che arriva, stai venendo, ti stai abbandonando, stai fantasticando in mondi sommersi, la tua anima è volata via, ti vengo a riprendere, ho i fili per farti venire nei miei occhi.
Sento il tuo respiro, sento la tua guancia sulla mia spalla, sento la tua vita che si abbandona a me come un dono, sento la tua fiducia, senti il mio rispetto, senti che ti puoi abbandonare, senti che ti raccoglierò nei tuoi pianti, nei tuoi dolori. L’aria è calda, il vento soffia leggere scariche di aromi floreali, gli odori si mescolano con i tuoi, il mio trasporto è totale, il tuo abbandono è primordiale. Non resisto, la posizione non mi permette di assaggiarti, devo soddisfare la mia urgenza, sfilo la mano e porto il mio indice alla bocca, devo conoscere i sapori, gli odori. Ti stacchi, mi osservi divertita, mi guardi appagata dell’esserti concessa, ti guardo negli occhi mentre annuso il tuo piacere, odora di salsedine, è un odore dolce, vegetale, di mare, senza abbandonarti gli occhi lo assaggio, sento il salmastro tipico delle paludi, tipico dei sali minerali corporei, sa di ostrica, sa di alga marina. Vuoi banchettare con me, ti unisci ad assaggiarti, non posso fare altro che abbandonarmi al tuo desiderio, al mio destino segnato di fedigrafo, al nostro destino indiano.
In bocca abbiamo il sapore di te, abbiamo ancora il mare dentro, abbiamo ancora la rivoluzione nelle vene, possiamo percepire lo scorrere del nostro sangue, del nostro farci del male, sei con i pantaloni slacciati, ho appena sentito i tuoi umori, posso annusare il tuo sesso, siamo in una campagna che sta facendo da scenografia al nostro primo incontro, al nostro primo rapporto. I nostri sguardi sono lame, sono dinamite, ogni cosa intorno a noi viene bruciata dalle nostre voglie, dalle nostre intenzioni guerriere, mi godo questo stato liquido, questa bolla in cui il tempo è solo un ricordo lontano, sento i tuoi capelli che mi accarezzano il viso, sento il tuo piacere dissolversi nell’aria, sento la tua anima che diventa terra, sento il tuo fiore che reclama. La tua bocca mi bacia il collo, mi guardi , accenni un sorriso profondo come il tuo viso, con le mani cominci a esplorarmi, cominci ad intrufolarti, cominci a toccarmi, comici ad assaggiarmi. Il tuo tocco è dolce, non è smanioso, non è invasivo, sento un campo magnetico, sento il sole che mi porta via, sento la terra che mi accoglie nella sua storia. La scarica celebrale è violentissima, l'erezione è al massimo della sua rappresentazione. Le tue dita mi tengono in pugno, con il pollice, l’indice e il medio stringi il mio membro, accarezzi il glande, ti odio, non puoi farmi questo, sull’albero, nella campagna toscana, in una bolla temporale che è esplosa, non so dove mi trovo, non so chi sono, so solo che tu mi stai tenendo in un ostaggio d’orato, una prigionia elettrica, le tue dita e i miei jeans sono la mia anestesia. Ti bagno le dita, sono le mie secrezioni, è la mia eccitazione, mi baci, mi tiri su la maglia per poter assaggiare la pelle, leccarla, giocare con il mio ventre, ho la giacca che è diventata il sipario della tua rappresentazione, della tua liberazione. Le mie braccia ti serrano i fianchi, le mani impastano il tuo corpo, sempre più caldo, sempre più agitato, sempre più nucleare. Le dita trovano l’ingresso del cinema d’essai, sento il tuo sedere, sento la pelle, siamo avvinghiati, siamo serrati, siamo un corpo unico, la tua mano è glucosio per il mio diabete di piacere, le mie mani incontrano le tue cavità, le tue condotte umane, solide certezze, liquide emozioni. Con i polpastrelli posso sentire la tua pelle liscia, tra la vulva e l'ano, è pelle nascosta, è pelle con terminazioni nervose, fili che sono collegati direttamente al tuo cervello, è pelle viva. Sento le mie e le tue scariche elettriche, le nostre bocche sono attaccate dai cani, si morsicano, si leccano le ferite della vita, accolgono i nostri aliti profondi, rovesciamo la nostra essenza l’un l’altro come custodi di templi, appendiamo le chiavi interiori nelle nostre bocche consapevoli di trovarle per l’eternità. Le mie dita entrano, scivolano sulla tua vulva, liscia, senza ombra, dalla pelle al cuore, non ci sono inciampi, non ci sono peli sulle tua bocca, il clitoride è indurito ancora pulsante dall'orgasmo di prima, sento i tuoi umori interiori, sento le mie dita dissolversi nella tua vagina, sento il mio cervello che accende luci di brina. Sento le tue pareti, sento i tuoi confini, morbidi, delicati, umidi, sono grotte calcaree adatte per lasciare stagionare il mare, sono il tunnel che mi porterà alla tua fecondità, all’universo umano, alla tua cellula uovo. Il tuo utero è tanto dolce quanto forte nel tenere in piedi il destino del mondo, l’uguaglianza è l’origine, il modo per generare vita e piacere è l’unica strada che conosco indistinta nelle specie terrestri consenzienti. Le nostre differenze sono azzerate, siamo embrioni, atomi, esplosioni, siamo uguali, ci incontriamo nel tuo sesso, sulle tue pareti, nel mio sperma, nel tuo cervello, nei miei tendini. il cuore? Ti chiederai, è una pompa perfetta che garantisce tutto questo, che alimenta con il sangue la vita, che ci permette di essere qui sull’ulivo, che ci lascia perdere mentre svolge la sua meccanica funzione, che riprende le nostre anime come degli aquiloni in balia dei venti, in balia delle tempeste, in balia dei lampi. Sarà lui a riportarci sulla terra, immetterà il sangue per accendere fari in questo buio condiviso, in questo momento in cui abbiamo le serrande abbassate, ci rifarà aprire gli occhi, nelle vene sarà rilasciato uno speciale fluido che il nostro muscolo lascerà circolare liberamente come l’acqua per la gente, porterà in tutte le nostre cellule un codice chiamato umanità.
Siamo aggrovigliati come fili di lana, il vento e i gatti ci hanno spinto sul tronco, sulla storia del territorio, ogni tirare reciproco smuove viscere profonde, arcaiche, nostre, sento tutto che scorre, non vedo nessuno all’orizzonte, solo io e te a capo della collina, incendiata dalle nostre visioni, bruciata dalle nostre passioni. Sento che è giunto il momento, sento che siamo arrivati all’aeroporto, dobbiamo imbarcarci, dobbiamo essere perquisiti, dobbiamo salire a bordo, ci stanno chiamando, senti, ci sono i nostri nomi nel megafono radioattivo del cielo toscano, senti dobbiamo incontrarci, senti dobbiamo scontrarci, dobbiamo possederci, dobbiamo entrare nelle nostre anime e rimuovere ogni tipo di arredamento, chiudere le finestre con assi di legno, la tempesta, l’uragano, senti che dolce vento. Ti faccio riemergere il viso dalle mie interiorità, sono metropoli le tue interiorità, le mie mani ti tengono il viso, voglio guardarti, voglio vedere se trovo gli occhi, voglio annusare la tua verginità, quella che riguarda la tua volontà, accendi i fari, illumini la terra, sprofondiamo in una dolce guerra. Ti faccio alzare, siamo nudi a metà, assieme ne facciamo uno, diventeremo nessuno, spariremo nella battaglia atlantica, sottomarini in azione pronti a scaricare tutta la rabbia e la comprensione nelle acque rinascimentali terrestri. I tuoi capelli sono orizzontali, trascinati dal vento, ti volto, rimango a sedere sul tronco, il tuo sedere è all’altezza della mia bocca, sono un carnivoro , amo il sangue, amo i fluidi corporei, primordiali, essenziali, tu stai guardando verso l’orizzonte che disegna con le sue irregolarità la sega che divide la terra dal cielo, che divide la nostra realtà con la nostra provenienza. Affondo le labbra, affondo la mia faccia, con la punta della lingua assaggio, ti mangio, ti ingoio, ti assaporo, vorrei poterti entrare dentro, una voglia di nascita al contrario, alla vita sono arrivato, all'origine son tornato. Il tuo sapore marino, per me uomo di mare, per me che l’inverno sulla spiaggia non ha bisogno di narrazioni, per me che l’odore della salsedine è cosa preziosa, trovare queste conferme sono lacrime dagli occhi, laterali, pudiche, precise nel disegnarmi sul volto lo stato di grazia. Tu devi ricambiare, non puoi lasciarmi andare, mi baci profondamente, intensamente, come ancora non abbiamo fatto, sento il fondo dell’anima, l’immensità della tua pancia, scivoli come l’acqua, con la lingua salti ostacoli, distrazioni, tessuti, arrivi all’altezza del mio bacino, sono a sedere, mi godo tutto senza esclusioni, senza immagini, chiudo gli occhi e aspetto seduto sulla sedia elettrica che sia compiuta la tua volontà omicida, la tua predisposizione assassina. Sento il caldo delle tue labbra, sento l’umido della tua lingua, sento l’impasto dei nostri cromosomi, la tua saliva e i miei umori uniti dal piacere, Sento di non poter res****re a tanto, sento di non riuscire a trattenere quello che non deve essere trattenuto, lo senti, mi senti, ti fermi, conosci l’arte dell’amore, conosci l’orgasmo maschile, sai che superata una certa soglia d’eccitazione il controllo sarà completo. Torni da me, sulla mia bocca, come una bambina mi porti il risultato dei tuoi studi, delle tue comprensioni, vuoi essere ascoltata, mi porgi il mio sapore unito alla tua saliva direttamente dalla tua bocca, sono in estasi, niente in questo momento è più erotico ed eccitante di quello che mi stai piacevolmente facendo. Ti giro, i tuoi leggins sono abbassati fino a poco prima delle tue ginocchia, posso vederti, posso sentirti, mi alzo e ti abbraccio da dietro, anchio ho i miei jeans alle ginocchia, ti avvolgo con la mia giacca come fossi Batman, il mio tessuto ti proteggerà dai proiettili e mi proteggerà dagli stessi proiettili, stessa natura la violenza che si scaglierà su di noi per questo nostro dolce fare l’amore. Come un sommozzatore mi lascio cadere lentamente sul tronco d’ulivo, molto dolcemente ti porto dietro, la tua mano dirige il nostro piacere, scivola dentro, scompare per riapparire nelle sensazioni umane, nelle percezioni indiane. Ti appoggi con la schiena su di me, ti tengo stretta, non ti lascio andare, è l’incastro, dobbiamo sentirlo, non è energia cinetica, sono esplosioni, sono detonazioni, micro cariche che stanno facendo saltare gli argini, sento il tuo sangue bollire, sento il tuo vapore tracimare dalla pelle, sento tutto, sento il tuo utero, sento le nostre pelli che si stanno baciando in profondità. Inarchi la schiena metti le tue mani sulle mie ginocchia e sperimenti la nostra unione, danzando, ballando, una dolce penetrazione, posso vederla, posso sentirla, vorrei poterti trasmettere quello che sento ma non è necessario mi stai dominando con il tuo piacere, mi stai permettendo di non avere più segreti, sono in te e tu sei in me. Il nostro ballo si fa ritmato, siamo due musicisti che hanno trovato il ritmo, siamo a tempo, siamo nel tempo, gli accordi si fanno cupi, si fanno acuti, si fanno pause, si cambia, soffia il vento. Sento che stai per raggiungere il tuo primo orgasmo con me attore protagonista, sento le tue dita che cominciano a danzare sul tuo clitoride, sento le contrazioni del tuo utero che risucchiano il mio membro, sempre più lucido, sempre più bagnato, sento che sai allo spasmo, sento il tuo venire, sento il tuo piacere polifonico, voci antiche dalla gola, dallo stomaco, dal cuore. Stai vendo ed io di sicuro ti seguo, non voglio che diventi individuale il tuo venire, voglio fare un viaggio mano nella mano con te direzione ignota, futuro incerto, ma ora vengo , ti abbraccio, sento il mio liquido che si unisce al tuo, si stanno trasformando, diventano vita, diventano piacere, diventano amore.... Continue»
Posted by caffelibero_1976 1 year ago  |  Categories: Anal, Taboo, Voyeur  |  Views: 717  |  
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Saga familiare 4


La scopata col “vecchio” mi aveva spossata: passai tutta la mattinata a sonnecchiare, ancora con le sensazioni di piacere che mi invadevano tutto il corpo, insieme alla stanchezza.
A pranzo, ci ritrovammo di fronte seduti a tavola e Luca non cessò di circuirmi, sfruttando tutte le occasioni per palparmi, carezzarmi, farmi sentire il cazzo duro.
Appena finito di pranzare, mi prese per la mano e mi obbligò dolcemente a seguirlo di nuovo nella sua camera. Cercai di obiettare qualcosa sulla stanchezza e sulla inopportunità di due scopate a così breve scadenza; ma, come già aveva fatto, mi obiettò che erano balle e che si sentiva in forma.
Mentre scendevamo, mi appariva chiaro che il “vecchio” non aveva affatto rinunciato alla sua convinzione, quella cioè di essere l’unica persona a cui potesse spettare il privilegio di prendere la mia verginità anale. Quasi fosse un diritto naturale rimediare a una trascuratezza degli altri.
Per conto mio, dopo le emozioni della mattinata, ero quasi convinta che fosse la persona più giusta per farmi perdere quella verginità: aveva dimostrato tanta sapienza e tanta delicatezza con la mia figa che, nonostante le dimensioni impressionanti del suo cazzo, ero ormai dell’idea che sarebbe riuscito ad aprirmi nuovi orizzonti di piacere, evitando quei fastidi che – a quel che sapevo – si possono avere quando viene forzato il culo.
Indossavo ancora la solita vestaglietta corta e Luca, appena entrati, me la fece scivolare via; subito dopo si tose i vestiti e mi abbracciò in piedi, piantandomi subito il cazzo tra le cosce; lo strofinò a lungo sulla figa, mentre mi riempiva di baci il viso e la gola; poi mi baciò appassionatamente ed io tornai a sentire il frullo della sua lingua nella mia bocca, il risucchio della mia nella sua e le sensazioni di brivido che mi percorrevano il ventre e si scaricavano tra le cosce, sopra il suo cazzo.
Mi succhiò delicatamente i capezzoli ed intanto infilò una mano tra le mie natiche, alla ricerca del buchetto; quando lo trovò, si soffermò un attimo ad infilare il medio in figa, per cogliere gli umori di cui era già piena, poi infilò il medio nel culo: sentii la carne che morbidamente cedeva e si lasciava penetrare, mentre forti scariche di piacere di dirigevano alla figa che ne veniva sollecitata.
Ormai era chiaro che il suo obiettivo era il culo; e mi lasciai andare, ansiosa di cogliere anche quelle emozioni per me nuove.
Mi spinse delicatamente sul letto, mi sollevò le gambe fino a che fui totalmente aperta al suo sguardo e si inginocchiò ai piedi del letto per avere il viso all’altezza della figa: dalla mia posizione vedevo chiaramente lo specchio di fronte e un vortice Adv
di eccitazione mi colse al vedermi oscenamente scosciata davanti a lui che si apprestava a leccarmi tutta.
Cominciò dall’interno delle cosce, che percorse con lentezza quasi esasperata, facendo vibrare ogni piccolo tendine; passò poi alle grandi labbra e alla peluria che le ricopriva: vi dedicò poco tempo, perché subito attaccò le piccole labbra che si schiusero per permettere alla lingua di penetrare; poco afferrò il clitoride tra le labbra e cominciò a succhiarlo come un piccolo cazzo.
Intanto, una mano era scivolata tra le cosce: tre dita si infilarono nella vulva e vi agitarono un poco, carezzando, titillando e, soprattutto, inumidendosi; poi si spostarono insieme verso l’ano e cominciarono a spingere per dilatarlo.
La forte tensione di piacere che mi dava il risucchio sul clitoride fecero passare in secondo piano la violenza della penetrazione, anzi ne acuirono gli effetti; ed io cominciai quindi a sborrare mentre le tre dita – tutt’altro che piccole – entravano nel culo fino alle nocche e forzavano lo sfintere che cedette velocemente e si lasciò penetrare: una volta superato l’ostacolo, Luca cominciò a muovere in cerchio le tre dita per allargare sempre più l’accesso. Non avvertivo niente altro che le fitte di piacere che dall’ano si trasmettevano al clitoride e da lì al cervello.
Dopo che per due volte gli scaricai in bocca il mio orgasmo, Luca si staccò e mi fece sdraiare sul letto, mettendomi sotto la schiena due cuscini: sollevandomi le gambe fino alle sue spalle appoggiò il cazzo all’ano, quasi per verificare l’opportunità della posizione per quello che aveva in mente.
Soddisfatto, si allontanò verso il bagno e tornò subito dopo con una boccetta: “E’ un lubrificante” disse davanti alla mia aria interrogativa “ed è anche lievemente anestetico: voglio che tu senta solo piacere”.
Sentii il fresco della pomata scivolarmi sull’ano ed entrarmi nel culo insieme alle sue dita; se ne spalmò anche sul cazzo.
Poi mi sollevò le gambe fino alle sue spalle, impugnò la sua mazza e la accostò delicatamente al buchetto; cominciò ad entrare dolcemente,
“Toccati”, mi suggerì ed io appoggiai la mano sulla figa e cominciai a titillarmi il clitoride: il piacere mi riempiva ad ondate successive ed io ero presente e viva soprattutto là dove il suo cazzo entrava.
Procedette a millimetri, forse, perché sentivo nettamente il cazzo invadere le budella e violarle; ma non ebbi reazioni di rigetto: i tessuti del mio intestino si adattavano dolcemente alla penetrazione, per quanto violenta; in un tempo che mi sembrò eterno arrivò allo sfintere e cominciò a forzarlo.
Qualche fitta di dolore mi fecero gemere, ma gli feci cenno di andare avanti: ormai ero io volerlo nel culo, fino in fondo.
Diede un colpo più forte e la cappella passò: sentii i tessuti cedere, temetti che si fossero lacerati ma non era così; si fermò immobile e mi accarezzò dolcemente il ventre e il pube; il dolore si mitigò e accennai che continuasse.
Poi fu perfino facile: sentii l’asta che invadeva le viscere e avvertii che i muscoli interni si adattavano docili all’invasione del manganello di carne che li violava.
Continuò a penetrarmi piuttosto lentamente, dandomi il tempo di adattare l’intestino al nuovo entrato; ed arrivò a toccare con le palle le mie natiche: era dentro tutto, in tutta la sua lunghezza, in tutta la sua grossezza, in tutta la sua potenza.
Contrassi tutti i muscoli, per assaporarlo fino in fondo, e mi titillai con forza il clitoride per godere ancora.
Luca mi fece abbassare le gambe e si sdraiò su di me; ma il suo cazzo non arretrò di un millimetro e restò saldamente piantato nel mio ventre.
Si soffermò a baciarmi, a carezzarmi, a leccarmi dovunque potesse, senza perdere la posizione: il viso, gli occhi, gli orecchi, il collo fino al seno.
Quando mi sentì rilassata (“burrosa” disse poi) cominciò a pompare facendo in modo gli ossi pubici si strofinassero, sicchè avevo la sensazione di essere chiavata contemporaneamente in culo e in figa.
Era una situazione che non avevo mai neppure immaginato; eppure, quella nerchia possente che mi sfondava le viscere era per me un motivo di piacere indicibile: godevo quasi di più a sentirlo muoversi nel culo che a masturbarmi la figa. Per conseguenza, muscoli interni del mio corpo si concentravano nel sentire il cazzo e lo titillavano accarezzandolo in una sollecitazione inaudita.
Sentivo piccoli orgasmi successivi montarmi dal ventre e scaricarsi in figa e in culo: conoscendomi, aspettavo che diventassero estremamente frequenti per portarmi direttamente alla sborrata conclusiva.
Quando ebbi la sensazione di essere vicina, lo avvertii “sto per venire”; il “vecchio” affrettò il ritmo dell’inculata, spinse il cazzo sempre più dentro e più rapidamente, finchè lo sentii lamentarsi e avvertii la sborra che mi sprizzava nell’intestino: esplosi anch’io con una violenza nuova e imprevista; scaricai sul suo pube il più intenso orgasmo possibile.
Si rilassò su di me e mi avvertì di fare piano, perché “uscire può essere più fastidioso che entrare”: ci baciammo quasi con tenerezza, mentre sentivo il suo cazzo perdere potenza e dimensione nel mio culo fin troppo sensibile, nuovo com’era all’esperienza; a mano a mano che si afflosciava, tendeva ad arretrare, finchè la cappella si trovò all’altezza dello sfintere.
Fu necessario un piccolo strappo, leggermente doloroso, perché venisse fuori.
Dovetti correre in bagno, perché la sollecitazione mi provocava stimoli nuovi; ma era solo la reazione del corpo alla violenza subita.
Si era fatto fin troppo tardi. Lo baciai con dolcezza, gli dissi “grazie” e scappai ... Continue»
Posted by iincest 3 years ago  |  Categories: Anal, Group Sex, Lesbian Sex  |  Views: 541  |  
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La Svolta (Racconto trovato in rete)


La Svolta di solealtramonto

Scritto il 24.10.2013 | Visualizzazioni: 1.946 | Votazione 9.6:

Anna e Dario sono una coppia di mezza età. Lui 52 anni, alto 178, leggermente sovrappeso, moro, occhi castani, capelli neri ma alquanto brizzolati. Non vi sono dubbi che è ancora un uomo interessante.
Lei 48 anni, alta 166, peso 61 chilogrammi, seno una bella terza che ancora può fare a meno del reggiseno, un sederino rotondo che a vederlo fa venire dei pensieri sicuramente non casti, carnagione chiara, bei occhi grandi di un verde smeraldo, capelli una volta castani ma ora, dopo l’opera del parrucchiere, non si sa più di che colore sono. Attualmente neri con dei colpi di sole che donano lucentezza al viso e ne accrescono la sua femminilità. Decisamente ancora una gran bella donna.
Sono sposati da ventisei anni. La loro vita è stata serena ed allietata dalla nascita di due figli. Il più grande, nato un mese dopo le loro nozze, ha ventisei anni, la piccola ne ha ventiquattro.
Causa studio sono andati a studiare fuori Italia. Laureati non sono rientrati nella casa paterna. Il maschio lavora in America. La femmina in Finlandia.
La loro svolta inizia un anno fa. I loro rapporti intimi si sono raffreddati e il feeling comincia a risentirne. Nervosismo da parte di entrambi, musoni, liti per cose decisamente futili, insomma tante manifestazioni che lasciano intuire la presenza di un rapporto non più saldo e sul punto di lacerarsi.
Una sera, dopo avere fatto l’amore con poco trasporto da parte di entrambi, è Anna che, preso il coraggio a quattro mani, affronta il problema.
“Caro Dario, noi ci siamo amati veramente. A te mi sono data con tutta me stessa. Sei stato tu il mio primo uomo. Tu mi hai deflorata e ti sei presa la mia verginità. Ti ricordo che sei stato tu che con una spugna, imbevuta d’acqua fresca, hai ripulita la mia fica sporca di sangue del nostro primo rapporto completo e il tuo sesso con le tracce del mio sangue e dei i miei succhi di donna.
Pure tu mi hai amata. Sei sempre stato carino, fedele, affezionato, mi hai sempre protetta col tuo amore caldo e sincero. Mi hai iniziata all’arte del sesso. Io ti ho seguito in tutto tanto che sono rimasta incinta e ti ho sposato col pancione. Il nostro amore era cosi avvolgente che sono stata ben felice di esaudire le tue voglie e desideri che, provati, sono stati per me appaganti e spesso ti ho chiesto di ripeterli.
Abbiamo fatto tutto sempre in comune accordo. Mi ricordo quanto sei stato carino e delicato quando mi hai chiesto di farlo analmente. Avevo paura che mi facessi male. Mi hai lubrificato il buchino per diversi giorni. Le tue dita mi hanno allargato l’ano con tanta pazienza e alla fine, anche se la prima volta ho sentito dolore e bruciore, il godimento è stato intenso sia per te ma pure per me.
Mai avrei preso in bocca il cazzo di un altro uomo. Quando me l’hai chiesto non ho battuto ciglio e grazie a te ho appreso quanto è delizioso fare pompini e bere il succo prodotto dai tuoi coglioni.
Potrei continuare ancora, ma tu, essendo intelligente, mi hai capita. Possiamo fare finire il nostro amore nell’indifferenza del rapporto come abbiamo fatto poco fa? Io, il tuo amore lo voglio ancora! Voglio fare sesso con te come l’abbiamo fatto in tutti questi anni godendo e soddisfacendoci a vicenda! Dobbiamo rimuovere la cenere che ci sta patinando e fare riaccendere la fiamma della nostra carica erotica. Sbaglio? Che ne pensi se provassimo a fare qualche trasgressione? In giro se ne sentono e se ne vedono tante. In alcuni siti visitati di nascosto sia da te che da me, anche questa è una nostra inconcludenza, ho visto che ci sono una miriade di proposte esplicite. Non pensi che insieme potremmo cercare qualche annuncio che faccia al caso nostro? Mi auguro che queste mie parole non ti adombrino. Ricordati che ti amo e voglio vivere assieme a te le gioie che la vita ci può ancora dare! Se ti ho fatto questo discorso è perché desidero salvare il nostro amore!”.
Le parole di Anna fanno rivivere a Dario la vita insieme alla sua donna. Anche se non si aspettava la richiesta finale tuttavia non può disconoscere che ha ragione. Pure lui aveva pensato di far rifiorire il loro rapporto con qualche iniziativa intraprendente. Rinfrancato dal discorso di lei dice: “amore mio, hai ragione! Siamo stati due sciocchi a ridurci in questa situazione. Non ti nascondo che spesso ho pensato di farti qualche proposta trasgressiva ma mi sono fermato per paura di offendere la tua sensibilità. Ti sono grato per avere affrontato il problema. Insieme troveremo il modo di risolverlo e di riportare il giusto calore nel nostro rapporto. Non ti nascondo che quando, tre mesi fa, siamo stati a Milano volevo proporti di andare in un privè. Non l’ho fatto per timore di recarti offesa. In città c’è qualche club ma non mi fido, potremmo essere riconosciuti. Dimmi tu come possiamo fare!”.
“Io non pensavo di andare in un privè. Se potessimo trovare una coppia con i nostri stessi problemi potremmo iniziare a conoscerci, scambiare i nostri pensieri, manifestare i desideri e poi, senza forzare, aprirci ad un nuovo rapporto con loro”.
“La tua proposta mi sembra sensata. Io sono disponibile e pronto a cercare, insieme a te, ed incontrare un’altra coppia. Ti dico di più, sono pure disposto ad accettare tra noi anche un uomo con il quale vederti intrattenere. Sicuramente non sarà facile, troveremo delle difficoltà, ma rimanendo uniti possiamo farcela”.
Spontaneamente si stringono e si baciano con trasporto come ormai di rado capitava.
Anna, contenta che il marito abbia capito i suoi desideri, dimentica del magone e sentendosi leggera come una farfalla, dice: “caro ti andrebbe di rifare l’amore visto che poco fa non c’è piaciuto?”.
La risposta di Dario è: “sì! Se questa è la cura che dobbiamo seguire dobbiamo farla con la mente sgombra e senza imbarazzi. Sono d’accordo con te! Mettiamoci un poco di peperoncino e aspettiamo i benefici. Del resto, ad aprirci come coppia, non saremo i primi e neppure gli ultimi”.
Cosi dicendo abbraccia la sua donna e inizia a carezzarla dappertutto. Lei, sentendosi desiderata, si scioglie alle sue carezze e si offre senza più ritrosie. Le sue cosce spontaneamente si divaricano offrendo il fiore, non più asciutto, alle mani del suo uomo. Le sembra di essere ringiovanita di venti anni. Fanno l’amore a lungo e con intensità come da molto non succedeva. Dopo, con i sensi appagati e soddisfatti di come hanno goduto, esausti giacciono facendo aderire i loro corpi. Dario, tenendola sempre stretta, dice: “grazie amore! Mi sa che la cura inizia a dare i suoi effetti. È stato molto bello! Era da molto che non godevo cosi! Non dobbiamo fermarci! Abbiamo ancora molto da gioire insieme!”.
La bacia, la carezza e la stringe a se con voluttà e desiderio. Pure lei ricambia le effusioni ed entrambi incuranti di avere i corpi nudi appiccicati dal sudore e anche dai succhi femminei e maschili versati, si rilassano. In questo stato Morfeo li prende tra le braccia e li culla fino all’alba.
Nei giorni a seguire confabulano per trovare di mettere i pratica il loro disegno. Passano in rassegna tutti i loro amici, sia coppie che singoli, ma non riescono a individuare chi possa prestarsi al loro desiderio. Si collegano, questa volta insieme, con siti particolari. Si rendono conto che il loro problema è comune a molti altri. Evitano di fare un profilo tutto loro e si limitano a rispondere ad alcuni annunci. Non vanno aldilà dei primi approcci. Si rendono subito conto di non trovare la giusta sincerità. Finalmente una sera pensano di avere trovata la coppia giusta. È una coppia della stessa città. Si mettono in contatto. Si scambiano il numero di cellulare, per l’occasione Dario ha comprata una scheda nuova. Definiscono i particolari decidendo d’incontrarsi nel fine settimana in un hotel sul mare. La delusione loro è grande quando il giorno prima dell’incontro ricevono una telefonata dal lui che li informa del ripensamento della sua lei. Se vogliono lui è disponibilissimo ad incontrarsi con loro. Declinano l’invito. Riflettendoci su si rendono conto di essere caduti in un trabocchetto. Al telefono rispondeva sempre e solo il maschio. Loro, nella sincerità che li contraddistingue, si alternavano al cellulare. Prima esperienza decisamente negativa.
Siccome è il mese giugno, Dario per dimenticare la delusione sua e di Anna prenota una settimana all’isola del Desiderio.
È un’isola vulcanica che si trova nel Tirreno. La conoscono bene per esserci stati diverse volte. In quest’isola Anna si è messa per la prima volta in topless e seguendo l’esempio di alcuni stranieri non ha disdegnato di prendere il sole e fare il bagno nuda.
Durante il tragitto in auto per recarsi al porto e imbarcarsi discutono sul comportamento poco sincero della coppia contattata. Si rendono conto che le possibilità di fare l’incontro giusto è molto piccola. Nondimeno sperano di potere essere più fortunati in futuro.
S’imbarcano e dopo un’ora e venti arrivano a destinazione. Prendono possesso della villetta che il residence ha messo a loro disposizione. È una villetta bifamiliare con due appartamenti a schiera. Nel retro ci sono due terrazzini con un piccolo prato e qualche alberello divisi da una siepe alta meno di un metro.
Mettendosi nel terrazzino possono essere visti solamente da coloro che abitano l’appartamento attiguo. Per il resto la loro privacy è assicurata da alberi che circondano la villetta.
Dopo avere scaricate le valigie e rassettato vanno a pranzare in una trattoria dove altre volte sono stati.
Al rientro mettono i lettini e le sdraio nel terrazzino. L’appartamento attiguo è abitato in quanto sono stesi delle asciugamani. Al momento però non vedono nessuno. Anna, per prendere il sole, sceglie un bikini a sfondo azzurro con tanti piccoli quadratini. Lo slip è un minuscolo perizoma. Sicura di non essere notata non mette il reggiseno. Se lo può permettere perché ha un seno sodo e piacente. Dario ha indossato un costume a slip. È sdraiato sul lettino accanto e sta leggendo un libro. Lei nel distendersi dice: “Dario, se per caso qualcuno dei vicini rientra avvertimi che rimetto il reggiseno”. “Stai tranquilla e non crearti problemi!”, le risponde il marito.
Si stende sul lettino e, stanca del viaggio e scaldata dai raggi del sole, si assopisce. Anna, nel suo dormiveglia, viene destata dal sentire parlare Dario. Aprendo gli occhi nota, con meraviglia, Dario che in piede vicino alla siepe parla col vicino. Questi è pure in piedi e sicuramente avrà notato il suo seno nudo. Pensa: “mi copro o faccio l’indifferente?”. Considerando che Dario non l’ha avvisata opta per l’indifferenza. Alzatasi ed avvicinandosi ai due dice: “buongiorno, sono Anna”. “Io sono Oscar” è la risposta del vicino mentre le stringe la mano. Nel frattempo suona un cellulare ed il vicino si allontana.
Anna volgendosi verso il marito dice: “perché non mi hai detto niente? Quel signore mi ha vista con le tette di fuori e tu non mi hai avvertita. Perché?”.
La risposta di Dario è: “il perché è semplicissimo, le cose belle si possono mostrare! Lui ha ammirato ed ha gradito il tuo seno. Potevo io negargli la dolce visione delle tue mammelle e dei capezzoli? Suvvia, siamo al mare e non è il caso di sottilizzare. In fondo osservandoti non si è scandalizzato di vederti senza reggiseno”.
Un leggere sorriso affiora sulle labbra di Anna che si rende conto di essere stata alquanto sciocca. Nel frattempo ritorna il vicino che scusandosi per essersi allontanato dice che era la moglie a chiamarlo.
Anna, avendo sete, si dirige verso l’interno. Riflettendo si ferma e dice: “vi va un bicchiere d’acqua fresca?”. “Sì!”. Rispondono contemporaneamente Dario ed Oscar. Quest’ultimo aggiunge: “gliene sono grato”. Questi osservandole il bel culetto tondo che il perizoma lascia generosamente in vista non riesce a trattenersi dal leccarsi le labbra. Dario nota l’interesse e un sorrisino sornione gli affiora sulle labbra. Anna, ritenendo ormai non sensato indossare il reggiseno, riempie i tre bicchieri ed esce sul terrazzino. Il primo bicchiere l’offre al vicino, il secondo al marito, il terzo lo prende per se.
Il vicino nel rendere il bicchiere ringrazia e dice: “come detto mi chiamo Oscar e sono di Trieste. Sono solo perché mia moglie Elena causa di lavoro le hanno ritardate le ferie di qualche giorno. Io sono sceso in macchina portandomi dietro il gommone. Elena arriverà posdomani facendo in aereo da Trieste a Napoli e poi con la nave proseguirà fino all’isola del Desiderio. Non possiamo fare a meno di venire ogni anno in questo posto meraviglioso. Conoscendo bene Elena penso che legherà bene con la signora.”.
“Chiamami Anna, penso che possiamo darci del tu”. “Senz’altro!” è la risposta di Oscar.
Siccome desiderano fare il bagno decidono di andare nella spiaggia di Gelso. Il vicino è sdraiato sul lettino ed allora Dario gli chiede se vuole aggregarsi a loro. Ringraziandoli, per la cortesia, accetta l’invito e propone di andare con il gommone che è arenato nel porticciolo invece di andare in macchina.
Sono nella barca di Oscar che è al timone e illustra la natura dei scogli. Anna segue attentamente quello che dice e si rende conto di trovarsi di fronte ad una persona distinta, compita ed esperta di mare. Dario, pure lui ha legato bene con Oscar, osserva Anna e vedendola splendidamente serena ne è contento. All’altezza di una splendente caletta raggiungibile solamente via mare e che si trova, in linea d0aria, a un centinaio di metri dalla spiaggia di Gelso, Oscar propone di fermarsi li. Avuto l’assenso degli amici dirige il gommone verso la spiaggia. È un posto meraviglioso. Il mare limpido, calmo e trasparente invita a immergersi. Anna leva il pareo, si guarda intorno, ed allora toglie pure il reggiseno. Osservando Dario che sorride comprende che lui approva la sua decisione. Se non ci fosse Oscar sarebbe tentata pure di levare il perizoma.
Mentre Oscar blocca il gommone lei si tuffa nel mare. Dario la segue. Iniziano a nuotare e dopo un poco si abbracciano e si baciano. Lui la tocca tutta e la bacia ovunque. Lei risponde ai suoi baci e alle carezze e non protesta quando lui le sfila il perizoma. Riflettendo deve dare ragione a Dario, cosa le nasconde il perizoma? Il culo le si vede tutto, il pube idem, solamente la spacca della fica è celata.
Ora galleggiano e parlano. Allora Dario dice: “Anna, mi pare che tu piaci ad Oscar. Lo suppongo dall’avere veduto come ti guardava quando eri nel terrazzino e come ti ha guardata in barca. Se è come penso io incoraggialo. Per conto mio mi sento pronto … e sarei ben contento di vederti mentre ti intrattieni con lui”.
Gli occhi di Anna brillano. Oscar gli piace. Iniziare una trasgressione con lui le farebbe piacere. Nondimeno risponde a Dario: “e tu tesoro cosa fai mentre io, eventualmente, mi intrattengo con lui?”.
“Ma che diamine! Ma vi osservo e .. se è il caso partecipo … facendoti godere un doppio piacere. Ora ci sarà la prova generale”. “Che prova?”, bisbiglia Anna. “Dobbiamo vedere l’espressione che fa Oscar vedendoti uscire dal mare senza nulla addosso”. Se gli piaci, e sono sicuro che gli piaci, è fatta, altrimenti … è la seconda che va buca”.
Oscar che li aveva osservati vedendola uscire dall’acqua senza nulla addosso rimane abbagliato e non può trattenersi dall’osservarla leccandosi le labbra. Quando le è vicina, incurante dal poter essere udito da Dario, dice:” Anna, sei splendida! Sei favolosamente affascinante! Avevo visto che avevi un seno meraviglioso ma … il resto … non è da meno … sei … ”.
Non osa andare avanti temendo di potere rovinare, con le parole, la realtà insperata del momento.
Sono seduti sulla rena ed allora Dario, ritenendo opportuno che sia arrivato il momento, informa il nuovo amico delle loro intenzioni. Gli racconta tutto, gli anni trascorsi felicemente, la crisi dell’ultimo periodo e anche la fallita esperienza con la coppia di qualche settimana addietro. Quando smette di parlare Oscar li guarda e poi dice: “mi dispiace che non c’è Elena, stasera saremmo stati veramente bene in quattro. Ma se avete pazienza possiamo rimandare tra due giorni. Pure noi siamo alla ricerca di nuove esperienze ma abbiamo trovato solamente delusioni. Anna mi piace, è bella e sarà per me un onore ed un vero piacere potere godere delle sue fattezze. Sono sicuro che pure a te piacerà la mia Elena ed io sarei veramente felice di vederla godere tra le tue braccia. Appena arriviamo al residence vi faccio vedere delle foto di Elena che ho nel PC.
Il sole sta tramontando quando rientrano nel residence. Fanno una doccia ed appena Oscar li vede l’invita a vedere le foto della moglie.
Oscar preparando il PC nel terrazzino l’informa che ha parlato con la moglie che si è dimostrata disponibile. Un sospiro di liberazione esce contemporaneamente dalle labbra dei due coniugi.
Elena è una vera bella “mula” triestina. Alta non meno di 170, carnagione chiara, capelli biondi che le cascano sulle spalle, cosce sode, culo meraviglioso, pube completamente glabro per averlo depilato, un tattoo di farfalla sulla natica destra e uno di coccinella nel ventre proprio sopra la piega del pube. Ma quello che più strabilia Dario è il seno. Due mammelle belle grosse e sode con due capezzoli marrone scuro che si ergono dritti su una areola consistente. “Che seno bellissimo! Sarà sicuramente almeno una quarta”. Esclama con enfasi. “No, è una sesta!”, Corregge Oscar. Ora è la volta di Dario a leccarsi le labbra a vedere quella bella donna che gli si offre nel PC. Oscar osservando con quale cupidigia Dario guarda le foto della moglie e vedendo pure l’interesse di Anna, ritiene che sia il momento opportuno per rompere tutti gli indugi e sorridendo apre una foto della moglie che con le cosce divaricate mostra la meravigliosa orchidea che ha tra le cosce. “Ma che fica carnosa e meravigliosa!”. Non riesce a trattenere Dario. Poi, per paura di avere esagerato si scusa. “Non preoccuparti! Sono contento che Elena ti piace! Spero che piaccia pure ad Anna”. Dice Oscar mostrandosi soddisfatto dell’interesse che i nuovi amici hanno mostrato verso la sua donna.
Anna è rimasta abbagliata dalla naturalezza che Elena mostra nel farsi fotografare. Conviene che è una bella donna e che Dario sarebbe felice di potersela scopare.
Cenano nel terrazzino. Anna ha cucinati bene i pesci che nella mattinata Oscar aveva pes**ti. Naturalmente il tema dei loro discorsi è accentrato sull’argomento trasgressione. La serata è tiepida e fa tendere alle confidenze. Il vinello bevuto li rende allegri. Lo sguardo penetrante di Oscar sul seno di Anna, generosamente messo in mostra da un civettuolo e scollato top fa accaldare ancora di più la già calda Anna. Ormai non ci sono dubbi. L’espressione del viso di Oscar fa capire che brama di metterle le mani addosso. Dario sorride nel vederli col viso acceso di desiderio.
Anna oltre al top rosso indossa una minigonna bianca con un piccolo spacco sulla coscia sinistra. Abbassandosi per prendere i piatti dove mettere la frutta, la gonna si solleva ed Oscar non può non notare che sotto non ha nulla. Vede distintamente i glutei e al centro la fessura della natura femminile libera da strisce del perizoma.
L’espressione del suo viso fa capire di gradire e molto quello che vede. Allora Dario, comprendendo che è giunto il momento di rompere gli indugi dice: “ascoltatemi: considerato che Elena viene posdomani penso che oggi possiamo iniziare con un bell’antipasto. Visto che tu, Anna, piaci a Oscar il quale ti desidera, e che tu, Oscar, piace ad Anna che sarebbe ben contenta di averti tra le braccia, io, contentissimo di sapere che vi piacete, siccome debbo andare a comprare della malvasia, vi lascio il campo libero. Iniziate a dare sfogo alle vostre voglie e quando rientro mi unisco pure io”. È una scusa per lasciare soli Anna ed Oscar. Pensa che Oscar senza l’imbarazzo di avere il marito tra i piedi possa essere più libero ed intraprendente.
Appena Dario si allontana Anna si avvicina ad Oscar e gli dice: “Sia io che tu sappiamo quello che vogliamo. Considerato che Dario, volutamente, ci ha lasciati soli, iniziamo a conoscerci”. Lui respira profondamente e insinuando la mano sotto il top inizia a stringerle le mammelle e capezzoli mormorando: “che belle tette che hai, sono tutte da mordere e da leccare”.
“E perché non li mordi? Perché non le lecchi? Chi te lo proibisce?”.
In un attimo il top finisce a terra. Lui inizia a palparle le tette e a succhiarle i capezzoli. Qualche minuto dopo la gonna va a fare compagnia al top. Anna è completamente nuda. Lui la scruta a suo piacimento. Le sue mani, dopo aver deliziato le tette, vanno alla ricerca della calda femminilità che è di già tutta bagnata. Anna, nel percepire le dita dell’uomo che scorrono nella fenditura umida si eccita ancora di più e la sua schiena viene percorsa da brividi di piacere.
Le mani di lui ora le cingono le natiche. Gliele massaggia per qualche attimo e poi le dita iniziano a scorrere in su e in giù nel solco dei glutei. Poi insiste e continua fino a trovare l’altro solco che nasconde l’antro della meraviglia.
Le loro bocche si uniscono, i loro palpiti si confondono, i loro sessi sono preda delle loro mani. Anche se ancora Oscar indossa maglietta e pantaloncini le mani di Anna si sono insinuate dentro i pantaloncini tirando fuori il nerbo palpitante. Si toccano con voluttà e si desiderano. È in questa situazione che li trova Dario rientrando. Vedendoli sorride e dice: “ma siete ancora sul terrazzino? Non vi rendete conto che siete nudi e state dando scandalo?”. Sorride di cuore vedendo la moglie che stringe tra le mani il cazzo duro dell’amico mentre questi le palpa le intimità. La sua gioia è vera nel vedere Anna libera da ogni preoccupazioni.
Destata dalle parole del marito Anna emette un profondo sospiro e prendendo per la mano Oscar lo guida in camera da letto. Ha la voglia di conoscere bene la cosa dura che ha avuta tra le mani. Più che lui è lei che lo denuda. Non deve faticare molto perché levata la maglietta e fatto scivolare il pantaloncino può prendere nuovamente tra le mani quel meraviglioso membro duro e palpitante. L’osserva e conviene che è lunga e decisamente robusta. Per dirla in poche parole “veramente una bellissima minchia!”.
Non resiste e la prende in bocca. Succhia e lecca quel duro arnese, mentre i succhi della vagina le colano tra le cosce. A questo punto è lui a prendere l’iniziativa. La fa distendere sul dorso e dopo averle leccata la fica prende in mano il cazzo e inizia a farlo scorrere lungo tutta la fenditura fermandosi e indugiando in alto sulla clitoride e in basso sull’ano. Lei, oltre a sbrodare, ansima di piacere e non nasconde di essere ansiosa di essere infilzata. I suoi gemiti aumentano quando percepisce che il cazzo inizia a penetrarla dentro la fica. Lui lentamente lo fa scorrere dentro e imperterrito continua fino a quando i suoi coglioni iniziano a sbattere sul culo di lei. Allora incomincia un avanti indietro che la porta a godere come una baccante.
Lei viene un’infinità di volte ma lui no. Poi la fa girare e la mette a pecorina. Il suo cazzo nuovamente dentro la calda vagina di nuovo riprende a fare entra ed esce. Ad ogni colpo la sente ansimare di piacere mentre lui oltre a scoparle la fica le strizza tette e capezzoli.
Dario, entrando nella stanza li trova in questa posizione. Lo sentono ma continuano nel diletto. Non si spostano di un millimetro. Lei percepisce il cazzo che le entra ed esce dalla fica e non fa nulla per nascondere il suo godimento. Sente che gli sbatte sul collo dell’utero e ciò aumenta il suo piacere.
Dario nel vedere la sua Anna che emette grugniti di piacere mentre Oscar se la tromba a pecorina si eccita terribilmente. Inizia a denudarsi e si gode lo spettacolo che gli offrono. Vede il cazzo dell’amico che entra dentro la vulva oscenamente aperta della sua donna e un sentimento strano l’assale. Prova un sentimento fino ad ora sconosciuto. È come una fitta di gelosia ma nel contempo di compiacimento. “Come si può essere gelosi e contenti?”, si chiede mentalmente. Sente i lamenti di piacere della moglie mentre il cazzo di Oscar si sfila quasi completamente dalla fica per poi subito dopo entrare violentemente di nuovo tutto dentro. Allora è felice! Lei ad ogni colpo ansima di piacere ed emette grida di puro godimento. Li osserva e non riesce a trattenersi. È inconsciamente che inizia a menarsi il cazzo. La vede che muove il tronco come a volere sempre più dentro il cazzo, contemporaneamente cerca le mani di lui, e trovatele le conduce sulle sue tette. Oscar la trapana nella fica mentre con le mani le delizia mammelle e capezzoli che sono tremendamente inturgiditi e maestosamente eretti. Lei spinge con violenza il corpo sul ventre di lui come a dirgli di infilzarla con più violenza. La sua eccitazione raggiunge alte vette quando l’uomo inizia a sbatacchiarla con foga. È in questo momento che Dario si avvicina a loro porgendo il suo pene eretto all’avida bocca di Anna. Lei sta gridando tutto il suo godimento quando si trova in bocca il cazzo del Marito.
Allora, in preda alla voglia sconvolgente di godere esclama: “BELLISSIMO!! Un cazzo nella fica e uno nella bocca mi mandano in estasi”.
Dario allora dice qualcosa a Oscar. Con suo rincrescimento, lei lo sente sfilarsi da dentro di lei. Sta per protestare ma si ferma vedendolo che si sdraia sul letto. Allora intuisce cosa vogliono farle.
Si posiziona su Oscar a smorza candela e si impala sul meraviglioso cazzo eretto. Ora è lei che si muove come meglio vuole. È lei che decide come e dove farselo arrivare. Poi le mani di Dario la guidano ad assumere una certa posizione. Capisce quello che vuole farle e la sua libidine si esalta ancora di più. Sente le dita del marito cogliere gli umori dalla fica e ungerle il buco del culo. Un suo dito entra dentro con facilità (del resto Dario sa che non l’ho vergine in quanto diverse volte l’ha inculata), poi ne ficca dentro due. Li fa ruotare e poi li sfila lentamente. Quindi lei percepisce il cazzo che incomincia a pressare nello sfintere. Lui pressa adagio, ma è lei che muovendomi sopra Oscar facilita l’accesso dentro il suo culetto. Sospira e geme e si sente ai sette cieli. Un poderoso cazzo che le striscia dentro le pareti della fica e la estasia e un altro che le dà altrettanto godimento penetrandola nel retto. Miagola e grida come una gatta in calore. Senza reticenza li esorta a darle il massimo del piacere. Grida loro: “così! più forte! Ancoraaaa! Belloooooo! Continuate! Continuate a lungo! Minchia! Mi piace! Mamma mia come sto impazzendo! Minchiaaaa come è belloooo!".
Tutta sudata e simile ad una baccante nell’estasi della danza, gode con tutti i sensi le gioie che i due maschi le stanno elargendo con gran piacere pure da parte loro.
Al sommo del godimento la sua fica inizia ad avere delle violente contrazioni che le danno l’impressione che il cazzo dentro la vagina ora le sta stretto per subito starle largo. Percepisce che pure il pene dentro il suo canale di donna incominci ad avere delle belle impennate che accelerano il suo stato eccitativo. Pure dietro sente le stesse sensazioni mentre i capezzoli durissimi sono possesso ora della bocca di Oscar ora delle mani di Dario.
Al massimo del godimento e mentre grida oscenamente tutto il piacere di donna che prova, loro quasi contemporaneamente la inondano nella fica e nel retto scaricandole dentro tutta la calda produzione dei loro coglioni.
Stanca e soddisfatta si rilassa sul letto mentre il seno continua a palpitarle. Dopo alcuni minuti si alza e va in bagno. Dopo avere pisciato sente la necessità di fare una doccia. Loro la raggiungono e fanno la doccia insieme a lei. Inutile dire che più di una doccia è uno strofinare di corpi.
Rinfres**ti si siedono nel terrazzino incuranti di essere nudi. Sorbiscono il gelato che Dario ha comprato insieme alla malvasia che bevono dopo il gelato. Il liquore riscalda le loro viscere. Siccome è tardi si salutano e vanno a dormire.
Anna dorme saporitamente come non le accadeva da tempo. Pure Dario dorme bene. Si svegliano che sono quasi le 7,30. Si alzano vanno nel terrazzino. Sul tavolo tenuto da una pietra c’è un foglietto. Anna lo prende e legge: “grazie per la bella serata! È stato veramente bello! Io sono andato a pescare. Ritorno verso le 9,00. Aspettatemi che organizziamo la giornata insieme. Fatta colazione decidono di andare a fare un bagno nel laghetto del fango.
Di comune accordo decidono di ritornare nella caletta. Preparano dei panini e poco dopo sono sul gommone.
La spiaggia è deserta. Ormai non ci sono più pregiudizi. Tutti e tre sono nudi. Sguazzano nel mare e si divertono come bambini. Dario ed Oscar la cercano in continuazione e lei non riesce a distinguere chi dei due le fa più avances. Per quasi un’ora stanno in acqua e per la prima volta Anna prova di essere scopata in contemporanea in fica e nel culo stando in acqua. Si sente illanguidire e non lesina baci e carezze ai due uomini. Oscar, da buon pes**tore, sa che hai pesci piace lo sperma. Essendo sul punto di venire si sfila spargendo il suo seme nel mare. Istantaneamente un branco di pesci si dirige a ingoiare il seme dell’uomo. La meraviglia di Anna è molta. Non sapeva che hai pesci piacesse lo spacchio. Pure Dario si sfila dal suo culo e la razione di pranzo è doppia per il branco di pesci affamato.
Fatti fuori i panini si distendono sulla rena all’ombra di un ombrellone. Stanno cosi per un bel po’ e poi Anna si alza. I due uomini sono rilassati e i loro sessi giacciono inerti sui rispettivi coglioni.
Le viene il desiderio di fare in contemporanea ad entrambi un bel pompino. È come il volerli ringraziare del piacere che le hanno dato. Succhiare il cazzo le piace. Le piace pure ingoiare lo sperma di Dario. Un’idea le balena: “che sapore ha lo spacchio di Oscar?”.
Allora prende in mano le due minchie e inizia a deliziarsi e a deliziarli a lungo menandoli. Li lecca e succhia unitamente alle palle. Loro, ormai desti, le stuzzicano fica, clitoride, culo, tette ed lei gode come una pazza. I due cazzi nella bocca s’ingrossano molto e lei non riesce quasi più a tenerli stretti tra le labbra. Qualche goccia di sborra le scorre sulla lingua ed allora la sua fica allenta lo sfintere e le mani dei due maschi vengono inondati oltre che dai suoi succhi femminei anche dal suo piscio.
È una sua caratteristica di non riuscire a trattenere il piscio quando viene percorsa in contemporanea dagli orgasmi vaginale e clitorideo. Anche questa volta la sua uretra si contrae liberando copiosi schizzi di urina.
È come un segnale perché subito dopo i due maschi vengono. Prima uno e subito dopo l’altro. A lei non importa chi è stato il primo a venire poiché si crogiola col piacere che le hanno dato. Alla fine anche lei, come il branco di pesci, ha potuto gustarsi la sua parte di spacchio.
Rientrati la stanchezza è tale che vogliono riposare. Quando si ridestano siccome c’è ancora il sole Anna, lasciati i due compagni, indossa un costume intero e va nuovamente nel lago del fango. Poco dopo viene raggiunta dai due.
La sera cenano verso le 21,00 e subito dopo vanno a dormire.
La mattina è Anna che prepara il caffè per tutti. Oscar non è andato a pescare. Verso le 13,00 deve arrivare Elena ed allora decidono di andare nella spiaggia nera e trascorrere la mattinata.
Per pranzare aspettano che arrivi Elena. Al porto vanno tutti e tre. Quando Elena scende dalla nave Dario rimane come inebetito. Anche Anna è sorpresa. Se nelle foto Elena sembrava una bella donna di presenza è ancora più bella. Il vestito leggero di cotone che indossa se da un lato nasconde le sue fattezze nello stesso tempo evidenzia un corpo che possiede una carica erotica superiore alla norma. Abbraccia e bacia il marito ma lo stesso fa con Anna e con Dario. “Migliore presentazione non poteva esserci” pensa Dario.
Pranzano in trattoria ed Elena confessa candidamente di essere informata come suo marito si sia sollazzato piacevolmente con Anna. Avvicinando confidenzialmente le labbra all’orecchio di Anna le dice: “Oscar mi ha detto per telefono che sei una donna fantastica! Testualmente mi ha detto che hai una fica caldissima e che sei impazzita di goduria quando ti hanno presa a sandwich. Nel pomeriggio debbono riservare lo stesso trattamento a me! Non ho pensato ad altro durante il viaggio. Mi ha detto pure che Dario ha una bella fornitura e che sicuramente mi farà godere”. Queste parole semplici e senza ipocrisia fanno capire ad Anna che tipo di donna sincera è Elena.
Dario nel frattempo non riesce a staccare gli occhi dal seno di Elena. Le due mammelle sono generosamente esposte e lui le ammira e le fissa con cupidigia. Il suo desiderio esplode in una meravigliosa erezione della sua minchia.
Ritornati al residence sentono la necessità di riposarsi per un’oretta. Anna e Dario si ritirano nella loro stanza, Elena e Oscar entrambi nudi sono sdraiati sui lettini nel terrazzino. Anna sta caricando la moka quando viene chiamata da Elena che l’ha sentita gironzolare per casa. Essendo nuda si affaccia timidamente nel terrazzino. Vedendo gli amici distesi nudi sui lettini esce senza esitazione e chiede loro se desiderano un caffè. La risposta è affermativa e subito dopo porta in un vassoio caffettiera, quattro tazzine e lo zucchero. Pure Dario si è alzato e mai il caffè è stato cosi buono preso in costume adamitico.
Il pomeriggio lo trascorrono nella caletta ormai diventato loro rifugio. La presenza di Elena porta allegria e il divertimento in acqua assume contorni da acrobazie circensi. Dario ha il suo daffare ad assecondare la nuova amica. Ogni occasione è buona per stringerle le tette e toccarle natiche e fica. I loro corpi aderiscono e il desiderio di conoscersi a fondo li libera e senza indugi i loro sessi s’intrecciano in un amplesso che li fa palpitare di desiderio. Oscar, con la presenza della moglie, è diventato più espansivo e si sollazza con Anna regalandole momenti di intensa eccitazione. Poi si ritrovano insieme sulla spiaggia e i loro corpi s’aggrovigliano in modo tale da non sapere più con chi stanno abbracciati. Ad un certo momento Anna si trova abbracciata stretta all’amica mentre uno dei maschietti le lavora il culo. È Oscar che le fa l’omaggio di una bella inculata poiché, vede dietro alle spalle di Elena, Dario che è intento a dare all’amica lo stesso godimento che le sta dando Oscar.
Sono sfiniti e soddisfatti quando rientrano nel residence. Ma la loro stanchezza è di breve durata. Il dopo cena è la continuazione di quanto iniziato in spiaggia. Sono nella villetta di Elena ed Oscar. Tra loro si è instaurata una tale complicità che nessuno si meraviglia quando Elena fatta scivolare la vestaglietta allarga le cosce e chiede a Dario di deliziarla. Lui si avvicina vede quella meravigliosa fica carnosa e palpitante di desiderio e senza pensarci le massaggia con le mani le grandi labbra e poi le strizza la clitoride turgida e che si erge fuori dalla vulva come un piccolo cazzo. Inizia a leccarla per tutta la lunghezza. Contemporaneamente le sue mani cercano il meraviglioso seno ed incomincia a strizzarle le tette e i superbi capezzoli. Oscar ed Anna li osservano ed eccitati da quanto vedono si trastullano menandosi vicendevolmente. Dario si riempie le mani di quel corpo fantastico. Il seno possente l’attrae e avvicinandosi inserisce il suo cazzo tra le due mammelle. Per un poco si fa sollazzare con una spagnola. Poi senza più indugiare, vista pure la richiesta della donna, lentamente fa scorrere il suo poderoso cazzo nel fica di lei. Inizia ad andare dentro e fuori. È un continuo entrare ed uscire che fa toccare alla donna sensazioni di alto godimento. Ora lei non riesce a nascondere il suo piacere e inizia a gemere e ad ansimare. Gemiti e ansimi si alternano con sempre maggiore tonalità fino a quando non potendone più inizia a gridare senza ritegno il suo godimento. Nello stesso tempo Dario è arrivato ed estratto il cazzo da dentro l’antro infuocato le scarica sul pube sulla pancia e sulle tette la produzione dei suoi coglioni. Anna ed Oscar non sono nella stanza. Sono sul letto nell’altra villetta e pure loro si stanno dando da fare e godono come ricci.
I giorni che stanno insieme sono intensi. Si divertono e si sollazzano alla grande. In tutto questo scopare la cosa bella è che anche le due coppie riescono a fare sesso tra loro. La sera prima della partenza di Anna e Dario la festa assume un andazzo che apre ad Anna nuovi orizzonti. Sta scopando con Dario quando Elena le si avvicina, la prende tra le sue braccia ed inizia a baciarla sulla bocca. Lei no si scandalizza. Come se aspettasse questa mossa ricambia totalmente le effusioni dell’amica. I loro corpi s’intrecciano. Le loro bocche vanno alla ricerca dei capezzoli dell’altra. Le lingue inumidiscono ogni centimetro di pelle. Al culmine del desiderio assumono la posizione di 69 e le due donne cosi possono conoscere il gusto e il sapore della rispettiva amica. Mentre sono nella posizione di 69 Dario mette il suo cazzo nella fica della moglie e cosi Elena mentre si diletta con la fica di Anna può deliziare pure Dario con un pompino. Lo stesso fa Oscar dall’altra parte e alla fine le due donne hanno il viso imbrattato di succhi femminei ma pure di delizioso spacchio.
Si lasciano con le lacrime agli occhi e si danno appuntamento per l’ultima settimana d’agosto a Trieste perché vogliono riprovare le gioie che hanno godute.
Da quel momento il rapporto tra Anna e Dario ha un’impennata. Sono ritornati più innamorati di prima. Sembrano due fidanzatini che non aspettano il momento di toccarsi e scopare. Tra loro il sesso non è più monotono. Basta che pensano a quello che hanno goduto nell’isola del Desiderio che la loro fantasia si accende e i loro freni inibitori scompaiono. In più Anna ha consapevolezza che essere bisex non è un male ma un godere ancora meglio il sesso.

Sole al tramonto
... Continue»
Posted by BelMoroItaliano 1 year ago  |  Categories: Taboo  |  Views: 850  |  
100%

My Cousin Sofia

(MFMF, inc, intr, oral, anal, 1st, swingers, orgy)

When Sofia found out that I often wrote sex stories,
she wouldn't leave me alone. I'm almost 30 and Sofia
is my cousin, barely 19 when this relationship began,
petite and quite a doll. I guess most people would call
her "cute" because of her looks. But she has always been
a precocious k**, graduating at the top of her high
school class, getting scholarship offers galore.

***

1: Sofia

A few weeks ago, I answered the door to find Sofia,
wearing shorts and a halter top. "Hi, Cuz," she said.
She'd call me 'Cuz' as a pet name. "Got a few minutes to
talk?"

Sofia had wanted to go to the local business school
and work full time locally. She occasionally did some
modeling because, she's a doll. Her short reddish-brown
hair, freckled nose and bawdy sense of humor made her
popular with everyone, including me.

So I asked her in and no sooner had I shut the door than
she asked, "Is it true you write fuck stories?" I'd
heard Sofia say 'fuck' before, but always as part of a
joke. But this time it was different.

"Who told you that?" I asked. Writing erotic stories,
whether you call it smut, porn or 'fuck stories,' it
isn't something you announce to the general public. But
it pays well and there's less competition. My close
friends knew. My uncle, Sofia's father, knew. No one
thinks it's wrong or "bad." It's good money and I don't
write degrading crap. But I certainly don't tell
everyone I meet or know that I write erotica.

My grandmother doesn't know. And I didn't think Sofia
did.

"Never mind how I found out," she answered. "But if it's
true, I think it's pretty neat. Well?" I felt a twinge
of embarrassment but I couldn't lie. "Okay, it's true.
But I don't call them 'fuck stories.'" Sofia's face
lit up. I suddenly became aware that my nubile cousin
was braless as her nipples poked the material of her
halter.

"Lemme read some, Cuz." What could I do or say? I led
her to my work room, showed her where my file copies of
sex magazines were, then I left the room. Embarrassed, I
guess. I went to the kitchen, grabbed a beer from the
'fridge, and gulped it down. I have to admit that I had
felt some sexual attraction to Sofia for some time.

Whenever I wrote about a girl losing her virginity, it
was Sofia's face I had in mind. Her young body, her
youthful eagerness, her intelligence, all had inspired
and influenced me. And now she was actually reading the
material I had written.

I grabbed another beer, popped it open, and went to my
workroom to find Sofia avidly reading the sex
magazines I'd been published in. From the look on her
face it was obvious she was enjoying what she was
reading. She was breathing rapidly, sweat shone on her
upper lip, and her nostrils seemed to flare, all the
signs of a woman in heat, even a cousin. She saw or
heard me and said, "I love to read about people fucking
almost as much as I love to fuck. Surprised?" How could
I be? I mean, she was smart, witty, attractive and old
enough. I felt a twinge at the thought of my cousin
getting dicked by some pimply teenager. Jealousy, I
guess. I also felt a twinge in my loins as I warmed to
the subject with my cousin.

"Does it embarrass you that I'm talking about fucking,
Dave?" she asked. "Well, not embarrassed, I'm just not
used to it," I answered.

"Not used to fucking?" she asked. "Oh, you know what I
mean," I said. She was enjoying this conversation
immensely. "I'm not used to talking about it with you."

"Don't you get horny when you write this stuff? God, I
know I sure would. I'm getting wet just reading. Ooh,
this is really hot." Sofia started reading part of a
story I had written. "'My cock had never felt so hard as
it did in Gina's mouth. Her tongue flicked the underside
of my meat and her lips seemed to caress and stroke my
shaft.

"Fuck my tits," Gina pleaded as she took her mouth off
and held her big jugs together. Trouble was, I wanted to
eat her pussy first. After all, eating her pussy was
what I'd dreamed of doing for years.' Damn, Dave, I love
this stuff!" Hearing Sofia reading that passage had
excited me as well. And there was very little I could do
to hide my excitement, since a bulging cock is difficult
to hide in tight shorts. Sofia immediately noticed and
then she blushed. "I guess you do get horny, Cuz," she
grinned, standing up as she stared at the front of my
shorts.

"Was it my reading that did that, Dave? It sure couldn't
be my tits 'cause mine aren't big enough to fuck. See?"
Sofia lifted her halter and showed me her pert
breasts, the nipples pink and rigid. My personal
preference is for small tits not large ones. I felt my
cock grow another inch as I looked at my cousin's mouth-
watering boobies.

"Sofia, you have great tits," I said. She beamed.
"Most guys like big tits," she told me. "A girl with big
breasts will have sagging chest bags when she's forty,"
I said. "Yours will still be young and suckable then."

"Suck them now, Dave," she said breathily. I couldn't
have resisted if I'd wanted to, cousin or not. And,
believe me, I wanted to suck those nubbins. So I lowered
my head to her left mound and stuck out my tongue. I
circled the perky nipple then popped the rigid nub
between my lips. Sofia gasped and her arms went around
me, holding me as I sucked and chewed, first one, then
the other, hot mound of flesh.

"Oh, Dave, that feels so good!" Sofia's body wiggled
as she tried to push more of her titty-flesh into my
mouth. I think she must have had a mini-orgasm from the
way she jerked around and gasped. Then she asked me if I
liked to eat pussy. I told her I did. "None of the boys
I've been with would lick me."

"Boys aren't old enough to know what's good," I said.

"Would you...will you... eat my pussy?" I picked her up
and carried her to my bedroom and laid her on the bed. I
pulled off her sneakers while she removed her halter. I
reached for her shorts but stopped. "Sofia, are you
sure you want this?"

"Yes, please."

"You won't hate me for it, will you? This is i****t, you
know."

"Oh, Dave, you don't know how long I've dreamed of
having sex with you, my handsome, smart cousin. Please.
Do me."

I unsnapped and unzipped her shorts, gripped the
waistband of her shorts and panties and slid them down
her legs and off her feet. Her downy brown pubic
triangle contrasted with the pale, untanned flesh of her
belly. I gently spread her legs and put a pillow under
her ass to give me the best access to her pussy.

And what a beautiful pussy Cousin Sofia had! The
fragrance of her secretions made me even more eager to
feast. I used my fingers to part her slick folds and I
exposed the wet crimson of her cunt. Her clit was stiff
and the largest I'd ever seen on a woman. It was as big
as the end of my pinky finger, almost like a miniature
cock. No wonder she seemed to get so excited. With a
clit like that, it's a wonder she wasn't horny 24 hours
a day! But I've since found out that she does stay
excited 24 hours a day!

I let the flat of my tongue lick her slit from asshole
to clit. Sofia shuddered, her legs locked around my
head and she chanted, "Yes, yes, oh yes."

Sofia tasted tangy sweet and more of that love liquid
oozed from her hole and onto my tongue. My nose kept
rubbing against her clit so I stuck a finger into her
cunt and took that clit of hers between my teeth.
Needless to say, my cousin went crazy. "Oh, God,
oh...oh!" she wailed and she bucked and thrashed at the
mercy of my finger and tongue.

I eased my finger out of her pussy, sucked her cream
from it, then sent my tongue into her quim to quench my
thirst for her nectar. My finger toyed with her asshole
and I worked the digit up her backside to the first
knuckle when she came again, her muscles contracting as
if to nip off my tongue and finger.

Sofia's heels pounded my back and she went wild as she
came. Fortunately I live in a house, not an apartment,
because her screams of ecstasy were loud enough to
arouse others in an apartment building. As it was, I'm
glad my next-door neighbors were at work because Sofia
was loud when she came.

After a few minutes I stopped and she caught her breath.
"It's never been like that," she said. "Whew! I think
you've spoiled me." She put her hand on the bulging wet
spot on my shorts. "What can I do to repay you, Cuz?"

Sofia tugged my shorts down and my 8-incher sprang
out, strands of pre-cum strung between the tip and my
matted pubic hair. Her eyes got as big as saucers and
she gripped my bat in both hands. "Uh, this thing'll
split me if..."

"Don't worry, Sofia," I said. "We don't have to fuck."

"Oh, but I do want to fuck," Sofia assured me. "It's
just that this is so damn big!"

"Look, tell you what," I explained as she slowly pumped
my prick, staring at it as if hypnotized. "Right now I'm
too close to shooting to bother with a rubber, let alone
trying to squeeze my cock into you. How about making me
come and we'll fuck when we have plenty of time. Okay?"

"What do you want me to do?" she asked.

"Think you can jerk it off or suck on it?"

"All I've ever done was fuck, Dave. I always thought
sucking was supposed to be nasty, but after what you did
to me...." Sofia had milked a clear drop of ooze out
of the slit and she moved her head close and stuck her
tongue out. The tip of her pink oral muscle touched the
drop and retreated to her mouth, followed by the shiny
wet string.

"Hmmm, not bad," she said after tasting my pre-cum.
"Kinda sweet. I figured it would taste just awful." I
knew that I had to come, and soon, and I wanted plenty
of time to introduce her to cocksucking. "Just pull on
it, Sofia. I'm close to coming. Yeah, like that." She
was using both hands to jerk me off and she was staring
with fascination at my balls and prick.

"Squeeze it tighter! Pull faster!" I felt all my energy
focus on the twitching in my prostate, he familiar
signal. "Sofia, I'm coming!" I gasped. I felt my cum
race up my swollen shaft and I saw the first wad explode
from the tip. Sofia was watching closely, so closely
that first white gob of goo splatted high on her
forehead.

She squealed with delight as she pumped yet another wad
up and out, and another. She was enjoying watching my
prick spew cum with the same glee k**s have at fireworks
displays. But for all the fun she was having, I had the
advantage because I was having the orgasm and I had the
added pleasure of watching Sofia excitedly milk my
jizz out of my cock.

By the time my sperm was only trickling from my cock,
the stuff was all over my stomach, Sofia's hands and
arms, even in her hair and on her face. She was still
giggling as she licked and sucked the head of my spent
prick. She kept sucking as my cock shrank and I managed
to settle down.

"That was great, Sofia," I said, using my finger to
wipe cum off her cheek. "I can't remember coming like
that."

She took my cum-covered finger and, to my surprise,
sucked it into her mouth. "Hmm, this is good stuff," she
said. "Next time I wanna try sucking, Dave. How long
till you can do it again?"

My cock had not gone down yet, so I told Sofia to go
ahead and try. The first thing she did was to lick up
and down the length of my meat, lapping the cum that
oozed from the hole. She toyed with my balls,
instinctively knowing just how to squeeze without
bringing pain.

She finally opened her mouth and let my cock slip
between her lips and into her mouth. I felt as if I were
getting my first blowjob as her tongue tentatively
explored my pole. Slowly she learned, and soon her head
was bobbing up and down on my cock. Sloshy, sexy sounds
escaped her mouth as she worked on me, and soon I felt
the familiar tug inside that let me know I was about to
shoot.

And shoot I did. I managed to warn Sofia but she kept
her lips around my cock and when my cum spurted, she
swallowed like a seasoned cocksucker. I have no idea
where this second load came from, but it felt like I was
pouring my guts out through my cock.

Well, several weeks have passed and Sofia has become
an enthusiastic cocksucker. She took to oral sex with a
passion, even to some rimming and reaming of my asshole
with her tongue when she found out how sensitive I was
to it. She even finger- fucked my ass and naturally I
returned the favor, sucking her sweet, petite bum.

We took our time when we first fucked, and with her on
top she managed to get almost all of my cock inside her.
She wants me to fuck her without a condom because "I
want to feel you shoot off inside me."

I told her I just wanted to be cautious because of AIDS.
When I'm sure things are okay and we don't have to worry
about AIDS or herpes, you can believe I'll fuck her
without the rubber. Of course by then I'll know she's on
the Pill and that we don't have to worry about her
getting pregnant.

For now, though, we've got plenty to do. We suck, we
fuck, we jerk each other off, we suck each other's ass,
and Sofia even fucks my asshole with a vibrator. She
bought a strap on dildo and loves to climb between my
legs and skewer my ass while I beat my meat until I
spurt my cum between us and all over her tits. I love
it, too.

She's really sexually imaginative. She met a woman at a
clothing store down the street who, Sofia swears, has
lezzie written all over her. She is slowly cultivating a
friendship to find out what it feels like to have sex
with a woman. But she wants me to be there, too.

In the meantime, Sofia wants to write sex stories, so
I'm helping her out. She certainly has the imagination
and we love doing the research!


2: Sofia's Quim

I wrote some time back about fucking my cousin Sofia.
She's 21 now and I'm in my thirties and I still
sometimes write for the adult market. As I previously
explained, Sofia found out what sort of adult material
I wrote ("fuck stories" she said) and she and one thing
led to another and we began having sex with each other.
At first we just sucked each other, partly for health
reasons, but frankly I was afraid my thick cock would
split her apart.

Sofia fell head over heels in passionate lust with my
joystick. She seemed to find it a source of security as
well as pleasure. Even when we weren't sexing it up,
Sofia's hand would nestle in my crotch, or she'd lay
her head in my lap when we watched TV. Day or night, my
cock was like a security blanket for her to hold or a
pacifier for her to suck.

Eventually, though, we fucked. Sofia had gotten on the
Pill and we were both anxious to do it. I mean, oral sex
is great, but if you ever saw my cousin, you'd know why
I dearly wanted to fuck her. Her petite 5'1" body is
topped by her long main of chestnut-colored hair and her
freckles and big brown eyes give her the look of
innocence that is so attractive. But this adorable young
lady has a vocabulary and imagination that have given me
so much material, I'm backlogged with stories I haven't
sold yet.

For the first fuck, I lay on the bed, my stiff 9 inches
rising like a rocket above my balls. We 69'd for a
minute then I applied some KY to my cock and to her cunt
before she straddled me. She spread her lips and lowered
herself until the swollen knob touched her hot flesh.

"I wonder what my daddy would say if he knew that you
about to dick his daughter?"

"I give up," I said as my hands lightly held her hips.
"What would he say if he knew?"

Sofia grinned and said two words. "'Fuck it!'" and
then sat down with all her 90 pounds on my cock. The
head and about an inch of the shaft disappeared inside
Sofia's tight, incredibly hot, cunt.

"Ooh, God, is it in?" she asked.

"Well, it's a start, but you still have a long way to
go."

"How long?" my cousin asked.

"About six inches," I answered.

"Help me, Dave." I pulled down on her hips while I
slowly pushed upward. I could feel the flesh inside
opening wide as my prick pushed its way inside. Sofia
had told me she never had a guy do her but she had used
a vibrator to break her cherry and in the last two
months she'd used various dildos and vibrators to
stretch her cunt in preparation for fucking me.

"Shit, Dave, this is good! Ahh, I love it! Fuck! How
much? How much?"

"You've got half of it inside." I admit, even my voice
was shaky as I watched my swollen prick enter Sofia's
quim. Her cunt was stretched around me as she impaled
herself. Still, droplets of her secretions oozed from
the tight seal around my prick and matted my pubic hair
and ran in hot rivulets onto my balls.

"Oh, you feel so good inside me! More, give me more!"
Both of us pushed and slowly more of my pole vanished
inside of her. I was prepared to stop quickly when I
felt the pressure of her cervix on my prickhead, and
soon enough came the resistance. Sofia looked and saw
about two inches of prick still remained outside, and
she whimpered and started grinding her hips.

Suddenly, my cock slid past the entrance and suddenly
Sofia's reddish curls were meshed with my brown ones.
Her firm buns warmed my balls and my cock was out of
sight, completely encased in Sofia's hot pussy. She
just gasped and collapsed on my chest, partly passed out
at the sensation of having nine thick inches of cock
inside her. I didn't move, just enjoyed the grip of her
cunt on my prick, the softness of her body and the sound
of her breathing. Her lips pursed on my chest and I
hugged her tightly and kissed her head.

"I love you so much, Dave," she whispered softly after a
minute or two. Very slowly I pulled out. The flange
inside her tweaked the sensitive underside of my cock
and she shuddered at the sensation. Her cunt made loud
sucking noises as I pulled out. Raw flesh that likely
had never seen the light of day clung to my prick,
trying to pull me back inside.

"Don't pull out," Sofia begged, sitting up and once
again encasing my fleshy sword in her tight sheath.
Sofia's clit was swollen and protruding from above our
joined piece as I reached down to stimulate the
protruding button. Sofia closed her eyes and whimpered
at the added stimulation and rode my cock faster and
faster.

I felt my cum boiling in my balls and told her I was
close. "Wait for me, wait for me!" she pleaded, grinding
down on my invading tool. Her face was flushed and both
of us had broken out in a heated sweat and I strained to
lick salty drops from her face and the ends of her
nipples.

When Sofia's cunt began contracting around my cock, I
knew that I couldn't hold back any longer. She started
gasping and shouting, "Oh... Dave... cumming! Fuck...
oh, cum... cum in me!"

My thick cum was fired up my cock's long barrel and
exploded just as she slammed down hard, again pushing my
cockhead deep into her body. The wad ricocheted off her
inner wall with such f***e, Sofia gasped.

"I feel it! You're cumming inside me!" Her cunt squeezed
my prick, milking more and more lava of love into her
very depths. At that moment I realized that I was dearly
in love with Sofia, much more than I was ever in love
with anyone. Every ounce of my very being seemed to be
pouring out of my body into hers and when she collapsed,
exhausted, I took her into my arms and we slept a
satisfied sl**p, my soft prick soaking in the grip of
her cunt.

I awoke to find Sofia bouncing on my cock again, and
it quickly grew to its full length. I was still
fascinated at the image of my cock disappearing inside
her. I really expected to see her stomach pooch out to
make room inside for my cock. Sofia was operating on
sexual overdrive as she kept gasping through one cunt-
tightening orgasm after another, a combined mix of her
juice and my cum being f***e from her cunt with every
downward plunge until, finally, I again filled the cup
of her cunt with a generous helping of my sperm syrup.

We just lay there, catching our breath, relishing the
feeling of sweaty flesh against sweaty flesh, her cunt
eventually giving up its hold on my spent and sore cock.
I felt a torrent of hot fluid follow my released meat
and dribble over my balls and thighs. Sofia sighed,
kissed me and looked long and lovingly into my eyes. She
reached down, scooped up some juice, and brought it to
her lips. Her pink tongue lapped her fingers clean of
the stuff and she kissed me, the salty, tangy taste of
our juice on her lips and tongue.

After that, Sofia seemed to be a sexual dynamo. She
told her folks she was going to rent out my spare
bedroom, which they agreed to readily. They figured that
she would stay out of trouble and I'd be around to keep
an eye on her. She had her bedroom, alright, but she
slept in my bed, either with my cock soaking inside her
cunt or nestled inside her mouth like a pacifier. Yes,
her folks were partly right. She wasn't running around
and getting in trouble, but if they had known what we
were doing... ! Whew!

The move also put her much closer to the boutique where
she worked. She was always telling me the sexy stories
her customers would tell her. Sofia knew who was
cheating, who was fucking who, and those tales gave rise
to many erotic stories. They also gave rise to my prick,
which Sofia was only too glad to fuck or suck.

She knew I especially loved to hear about women who had
sex with other women, and she had several lesbian
customers who gladly told her stories, hoping to
convince my cute cousin to try the lesbian way of love,
or at least to be able to get in Sofia's panties and
dip their tongues into her sweet snatch.

"Would you like me to get it on with another woman while
you watch?" she asked me one evening. The thought made
my prick jump in her hand.

"It would be interesting to watch as long as you didn't
swear off regular sex," I answered.

"And give up this? Never!" She quickly popped my cock
into her mouth and hungrily sucked me off. She didn't
mention the subject again, which was fine with me. I
mean, I was sure satisfied with the way things had
developed with my nubile nympho cousin and I had
absolutely no complaints.

I came home from the post office one afternoon after
mailing some manuscripts and finally receiving a nice
paycheck from a publishing company, I figured it would
give me the chance to treat Sofia to an expensive
dinner and I was glad when I saw her car parked in front
of the house because that meant she didn't have to work
until closing. She called to me from my... our
bedroom.

I opened the door to see Sofia naked and smiling at me
on the bed. Beneath her was a female whose blonde-
fringed cunt gaped and it looked like Sofia had been
feasting on the furrow, judging from the wetness that
surrounded the cunt and Sofia's mouth.

"Happy birthday, Dave!" she yelled. "I know it's a week
way but Annie here is leaving town in a few day s so now
is the only chance. Annie, say 'Hi' to Dave."

The blonde managed to work her head from between
Sofia's legs. "Hi, Dave," she said and licked her wet
lips. "Sofia has one of the best tasting pussies I've
ever eaten." Annie looked about 24 or 25 but Sofia
told me later she was 30. She asked me if I'd strip so
she could see the big dick Sofia talked about.

"I prefer women but I enjoy having some man meat on
occasion As long as it's big and worth attention." I
quickly dropped my pants and shorts and Annie's eyes
bugged when she saw my prick.

"Holy shit, Sofia! I'm sorry that I ever doubted you!
God, what a whopper! He's even bigger than my dildo at
home! I must say, I like your taste in boyfriends!" From
the wink Sofia gave me I knew she hadn't told Annie I
was her cousin.

"I may have great taste," Sofia said from between
Annie's tanned and well-toned thighs, "but that cock
tastes great! And it's more filling!"

"Let me watch you two awhile before I get involved," I
said. "You seem to enjoy eating hair pie, Sofia," I
said as I sat on the bed and stroked my poker. Sofia
looked up at me, her lips and chin glistening with
Anna's sauce and her tongue gathered the wetness from
her lips.

"I like it fine, Dave, but given a choice between a
pussy and your prick, there's absolutely no contest."
She pursed her lips for a kiss and I complied, tasting
Anna's cream.

"Why not slip me that thing from behind?" she said with
a twinkle in her eye. "Annie can lick us both while you
fuck me." I got up and ran my hand down Sofia's smooth
back, feeling a thin sheen of perspiration. She was
groaning into the wet snatch of her blonde friend and I
could feel the vibrations running through her body as
well as her muscles straining as she humped Annie's
face. I squeezed her round buns and then reached under
her to grip one of her small tits. Then I grabbed hold
of one of Annie's full boobs.

"Hmm, c'mon, stud, fuck this sweet cunt," Annie said,
grabbing my dong and pulling me into position behind
Sofia. Sofia and I had fucked doggie style before
and she enjoyed it. Sofia felt my knob nudge her
opening and she wiggled her butt.

"Oh, gimme, gimme, gimme!" she whimpered over her
shoulder. I held onto her hips and eased forward,
parting her saliva-slicked folds and entering her oiled
tunnel of love.

"Oo-o-o-h!" Annie squealed. "I love to see that big dick
split your little cunt, Sofia!"

"If it... umph... looks half as good as it feels, it's
gotta be great," Sofia replied. I could feel Annie's
hot breath on my flesh and on my curly hairs and then I
became aware of the wet softness of her tongue as she
lapped at my cock and, I guessed, Sofia's electrified
clit.

I soon felt myself hitting bottom inside my cousin's
nice nookie and then her friend started licking and
sucking my swollen nuts. Then it was my turn to moan and
I leaned forward so that Sofia was the middle of a sex
sandwich.

Annie took the opportunity to trail her tongue to the
sensitive pucker of my asshole and she gave me a great
rim job. I circled my tongue inside Sofia's ear and
she gasped, an orgasm causing her cunt to contract and
her juices to flow from around the base of my cock and
eventually onto Annie's thirsty tongue.

"I love you," she whimpered. I kissed her tenderly on
the cheek.

"And I love you," I said.

"Cum inside me. Now. Please!"

I closed my eyes and focused my concentration on the
feelings in my groin. In less than a minute I breathed,
"I'm cumming for you, Sofia!" and my seed boiled from
my balls into her depths.

At the same time, Annie stuck a finger up my ass and the
sensation made me shoot even more of a load than I
usually do. I slowly pulled my cock out while Annie
sucked it clean and then she went to work licking
Sofia's jism-filled cunt.

The three of us showered cozily together and I was able
to get a good look at Annie. She was at least 5'8" and a
trim- full-busted blonde. She was a model and was
leaving town in a few days to make her fortune in
Atlanta.

"I wish I'd met you a long time ago, Dave" she sighed as
she soaped my half-hard cock. "This dick and Sofia's
sweet snatch are enough to make a girl settle down.

"I know what," she said suddenly as an idea came to her.
"What would you say... what would both of you say... if
I asked you to fuck me in the ass with this?"

Sofia's eyes about popped out of her head and her
mouth dropped open when she heard the suggestion her
friend made.

"No!" she said in disbelief. "You mean you could take
that big thing up... there?"

"Well, I've been fucked in the ass by some who were
almost as big," Annie responded, leisurely rubbing my
growing meat. "I'll bet this would be absolutely
fantastic inside my ass."

My hard-on certainly communicated what I thought of the
idea. But I had reservations, too, but Annie was smart
and well-prepared.

"I brought some condoms with me. Sofia told me that
you couldn't use regular rubber. Most guys with big
dicks can't. But these are called MAXX and are
especially made for guys with thick, long dicks. Ooh,
yeah. Like this beauty."

"God, I'd love to see that," Sofia said. "Dave's huge
cock screwing that hole between your buns."

"Well, Sweetmeat, if you'd listened to me months ago,
you could have been fucking my ass with a dildo by now,"
the blonde said. "But if you fuck my ass with this,
Dave, it will sure give me something to remember you
by."

Back in the bedroom, Annie unrolled the rubber over my
shaft and I was particularly pleased that the brand of
condom was larger at the base ring and was not as
painfully tight as regular condoms are to me. Sofia
was fascinated by the feel of my latex-covered cock and
insisted she be allowed to lube it with the K-Y as well
as help guide it into Annie's chute.

Annie lay on her back instead of getting on her hands
and knees, saying she wanted to see my face as well as
watch the action. Sofia first looked at Annie's
puckered pore and declared that such a tiny opening
couldn't possibly accommodate such a sizeable prick.

She kissed the pink bud then started lubing it with the
K-Y, sticking two fingers inside as far as she could.
Then she slapped a generous amount on my condom-covered
cock, relishing every moment as she lubed me. Sofia
guided it to the waiting backdoor and breathily told me
to do it.

I'd never fucked an asshole before, so I was excited as
hell. Annie's ass virtually sucked me inside like a
Hoover and pulled me deep. Yeah, it was tight, but even
though she moaned and groaned, she kept urging me on.
She wanted a big dick so I gave it to her.

Sofia was just fucking amazed as she watched me screw
her friend's asshole. She sucked and chewed Annie's
nipple while her hand reached around to squeeze and
caress my balls, never once taking her eyes off of my
cock. She would whisper, "Fuck her ass! Do it!" and that
spurred me on and I really gave the blonde's ass a good
plowing before I felt my cum rise.

By then, Sofia's finger was playing around my
sensitive sphincter and I couldn't hold back the torrent
of cunt juice that filled the end of the rubber.

Sofia squeezed my balls, milking my sperm up and out
until my cock began to shrink. I held onto the condom
when I pulled out of the stretched orifice, and I smiled
as Sofia looked inside Annie's gaping hole before it
closed. She even stuck four fingers inside as the
sphincter clenched shut. Annie removed the rubber and
emptied my spunk over her chest and tits.

Sofia lapped up the man-milk and passed it to her
friend with erotic kisses. When I saw Sofia's firm
butt sticking out so invitingly, I couldn't resist
kissing each cheek and letting my tongue explore the
tender pink pucker between the smooth globes and dip
into the soupy morass of her cunt.

Before Annie left for Atlanta, she asked me three more
times to plow her ass, which I did to Sofia's delight,
and mine, of course. She left saying it would probably
be awhile before she got plugged by another big cock and
we told her when she wanted more, she could visit
anytime.

Oh, no, Sofia hasn't said she wanted me to try to fuck
her in the ass. She knows she's too small and still
prefers to either take me in her mouth or in her cunt.
Two out of three ain't bad.


3: My Cousin And I Fuck In England

For my cousin's 21st birthday, I had a big surprise. I
had finally received an advance from a publisher on a
book which required some research work in England. I
wanted to take Sofia, but I knew I'd have to ask her
father first.

Even though my uncle had never said anything to me, I
figured he had a strong suspicion that his daughter and
I were fucking. He'd made several comments about how he
and his wife were glad she wasn't running around with a
bad crowd or hadn't been knocked up by some uneducated
d**ggie. I truly believe my uncle approved of my
relationship with Sofia. And when I asked if I could
take her to England, he was all for it. In fact, he
asked me if he could help pay for the trip, but I said
it was all arranged.

Of course, when I told Sofia, she was ecstatic. We
were having lunch in a local burger joint and I could
just feel the envious stares as the nubile beauty hugged
me. Here I am, a 35-year-old balding writer and I've got
this young beauty all but dry humping me in public. And
of course, she was very demonstrative of her gratitude
when we left. She insisted on giving me a thank-you
blowjob right there in the parking lot until I delivered
my own special sauce.

Sofia was still appreciatively horny when we flew to
London. Our flight left New York at midnight and Sofia
asked for a blanket and curled up quietly in the seat.
Under cover, though, she gave me a slow, loving blow-job
while I fingered her hot little twat.

Sofia took to London quickly. At the hotel, she went
downstairs and came back twenty minutes later with a
brunette fox. The girl was in her 20s, very British,
very bi-sexual, and she'd naturally been drawn by
Sofia's young look and beauty. Leslie was her name and
she said she loved to make it with Americans.

"Then show me British hospitality," Sofia said,
whipping off her skirt and panties. Leslie licked her
lips at the sight of Sofia's American fur pie and she
moved toward my cousin. Sofia settled onto the bed as
Leslie settled comfortably between her legs. Sofia
grabbed Leslie's head and held her in place, though I
doubt Leslie was going to abandon her dining experience
anytime soon. I hurriedly stripped and walked behind
Leslie. I lifted her dress and ran my hand over her ass.
It was covered with a pale yellow pair of panties which
I slid off with no problem.

I grabbed a condom and put it on and my cock homed in on
the entrance to her cunt and slid in easily. She groaned
into Sofia's quim and wiggled her ass.

"Cor, but I love a big one," she said as I began fucking
her tight British box. Sofia squirmed under Leslie's
tongue lashing and let out squeals of delight. She
looked at me lovingly and I blew her a kiss as my cock
hammered the London lass's puffy lips. Hot pussy oil
dribbled down my dick onto my balls and ran down my
thigh as slowly as maple syrup.

"Fuck me, Yank!" Leslie urged, her voice muffled in
Sofia's folds. I was screwing her hard and fast and
could feel the pressure building as I prepared to seal
this international coupling with a hot load of cum.

Sofia saw how close I was and asked me to wait for
her. She pulled Leslie's face even more snugly into her
furrow and bucked her hips hard against the girl's face.
I could see Sofia's firm thighs quivering as her
orgasm approached and her tits flushed red, almost as
red as her stiff nipples. She gasped and wailed as her
climax consumed her and triggered my own release. My
spunk raced up the length of my stalk and exploded into
the reservoir at the tip.

Sofia insisted I pour my cum from the rubber onto
Leslie's big British boobs so she could lap it up. I
tongued my cousin's wet honeypot and even rimmed her
sweet little asshole before we all stopped. I asked
Leslie if she could recommend any interesting sex clubs
for a couple of carnal Colonists.

"Well, that all depends, ducks," she said. "How kinky do
you want to get?"

"Nothing i*****l or painful," I replied.

"How long have you two been married?" Leslie asked.
Sofia and I both laughed.

"Leslie, David's my cousin," Sofia explained. "This
trip is my 21st birthday present, not a honeymoon."
Leslie thought the arrangement was great and told us
about how her first fuck had been with her handsome
uncle.

"He's a politician, and I guess you know how much
British politicians like to have it with whoever they
can get." She told us about several interesting scenes,
and suggested that we might enjoy visiting a "little
place" she knew in the Soho district. I agreed to pay a
visitor's fee to go to the club and perhaps participate.
She made a phone call and within the hour we were riding
the tube to the Oxford Street station.

As we walked along Threadneedle Street, I couldn't help
comparing the attitudinal differences about sex between
London and the United States. Shops selling adult
merchandise like books and toys and clothing had
attractive window displays and did not have the dirty,
sleazy appearance as is often the case in the states.
Even movie posters displayed in front of theaters
unabashedly show the female breasts, just as the
newspapers do. The British people, and even the European
people, I understand, are far less afraid of human
sexuality than Americans tend to be.

Leslie led us to a brick building and down a long flight
of narrow stairs to a sub-basement level which was
cheerfully decorated and well-lighted. We encountered
several attractive people in various states of undress.
I paid the agreed fee and we were ushered into a room
where we were given lockers.

After voicing my particular concern about disease,
Leslie led us to a large room where maybe twelve or so
people were actively engaged in oral sex.

"Until someone is a member for awhile, they either use
condoms or come in here," Leslie said. Sofia's fingers
instinctively wrapped around my hardened cock as we took
in the amazing spectacle before us. Men and women were
sucking each other, to put it simply, both in couples
and in groups. One man and two women formed a tight
circle as one of the women devoured his cock while he
burrowed hungrily between the thighs of the second
woman, who was, I might add, older than the man by at
least 20 years and quite hefty as well. She, in turn,
was feasting at the shave trough of the first woman.

Next to us was a big-breasted girl and a man who was old
enough to be her father. Leslie told us that he was, in
fact, her uncle. She was celebrating her birthday and as
a gift her uncle was bringing her into the club. He was
licking her slit as she writhed in pleasure. As we
watched, another couple, the man's son and wife, joined
for some i****tuous delights. The girl sucked in her
cousin's stiff poker with enthusiasm while her aunt
chewed on her sizeable melons.

"David, look!" Sofia whispered in awe as she pointed
to another pile of flesh. A man who'd been jacking off
his immense cock in front of two women was spraying
gallons of thick white cream all over their wide-eyed
faces and onto their flickering tongues. The stuff
looked like glue as it clung to their cheeks in
glistening globs. One woman, a sexy blonde, caught a
thick wad smack across the nose and droplets of the
stuff oozed slowly down the sides of her nose and her
nostrils.

Suddenly, Sofia joined them and began thirstily
lapping the syrupy semen from the women's faces. The man
even offered her his dribbling spout and Sofia opened
her mouth to try to engulf the immense cockhead. Just
watching Sofia try to gulp that big cock was quite a
sight.

I felt lips on my cock and looked down to see a
beautiful black woman nibbling on my prick. Her skin was
ebony in color, the blackest I'd ever seen.

"You're American, aren't you?" she asked, her British
accent clipped and very refined. She was the daughter of
an African diplomat and had been raised and educated in
England.

"I love having sex with Americans," she said as she
lazily licked my balls and lightly traced my prick with
her long, gold-tipped fingernails. "Americans are so...
f***eful. Fuck my face with that big cock!" In an
instant, her soft, full lips were surrounding my cock
and her fingernails dug into my ass cheeks as she pulled
me deep. I held her head and began fucking that hungry
mouth of hers, hard and fast and rough.

I saw Sofia as she ate a woman's hairy snatch while a
man and a woman tongued her own cunt and asshole. Even
from where I was, I could see that my cousin's body was
vibrating with pleasure and I fucked the African's
sucking mouth. Wet, sloshy sounds came from her mouth
and whimpering groans growled from deep in her throat as
I plunged my pistoning prick in and out. My balls
slapped steadily against her chin until, with a shout,
my cum exploded from my cock, pouring down her throat
like syrup. She gulped and swallowed, never gagging and
not missing a drop.

Sofia was having a grand time sucking cocks, licking
cunts, devouring assholes and gobbling tits. I just
watched her as she enjoyed herself and explored. There
were plenty of other attractive women to watch and I
certainly watched plenty.

This club wasn't the only one we visited while in
England. We attended a live discipline show where men
and women acted out scenarios which ultimately ended
with someone baring a spankable ass which soon became
red when the spanking was administered. But probably the
most intriguing encounter was with a gentleman I'll just
call The Earl.

The Earl lives in one of the many mansions which dot the
English countryside. He was aware of our desire for safe
sex and had already outlined what he wanted. His
particular turn-on was watching i****tuous sex of any
and all sorts. Europe has always been a stronghold of
i****t, particularly among the wealthy and the nobility
to "keep the royal bl**dlines pure and untainted."

Sofia wore a long, blue dress to the estate and looked
sexy as hell. The partying was already in full swing
when we arrived in a rental car. The Earl met us at the
door and led us into the grand hall which was lavishly
decorated with erotic nude paintings and sculptures.
Everyone in the room was dressed, but hands were easily
caressing breasts and cupping crotches.

The Earl introduced us to a couple I'll call Catherine
and George. Catherine appeared to be in her late forties
and George was around 30. Catherine was George's mother,
but they behaved like the lovers they were as George had
his arm around his mother's shoulder and was firmly
holding a large breast. Catherine seemed quite
nonplussed by this, even in front of strangers.

"How long has he been slipping his manhood into your
grotto?" Catherine asked Sofia. "Georgie and I have
been at it for... how long has it been, dear."

"Now, Mother, you're embarrassing Sofia," George said.

"Nonsense," Catherine dismissed the comment. "She has
fuck-me eyes and loves talking about it almost as much
as she enjoys doing it, isn't that right?" Sofia was
embarrassed, all right, but she smiled and nodded.
Catherine reached out and stroked Sofia's bare arm and
commented wistfully about her smooth, youthful skin.

"Perhaps before the evening is over, you'll allow me to
taste you," Catherine said. Then she reached down and
wrapped her fingers around the sizable bulge in her
son's crotch.

"Right now I must wrap my lips around this. Come along,
George," she said, leading him away. Sofia's eyes were
wide with surprise at the sensual displays we
encountered at The Earl's manor. Eventually, we found
ourselves in an orgy room where maybe 20 or so people
were fucking and sucking, reaming and rimming. In no
time, we had joined the festivities, easily melting into
the hot mass of writhing bodies. I tasted the cunts of
nieces and aunts, grandmothers and granddaughters and I
had many mouths explore my f****y jewels and ass.

Sofia seemed to enjoy so many dicks and pussies as
well. She was reamed, rammed, sucked and had her stomach
filled with pussy cream and cum. By the time we left,
both of us were tired and sore but satisfied. We slept
into the next afternoon and spent the rest of the day
and evening snuggling in the bed.

We also took a few days to go see the adult sights in
Amsterdam, Copenhagen and Hamburg, but that is another
story.


4: Sofia And I Do Europe

My cousin Sofia and I had a great time when we visited
England. I guess we really made a big hit with The Earl.
He was the one who insisted on e****ting us to Europe's
hottest sex capitals.

Amsterdam was a sex fiend's delight. Sex shops galore,
legal prostitution, everything imaginable, much of which
is either i*****l or just not popular in America, was
readily available there. You can be bound, gagged and
fucked or pissed on or you can do the pissing. Sofia
walked around wide-eyed and eager to see everything.

The Earl knew of a place that catered to his special
interests, of course, and took us to a large house out
in the countryside. The three-story house was probably
someone's private home but it was outfitted in most of
the rooms for sex.

Each room had cushions, mattresses, beds, bottles of
body oils, towels and sex toys. There was a very large
bathroom on each floor outfitted with toilet, bidet, two
showers and a big bathtub. The tub in the ground level
bathroom was a large sunken affair made of marble.

When we arrived, the door was opened by a strikingly
beautiful young blonde who looked to be 18 years old.
Oh, and she was naked except for a white garter,
stockings and high heels. The bright red nipples on her
full breasts were quite stiff and the shimmer of wetness
I saw told me that they'd recently been sucked or
licked.

Her smile was warm and she greeted us in Flemish and led
us into the dressing room. Actually, undressing room was
more like it. She chatted as we undressed, telling
Sofia and me about how much she loved American
television shows and how she was hoping to visit America
one day soon. She was very friendly and I wondered if
she ever entered any beauty pageants. She and Sofia
seemed to take to each other immediately. Her name was
Marta and she and her f****y were our hosts.

Marta eyed my semi-erect cock and complimented me. She
asked permission to welcome us to her home, then dropped
to her knees. She took my balls in both hands, hefting
them in her cool palms. Pursing her lips, Marta kissed
the tip of my hard cock. Her tongue darted out and
started teasing the sensitive spot on the underside
right behind the head. Damn, she sure knew how to make a
man feel welcomed. She looked up at me with those
beautiful blue eyes of hers and smiled.

Then she quit, going over to Sofia. She kissed
Sofia's small tits, then they locked lips in a deep,
passionate kiss. Marta was sliding two fingers into
Sofia's snatch and when they finally broke the kiss,
Marta raised her fingers and sensuously licked Sofia's
quim cream from them. I could see from the look in their
eyes that they wanted more time together but Marta, the
conscientious hostess, kept her cool and led us down the
hall to the ball room.

I watched Marta's ass as she led the way, my cock
gripped in Sofia's hand, and I remember thinking how
hot and tight Marta's asshole would feel and how I hoped
I'd get the opportunity to do something with her.

And quite a ball room it was. About a dozen people were
in the room in various stages of fucking and sucking. A
silver-haired woman who looked to be in her sixties was
sucking a huge black cock while a woman plunged her ass
with a dildo. Marta, her fingers tickling my asshole,
told me that the woman sucking the black dick was the
mother of the woman who was fucking her ass.

In fact, The Earl told me, the elderly lady was Marta's
grandmother and it was Marta's aunt who was drilling her
own mother's asshole. i****t is a very acceptable sex
practice throughout Europe.

Marta told us that her twin s****r, Gerta, was in the
playroom in the basement. Marta gave us a tour of the
house, and in every room there was heated action of
every sort going on. In one of the bathrooms a woman sat
on the toilet awaiting men who would pee and splash
their amber onto her pussy and chest. The Earl obliged
her, pissing a hard stream onto her clit and splashing
her tits. I was too stiff to pee, though. Marta, Sofia
and the woman offered to help by relieving me of my
load, but I politely declined.

Marta's mother was upstairs in a bedroom participating
in a seven-person daisy chain. She had a mouthful of
cock when I saw her and we stood watching while the
group sucked away. I guess it was too much for Sofia
who dragged Marta into a corner and they quickly started
eating each other out.

Naturally I watched until I just had to join in. I put
my hands on Sofia's ass and Marta guided my bloated
cock into my cousin's fuck hole. Marta lapped away at my
balls and she fingered my asshole as Sofia worked on
her blonde box.

Considering all the stimulation I'd had since our
arrival, I'm amazed I lasted more than a minute fucking
Sofia but I eventually dumped a load into her tight,
familiar pussy. My cock slipped out into Marta's hungry
mouth and she eagerly licked and sucked me clean and
dry. Then I watched as Marta went for the spunk I'd
unloaded into Sofia.

Marta's hands roamed all over Sofia, caressing and
teasing and stimulating her every sensitive spot. He
mouth seemed to devour Sofia, the lips of Sofia's
pussy surrounding and enveloping Marta's lips and tongue
as though trying to pull the girl inside.

Sofia was thoroughly enjoying the action, and she
reached out for my hand. As she kept reaching satisfying
climax after climax, I realized that my feeling for
Sofia were much stronger than cousin-cousin affection.
Despite the 17 year age difference, I realized I loved
her deeply. That we enjoyed exploring our sexuality
together just made that bond stronger.

I felt a hand caress my thigh and saw Marta's mother
joining us. Her hand stroked my half-hard cock as she
introduced herself and asked what my relation to Sofia
was. Then she asked how long we'd been having sex and I
told her that we had started on Sofia's 18th birthday.
I told her that Sofia had wanted to read the sex
stories I wrote and eventually we began to enjoy one
another. She asked if any of our families knew and I
told her that I strongly suspected that Sofia's father
knew.

"Yes, the father will know," Gitte said. "But he will
approve. He may even be jealous. Sofia is a lovely
girl. Marta likes her very much, I can tell." Gitte and
I watched Marta still scooping my semen with her tongue
and slurping it down along with Sofia's flow.

"Marta is good, yes?" she asked Sofia.

"Ooh, yes-s-s!" Sofia gasped as she rode another
climax.

"Yes, I taught her how. Mine was her first pussy." Gitte
matter-of-factly probed her daughter's cunt with three
fingers, then she withdrew them, glistening with cunt
dew. Gitte licked a finger then offered me her other
basted digits. "Marta and Gerta taste wonderful, yes?" I
told her that we hadn't met Gerta yet but if she tasted
as good as her s****r, I hoped to meet her soon.

"Do they get their good taste from their mother?" I
asked. She offered to let me find out for myself. As I
lay on my back, Gitte straddled my face and lowered her
trimmed twat to my lips. Her heady juice was tart and
good. Her clit was almost as large as my finger and I
wrapped my lips around it as she sucked my cock into her
moist mouth. We didn't rush but lazily enjoyed the
feeling.

I sensed when Marta and Sofia moved and Sofia joined
me in dining at Gitte's portal while Marta's tongue
lapped at my balls and teased my sphincter. I recall
thinking that sex education at home must indeed be an
important aspect of their lifestyle because Marta was
surely an honor student!

When she insinuated her tongue inside my asshole, I
realized why Sofia had enjoyed her so much. Marta has
an exceptionally long tongue which writhed and squirmed
deliciously up my ass. No wonder Sofia had enjoyed
being eaten by her. She and her mother soon had me on
the verge and when I came, Gitte swallowed, letting some
of my cum drip down my cock so Marta could enjoy it.
Then they kissed and pulled Sofia and me into a four-
way kiss of dancing tongues and the sharing of my cum.

The four of us took a refreshing shower together, then,
looking for The Earl, we made our way to the playroom,
in actuality a room equipped with a great many restraint
devices, straps and chains. The Earl was on his back,
strapped to a leather-covered bench, while an elderly
woman ground her sparsely-haired slit over his face. I
didn't understand what she was saying to him, but Gitte
explained that The Earl liked to have a fantasy
fulfilled of eating out his grandmother's pussy. The
woman was not, of course, his real grandmother, but he
enjoyed it nevertheless.

"He will orgasm without being touched," Marta added.
"See?" Sure enough, The Earl's slender red cock trembled
and then began spewing streamers of cum into the air.
The elderly woman grabbed his spewing cock and urged
him, Gitte translated, to "cum lustily for Granny." He
did just that, spurting an incredible amount of semen up
and out of his cock.

Sofia touched my arm and indicated a couple across the
room. A woman was bent over a table, her legs spread and
her ankles bound. A man was behind her, plunging his
cock in and out of her asshole.

That's Gerta,' Sofia told me. I saw her blonde hair
and Gitte's look of pride assured me that I was indeed
watching Marta's twin being soundly reamed by a sizeable
cock. I wondered if Marta was into assfuking, too, then
I figured that in such a liberated environment, the
s****rs probably did everything imaginable as long as it
felt good.

We were invited to stay overnight with Gitte and Marta
and Gerta. Since we all slept in the same big bed (when
we did sl**p) we groped and grabbed and sucked and
fucked in many combinations. Gitte's husband was out of
town on government business so I was the only male among
the four sexy women. Fortunately for me, and for them,
too, they were able and eager to satisfy each other when
I was unable.

I loved watching Sofia being pleasured by the greedy,
avid tongues of the twins as their mother and I watched.
I gave Gitte a long, tender fuck before I drifted off to
sl**p, only to be awakened to breakfast in bed: four
scrumptious slices of sweet womanhood.

By the time we left the next afternoon, Sofia had
developed a real bond with the girls. Accompanied by The
Earl we went to Hamburg. He took us in a roundabout way
to a secretive, private club located in a warehouse near
the docks. The club is a very private one with a select
membership who could bring discreet guests. Naturally we
felt honored and when we saw the plush interior of the
club and were offered drinks, we quickly felt
comfortable and at ease.

The Earl spoke with someone and returned to tell us that
we were in luck. He led us to a small, dimly-lit room
where he was joined by a red haired, busty woman who was
naked. We sat down and The Earl pressed a button and the
d****ries parted. The window looked into another, larger
room, brightly lit and with mirrored walls. In the
center of the room was a bed and a single doorway
provided the only entrance.

The Earl explained that the "mirrors" were one-way glass
panels and that some half-dozen rooms surrounded the
room with the bed. As he spoke the woman was taking his
clothes off. I wasn't yet sure of what we were about to
see, but I sensed an electric air of anticipation. I put
my arm around Sofia and she pressed her body to mine.

The Earl told us that we were going to witness a young
man being fucked by his mother for the first time. Since
his own first sexual experience had been with his
mother, this was a particular favorite scene for him to
watch.

After a few minutes' wait the door opened and a brunette
woman entered. She was about my age, 37 or so, maybe
five-and-a-half feet tall, attractive, though not
strikingly so. She looked as though she was someone's
mother, if you know what I mean. She wore a loose-
fitting, floor-length white robe as she walked in.

She took the robe off and let it drop to the floor, then
she crawled onto the bed, her arms modestly covering her
heavy tits. Sofia began stroking the inside of my
thigh as she, too, felt the growing tension. I tweaked
her stiff nipples through her sweater as we watched the
door.

It opened and in walked a strapping young man about six
feet tall who bore an obvious resemblance to the woman
on the bed. He, too, wore a robe, which he shrugged off
by the bed. His cock was average in size and
uncircumcised was already stiff and jerking with
excitement as his mother looked at it. The Earl adjusted
the controls of a speaker so we could hear them. I don't
speak German but I imagined I could understand the gist
of their conversation.

"My son, I have wanted you for some time," she seemed to
be saying as her hand stroked his hip. Sofia's fingers
were gripping the hard-on in my pants and I put my hand
under her sweater to feel her wonderful cupcake tits.
The young man closed his eyes as his mother began
fondling his sex, stroking his cock with one hand and
playing with his balls.

The mother lovingly kissed her son's knob and then
opened her mouth and let her son's cock slide between
her full lips and over her tongue. The Earl groaned and
I looked over to see the red-head sucking his cock. My
hand had made its way from Sofia's tits downward under
her waistband. She was busy unzipping me to release my
swollen cock.

The mother let her son's erection slip from her sucking
mouth. Her expression told me that she wanted to taste
her son's liquid love offering, but she also wanted to
feel him in her cunt and to fuck his mother. But first,
he bent down a planted a kiss on his mother's pussy,
showing love and respect for the same orifice he had
exited some years before. We could see his tongue
lapping her flow and we could hear her moan and whimper
with pleasure.

here is something special about relatives having sex
together, whether it be cousins, like Sofia and I, a
mother and son, s****rs like Marta and Gerta or
whatever. Two consenting people having sex is wonderful,
but when two people who are related are physically
intimate, it really is beautiful to watch. I understood
why The Earl enjoyed watching. Without a word, Sofia
slipped her clothes off and I did the same. Facing the
window,my petite cousin, her feet on my chair, straddled
my lap and lowered her pussy onto my straining nine
inches. She was hot, slick and tight as she impaled
herself.

By the time all of my shaft was inside her, the young
man had his prick inside his mother and was fucking her
fast. I knew he would cum quickly but I also knew that
he was young enough to be able to go for several bouts
in rapid succession.

After only a minute or so he yelled, "Mein gott!" and
drove his prick deep into his mother. I had been
tickling Sofia's clit and she shuddered and her cunt
muscles spasmed around my cock. I heard The Earl grunt
and saw the woman's cheeks puff out as he filled her
mouth with cum.

The son eventually resumed fucking his mother's cum-
filled hole and Sofia rose and fell on my cock as I
held onto her hips. I flooded her pussy at about the
same time the young man came for the third time. His
cock slipped out of her saturated snatch and she sucked
him then gave him a loving blowjob as only a mother
could give.

Sofia and I watched The Earl fuck the red-head's
Teutonic twat and then we left the club. We returned
that night to watch some other interesting shows but the
following day we boarded our home-bound flight, tired,
satisfied, and more in love with each other than before.
We even discussed our next move once we got back to the
states. We didn't expect anything like what happened
when we got back, though.


5: The Twins In America

Sofia's father met us at the airport. My uncle, I had
felt, knew that I was fucking his daughter. But he
didn't seem worried or concerned. Not even when we told
him that we had decided to live together. Actually, he
seemed relieved. He also handed Sofia a telegram.
Marta and Gerta, the lovely twins from Copenhagen,
planned to visit the United States and wanted to know if
they could visit with us.

Within a week Sofia had moved in with me. Fortunately
I had plenty of room, and since we share a bed, she
didn't need to worry with bringing one along. Her mother
was a bit less accepting of our situation than her
father had been, but she got over it. Sofia and I soon
established a great domesticity. She attended school and
worked part time. Our home life was great and our sex
life was even better.

We had been living together for a month when the twins
arrived from Copenhagen. When we met them at the airport
we couldn't tell them apart. Marta has a small mole on
her right breast, though, so when we got home we were
soon able to tell them apart. The first thing we did was
form a daisy chain with me lapping at Marta's pussy
while she sucked Sofia, who in turn went after Gerta's
cream. And Gerta, of course, had her mouth busy on my
cock and balls, getting me ready for the assfucking she
wanted from me.

Marta rolled the condom onto my hard-on while Sofia
fingered and relaxed Gerta's puckered asshole. She even
tongued it, getting it primed for probing. Sofia got
her head under us so she could lick Gerta's cunt and my
balls as I fucked the blonde Dane. Marta squeezed her
s****r's tits and kissed me, the taste of Sofia's quim
still fresh and sweet on her lips.

As happened when I had fucked Sofia's friend, Annie,
in the ass, I didn't last long. An asshole is so much
tighter than a pussy, even more so when the cock is big.
Gerta had told us she loved being bumfucked by a big one
and I was only to glad to oblige. With Sofia's saliva
in her ass and a gob of saliva Marta dripped onto my
sheathed cock, I was able to slide into Gerta's rear
chute without much strain.

The blonde loved being shafted in the ass; she had told
us so when we met her and her twin in Copenhagen. She
preferred it to fucking because she didn't have to worry
about getting pregnant or having her period. And while
she was getting her ass fucked, her pussy was available
to be eaten, as Sofia was doing. Gerta writhed and met
my thrusts and she grunted and mumbled about how good it
felt.

I felt the familiar twitch inside as my prostate reacted
to the stimulation. My cum started its swift, final
journey as Sofia squeezed my balls. "Shoot, Dave!" I
heard her say. Marta stuck her wet tongue in my ear and
Gerta's ass clenched around my cock like a vise. My cum
started filling the end of the condom and Marta fingered
my asshole, probing inside to coax even more of my seed
out.

When I pulled out of Gerta's stretched anal pore,
Sofia grabbed the condom while Marta bent down to kiss
and tongue her s****r's gaping orifice. When I saw
Marta's long, pink tongue slither into her twin's rear
tunnel, my cock gave a jerk and drooled a final few
drops into the bloated condom. Sofia deftly removed
the sheath, gave my reddened cock a kiss, then emptied
the milky contents onto Gerta's butt cheeks.

With my warm spunk dripping onto Gerta's ass, Sofia
and Marta began lapping the sauce from Gerta's still-
quivering buns until it was gone. Then Gerta turned
around and the four of us exchanged long, deep kisses
before I just had to lie down to rest. I watched the
three inexhaustible beauties pleasure one another for
the next hour. The twins had brought along a couple of
strap-on dildos which they used on Sofia and each
other.

At one point, Gerta had Sofia don the fake cock and,
after she impaled her cunt on her s****r's prong, she
directed Sofia to fuck her ass. It was the first time
I had ever witnessed a double penetration as the two
sizeable latex cocks skewered Gerta's two orifices.

Sofia sure seemed to enjoy her dominant position
behind Gerta, and she kept looking at me and smiling as
she thrust powerfully into Gerta's ass. That's when the
thought occurred to me: what would it be like to have my
cousin fuck my ass? The more I thought about it, the
more the idea turned me on. I kept mulling it over while
we showed and I waited until we were eating dinner
before I mentioned it.

Sofia got tremendously excited at the suggestion. The
twins were amazed that I was an anal virgin. Among their
vast circle of friends in Copenhagen and throughout
Europe, men regularly took cocks in the ass, both fake
and real ones. It had nothing to do with homosexuality
or bisexuality. Just sexuality. If it felt good and made
you cum and didn't hurt anyone, what was the harm?
That's when we got into a serious discussion about
American attitudes about sex.

By the time we got to the bedroom, I was stiff with
anticipation of what was to come. Rather than get on my
hands and knees, I laid on my back so I could watch
everything. Sofia again strapped on a dildo, a thinner
version of the cock she had used earlier on Gerta, and
it was now standing erotically from between her legs.

While I held my legs behind the knees, Marta began
licking my sphincter and pushing her tongue deep inside.
Gerta lubricated Sofia's cock with some K-Y jelly and
then Marta stuck several jelly-covered fingers up my
ass.

Gerta lodged the head of the cock at the round entrance
to my bowels. I looked deeply into Sofia's eyes and
saw the excitement and love inside her. Marta held my
steely cock as Sofia slowly pushed the knob past my
relaxed sphincter and began the probing journey into my
never-fucked passage. My cousin my own flesh and bl**d
looked deeply, lovingly, into my eyes and her smile
spoke volumes. She was fucking me, just as I had fucked
her for the past three years.

The twins were on either side of me, watching closely as
Sofia's cock disappeared into my ass and then
reappeared. They took turns licking the leaking head of
my cock and sucking my balls and nibbling Sofia's
small but stiff nipples.

"Fuck him!" Marta whispered throatily, though Sofia
needed no encouragement. "He welcomes you in his ass.
His prick is stiff and leaks so much tasty juice." On
cue, Gerta lapped up some pre-cum and offered her
extended tongue to Sofia, who licked my stuff right
off and then sucked Gerta's tongue into her mouth.

That dildo was massaging my prostate like mad and I
knew, just as when I fucked someone else in the ass and
couldn't hold off long, I was going to cum soon. Marta
and Gerta knew it by the way my cock got darker and
swelled even more.

"Oh, yes-s-s," Gerta hissed. Sofia drove her dick into
me hard and deep as my entire body jerked powerfully and
uncontrollably. My cum seemed to burn as it erupted from
my cockhead like lava from a volcano and spurted high in
the air, splatting onto Sofia's right boob. Gerta
immediately began licking Sofia's small icing-covered
tit while her s****r attached her sucking mouth to my
spitting knob and drank down the semen Sofia's ass
fuck had pounded out of me.

Naturally my ass was sore but dear Sofia administered
soothing kisses and cooling wet caresses from her tongue
after she withdrew the dong. The twins kissed each other
and me, swapping oysters of my cum. I was exhausted and
quickly fell asl**p, the three young women kissing and
caressing my body.

I awoke after about eight hours of much-needed sl**p.
The girls brought me breakfast in bed and wouldn't let
me lift a finger. Well, they fed me breakfast but I did
finger the trio of juicy pussies, two blonde and one
chestnut tufted cunts. For dessert, I was treated to a
triple blowjob. WOW! The two more days the girls visited
were mind-boggling when it came to sexual thrills. Their
knowledge of sexual thrills seemed enormous and by the
time they left I was drained, tired and wiped out.

It was good to be with Sofia, alone and with no sexual
tension between us for a few days. We talked, we
laughed, we communicated, we solidified our feelings for
each other. We both felt the tenderness and love we had
for one another. And after a few days, we felt the
desire to express our feelings. It was when we were in
bed, listening to Classical music, when Sofia began
undulating her butt against my oiled cock, which began
to straighten out and thicken, much to Sofia's
delight.

"Dave," my cousin said, slightly parting her legs so my
cock could slide between her thighs. "How would you like
to fuck my asshole?" She had told me long ago that she
wanted my cock to be the only one she'd fuck, now she
wanted me in her backside.

"Sofia, I don't want to hurt you," I said, hugging her
tightly.

"Gerta and Marta told me how to do it. They even left me
some butt plugs so I could stretch my hole for you." She
turned, her freckled nose inches from mine, those brown
eyes full of love. "Besides, I want it. I love you,
Dave. So what if it hurts a little. Annie loved your
cock in her ass. So did Gerta and Marta. It feels good
to me to have my asshole fingered or even to put the
butt plugs in there. I want you now."

We made something of a romantic production of my taking
Sofia's anal cherry. Candles and soft light, romantic
music, a little wine, some well-placed pillows and
plenty of lubrication, we were prepared. With her lovely
pert butt thrust out and up and with her legs drawn up,
her pink pucker was really inviting. Before I lubed it,
I just had to kiss it and stick my tongue into the hot,
musky interior. Sofia had her hands on the sides of my
head and played with my ears while I rimmed and reamed
her. She whimpered and moaned, sighed and squealed as I
tongued her passage until she told me she was ready.

I put plenty of the cool gel inside her asshole and then
applied a generous amount to my cock. Sofia then
firmly grabbed my cock and guided the mushroom knob to
her awaiting sphincter. Her cheeks were flushed with
excitement, her eyes wide with anticipation and her
nipples were like rockets.

I pressed forward ever so slightly and Sofia inhaled
sharply, but still smiled. I waited for the round muscle
to relax and let my cock inside. I could feel the
sphincter's tension slowly ease and my thick crown
slowly moved into her portal.

She sucked in her lower lip but I didn't see any sign of
pain or discomfort on her face. I knew that my cock was
stretching her wider than she'd ever been stretched,
butt plugs or not. I looked down and watched as the rim
of my knob slid inside her sphincter and the muscle
clamped down on the top of the shaft.

Sofia felt it and gleefully laughed. "Your cock feels
wonderful in my ass, Dave," she said softly. "I just
knew it would."

"I hope it feels as good to you as I felt when you
fucked me the other day."

"Probably better," she said. "Your cock is real. Hmm,
give me more." There was still quite a way to go before
all 9 inches would be inside; I just hoped like hell I
could delay cumming long enough to get all of it inside.
Sofia held my shoulders as I pressed forward and again
felt my cock slowly make its way into her tunnel,
widening the walls as the head led the way. My cousin's
pixie face twitched and her body trembled every fraction
of an inch my cock advanced. A constant moan of delight
came from her throat and her hands slid behind my neck
as she slowly pulled me inside.

Deeper my prick slid and the tightness was incredible.
The only thing that prevented me from giving in to the
pleasure was that this was a special experience that
both of us were to enjoy. I could feel Sofia's inner
muscles spasm around my cock both resisting my invasion
and welcoming it.

I felt the hairs on my balls when they made contact with
Sofia's ass and I looked to see barely an inch or so
of my cock yet to go. "Almost there, Sofia," I said
through clenched teeth. The freckles stood out on her
nose; her nostrils were flared and beads of sweat were
forming on her forehead. That she was going through such
discomfort as a means to pleasure both herself and me
only increased my desire to be gentle and to give her
all the satisfaction and joy that I could.

I licked the sweat from her forehead and covered her
face with kisses as I felt my pubic bone meet hers. My
entire nine inches of thick, steel-hard cock were buried
entirely, almost impossibly, inside my petite cousin's
backside. Sofia was laughing with delight, her bowels
stuffed with cock, cock that was ready to explode.

I eased backward, my cock sliding smoothly as it
withdrew. Sofia hugged me tightly and I again filled
her. The sweet scent of her pussy filled the room as her
juice flowed from her cunt and ran down to help
lubricate my cock and cling to my pubic curls.

"Fuck me, Dave," Sofia said as she rode the crest of a
climactic wave. "Ooh, love me! Deep! Hard! Cum in my
ass! Oh, God, love me!"

"I do love you, Sofia," I answered as my hips drove my
cock smoothly in and out of her ass. I knew I was only
seconds away from shooting and I wanted us to cum
together. Sofia whimpered and started gasping as my
cock swelled inside her, setting off her own body-
wracking orgasm. Her spasming ass muscles clenched
around my cock and milked my juice up and out to soothe
the burning heat in her rectum.

Sofia hugged me tightly as she gasped and writhed
beneath me. I made guttural grunts as my prick spit gobs
of semen into her squirming ass and my mouth found hers
and we kissed, gasping and breathing into one another.
Sofia's ass was filled with cock and cum and she
wanted both inside her for as long as possible.

We were sweaty and exhausted when we both finished
cumming. When I saw the tears in Sofia's eyes, tears
of happiness and love, not pain, my own eyes got misty.
Her ass eventually gave up its hold on my drained piece
and cum poured from her raw rear when my reddened cock
slipped out. We slept entwined in one another's arms.


6: Virgin Territory

Sofia and I recently participated in an event that I
just have to write about. A few months ago I received a
letter from a f****y in Tennessee who had been following
my stories and how I had developed this relationship
with my cousin Sofia. It turned out that this f****y
was very much into i****tuous relationships and wanted
to correspond with someone who understood the sort of
f****y loving they enjoyed.

When they invited us to attend one of their f****y
gatherings, Sofia and I got in the car and drove. We
went through the Great Smoky Mountains and about a half
hour from Gatlinburg was where we met the "Jones"
f****y. The Jones farm is composed of 200 acres of
pasture, fields, forested mountainside and a few clear
mountain stream. The main house is a huge Victorian-
style structure with two huge old oak trees in the front
yard.

Jake Jones had explained that the annual party we were
attending was a combination f****y reunion and a rite of
passage. This year, three f****y members, two girls and
one boy, had turned eighteen and would be welcomed into
the sexual fun the f****y enjoyed.

Sofia was excited and antsy for most of the trip. Her
nipples poked her t-shirt and she rubbed her horny
crotch through her shorts. I was half-hard and had to
refuse Sofia's offer of a blowjob at one of the scenic
overlooks because I didn't want to risk blowing my load
and missing anything that weekend. I mean, I love
Sofia but I can always get a blowjob from her; this
was a once-a-year event and I wanted to save all my
energy.

It's a good thing I waited.

The driveway to the main house was about a mile long and
when we arrived there were a dozen vehicles with license
tags from all over the country. Jake came out of the
house to greet us. Jake is 46, tall, rugged and with a
shock of prematurely-gray hair. He was dressed casually
and he was accompanied by two attractive women he
introduced as his daughters, Jeanne and Martha. Both
were in their early to mid-twenties and both wore loose
dresses ("Easier to get out of," Martha told us later.)

Jake was friendly and made us feel welcomed and relaxed.
Jeanne whispered in his ear. Jake smiled. "Jeanne likes
bald heads, Dave. She want to hold your head between her
thighs!" Jeanne grinned at me. I felt a bit embarrassed
by the boldness. However, my cock was stiffening in my
jeans. Sofia rubbed the front of my jeans.

"He's a great pussy eater, Jeanne," she said. "And so am
I. I hope I can get a taste while we're here."

"Hot damn!" Jake laughed. "Honey, show Sofia that
honeypot of yours. You, too, Martha!"

Both young women immediately lifted their dresses to
reveal their unpantied lower bodies. Their pubic
triangles were neatly trimmed and their lips were
visible. Martha had an extremely large clitoris which
jutted out. Sofia reached out with both hands and
cupped both pussies, wiggling a finger between the lips
and making the s****rs groan.

Jake laughed again. "Sofia, you'd best wait until we
get inside or you'll start an orgy right here!"

All three women, Sofia, Martha and Jeanne, looked at
Jake and simultaneously said, "An orgy sounds good."

We all laughed then and then made our way onto the big
porch and into the house. Inside, it reminded me of the
many country homes I'd been inside, including my
grandmother's. However, my grandmother was never, to my
knowledge anyway, caught sitting fully clothed on an
ottoman sucking on the stiff cock of a guy young enough
to be her grandson.

That's what we saw when we entered the living room. Jake
confirmed that the silver-haired woman was his 68-year-
old aunt and the cock she was sucking belonged to her
grandson.

"Rob just loves his granny's gum jobs," Jake said. I saw
her false teeth lying on the coffee table and we watched
as Rob gave way to the pleasure and let his spunk shoot
into his grandmother's hungry mouth. She swallowed his
offering without letting a drop escape her lips. After
she let his softened cock slip from her mouth, she
replaced her teeth and came over to greet Sofia and
me.

"Girls, why don't you give our company here a real
Tennessee howdy do while I go back to the kitchen to
help with supper?" Well, their idea of a Tennessee
welcome is to strip the guests and give them a tongue
bathe. In no time, Martha and Jeanne were joined by a
half-dozen other women, s****rs, mothers, all related
and all eager to meet, greet and eat the visitors. I
watched as one woman I later learned was Jake's s****r,
got between Sofia's legs and devoured my cousin's
sweet cunt, much to Sofia's delight.

I got my share of the oralism as well. The girls all
loved my cock, or "that big wanger," as one called it,
and it received plenty of lip service and tongue
lashings, I assure you. Glenda, a 40-ish red-head, with
a million freckles and huge, pillowy tits, got her
tongue deep in my asshole and let that muscle squirm
away in my steamy rear passage. I finally spewed my
pent-up load and it was thirstily shared by most of the
women. Jake's s****r was sucking Sofia to a screaming
orgasm and didn't get any, though.

I asked where the men in the f****y were. Jake was
probing his niece's asshole with his cock when I asked.
"They're out in the woods huntin' or fishin' down to the
trout stream," Jake said. "Never could figure why a man
would want to shoot a rifle when he could shoot his wad
or why he'd want to mess with a fishin' pole when
there's women around who want to play with his pole. But
that's okay. Just means we got our pick of pussy and
tits."

"And ass, Uncle Jake," his niece said as he pumped away
between her fleshy cheeks. "Hmm, you fuck my ass so
good," she said as she lowered her face into Jeanne's
pussy.

Meanwhile, Glenda got behind Jake, spread his cheeks and
plunged her active tongue into his ass. Sofia cuddled
up to me and I automatically put my arm around her and
cupped her small breast while we watched this segment of
the Jones f****y do what seemed natural, rimming and
sucking and fucking, the picture of pleasurable i****t.

After a while, we showered and dressed and then Jake
took us on a tour. He pointed to a house in the distance
and said that was where the "young 'uns" were as well as
the adults who didn't get involved in the intimate fun.

"We got two preachers in the f****y, Dave," he told me.
"My b*****r's one and my aunt's husband. Both of 'em are
over to the other house. Oh, they don't preach against
what we're doing. They just don't party and all. My
b*****r likes to fuck Martha and maybe a couple more. My
aunt's husband loves to read a sermon while a woman
fucks his ass with a fake dick and he jacks off. Weird,
huh?" Jake laughed and said that the world was full of
strange things.

When we got to the barn, Sofia and I got an idea of
just how strange things could be in the Jones f****y.
Jake explained the ceremony we would watch that night.
He said the three newcomers would lie naked on the three
waist-high platforms there in the barn and all the
members of the f****y would stroke, lick, kiss, suck,
feel, whatever, except the privilege of the first fuck
went to the parent. Tom's mother, Glenda, would be his
first fuck, and the girls would get dicked by their
daddies.

"Charlotte, one of the girls, is my preacher b*****r's
daughter. I know he's lookin' forward to this. That girl
is a beauty, too. Blonde hair, blue eyes, tits out to
here, lips that beg to be fucked. She's already gonna be
a cheerleader at college. I can't wait to get some of
that myself!"

Supper was a picnic held outside with everyone clothed
and on their best behavior because every member of the
clan was there. Martha introduced Sofia and me to the
rest of the f****y, including the three soon-to-be
inductees. Several of the men took a fancy to Sofia,
of course, but they also knew that they first had to
satisfy their own f****y needs.

It was early evening when the consenting adults made
their way to the barn. Since Sofia and I were there to
observe and not to participate in the f****y ritual, we
took up a position in the loft where we could easily see
everyone and everything below us. We had removed our
clothes as we came in and had climbed to the loft quite
naked. We sat on a blanket and watched everyone else
enter the barn and strip. Both Sofia and I were
excited and my hand fingered her cooze even as she
fondled me. We kept commenting on the people who walked
in and undressed for the ceremony.

"What tits!"

"Big balls!"

"Nice legs!"

"Those lips were made to suck cock!"

It was Jake's father who really surprised me, though. He
was the oldest person in attendance, 71 years old. Jake
had told me that the old man had a physical condition
which caused him to have a perpetual hard-on. "Priapism"
it's called. And when he stripped down, I saw for
myself. His cock was as stiff as that of a man half his
age, close to 10 inches long, pink and waving before him
as it thrust out over a pair of massive balls.

"Damn!" gasped Sofia as she watched the old man sit in
his chair. He called to one of the women (a daughter or
granddaughter or niece -- you can't be sure in
situations like this) and in a loud voice asked if she
would suck his "clapper."

"I got me a nice wad to let loose and I haven't had your
mouth in days." While he got some eager head, the old
man fingered some pussies and stroked a few cocks as
other f****y members gathered around to watch. Hands
roamed everywhere as everyone watched Grandpa climb
closer to the brink. Sofia's pussy was wet and hot as
I strummed her throbbing clit there in the loft.

The old man started bucking his hips and jerked his cock
out of the mouth that had coaxed this orgasm. He grabbed
his cock and jerked it a few times. "Fuck!" he yelled as
a jet of spunk fired high into the air, followed by
another and yet another. I had never seen so much semen
come from a cock during one orgasm. His cum landed on
arms and legs; tongues sought to catch the pearly drops
in mid-spurt; others licked it off bodies and faces.
You'd have thought there was something magical or
religious in that old man's cum.

Hmm. Considering his age... the amount he produced...
his constant erections... hell, maybe it is
supernatural.

During the next few minutes, Sofia and I were
engrossed in a hard, passionate fuck which left me limp
and she had a quim full of hot cum. When we looked down
from the loft, the lights had been dimmed and the three
to be welcomed to the adult fun were lying on the three
platforms. The male was sporting a thick eight-inch
hard-on which had the attention of most of the women,
but none so much as his mother, Glenda, who couldn't
keep her hands away from his parts.

The two girls were both desirable. One had short black
hair and large breasts with huge, suckable nipples.
Charlotte, about whom Jake had raved, was, indeed, a
beautiful blonde, definitely a body any magazine would
love to have as a covergirl or a centerfold. Her father
wasn't wearing any clothes, but he just looked like a
preacher, except of course, for that steely erection
that stood stiffly, waiting to sink into his daughter's
virgin pussy.

The initiation ceremony was presided over by stiff-
cocked Grandpa who told a history of the f****y and its
tradition of f****y fucking. Then he approached each of
the newcomers, his swollen cock jumping and drizzling
clear pre-cum and each in turn kissed his truncheon as
if it were a symbol of some secret religion. Then Glenda
climbed up on the platform, straddled her son and
lowered her cunt to his upthrust staff.

"Fuck me, Tom," Glenda said to her manly stud of a son
as she guided his cock to her hole. "Give your mother
your fine dick and fill me with you cum!"

Neither Sofia nor I could see that joining, but we
could see the rapturous expression on Tom's face as his
mother's wet cunt enveloped his hard flesh. In seconds
Glenda was sitting on Tom's thighs, his entire length
buried inside her.

The fathers of the two girls were as eager to fuck their
daughters. The brunette's father had a large stomach and
we could not see his cock from the loft, but we did see
his daughter's face when he first thrust into her. She
flinched ever so slightly, but the pleasure soon took
control. The same with Charlotte.

"Such a tight nest, Charlotte," her father said as he
thrust in and out. It wasn't long before her thighs
tightened on her father's hips and her feet spurred him
on as she thumped his thrusting ass.

"Do me, Daddy!" Charlotte pleaded. "Juice in me!" She
wanted him, all right, and I cynically thought she might
have been fucked before by one of her cousins or
somebody. At the very least, she must have watched
before, because she was moving that lovely body in ways
a virgin wouldn't know. Sofia and I could hear the
pleasurable moans and groans coming from the three
i****tuous couplings.

Tom came within minutes of impaling his mother. Glenda
was bouncing up and down, encouraging her son to, "fill
your mother's pussy with your love." We could see him
turning red and huffing as his cock exploded inside her.
Sofia groaned as a small climax shook her body. Glenda
climbed off and grabbed her son's still-oozing piece and
sucked it then she climbed onto the table and told him
to fuck her ass. He was still hard and not about to
refuse his mother, nor the offer of "corn-holing" her
inviting asshole.

The two fathers could not last forever, of course. The
brunette's overweight father panted, thrusting hard and
twitching as he filled his daughter's virgin pussy with
cum. Charlotte's clergyman father was not long in
cumming, either.

He thrust deep inside his gorgeous daughter and spewed
his semen into her, just as he had done to her mother
some 19 years earlier. Charlotte's mother was there, of
course, sitting nearby, watching her husband take his
daughter's virginity. Her mother was there to lick the
thick semen as it oozed from her cunt.

That action seemed to signal to all in attendance to
participate. Slowly, mouths attached themselves to
breasts and stiff cocks and wet cunts. Cocks were
engulfed by willing cunts of all ages and in no time we
were watching a crowd of naked bodies, young and bold,
grinding and sweating and moaning as they joined in
their f****y love ritual.

Of course, observing this familial love had its effects
on Sofia and me. My cock was rock hard in her hand and
her pussy was hot and wet. She mumbled, "I love you,"
into my ear and I couldn't resist. I mean, after the
stimulation of watching what went on, added to the love
I felt for my cousin anyway, I just had to have her.
There, in the loft. I sank my cock into Sofia's always
tight quim and we held each other tightly as we made
love with a passion.

I know that watching the interaction of the members of
the Jones f****y was very emotionally gratifying. They
truly love one another. Their sexual relationship is a
healthy extension of the caring friendships they have
with each other. Friends and lovers are chosen; f****y
is not. But it sure is great when everything comes
together.

A mother lovingly sucking her son's cock, a daughter
willingly giving her virginity to her father, b*****rs
and s****r happily giving each other orgasms. Sofia
and I were part of that feeling of f****y bonding as we
made love in the loft. We were both teary-eyed and
muttering words of love to each other as we reached
climax there, unnoticed by the orgiastic crowd below.

Martha later showed us to our room in the house where we
slept comfortably, curled up warmly in each other's
arms. During our weekend stay with the Jones clan, we
watched many interesting encounters and we were even
treated to several more of those "oral orgies," but the
f****y wouldn't actually fuck non-f****y members. I did
get to experience a gum job from one of the elderly
women, and Sofia told me that one of the Jones women
had the longest tongue she'd ever had wiggle inside her.

It was an enjoyable, but intense and tiring, weekend. On
the drive home, both Sofia and I were subdued and
quiet. I kept my arm around her as we both thought about
everything we had seen and done and felt that weekend.


7: f****y Fun In The Woods

Sofia recently started work as a clerk at a store
which specializes in camping and outdoor stuff, like
hiking boots, tents and stuff. It's owned by a woman
Sofia met who, it turns out, is a bisexual. To top
that off, her lover is her younger s****r. So Sofia
got around to suggesting that the four of us should go
camping. She told Pam, her boss, about our i****tuous
and fulfilling life and Pam thought such an excursion
would be fun. It wasn't that she and her s****r hated
men; they just preferred one another. Sofia wanted to
taste Pam's twat anyway, and this way she might get the
chance.

Quite honestly, I figured that it might be a replay of
our encounter with the young Scandinavian s****rs.
Sofia had told Pam that I wrote sex stories and Pam
had passed along some of her own erotic efforts which
naturally were about lesbian loving, although she did
indulge in some interesting heterosexual fantasies.

My love and I crept into the softly-lighted room where
the man lay naked on the table, his towering erection
pointed at the ceiling. He didn't blink as my hand
gripped his pulsating phallus. The heat of his male
flesh was intense. Barbara hugged me from behind, her
nipples hard against my back, her left hand cupping my
left breast. She put her right hand on mine and
encouraged me to stroke the turgid shaft until a
sparkling drop of juice appeared at the slit.

Barbara's head nudged mine toward the purple head. My
lips trembled. Yes, I had to taste him.

"Oh, Daddy," I whispered just before I let his organ
slide into my mouth.

After reading that, I figured Pam and her s****r would
be an interesting and fun pair. I met both women over
dinner one evening. The four of us sat at a quiet table
in a new Italian restaurant. The first thing that struck
me was just how attractive Pam and Donna are. Both women
were in their early 40s, though both looked much younger
and were quite fit. Both had shoulder-length thick,
brown hair, though Pam had bangs and waves and her
s****r, Donna, wore hers straight.

The next thing I noticed was how intensely they stared
at me. Sofia's hand was in my lap, rubbing my cock to
semi-hardness under the table as the four of us chatted.
I didn't even say anything when I felt her unzipping my
fly. Both Pam and Donna heard my zipper being pulled
down and I knew that the three of them had something in
store for me. Sofia managed to work my cock out of my
fly and into the open air undercover of the table.

"I guess you know that Sofia has told us about you,
Dave," Pam said, her voice low and sexy, her eyes
piercing. She told us that you have a beautiful, hard
cock. Mind if feel it?" Before I knew it, I felt
the ball of Pam's bare foot travel up my leg and between
my thighs. Sofia could see under the table and as
Pam's foot neared my cock, she withdrew her hand. Pam's
toes touched my stalk and then felt around, tickling and
teasing my flesh as they explored.

"Hmm." She smiled and arched her eyebrows. "Nice. You
were right, Sofia, He's stiff, alright. Nice and big,
too. Do you really take this inside your tight little
ass?"

"Every fucking inch," Sofia beamed with pride. Again
Pam's brows arched as her toes continued to explore my
flesh.

"Sofia also tells us that you taste good, Dave. Donna,
why don't you find out?" Donna smiled mischievously and
then ducked under the table. It was a good thing we were
tucked away in an out-of-sight booth, I thought as I
felt Donna's hands spread my legs and her strong hand
and long fingers gripped my prick. I felt her breath on
the head just before she slid my knob between her lips.
I moaned as hew wet mouth enveloped me.

Our waitress came to the table then and asked if we
wanted another drink before dinner. Naturally, Pam
engaged her in conversation while I struggled to keep my
composure. The waitress turned toward me and winked,
then bent to peer under the table. "Looks good, Donna,"
she said, letting me know that the waitress was already
in on the game and, as I found out, is a bisexual friend
of the s****rs.

I was already giving Donna a steady flow of pre-cum and
I knew I was going to cum soon.

"He looks like he's close, Donna," Pam said to her
s****r. Donna sucked harder and faster. Sofia held my
hand in her lap and I could feel the heat in her crotch
rising through her skirt. "Give her your cum, Dave,"
Sofia told me. "Let it go."

As Donna moaned around my cock, I gave in to the
pleasurable inevitable and let the orgasm sweep through
me, sending a load of hot sauce into Donna's mouth.
Sofia ducked her head under the table and Donna let my
cousin have the last drooling rivulets as she returned
to her seat.

"Well?" Pam asked. Donna opened her mouth and I could
see that she hadn't swallowed any of my cream. Pam held
her s****r's face and kissed her. I could hear the
sloshing and I saw them both swallowing. Sofia tucked
my cock away and sat up as her employers broke their
decadent kiss, a drop of my cum glistening at the corner
of Donna's mouth for a second before her tongue got it.

"Hmm, he does taste good, Sofia," Donna said.

"Yes, I believe our camp out will be quite enjoyable,"
Pam added. She smacked her lips and smiled. "Enjoyable
and tasty!"

We hiked to a camping spot Pam and Donna knew about in
the mountains, miles from the nearest road and
civilization. We pitched the tent next to a clear
mountain stream, about 50 yards downstream from a
waterfall which Pam said was a wonderful spot to bathe.
"If you have the strength to get there" she added.

No sooner had we settled in than Donna announced that it
was time they got to see if Sofia was as good as she
and her s****r figured she was. I was told that I was
just going to watch, although, like them, I was going to
strip.

"And feel free to stroke that lovely big bat of yours,"
Pam said as she shrugged off her flannel shirt and
unfastened her jeans. "But don't cum," she continued.
"We don't want a drop of that good spunk of yours to go
to waste, now do we?"

By the time the four of us were naked, my cock was
standing at its full 9 inches because I was enjoying the
beauty of my small-titted cousin and her nubile body,
but I was also enjoying the loveliness of Pam and Donna.
Both had full, luscious breasts and both had brown pubic
curls, but Donna had trimmed and shaped hers so that it
formed a heart above the split of her pussy lips. Pam's
pubic hair was not trimmed but grew in profusion between
her strong, 40-something thighs.

They had spread a blanket on the ground and Pam laid
down and told Sofia to "park that lovely cunt on my
face, you little slut." I sat on the trunk of a fallen
tree, only a few feet from them. Donna kept eyeing my
cock and licking her full lips. "I think I could fall in
love with that prick, Dave," she said, as she took hold
of Sofia's head and guided my cousin's face between
her thighs. I saw Sofia stick out her tongue as her
mouth neared Donna's labia and the stiff clit which
protruded from the scarlet gash.

Pam began fingering herself and I thought about getting
down and fucking her, but as if reading my mind Donna
caught my attention and cautioned me.

"Don't even think about it, Dave. Just watch. And don't
cum. Ooh, yeah, Sofia, such a nice tongue you have!
Eat my pussy!" Donna closed her eyes and ran her fingers
through Sofia's long, chestnut-colored hair.
Meanwhile, Sofia was moving her hips, grinding her
sweet gash on Pam's mouth. I could hear Pam slurping
Sofia's juices hungrily and she fingered her own
swampy cunt with gusto.

After a few minutes, Pam pushed Sofia off of her
cream-smeared face, licking her lips and smiling. "Damn
fine cunt," she said. Then she sat beside me on the
trunk, spread her legs and told Sofia that it was time
to give her boss's pussy a going overt. Sofia eagerly
knelt between Pam's strong thighs and dove face first
into Pam's grotto.

Donna got on her back and scooted under Sofia so she
could slurp the young snatch. Pam reached over and
wrapped her fingers around my pole and pumped it a few
times, milking out a few dollops of pre-cum, which she
wiped off with a finger. She brought that finger to her
mouth and licked my stuff off, long strands glistening
from her finger to her lips.

"Hmmm," she moaned, closing her eyes as she savored the
flavor of my pre-squirt as it mingled with the taste of
Sofia's quim. She rested her hand on Sofia's head
and slowly humped her pussy against Sofia's mouth.

Pam looked at me and I saw her eyes as they quit
focusing and she groaned, "God, cumming! Cumming!" I
could hear the wet sounds increase as Sofia hurried to
keep up with the flow from Pam's spasming pussy. Pam's
nipples were so swollen that they looked like the were
about to explode. Sofia was whimpering into Pam's cunt
and from the motion of her hip I knew that she was
cumming herself, sending her syrup down Donna's throat.

My balls were feeling painfully full as I watched all
this. Pam leaned over and popped my cockhead between her
lips, which of course only aggravated my condition. Her
tongue tip teased the sensitive nerve ending on the
underside and she groaned, the vibrations travelling
down the shaft to my balls and even to my prostate.

"Do you want to cum, Dave?" Pam asked needlessly after
she took her mouth away from my pulsing prick. She
fondled my aching balls and looked down at her s****r
who was rapidly fingering herself. "Fuck Donna with this
big cock, Dave. Make her cum and then squirt her full of
your cum."

In no time, Donna was on her back, I was between her
thighs, Pam was sitting on her face and Sofia was
teasing my asshole with her tongue. I knew that I
couldn't last long and fortunately Donna was close
herself. When her pussy went into orgasmic spasms around
my cock, she easily pulled my load out of me and I
started shooting hot bullets of semen deep inside of
her.

My cock was still dribbling when Sofia pushed me off
of Donna and went after my juice-covered cock like a
fish going after a nice, fat worm. Pam dropped her head
so that the two formed a s****rly 69 and she began
eating my stuff from her s****r's full pussy.

Minutes later we all just lay there in the clearing,
catching our breath and listening to the chirping of the
birds, the rushing of the stream and feeling the air
cool our bodies. What a feeling!

Donna and Pam whispered with each other and then added
Sofia to their conversation. Finally, Donna took hold
of my cock and started squeezing it, pumping bl**d into
it, nd it responded to her ministrations. Pam started
licking my ear and Sofia sucked on my nipples. By the
time Donna started sucking my balls, I was sporting
another full-blown erection.

"Dave," Pam whispered, sliding her wet tongue around the
sensitive flesh of my ear. "We want to watch you fuck
Sofia's cute little ass with that big ramrod of
yours."

"Yeah," added Donna in between licks on the cock they
were talking about. "I just can't imagine this big thing
going into her tiny little asshole.

Sofia looked up at me, her face flushed and her
freckles prominent. She smiled and winked at me. "Let's
show them," she said. She got on her knees and stuck her
ass out. Pam followed her suggestion and began tonguing
Sofia's anus to relax the sphincter and lubricate it
with saliva. (Sofia later told me she'd never heard of
a boss sucking an employee's ass!) Donna helped by
lubricating my cock inside her own warm, wet mouth.

The s****rs got on either side of Sofia's firm butt
and spread her cheeks apart, letting that glistening
rosebud beckon. I eased forward and let the knob of my
cock press against the pink, round muscle and then
Sofia sighed as her sphincter relaxed and started
opening to let my persistent prick inside.

Donna gasped in awe. "Oh, God! Look how he's going in!"

"Damn!" was all Pam could say in answer as my cousin's
oh-so-tight bunghole sucked my shaft inside. I could
feel her hot insides as her muscles gripped my cock and
her pulse was pounding rapidly.

"Ooh, shit, Dave, that feels so fucking good!" Sofia
moaned. "So goddamn good! Hmph!" Sweat began popping out
all over my body and dripping off the end of my nose. I
could feel one of the s****rs toying with my balls and
the other traced my own pore with her fingernail. Now,
that always gets to me and I pushed hard, sinking all 9
inches into my cousin's ass!

"My God!" Pam gasped.

"I don't believe it!" Donna managed to say.

"Hmm, yeah!" Sofia groaned. I held still, letting
Sofia adjust to the intrusion of my plunger deep in
her bowels as I regained a bit of self control. Pam and
Donna were thrilled at what they were seeing. Pam leaned
up to give me a passionate, deep kiss and her tongue
seemed to swab my tonsils. Donna got on her back between
my legs and licked at my balls and, I guessed, Sofia's
aroused clit and soggy slice.

I jammed my cock in and out of Sofia's clasping chute.
She was moaning with delight as I fucked her butt and
the s****r's kept licking and nibbling each and every
sensitive area of skin on our bodies. I felt Pam's
finger worm into my asshole and I let everyone know that
I was about to unload.

"Hose her hole good!" Pam said. Her finger pressed
rhythmically against my prostate and urged my second
coming. I pulled Sofia's hips to impale her on my
cock; my pubes were mashed against her firm cheeks.
Donna's frantically licking tongue and Pam's probing
finger added all the encouragement I needed to release
my load of love juice into my cousin's ass.

Her ass muscles were spasming as she came, too, and the
constriction was almost painful as my semen exploded
inside her. I just know that cum had to leak out and I
felt Pam join her s****r to lick up my cream as it
dripped from Sofia's ass onto her pussy and onto my
emptying balls.

I was drained and exhausted, but the four of us took a
dip in the cold mountain stream. I must admit that the
cold water was invigorating and, after a hearty dinner
cooked on the campfire, Sofia and I watched as the
s****rs showed us what lovers who really were s****rs
could do with each other, as if we didn't know from our
time with the s****rs from Scandinavia.

Pam and Donna had brought along their collection of sex
toys and used them with dexterity and imagination.
Sofia helped them insert a double-headed dildo as they
got on all fours. One end in Pam's ass and, as Donna
backed toward her s****r, Sofia pushed the other end
into Donna's chute. Then my young cousin got under them
and licked at both cunts while I dined on her wet
treasure.

The next morning I was awakened with a tongue in my
asshole, my balls inside someone's mouth and my cock in
another. The three women kept trading places until I
came, then all three eagerly shared my morning spunk.
Sofia nursed on my softening cock as the s****rs
kissed, swapping my cum back and forth.

We took a refreshing swim under the waterfall and
returned to our camp for breakfast. We went for a hike
and did some normal camping and outdoors stuff, but the
highlight was when I fucked Sofia as she lay on her
back and Pam, wearing a strap-on dong, fucked my asshole
and Donna, also wearing a cock, fucked her s****r in the
ass. It took some coordination, I'll admit, but it was a
wild time!

Of course I did fuck Pam, both in the pussy and in her
steamy ass. Donna never did try to let me bugger her
butt ("You'll split me apart with that!") despite Pam's
assurances that I was a great sodomist.

I had to ask Pam a question about her erotic writings.
"Did you really fuck your father?" Pam glanced at Donna
and explained that their parents had divorced when the
girls were young and their father had little contact
with them afterwards. When they were much older, they
had driven to the city where he lived and followed him,
picking him up in a bar.

He thought they were girls just looking for a good time.
They took him to a motel, stripped him, sucked him and
fucked him. As he was leaving, they kissed him goodbye,
slipped an old picture of the three of them into his
hand, and together said, "Thank you, Daddy." He walked
away pale and shaking.

Pam and Donna are anxious to repeat our outing adventure
sometime soon. I'll keep you informed.


8: The Inner Circle

I received an interesting invitation recently from
someone who had been reading my accounts of my
relationship with my cousin Sofia. Myra wrote that she
was forty and divorced and had been emotionally and
sexually involved with her son for three years. He lived
with his father until he turned 18 and then he moved in
with her. Within two months, he had worked his way into
her bed.

Myra said that she represented a group of people
throughout the country who are involved in loving
relationships with people who happen to be related.
Mothers and sons, fathers and daughter, aunts and
nephews, uncles and nieces, cousins and cousins, entire
families, grandparents, virtually every possible
combination. But no relationship was f***ed or coerced,
Myra explained. All had been voluntary and natural.

Myra said that she and others in the group had read my
stories in these pages and had decided to ask if I'd
like to know about the group and perhaps write about it.
Naturally I wanted to find out more and so did Sofia
so I telephoned Myra, who had a pleasant voice with a
slight drawl. After some discussion, we agreed to meet
in South Carolina at a motel restaurant.

Myra certainly looked much younger than forty. She is
strikingly beautiful at 5'6" and with thick auburn hair.
She wore a blue dress that accentuated her curves and
showed off her shapely legs to perfection. Her son,
slightly younger than Sofia's 22 years, looked closer
to 28 or so. Handsome and tall, they made an attractive
couple. Certainly, no one would guess that they were
mother and son.

I was attracted to Myra instantly and I easily sensed
that Sofia was interested in Kyle, Myra's handsome
hunk of a son. Over dinner, Myra told us how they had
felt guilt about their relationship before joining The
Inner Circle, the organization made up of people
involved in relationships, emotional and sexual, with
f****y members.

It seems that people in The Inner Circle have been
following my stories of the i****tuous goings on between
my cousin Sofia and myself and Myra and Kyle wanted to
be the ones to contact us.

"Dave," Myra said as we ate dessert. "You say in your
stories that your dick is 9 inches long. Is that
literary license or is it true?'

"Ask Sofia," I replied. Myra arched her brow at
Sofia.

"The last time I measured him, it was just a tiny bit
bigger than 9-inches. Like 9-1/4 inches or so. And as
thick as my wrist. It feels = great in my pussy or in my
mouth or wherever!" Myra smiled and shuddered.

"I just adore big ones," she said. "Kyle has a little
over 7 inches and he certainly can ring a woman's bells
with it, but a big dick feels wonderful, especially in
an old, stretched out twat like mine."

"Mom, you aren't 'old' and you aren't stretched out,"
Kyle gallantly interjected.

Myra patted his hand. "That's sweet of you to say,
dear." She let her hand slip under the table and it was
obvious she was feeling his crotch. "Hmm, why don't you
and Sofia go dance awhile. Something tells me that she
inspired this erection here and she should have the
opportunity to check it out."

Sofia and Kyle left the table to dance in the motel's
club and Myra sat next to me. We discussed my writing
and her job as a paralegal and i****t and we got along
fabulously. Her perfume was intoxicating and soon I was
sporting an erection myself which her hand rubbed.

Eventually, Sofia and Kyle came back. I could see the
tell-tale wet spots on Kyle's pants "pecker tracks" we
call them down South and the four of us agreed that it
would be best to go back to the room Sofia and I had
taken for the night. We were all aroused and eager for a
hot foursome. And considering how close in age I was to
Myra and Sofia to Kyle,, it even crossed my mind that
we could pass as a married couple with two grown
c***dren.

Once we were in the room, Myra wasted no time in
climbing out of her dress and skimpy underclothes.
Sofia followed her lead and when Myra suggested to my
cousin that they get Kyle and myself ready to romp, Myra
helped Kyle strip down while Sofia helped me. My cock
was already bone hard,, but Sofia gave it some of her
special oral attention and made it even stiffer, if
that's possible.

I kept watching Myra as she stripped her son and pulled
on his cock, watching me with one eye the entire time.
She sighed when my stiff meat popped out and she was
quick to suggest that she and Sofia trade off.

Myra pushed me into a chair and wrapped her hand around
my cock. "God, I love big dick," she said, more to my
cock than to me. Her left hand held my cock firmly as
her right hand hefted and fondled my balls. She kissed
the head reverently, as though she was worshipping it.
Her wet tongue licked up and down and around and then
she went for my balls, licking my sac and sucking each
cum-maker between her hungry lips.

Sofia and Kyle had gotten down to work as well.
Sofia was on top of the young man, his head between
her thighs and obviously eating her tasty pussy. She, in
turn, was slurping his cock, a slim fuck-stick with an
upward curve to it. It had been some time since I'd
watched my cousin get physical with another man but I
felt no jealousy. Just pride and love for her.

"Dave, I want this dick doggie style. Okay?" Sofia and
Kyle made room for us beside them on the big bed and
they watched as Myra knelt on all fours and I put my
hands on her hips and slid my cock into her cunt. Myra
reached for her son's stiff cock and began stroking it
and when his pre-cum bubbled out, she wiped it with her
finger and then sucked on the finger and groaned.
Sofia bent down and licked the knob, pumping to draw
more of his juice out.

I snapped my hips and quickly sank my thick cock deep
inside her. Air rushed out of her lungs and she moaned.
"Oh, god, I just love big dick. Fuck my horny hole with
that fucker! Shove it! I want to cum! Have = to cum...
make me cum!" I fucked her alright. Sofia helped me by
reaching to tickle my asshole and fondle my balls. Kyle
fed his mother his leaking cock and she sucked on it as
though it was a sexual pacifier. Come to think of it, I
guess a cock is a pacifier for Myra.

It was obvious from his expression that Kyle was excited
watching me fuck his mother. Her groans and gyrations
showed that she enjoyed it as well. The view he had and
his mother's cock-sucking soon had him holding the reins
of her hair and fucking her mouth. He came hard and I
could hear Myra gulping every drop, but he was still
young and I knew he'd still be able to give Sofia a
good fucking.

Sure enough, it was a leaking but rigid cock he pulled
out of Myra's mouth. Sofia got over and flicked a drop
of cum from the slit and smacked her lips.

Sofia lay on the bed with her head by me so we could
look at me and so that Myra could watch closely as her
son fucked Sofia's beautiful pussy.

"Yes, Kyle, show Sofia what a wonderful fucker you
are!" Myra encouraged him. "Ooh," she sighed as I drove
my cock into her hard and with a twisting motion. "She's
used to being well-fucked!" Her pussy muscles were
strong and squeezed around my piston with remarkable
strength.

Kyle threaded his stiff shaft between my cousin's spread
thighs and I reached to pinch one of her stiff nipples
and her eyelids fluttered and she welcomed him into her
pussy with a moan. "Hmm, oh Kyle, that's good! Fuck me!
Fuck me while Dave fucks your mother!"

Kyle put it to my eager cousin with hard, rapid strokes
and with the energy and enthusiasm of a young fucker who
wants to pleasure his partner and make his watching
mother proud of him and his lusty performance. Myra's
cunt spasms told me she was cumming hard and I knew that
I couldn't hold back for long but I wanted to squirt in
his mother at the same time that Kyle filled Sofia
with his juice.

Fortunately, Kyle couldn't resist the tightness of
Sofia's quim and he drove his cock deep at the same
time I showered his mother's vagina with my sauce. Myra
and Sofia joined in an orgasmic duet as their cries of
delight filled the air. I filled Myra's cunt with my hot
semen as Kyle pumped his second load of the evening into
Sofia. Her glazed eyes locked onto mine as we both
came.

Myra was the first of us to get off the bed. She slipped
on her dress, grabbed her car keys, and returned in a
few minutes with a canvas bag. Opening it, she removed a
huge strap-on dildo which she handed to Kyle. He quickly
slipped it on over his own half-hard cock while Myra
explained that this was how Kyle satisfied her craving
for big cocks. Myra lay on her back, her legs spread
wide and her titian-haired pussy brimming with my cum.

Kyle rubbed the big head of that dong along her swollen
lips and then leaned forward, slowly and easily entering
his mother's scarlet snatch until, as she whimpered and
mumbled words of love, all twelve inches of that thing
were inside her accommodating pussy. If you include
Kyle's prick, which was tucked in the hollow shaft, Myra
had almost nineteen inches of cock inside her.

Sofia was fingering herself, coating her index finger
with a sheen of Kyle's semen. She offered it to Myra who
eagerly sucked her finger dry. Kyle then said in a low
voice, "Mom? Now?" Myra explained that Kyle wanted to
see his mother eat pussy.

"I've never eaten a pussy before and Kyle has long been
after me to try it. It's quite a fantasy for him. Isn't
it, Kyle? Sofia, since your pussy is filled with
Kyle's delicious cum, can I... could you...?" Sofia
quickly straddled Myra's face and eased her pussy down
to within an inch of Myra's mouth.

"Can you see, Kyle?" Sofia asked. Kyle managed to
twist his head enough to look. Sofia closed her eyes
and concentrated and Kyle and I watched as a thick gob
of his cum oozed from Sofia's cunt and Myra parted her
lips to accept the stuff.

"Oh, God, Mom!" Kyle murmured, driving that dong hard
and Myra's response was to slip her tongue out to lick
at Sofia's tender slit. Sofia shuddered and grabbed
Kyle's shoulders to steady herself and, when Kyle looked
at her, Sofia put a passionate lip lock on the son as
she sat on Myra's face. I could see Myra's jaw and
throat moving and swallowing as she feasted on Sofia's
twat.

It wasn't long before Kyle disengaged the dildo from his
mother's pussy and took it off to reveal his own
engorged weapon. He replaced the fake cock with his own
and I motioned for Sofia to climb off Myra's mouth. We
watched mother and son embrace and kiss, sharing the
combined flavor of Sofia's quim and Kyle's cum.

Sofia lay her head on my chest and fondled me as we
watched the mother and son consummate their love. I
could easily have made love to my cousin then... I was
hard and she was horny... but there was such an
emotional atmosphere as we watched Kyle pleasure his
mother that we just watched.

There's almost a magical feeling in the air when a son
shoots his seed into the very vagina that gave birth to
him. "Give me you love, Kyle!" Myra shouted as she came
and Kyle unleashed yet another load, pumping so much
into his mother that it oozed from around his pistoning
cock and dripped down her ass cleft onto the bed sheets.

The four of us rested and talked and Myra told us that
she also had a daughter, Linda, who would soon be old
enough to join in on the sexual goings on. "She's made
it clear she intends to keep Kyle busy," she added. Then
she asked if I'd be interested in introducing her
daughter to the pleasures of a big cock. She showed us a
photo of her daughter, the image of her sexy mother. I
told her that I'd be glad to, if her daughter wanted to
try. Sofia remarked that she would like to be intimate
with Linda as well, if she were so inclined.

The rest of the night we spent talking, sl**ping, and of
course enjoying the pleasures of one another. Myra told
us more about The i****t Network. She explained that it
was made up of people who had been, or currently were
involved, in positive relationships, emotional or
sexual, with a f****y member.

"The newspapers and such only mention the headline-
grabbing negative stories," Myra said. But there are
many people who have positive, loving relationships.
Like you and Sofia do. Or Kyle and I.

"Much of the negative feeling is a result of outsiders.
We have people who were f***ed to leave their hometowns,
friends and f****y because people said that what they
were doing was 'bad.' We have an entire f****y -- a man,
his wife, daughter, two sons and the man's single s****r
-- who were literally run out of New England when
someone found out that they were involved sexually with
each other.

"Not everyone is into having sex with others, though.
Like any other group, there are those who prefer privacy
and come to meetings just to talk and listen and make
friends. Then there are people like me who like to get
more personal." Myra said that the Network felt that I
might be the right person to write about the
organization. I told her there was a big problem in that
the "legitimate" magazines and tabloids would only want
the negative and sensational details and the sex
magazines would want to concentrate on the sexuality,
not the psychology of i****t. But maybe I could do
something. She said she'd tell the others and someone
would contact me.

At one point during the night, Kyle and I looked on as
Myra and Sofia got into a torrid 69, a sight which so
rocked Kyle that he got behind his mother and was
slipping his horny cock into her, but he started cumming
before he got more than the head inside. Ah, youth! But
he still gave her a good time.

I'll let you know if I hear anything else about this
organization.


9: Sofia And I Go To The f****y Reunion

My cousin Sofia and I attended a f****y reunion this
past fall. We'd avoided going for a few years but we
went this time because some of our relatives are getting
on in years. We figured the word about us had gotten
around about us. We don't flaunt our i****tuous
relationship, but we don't lie about it or go out of the
way to hide it. We love and care for one another despite
our age difference and the fact that we're first
cousins. After all, this is almost the 21st century and
first cousins have been getting married since Old
Testament times.

I figured a hush would greet us at the picnic area when
we showed up together. I was wrong. People seemed non-
plussed and as friendly as ever. I was a bit surprised
and, of course, relieved, when nothing negative
happened. But it was an elderly great uncle who broke
the silence.

Uncle Zack maneuvered me out of anyone's earshot. He
looked into my eyes and grinned.

"Dave, word is that you're puttin' it to Sofia real
good. Can't nothin' beat pussy that's f****y, huh?" He
lightly punched me in the shoulder then put his arm
around me. "Look, I used to give it to some of the women
in this room besides Ellie." (Aunt Ellie was his wife.)
"My s****r liked it and so did your Aunt Shirley." One
of Shirley's b*****rs was my father. Sofia's father
was her other b*****r as well. So f****y fucking wasn't
so unusual in our own f****y, either.

Not long after Uncle Zack talked to me, Aunt Shirley
cornered me. She's 52, petite, with light brown hair and
she looks a lot like an older Sofia.

"Dave, I understand you and Sofia are living
together," she said quietly. "I'm assuming your sharing
more than a roof, right? Like maybe the same bed? Oh,
don't be embarrassed! Our f****y loves sex and we're
pretty loving within the f****y, too." She leaned close
to me and breathed in my ear. "Do you have the trademark
big dick?" she asked. No one could see her hand slip
between my legs and take hold of the hardening cock
inside my pants. Her wet tongue darted into my ear and
the stimulation made my cock spring to its full length.

"Oh, yes-s-s," she whispered. "How about giving me some
of this? Or maybe I should ask Sofia. And maybe
Sofia will give me a taste of her love nest, do you
think?" My Aunt was a very attractive woman. She lives
in another state so we don't see her often and I'd never
thought of getting it on with her. Till now, of course.
Would Sofia be interested, I wondered. I was imagining
seeing Aunt Shirley bouncing up and down on my cock, or
entangled with Sofia in a sweaty, Sapphic 69, tongues
wildly exploring each other's feminine charms.

I wasn't surprised when Sofia told me that Aunt
Shirley was going to come to the house a bit later.
Sofia's brown eyes had that horny twinkle that let me
know she was excited. And whenever she gets aroused, so
do I.

"And she's bringing Debra!"

Now let me explain about Debra, Shirley's daughter.
Debra was born beautiful By the time she was eighteen,
she had won scores of beauty pageants, appeared in over
a dozen television commercials, had a brief role in a
network soap opera and had appeared in a couple of low
budget feature films. She was and is one of the most
beautiful women I've ever laid eyes on, and she has
never had plastic surgery. She is 5'9" tall, thick
blonde hair, an absolutely gorgeous figure (she was once
a calendar girl in a bikini) and with legs that would
give hard-ons to impotent men.

According to the f****y g****vine and an occasional
little blurb in a supermarket tabloid, our cousin was
something of a sexual wild woman, some said "kinky
degenerate," one tabloid called her a "lesbo nympho
pervo on Rodeo" Drive. But Debra never visited us and we
hadn't seen her in person in over 12 years. Aunt Shirley
hadn't mentioned her to me, but the possibility of
sexing it up with Sofia and Aunt Shirley and Debra had
me wired all afternoon. By 7:00 I had a bulge in my
pants that Sofia kept rubbing gleefully.

The doorbell rang and Sofia jumped up to open the door
while I stood and struggled to conceal my aroused
condition. In came Aunt Shirley, smiling and looking
sexier than I'd ever seen her, wearing a short, tight
dress. I saw Sofia's body seem to go limp and I knew
why before I saw the vision that caused her to react.

Trumpets should have announced Debra's entrance. Maybe
they did, I don't think I would have heard them. Debra
walked into the room, her long blonde mane perfectly
wild, her blue eyes flashing. She was wearing an
overcoat which she was opening and removing as she
walked in the door. Underneath she wore only a bustiere
and stockings, a Madonna-type outfit. But on Madonna it
looks cheap and sleazy; on our cousin Debra, it was tres
magnifique. Her breasts seemed barely contained and her
legs seemed to go on forever.

Sofia closed the door, unnerved by Debra's
overwhelming presence, let alone that she was looking at
Sofia ravenously. She hugged Sofia tightly and I
supposed she gave her an un-f****y-type kiss. I couldn't
see because Aunt Shirley was giving me a very intimate
greeting, rubbing her pussy mound against my bulge and
swabbing my tonsils with her tongue.

"Hmm, Deb, he's nice and hard," Aunt Shirley said as she
unbuttoned my shirt. "And he seems to be carrying the
traditional big gun." Debra, though, seemed to be
absorbed in Sofia.

"Mamma, I had no idea cousin Sofia was so fucking
cute. Hmm, looks so good, good enough to fucking eat,
which I plan to do, doncha know?" She had put her hand
under Sofia's skirt and was cupping her pussy mound,
which, judging from the way Sofia was breathing, just
had to be swampy with her desire. Her other hand was
rubbing Sofia's small tit mounds. Debra seemed truly
hot for Sofia.

"Mamma, let me say 'Hi' to Dave properly and you can
help Sofia here." Aunt Shirley left me standing
shirtless, almost breathless, and with an enormous bulge
beneath my fly. She shrugged her dress off as she went
to Sofia and she wore only her high heels and a gold
chain around her waist when she reached her. By then,
Sofia's skirt was off and Debra had pulled Sofia's
shirt over her head and left her naked for her mother to
enjoy.

Then Debra headed in my direction. My knees got shaky
because this drop-dead beauty was oozing sensuality and
was headed toward me with her eyes staring below my
belt.

"Hello, Dave," she said, her right arm going around my
shoulder, her left hand cupping my swollen cock. "Hmm, a
woman likes to know she's welcome and appreciated.
Thanks for the welcome, cousin." Her Chanel No. 5
overwhelmed me even as she locked her lips onto mine and
sent her tongue darting into my mouth. She squeezed and
rubbed my confined cock and I was almost afraid I'd
sperm my shorts right there. I thought I'd died and gone
to heaven.

When her lips left mine, I realized she had my pants
undone and my cock was out, wrapped in her loving grip.
"I just adore a nice, big, firm dick, Dave," she cooed.
"Especially if it's f****y." I glanced across the room
to see Sofia in a soft chair holding her legs up and
spread wide. Aunt Shirley was kneeling in front of her,
fingers busy in Sofia's quim and her tongue buried in
Sofia's ass.

Debra pushed me back into a chair and looked at her
mother and Sofia. "Let's get fucking naked, too," she
said. In seconds, the bustiere was lying in the floor
along with her shoes and stockings. My gorgeous cousin
was naked except for a tatoo of a small red rose she
wore on her left breast. My cock felt larger than it had
ever felt before, threatening to explode. Pre-squirt was
flowing from it as Debra grabbed hold of it and bent her
head into my lap as she knelt in the floor.

"Fuck juice," she murmured. "Fucking love it!" Then her
mouth engulfed my cock and I knew that I was getting my
cock sucked by a woman that millions of men wanted. My
cousin! My cock in her mouth! Talk about dream come
true!

Debra sucked on my cock like she was born to it. I
looked at Sofia and Aunt Shirley and Sofia was
dreamily enjoying the reaming she was getting from our
aunt. Her eyes fluttered as she looked to see Debra
wantonly nursing on my nozzle and she looked at me,
smiled, winked and blew me a kiss. She was close to
cumming, thanks to Aunt Shirley's fingers in her cunt
and tongue in her ass.

As much as I wanted to cum between Debra's lips, I
didn't want to miss out on other action because of a
drained dingus, so I reluctantly stopped her. I pushed
her head away from my cock and told her that I just had
to taste her pussy.

"Hmm, all right!" she said as we swapped positions, "Eat
me out, cousin!" Her labes were swollen with excitement,
red and wet from her secretions. And the smell of her
made my mouth water. When my tongue made contact with
her raw flesh, Debra grabbed my head and pulled me hard
into her furrow. Her tanned, well-toned thighs held me
in place and I could hear her as she called to her
mother and Sofia.

"Hey, why don't you two come here and let's fucking
party hardy, okay?" I couldn't see but I soon felt Aunt
Shirley behind me. She licked the crack of my ass and
fondled my full balls and excited cock. Her tongue
wiggled into my asshole even as my own tongue dipped
into her daughter's well. I sensed that Sofia managed
to stand on the chair's arms to give Debra access to her
cunt.

The four of us were really having a good time, but I
still wanted the Ultimate fantasy--to actually fuck
Debra. Reluctantly I pulled away from eating her juicy
box and I asked Aunt Shirley to hold off on her reaming,
as good as it was. I managed to stand, my cock vibrating
and leaking a long string of sticky pre-cum.

I tapped Sofia's back and suggested that the four of
us go to the bedroom where we could be a bit less
gymnastic. As she climbed off the chair, she reached
over an snagged the juice dripping from my cock and
licked it from her fingers.

"She's gonna love being fucked by you, Dave," she said.
"Almost as much as I love it!" Sofia took Aunt
Shirley's hand and Debra and I followed their pert buns
down the hallway. "Sofia, I want some more of that
fucking good pussy cream of yours," Debra said as we got
on the bed. "Why don't you lay yourself out and I'll
give you head while Dave fucks me doggie style?"

That's just what we did, too. Debra got between
Sofia's thighs and her lovely ass stuck out, the
thick, wet lips peeking from between her thighs, just
itching to welcome my hard-on. And the way her puckered
sphincter winked, I just knew that I'd have to try that
hole, too.

Aunt Shirley insisted on holding my cock and guiding it
to her daughter's waiting fissure. She sighed as my knob
split Debra's lips and glided inside the hot cunt. Debra
made some muffled sounds into Sofia's pussy as I
invaded and stretched her insides.

"Ooh, she likes your cock, Dave," Sofia giggled. "I
just knew she would! And she can tongue pussy, too!" She
was squirming and squealing and sweating and clutching
Debra's head as our starlet slut relative slurped sauce
and fucked cousin cock. And my Aunt, who obviously has
an anal fixation, kept her lips on my ass and her tongue
kept drilling into my rear.

We made quite a scene, I'm sure. Four f****y members
fucking and reaming and sucking. Aunt Shirley was
squeezing my aching balls as she tongue-fucked my ass,
preparing me to unleash a load of love liquid into her
daughter's waiting channel. And believe me, cumming
inside Debra's pussy was a fantasy I had wanted to turn
into a reality for years.

I let out a primal roar when my juice exploded into
Debra's pussy. I could feel every drop as it rushed up
the length of my cock and exploded deep inside of her.

"Fuck, yeah, Dave!" Debra shouted, her voice barely
muffled in Sofia's swampy slit. "Gimme your spooge!
Let me feel every goddamn glob!"

I could feel her cunt muscles milking and squeezing my
cock, pulling my juice out and into her steaming vagina.
Aunt Shirley squeezed hard on my balls to empty them and
two inches of her squirming tongue tickled my asshole
and pressed against my spasming prostate.

I was half-dazed and I collapsed on the bed. I watched
Aunt Shirley hurry to the living room and return with a
small leather case, which she handed to Debra. Then
Debra took Sofia into the bathroom and... well,
judging from the screams of pleasure, I'll only say that
what they did in there was quite kinky but enjoyable.
And Aunt Shirley and I kept busy, of course. I feasted
on her spicy pussy and she sucked my cock, still coated
with her daughter's secretions.

Sofia's eyes were glazed when she wobbled out of the
bathroom after half an hour. Her face was flushed
crimson and she had a dreamy, satisfied smile on her
face. Debra followed, leather bag in hand, and she
looked at my hard-on as her mother worked her tongue
around the head.

"Well, looks like you're 'up' to fuck my sweet brown-
eye." She turned around and grabbed her butt cheeks,
bending at the waist and spreading her buns. Her
puckered anus winked invitingly and a small dribble of
juice oozed from my cock onto Aunt Shirley's tongue. We
arranged a new scenario with Debra on her back and
Sofia sitting on her face, bending so that Debra could
tongue-fuck Sofia while our anal aunt reamed Sofia's
sensitive rectal portal.

I filled Debra's bowels with a load of cum that left me
drained. I got to watch Aunt Shirley siphoned my deposit
out of her daughter's ass and then they grabbed a pair
of dildos from the leather bag and double-teamed
Sofia, making her the middle meat of a lesbian
sandwich. Sofia impaled her pussy on Debra's dong
while Aunt Shirley skewered her asshole. Sofia loved
it, of course, and even insisted that I be involved. She
licked my cock and balls while Debra sucked and reamed
my ass.

It was certainly a memorable visit we had and Debra
insisted that we visit her out in Los Angeles.

"Now that is Fuck City, USA," she said. She promised to
show us some of the wild, kinky sides of "El Lay" only
and insider knows. "Some of the big names in Hollywood
do some stuff that even the tabloids can't hint about.
Hell, i****t, butt-fucking, you name it, if it wasn't
invented in "Holly-weird," it was probably refined and
perfected there." She mentioned a couple of familiar
celebrities to tease us.

Naturally, that's one trip we're really looking forward
to.


10: Sofia, John, Renee and Me

I had told Sofia long ago about John. In our school
days we had experimented with each other sexually, as
most young men do (Sofia assured me that girls play
with one another, too.) John is married now and he and
his wife Renee had no trouble accepting my relationship
with my own cousin, Sofia, despite our age difference.

Although John is still my best friend, our youthful
forays in mutual jerking off did not continue over the
years, nor did it interfere with our development and
relationship with the opposite sex. John and Renee had a
strong marriage of nine years and they were delighted
that Sofia and I got along so well. Renee knew that
John and I had explored each other and she had been
understanding, and, as it turned out, curiously
fascinated. So was Sofia.

Recently, Sofia and I were invited to John and Renee's
condo for a dinner in recognition of my fortieth
birthday. After a pleasant meal, Renee announced that I
was going to get a surprise that she and John and
Sofia had planned. You guessed it.

"The thing is, David, we had absolutely no idea how to
go about surprising you. So... " Renee then stood up.
She's 5'6", with short, dark blonde hair. She was
wearing a simple party dress, and she reached behind her
and in a second the dress puddled around her high-heels.
Wearing black underwear and stockings, Renee was
striking.

Sofia then stood up and quickly removed her dress. I
was quick to respond to this erotic display and I
watched as Renee sat next to John and opened his pants.
She deftly removed his hard-on and held it for us to
look at.

"David, John has a wonderful 6-inch cock. He has told me
that yours is bigger. May I see it?"

Sofia was already unfastening my pants. I lifted my
butt so she could pull my pants and shorts down and my 9
1/2 inch hard-on sprang out like a jack-in-the-box.
Renee's eyes widened when she saw it, and both she and
John smiled appreciatively.

"Oh, my," Renee said. Sofia had removed my shoes and
socks and as she took off my pants, John quickly
stripped and he and Renee walked toward me. As Sofia
held my cock in her small hand, Renee and John sat in
the floor between my legs. I could see that hungry look
in Renee's eyes. So could Sofia.

She pointed my cock at Renee who smiled and leaned
forward. Her wet tongue poked from her mouth and she
licked the knob. Placing her hands on my thighs, Renee
opened her mouth to admit the knob and Sofia removed
her hand as John's wife took my prick into her hot
mouth. She groaned and I saw that she was stroking
John's cock and it was already seeping pre-cum from the
tip.

Sofia turned my head and kissed me. "Happy birthday,"
she said. Renee ran her tongue up the underside of my
cock as she pulled her mouth off my cock.

David, John wants to try sucking this beautiful prick.
Is it okay with you?" I smiled and nodded. Sofia
rubbed my chest and Renee held my cock for her husband.
My best friend stared at my cock as he moved forward.

"Lick the balls, first," Renee told him. "David has such
big balls." Obediently, John's tongue began licking at
my sac. We had never done anything other than jerk each
other off all those years ago. Maybe John had fantasized
about other things over the years. Just as I had.

"Ooh, David's prick is dribbling, John. Lick it up. I
know you want to." Again, without hesitation, John went
after the drops of clear pre-cum oozing from my cock
head. Then his lips wrapped around me and I groaned.

"John has wanted to do this for years, David. This is as
much a present for him as for you. Sofia assured us
you'd approve. It looks as though he's doing a very good
job. Yes, dear, suck David's beautiful prick. My own
cocksucker." Renee kissed John's cheek.

I had told Sofia of several fantasies I'd had about
John over the years. I looked at her and asked,
"Everything?"

She smiled and nodded. She held up her hand and opened
it. In her palm was a condom. "Everything," she replied,
smiling. I kissed her and our tongues intertwined. At
the same time I felt Renee's tongue join John's as
together they licked my aching cock.

Over the years, I'd often had fantasies about John. I
had thought about fucking him and, yes, taking his cock
in my ass. Even during our sessions of mutual
masturbation, thoughts of sucking and fucking had
occurred to me, but I'd never done anything. I had,
though, told Sofia. And now I was enjoying the
sensation of John's lips and tongue on my cock, along
with his wife's, and Sofia was indicating that I was
going to get to fuck his ass.

Renee looked at me. "Yes, David. John wants you to fuck
him.. I want to watch this splendid prick of yours fuck
him. He can take it, can't you, John." He nodded, still
sucking my throbbing meat. "I fuck him all the time with
my strap-on. He loves it."

We headed for the bedroom, and Sofia and Renee removed
the rest of their clothes, though Renee kept her garter
and stockings on. Renee got a tube of K-Y and she lay
down on the bed and instructed John to straddle her
head, facing her feet, so she could watch as I fucked
his ass. He followed her instructions and she took his
cock into her mouth as she smeared the lube around and
inside John's pore.

Renee handed Sofia the tube, and after we got the
condom on, she stroked some of the slippery stuff on.'
"John, I've had this cock in my ass before and it's
wonderful! You'll love it." Sofia did enjoy being
screwed there, and she regularly fucked me with her
strap-on.

Renee positioned the head against John's sphincter and
rubbed the knob around the closed opening. Sofia stood
beside me, one hand caressing my ass, the other between
her legs. Renee was talking, almost whispering.

"Oh, John, this is so incredible. i wish you could wee
this as close as this. David's prick needs to get
inside, dear. Relax, relax." Slowly, John's sphincter
did relax and my flared knob eased inside.

"Ooh, yes-s-s!" Renee hissed. John groaned and his head
dropped between Renee's legs. "Oh, God, fuck, yes!"
Renee said as my cock impaled her husband's ass. I was
holding John's hips and felt him breaking into a sweat.
But then, so was I, more from excitement than anything.

Sofia hugged me. "Happy birthday, David. Fuck him
good." Her hand returned to my ass and one of her
fingers circled my own sphincter. My belly soon met
John's flesh, my entire length was firmly embedded in
John's tight, hot channel. I was smiling, not just from
the physical pleasure I felt, but also the sense that a
fantasy I'd had for half my life was no longer just a
dream but was now a reality.

John's voice, muffled from between his wife's thighs,
pleaded, "Ah, fuck my ass, David. It hurts so good. Ooh,
God, fuck me!"

"Fuck him, David," Renee urged.

"Give it to him," Sofia said, making it unanimous. I
had held still, letting John adjust to my cock. Renee's
fingernails tickled my balls and I slowly, reluctantly
withdrew from the snug opening. "Lovely, oh, God," Renee
mumbled as she watched, her face only inches from the
connection.

Soon, John and I had established a regular rhythm. He
exhaled and groaned each time my cock bottomed out. With
Sofia and Renee adding their own moans and audible
expressions, I was encouraged to increase my speed.

"Give it to him," Sofia breathed into my ear.

"Fuck me!" John pleaded.

"Do it, David," Renee urged.

I had to cum. Sofia could tell. My hips were quickly
slamming John's ass. With a powerful thrust I sank my
cock into his asshole and felt my cum rush up my shaft
and erupt from the slit into the condom's reservoir. I
could feel John's ass spasm around my cock and he
groaned and gasped, "I'm cumming!" Sofia's finger
slipped inside my anus and she shuddered and made noises
which indicated that she, too, was cumming.

My cock soon started to lose its firmness and I held
onto the condom as I withdrew from John's ass. I saw
that Renee was sucking John's cock, though he had
evidently shot spunk onto her cheek before her mouth had
captured him. Sofia removed the condom from my cock
and I leaned down behind my friend and held Renee's head
in my hands.

I kissed her forehead and she let John's limp cock slip
from her lips and rolled away from her. I licked the
warm, salty splash from her cheek and the kissed her. My
tongue sought and found more jism in her moth, which she
shared.

When we looked up, Sofia had poured the contents of
the condom over her breasts and John was kicking each
breast clean of my liquid. Renee scurried to John's side
to lap my spunk from Sofia's other breast. Sofia
hugged them as they nursed, sucking my man-milk from her
pert tits.

Renee went out and brought some wet washcloths and we
used them to freshen up and we rested then, entwined on
the bed. We talked of things we wanted to do with each
other and when Renee admitted that she had never had sex
with a woman before, Sofia asked if she would like to
try now.

"I'd love to, Sofia. How... what?"

"Just lie back," Sofia said. She crawled forward and
kissed Renee's full lips, then inched downward, sucking
the brown nipples of Renee's breasts. Sofia's tongue
left a wet trail over Renee's belly as my lovely young
cousin made her way to Renee's moist pussy. Renee's face
reflected her enjoyment as Sofia pleasured her sex and
trilled her clit. I felt my cock responding and I
noticed that John's pole had already risen to attention.
I reached over and wrapped my hand around his shaft.

"Go ahead, David. Do it." Sofia had stopped her oral
ministrations and both she and Renee were smiling, their
eyes wide and twinkling. Yes, I had wondered what it
would have been like to suck John's cock. I had never
thought of doing it with any other male, only my friend
John. His cock was hot in my fist. bl**d pulsed in it
rapidly. I bent my head toward John's cock. Sofia kept
whispering, "Yes, David, yes." I felt the heat from the
knob when it was still an inch from my parted lips.

All four of us held our breath. Silence filled the room
as the smooth knob of John's cock slid over my lower
lip. My tongue met the tip and I opened my mouth to let
his hard-on inside. It was John who broke the silence as
my tongue wriggled against the nerve bundle underneath
his cock, just behind the glans. I instinctively knew
what would make his cock feel good.

"Oh, God!" he gasped. His hips thrust involuntarily,
driving his cock deeper into my mouth. It was warm and
the flesh tasted clean and good.

"Yes!" Sofia said. "Ooh, David, suck it!"

I was soon on my back and John and I were engaged in a
feverish 69, and I caught a quick glimpse of Sofia
hovering over Renee, grinding her young pussy on Renee's
mouth.

As I mentioned earlier, I'd never given any thought to
doing anything sexual with another male, with the
exceptions of my fantasies about my best friend. And as
a fortieth birthday present, I had John's cock in my
mouth while my cock filled his. The sounds of two men
and the two women grunting and moaning in pleasure was a
delight.

My tongue twirled around John's cock and I could taste
his pre-cum, just as I knew he could taste mine. I
fondled his balls; he toyed with mine. My finger circled
his sphincter; his finger circled my pore, pressing,
seeking entry. I wanted to cum in his moth and, yes, I
wanted him to fill my mouth with his warm seed. And just
as I knew I was close to exploding, I sensed that John
was soon going to slake my thirst.

I heard Renee wail as Sofia's talented tongue brought
her to the climax she needed. John had managed to get my
entire cock in his mouth and on each downstroke his
throat squeezed at the head, coaxing my climax. My
finger squirmed into his rectum, still most and
receptive from the ass-fuck I had given him earlier. I
worked my finger around and massaged where I felt the
swell of his prostate. He followed suit, his squirming
digit encouraging my imminent release.

"Oh, Renee!" Sofia gasped. "Cumming! Oh... cumming!"
John pumped his cock deep into my mouth, his sac resting
on my nose. I felt him swell in my mouth even as my cum
left my balls and began the rapid flow up my shaft. My
spunk poured into his throat even as his juice fired
into the back of my mouth.

I could not have even imagined letting some guy's cock
and jizz anywhere near my mouth, let alone inside it,
but not only had I been sucking on John's cock, but I
had enjoyed doing it. His cum was like a thick soup,
warm and slightly salty, and I thought it was quite
good. That's why I swallowed it.

We slept for awhile, made plans for them to visit us two
days later, and Sofia and I went home. We went to bed
and held each other. I wasn't horny, I just felt like
holding the woman I care about.

"David?" Sofia's voice was soft.

"Yes."

"Was that a good present? I mean, is it all right? Now
that the fantasy has become real? Are you okay?"

"Sofia, I'm fine. I had always wondered if my
fantasies about John meant I was gay or something, but I
think that I won't wonder anymore. It was fun, I
wouldn't mind doing it again, but I love you, even more
now, if that's possible." We hugged each other tightly.

"And I love you, David." sl**p came quickly and found me
smiling.

END

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Posted by fotisampini 1 year ago  |  Categories: Anal, Hardcore, Taboo  |  Views: 12729  |  
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Sofia

I was at the mall on my way to the Converse shoe store to buy another pair of Converse shoes. Originally, I only had black Converse high tops as my shoes for my numerous outfits and things got boring when so many different outfits matched one pair of shoes. Since I love Converse and I wore them religiously since I was little, I decided to buy another pair of high tops. When I arrived at the store, I was greeted by an employee.

This employee was female. No, she was not a really ugly, old, and fat one, but rather a young and pretty one. She had such a huge, perky ass sticking out of her tight blue jeans and her tits were pretty big. That ass she had was one of the hottest Latina asses I've ever seen in my life. Best of all, she was wearing a brand new pair of black Converse high tops that caught my attention. Since I'm a Converse connoisseur, I'll be saying something you guys probably don't know of. The way the shoes perfectly fit her feet with a perfect upwards curve from the white front up to the top of the high tops caught my attention along with the very bright thick white laces.

"Hi! How are you?" she greeted me with a big smile.
"Hi, I'm good." I replied back, still focusing on her beautiful appearance.

I walked around the store to look for some Converse with cool designs and stuff like that but nothing appealed to me so I relegated my choices to solid colors. I was wearing a white tank top and jeans and I thought what would look good in these favorite clothes of mine. I narrowed down my choices to red, optical white (really really white), and navy blue. It was a hard decision.

"May I help you?" a familiar voice said beside me.

I turned around to see the sexy Converse employee right near me.

"Yeah," I replied. "Which of these three pairs match best with the clothes I'm wearing right now?" I pointed to my three choices.
"Oh." she looked down and scanned my outfit. "Wow, it's a tough decision."
"It sure is." I laughed.
"Do you want high tops only?" she asked me.
"Yeah." I replied. "I don't like low tops."
"Me neither." she agreed. "High tops make me a lot cooler."
"Is that why you're wearing high tops now?" I teased.
She laughed. "Of course, and I love these shoes."
"Oh, there's someone else waiting for me." the employee remembered. "I'll be right back."
"Sure, but before you leave, what's your name so I can call you?" I asked.
"My name's Sofia." she replied and left to see another customer.

I was still stuck between which pair to choose. I then took a moment to remember what other outfits I wear and if they would be complementary with whatever pair I'm about to buy. I sat down on one of those bench seats they have at shoe stores to try on new shoes and I stared at the three pairs. What worked best for me?

Sofia came back. "Hi." she smiled at me. "Did you make a decision yet?"
"Well, the black high tops, I can imagine, are the best for my outfit." I told her. "But since they're somehow out of stock here despite being the most common Converse shoe color, I can't buy them here." I didn't know why I was lying but looking at my hindsight memory, I must have been u*********sly yearning her and wanting her closer to me.
"You can buy them in other stores." Sofia told me. "I can call a store over there so you can get your black Converse."
"It's fine." I told her. "I might just stick with one of these."
"Personally, I'd go with the red Converse because the color is really different from your white and blue clothes." Sofia suggested. "Don't you agree? You're already wearing white and blue, so why need white or blue shoes?"

I wasn't thinking straight because I was attracted to her so I agreed without thinking anything. She got me a box of red Converse high tops, I tried them on, they fit, it was comfortable walking in them, and I paid somewhere around $50 and left the store.

Two hours later, it was lunchtime and the food court tables were almost all occupied. After ordering my Subway sandwich, I looked diligently for at least one empty seat and I found one, a table of two with Sofia on it. She was eating a Sbarro pizza by herself and I rushed to get the seat.

"Hey Sofia." I smiled as I took a seat down.
"Hi!" Sofia's eyes brightened up. "What's your name again?"
"Katie." I responded.
"Nice to meet you Katie." she said.
"Same here." I told her. "How do you like your job?"

Okay, asking such a question right after I met her was really stupid. Who asks how is her job going when meeting a new person? Thankfully, Sofia didn't mind.

"It's okay." she said. "Do you like your new Converse?"
"Yeah!" I grinned. "They're great."
"I own lots of Converse pairs myself." Sofia changed the subject a bit. "One of them is a red pair and I love wearing the red pair with the jeans I'm wearing now."

I looked underneath the table to see her jeans again and while seeing her jeans, I noticed her brand new Converse shoes were not there anymore. Instead, a beat-up black pair of Converse high tops were there.

"What happened to your shoes?" I asked her.
"What do you mean?" Sofia asked.
"In the store, you had a really new pair of Converse, but you're wearing the exact opposite, a beat-up one."
"Oh." Sofia said. "It's because they're new and somehow more comfortable than others and I don't want to ruin them right away by stepping on like, a french fry here in the food court."
"So where did you change your shoes?"
"Oh, I hide my other pair of shoes behind the cash register counter." Sofia giggled. "I make it so that nobody sees what I'm doing."
"Interesting..." I still to this day cannot understand what she was talking about.
"So how old are you?" Sofia asked.
"I'm 26 years old." I responded.
"26 and still into Converse like a teen." Sofia laughed. She was smarter than I thought. "It's fine. I'm 24 and I love Converse as much as you do. Especially that red pair you just bought, it looks so great. Mine is quite worn out though."

That was strange to bring that up from nowhere but I was being strange before as well so at least we share something in common. I decided to make this even stranger to avoid any awkwardness and ignore it.

"You can try them out." I told her.
"What do you mean?" she asked me. "You bought it and it's yours."
"I think my red pair will look really good on you." I said. "You even said yourself that red Converse high tops with your jeans are the best."
"Yeah but I have a red pair at home already."
"But this one is new and not worn-out."

This convinced Sofia to take my offer. She agreed with me but I told her I wanted to try out her brand new Converse she was wearing earlier. She agreed with that as well.

I waited until she stopped working and she left the mall with me. I asked where should we try the shoes on and she offered her car. I accepted the deal and we went to her car in the parking lot, a Toyota Corolla. She got in the driver's seat and I got in the passenger seat and we went straight to shoe swapping. I tried on hers and she tried on my red Converse I bought. We stepped outside to see each other and we both looked amazing. And before I knew it, I wet my pants. Sofia noticed me growing wet between my jeans. It was really hard to hold back my pee that was effortlessly rolling out of my pussy.

Sofia wasn't turned down by this. Instead, she was turned on.

"You can pee in my car." she told me.

I didn't even think. I would normally think again and not do it to still conceal my pussy but I was so sexually overloaded that I whipped down my jeans and peed towards her Converse. Fortunately, I was quick to react so I pulled up my legs and feet before my pee hit her Converse shoes. I was breathing heavily and she was staring at my pussy with wide eyes.

"Holy shit!" she exclaimed. "That pussy looks so good."

I wanted to hide my pussy as quickly as possible but I couldn't. I was so sexually overwhelmed to do anything. I was still breathing heavily.

"Pussy..." Sofia moaned in a zombie-like manner. "I want pink pussy..."
I cleared my head quickly. "Let's hurry up and go before someone sees us here."

Sofia's mind cleared instantly and she started her car and headed home. While we were heading home, we were having such sexy conversations.

"Are you a lesbian?" I asked her.
"Yeah." she smiled back at me. "You're so hot and you've got a pink pussy. Are you lesbian?"
"Yeah." I kind of half lied because I'm actually bisexual. Sofia giggled.
"I thought you were straight." I told her.
"Why?"
"Because of your ass." I smiled.
"My ass?" she questioned.
"That ass is so beautiful. Round, juicy, perky, sticking out, I could go on forever with that huge great ass of yours." I moaned in pleasure. "Any guy would do anything to bang it."
"I always thought my ass would get all the girls." she said. What was she thinking??
"In that case, I want your ass." I told her in a straightforward manner.
"You'll get it." Sofia smiled naughtily as she unzipped her jeans at the red light.

Sofia apparently lives with her b*****r in a middle-class neighborhood but her b*****r was away in Mexico. As soon as Sofia parked the car at her house, she whipped down her pants and started masturbating.

I fell in love with her dark brown pussy. I wanted to lick it. We were sitting in the car, with the sun setting in the horizon, masturbating with our jeans down. We started kissing each other. Her warm lips felt like the warmth of sexual pleasure. It was great and she was great at kissing. I embraced each and every single one of her warm breaths and kisses. While kissing, we took off our shirts (tank top for me) and soon enough, our bras. I stuffed my face into her big, dark-titted breasts and I started licking her breasts like an expert pornstar giving a blowjob. She did the same for me too. We were just making loud, moaning sounds while kissing and we were enjoying sucking each other's tits with even louder moans. We were like wild, sex-deprived teenagers, grabbing thighs, moving our wrapped arms from our backs to our asses. We were making out for such a long time that the sun already went down by the time we were done kissing.

Both of us so sexually aroused, we stumbled out of the car together and landed on her lawn and continued kissing while rolling around on the lawn. We were naked except our jeans were still clinging on our legs and we were wearing our Converse shoes. Since it was so dark outside, nobody could see us naked, making out outside. We then completely pulled our jeans off of our legs and tossed them aside and got into a 69 position. We were still moaning but it wouldn't have mattered since no one was walking in the dark. Cars passing by could only see ahead of them and not to the side of them. Her pussy was so warm and kept on squirting out cum every like, five seconds. The taste of her juices was so warm and good and she loved my juices as well. We had an orgasm like every tongue stroke we made and it was such a great feeling. Sofia and I were also grabbing each other's tits, squeezing them as much as we can.

Our pussies dripping wet, we decided for some fun. She laid down flat on her back and I was on top of her pussy (made possible by sitting on top of her right thigh). I started thrusting my hips like a guy would fuck a pussy, this time pounding my clit onto her clit and it felt sooooo good that we made a loud moan together that echoed throughout the neighborhood. She was also trying to thrust her hips up and down but it didn't work as well. I kept on thrusting my hips forward while hugging her left leg against my chest. She loved this position so much. I then leaned back a little bit and thrusted her once again and she was moaning pretty loudly on this one, trying to suppress her sounds as much as possible. After we were done with this, I got on top of her face and she licked my pussy. Her tongue strokes were fierce and I had trouble containing my own sounds as well. We then switched turns and I didn't hesitate on my own tongue strokes. Sofia and I rolled over and I started fingering her. She fingered me back when we sat up on our knees with her behind me. I then collapsed down on my fours with my ass pointing straight at her face.

As soon as Sofia saw my ass, she fingered me ruthlessly again while leaving a kiss on my back. It was so intense and it felt like heaven. We then lied down together, me on my back and Sofia on top of me and kissed once again. Sofia then grabbed my right leg and rubbed my Converse shoe on her clit, creating such a huge stimulation that she couldn't muffle her sounds this time. She kept on rubbing my Converse on her clit harder and harder.

"Aaahh!! Shit!! Shit!!" she moaned. I was feeling the stimulation as well so I knew how she felt. The way she screamed was so cute. "Yeah fuck!" she gasped.

Without hesitating afterwards, I got up and plunged down into her pussy and starting giving it more fierce licks and harder rubs. Sofia was going crazy, squirming around and moaning while I licked her pussy. We finally got up and kissed each other and made a contest to see who could rub each other's pussy the hardest. There wasn't even a winner because we were both so turned on by the intense rubbing we did at each other. While she was moaning to catch her breath, I was mouthing all over her chest, shoulders, and neck.

Pretty much satisfied, I got on top of her and we made one last deep kiss. Her arms were gently wrapped around my back and my arms were gently wrapped around her head. We gave each other one last look and smiled.

We laid down on our backs next to each other and gazed at the dark sky. We were calming ourselves down, trying to breathe slower and savoring our lesbian moment. We were lying down naked with our Converse shoes still on, on her lawn. Fifteen minutes later, we picked up our jeans, bras, and everything else and went inside her house. Her house was so cozy and welcoming that we immediately crashed onto Sofia's big bed. We embraced each other once again and we soundly fell asl**p together.... Continue»
Posted by rabinus 4 months ago  |  Categories: Lesbian Sex  |  Views: 2466  |  
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Sofia

Il telefono squillava, era Manuela che mi chiamava per la solita uscita che facevamo periodicamente, risposi: “Ciao Ele, vogliamo farti una proposta che non puoi rifiutare” disse ridendo… “dimmi … “risposi un po’ perplessa. “Questa volta andiamo a rilassarci in un centro benessere…” la interruppi dicendo “non se ne parla, non ho voglia di camminare in costume in mezzo a dei maschi che sbavano al nostro passaggio, sono stufa dai… andate solo voi” risposi in modo scocciato “dai Ele, questo non è il solito centro benessere, saremo solo noi, Antonella ne ha trovato uno molto intimo e riservato” disse con voce entusiasta. “Passiamo a prenderti domani alle 16… e poi concludiamo con una bella cena” disse contenta e aggiunse “non esiste che mi dici di no, a domani” e chiuse prima che rispondessi. Con loro due era inutile…. Quando si mettevano in testa qualcosa… era impossibile dire di no. Le volevo bene come a delle sorelle, ci conoscevamo da vent’anni, sapevano bene la mia inclinazione sessuale, e sapevano anche che negli ultimi due anni la mia vita sentimentale era affondata negli abissi più neri. Dopo la fine della mia storia con la donna più importante fino allora, le mie uniche relazioni avute erano state solo fisiche e nient’altro. Cambiavo di donna in donna nella vaga ricerca forse di ritrovare me stessa e quello che avevo perso.
Antonella e Manuela arrivarono perfettamente puntuali, cosa strana per loro che del ritardo avevano fatto il loro credo di vita. Uscimmo dalla città per dirigerci verso le colline, arrivammo in una villa settecentesca adibita ad albergo dove dentro vi era il centro benessere. Ci accolse una donna a cui non feci caso perché ero affascinata dall’ambiente lussuoso e raffinato, ma una voce interruppe la panoramica che facevo all’ambiente “ciao, piacere sono Sofia! Sarò l’operatore che vi ass****rà dentro il centro!” Mi girai verso la voce e rimasi un attimo senza fiato. Due occhi chiari mi scrutarono. Non ne riuscivo a definire il colore. La luce era ingannevole ed i suoi occhi sembravano di un verde/azzurro intenso. Bellissimi… A stento riuscì a dire: “…piacere, Eleonora!”. Ci avviammo dentro lo spogliatoio del centro… c’erano degli accappatoi bianchi e ciabattine in coordinato preparate sulle panchine. Mi spogliai e mi accorsi che le altre mettevano l’accappatoio senza nulla sotto e… “ma il costume non lo mettete? ”chiesi. Manuela rispose: “Che costume?… ti avevo detto che era un ambiente riservato e privato… è tutto per noi…”. Rimasi perplessa e Antonella aggiunse: “non mi dire che non hai mai visto una donna nuda!” e risero a crepapelle mentre le guardai con occhi di sfida. Uscirono e andarono verso la vasca idromassaggio che era abbastanza grande da entrarci in otto persone. Si avvicinò Sofia chiedendo: “vuole iniziare con il massaggio?” La guardai, arrossii, ma la mia fortuna era che l’ambiente era illuminato da luci molto tenue. “No, per ora sto con le mie amiche in vasca” risposi un po’ in imbarazzo. “Va bene, allora vi spiego a tutte il percorso!” disse lei e noi ci avvicinammo. “Il percorso comprende, sauna, bagno turco, doccia emozionale, vasca idromassaggio e massaggio di mezzora con me. Nella zona relax con il solarium, a breve vi porterò delle tisane e della frutta fresca da servire a piacere. Se avete dubbi o richieste sono a vostra completa disposizione” e si allontanò. L’ambiente era davvero bello, caldo, illuminato da candele, essenze aromatiche nell’aria e musica soft. Era davvero tranquillo e riservato. Seguii le mie amiche nel percorso; una per volta andarono a fare anche il massaggio, ci ritrovammo nuovamente in vasca a parlare ma io ero assente, distratta da lei… se ne accorsero e Manuela chiese “ sei con noi Ele?... sei troppo distratta dall’operatrice” e risero “Silenzio, parlate piano, ma non è vero… certo devo ammettere che è una bella donna, ma…” risero ancora più forte “smettetela dai ragazze, che può sentirci” Antonella aggiunse “ma da quando in qua, ti fai problemi, lo sa il mondo chi sei” la guardai con odio… volevo ucciderla. Guardai verso Sofia che sembrava troppo indaffarata a preparare il vassoio con tisane e frutta. Lei si accorse che l’osservavo e mi invitò ad andare da lei… toccava a me fare il massaggio. Mi recai ansiosa verso di lei, non ne capivo il perché… Arrivate nella cabina massaggi, mi si rivolse dicendo: “si tolga l’accappatoio e si accomodi in posizione supina”. Che mi succedeva?! Non mi ero mai fatta problemi a star nuda davanti ad una donna, anzi… Iniziò il massaggio dal viso… sensazione piacevole, raramente mi facevo accarezzare il viso da qualcuno, la guardavo, i suoi occhi mi penetravano, le sue mani iniziarono a scivolare sul mio corpo, non riuscivo a smettere di osservarla, e lei quando poteva ricambiava il mio sguardo accennando dei timidi sorrisi. Ero incantata. “Si può girare” mi disse a bassa voce. Mi misi prona e lei continuò a massaggiarmi … mai mi ero lasciata toccare da una donna senza ricambiare o prenderne le redini della situazione. Qui ero inerme. Mi stava dando delle piacevoli sensazioni, che non alludevano al sesso, ma solo allo stare bene del corpo e della mia mente. Mezz’ora finì troppo presto. “Si può alzare quando vuole, si prenda tutto il tempo necessario!” mi sussurrò all’orecchio e andò via. Mi aveva coperto con dei teli in cotone caldi e il lettino riscaldato mi stava facendo incontrare Morfeo… ma la voce di Manuela interruppe il mio relax dicendo “Ele sei viva o in paradiso?” Sgranai gli occhi, non dissi nulla ma non la guardai contenta. Dovevamo andare via … Le ragazze si vestirono prima di me mentre io feci una doccia, dentro il centro era rimasta solo Sofia. Mi vestii e mi avvicinai con titubanza e le dissi “wow, è il più bel massaggio che ho fatto in vita mia! Li faccio regolarmente, ma tu sei stata bravissima, peccato che è durato troppo poco…” lei sorrise e rispose: “la ringrazio, può sempre farlo di un’ora la prossima volta…” e mi diede il suo bigliettino da visita. Aggiunse: “lavoriamo su appuntamento, il centro lo gestisco io, quando vuole … fissiamo un massaggio”. “Sì, certo con piacere...” dissi …quasi interrotta da quelle due impertinenti che stavano ridendo sulla soglia della porta del centro. “Andiamo latin lover, che abbiamo fame e ci aspetta una mega pizza!” . Una vampata di calore mi avvolse. Volevo sprofondare. Sofia mi fece un sorriso di circostanza. Allungò la mano per salutarmi ed io le strinsi la mano. Mi avviai verso la porta guardando quelle due streghe che fulminai con uno sguardo. Passammo una piacevole serata, ma la mia testa era altrove.
Passarono giorni, il suo biglietto da visita era spesso tra le mie mani, lo guardavo… volevo chiamarla… ma tentennavo…Finalmente mi decisi e feci il suo numero. Rispose: “pronto?”, “ciao Sofia, sono Eleonora! Sono venuta con delle mie amiche a fare un percorso…” non finii la frase che mi disse: “ciao, ti ho riconosciuto…”, “ah sì?” chiesi stupita. “Si, la tua R moscia ...ti distingue. Conosco poche persone con la tua pronuncia.” Mi ripresi: “ah ok, ti avevo chiamato per fare un massaggio. Sono tutta indolenzita dagli allenamenti e volevo rilassarmi un po’”. “Quando vuoi venire?” mi chiese. Avrei voluto dire subito, ma non potevo. “Domani come sei messa?” chiesi e lei rispose: “ho un posto per le 12.00 se ti va bene, poi sono piena tutta la giornata”. “Va benissimo” le confermai. “Allora a domani Eleonora” mi rispose, ed io: “si, una buona giornata a te e a domani”. Riagganciai felice. Avevo i battiti del cuore a mille. Ma perché? Neanche la conoscevo… e poteva avere una famiglia, un marito… ma cosa speravo? eppure mi attirava da impazzire. Spinsi il tempo con gli occhi. Finalmente…. Arrivai in anticipo di quindici minuti, ero tesa. Mi sedetti su un divano all’ingresso dell’albergo. Dopo pochi minuti lei uscì insieme ad un uomo, probabilmente un cliente. Mi vide e mi venne incontro. “Ciao Sofia…” la salutai. “Eleonora ben tornata” mi rispose. “Chiamami Ele” le chiesi. “Certo come vuoi, entriamo” invitandomi verso ingresso del centro. L’ammiravo nella sua divisa con camice nero, molto professionale. Mi piaceva… ed era un problema. Mi fece accomodare “sai già dove spogliarti, sul lettino ci sono degli asciugamani, copriti, potresti aver freddo, sarò di ritorno tra poco.” Mi spogliai e mi misi sul lettino facendo proprio quello che mi chiese. Mi distesi, dopo pochi secondi entrò. “Brava, hai una buona memoria. Vuoi fare un’ora o un’ora e mezza?” approfittando della scelta risposi “un’ora e mezza” mi sorrise e annuì. Iniziò la danza delle sue mani sul mio corpo. Avevo l’opportunità di osservarla da vicino, di sentire il suo odore, sapeva far bene il suo mestiere. Mi disse “sei contratta in questa zona, vuoi che affondo per sciogliere un po’?” le risposi sorridendo “sono nelle tue mani”. Mi sarei fatta fare di tutto in quel momento. Il dolore e il piacere del suo tocco si mischiavano in dosi sapienti. Non riuscivo a toglierle gli occhi di dosso, finché non mi fece girare a pancia sotto. Lì mi lasciai completamente andare a lei e ai suoi movimenti avvolgenti. Finita quell’ora e mezza di estasi rimasi ancora un po’ distesa a godere del calore del lettino. Andai a fare una doccia e mi rivestii velocemente. Trovai Sofia ad attendermi vicino la porta d’ingresso del centro, mi chiese: “tutto bene?” risposi: “fantastico! hai le mani d’oro, sei la migliore che ho provato in assoluto, hai conquistato sicuramente una nuova cliente”. Lei rispondendo al mio sorriso compiaciuta mi accompagnò verso l’ingresso per pagare. Volevo stare ancora con lei, volevo conoscerla e con coraggio chiesi “visto che è ora di pranzo, possiamo mangiare qualcosa insieme?” mi guardò e mi rispose: “mi dispiace non posso alle 15 ho un percorso di coppia di un paio di ore. Magari la prossima volta.“ Ero un po’ delusa. Una voce la chiamò: “Sofia, vieni qui un attimo!” si scusò e si avvicinò alla reception e la ragazza le mostrò qualcosa sul monitor. Tornò verso di me e mi chiese: “ancora valido l’invito per mangiar qualcosa insieme?” Sorrisi e dissi: “sì, certo, conosco un posto qui vicino dove possiamo prendere qualcosa, ma non eri impegnata?” “Sì, ma il cliente ha disdetto e quindi sono libera” disse un po’ scocciata. Mi poggiò la mano sulla mia. “Andiamo che ho un po’ di fame” disse sorridendo.” mi cambio e arrivo”. Andammo con macchine separate... davanti a un piatto di pasta parlammo un po’ di noi ma rimanemmo sul formale, lavoro soprattutto … ricevette una telefonata e notai sul suo display la foto di due bimbi. Si alzò scusandosi. I miei timori si stavano rivelando veri. Tornò al tavolo e con un po’ di sfrontatezza chiesi: “sono i tuoi figli quelli?” Lei sorridendo mi rispose “Sì!” accese il display del telefono e me lo porse per vederli. “Che bei bambini che hai! Da quanto sei sposata?” le chiesi per ulteriore conferma. “Veramente mi sto separando in questo periodo” disse abbassando il capo. “Scusami” dissi desolata. “Non scusarti, non è mica colpa tua” aggiunse e la sua mano sfiorò la mia nel prendere il telefono che le stavo porgendo. Un brivido mi percosse il corpo, ci guardammo intensamente, mi perdevo nei suoi occhi. Che situazione imbarazzante che avevo creato! Pagammo, uscimmo e ci avviammo alle macchine. Davanti alla sua auto la salutai dicendo: “Alla prossima Sofia, amo i massaggi, verrò certamente a trovarti. Ora si è fatto tardi…” guardai il polso e mi accorsi di non avere l’orologio. “Cavolo, mi sono dimenticata l’orologio al centro” dissi un po’ irritata. “Torniamo insieme allora” rispose lei. Durante il tragitto pensai che le mie fantasie erano andate oltre la realtà, quella donna era etero con tanto di prole, eppure a volte mi guardava come se… sembrasse che … potessi piacerle. Arrivai in villa con questo pensiero. Avevo appuntamento tra mezz’ora con Manuela a casa sua, mi aveva chiesto di aiutarla a montare un armadio. Entrai con Sofia dentro il centro, mi diressi verso lo spogliatoio, l’orologio era proprio dove l’avevo lasciato. Lo indossai e tornai a salutare Sofia, che si era appena cambiata tornando nella sua veste d’operatore olistico. Quanto era bella! Sarei rimasta ore a guardarla. Accendeva delle candele. Mi avvicinai con intento di dirle quanto mi piacesse, ma avrei rovinato tutto. “Sofia vado, ti lascio preparare per il tuo prossimo fortunato cliente. Ci vediamo presto” le dissi sorridendo. Si avvicinò e mi disse “certo con piacere” mi diede la mano per stringerla. Mi diressi verso la porta chiusa del centro e mi chiese “ma non mi hai detto di te, hai la donna?” Impietrii, mi girai e la guardai. “Perché mi chiedeva questo?” pensai. Mi avvicinai lentamente a lei “non ho una donna da due anni circa, quelle che ho avuto fino a oggi sono state tutte avventure, niente di importante” mi accorsi che ero a pochi centimetri da lei “un latin lover in gonnella” disse con uno sguardo intrigante. Avrei voluto incenerire quelle due. Mi giustificai dicendo “ascolta, io non sono una bastarda che si approfitta delle donne, non sono un uomo, semplicemente non ho ancora trovato quella che mi fa battere di nuovo il cuore… o forse l’ho trovata”. Abbassò il capo ed io mi sorpresi di ciò che avevo appena detto. Feci un respiro e continuai dicendo “tu mi confondi…” Mi guardò confusa ed io aggiunsi con tutta la follia di quel momento: “Mi piaci Sofia!” rimase in silenzio, non mosse un muscolo. “Ora devo andare, altrimenti faccio tardi…” finii a stento la frase. Si lanciò tra le mie braccia, abbracciandomi stretta. Era minuta ed il suo viso era sotto il mio collo. Il profumo dei suoi capelli mi inebriava. Con una voce sottile mi disse: “Mi piaci anche tu Ele, dal primo momento che ti ho vista, ho sperato che mi chiamassi perché volevo rivederti, e poi …” Non la lasciai finire … la baciai e lei ricambiò con un bacio intenso. La volevo… mi aveva scosso con il suo tocco, con il suoi massaggi, ora toccava a me. Le slacciai il camice che indossava. Mi fermai a guardarla cercando un suo consenso, mi guardava intensamente mentre le sue mani entravano dentro i miei capelli. “Ti voglio!” le dissi e lei rispose “prendimi!”. La liberai dal camice, il suo bellissimo seno era imprigionato in un reggiseno di pizzo bordeaux. La baciai sul collo, le mie mani scesero lentamente sulla schiena fino ad arrivare ai suoi pantaloni, che sbottonai e le feci scivolare lungo le gambe, scoprii cosi il perizoma coordinato con il reggiseno, mi allontanai un po’ per ammirarla. Era stupenda ed era mia. La baciai e lentamente la portai verso una parete. Le sganciai il reggiseno liberando i seni, li baciai, e diventarono turgidi al tocco delle mie labbra. Scesi lentamente sul suo ventre, e mi inginocchiai davanti a lei. Le sfiorai con le labbra il perizoma, rabbrividì, risalii con le dita con tocco leggero lungo le gambe, arrivai al suo perizoma che sfilai delicatamente. Iniziai a baciarle il pube. Con la lingua mi intrufolai arrivando al clitoride. Emise un gemito, mi prese dai capelli e mi tirò verso di lei, le feci alzare una gamba su una sdraio lì vicino, la posizione mi consentì di passare la mia lingua tra le sue labbra circumnavigandole fino ad arrivare a penetrarla. Emise un forte gemito, mi strinse più forte. Volevo darle il piacere più intenso che avesse mai provato, continuai a baciarla, sfiorarla e penetrarla. Il suo piacere non tardò, e i suoi fremiti rilasciarono il suo fluido che bagnò le mie labbra. Mi alzai e la guardai, era piacevolmente sconvolta, ma io volevo altro ed ero affamata di lei… mi spogliai del tutto, lei divertita mi guardò, aggiungendo: “magari volevo spogliarti io.” ed io: “magari la prossima volta” ridendo. La presi per mano e la portai dentro la vasca idromassaggio, l’acqua era calda. Ci baciammo, mi adagiai su una seduta e lei si mise seduta su di me a cavalcioni, non smettevo di baciare quelle labbra stupende che avevo bramato fin dall’inizio. Feci scivolare un braccio lungo la schiena, fino ad arrivare al suo sedere. Le toccai le labbra, e lei mi osservò con aria maliziosa, iniziai a toccarla, a massaggiarla per poi entrare con le dita dentro di lei. Un brivido mi percosse, lei emise un gemito e sussultò. L’acqua agevolò i suoi movimenti su di me diventando più costanti e veloci, ondeggiava seguendo la mia mano, le sfuggì un “oh Dio” si aggrappò alle mie spalle, la sua bocca dava baci soffocati sul mio collo tra un gemito e l’altro, le sue mani non avevano tregua... infilò le dita tra i miei capelli, stringendoli con forza quasi a farmi male, sentivo i battiti del suo cuore impazzito, i suoi movimenti divennero più decisi ed il suo piacere arrivò al culmine. Strinse le braccia intorno al mio collo e si lasciò andare al suo orgasmo. Mi baciò, mi guardò intensamente. Soddisfazione e stupore trasparve dal suo viso. Mi abbracciò fortemente ed ebbi la sensazione che volesse dirmi qualcosa, ma il suo silenzio diceva più di mille parole.
Appena rivestita la salutai con un dolce bacio sulle labbra e mi diressi verso la porta. “Hai intenzione di ritornare tra un po’?” mi girai per guardarla…lei rise … aveva il mio orologio in mano.

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Posted by eleo 9 months ago  |  Categories: Anal, First Time, Lesbian Sex  |  Views: 1789  |  
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My 1st sex experience with virgin student Sofia

Usually I’m a late riser. One day morning my mom was screaming at me to wake me up. Someone had come to my room. I woke up reluctantly and wringed my eyes and took my specs. Then I saw the man. He was my neighbor. I knew him. He said, “Are you a maths tutor? “ I replied yes.
He asked me that if I had time to teach his daughter. I knew her too. She’s Sofia. First I told him that I had not enough time but I didn’t refuse his offer. I was agreed to teach her from the next month. On the very 1st day I went to teach Sofia. She is very beautiful girl with figure stat 34-28-34. She read in class 10. I teach all of my students in such a way that they were impressed always.
Naturally, Sofia was also impressed. Days passed. She was becoming prettier day by day. One day she asked me whether I had any girlfriend or not. I said, “No need to have a girlfriend except you”. She was shocked! And said, “What?”. I became tensed but didn’t show up in front of her. I said, “Yes. You are right. I don’t know whatever you think of myself but I know that I love you. This is true”, I stopped.
She didn’t study more on that day. I thought my tuition had gone. I regretted that I shouldn’t tell her in that way. I thought that what if she told that to her father and anyone else. But I was wrong. She didn’t tell anyone about my proposal. The next day I went to her room with lots of tension but nothing happened like that. She solved all the sums which I gave her.
Then she suddenly held my hand and apologized to me for the last class she behaved with me. I was surprised! I thought I should apologies to her. Then I said, “Apology granted. But there is a condition”. She asked me what the condition was. I told her to let me kiss her. She was not agreed. She said, “Someone may come anywhere”. I said, “I’ll manage, don’t worry”.
Then she agreed. I held her tightly for a while and kissed my dream-girl for the 1st time. It was fantastic feeling to kiss her.….. Since that day, I used to kiss her in every class. Sometimes I used to take a kissing break for a while during studies. I had a secret desire to fuck her. I was just looking for a chance. One day I got that golden chance. There was no one in her whole house on that day. She was alone.
I came to know that she would be alone on that day and I was prepared for the day. I rang the calling bell. She opened the door. Wow! She was looking very sexy. She wore a hot pant and a top which were very tight to her body. Her hot fair thigh was totally opened and I was starred to there. She let me come in and closed the door. I was so excited that I couldn’t wait. I held her from back and started kissing her on ear lobe and neck. She smiled and said, “At least go to the bed room, sir”. I said, “I can’t wait to love my angel”. I was kissing on her cheeks and pressing her boobs over the top.
We were moving to her bed room. Then I laid her on the bed and started to kiss on her lips. I was sucking her lips. It was like strawberry and continued it for a long time. Then I started licking her cheeks with my watery tongue. After sometimes I went to her boobs. I peeled her completely and she did mine. Then, both of us were completely nude on the bed and I was on Sofia’s body. I was kissing and sucking her boobs and nipples madly and she was moaning ahhhhhhhh! ohhhhhh! oaaahhhhhhh! After finishing her boobs I came down to her belly. I was very curious about her navel and finally I got it.
I started licking her navel and continued it for a long time till my satisfaction. Her navel was an ideal navel of women which I was looking for. And the taste of her navel was like butter. I licked her belly very passionately. After this, I reached to her pussy which was my ultimate destination. But before this, I sucked her hot thighs and soaked her thighs with my tongue. I was the 1st man tasting her. Then my move was to her pussy which was clean shaven. The pussy was reddish and I was surprised to see that there was not even a single hair. I kissed on it and started twist my tongue slowly into her love hole.
I was licking with a great amusement and she was moaning louder than ever oooohhhhhhhhhhh! ahaaaaaaaaa! uuuuuaaaahhhhhhh! I didn’t stop sucking and more passionately I was doing it. After a while, she reached to her orgasm. She threw her juices and I lovingly licked all of it. My dick was erected enough and I put it on her vagina. I knew that she was a virgin. Once she looked at me and said, ”I heard from some of my friends that it is very painful”. I agreed and said, “Yes, sweetheart. But after a few strokes you will also enjoy it. Trust me”.
Then she didn’t resist me. I inserted my cock to her hole very gently because I wanted to minimize her pain as much as possible. I inserted twice in the beginning but it was not going inside. Then I sucked her pussy again and tried. I inserted my cock to her hole and started pushing slowly. When half of my penis went inside then she started screaming and with a final stroke I inserted full and felt that I broke her hymen. She burst into tears. And I was feeling proud to take her virginity at a very young age of hers (only 15). Then I kissed her on lips and started stroking my cock to her hole.
After a few minutes she also started to enjoy my love and sex moves. She was moaning like hell woooooohhhhh! aaaaahhhhhhhh! moooove onnnnnn! Dooooon’t stooooppp! I was continuously fucking her with very short breaks in between. Whenever I reached to my orgasm then I moved out of her pussy and threw on her belly. I fucked my angel as long as I wished to do. This is my 1st experience with a virgin student.

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Posted by fotisampini 1 year ago  |  Categories: First Time  |  Views: 4665  |  
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Io e Sofia!!! Parte 1

Che dire, durante il periodo estivo si fanno veramente dei piacevoli incontri!!!Sofia è la seconda ragazza brasiliana con la quale ho avuto una relazione ed è un'ennesima conferma che il DNA è il DNA!!!non c'è nente da fare!!!La solarità, la passione e la positività degli indigeni della terra carioca è unica e profonda!!!!
Dopo "un pò" di sacrifici riesco ad averla tutta per me e vi giuro che davanti i suoi caldi e morbidi seni tremerebbe anche il porno attore più eccitato!!!!Ed è tutto così naturale, complice di un momento che ricorderò molto a lungo, magari anche con un pò di malinconia!!!!
Riesco a farmi ospitare a casa sua, subito si passa in camera chiaccherando del più e del meno, non riuscivo a distogliere lo sguardo dalle sue forme così generose!!!
Come dicevo tremavo....come se fosse la prima volta!!!Ero desideroso di vivere la sua pelle, conoscere il suo corpo nella più sacra intimità!!!!
Lei parla, ride, mi fissa negli occhi con quella innocente malizia!!!Mi lascia di stucco quando dalla sua bocca escono queste parole:"...tutto bene!?Sei nervoso!??"...ormai mi sentivo nudo come un bambino, tutto quello che riesco a dire è:"...si.....sei...seii....meravigliosa...!!!!,...veramente non sò quale combinazione emotiva, biologica si sia innes**ta in quel momento!......le barriere erano ormai crollate....non ce la facevo più...lei mi si avvicina e istintivamente allungo la mia mano verso la sua, la stringo e lei ricambia mentre ormai si porge il suo bellissimo viso verso di me!!!Con l'altro braccio la prendo per il fianco e la porto verso di me baciandola, liberando tutta la mia passione latente!!!!Lei contraccambia ed ormai sono in paradiso!!!
Continuando a baciarla ci mettiamo comodi sul letto, lei sotto ed io sopra, non mi ero accorto che il suo seno, intanto, stava esplodendo dal reggiseno e dal toppettino che lo stringevano...le mie mani corrono e lo aiutano ad uscire dalla sua prigione!!....... Continue»
Posted by Piccettino 3 years ago  |  Categories: Anal, Voyeur  |  Views: 392  |  
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Dimenticare Joli


DIMENTICARE JOLI

Siamo appena arrivati in Grecia per la sospirata vacanza estiva.
Il viaggio è stato allucinante, scioperi in aeroporto, niente taxi o macchine a noleggio, insomma un disastro totale, quasi dodici ore contro le cinque previste.
Però ne è valsa la pena: come al solito Rossella è stata brava a trovare la soluzione giusta, fuori dai soliti giri turistici.
Il nostro residence è molto piccolo, con un’ala separata dal corpo centrale, una piccola fila di appartamentini, ciascuno con un piccolo patio esterno separato da una piccola siepe, in posizione defilata e rialzata rispetto al resto.
Rossella è nervosa e stremata dal viaggio e si butta sul letto per un veloce sonnellino prima di cena, io invece mi faccio un giretto per prendere confidenza col luogo.
Davanti all’albergo c’è una piccola spiaggia attrezzata, ma dall’alto vedo anche un paio di calette poco distanti, sono defilate e sicuramente lì Rossella sarà meno imbarazzata e sfoggerà un topless mostrando le sue belle tettine.
Lei è di solito timida e riservata e non ama farsi vedere mezza nuda in spiaggia.
La sera però le piace indossare capi leggeri senza reggiseno, spesso i suoi bottoncini sono ben visibili sotto le camicette, di solito bianche, così come sono sempre a vista in trasparenza le mutandine.
Spero che la piccola spiaggia che ho visto dall’alto sia ben riparata come sembra, magari ci scappa anche una scopatina all’aperto come piace a me.
Dopo un bel giretto mi metto sulla poltroncina fuori dalla nostra stanza a fumarmi una sigaretta in pace, godendomi il silenzio di pace del posto.
Sento le voci dei nostri vicini, sono italiani, sembrano giovani. Noto che nel loro patio sono appesi ad asciugare dei costumi da bagno, un paio calzoncini da uomo e un bikini molto colorato ma soprattutto molto succinto. Chissà se sono fortunato e ho una bella coppia da guardare, negli ultimi tre anni abbiamo conosciuto solo dei mostri, oltretutto anche noiosi ed antipatici.
Dalla finestra dei vicini non arrivano più voci ma sospiri e mugolii inequivocabili, stanno trombando alla grande, facendo cigolare il letto. Sento lui che le dice qualcosa ma sono troppo lontano per capire, cerco di avvicinarmi un po’ senza farmi vedere. La tenda è chiusa e non riesco a vedere nulla se non una piccola parte delle loro gambe: sonno sdraiati fianco a fianco.
Ho l’uccello in fiamme: la vacanza promette bene!
Rossella si è svegliata e mi chiama dentro, mentre si prepara per la cena. Dopo una rapida doccia si veste davanti a me, eccitandomi ancora di più, Le racconto che ho sentito scopare i nostri vicini e che sono arrapato. Mi avvicino a lei palpandola un po’, ma lei si ritrae, ha fame e non ha in mente altro.
Mi rassegno e richiudo a fatica i pantaloni.
Scendiamo al ristorante, piccolo e confortevole, ci sono pochi coperti, i tavoli sono quasi tutti occupati da gruppi di coppie olandesi, tutte di una certa età. Bene! E’ quello che cerchiamo sempre per le nostre vacanze: posti defilati senza troppo casino, niente ragazzi giovani o bambini.
Tranquillità e relax sono garantiti.
Ci accomodiamo ad un tavolo d’angolo da dove abbiamo una visione di tutta la sala e, come di consueto, cominciamo ad osservare e commentare i presenti.
Ridiamo insieme di un paio di matrone vestite super sexy, ma sono sulla settantina e peseranno duecento chili a testa, nonostante tutto fanno le civette con il cameriere più giovane, un ragazzo sui venti anni con la pelle olivastra, un bel fisico atletico e occhi nerissimi. Lui è a suo agio e sorride amichevolmente a tutte, evidentemente è abituato alle avances.
Faccio notare a Rossella che sta passando sempre molto vicino al nostro tavolo e che ha fermato il suo collega più anziano quando stava per venire da noi a prendere le ordinazioni.
“Hai fatto colpo, hai visto che ha occhi solo per te e ha bloccato il collega?”
“Dai, scemo, ha la metà dei miei anni, figurati se mi guarda, chissà quante belle turiste giovani ha per le mani!”
“Staremo a vedere, scommetto che prima della fine della cena farà il cascamorto!”
“Sei geloso?”
“Sai bene che non lo sono affatto, come ti ho sempre detto in vacanza puoi fare tutto quello che vuoi, basta che non lo faccia di nascosto!”
Mi rivolge un sorriso enigmatico ma non mi risponde.
Però mi fa notare che in cucina c’è una ragazza niente male.
“Più facile che faccia il maialino tu con quella lì che io col cameriere!”
“Potremmo fare un bel quartetto,no?”
“Smettila scemo!”
L’arrivo di una coppia giovane interrompe il nostro discorso.
“Finalmente qualcuno con meno di cento anni!”
Si siedono non lontano da noi, sento che parlano italiano, sono evidentemente i nostri vicini.
Li osservo bene: hanno una trentina di anni, lui è ben messo, lei non è male, forse qualche chiletto di troppo, che però su di lei sta bene, due belle tette prosperose, sotto l’ampia gonna di cotone intuisco un bel culotto, un bel viso aperto e due occhietti vivaci.
Sono entrambi un po’ abbronzati, evidentemente sono qui da qualche giorno.
Infatti il cameriere più giovane si avvicina loro immediatamente e si ferma a parlare con un sorriso a trentadue denti stampato sulla faccia.
Lei ricambia il sorriso e si muove sulla sedia come una civetta.
Quando lui si sposta un poco capisco il perché: la sua ampia scollatura mette in mostra le sue belle tette coperte a malapena da un leggero reggiseno bianco. Lui spudoratamente tiene gli occhi fissi lì in mezzo, lei sembra apprezzare, mentre il suo ragazzo sembra far finta di niente.
“Visto? Il cameriere ha decisamente di meglio di una vecchietta come me”
Subito viene smentita: il ragazzo viene da noi, ci da il benvenuto, si presenta come Stavros e si dichiara a nostra disposizione per ogni evenienza, sottolineando bene l’”ogni”.
Quando Rossella si complimenta per il suo italiano ci dice che ha studiato in Italia e che lì ha potuto apprezzare le donne italiane, secondo lui molto più sensuali delle greche.
Tutto questo senza staccare gli occhi dal seno di Rossella, che se ne è accorta benissimo e pur arrossendo non fa nulla per sottrarre le sue belle tette agli sguardi arrapati del bel morettone.
Appena si allontana le chiedo se si è eccitata a mostrargli le tette e arrossisce
“Ma sei scemo, figurati se un ragazzo così giovane e carino si mette a guardare proprio le mie tette, con tutte le belle turiste che girano”
Le faccio notare che in tutta la sala non c’è una donna carina quanto lei.
“Uffa, ma sei difficile! L’italiana non ti piace?”
“Beh, non è male, forse un po’ piccoletta per i miei gusti, aspetto di vederla più da vicino e meno vestita”
A fine cena usciamo sulla veranda per fumare una sigaretta e poco dopo ci raggiungono i due italiani.
Si presentano come Christian e Giorgia, sono una bella coppia, lui alto quanto me, lei in piedi è davvero piccoletta, porta con disinvoltura i chiletti di troppo.
Ha un paio di occhiali da vista molto carini, che evidenziano i suoi occhietti furbi.
Lui è un tipo tranquillo, lei non perde tempo a sedersi sulla poltrona di vimini con le gambe sotto di sé, mostrando una discreta parte di coscia.
Parla a mitraglia, si muove in continuazione con le sue tette in continuo movimento.
Chiediamo subito informazioni sulle spiagge qui attorno.
Loro ne hanno già visitata qualcuna, hanno trovato una caletta interessante e per niente frequentata, perché la strada di accesso è sterrata e poco confortevole e abbastanza pericolosa da percorrere col motorino che hanno a disposizione.
Quando dico loro di avere noleggiato una piccola jeep, lui è contento e si offre di farci da guida.
Rossella mi lancia uno sguardo di fuoco, in vacanza non ama socializzare e avere, come le chiama lei, delle “palle al piede”
Intanto all’interno del ristorante le balene olandesi hanno finito di cenare e hanno lasciato libera la sala.
Stavros ci raggiunge fuori e ci suggerisce una bottiglia di retsina gelata per concludere la serata.
Accettiamo volentieri e quando lui torna con un secchiello del ghiaccio, Giorgia con la scusa di ammirare il panorama si appoggia alla balaustra, portando in fuori il suo bel culotto generoso.
Sculetta al ritmo della musica che viene dall’interno del ristorante.
Io e Rossella ci guardiamo sorridendo, di sicuro sta facendo uno spettacolino ad uso e consumo del giovane cameriere.
Un’ improvvisa folata del meltemi le fa svolazzare l’ampia gonna colorata, mostrando a tratti le sue gambe.
Lei ridacchia e finge di abbassarla, aprendola sempre di più.
Non ci giurerei, ma da quanto ho visto non porta le mutandine.
Incuriosito le fisso il culo, Rossella se ne accorge e mi da’ un calcetto sotto il tavolo, indicando Christian.
Il suo sguardo corre tra la sua mogliettina ed il cameriere, che indugia nel servirci il vino per approfittare della visione delle chiappe di Giorgia che fissa spudoratamente.
Si sta toccando con indifferenza il pacco, evidentemente sono una coppia bella assortita, lei una puttanella esibizionista e lui un guardone di prima classe.
Sono convinto che la vacanza ci riserverà delle belle sorprese!
Rossella dice di essere stanca e vuol tornare in camera, prendiamo velocemente accordi per il giorno seguente.
Appena arrivati nella nostra camera Rossella fa il verso a Giorgia: si appoggia alla finestra che dà sul patio e sculetta.:
“Non dirmi che ti ha eccitato lo spettacolino di prima, ma hai visto la cellulite? Ha venti anni meno di me e pesa venti chili in più!”
Lo so che non lo dice con cattiveria, ma solo per provocarmi scherzosamente, decido di stare al gioco.
“Hai ragione, tu sei molto più carina, ma sei anche molto più vestita! Lei mostrava un po’ di più di quanto stai facendo tu!”
“Cosa avrai visto mai, era completamente vestita!”
“Dalla tua posizione non hai visto ma il venticello mostrava parecchio!”
“Io ho visto delle gran cosciotte e anche un filo di cellulite!”
“Beh, io ho visto che non aveva le mutande”
“Che puttanella, scommetto che l’ha fatto apposta per farsi vedere da te!”
“Da me e dal cameriere, per me è una gran porcellina, si capisce da come dimenava il suo bel culetto”
Rossella comincia a dimenare un po’ il suo bel culo.
“Sculettava così?”
“Un po’ di più, ma coi pantaloni non è la stessa cosa!”
Inaspettatamente si abbassa i calzoni alle caviglie.
“Così è meglio?”
“Direi di sì, anche se Giorgia le mutande non le aveva”
“Allora così?”
“Mmmm, me lo stai facendo venire duro”
“Anche Giorgia te l’ha fatto venire duro?”
“Beh, sai com’è, davanti ad un culo non so res****re!”
“Mi pare che tu adesso stai proprio resistendo, te ne stai lì seduto a chiacchierare…”
Accolgo ben volentieri l’invito, tolgo in un sol colpo bermuda e mutande e le mostro l’uccello svettante.
Lei si avvicina al letto, ma la fermo e la riporto verso la finestra appoggiandola al davanzale, lei mi asseconda sporgendo il suo culone nudo verso di me.
Mi avvicino e lo appoggio.
“Sentilo, solo tu me lo fai diventare così duro”
Non dice nulla e porta la mano dietro la schiena per afferrarmelo.
Mi dà un paio di colpi veloci con la mano e poi lo indirizza verso la sua patatina.
Entro facilmente tanto è bagnata.
“Mmmm, c’è un lago qua sotto, non dirmi che è tutto merito mio, non sarà che il bel cameriere moro ti ha fatto venire cattivi pensieri?”
“No, ma la situazione è stata interessante, Christian felice di mostrare a tutti la sua mogliettina infoiata, voi maschietti con la lingua di fuori, lei che si godeva i vostri sguardi da maiali…”
“E tu eri gelosa!”
“Ma va là, gelosa di una così mai e poi mai, ma adesso taci e scopami”
Appoggia la testa sulle braccia e comincia a dimenarsi.
Le tende sono sottili ma non abbastanza e le apro, lei se ne accorge.
“Che stai facendo?”
“Ti metto in mostra, magari passa il tuo Stavros e si fa una bella sega”
“Smettila scemo!”
Anche io sono piuttosto arrapato da quanto successo e a fatica riesco ad aspettare l’orgasmo di Rossella prima di venirle dentro.
Resto appoggiato ansante alla sua schiena e quando il respiro si regolarizza le sussurro in un orecchio:
“Solo tu mi fai godere così, ma se vuoi posso farlo anche con Giorgia, tanto Christian ne sarebbe solo felice!”
“Non cominciare a fare il porco, stiamo a vedere cosa succede”
Si alza le mutandine senza lavarsi, a volte le piace tenersi dentro la mia sborra dopo avere scopato, e si stende sul letto appisolandosi subito.
Esco sulla veranda a fumare una sigaretta.
E’ buio e non c’è in giro nessuno per cui non sto a vestirmi e resto nudo..
Poco dopo si apre la porta dei vicini: è Christian che mi vede e mi fa un cenno con la mano.
Si avvicina al muretto che separa le nostre verande.
“Ciao, ti va una birra fresca?”
“Magari, siamo arrivati tardi e non siamo riusciti a fare la spesa”
Ritorna poco dopo e mi invita a raggiungerlo.
Gli faccio notare che sono nudo ma dice di fregarmene.
Stiamo parlando del più e del meno quando lui di punto in bianco mi chiede:
“Secondo te Giorgia mi tradisce?”
Mi va di traverso la birra.
“Che stai dicendo?”
“Beh, l’hai vista stasera, ha fatto vedere le tette a tutti”
“Se è per questo non solo le tette”
“Già, ho visto!”
“E a te non dà fastidio?”
“Non lo so, mi piace l’idea che altri uomini la trovino attraente, anche a casa fa sempre la civetta.
Le hai visto anche tu le tette? Ti piacciono? E le sue gambe?”
Mentre lo dice si tocca il pacco, capisco che la cosa lo eccita e decido di non mentire.
“Certo che mi piacciono le sue tette, ti dirò che anche il culo non è niente male, anzi”
“Come lo sai?”
“Non dirmi che non ti sei accorto di come ha lasciato che la gonna le se alzasse per il vento!”
“Ho visto, ma non so quanto hai visto tu!”
“Ho potuto dare solo un’occhiata, quanto basta per capire che non aveva le mutandine”
“Quando è eccitata e vuole fare la zoccoletta non le mette mai. L’hai visto bene?”
“No, solo di sfuggita”
”Ti piacerebbe vederlo meglio?”
“Certo che sì!”
“Aspetta”
Entra in camera, apre le tende e accende l’ abat-jour prima di uscire di nuovo.
“Vieni”
Mi fa accostare alla finestra.
Giorgia è sul letto, stesa su un fianco, coperta solo parzialmente dal lenzuolo.
Vista la situazione decido di osare.
“Scusa, ma quel lenzuolo…”
“Hai ragione, aspetta”
Rientra e piano piano la scopre totalmente.
Ora la posso vedere per bene: le cosce abbondanti, il bel culo e soprattutto due magnifiche tette.
Non vedo la sua passera, chiedo a lui com’è.
“Per il mare l’ha rasata quasi tutta, ha solo una striscia in mezzo. Dimmi ti piace? Ti eccita? La vorresti scopare?”
“Certo, è molto eccitante e me la scoperei davvero con molto gusto!”
“Vuoi entrare?”
“No, grazie. Ho avuto una giornata pesante e ho appena finito di scopare con mia moglie.
Tanto abbiamo tutta una settimana, no?”
Dopo un’ultima occhiata alla bella Giorgia lo saluto e torno nella mia camera.
Lui si deve essere parecchio infoiato perché pochi minuti dopo sento ancora il letto cigolare.
La mattina seguente mi alzo come al solito prima di Rossella e scendo al bar per un caffè.
Giorgia è lì da sola. Resto a guardarla mentre fa la civetta con il solito cameriere.
Indossa un pareo colorato e trasparente che non nasconde minimamente il costume succinto e le sue forme generose. Ha le gambe accavallate in modo sapiente per mostrare le cosce.
Non appena si accorge della mia presenza mi saluta con la mano e mi invita al suo tavolo.
Si alza per darmi due baci sulle guance mentre cinguetta un chiaro “Buongiorno!”
Approfitto per appoggiare una mano sui suoi fianchi, morbidi e voluttuosi.
“Anche tu mattiniero vedo”
Mentre ci sediamo le chiedo del marito.
“Dorme ancora il pigrone. E’ stanco morto, sai ieri ha voluto fare l’amore due volte”
“Lo dici come se ti dispiacesse!”
“Ma no, è solo che dopo tanti anni è diventato un po’ noioso!”
Mi dice strizzando un occhio.
“Noioso lui o noioso farci sesso?”
“No, lui no. E’ solo che a volte mi piacerebbe proprio cambiare minestra”
Ricordando le parole di Christian della sera prima le chiedo se abbia già provato minestre differenti.
“Niente di che, sai sul lavoro le occasioni capitano, ma c’è sempre troppa gente in giro. Nulla più di qualche toccatine fugace e poco di più”
“Cosa intendi per poco di più”
Finge di essere imbarazzata, ma si vede benissimo che non lo è affatto.
“Dai, mi fai vergognare”
“Vediamo, mani sotto la gonna? Dentro le mutandine? O solo nella camicetta?”
“Beh, qualche volta è capitato”
“E tu, qualche palpatina l’hai restituita?”
“Solo qualcuna”
“Dai, non fare la ritrosa! Hai toccato qualche bel pisellone o no?”
“Solo qualcuno”
“Cavoli, mi sembra di estorcere una confessione! Racconta senza farti strappare le parole di bocca!”
“Beh, qualcuno non l’ho solo toccato”
“Cioè?”
“Dai mi vergogno troppo”
“Mi stai dicendo che ti fai toccare le tette e la patata da mezzo mondo, che hai succhiato l’uccello a metà dei tuoi colleghi e poi dici che ti vergogni? Ma lo sai che sei strana!”
“Non essere volgare! Non l’ho fatta toccare a mezzo mondo, solo a qualche collega…beh, anche a mio cognato a dire il vero!”
“Però, pure il cognato!”
“Sai com’è, ci vediamo spesso, mia sorella ha un bimbo piccolo e lui si lamenta che da quando è nato non vuole più fare sesso ed è sempre arrapato. Ha cominciato a darmi qualche palpatina scherzosa, poi una cosa tira l’altra e…”
“…e ci sei andata a letto?”
“Solo un paio di volte, perlopiù ci tocchiamo a vicenda, il tempo è sempre poco e il rischio è alto”
“Vi toccate a vicenda significa che glielo succhi,vero?”
“Sì, di solito sì”
“Beato lui!”
“Mi trovi attraente?”
“Direi proprio di sì”
“Non mi trovi troppo grassa?”
“Non sei grassa, sei voluttuosamente formosa”
“Il mio culo non è troppo grande?”
“Direi proprio di no”
“Dici così perché non mi hai ancora vista in costume”
“Lascia stare, ti ho vista per bene, proprio ieri sera mentre dormivi”
Questa volta arrossisce per davvero.
“Ci hai spiati?”
“Solo un pochino, avevate la finestra aperta e ho dato solo un’occhiatina veloce”
“Sei un porco!”
“Sì, lo sono. Ti spiace che ti abbia spiata?”
”Sì, non mi piace essere guardata di nascosto, soprattutto se lo fa un bel ragazzo come te. Basta che tu lo chieda se vuoi vedere di più”
Mentre lo dice si china verso di me mostrandomi per bene le sue tette.
“Ti piacciono? Le vorresti toccare?”
Il suo sguardo è un misto di malizia e libidine, per cui sto al gioco.
“Certo che mi piacerebbe toccarle, ma non qui e adesso. Stai tranquilla che presto lo farò e non sarà la sola cosa di te che toccherò”
“E le mie gambe ti piacciono? Non sono un po’ troppo grosse?”
“Quelle le ho viste bene, visto che da quando siamo qua non fai altro che accavallarle per mostrarle.
Direi che non sono le gambe più snelle che abbia mai visto, ma sono come tutto il resto, sexy e invitante…e decisamente arrapante”
“Stai dicendo che ti piacerebbe venire a letto con me?”
“Non sto dicendo che lo vorrei fare, ma che lo farò!”
“Wow, sei molto sicuro di te, mi piacciono gli uomini così decisi!”
“E a me piacciono le ragazze maialine come te!”
L’arrivo di Christian ci interrompe.
Lei non fa una piega per ricomporsi, anzi, approfitta del suo arrivo per sollevare ancor più il pareo allargando le gambe davanti a me.
Non ci giurerei, ma scommetto che i suoi slip sono un po’ bagnati lì davanti.
Lui senza essere visto mi sorride e mi strizza l’occhio.
“Bravi, state facendo amicizia?”
“Sì, Giorgia mi stava raccontando del suo lavoro e di quanto siano simpatici i suoi colleghi”
“Che dici, tu e Rossella venite alla nostra spiaggetta?”
“Boh, deve ancora alzarsi, fate colazione che vado a chiamarla”
In camera trovo Rossella già vestita da mare che sta preparando la borsa con la solita quantità industriale di creme.
“Al bar ho trovato Christian, chiede se vogliamo andare con loro”
“Uffa, lo sai che voglio stare tranquilla al mare! Tu lo fai solo per goderti la puttanella”
“Ma figurati! E’ il nostro primo giorno e non conosciamo la zona, ci facciamo un giro e se loro si rivelano dei mattoni li molliamo per il resto della settimana”
“Basta che non esageri a fare lo scemo con quella là!”
“Sarai mica diventata gelosa, adesso?”
Non mi risponde, ma mi manda bonariamente a quel paese.
Dopo una veloce colazione montiamo tutti sul Suzuki che ho noleggiato per la settimana, Rossella ovviamente sta davanti perché soffre la macchina.
Sono tutti e due appoggiati ai nostri sedili, Christian concentrato ad indicarmi la strada le a parlare con Rossella.
Lui mi batte sulla spalla e con un cenno della testa mi indica la scollatura della moglie.
Messa così il pareo si apre e scopre le belle tette prosperose.
Lui mi strizza l’occhio ammiccando.
Mi chiedo se lui sia solo eccitato all’idea di mostrare le grazie della sua mogliettina o se sarebbe anche davvero disposto a farmela scopare.
Sicuramente l’idea di vedere fino a che punto è zoccola è intrigante, se penso poi a lui che la offre spudoratamente mi viene duro in un baleno.
Finalmente mi indica una stretta strada sterrata che scende verso il mare.
“Sei sicuro? Mi sembra stretta e impervia, l’importante è che poi si riesca a fare manovra”
“Fidati, in moto è quasi impossibile, ma arriviamo direttamente sulla spiaggia e lì puoi tranquillamente girare”
Mi avventuro con prudenza, sono anni che non faccio fuoristrada sul serio.
Arrivo in fondo sudato, ma appena vedo il posto capisco che ne è valsa decisamente la pena.
E’ una caletta riparata dal vento, le rocce incombenti forniscono un riparo naturale, una striscia di sabbia bianca lunga non più di trenta metri, l’acqua azzurra e trasparente.
Rossella mi guarda con un certo disappunto, sicuramente preferiva fossimo soli, a lei piace fare l’amore sulle spiagge deserte.
Giorgia saltella felice: “Non è un posto magnifico? Possiamo fare ciò che ci pare!”
Lascia che Christian scarichi la macchina e si toglie immediatamente il pareo, restando coperta solo dal minuscolo bikini. La guardo per benino, decisamente il costume è di un paio di taglie troppo piccolo per contenere tutto quel ben di dio, le tette trabordano da tutte le parti, le chiappe sono praticamente tutte scoperte. E’ decisamente pienotta ma sembra non farci caso da come esibisce con naturalezza anche un principio di cellulite.
Lascio che piazzino per primi ombrellone e spugne, per poi sistemarmi il più lontano possibile, almeno per quanto consentano le dimensioni della spiaggia.
“Scusate, ma mi metto qua, così se dopo faccio un pisolino non rompete le palle”
Loro si buttano subito in acqua, Rossella inizia il rito della crema. Come al solito ne ha almeno cinque tipi diversi.
Si sdraia per farsi spalmare la schiena, slaccia il reggiseno senza toglierlo.
Poi mi dice, guardando i due:
“Sbaglio o quella lì è un po’ svampita?”
“Ma no, è giovane ed estroversa!”
“Estroversa mi sembra riduttivo, la definirei esibizionista”
“Le piace farsi guardare, le piace il suo corpo e lo mostra con piacere”
“Beh, lui non dice niente? Il cameriere ieri sera aveva la lingua penzoloni mentre le guardava le tette!”
Decido di raccontarle quello che è accaduto ieri sera, di come me l’ha mostrata e anche che mi ha chiesto se la volessi scopare.
“Sei uno stronzo! Ecco perché sei venuto qui con loro, per scoparti la puttanella! Togliti dalla testa di coinvolgermi in qualche maialata con quei due lì, se vuoi scopati pure la ninfomane, ma scordati che mi faccia scopare da quello lì”
Cerco di calmarla spiegandole che se avessi voluto scopare Giorgia sarebbe bastato accettare l’invito del marito, che ho acconsentito solo perché sapevo che la spiaggia sarebbe stata fantastica, ma nulla da fare.
E’ incavolata nera e si stende al sole.
Intanto i due stanno uscendo dall’acqua. Il costume bagnato di Giorgia è diventato trasparente e mostra quel poco che copre: si vedono i due bei cappezzoloni e la striscia di pelo scuro.
Mentre si asciuga i capelli le scappa una tetta, lei se ne accorge e ridacchia senza tentare di nasconderla.
Poi si stende sull’ asciugamano chiedendo a Christian di metterle la crema.
Lui risponde fissandomi negli occhi:
“Sai che odio le mani impiastricciate, perché non lo chiedi a Stefano?”
Io ho il pisello duro come un sasso, ma so che se mi avvicinassi a lei prima che Rossella abbia sbollito la rabbia sarebbero cavoli amari, così declino l’invito.
Lui ha un’espressione delusa e si rassegna a spalmarle la crema.
Le slaccia il reggiseno e cerca di convincerla a togliere le mutandine, ma lei si rifiuta.
Inizia dalle spalle e scende velocemente al culo, impastandole le chiappe. Sta facendo di tutto per esibirla il più possibile, le allarga le gambe, le sposta il costume.
La scena è eccitante, non c’è che dire, ma non posso permettermi di s**tenare Rossella il primo giorno di vacanza. Così, a malincuore fingo di leggere un libro, mentre lui è sempre più intristito.
Evidentemente aveva fantasticato di iniziare un’orgia appena arrivati.
La scenetta va avanti parecchio, lei fa finta di niente ma collabora al punto di girarsi sempre più verso di me a cosce larghe.
Visto che non mi decido a far nulla Christian le mette una mano tra le cosce e inizia a masturbarla.
Lei inizia a mugolare sempre più forte, certamente sta godendo, ma sono sicuro che enfatizza apposta per farsi sentire da me.
Li lascio fare, poi mi addormento immerso in sogni davvero sconci.
Quando mi sveglio Rossella non è accanto a me, si è messa a fianco di Giorgia e stanno chiacchierando. Non vedo Christian, ma non vedo nemmeno la sua attrezzatura da sub e deduco si a fare snorkeling .
Rossella si accorge che mi sono svegliato e mi invita a raggiungerle.
Mi siedo sulla sabbia al loro fianco. Giorgia ha rimesso le mutandine ma non il reggiseno.
Scherzando chiedo a Rossella se non si sente fuori posto a tenersi addosso il costume.
Lei mi guarda storto ma so bene che non sa res****re alle sfide e si leva il pezzo sopra del bikini lasciando libere le sue tette ancora magnifiche nonostante l’età.
Mi chiede di portarle la crema che usa per le parti più sensibili che inizia a spalmarsi delicatamente.
Il mio sguardo passa dalle sue tette massaggiate a quelle molto più grosse di Giorgia mollemente adagiate sul suo petto.
Devo dire che la scena mi arrapa molto più dell’esibizione di prima e inizio fantasticare su un bel numero a tre.
Quando Rossella chiude il flacone Giorgia le fa notare che ha lasciato uno sbuffo di crema a lato di una seno e allunga una mano per spalmarlo meglio.
Stranamente mia moglie la lascia fare, di solito non le piace il contatto con sconosciuti.
Giorgia lo fa con una lentezza esasperante e Rossella si appoggia all’indietro per favorirla.
Ha gli occhi socchiusi e un sorrisetto sul volto.
So che ha in mente qualcosa, ma so anche che la mia presenza potrebbe darle fastidio, così mi alzo dicendo loro che mi faccio un bagnetto.
Nuoto fino allo scoglio al lato della caletta e nascosto dal grosso masso vedo che Rossella si è sdraiata a pancia in giù e che si sta facendo massaggiare la schiena.
Giorgia lo fa in modo energico, facendo ballonzolare le sue grosse poppe in modo ipnotizzante.
Indugia a lungo sul culo di Rossella che sembra decisamente gradire da come tiene le gambe larghe e rotea lentamente il bacino.
Prevedo una bella scenetta e il mio uccello sotto l’ acqua non sta nel costume.
Come nelle fantasie più comuni Giorgia sta massaggiando l’ interno delle cosce di mia moglie, sempre più vicino alla sua passera. Da questa distanza non riesco a vedere, ma sono convinto che in quella posizione buona parte di lei è certamente sfuggita agli slip ed è alla mercé di Giorgia.
All’improvviso però Rossella chiude le gambe e si mette seduta, parlando fitto fitto con la ragazza.
Le dà un bacio sulla guancia e poi si sdraiano entrambe al sole.
Aspetto che il mio uccello deluso quanto me si rilassi ed esco dall’acqua, tornando al mio posto.
Rossella mi guarda ma non si avvicina se non dopo il ritorno di Christian.
La vedo pensierosa e le chiedo se va tutto bene.
Nega, ma la conosco troppo bene e capisco che è nervosa perché qualcosa la disturba.
So che è inutile che la forzi sarà lei a parlarne quando sarà il momento.
Infatti poco dopo comincia.
“Ti devo dire una cosa…”
Alzo gli occhi dal libro e la guardo senza dire una parola.
“Hai visto che Giorgia mi ha toccato il seno…”
”Beh, non esattamente toccato, ti ha solo messo la crema…”
“Dai, hai visto bene che me l’ha spalmata per benino…”
“…e quindi?”
“Quando sei andato a fare il bagno si è offerta di mettermela anche sulla schiena e di farmi un massaggio…”
“Bene, innanzitutto ti piacciono i massaggi, poi sai che io odio sporcarmi le mani con la crema, ben venga se qualcuno lo fa al mio posto”
“Beh, ad un certo punto ho capito che stava andando un po’ oltre il semplice massaggio, ha smesso di parlare quando ha iniziato a massaggiarmi il fondoschiena, poi è scesa alle cosce mettendosi a cavallo della mia gamba. Ha cominciato a sfregarsi su di me, ho sentito benissimo che era bagnata là sotto”
“Là sotto…in Australia?”
“Scemo! Ha cominciato a palparmi l’interno delle cosce sempre più in alto fino a sfiorarmi la passerina”
“Mmmm, la cosa si fa interessante! Ti è piaciuto?”
“Sì, molto. È proprio questo il problema!”
“Perché problema? Sai come la penso, in vacanza tutto è concesso, basta che non lo fai di nascosto, quante volte te lo devo ripetere?”
“Non è quello, lo sai bene, è solo che dopo la storia con Joli…”
Ecco, finalmente dopo un paio di mesi risalta fuori l’argomento che sembrava tabù. La sparizione di Joli dopo il weekend sul lago ha sconvolto Rossella che non ne ha mai più voluto parlare.
“Beh, il fatto che ci sei rimasta male una volta non significa che debba capitare ogni volta! Basta che mantieni le cose sul piano giusto, se ti va di scopare Giorgia fallo e non pensarci basta che non ti faccia coinvolgere dai sentimenti!”
“Tu sai quanto ho sofferto per colpa di Joli, avevo perso la testa per lei e poi da un giorno all’altro è sparita. Chissà cosa sarà successo…”
”Avrà trovato qualcosa o qualcuno che le interessa di più, oppure semplicemente non era quello che voleva far credere! Lascia perdere, inutile rovinarsi la vita, accetta il fatto di essere stata usata da lei. Dimmi piuttosto, la Giorgia ti intriga? Non mi sembra esattamente il tuo tipo, non è un po’ troppo piccola e cicciotella per i tuoi gusti?”
“Boh, mi intriga il fatto che sia così puttanella, prima mi ha raccontato di avere fatto sesso una sola volta con una sua amica e che le è rimasta la voglia. Credo che in realtà sotto sotto sia un po’ ingenua. Mi piace l’idea di capire fino a dove arriverebbe veramente! Ma davvero lui te l’ha mostrata per bene e ti ha chiesto di scoparla?”
“Certo, credo che siano entrambi due bei porcellini!”
“E tu te la scoperesti?”
“Perché no? La trovo intrigante anche io, poi sono curioso di vedere fino a che punto arriverebbe davvero suo marito. Che ne pensi di lui?”
“Mah, bel fisico, sembra simpatico ma non so perché ma non mi attizza sessualmente”
”Questo potrebbe essere un problema, non sono sicuro che accetti di restare in disparte mentre ci scopiamo sua moglie!”
“Vabbé, inutile stare a pensarci, lasciamo andare le cose e vediamo che succede, sai che non mi piace programmare”
“Già, anche se non ti nascondo che mi piacerebbe avervi tutte e due nel mio letto!”
“Non avevo dubbi, visto quello che hai nel costume!”
“Come pretendi che non mi venga duro al pensiero??”
“Fammi sentire quanto è davvero duro”
Con aria maliziosa allunga una mano tra le mie gambe e mi tocca da sopra il costume.
“Vuoi fare uno spettacolino anche tu?”
Non aspetto la risposta e con un solo movimento mi levo il bermuda restando con l’uccello svettante.
La mossa non sfugge a Giorgia, che rotola sulla pancia per mettersi in una posizione dalla quale ha una visione migliore.
Rossella me lo prende in mano e comincia una lenta sega, mentre io mi metto comodo, sdraiato sulla schiena.
In questo modo non ci sono dubbi su cosa mi stia facendo e offriamo una chiara visione ai due vicini del mio uccello e della sua mano che va su e giù pigramente lungo tutta la sua lunghezza.
Giorgia dice qualcosa a Christian che si inginocchia dietro di lei e le mette una mano tra le gambe da dietro mentre infila l’altra nel costume tenendo gli occhi fissi su di noi.
Sono molto eccitato dalla situazione e chiedo a Rossella di venirmi sopra ma lei esita.
“Non esagerare, non mi va di farmi vedere scopare”
“Spiegami la differenza tra quello che stai facendo e scopare!”
Intanto Giorgia ha alzato il suo bel culone abbassando il costume del marito e si sta facendo scopare da dietro.
“Guarda un po’, c’è qualcuno che non si fa certo i tuoi problemi!”
Rossella guarda nella loro direzione e con un forte sospiro mi balza a cavalcioni, si sposta il costume di lato e aiutandomi con la mano si infila dentro il mio pisello.
Inizia a cavalcarmi velocemente, lo sguardo fisso verso i nostri due nuovi amici.
La situazione mi eccita da morire e, complice la mezza sega che mi sono fatto in acqua poco prima, sento l’orgasmo che mi sale.
Fermo Rossella tenendola per i fianchi e le dico di rallentare se non vuole che finisca troppo in fretta.
Lei si porta la mano dentro il costume toccandosi il clitoride.
“Sto per venire anche io, resisti che vengo”
Riesco a tener duro ancora pochi secondi, poi comincio a spruzzarla.
Veniamo insieme con un bell’orgasmo intenso e travolgente, subito anche i due fanno rumorosamente capire di avere goduto.
Restiamo tutti e quattro immobili a goderci il momento, scambiandoci sorrisi soddisfatti.
Dico a Rossella quanto mi è piaciuto farmi guardare da loro e lei si dichiara assolutamente d’accordo.
“E se si fossero avvicinati?”
“Mi sarei eccitata ancora di più!”
“Bene, lo terrò presente per la prossima occasione!”
Sono soddisfatto della piega che ha preso la nostra vacanza…ed è solo il primo giorno!
(continua…)
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Posted by Bassotto8 1 year ago  |  Categories: Group Sex, Mature, Voyeur  |  Views: 1124  |  
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Student der Lust

Student der Lust

Anna

Wieder nichts! Das war jetzt bestimmt der zehnte Wagen der vorbeifuhr. Ich wurde langsam sauer und zweifelte am Erfolg meines billigen Trips nach München Aber ich konnte mir, Michael Weber genannt Mike, keine teuren Reisen erlauben. Ich war Student und deshalb mit mehr Zeit als mit finanziellen Mitteln ausgestattet. Ansonsten genoss ich das Leben in vollen Zügen und hatte, dank meines guten Aussehens viel Erfolg bei den Mädchen.
Semesterferien hatten begonnen und ich freute mich auf das Treffen mit Sofia, einer Studienkollegin, die mich nach München eingeladen hatte. Wir hatten uns angefreundet und eine sexuelle Beziehung begonnen. Ich war voller Ungeduld sie wieder zu sehen und verfluchte die Verzögerung. Nun stand ich hier, an der Ausfahrt dieser Autobahn- Raststätte mit meinem Pappsc***d auf dem ich mein Reiseziel geschrieben hatte und meinem Rucksack.
München war mein Ziel, fast noch dreihundert Kilometer entfernt. Bis zu dieser Raststätte war ich mitgenommen worden und nun hatte ich scheinbar Pech. Es wurde langsam dunkel und die Chancen hier noch wegzukommen waren schlecht. Ich versuchte es also in der Raststätte um bei den Gästen direkt nachzufragen.
Ich setzte mich vorerst ins Restaurant, trank einen Kaffee und beobachtete das Publikum. Es war nicht viel los, Geschäftsleute und Fernfahrer in der Hauptsache. Spät am Abend als ich schon die Hoffnung aufgegeben hatte, betrat eine Frau den Gastraum. Sie war eine attraktive, äußerst attraktive Erscheinung und zog sofort meine Aufmerksamkeit auf sich.
Sie war bestimmt schon Mitte dreißig und sehr gepflegt in ihrer gehobenen Garderobe, Kostüm mit kurzem Rock. Die dunkelblonden Haare, zurück gebunden am Nacken kunstvoll gehalten gaben ihr eine elegante Note. Eine gewisse provozierende Erotik ging von ihr aus. Sie setzte sich an einen Tisch in meiner Nähe und studierte die Getränkekarte. Wie beiläufig schaute sie anschließend in die Runde und begegnete dabei auch meinem Blick. Ein leichtes Lächeln überzog ihre Lippen, als ihr Blick kurz auf mir und meinem Gepäck weilte.
Total überrascht war ich aber, als sie sich erhob, und meinen Tisch ansteuerte. „Guten Abend“, sagte sie zu mir.
“Entschuldigung, wenn ich störe, aber ich habe gerade gesehen, dass sie auch nach München wollen.“ „Ja“, beeilte ich mich, voller Vorfreude zu sagen. „Darf ich mich zu ihnen setzen?“ „Ja, natürlich“, stammelte ich etwas verlegen.
“Nehmen sie den ersten Platz, der noch frei ist“, ulkte ich. „Na gut, bevor er weg ist“, entgegnete sie amüsiert.
Sie sah mich lächelnd an. „Ich heiße Anna, möchte mich aber nicht aufdrängen. Ich wollte ihnen nur eine Mitfahrgelegenheit nach München anbieten.“ „Nein, sie stören mich nicht. Aber woher wissen sie?“ Sie deutete auf mein Sc***d. „Ach so, mein Name ist Mike und ich suche schon den ganzen Abend eine Mitfahrgelegenheit.“ „Na wunderbar, dann muss ich den ganzen Weg nicht alleine fahren“, meinte sie erfreut.
Sie war sichtlich gut gelaunt, und bestellte sich Wein und mir ein Bier. Wir unterhielten uns noch angeregt und sie sorgte weiterhin für Nachschub an Getränken. Wir vergasen die Zeit in angeregter Unterhaltung und auch der Alkoholpegel war gestiegen. So meinte sie zu meiner Beruhigung: „Heute Abend wird das wohl nichts mehr mit Autofahren. Ich nehme mir über Nacht ein Zimmer und fahre Morgen weiter. Ich übernehme auch für sie die Kosten, denn es ist meine Schuld.“ An der Rezeption hörten wir, dass alle Einzelzimmer ausgebucht waren. „Es geht nicht anders, aber wir müssen uns ein Doppelzimmer teilen“, meinte sie ungerührt. Ich war erstaunt, wie bedenkenlos sie mich mitnahm. Wir nahmen also unsere Sachen und suchten das Zimmer auf. „Wir müssen uns ein Bett teilen“, meinte sie, nachdem wir unser Gepäck abgelegt hatten und lies sich nach hinten in die Kissen fallen. Mir war klar, dass sie leicht angeheitert war, denn sie legte kaum noch Wert auf damenhaftes Benehmen. Sie räkelte sich behaglich auf dem Bett, wobei ihr Rock über die Schenkel rutschte und ich etwas von ihrem Slip sah. „Komm, steh nicht so steif rum, ich beiße nicht“, meinte sie belustigt. Ich setzte mich auf die andere Seite des sehr geräumigen Doppelbettes, während sie heiter im Bad verschwand.
Wollte sie jetzt schlafen oder was meinte sie. Sie war sichtlich angeheitert und ich hatte gehörig Lust. Es kam mir gerade recht, denn ich war schon über einen Monat abstinent. Es hatte Sofia am Anfang immer erschreckt, welch gewaltige Mengen Sperma aus meinem Penis hervor schossen, wenn sie mir einen runterholte. So was hatte sie noch nicht gesehen, meinte sie jedoch fand sie es jetzt geil und konnte nicht genug bekommen. Ich war aber immer etwas skeptisch ob ich andere Frauen nicht abschreckte.
Ich erinnerte mich ausgerechnet jetzt, an das Erlebnis, dass ich als Schüler hatte, als wir mit unserer Lehrerin auf Klassenfart waren. Ich war wahnsinnig scharf auf sie, denn sie war sehr schön und ich hatte sie beobachtet. Ich bin jedenfalls nachts in ihr Zimmer geschlichen um mich im Bad zu verstecken. Ich hatte noch nie was mit einer Frau zu tun gehabt und wusste auch nicht genau was ich mache sollte. Ich versteckte mich in der Dusche hinter dem Vorhang und war sehr erregt, als sie schließlich das Bad betrat. Ich beobachtete, wie sie sich bis auf die Unterwäsche auszog und das Höschen über die Knie streifte, bevor sie sich auf die Toilette setzte. Sie urinierte mit lautem plätschern und ich rieb lustvoll mein steifes Glied.
Sie zog sich dann weiter nackt aus und ich bewunderte ihre tolle Figur und ihren schönen Busen. Da bemerkte ein krampfartiges Zucken in meinem steifen Schwanz, das immer stärker wurde und nicht mehr zu stoppen war. Gerade jetzt kam sie zur Dusche und zog den Vorhang zur Seite. Erschrocken schaute sie mich an, während ich krampfhaft meinen Penis festhielt und nicht wusste was geschah, als er unmittelbar vor der nackten Frau explodierte. Eine dicke, weiße Flüssigkeit spritzte aus meinem Steifen direkt auf den Bauch der Lehrerin, die wie erstarrt auf mein spuckendes Glied starrte. In schneller Folge schoss mein Sperma krampfartig gegen ihren Bauch und überflutete schnell ihren Unterleib, bevor ich den Penis nach oben riss, und unabsichtlich ihre Brust traf.
Ungläubig, in höchster Erregung, verfolgte ich, wie mein zuckender Schwanz unablässig die Soße auf ihren Leib spritzte und verstand erst recht nicht, was dann geschah. Sie griff mit der Hand nach meinem Schwanz, packte den pulsierenden Schaft und drückte ihn rhythmisch zusammen als wollte sie mich melken. Langsam ließ der Krampf nach und mein Sperma quoll schleimig aus meiner Eichel über ihre Hand.
„Das ging wohl daneben“, meinte sie tadelnd und drückte die letzten Tropfen aus meinem Rohr. Ich war beschämt und stotterte nur eine Entschuldigung. „Ich kann mir schon denken, was passiert ist“, meinte sie verständnisvoll. „Du wolltest mich beobachten und dann ging dein Ding los“, sagte sie, begutachtete meinen tropfenden Schwanz und verrieb prüfend den Schleim zwischen den Fingern. Sie schaute an sich herunter und schüttelte den Kopf als sie die Menge Sperma sah, die in langen Bahnen an ihrem Körper und Beinen herab lief.
„Du bist ja ein frühreifes Kerlchen“, meinte sie nachdenklich und roch an ihrer nassen Hand. „Auf jeden fall bist du schon voll ausgereift, nur soviel Sperma ist nicht normal“, sagte sie staunend. „Komm heute Abend, wenn wir wieder zurück sind. Dann werde ich dich mal genau untersuchen, um zu sehen ob dass normal ist“, meinte sie fürsorglich, bevor ich beschämt ihre Räume verlies. Ich erwachte wieder aus meinem Tagtraum, als Anna nach mir rief.
„Mike bring mir doch bitte meine Tasche.“ Ich schreckte aus meinen Erinnerungen hoch, griff mir die Tasche und klopfte an. Sie öffnete die Tür und präsentierte sich völlig ungeniert in ihrer Unterwäsche. Ich staunte über ihre tolle Figur. Für ihre sechsunddreißig Jahre war sie sehr sexy. Ihr mädchenhafter Körper war in hauchdünne Spitzenwäsche gehüllt. Hastig und verwirrt verließ ich wieder das Bad. Nachdem sie, im Bademantel aus dem Bad kam, ging ich unter die Dusche. War das wirklich real? Hatte ich wirklich so ein Glück? Diese tolle Frau war sicherlich angetrunken wusste aber genau was sie wollte.
Meine beginnende Erregung konnte auch der kalte Wasserstrahl nicht verhindern. Ich schlang mir ein Handtuch um die Hüften und ging ins Zimmer. Anna saß im Bademantel auf dem Bett und schaute mich amüsiert an. „Da wir schon mit Alkohol angefangen haben, können wir auch gleich weitermachen.“ Sie hatte die Minibar gefunden und uns beide einen Piccolo herausgenommen. Ich machte es mir neben ihr bequem und stieß mit ihr an. Es dauerte nicht lange und die zweite Flasche war fällig.
„Weißt du, warum ich mit dir in diesem Zimmer bin?“ Sie schaute mich intensiv an und lächelte. „Weil du mir gleich gefallen hast, als ich dich zum ersten mal sah“, sagte sie weiter und schob wie beiläufig den Saum ihres Bademantels höher. Ihre schönen, wohlgeformten Schenkel wurden sichtbar, bis zu den Spitzen ihres Höschens das nur knapp ihre Scham bedeckte. „Du bist ein verdammt gut aussehender junger Mann und ich glaube du weißt das.“ „Keine Ahnung, aber die Mädels waren immer sehr nett zu mir“. Sie sah mich an und ihre Lippen näherten sich meinem Mund. Ich merkte, während wir uns küssten, wie ihre Hand unter das Handtuch glitt und mein erregierten Penis packte. „So, so, dass kann ich mir denken bei diesem Kalieber“, sagte sie gedehnt als sie das Handtuch ganz zurückschlug.
Der Anblick war überwältigend. Mein Unterleib war völlig entblößt, ihre feingliedrige Hand mit den langen lackierten Fingernägeln, umfasste meinen steil aufragenden Penis an dessen Wurzel meine dicken Eier hervorquollen. Ihre Augen weiteten sich, sichtlich erregt als sie die pochenden Adern um den harten Kolben wahrnahm. Sie beugte sich über den Pfahl, zog die Vorhaut ganz zurück, bis die bläulich glänzende Eichel vollständig entblößt war.
Dann leckte ihre Zungenspitze über die Eichel, umfuhr die Kerbe zwischen Vorhaut und Schaft, bis sie sich in die Öffnung an der Penisspitze bohrte. Kurz nach dem sie meinen hervorquellenden Lustschleim abgeleckt hatte, stülpte sie ihre saugenden Lippen über die Eichel. Noch während ihre raue Zunge die Unterseite meiner Eichel massierte, schob sie ihren warmen, feuchten Mund über meinen juckenden Schaft bis tief in den Rachen.
Ich wurde von dieser hemmungslosen Attacke so überrascht, dass ich sämtliche Zurückhaltung über Bord warf.
Ursprünglich wollte ich sie ganz behutsam verführen um vielleicht nach einiger Zeit mit ihr intim zu werden. So war ich schon nach einigen Sekunden soweit um ihr mein Sperma in den saugenden Mund zu ballern. Sie war jedoch sehr erfahren und merkte an meinem pulsierenden Schaft, dass ich soweit war und presste Zeigefinger und Daumen im Klammergriff fest um meine Peniswurzel. Damit wurde meine Ejakulation fürs Erste unterdrückt.
Ich griff in wilder Lust zwischen ihre Schenkel, die sie bereitwillig öffnete. Meine Hand fuhr unter ihr Höschen unter dem sich ihre enorme Vulva wölbte. Sie war rasiert, so dass ihre fleischigen Schamlippen von meinen Fingern leicht geteilt werden konnten. Ich massierte ihre glitschige Öffnung und ertastete ihren Kitzler. Er war enorm groß und als ich ihn zwischen meinen Fingern rieb, stöhnte sie tief auf.
Schwer atmend ließ sie von mir ab und kniete sich breitbeinig über meinen Oberkörper. Ich lag unter ihr auf dem Rücken, und blickte nach oben. Sie hatte Bademantel und Oberteil abgelegt, so dass ihre enormen Brüste von ihrem schönen Körper prall hervorstanden. Die Nippel waren sichtlich erregiert.
Dicht über meinen Kopf zog sie die Beinöffnungen ihres Spitzenhöschens zur Seite und präsentierte mir ihre roten, geschwollenen Schamlippen. Heller Lustschleim quoll daraus hervor, als sie mit den Fingern die Schamlippen auseinander zog und ihre enorme Klitoris freilegte. Dann senkte sie ihre Fotze auf mein Gesicht und rieb sie stöhnend und keuchend über meinen Mund „Komm, gib mir deine Zunge, leck mir die Muschi.“ Sie sah lustvoll auf mich herunter, und fuhr mit ihrer Zunge über die Lippen ihres weit geöffnet Mundes.
Sie zog ihre Schamlippen so weit auseinander, dass sich ihr glitschiger Lustkanal direkt vor meinem Mund öffnete. Sie steckte zwei Finger in ihre Scheide, um sie dann, voll mit Fotzenschleim, in meinen Mund zu schieben. „Da, leck ab“, lechzte sie schwer atmend Dann spreizte sie wieder ihre Schamlippen auseinander. Ich steckte meine Zunge so tief ich konnte in ihren nassen Lustkanal. „Oh ja, leck den Saft aus meiner Muschi.“ Sie bewegte ihr Becken auf und ab, ihre Vulva presste sich rhythmisch gegen meinen Mund und ihr Fotzenschleim verschmierte mein Gesicht.
Ich griff nach oben, packte ihre schaukelnden Brüste und knetete sie brutal. In wilder Gier griff sie mir in die Haare, zog meinen Kopf noch fester an ihren Unterleib. Als sie einen intensiven Orgasmus erlebte, krampfte sich ihre Scheidenwand pulsierend um meine Zunge. Ihr jammern und keuchen wollte kein Ende nehmen, während der Saft aus ihrer zuckenden Vagina meinen Mund füllte.
Nachdem sich Anna etwas beruhigt hatte, beugte sie sich zu mir herunter und küsste mich auf den Mund. Sie gab mir einen langen Zungenkuss und saugte ihren eigenen Schleim aus meinen Mund. „Ah, das war gut, aber jetzt will ich, dass du mich fickst.“ Sie lies sich auf die Seite fallen und kauerte sich auf allen Vieren breitbeinig aufs Bett. Sie hob mir ihren geilen Arsch entgegen und rieb sich erwartungsvoll die Vulva. Sie präsentierte mir ihre Fotze in allen Einzelheiten. Ihre äußeren Schamlippen waren sehr fleischig und geschwollen. Die inneren Lippen stülpten sich blassrot nach außen und waren von einer glitzernden Schicht ihres Lustschleims bedeckt.
Ich hatte den metallischen Geschmack ihrer Lust noch im Mund und tauchte mit der Zunge in ihre Vagina um den Kitzler zu lecken. Der kleine Knopf war erregt aufgerichtet und meine Zungenmassage brachte Anna zum stöhnen. „Oh ja, Ja..., ich halte es nicht aus, Oh, ja, jaaa..“ Dann kniete ich hinter sie und teilte mit meinen knallharten Knüppel ihre Schamlippen. Meine pralle Eichel drang in ihre Scheide, bis der ganze Schaft bis zum Anschlag in der nassen und warmen Höhle steckte. Jetzt fickte ich sie kraftvoll aber langsam, um nicht gleich zu explodieren. Anna rammte mir ihr Hinterteil entgegen, so dass mein Penis bis zur Schwanzwurzel im heißen Kanal eintauchte. Die muskulöse Scheidenwand krampfte sich rhythmisch um meinen Schwanz, knetete ihn, bis sich der Höhepunkt ankündigte. Ich zog ihn schnell zurück um mich zu beruhigen. Sie packte mit der Hand unter ihren Beinen durch, bis sie meinen Sack ereichte. Ich griff mit beiden Händen ihre Pobacken und zog mit den Daumen ihre Arschfurche auseinander. Ich drückte die Eichel auf ihre dunkle Arschrosette, drückte sie durch den Muskelring und unter Annas lautem, unbeherrschtem Stöhnen glitt der Pfahl tief in ihren After.
Nach wenigen Stößen war ich bereits wieder soweit und musste mich zurückziehen. Mein Penis war jetzt zum Zerreißen gespannt, stand Stahlhart vom Körper ab und pulsierte wie ein Dampfhammer. Ich erhob mich von den Knien und sieg vom Bett. Anna drehte sich um und glitt von der Bettkante auf den Boden in breitbeiniger Hockstellung. Sie schnappte sich meinen zuckenden Prügel und meinen prallen Sack mit beiden Händen und schlang gierig den Knüppel in ihre warme Mundhöhle. Ihre Blasnummer war intensiv und hemmungslos. Ihre Lippen saugten sich so fest um meinen Schaft, dass Speichel aus ihrem Mund sabberte. Mein pochender Schwanz kündigte die machtvolle Entladung an. Krampfartig stieg der Saft aus den Eiern in die Spitze. Das Ziehen in meinen Lenden steigerte sich bis zur Explosion. Die gewaltige Entladung füllte blitzschnell ihren Mund. Anna schluckte, unmittelbar nach jedem Schuss, mein heißes Sperma direkt aus meinem zuckenden Prügel.
Es war ein unbeschreibliches Gefühl, als sie meinen spuckenden Schwanz umklammerte und ihn tief in ihren Rachen hineinschlang. Übermannt von Geilheit, packte ich mit der linken Hand ihre Haare, zog ihren Kopf zurück und nahm nun selbst meinen freiwerdenden Knüppel in die rechte Hand. Dann zielte ich auf ihr Gesicht um die spritzende Flut über ihren feinen Gesichtszügen zu verteilen. Die Schleimspuren überzogen in dichter Folge ihr edles Antlitz, bedeckten Augen, Nase, Stirn mit zähem Schleim und tropften von Wange und Kinn auf ihren nackten Körper. Gierig öffnete sie ihren unersättlichen Mund und ich lenkte die letzten Schüsse gezielt zwischen ihre triefenden Lippen. Ich ließ den restlichen Schleim, der zäh aus meiner Eichel quoll, auf ihre vorgestreckte Zunge tropfen.
Während Annas wild rotierende Zunge in ihrem Mund schaumige Blasen erzeugte, schmierte ich noch genüsslich, mit meiner Eichel das Sperma über ihre verschleimten Wangen. Der anhaftende Schleim hing in langen klebrigen Fäden zwischen Schwanz und ihrem schönen Mund, bis sie ihn, mit gespitzten Lippen geräuschvoll aufsaugte.
Sie bot mir eine total versaute Show, die alle meine Vorstellungen übertraf und mich selbst völlig hemmungslos machte. Wir rangen um Atem und beruhigten uns langsam. Anna lächelte mich an, und kreiste provozieren mit ihrer Zunge über ihre verschmierten Lippen. Mit dem Finger strich sie keck über die Öffnung meiner Schwanzspitze und leckte das restliche Sperma genussvoll ab.
„Hm, ist das gut“, meinte sie und rieb mit den Fingern über ihr verschmiertes Gesicht. „Ich mag deinen Saft im Mund und Gesicht und am besten deinen Schwanz auch noch in meinem Arsch.“ sagte sie vulgär. „Ich habe noch was gut“, meinte sie erwartungsvoll Du hast deinen Schwanz zu schnell aus meinem Arsch gezogen, anstatt reinzuspritzen.“ „Ich muss mich erst ausruhen“, meinte ich matt und holte und noch Nachschub aus der Minibar. Ich gab Anna auch einen Piccolo mit dem sie sich genüsslich den Mund ausspülte. Mir viel auf, dass Anna dem Alkohol ziemlich zugeneigt war und auch etwas vertragen konnte. Sie war sehr locker und hemmungslos. Es machte ihr offensichtlich Spaß, ihre Sexualität darzustellen.
Sie saß immer noch, mit dem Rücken an das Bett gelehnt, auf dem Boden. Sie hielt ihre Beine breit und angewinkelt, so dass ihre nasse Fotze provozierend sichtbar war. Über ihren Körper liefen noch immer Rinnsale meins Spermas. Sie schüttelte mit einem lüsternem Grinsen die Flasche und lies den Druck darin steigen. „Ich zeig dir jetzt mal, wie man richtig spritzt“, sagte sie zweideutig, schob den Unterleib nach vorne und schob sich den Flaschenhals zwischen die Schamlippen.
Unter Annas Gejauchze spritzte der Sekt zischend und sprudelnd aus ihrer Vagina. Dieser geile Anblick erregte mich wieder. Ich musste handeln, ging sofort auf die Knie, warf mich auf den Rücken und schob den Kopf zwischen ihre Schenkel. Ich hielt den Mund an die sprudelnde Quelle. Sie hob das Becken über meinen Kopf, zog die Flasche aus ihrer Fotze und lies den Rest aus ihrer Scheide in meinen Mund laufen. „Ja komm, trink aus meiner Möse“, rief sie begeistert und drückte ihre Schamlippen fest auf meinen Mund.
Ich merkte, wie mein Penis wieder wuchs. Ich lag auf dem Rücken vor ihr ausgestreckt, den Kopf in den Nacken gebogen, und begann mit der Zunge ihre Klitoris zu stimulieren. Anna stöhnte auf und griff nach meinem steifen Prügel. Immer schneller kreiste meine Zunge um ihren geschwollenen Kitzler, drang in ihre Scheide und fuhr durch ihre geschwollenen Schamlippen. Abwechselnd strich ich mit der Zunge weiter hinten durch ihre Pokerbe, drang durch ihren Schließmuskel in ihr würziges Arschloch. Sie wichste immer heftiger meinen Pfahl als es ihr schon wieder kam. In wilder Geilheit, hämmerte ihr Unterleib gegen meinen Mund und überflutete ihn mit ihrem Fotzenschleim. Ihr Kitzler stand hart ab und pulsierte rhythmisch. Lautes Stöhnen und Wimmern begleitete ihren Orgasmus, während sie fast brutal meinen Schwanz und die Eier massierte. Nachdem sie sich etwas beruhigt hatte, befreite ich meinen Kopf von ihrem Unterleib und stand auf. Sie schlang von hinten ihre Arme um meine Hüften. „Hey, du willst doch nicht etwa schon aufhören mit diesem Gerät?“ Sie umklammerte mich und zog mich zurück, bis meine Knie am Bettrand einknickten und ich auf ihrem Gesicht saß. Ich stützte mich mit den Armen nach hinten auf dem Bett ab. Sie umklammerte weiterhin meinen Unterleib und presste ihr Gesicht in meine Arschfurche.
Als ich breitbeinig über Anna grätschte, meinen Sack und Arsch über Annas mit Sperma verschmiertem Gesicht rieb, merkte ich, wie ihre bohrende Zunge in meinen Schließmuskel eindrang. Ihre intensive Handarbeit an meinem Schwanz, brachte mich wieder dicht an den Höhepunkt. Wahnsinnig vor Geilheit drehte ich mich zu ihr um, packte sie an den Haaren und zog sie hoch. „Ja, komm, nimm mich von hinten“, bettelte sie ungeduldig, stellte sich breitbeinig vor das Bett und präsentierte mir ihr geiles Hinterteil. Sie beugte ihren Oberkörper über das Bett, bis die Schultern auflagen. Dann fasste sie nach hinten, zog mit beiden Händen ihre Arschbacken auseinander und präsentierte mir auffordernd ihre beiden Lustöffnungen. Über ihrer nassen Fotzenöffnung, klaffte zwischen den auseinander gezogenen Arschbacken ihr Analeingang. Der dunkelrot bis purpurne Schließmuskelring zog meine Schwanzspitze unwiderstehlich an. Meinen pochenden Schwanz in der Faust, drückte ich meine zuckende Eichel erst gegen ihre dicke Vulva, um sie dann, voll mit Fotzenschleim gegen ihren Muskelring zu drücken. Nach kurzem Widerstand drang ich wieder bis zur Kerbe zwischen Eichel und Vorhaut. in ihren After ein. Anna stieß kleine, spitze Schreie lustvoller Begeisterung aus und ich merkte die Kontraktionen ihres Muskelrings.
Sie presste nun rhythmisch ihren Muskel zusammen, so dass ich immer ein Stück tiefer eintauchte. Mein dicker Schaft steckte bald tiefer als beim ersten Mal in ihrem After, den ich mit langsamen Bewegungen zu Ficken begann.
Anna stöhnte und röchelte, drückte in schneller Folge ihren Muskel zusammen. Sie schaffte es irgendwie durch ihre Beine hindurch von unten meinen Sack zu ergreifen und ihren Finger in meinen After zu stecken.
Die Szene war unbeschreiblich geil. Anna stand mit aufgerichtetem Hinterteil breitbeinig vor mir, den Oberkörper auf das Bett gelagert und manipulierte mit langen Armen meinen After und die Eier. Das Pressen ihres Schließmuskels an meiner Schwanzwurzel führte schließlich zu meinem längst fälligen Höhepunkt. Laut stöhnend schoss meine Ejakulation in ihren After. Entfesselt jagte meine Spermaschleuder die Ladung in die Tiefe ihres Darms.
Wahnsinnig vor Gier, wollte ich in beide Löcher eintauchen Ich zog mich zurück und spritzte die nächste Ladung Sperma über ihren Arsch. Dann rammte ich meinen spuckenden Prügel in ihre Fotze und fickte sie wie besessen, während mein Saft in ihre Grotte strömte. Als ich wieder in ihren Arsch wechselte erlebte sie den nächsten Orgasmus und schrie unbeherrscht ihre Lust hinaus. Erschöpft ließen wir uns am Ende aufs Bett fallen, genossen die wohlige Entspannung und schliefen ein.
Nach meinem Erwachen am nächsten Morgen, war Anna schon im Bad unter der Dusche. Ich dachte an den Abend davor. Was ich erlebte war ein wirklicher Glücksfall. Normalerweise hatte ich auch nie Mangel an Mädels, aber das war kein Vergleich mit dieser Frau. Gestern, in meiner Situation, war Anna meine Rettung. Ich freute mich schon auf die Fahrt nach München

In München

Wir saßen nun endlich in ihrem Wagen und fuhren auf der Autobahn in Richtung München. Vor kurzem hatten wir das Rasthaus in Frankfurt verlassen, in dem wir eine unbeschreibliche Nacht verbracht hatten. Anna war wieder nüchtern und nach dem starken Kaffee ging es uns wieder gut. Anna war sehr gesprächig, und erzählte von ihrem Beruf. Sie kam von der Messe in Köln, auf der sie ihre Kosmetikfirma vertreten hatte. Sie lebte, geschieden von ihrem Mann, alleine mit ihrer Tochter Patrizia, in einem Haus im München-Schwabing.
„So, jetzt weißt du ja schon eine Menge von mir. Erzähl mal was von dir“, fragte sie neugierig. „Hast du eigentlich keine Freundin? Ein Kerl wie du und dann noch solo, das glaube ich nicht.“ „Nein, ich habe keine Freundin, aber viele Bekannte. Ich studiere Architektur in Wiesbaden und war von einem Bekannten nach München für die Semesterferien eingeladen worden.“ Ich erzählte ihr erst einmal nichts von Sofia und gab mich als unabhängiger Single. Wir unterhielten uns angeregt und die Zeit verging wie im Fluge.
Wir machten noch einmal eine Kaffeepause, und erreichten gegen Abend München. „Soll ich dich zu deinem Bekannten fahren?“ „Oh nein, lieber nicht. Ich habe mich erst für morgen angesagt.“ „Ich glaube, du kommst lieber erst mal mit zu mir“, sagte sie lachend. „Ein Hotel wäre bestimmt zu teuer für dich, also stell dich nicht an“, sagte sie bestimmend. „Du hast recht, wenn ich dich nicht störe komme ich gerne mit“, stimmte ich zu. Sie grinste und legte ihre Hand auf mein Bein.
Endlich erreichten wir das Ziel. Sie wohnte recht nobel in einer großen, exklusiven Wohnung in Schwabing. Die Einrichtung war edel, und sah nach Geld aus. Wir machten es uns nach der langen Fahrt sofort bequem und löschten unseren Durst. Anna genehmigte sich gleich einen Whisky während ich mir jedoch erst ein Bier einschenkte. Anna war übrigens sehr trinkfreudig und kippte bald das zweite Glas in einem Zug. „Lebst du denn alleine hier“, fragte ich sie. „Nein, natürlich nicht. Seit meiner Scheidung lebe ich mit meiner Tochter zusammen. Sie ist jetzt achtzehn und besucht abends die Tanzakademie. Wenn sie ihr Abitur abgeschlossen hat, will sie Tänzerin werden. Sie ist sehr talentiert.“ Sie wurde durch den Alkohol zusehends locker und wollte sehr intime Details aus meinem Privatleben wissen. „Sag mal, wenn du keine Freundin hast, machst du dir es dann öfters selbst?“ „Ja, manchmal schon“, meinte ich verwundert. „Ach komm, du machst es dir doch bestimmt öfters mit deinem großen Wergzeug.“ Sie kam direkt zum Thema, während sie sich auf der luxuriösen Wohnlandschaft räkelte.
Sie sah hinreißend erotisch aus. Ihre feinen Gesichtszüge waren perfekt geschminkt, und wirkten durch den wertvollen Schmuck an Ohren und Hals, noch schöner. Die aufgeworfenen vollen Lippen schimmerten feucht Ihr schulterlanges blondes Haar wurde durch eine Haarspange zurückgehalten. Sie saß, mit angezogenen Knien auf dem Polster, der enge Rock spannte sich über ihre schönen Hüften und bedeckte zur Hälfte ihre strammen Schenkel. Ihre Beine steckten in schwarzen halterlosen Strümpfen, von denen ich den spitzen besetzten Rand knapp unter dem Rocksaum erkennen konnte. Unter ihrer weißen Seidenbluse zeichnete sich ihr BH ab, der ihren enormen Busen formte.
Bei ihrer eleganten Ausstrahlung war ihre vulgäre Sprache noch aufreizender und ich bemerkte längst meine starke Erektion. „Wie ist das, wenn du dir einen wichst? Betrachtest du dir Fotos von nackten Frauen oder brauchst du was Härteres?“ Sie warf mir einen lüsternen Blick zu und knöpfte ihre Bluse auf.
„Wenn ich dich haben kann, brauche ich nichts“, schmeichelte ich und konnte nur schwer meine Erregung verbergen.
„Stell dir einmal vor ich wäre jetzt nicht da und du hättest richtig Bock auf eine Frau“, provozierte sie weiter. Sie zog ihre Bluse aus und entblößte demonstrativ ihren Busen. Zusätzlich zog sie den Rock hoch, öffnete ihre Beine und schob die Hand in ihr Spitzenhöschen.
„Zeig mir, wie du dir einen runterholst“, flüsterte sie. Ich stellte mich erregt vor sie hin, knöpfte meine Hose auf und schob sie mit samt der Unterhose herunter. Mein knallharter Penis schnellte hervor. Hoch aufgerichtet stand er von meinem nackten Unterkörper ab. Ich fasste ihn mit Daumen und Zeigefinger dicht hinter der Schwanzspitze und zog die runzlige Vorhaut bis zum Anschlag zurück. Die pralle Eichel war nun völlig entblößt und überzog sich mit der schleimigen Feuchtigkeit die schon aus der kleinen Öffnung quoll. Anna starrte mit offenem Mund, fasziniert auf meinen Schwanz und leckte sich unbewusst über die Lippen.
„Ja komm, jetzt wichs ihn schön, ich will sehen wie er abspritzt“, verlangte sie erregt. Ich begann langsam die Vorhaut zwischen den Fingern vor und zurück zu bewegen. Der Anblick von Annas aufreizenden Körper und ihrer provozierenden Selbstdarstellung, setzte meinen juckenden Schwanz gehörig unter Druck. Ich lies es langsam angehen und wichste mit den Fingern langsam und genussvoll den massiven Schaft. Dicke Adern durchzogen ihn und füllten mit sichtbaren Pumpbewegungen die pulsierenden Schwellkörper.
Anna beobachtete fasziniert den zuckenden Knüppel den ich mit immer heftigeren Bewegungen wichste. Der Rhythmus ihrer rubbelnden Hand unter ihrem Höschen passte sich meiner Geschwindigkeit an. Dabei starrte sie unverwandt auf meine pralle Eichel, aus deren Öffnung sich mein Lustschleim in klebrigen Tropfen löste. „Oh ja, das macht mich vielleicht geil.“, redete hemmungslos vor sich hin und sah sehnsüchtig zu mir auf. „Du musst richtig auf mein Gesicht und in meinen Mund spritzen. Ich will deinen heißen Saft haben“.
Ich starrte auf Anna, erkannte welche Lust ihr meine Darbietung bereitete und merkte den nahenden Höhepunkt. Das Ziehen in der Schwanzwurzel kündigte meinen Abgang an. Als es mir kam, zielte ich in ihre Richtung um den Erguss auf ihren Körper zu lenken. Schubweise spritzte mein Sperma in weiten Bögen aus meinem zuckenden Schwanz und traf Busen und Oberkörper. Anna schrie begeistert auf, und beugte sich mir entgegen. Als ihr Kopf dicht vor meinem sprudelnden Schwanz war, trafen die massiven Ladungen direkt in ihr Gesicht.
Überdeutlich registrierte ich die klatschenden Entladungen, die sich über ihr Gesicht ergossen und über ihren Wangen in den Ausschnitt ihrer Bluse abliefen. Sie schnappte mit weit geöffnetem Mund nach den wilden Fontänen, wollte gerade ihre Lippen über meine sprudelnde Eichel stülpen, als unvermittelt die Tür aufging.
„Oh, Verzeihung!!!“ Der überraschte Ruf kam von einer Person, die in der Türöffnung stand. Vor Schreck gelähmt, erkannte ich wie im Traum, die schlanke Silhouette einer jungen Frau. Die eindeutige Situation war in diesem Augenblick in ihrer drastischen Realität unverkennbar. Gerade, als mein Schwanz sein dickflüssiges Sperma in Annas verlangenden Mund schießen wollte, zuckte ihr Kopf vor Schreck zurück. Mein Erguss war nicht zu stoppen und ich spritzte unvermindert heftig aber ziellos in Annas Gesicht und über ihren Körper, bevor es mir gelang meine Unterhose wieder nach oben zu ziehen. Ich schaffte es jedoch, auch nach mehreren Versuchen, nicht den tropfenden Prügel in die Unterhose zu stopfen.
Während dieser ganzen Zeit starrte die Person in der Tür auf diese unglaubliche Szene. Jetzt erst, nachdem ich es aufgegeben hatte meinen gewaltigen Ständer zu verpacken schaute ich genauer hin . Die junge Frau in der Tür war scheinbar Annas Tochter. Sie war immer noch wie erstarrt und hatte die Augen in ihrem wunderschönen Gesicht weit aufgerissen.
Sie war von feingliedriger zarter Gestallt, in hautengen, bauchfreien Jeans gehüllt. Unter ihrem engen T-Shirt zeichneten sich kleine aber knackige Brüste ab. Ihr Gesicht war wunderhübsch, von langen blonden Haaren eingerahmt und von riesengroßen blauen Augen dominiert. Ihr Schmollmund stand vor Überraschung offen und wirkte durch den rosa Lippenauftrag sehr sexy. Es musste sie wohl maßlos schockieren, ihre Mutter in dieser intimen, extrem pornographischen Aktion zu sehen.
Anna war ebenso perplex. Sie versuchte jedoch nicht die Situation zu entschärfen, sondern strich sich cool, mit dem Handrücken mein Sperma vom Gesicht. „Merkst du nicht, dass du störst, Patrizia?“ Annas Tochter drehte sich rapide um und warf wortlos die Tür ins Schloss.
„Komm, beruhige dich wieder. Das war meine Prinzessin, sie ist sonst ganz in Ordnung nur manchmal halt furchtbar zickig.“ Sie schien völlig unbeeindruckt und schenkte uns noch mal einen Whisky ein. Dann fummelte sie, als wäre nichts gewesen, meinen halbsteifen Schwanz aus der Unterhose. „Ich lass mir doch nicht das Beste entgehen“, sagte sie und quetschte aus meiner Eichel noch die letzten Tropfen. Die schleimige Masse bildete lang gezogene zähe Tropfen, die sie mit der Zunge aufnahm und dann ganz in den Mund zu schlürfen. Ihre Lippen schlossen sich saugend um mein halb steifes Geschlechtsteil und lutschten es trocken.
„Ah, das war gut.“ Anna lies meinen nassen Penis aus dem Mund flutschen und schnalzte mit der Zunge. In Ihrem schönen Gesicht und ihren Haaren hingen noch die Spuren meines Ergusses. Sogar ihre goldene Haarspange hing voller Sperma und Bluse und BH waren durchnässt.
Anna war, wie mir schien, erst richtig angeheizt denn ihre Hand verschwand wieder in ihrem Höschen. „Du hast ja noch nicht gesehen wie ich es mir mache“, meinte sie hemmungslos. „Ja zeig mir wie du es dir machst“, heizte ich sie an und griff wieder nach meinem Schwanz.
Anna stand eilig auf, entledigte sich von Bluse und BH und zog ihr Höschen unter dem Rock aus. Während sie sich nun breitbeinig vor das Sofa stellte, rutschte ich zwischen ihren Beinen auf den Boden, streckte die Beine lang aus und lehnte den Rücken an das Polster. „Schau dir genau an, wie ich es mir mache“, keuchte sie geil und brachte ihren Unterleib über meinem Gesicht in Position.
Ich schaute empor und beobachtete, wie sie mir ihre rasierte Vulva mit kreisenden Beckenbewegungen präsentierte.
Zwischen ihren schlanken und festen Schenkeln wurde ihr geschwungener Venushügel durch die fleischigen äußeren Schamlippen ihrer Vagina deutlich hervorgehoben. Dann legte sie ihre Hände in die Leisten und zog provokant langsam ihre inneren Schamlippen auseinander. Der klaffende Scheidenkanal öffnete sich, feucht und hellrot. Weißlicher Lustschleim zeigte sich zwischen den Falten ihrer Schamlippen. Mit den Fingern strich sie durch die Furche, bis die Klitoris am oberen Ende hervortrat.
Mit dem Zeigefinger massierte sie den kleinen Zapfen, der jetzt stramm hervorstand. Da sie nun keuchend ihren Unterkörper noch dichter auf mein Gesicht absenkte, sah ich den zuckenden Kitzler dicht vor meinem Mund. Sie steckte mir, hemmungslos vor Geilheit ihren schleimigen Finger in den Mund. „Komm, leck mir den Kitzler“, stöhnte sie dabei.
Sie zog mir den Finger wieder aus dem Mund und drückte meinen Kopf zurück auf das Polster. Dann kniete sie sich über mein Gesicht auf die Sofakante, knickte in die Beine zusammen bis ihr Unterleib und ihr Schambein meinen Mund berührten. Sie hockte nun über meinem Gesicht, und ich packte mit beiden Händen ihre drallen Arschbacken. Mit der Zunge umfuhr ich die nasse Perle zwischen ihren Schamlippen, schleckte ihre Feuchtigkeit und drang dann tief in nassen Kanal ein. Ich suchte mit einer Hand ihre Arschspalte und drang mit dem Finger in ihren Schließmuskel. Gleichzeitig wichste ich mit der anderen Hand meinen Penis, der stramm zwischen meinen ausgestreckten Beinen aufragte. Anna hob und senkte nun im wilden Ritt ihren Unterleib und rieb ihre Vagina mit kreisenden Bewegungen über mein Gesicht Sie unterdrückte ihr lautes Stöhnen, indem sie den Mund gegen die Rückenlehne drückte.
Immer, wenn ihr Becken sich hob, gab sie die Sicht zwischen ihre Beine frei, und ich bemerkte plötzlich eine Bewegung in der Tür. Ich schaute genauer als Annas Unterleib sich wieder hob, und erkannte schemenhaft die schlanke Figur ihrer Tochter. Erschrocken hörte ich auf meinen Penis zu wichsen, war jedoch zu fest zwischen Annas Schenkel eingeklemmt um mich zu bewegen. Patrizia näherte sich uns, ohne von ihrer Mutter, die mit dem Rücken zu ihrer Tochter mein Gesicht fickte, bemerkt zu werden. Patrizia kam näher und ich erkannte undeutlich, dass sie nur ihren Slip anhatte.
Anna verstärkte sogar noch ihre Bewegungen als ich schnell meine Finger aus ihrem Arsch zog. Sie griff nach hinten, packte meine Hand und rieb sie, mit eindeutiger Geste wieder über ihren Schließmuskel. Ihr wilder Ritt ermöglichte mir nur undeutlich wahrzunehmen, was da über meinen Beinen geschah. Patrizia stand scheinbar breitbeinig über meinen Unterleib und hatte ihre Hand in ihrem Slip vergraben. Sie masturbierte ganz offensichtlich, angeregt durch unseren Anblick.
Nach kurzer Verwirrung, durch die Hilflosigkeit meiner Situation, erkannte ich mein Glück und wurde wieder von Erregung gepackt. Ich begann aufs Neue meinen Schwanz zu wichsen und stellte mir vor wie Patrizia auf mich hinabschaute um sich daran zu erregen. Nur kurz, wenn Anna ihr Becken hob, konnte ich sehen was die Kleine tat.
Patrizia hatte sich zwischenzeitlich über meine Beine gehockt, immer noch die Hand tief im Höschen, und beobachtete meine Manipulationen am Unterleib ihrer Mutter. Anna bekam offensichtlich davon nichts mit. Sie hatte ihr Gesicht in die Polster gedrückt und keuchte rhythmisch.
Dann fühlte ich Patrizias wogende Haare, die weich und seidig über meinen Unterleib flossen und meinen Bauch kitzelten. Ihre wallenden Haare hingen über meinen Unterarm, berührten meine wichsende Hand und bedeckten meine juckende Eichel. Impulsiv griff ich in die seidige Mähne, und rieb mit einem Bündel Haare über meinem Penis.
Ich ahnte, dass sich ihr Gesicht dicht über meinen Genitalien befand, und wichste unverschämt meinen Schwanz mit ihren Haaren. Ich zog ich den Finger aus Annas After um eine Strähne zu packen und zog Patrizias Kopf daran nach unten. Dann wickelte ich den Strang um meinen Schaft und rieb damit meine Keule. Gleich darauf merkte ich eine zarte, warme Berührung an der Eichelspitze, wahrscheinlich Patrizias Zunge. Neugierig versuchte ich, immer wenn Anna ihren Hintern hob, durch ihre Beine zu schauen. Ich sah jedoch nur Patrizias Kopf, verborgen unter ihrer langen Haarpracht in die ich mich gekrallt hatte und die über meinen Bauch flutete.
Ich hörte auf zu wichsen und zog die Vorhaut ganz zurück um ihr meine pralle, pulsierende Eichel zu präsentieren. Ich fühlte sogleich, wie sie mit ihrer feuchten Zunge mit Nachdruck um meine Kuppe fuhr, die Kerbe zur Vorhaut umrundete um dann ihre warme Mundhöhle über den Schaft zu stülpen. Diese sensationelle Situation machte mich rasend vor Geilheit. Die Mutter lies sich über mir Fotze und After lecken, während die Tochter heimlich meinen Schwanz blies. Ich stellte mir vor, wie Patrizias hübsche rosa Lippen meinen Schaft umschlossen. Ich begann wieder meine Schwanzwurzel zu wichsen, während Patrizias saugender Mund meine Eichel zum Zucken brachte.
Nicht weit vom nahenden Höhepunkt entfernt, ließ ich ihre Haare los, streckte meinen Arm aus, und tastete nach ihrem Unterleib. Da sie breitbeinig über meinen Beinen hockte, erreichte ich leicht ihre rubbelnde Hand unter ihrem Höschen. Ich drängte mich dazwischen und rieb über ihre Scham. Sie packte meine Hand und presste sie fest auf ihre Vulva.
Ich massierte nun, von ihrer Hand geführt, ihre Fotze und steckte einen Finger in die sehr enge aber glitschige Scheide.
Patrizia bewegte heftig ihr Becken und schob meine Hand von meinem Penis, um ihn selbst zu wichsen. Ich erlebte unbeschreibliche Gefühle. Anna rieb ihre triefende Vagina über mein Gesicht, während ihre Tochter sich, hingebungsvoll lutschend, meinen Schwanz in den Mund wichste. Zusätzlich massierte ich, von Patrizias Hand geführt ihre kleine Fotze.
Ich verlor nun vollends die Beherrschung. Ich zog den nassen Zeigefinger aus ihrer Scheide und drückte ihn, durch den Schließmuskel in ihren After. Den Daumen steckte ich in ihre Fotze um ihren Damm mit beiden Fingern zu reiben. Das trieb sie zum Wahnsinn, denn sie wichste sich noch schneller meine Keule in den saugenden Mund. Gleichzeitig packte sie meinen Sack, um ihn ungestüm zu kneten.
Als mein Höhepunkt unausweichlich näher kam, packte ich Patrizia, mit der freien Hand am Haarschopf und spießte ihren Kopf noch fester auf meinen zuckenden Schwanz. Ich merkte, dass mein Kolben tief in ihren Rachen fuhr, während sie ihre Faust lustvoll um meine Eier krallte und versuchte, ebenfalls in mein Arschloch einzudringen. Die Entladung musste gewaltig gewesen sein. Aus meinem krampfartig zuckenden Schwanz spritzte mein Sperma direkt in Patrizias saugenden Mund. Ich bäumte mich vor Lust auf und verbiss mich fast in Annas nasse Fotze. Das brachte auch sie kurz darauf zum Orgasmus. Ungestüm und heftig hämmerte ihre Vagina auf meinen Mund während sie laut stöhnend und jammernd ihre Lust herausschrie. Ich fühlte, wie mein Knüppel unterdessen weiterhin massive Salven meines Ergusses in Patrizias Mund schoss, während ihre Hand unvermindert meinen Schaft wichste. Da Anna ihre Vulva fest auf meinen Mund presste, sah ich nichts, sondern fühlte nur Patrizias heftiges Saugen und klammern an meinem Unterleib. Meine Finger, die tief in Patrizias After und Scheide steckten, verspürten kurz darauf das krampfartige Zusammenziehen der engen Scheidenmuskeln. Während sie der Orgasmus ereilte, unterdrückte sie ihr Luststöhnen mit verhaltenem Keuchen und ich hörte nur ihre leisen Schmatz- und Schluckgeräusche. Ganz anders verhielt sich Anna, die ihre Lust fast herausschrie und ihre nassen, geschwollenen Schamlippen gegen meinen Mund klatschte Noch während Anna sich lustvoll wand, hatte Patrizia meinen Penis leer gesaugt, und entließ ihn ins Freie. Ich merkte noch, wie die heiße Soße aus ihrem Mund auf meinen Unterleib und Bauch tropfte, bevor sie schnell aufstand und sich zurückzog. Als ihre schlanke Gestalt durch die Tür huschte, waren Anna und ich wieder alleine. Das war der Gipfel. Wir hatten alle fast gleichzeitig unseren Höhepunkt erlebt, ohne dass Anna etwas von ihrer Tochter bemerkte obwohl mein Bauch voller Sperma war, und an meinen Fingern noch Patrizias Lustschleim hing.
Anna atmete schwer. Ihre Vulva rotierte noch langsam über meinem Gesicht und ich schmeckte die leicht säuerliche Nässe ihres Orgasmus die mein Mund aufnahm. Dann stand sie seufzend auf. „Hey, du hast ja schon gespritzt“, sagte sie bedauernd, als sie das Sperma auf meinem Bauch sah. Sie hatte ihre Tochter tatsächlich nicht bemerkt. „Du konntest dich wohl nicht beherrschen und hast dir schon wieder einen runtergeholt“, sagte sie lüstern. „Dabei wollte ich noch von dir in den Arsch gefickt werden.“ Sie hockte sich neben mich auf den Boden, beugte sich über meinen Unterleib und lutschte an meinem halb erschlafften Penis. Sie war unersättlich aber ich konnte einfach nicht mehr. Ich leckte jedoch noch die Finger ab, die vor kurzem in Patrizias Scheide steckten und ein würziges Aroma verströmten.
Anna küsste mich leidenschaftlich auf den Mund und leckte ihren eigenen Fotzenschleim von meinem Gesicht. Sie presste die Lippen wieder auf meinen Mund und lies mich ihren Saft schmecken. Anschließend fuhr sie mit der Zunge durch die zähen, schleimigen Pfützen aus Sperma auf meinem Bauch. Sie fand es geil, den zähen Schleim mit spitzen Lippen aufzusaugen.
Es war verrückt. Das Sperma, das ich vorher ihrer Tochter in den Mund gespritzt hatte, wurde von Anna wieder aufgeleckt und teilweise geschluckt. Hemmungslos rieb sie ihr schönes Gesicht durch das glitschige Sperma und verschmierte es mit dem Saft meiner vorherigen Ejakulation. Jetzt zogen wieder schleimige Tropfen über ihre Lippen, flossen aus ihren Mundwinkeln über Kinn und Hals. Sie setzte sich vor mich, drückte ihre Knie auseinander und öffnete mit den Fingern demonstrativ ihre Schamlippen. Verdorben und obszön lies sie mein Sperma von den Lippen auf ihre Vagina tropfen und verrieb darin den Schleim zu einem schaumigen Brei.
Ich konnte nicht mehr, war leicht geschockt und rappelte mich erschöpft auf. Ungläubig stand leicht schwankend vor Anna. Sie schlang ihre Arme um meinen Körper. Sie wühlte ihr verschmiertes Gesicht in meine Leisten und schnappte sich mit dem Mund meinen Sack. Sie lutschte hingebungsvoll meine, vom Höhepunkt hart gewordenen Eier.
Ich war eigentlich erschöpft und merkte, dass ich dem Sextrieb von Anna wohl nicht gewachsen war. Ich stand einfach nur da. „Sag bloß nicht, dass du nicht mehr kannst. Du bist ja selbst daran schuld, dass ich so hemmungslos bin. Der Abend hat doch erst angefangen.“ Sie sah mich amüsiert an. Ich kam langsam wieder zu mir, noch gefangen von dem unglaublichen Erlebnis.
Ich schaute zu ihr hinab. Anna war schon eine tolle Frau. Sie war jetzt völlig nackt, die Brustwarzen standen erregiert von ihren prallen Brüsten ab. Klebriges Sperma hing zäh wie Pudding von ihrem Kinn herab und sammelte sich auf den Titten. Sie saß zwischen meinen Beinen auf dem Boden, verrieb mein Sperma zwischen ihren Schenkeln und hatte den Kopf in den Nacken gelegt. Spielerisch koste sie mit den Lippen mein Gehänge, und leckte über meinen schlaffen Schwanz. Sacht tupfte sie meine Eichel in ihr verschmiertes Gesicht, um den zähen Schleim zwischen Schwanz und Mund in die Länge zu ziehen. „Geil, wie deine Soße klebt“, meinte sie obszön und versuchte mich mit den Sauereien wieder in Stimmung zu bringen.
„Was ist, wenn deine Tochter noch mal kommt“, gab ich zu bedenken. „Mach dir mal keine Gedanken. Sie tut nur so und ist normalerweise alles andere als prüde.“ „Gib mir lieber noch mal einen Drink.“ Wie wahr. Anna schätzte ihre Tochter schon richtig ein. Hatte sie wirklich nichts mitbekommen? Ich ging zum Tisch und schenkte ihr noch einen Whisky ein. Ich nahm das Glas und ging zu ihr. Sie hatte den Oberkörper etwas zurückgebeugt, stützte sich mit den Armen nach hinten am Boden ab und schaute grinsend zu mir auf.
Dabei drückte sie provozierend die angewinkelten Beine nach außen, bis die Knie den Boden berührten und die Schenkel extrem geöffnet waren. Dazwischen sah ich ihre feucht und rot schimmernde Fotze und wurde wieder geil.
Als ich mich wieder vor ihr aufbaute hatte ich eine Idee. Ich hielt das Glas demonstrativ vor meinen Unterkörper und hängte den schlaffen Penis in den Whisky. Der Alkohol drang prickelnd in die Penisöffnung.
Anna leckte sich begeistert über die Lippen. „Oh ja, lass ihn mich ablutschen“, bettelte sie gierig. Ich zog ihn aus dem Glas und stellte mich breitbeinig über ihr Gesicht. Sie hob mir erwartungsvoll den geöffneten Mund entgegen. Ich steckte den noch schlaffen Pimmel zwischen ihre Lippen. Anna verschlang ihn bis zum Anschlag und saugte ihn tief in ihren Hals. Ich zog in wieder zurück, bis er mit einem deutlichen „blopp“ heraus sprang, tauchte ihn wieder in das Glas und zurück in ihre gierige Mundhöhle.
Durch ihr intensives Saugen, füllten sich meine Schwellkörper wieder mit Blut und der Penis begann in ihrem Mund zu wachsen. Er füllte nun wieder gut ihren Mund aus und ich begann ihr in den Mund zu ficken. Nach kurzer Zeit griff sich Anna den stahlharten Knüppel und zog ihn aus dem Mund.
Sie hielt ihn vor ihr Gesicht und zog die Vorhaut völlig von der Eichel zurück. Dabei beobachtete sie ihn hingebungsvoll und voller Verlangen. „Oh, ist das ein geiles Gerät“, stammelte sie und leckte an seiner Unterseite von der Eichel bis zu den Eiern.
Ich nahm das Glas und stopfte diesmal meinen haarigen Sack hinein und wieder heraus. Sofort schloss Anna ihren Mund um meine tropfenden Eier und saugte sie trocken.
Mich überkam wieder die totale Geilheit. Ich packte Anna mit der freien Hand an den Haaren und drückte ihren Kopf in meine Leisten. Dann rieb ich lustvoll mein Geschlechtsteil über ihr Gesicht und presste schließlich meinen Hintern auf ihren Mund.
Anna zog mich nach unten auf den Teppich und legte sich lang auf den Rücken. Ich hockte mich, in perverser Lust über ihren Kopf, so dass sich mein Arschloch dicht über ihrem schönen Gesicht befand. Als sie nun mit ihren Händen meine Arschbacken auseinander zog, senkte ich meinen After auf ihren Mund ab. Bereitwillig drang Annas Zunge durch meinen Schließmuskel und massierte genüsslich den Muskelring.
Verrückt vor Geilheit warf ich mich schließlich auf ihren Unterkörper und wühlte meine Zunge und Finger nun meinerseits in ihre Fotze und ihren Arsch. Schließlich wälzten wir uns mehrfach über den Teppich, bis Anna keuchend verlangte: “Bitte fick mich jetzt richtig.“ Ich löste meinen Mund von ihrem Geschlechtsteil, drehte mich wieder in Normallage. Anna legte sich auf den Bauch und hob dann ihren Unterleib in die Höhe. Ihr rotierender Arsch lud mich ein, meinen Schwanz in After oder Fotze zu stoßen. Ich rieb meine juckende Eichel durch ihre Pobacken und drang dann hart durch ihren Schließmuskel in ihren After ein.
Nach einigen Stößen wechselte ich in ihre Fotze und fickte nun abwechselnd beide Löcher. „Oh ja, ja, ist das gut ja, bitte weiter“, wimmerte Anna. Diesmal kamen wir beide zur selben Zeit, als ich meine Ladung in ihre pulsierende, nasse Vagina pumpte. Die Zeit stand still und uns überkam die wohlige Erfüllung dieses endlosen Höhepunktes. Wir beruhigten uns langsam und nahmen anschließend eine ausgiebige gemeinsame Dusche. Wir gönnten uns noch einen Drink bevor wir erschöpft einschliefen.
Am nächsten Morgen wurde ich unsanft geweckt. „Hallo, du Langschläfer, wir müssen los.“ Die Stimme von Anna klang so verdammt wach. Ich vertrieb meine Müdigkeit und rappelte mich auf. „Wie komme ich denn nach Landsberg?“, fragte ich. „Das ist aber ziemlich weit“, meinte sie. „Von Schwabing nach Landsberg sind es fast fünfzig Kilometer. Leider habe ich einige geschäftliche Termine, ich kann dich also nicht fahren.“ „OK, dann werde ich den Rest wieder Trampen“, gab ich etwas müde wieder. „Ich werde mal Patrizia fragen ob sie Zeit hat. Schließlich hat sie Semesterferien wie du“, schlug sie vor.
Oh je, nur das nicht, dachte ich bei mir und erinnerte mich wieder an den unglaublichen Abend. Jetzt kam wohl die Katze aus dem Sack. Ich machte mich also Reisefertig und studierte meine Straßenkarte. Zu meiner Überraschung kam Anna kurz darauf erfreut zu mir. „Du hast Glück“, meinte sie erleichtert. „Patrizia hat wahrscheinlich Zeit. Wenn sie aufgestanden ist, würde sie dich gerne fahren. Aber pass gut auf dich auf, sie ist nämlich ein ziemliches Luder“, prophezeite sie lächelnd. „Keine Angst, so ein junges Mädchen kann mir nicht gefährlich werden, außerdem muss ich gleich weiter“, beruhigte ich sie. Wir verabschiedeten uns fürs Erste. „Ruf mal an, wenn du zurückfährst, vielleicht können wir uns noch mal sehen.“ Anna verlies mich also und ich wusste, dass ich sie bestimmt noch mal wieder sehen würde.

Patrizia

Ich saß im Wohnraum und wartete auf Patrizia mit etwas gemischten Gefühlen. Wie stand sie heute zu mir? Nach kurzer Zeit kam sie auch schon mit einer Tasse Kaffee in der Hand zur Tür herein. Völlig unbefangen, nur in Slip und BH bekleidet, lümmelte sie sich in den Sessel.
„Hey, wie geht es dir?“ Sie grinste mich an. Ich sah sie nun zum erste mal genauer. Lässig hingen ihre Beine über der Lehne. Sie war noch etwas verschlafen, ihre verwuschelten, blonden Haare, hingen wild und lang über die nackten Schultern. Ihr kleiner süßer Busen saß stramm unter ihrem weißen BH. Die langen, gut geformten Beine schimmerten seidig. Ihre schmalen Hüften und der knackige Po steckten in einem sehr knappen Slip, der sich straff über das Dreieck ihrer Scham spannte.
„Du willst heute noch nach Landsberg? Ich fahr dich gerne, falls mir nichts dazwischen komm.“ Sie grinste wieder und ich war mir nicht sicher, ob das zweideutig gemeint war. „Wie hast du eigentlich meine Mutter kennen gelernt? Ich denke mir dass du genau ihr Typ bist und sie dich angemacht hat.“ „Na ja“, sagte ich. „Es war eher zufällig. Sie hat mich beim Trampen mitgenommen. Sie ist schon eine tolle Frau und ich bin ihr sehr dankbar.“ „Das habe ich gestern Abend gesehen wie dankbar du warst. Ich habe auch noch was von deiner Dankbarkeit abgekriegt und habe es jetzt noch in den Haaren hängen,“ meinte sie ironisch sie und grinste mich schon wieder anzüglich an. Ich glaubte nicht was ich hörte. Sie war unglaublich direkt. Wieso hatte ich irgendwie die Vorstellung eines schüchternen Mädchens? Es lag wahrscheinlich an ihrer Ausstrahlung. Sie wirkte jung und süß, vom Typ einer Barbiepuppe, also absolut zauberhaft ganz im Gegenteil zu ihrer anzüglichen Art.
Sie zupfte sich an den Haaren herum. „Hier ist überall noch Sperma von dir, du hast gespritzt wie ein Stier, ich konnte es kaum so schnell schlucken. Nur toll, das Mutter nichts gemerkt hat. Du hast es ihr so heftig gegeben, dass sie völlig weggetreten war. Leider musste ich schnell gehen, nachdem es mir kam. Ich habe euch aber noch die ganze Zeit belauscht. Ich war so geil, dass ich es mir dabei noch mal selbst gemacht habe.“ Sie plapperte wie ein Wasserfall und war kaum zu bremsen. Es erregte mich allerdings sie zu hören und dachte daran, dass ich ihr gestern noch jede Menge Sperma in ihren süßen Mund geballert hatte. „Ja, ich habe gesehen, was du mit ihr gemacht hast“, plauderte sie unbefangen weiter. „Sie mag auch gerne Oralsex und französisch wie ich. Aber sie kann nicht was ich kann, denn durch meine Tanzausbildung bin ich total gelenkig und kann Stellungen die du dir nicht vorstellen kannst,“ sagte sie eifrig, stand auf und stellte sich beschwingt mitten im Raum in Positur.
Sie machte federnd einen Ausfallschritt und senkte sich hinab zum Boden, gekonnt zu einem Spagat. Anschließend beugte sie den Oberkörper zur Seite, stützte die Hände auf den Boden und erhob sich geschmeidig in einen Handstand.
„Hey, das ist Klasse“, sagte ich begeistert und klatschte Applaus. Sie klappte die schlanken Beine wie eine Schere zusammen und auseinander und ich sah deutlich den blonden Pflaum am Steg ihres knappen Slips. Sie stellte sich wieder auf die Füße und sagte stolz: „Ich kann noch weit mehr, willst du mal sehen?“ „Na klar, wenn du noch Zeit hast,“ meinte ich begierig ihren muskulösen Körper zu betrachten. „Ja klar, ich habe Zeit, aber wie ist es mit dir?“ „Ich habe mich für heute oder morgen angemeldet also nicht so genau“, entgegnete ich um noch etwas Zeit mit Patrizia zu verbringen.
„OK, dann mach mit. Ich zeige dir noch ein paar Übungen.“ Sie stellt sich diesmal dicht vor mich am Sofa auf, streifte mit einer schnellen Bewegung den BH ab und streckte die Arme nach oben. Ich bewunderte ihren kleinen, festen Busen, ihre geschwungenen Hüften und ihren flachen Bauch. Drunter lag das entzückende Dreieck ihrer Scham, das nur knapp von ihrem Slip bedeckt wurde.
Dann streckte sie die Arme nach oben, beugte den Oberkörper nach hinten, und krümmte den Rücken rückwärts zu einem Bogen bis ihre Hände den Boden berührten. Sie machte eine Brücke, hatte das Becken erhoben, die Beine geöffnet und leicht angewinkelt. Ich sah direkt auf ihren, vom Slip bedeckten Venushügel, auf dem sich der Schlitz ihrer Vagina deutlich abzeichnete. Sie präsentierte mir mit Absicht diesen Anblick und es sprengte mir fast die Hose.
Ich konnte nicht anders. Ich griff an die Innenseite ihrer muskulösen Schenkel und streichelte sie, was einen Laut der Überraschung bei Patrizia auslöste. Dann packte ich um ihre Hüften die Pobacken und presste meinen Mund auf ihr Schambein. Meine Nase saugte ihren Intimgeruch durch das Höschen ein und meine Lippen knabberten durch den Stoff an ihren weichen Schamlippen.
Patrizia verharrte in ihrer akrobatischen Stellung und keinerlei Widerstand war zu bemerken. Im Gegenteil, als ich mein Gesicht zwischen ihren Beinen rieb, schob sie mir ihren Unterleib rhythmisch entgegen. „Hey, komm mach mit, zeig mir was du kannst“, keuchte sie atemlos. Das lies ich mir nicht zweimal sagen, stand auf und zog die Hose und Unterhose aus. Mein Schwanz stand vor lauter Vorfreude knallhart von meinem nackten Unterkörper ab.
Ich umrundete das gelenkige Mädchen und stellte mich breitbeinig über ihren zur Brücke hochgebogenen Oberkörper. Ihr Kopf hing zwischen ihren aufgestemmten Armen nach unten und hob sich, als sie neugierig auf mein Gehänge schaute. Ihre langen blonden Haare lagen auf den Boden und schwangen hin und her, als ihr Mund spielerisch nach meinen Eiern schnappte. Ich strich meinen Penis lustvoll über ihre gestreckten Brüste, und rieb die Eichel über den harten, rosa Brustwarzen. Ohne Erfolg versuchte ich, ihren flachen Busen mit beiden Händen um meinen Pfahl zu quetschten und langsam in die kleine Kerbe zu ficken.
Für einen Tittenfick war ihre Brust jedoch zu klein also beugte ich mich weiter vor über ihren Unterleib, packte von unten ihren Arsch, und fuhr mit der Hand in ihr Höschen. Dann durchfuhr ich die Arschkerbe, bis ich etwas höher die Schamlippen ihrer Vagina erreichte. Ich teilte die zarten Lippen und fuhr mit den Fingern in ihre enge, feuchte Scheide. Mit der anderen Hand rieb ich meine Eichel über ihren schlanken Hals, während sie mir neugierig an den Eiern leckte. Schließlich schob ich vorsichtig meinen Steifen zwischen ihre vollen Lippen und drang in ihre warme Mundhöhle. Ihr hängender Kopf, folgte meinem Takt, als ich langsam und tief in ihren Mund fickte.
Ich umklammerte mit beiden Armen ihre Arschbacken und richtete mich senkrecht auf. Dabei hob ich ihr Becken mit nach oben, bis ihre Beine sich vom Boden lösten. Beim Heben knickte sie die schlanken Beine zusammen, bis sie auf meinen Schultern auflagen. Sie klammerte sogleich ihre Schenkel um meinen Kopf und drückte die Scham fest auf mein Gesicht. Mein Schwanz blieb weiterhin in ihrem lutschenden Mund während sie meine Hüften mit den Armen umklammerte.
Wir blieben einige Zeit bei dieser geilen vertikalen französischen Blasnummer, in der ich das ganze Gewicht von Patrizia trug. Sie hatte ihre Schenkel um meinen Kopf geschlungen, so dass sich mein Mund fest auf ihre Fotze presste. Der Stoff ihres Höschens dazwischen war bereits völlig von ihrem Lustschleim und meinem Speichel durchnässt. Ich ging ein paar Schritte mit ihr zum Sofa, und lies sie mit den Schultern auf das Sitzpolster abgleiten.
Sie löste nun ihre Beine von meinen Schultern und streckte sie gerade in die Höhe. Ich zog ihr den Slip vom Unterleib nach oben über die Beine aus.
Patrizia streckte ihre Beine gerade hoch, und klappte sie dann breit zum Spagat auseinander. Dazwischen öffnete sich ihre entzückende nasse Muschel mit dem rosigen schimmernden Fleisch. Sie grätschte die Schenkel so stark auseinander, dass ich direkt in ihre gedehnte Spalte schaute und die schleimige Nässe ihrer Scheideneinganges bemerkte. Am Rand des entzückenden Fötzchens, ringelte sich auf den äußeren Schamlippen zarter, blonder Flaum zu kleinen nassen Locken.
Ich umklammerte wieder ihren Hintern und hob ihren Unterleib vor mein Gesicht. Dann drückte meinen Zeigefinger in die kleine Rosette ihres Schließmuskels und senkte meinen Mund über ihre Vagina. Ich fuhr mit der Zunge durch ihre Schamlippen, leckte ihren Kitzler und fuhr tief in die Scheide ein.
Immer noch stand ich breitbeinig über ihrem Kopf und sie nuckelte an meinem Penis. Als ich dazu überging meinen Hammer tief in ihre Kehle zu rammen, umklammerte sie mit den Armen meinen Unterleib und drängte ihrerseits einen Finger in mein Arschloch. Ihre Schultern lagen fest auf der Sofakante und ich konnte mit Lust meinen Kolben zurückziehen um meinen Sack auf ihren Mund zu drücken. Während sie mir die Eier lutschte, rieb ich meinen hoch stehenden Knüppel zwischen ihren kleinen Brüsten.
Ich schleckte wie besessen ihre rosige Fotze und spürte an der Scheidenwand die Bewegungen meines wühlenden Fingers in ihrem After. Gleichzeitig leckte sie entfesselt meine Eier und drückte anschließend die Zunge in meinen After. Sie wühlte ihr Gesicht in meine Leisten, während ich meinen After und Sack über ihren Mund rieb als ich zwischen ihre Titten fickte.
Brutal senkte ich noch weiter meinen Unterleib über sie und rieb meine baumelnden Eier über ihr Gesicht. Ich hatte den Mund von ihrem Geschlecht gelöst um nach Unten zu schauen. Gierig und voller Geilheit, drückte ich meine Leisten auf ihren Mund und rieb meine juckende Eichel über ihre harten Brustwarzen. Sie hatte meine Hüften noch fester umfasst und krallte sich ungestüm, in meine Arschbacken. Sie zog meine Furche auseinander, wühlte ihr Gesicht hinein und leckte meinen juckenden Aftereingang. Als sie mit schneller Zunge durch meinen Schließmuskel eindrang, kümmerte ich mich wieder lustvoll ihrer zuckenden Grotte.
Ich zog ihre Schamlippen und ihre Rosette am After auseinander. Dann versenkte abwechselnd meine Zunge in beide Löcher und schlürfte ihre nasse Muschel, wie eine Auster. Ihr lautes Schmatzen wechselte, durch meine Behandlung, in ein schnelles intensives Keuchen. Als ich wieder den Kopf hob und etwas vom Sofa zurücktrat um einzuhalten, schaute sie mich lüstern von unten an.
„Hey, mach weiter, ich bin so geil, dass ich am liebsten alle Löcher gleichzeitig gestopft haben möchte.“ Sie stützte sich mit den Beinen an der Rückenlehne ab, hob ihr Becken weit empor, stieß sich von der Lehne ab und machte dann eine Rolle zu mir nach vorne zur Kannte. Sie klappte ihren Körper zusammen, bis ihre Knie neben dem Kopf auf dem Sofa aufsetzten. Dicht über ihrem Gesicht präsentierte sie mir so ihren entzückenden Arsch, mit ihrem klaffenden Analeingang. Zusätzlich hob sie jetzt die Arme, strich sich über die Pobacken und zog beide Öffnungen von Vagina und After auseinander.
Es war erstaunlich, wie ihre Gelenkigkeit diese geile Position ermöglichte. Sie hatte ihren Körper in der Hüfte weit umgebogen und servierte mir ihren kleinen, strammen Arsch in schwanzgerechter Höhe. Darunter lag ihr hungriger Mund so dicht, dass sie sich selbst an der Fotze lecken konnte. Das tat sie tatsächlich auch, lies eine erstaunlich lange, rosige Zunge hervorschnellen und durch die Kerbe ihrer Vagina lecken.
„Schau dir mal an, was ich hier habe, drei Löcher für dich, die du gleichzeitig ficken kannst“, keuchte sie und sah zwischen ihren Schenkeln zu mir auf. Diese Einladung lies ich mir nicht entgehen. Ich richtete mich wieder ganz auf und strich mit meinem zuckenden Schwanz über ihre Vagina und ihren Hintereingang. Es war genau die Höhe, die mir im Stand ermöglichte ihre Löcher bequem zu stopfen. Ich legte die Hände auf ihre Arschbacken und zog sie auseinander. Meine Eichel war zu dick Für ihren engen Analeingang. Ich führte zuerst den Zeigefinger in ihren After ein und den Daumen darunter in ihre Fotze.
Unbeherrscht kniete ich mich vor das Sofa und schob meinen Kopf dicht an ihren Arsch. Patrizia beobachtete mit großen Augen, wie meine Finger, dicht über ihrem Gesicht, den Damm zwischen After und Scheide massierte. Sie stöhnte und leckte sich über die Lippen. Ich zog den Daumen aus ihrer Scheide und steckte ihn ihr zum ablutschen in ihren Mund.
Ich genoss diese geile Spielerei. Ich schob den Zeigefinger wieder in ihren After und schob meinen Kopf über ihre rosige Muschel. Wir leckten gemeinsam den Saft aus ihrer Fotze Unsere Zungen vollzogen einen wilden Tanz zwischen ihren Schamlippen und verteilten den Saft bei wilden Küssen in unseren Mundhöhlen.
Dann verlor ich die Beherrschung, erhob mich und schob ihr brutal, den vor Gier zuckenden Schwanz in den Mund.
Die Wärme ihrer saugenden Lippen brachte mich wieder dicht an den Höhepunkt. Der klebrige klare Schleim meiner Lust füllte ihren Mund. Ich zog den schmierigen Knüppel aus ihrem Mund und drückte die glitschige Eichel durch ihren engen Schließmuskel.
Als nach kurzem Druck der Widerstand überwunden war, fuhr der gewaltige Schaft erstaunlich leicht in Ihren After.
Ich fühlte an meiner Schwanzwurzel das rhythmische Pressen ihres Schließmuskels. Sie hob leicht den Kopf um meine schwingenden Eier über ihrem Gesicht zu lecken. Sie strich mit der Zunge an meiner Sacknaht entlang nach hinten, drückte den Kopf noch höher und schleckte durch meine Analfurche.
Ich merkte, unter Wonneschauern, wie ihre spitze Zunge in meinen After drang, während mein Knüppel von ihrem pulsierenden Schließmuskel massiert wurde. Der Reiz wurde so übermächtig, dass ich mich zurückziehen musste.
Ich nutzte den hinreisenden Anblick des willigen Mädchens und schmierte ihr obszön meinen schmierigen Kolben über das engelsgleiche Puppengesicht. Nach kurzer Pause, drang ich in ihre nasse Fotze und wurde auch hier von ihrer Zungenmassage am Sack und Arschloch verwöhnt.
So ging es weiter, zwischen Arsch, Fotze und Mund bis sich mein Höhepunkt unaufhaltsam ankündigte. Ich fickte gerade ihren After als die gewaltige Explosion losging. Ich zog den zuckenden Schwanz aus ihrem Arsch um den Erguss in ihrer Fotze zu lenken. Bevor ich den sprudelnden Pfahl versenkte, spritzten weitere Schübe heißen Spermas über ihren Arsch, klatschten mit Wucht in ihr süßes Gesicht und schossen in ihren gierig geöffneten Mund.
Der zuckende Knüppel verströmte schließlich seine Ladung unter meinen rammenden Stößen tief in ihrem Lustkanal.
In diesem zuckenden Inferno kam auch sie zum Orgasmus und stieß einen hellen, lang gezogenen Schrei ihrer Lust heraus.
Ich ließ die letzten Zuckungen meines Hammers ausklingen bis ich das entleerte Rohr herauszog. Mit dem Schwanz verließ ein Schwall glitschigen Spermas ihre Fotze und schwappte als schleimige Masse über ihr Gesicht, ihren Mund und über ihre Haare. Ich stand erschöpft über ihr Hinterteil gebeugt, ließ mir den schlapp werdenden Schwanz ablutschen.
Schließlich schwang sie wieder ihre Beine zurück in die normale Rückenlage. Ihr Kopf lag nun wieder frei auf der Sofakante und ich erhob mich aus der gebückten Stellung in den Stand. Als ich mich gerade umgedreht hatte, griff sie nach meinen Hüften und zog zurück an die Sofakante, bis ich in den Knien einknickte und mich unfreiwillig auf ihr verschmiertes Gesicht setzte.
Sie war erstaunlicherweise immer noch in Aktion und steigerte ihre Sexgier noch weiter. Sie umklammerte wieder meinen Unterleib und griff verlangend nach meinem Penis. Obwohl ihre Zunge heftig meinen After bearbeitete, ihre Hände verlangend meinen Penis und Sack kneteten, war meine Kraft am Ende. Sie rappelte sich auf und verlangte meinen Einsatz.
„Oh bitte, bleib da, mach es mir noch mal ganz brutal,“, bettelte sie atemlos. „Du hast mich total fertig gemacht, ich bin kaputt“, sagte ich und versuchte sie zu beruhigen.
„Ach komm schon, sei doch mal ein richtiges Schwein, reib mir deinen Arsch über das Gesicht, wie du es mit meiner Mutter gemacht hast .“ „Ich habe doch gesehen, wie du sie angewichst hast und du kannst bestimmt noch mehr.
Mach mit mir auch was du mit ihr gemacht hast. Sie ist doch eine Sau, und hat bestimmt alles mit sich machen lassen. Das kann ich schon lange. Mach bitte mit mir was du willst.“ Meine Güte, was war nur mit ihr los? Sie stand auf und packte mich heftig an den Eiern. „Komm schon, sei ein bisschen brutal zu mir“, lockte sie und zog etwas schmerzhaft an meinem Geschlechtsteil. Sie klammerte sich an mich, und drängte mich zur Tür. Ich ließ es geschehen und war gespannt was sie wollte.
Ungeduldig zog sie mich durch den Flur und öffnete dann die Tür zum Bad. „Wir haben jetzt beide eine Dusche nötig“, meinte sie bestimmt. Das Bad war recht geräumig und mit Dusche und großer Wanne ausgestattet. „Komm wir gehen in die Wanne, da haben wir mehr Platz“. Sie stieg über den Rand und setzte sich ans Ende hinein. Ich musste sie einfach bewundern. Sie war so selbstsicher und ohne Hemmungen.
Ihr tolles Aussehen war unheimlich erotisch und die Spuren meine Spermas hatten überall auf ihrem Gesicht, Körper und auf der langen blonden Haarmähne schmierige Spuren hinterlassen. Sie winkelte ihre tollen Beine an und öffnete sie weit. Ihre rosige Möse wurde sichtbar besonders als sie wieder provozierend die Schamlippen auseinander zog, um mir ihren feuchten Lustkanal zu zeigen.
Diese Darbietung allein hätte schon gereicht, um bei jedem Mann den Saft in die Spitze zu treiben. Ich war jedoch noch ausgepowert, und hoffte, bald wieder fit zu sein. Eine warme Dusche würde mir jetzt gut tun. Ich Stellte ein Bein über den Rand und hielt inne, als Patrizia sofort ihre Hand geil um meinen Schwanz krallte. „Komm, du geiler Hund, wichs mich richtig gemein an.“ „Ich brauche noch ein bisschen Zeit“, meinte ich überrascht. Ich wusste, dass ich mir diese unsagbar geile Gelegenheit nicht entgehen lassen durfte. Die Situation erregte mich, wie Patrizia zu allem bereit, unter mir in der Wanne kauerte und um schweinischen Sex bettelte.
„Komm, du Wichser, mach’s dir selbst, erniedrige mich, missbrauche mich, spritz mich an.“ Sie versuchte meinen schlappen dicken wieder zu Stehen zu bringen, schob ihre sinnlichen Lippen über ihn und saugte ihn dann mit samt den haarigen Eiern in den Mund.
Ich stand breitbeinig halb in der Wanne und beugte mich nach unten um mit der Hand ihre Fotze zu streicheln. Sie lies stöhnend den Schwanz aus ihrem Mund rutschen und verlangte atemlos: „Mach irgendwas, piss mich an, oh ja.
piss über mich, sei richtig gemein zu mir.“ Ich war wie elektrisiert. Wollte sie das wirklich? Ich fand die Vorstellung unheimlich geil und merkte wie mein Schwanz wieder anschwoll. „Ja wenn du willst, piss ich dich an“, stimmte ich erregt zu. „Nein bitte nicht“, widersprach sie sich selbst gleich darauf zu meiner Verwirrung. „Ich will nicht, dass du mir so etwas schreckliches antust“, flehte sie scheinbar erschrocken. Da verstand ich und ging auf ihr perverses Spiel ein. Sie wollte die Rolle der Missbrauchten spielen und ich machte gerne mit.
„Komm her du geile Fotze, lass dich anpissen“, befahl ich, nahm ihr den Penis aus der Hand und zielte auf sie.„Du wirst das doch nicht tun, nein bitte nicht,“ stammelte sie erregt und starrte voller gespannter Erwartung auf meinen, steif werdenden Penis. Da meine Blase gut gefüllt war und ich starken Drang verspürte, öffnete ich meine Schleusen.
Ein satter, gelber Strahl schoss unvermittelt aus meinem Schwanz, und traf, mit einem flachen Bogen Patrizia mitten in ihr himmlisch schönes Gesicht. Sie zuckte kurz zusammen, schloss die Augen und öffnete den Mund. Ich selbst war von dieser Aktion so überrascht, dass ich abbrach und unwillkürlich die Quelle stoppte.
„Ja, geil, mach weiter“, stammelte sie spuckend. Dann spritzte der Strahl aufs neue, in kurzen krampfhaften Schüben über ihren Körper, bis ich kontinuierlich und hemmungslos in ihr wunderschönes Gesicht urinierte. Ich konnte es nicht so richtig fassen, was geschah, doch registrierte ich jedes Detail dieser perversen Aktion. Mein dampfender Strahl, fächerte breit auf, bevor er auf Patrizias Gesicht prasselte, und zu einer Gischt gelber glitzernder Tropfen von ihren Wangen abperlte. Ich trat etwas zurück, lenkte den Strahl nach oben, und überflutete in hohem Bogen, ihr vor Wonne verklärtes Gesicht. Unablässig platschte die stinkende Pisse geräuschvoll auf sie, und ergoss sich schaumig in den offenen Mund Als ich sah, mit welcher Hingabe Patrizia meinem heißen Strahl, mit ihrem willigen Mund auffing und schluckte, verlor ich die letzten Bedenken. Ich versenkte den sprudelnden Schwanz in ihren überfließenden Mund und gab ihrer durstigen Kehle zu trinken. Sie begann bald zu husten und ich zog das Rohr aus ihrem Hals um mit dem Strahl gezielt die Reste des Spermas von Wangen, Haaren und Brüsten zu spülen.
Ich entleerte meine Harnröhre auf sie, bis der Druck aus meiner Blase gewichen war und Patrizia bebend und klatschnass vor mir in der Wanne kauerte. Während meine Quelle versiegte, schnappte sie immer wieder mit dem Mund nach dem spritzenden nun unregelmäßigen Strahl um meinen warmen Urin zu trinken. Ihre blonden langen Haare trieften vor Nässe und klebten an ihrem tropfenden Körper.
„Ah, du hast es wirklich gemacht, du hast mich angepisst“, keuchte sie prustend. „Das sag ich Mutter, was für eine Sau du bist.“ „Aber du wolltest es doch“, protestierte ich verwirt und stieg aus der Wanne. „Meine Mutter wird bestimmt sauer, wenn sie hört dass du über mich hergefallen bist.“ Das war vielleicht ein Früchtchen. Warum tat sie dass? Gleich darauf wurde mir klar was sie meinte. „Wenn du aber lieb bist, sag ich nichts. Du musst nur machen was ich will,“ sagte sie mit einem gemeinen Grinsen. So war das also.
Ich entschloss mich, ihr nicht zu widersprechen. „Was soll ich denn machen“, fragte ich unsicher. „Du sollst dich auch von mir anpinkeln lassen, aber so wie ich will.
„OK“, ich war erleichtert. „Was soll ich machen?“ „Warte einen Augenblick“ Sie stieg aus der Wanne und kramte im Wäschekorb neben dem Waschbecken. Als sie wiederkam hatte sie ein Bündel Stoff unter dem Arm. „Das ist Unterwäsche meiner Mutter. Sie trägt nur teure Spitzenwäsche und empfindet sich sehr attraktiv darin. Ich hätte gestern gerne gesehen, wie du sie angepinkelt hättest.“ Oh je, ich verstand sie nicht. Wieso wollte sie das sehen? Hasste sie ihre Mutter und wollte sich so abreagieren? „Deine Mutter hätte mir bestimmt gesagt wenn sie das wollte.“ „Wenn du sie gefragt hättest, wäre sie bestimmt dabei gewesen, denke ich jedenfalls.“ entgegnete sie. „Ich finde es jedoch total geil, meine Mutter beim Sex zu beobachten. Am besten, du ziehst ihren schwarzen Slip und den BH an.“ Ich war nicht abgeneigt Patrizia bei weiteren Sex Praktiken zu erleben und zog mir den BH über, und Annas Slip an.
Das Gefühl der zarten Spitze auf der Haut erregte mich wieder. Mein Penis schwoll an, und dehnte das Spitzenhöschen gewaltig aus. „Oh, sieht das geil aus“, jubelte sie. „Leg dich jetzt in die Wanne.“ Ich legte mich also mit Annas Spitzenwäsche in die nasse Badewanne.
Patrizia bot mir eine weitere Anschauung ihrer unglaublichen Gelenkigkeit. Sie kletterte auf die Wanne, stellte je einen Fuß auf die Ränder und hockte sich dann breitbeinig über mich. Die Ansicht ihrer klaffende Fotze und der Analöffnung von unten war sensationell.
Ihr Unterleib verharrte dicht über mir und zwischen den eingeknickten Beinen, öffnete sich ihre Fotze, mit den geöffneten inneren Schamlippen. Sie legte beide Hände auf ihre Vulva, und massierte den Übergang zwischen Schambein und Leisten. Dann strich sie über die äußeren fleischigen Schamlippen und zog sie weit auseinander. Sie demonstrierte mir genussvoll jede Einzelheit ihrer Vagina. Fasziniert und geil starte ich von unten in die, dicht über meinem Kopf liegende Lustgrotte. Ihre Finger öffneten die gekräuselten inneren Schamlippen, bis der kleine, bläuliche Zapfen der Klitoris hervorschaute.
Dicht darunter bemerkte ich die winzige Öffnung der Harnröhre, die Patrizia durch teilen der faltigen Schamlippen, sichtbar machte. „Schau genau hin, jetzt bekommst du deine Lektion“, keuchte sie, starrte mit lustvoll verhangenem, Blick auf mich herab und leckte sich erregt die Lippen. Mit großen Augen beobachtete sie, wie ich mit der Wäsche ihrer Mutter unter ihr lag und unter dem Spitzenhöschen meine Genitalien massierte. Einige Sekunden konzentrierte sie sich und ihr beschleunigter Atem zeigte ihre steigende Erregung. Gebannt starrte ich zur feucht schimmernden zuckenden Furche, die von Patrizias Fingern auseinander gehalten wurde und auf meinen Körper zielte.
Plötzlich schoss ein Spritzer Urin schräg aus ihrer Vagina, streifte meinen Körper und wurde, nach einigen Unterbrechungen zu einem kontinuierlichen Strahl. Blitzschnell vergrößerte sich die Öffnung ihrer Harnröhre als der Strahl ungehemmt auf mich niederprasselte und bald darauf mein Gesicht traf. Unwillkürlich fuhr ich zurück, jedoch packte mich Patrizia an den Haaren und zog meinen Kopf zurück in den heißen Strahl.
„Mund auf“, herrschte sie mich an, bis ich ihr den Willen tat und den Schwall ihrer heißen Pisse schluckte. Der salzige Geschmack und der eindeutige Geruch überfluteten meinen Mund und mein Gesicht. Brutal vor Gier, presste sie mein Gesicht gegen ihre Scham und lenkte die Flut durch druck auf ihre Harnröhre über Mund, Gesicht und Körper.
Wie eine warme Dusche durchnässte ihre Pisse Annas Unterwäsche als mein wachsender Knüppel seitlich aus dem nassen Slip rutschte. Meine sichtbare Erregung wurde sofort mit einem gezielten Urin strahl unter Feuer genommen.
Nur kurze Zeit genoss ich das Prickeln auf meiner Schwanzspitze, als die heiße Pisse auf meine empfindliche Eichel prasselte. Ich hob unwillkürlich mein Becken nach oben um meinen harten Pfahl dichter an ihre pissende Fotze zu halten.
„Oh ja, stoß zu, steck ihn rein“, hechelte Patrizia atemlos. Das lies ich mir nicht zweimal sagen und hob mein Becken noch höher gegen ihren Krater. Ich drückte meinen Schwanz gegen ihre triefenden Schamlippen und fuhr in die sprudelnde Höhle ein Der heiße Urin umspülte meinen Knüppel und floss an meinem Schaft hinab durch Annas Slip, über Hoden und Arsch.
Das unbeschreiblich perverse Spiel wurde von uns beiden bis zur Extasse weiter getrieben. Immer wieder zog ich den Penis zurück, und lies den Schwall der aufgestauten Pisse über meinen Schwanz fluten. Dann fächerte der Strahl breit auf und plätscherte, sich abschwächend über meinen Unterleib.
Patrizia manipulierte nun ihren Harnfluss durch Kontraktion ihres Unterleibes .Letzte Urin Spritzer verließen mit sichtbaren Pumpbewegung ihre tropfenden Schamlippen. Ich hob wieder meinen Mund, saugte mich an ihrer triefenden Fotze fest und drang mit der Zunge tief zwischen den faltigen Furchen in ihren Kanal. Das Jucken meines stahlharten Knüppels wurde langsam unerträglich.
Ich löste den Mund von ihrer Muschel, schob wieder meinen Unterleib nach oben bis dicht unter ihren Unterleib. Mein steifer Pfahl fand wieder zielstrebig ihre Fotze und drang mühelos in ihre Scheide ein. „Ja, fick mich, fick mich, stoß zu.“ Patrizia stöhnte und schluchze in einem fort und wurde überraschend schnell von einem gewaltigen Orgasmus erschüttert. Ihre muskulöse Scheide krampfte dabei rhythmisch um meinen Penis, der daraufhin ebenfalls bereit war bald zu explodieren.
Als ihr Stöhnen und Jammern verebbt war, erhob sie sich, zu meinem Bedauern aus ihrer geilen Stellung aus der Hocke. Sie stieg aus der Wanne, stellte sich vor den Rand und beugte sich zu mir in die Wanne hinab Ihre zarte Hand packte kraftvoll meinen Schwanz, der prall aus Annas nassem Slip ragte, küsste die Eichel und wichste intensiv den Schaft. So dauerte es nicht lange, bis die gewaltige Ejakulation den Saft aus meiner zuckenden Schwanzspitze trieb Die Ladung traf sie mitten ins Gesicht, bevor sie ihren Mund über den spritzenden Schwanz schob. Während Patrizia heftig schluckte und saugte, tropfte mein Sperma in zähen Tropfen von ihrem Gesicht und aus ihren Mundwinkeln.
Der Schleim sammelte sich auf Annas Spitzenhöschen zu einer großen Lache.
Wahnsinnig vor Geilheit packte ich ihre nassen blonden Haare und zog ihren Kopf brutal gegen meinen Unterleib. Mit fickenden Rammstößen jagte ich meinen spuckenden Kolben immer und immer wieder in ihren Rachen und drückte ihren Kopf im gleichen Takt auf und nieder.
Nachdem mein Lustgebrüll verstummt war, löste sie den Mund von meinen Schwanz. Sie zeigte mir lustvoll das Ergebnis meiner Entladung, streckte weit ihre rosa Zunge aus dem Mund und lies das Sperma daran herab rinnen.
Sie verteilte die zähen Spuren über Annas Spitzenwäsche und präsentierte mir eine total versaute Show. Sie leckte anschließend das Sperma wieder von der Wäsche und meinem Körper, um es erneut als schaumige Blasen auszuspucken. Ich konnte kaum glauben, was dieses wunderschöne Mädchen alles tat und mir die härtesten Perversionen zeigte, die ich je gesehen hatte.
Aber auch ich war gefangen im Rausch totaler Begierde. Ich stand also in der Wanne auf und zog das Annas Höschen aus. Patrizia hatte sich wieder in die Wanne gekauert und beobachtete mich voller Geilheit. Ich nahm das nasse, von Urin und Sperma verklebte Höschen und zog es ihr über den Kopf. Es spannte sich straff über ihr schönes Gesicht, dass noch schemenhaft unter den Spitzen zu erkennen war. Das lange blonde Haar quoll in nassen Strähnen hervor und klebte auf ihrer nackten Haut. Sie leckte von innen den Stoff ab.
„Oh das schmeckt geil, piss noch mal über mich“, keuchte sie. Voll unbeherrschter Geilheit war ich bereit, jedoch war ich mir nicht sicher ob meine Blase noch was abgeben konnte. Egal, ich war einfach zu geil um aufzuhören. Der Anblick von Patrizias, vom Höschen eingehülltem Gesicht, machte mich verrückt. Besonders wie sie den nassen Stoff in ihre Mundhöhle einsaugte und wieder ausblies war unglaublich. Der Stoff wölbte sich geräuschvoll beim heraus blasen über ihren Mund nach außen wobei das eingesaugte Sperma aus dem Mund quoll und durch die Spitzen drang. Genussvoll wiederholte sie mehrfach diese Aktion, bis sich Schaum auf dem Höschen bildeten und ich die Beherrschung verlor. Wie konnte dieses wunderschöne Mädchen nur so pervers versaut sein? Dagegen war ihre geile Mutter ja harmlos.
Ich nahm ihren verhüllten Kopf in beide Hände, drückte ihn zwischen meine Beine und rieb ihr Gesicht durch meine Leisten.
Dann hielt ich wieder etwas Abstand um meinen Penis dicht über ihr Gesicht zu halten.
Während ich mich entspannte um meine Blase zu öffnen, presste Patrizia weiterhin brodelnd Sperma mit dem Mund durch den Spitzenstoff, bildete schillernde Blasen und saugte sie wieder zurück. Nach einiger Zeit war ich soweit.
Unter mehrfachen Zuckungen stieg Urin heiß in der Harnröhre auf und ich pinkelte mit breitem Strahl direkt auf das Höschen und brachte die schleimigen Blasen zu platzen.
Schnell drang meine Pisse durch das verschleimte Gewebe zum Gesicht und füllte ihren offenen Mund. In kurzen Abständen drückte sie die Lippen zusammen um die Mundfüllung zu schlucken. Als meine Quelle schließlich versiegt war, und Patrizia den größten Teil der Pisse getrunken hatte, entfuhren ihrem keuchenden Mund einige intensive Rülpser. Dann erhob sie sich überraschend, umarmte mich und presste ihren Mund unter dem Höschen auf meinen Mund. Sofort merkte ich den Geschmack meines eigenen Urins den sie in meinen Mund drückte. Dann riss sie sich das Höschen vom Kopf und küsste mich leidenschaftlich und wild.
Nachdem wir uns beruhigt hatten nahmen wir eine gemeinsame Dusche in der Badewanne um unsere, von unserer Lust total verschmierten Körper zu reinigen.

Die Tanzschule

Nachdem wir uns gemeinsam unter Lachen mit den Handtüchern abfrottiert hatten, besprachen wir den weiteren Tagesablauf. Wann musst du den heute in Taufkirchen sein“, fragte Patrizia. „Ich habe keine bestimmte Zeit einzuhalten, meine Bekannte weiß nur, dass ich heute irgendwann ankomme.“ „Ist das deine Freundin? Dann hast du es bestimmt eilig“, meinte sie enttäuscht.
„Nein ich kenne sie nur von der Penne also erst zwei Semester lang“, beeilte ich mich ihre Bedenken zu zerstreuen.
„Wie auch immer, besseren Sex, wie von mir bekommst du nirgendwo, auch nicht von meiner Mutter“, meinte sie grinsend. „Aber du bist auch gut, Ich habe nie geglaubt, dass ein Mann so ausdauernd ficken und so oft spritzen kann.
Jetzt weiß ich, warum meine Mutter es so gern mit dir treibt.“ Sie war erfrischend direkt und stand wahrscheinlich in Konkurrenz zu ihrer Mutter. Patrizia bewunderte sie sehr, versuchte aber irgendwie sie zu übertreffen. Die Nummer mit der Unterwäsche zeigte mir, wie unbewusst der innere Machtkampf bei ihr war. Auch ihr Einsatz gestern, als sie mich unbemerkt von ihrer Mutter, zum Höhepunkt brachte, passte in diese Schema. Sie wollte der Mutter zuvorkommen vor allem beim Sex.
„Sag mal, was hast du eigentlich gedacht, als du uns gestern erwischt hattest?“ „Na ja, ich war nicht vorbereitet, war dann aber doch neugierig und weil ich die Situation eigentlich total geil fand. Wie so ein gut aussehender Kerl wie du, mit einem riesigen Schwanz in diesem Augenblick, ihr eine volle Ladung ins Gesicht gewichst hat, hat mich dann doch total angemacht. Ich hatte dann noch gelauscht, weil sie so wahnsinnig gestöhnt hat, und habe mit juckender Möse hinter der Tür gestanden.“ „Und wie kamst du darauf, zu uns zu kommen und mitzumachen?“ „Ich war halt so wahnsinnig geil und hatte es mir schon fast selbst gemacht. Die Situation war so günstig. Du hast auf dem Boden gesessen und meiner Mutter die Pflaume geleckt. Sie lag halb auf dem Sofa, ihren Arsch auf deinem Gesicht, mit dem Rücken zu mir. Und dann dein toller Ständer, der steil abstand. Ich wollte mich eigentlich drauf setzen, aber sie hätte mich vielleicht bemerkt. Ich wollte wenigstens deinen Saft haben, bevor meine Mutter ihn holte und ich habe dann noch von deinen wilden Fingern einen Orgasmus bekommen.“ Das war ja eine tolle Erklärung. Die Kleine war unverblümt und machte kein Hehl aus ihrem Komplex. Mein Verstand warnte mich zu Vorsicht, doch mein Gefühl fand Gefallen an der Situation.
„Wenn du es nicht eilig hast, wäre es mir schon recht. Ich wollte mich heute noch mit meiner Freundin Katrin treffen um den neuen Tanz einzustudieren. Wir treffen uns heute Nachmittag im Atelier der Schule um zu proben“, sagte Patrizia „Ist mir schon recht“, meinte ich erfreut. Sofia war schon fast vergessen, zumindest hatte ich keine Bedenken, meine Ankunft zu verschieben. Ich telefonierte mit Sofia und kündigte mich für den nächsten Tag an. Sie war erstaunlich besorgt dass es schon so lange dauerte und ich versprach mich zu beeilen.
Gegen Mittag war es dann soweit. Wir bestiegen Patrizias Kleinwagen und fuhren in die Schule. Normalerweise darfst du nicht mit in die Damen Umkleidekabinen und müsstest im Zuschauerraum warten, aber ich mach das schon, gehe aber erst mal vor die Lage peilen.
Ich folgte Patrizia in dem älteren Gebäude durch das Foyer einen langen Gang entlang. Am Ende sagte Patrizia zu mir: “Warte hier bitte, ich werde erst mal schauen wer da ist.“ Ich wartete nur einige Sekunden bis sie die Tür öffnete und mich hineinwinkte. Neugierig ging ich durch die Tür und schaute mich um. Ich stand in einem mittelgroßen Saal mit einzelnen kleinen Umkleidekabinen die jedoch nur mit halb hohen Wänden umgeben waren.
An der anderen Seite, an den Wandschränken stand ein junges Mädchen. „Das ist Katrin“, sagte Patrizia, und stellte mich vor. „Das ist Mike, aus Wiesbaden.“ Wir gaben uns die Hand und ich schaute sie mir genauer an. Sie war in Patrizias Alter, ebenso schön, schlank und in ein aufregendes Trikot gekleidet. Sie lächelte mich an und ich bewunderte ihre erotisierende Ausstrahlung. Das wunderschöne Gesicht passte zu ihrem schlanken Körper. Die Gesichtszüge waren feingliedrig, die Wangenknochen und der Nasenrücken von fast klassischem Ebenmass. Dazu passten die Mandelförmigen ausdruckstarken Augen.
Ganz ungewöhnlich jedoch war die tiefblaue Augenfarbe im Gegensatz zu dem tiefschwarz glänzenden, glatten Haar. Ihre Frisur war modern, ein Pagenkopf und reichte in einer Innenrolle bis zum Nacken. Ein gerader Pony in der Stirn gab ihr ein extravagantes Aussehen. Sie war vom Typ her eher Model oder Mannequin als Tänzerin.
Ihr enges Trikot hatte große Beinausschnitte bis an die Hüften und brachte ihre tollen langen Beine voll zur Geltung.
Unübersehbar waren ihr knackiger geiler Arsch und ihre relativ großen strammen Brüste. Nur schwer konnte ich den Blick von ihr wenden, als vor der Tür Tritte zu hören waren.
„Hey ich glaube, die Anderen kommen schon“, sagte Patrizia. „Am besten, er geht erst mal in eine Umkleidekabine“, meinte Katrin und deutete lächelnd auf die nächste Tür. „Ja mach, wir sagen dir wenn die Luft rein ist“, sagte Patrizia und führte mich zum nächsten Verschlag. Ich schloss hinter mir den Riegel und setzte mich auf die kleine Bank. Die Kabine war ziemlich klein, ich konnte mit ausgestreckten Armen die Linke und rechte Wand leicht mit den Händen erreichen. Patrizia und Katrin verschwanden derweil in einer anderen Kabine.
„Hey, der ist aber süß“, hörte ich Katrins verhaltene Stimme. „Psssst, ja, der ist Klasse.“ flüsterte Patrizia. In diesem Moment ging die Tür auf und eine Gruppe Mädchen drängte lärmend und kichernd in den Saal. Ich schaute mich in der Kabine um und erschrak. Die Wände zwischen den Kabinen waren löchrig wie ein Schweizer Käse. In jeder der Zwischenwände links und rechts waren mindestens drei faustgroße Löcher in unterschiedlicher Höhe. Man würde mich also vielleicht von den Nachbarkabinen bemerken. Ich verhielt mich still und wartete ab.
Die Mädchen verteilten sich lachend und schwatzend in den Kabinen, wobei scheinbar mehrere Mädels sich gleichzeitig in eine Kabine zwängten. Nachdem meine Kabine als besetzt erkannt wurde, füllten sich ausgerechnet meine Nachbarkabinen mit mehreren Girls. Verdammt, dachte ich, jetzt brauchen die nur durch die Löcher zu gucken und ich bin dann plötzlich der Spanner.
Ich hörte links und rechts die Unterhaltung während die Kleider raschelten als sie sich entkleideten. Die Unterhaltungen bezogen sich auf Kleidung und Körpermerkmale wodurch ich ziemlich neugierig wurde. Ich überwand mich schließlich, schaute durch eines der Löcher und war wie elektrisiert. Da standen in der rechten Kabine zwei halbnackte Schönheiten, die gegenseitig ihre Brüste in der Hand hatten um sie zu vergleichen.
Ihre schlanken Körper waren zum greifen nah und die engen rosa Höschen der Einen berührten fast mein Guckloch.
Ich sah, aufgrund der günstigen Lage des Loches in Bauchhöhe, direkt das Dreieck ihrer Scham unter dem engen Slip vor mir.
Dabei konnte ich, unter dem stark gewölbten Schambein ihrer Vulva, die Kräuselung ihrer Schambehaarung erkennen.
Ich wechselte zu dem Guckloch in Kopfhöhe und betrachtete mir ihr Gesicht. Sie war attraktiv und ihre grünen Augen gaben ihrem leicht gebräunten Gesicht ein exotisches Aussehen. Die Haare waren dunkelrot gefärbt und in einem dicken Pferdeschwanz zusammengebunden. Die sinnlich aufgeworfenen Lippen und ihre makellos weißen Zähne machten weckten aufgeregte Gefühle in mir.
Die Andere war schlanker, zartgliedrig und Blond. Ihr nacktes Dreieck war deutlich sichtbar und ich erkannte dass sie rasiert war. Ein schmaler Steg blonder Schamhaare blieb jedoch in der Mitte zurück und bedeckte kaum ihren vertikalen geröteten Schlitz. Sie war vollständig nackt und hatte ihre blonden Haare zu zwei abstehenden Zöpfen am Kopf gebunden. Auch sie war süß anzuschauen, mit ihrem jungmädchenhaften Gesicht Überwältigt fuhr ich zurück um an der anderen Seite die Löcher zu inspizieren. Hier standen auch zwei Beautys und schminkten sich. Da der Spiegel wohl an meiner Wandseite hing, standen sie mit dem ganzen Körper mir zugewendet direkt vor den Gucklöchern. Eine hatte sich schon das besagte knappe Trikot übergezogen, die Andere stand völlig nackt vor mir. Diese hatte ihre Scham total rasiert, jedoch ein paar schwarze Haare kringelten sich über ihren wulstigen Schamlippen. Überhaupt hatte sie ungewöhnlich lange und dicke innere Schamlippen, die rot und lappig aus ihrer Vagina quollen. Hier gab es leider nicht die richtigen Löcher in Kopfhöhe um direkt ihre Gesichter zu sehen. Alle vier Mädels hatten aber eine sehr schöne Figur und wunderschöne runde Brüste.
Ein merkwürdiger Geruch von Frauenschweiß, Intimgeruch und Parfüm machte sich breit. Ich spürte die Erregung in mir aufsteigen. Scheinbar machte keine Gebrauch von den Wandlöchern und ich wurde immer mutiger. Ich öffnete meine Hose und zog sie aus. Dann nahm ich meinen steifen Knüppel in die Hand und schaute wieder durch die verschiedenen Löcher in der rechten Wand.
Die zwei Mädchen, die gegenseitig ihre Titten befühlt hatten, schienen jetzt deutlich zu werden. Das schöne Mädchen im rosa Höschen, dass ich zuerst bewundert hatte, saß auf der kleinen Bank, die Beine gespreizt, während die Blonde vor ihr stand, einen Fuß auf der Bank und sich die Scham rieb. Die sitzende Schönheit sah ihr dabei zu, steckte sich die Hand unter das Höschen und rieb ihre Vagina. Mit der anderen Hand streichelte sie den Hintern und Schenkel der Blonden Ich beobachtete die Szene und wichste mit zunehmender Geilheit meinen Penis. Ich stellte mir vor, wie ich einfach meinen Schwanz durch das Loch steckte und beim Höhepunkt mein Sperma auf die zwei Girls spritzte.
Ich sollte mich zurückhalten, denn wollten die Mädels nicht ihre Tanzprobe machen? Wahrscheinlich blieben die Beiden allein zurück, um ihren lesbischen Neigungen nachzukommen.
Wieder wechselte ich die Seiten um die andere Kabine zu beobachteten. Als ich durch das mittlere Loch schauen wollte, fuhr ich erschrocken zurück, als mich zwei große braune Augen anstarrten. Ich drehte mich weg und erkannte, dass auch aus der anderen Seite interessierte Blicke auf mich gerichtet waren. Rufe der Überraschung ertönten und von der anderen Seite kamen anerkennende Bemerkungen. Ich sah auch hier, wie die zwei Mädels mich an den Löchern beobachteten. Ich hatte immer noch meinen harten Penis in der Faust und war eindeutig beim Wichsen ertappt worden. Auch von der Rothaarigen kamen anerkennende und anzügliche Bemerkungen, so dass ich meine Hemmung verlor und demonstrativ weiter wichste.
„Hey, du mach weiter, zeig uns was du hast“, hörte ich die Eine aufgeregt rufen. „Zeig uns dein Schwanz du geiler Kerl“, feuerte die Dunkelhaarige mich an. Dann wechselte sie zu einem anderen Wandloch das tiefer lag und hielt dort ihre Fotze mit den großen Schamlippen an die Öffnung. „Guck mal hier“, neckte sie und rieb die Schamlippen.
Die Andere hielt ihre Lippen an die obere Öffnung spitzte sie und lockte: „Komm, küss mich“.
Sie waren sich scheinbar sehr sicher, dass ich ihnen nicht gefährlich werden konnte und deshalb auch sehr übermütig. Auf der anderen Seite ging es auch weiter. Die hübsche Rothaarige hatte ihren Mund am Loch in der mittleren Höhe postiert, streckte ihre lange Zunge durch das Loch und fuhr damit hin und her. Es war wirklich einladend, die richtige Höhe um im Stand meine Keule in ihren zauberhaften Mund zu schieben.
Es war eine irre Situation. Es war wie in einer Pepshow, nur stand ich jetzt auf der anderen Seite und war Objekt der Begierde. Also gut, sollten die Girls was zu sehen bekommen. Ich drehte mich langsam um die eigene Achse und wichste dabei demonstrativ meinen knallharten Schwanz. Anfeuernde Rufe, kichern und Gejohle war die Folge. Die Mädchen drängten begeistert an die Gucklöcher um mich von allen Seiten zu sehen.
Die Mädchen wurden immer mutiger und wechselten zu den unteren Öffnungen um meinen Schwanz frontal in Bauchhöhe bewundern zu können. Ich wedelte mit meiner Keule, direkt vor den Gucklöchern meiner Beobachterinnen herum und entblößte meine Eichel vor ihren neugierigen Augen. Ich wurde richtig unverschämt und schwenkte den geschwollenen, mit dicken Adern überzogenen Phallus dicht vor den Löchern um ihnen den Anblick meiner nassen Schwanzspitze zuzumuten.
Überrascht war ich, als plötzlich die spitzen Zungen der Mädchen aus den Öffnungen ragten. Die unglaubliche Gelegenheit war zu verlockend um nicht mit meiner pralle Eichel nacheinander über die rosa Zungenspitzen zu streichen. Mein klebriger Lustschleim haftete an den Zungen der Mädchen, die sich sogleich über die Lippen leckten.

Sex in der Kabine

Plötzlich klopfte es an die Tür. „Hallo, Mike, wir sind es, mach auf“, drängte Patrizia. Ich wusste, sie hatten gemerkt was da abging und bekam jetzt eine Standpauke. Ich konnte es nicht mehr ändern und versuchte nicht, meinen Penis zu verbergen als ich die Tür öffnete.
Patrizia und Katrin kamen herein uns schlossen die Tür wieder hinter sich. Ich trat zurück an die Wand, da es sehr eng wurde, behielt aber meinen Schwanz trotzig in der Faust. Patrizia hatte nun auch, wie Katrin das knapp geschnittene Trikot an. „Oh, wir wussten ja nicht, dass du dich so einsam fühlst, aber so hältst du unsere Gruppe von der Probe ab“, sagte Patrizia und rief in die Runde: „Äh, ihr geilen Weiber, darf ich vorstellen, das ist Mike“ „Ja, wir haben uns schon gedacht dass du ihn mitgebracht hast“, rief die dunkelhaarige aus der linken Kabine. „Wir kennen ja deinen guten Geschmack und wissen, dass du immer was Nettes für uns mitbringst.“ Gelächter klang auf.
„Schick ihn uns rüber“, verlangte die Rothaarige. „Er bleibt erst mal bei uns um sich zu entspannen, sonst kommt er nicht durch die Tür“, meinte Patrizia grinsend, worauf wieder Gelächter einsetzte.
Es war nun ziemlich eng für uns drei in der Kabine, besonders, weil mein Penis knüppelhart vom Körper abstand.
Besonderst die Anwesenheit von Katrin steigerte mein Verlangen. Ich konnte nicht vermeiden, dass mein Steifer sich gegen die Schenkel der Mädchen drückte.
Die Berührung mit Katrins schlanker Figur brachte meinen Schwanz fast zum kochen. Schon rann ein klarer Lusttropfen aus meiner Eichel und hinterließ feuchte Flecken auf Katrins Trikot. Katrin starrte wie hypnotisiert auf meinen Penis. Mit ihren hinreisenden großen, blauen Augen, starrte sie unverwandt auf meinen Schwanz mit der feuchten Eichel.
Sie setzte sich auf die kleine Bank ohne ihn aus den Augen zu lassen und leckte sich über die sinnlichen Lippen.
Unter ihrem engen Trikot, zeichneten sich die Brustwarzen hart auf ihren vollen Brüsten ab.
Patrizia griff sich meinen Schwanz, drückte die feuchte Spitze auf Katrins harte Brustwarzen ihrer sensationellen Titten und begann ihn langsam zu wichsen. „Schau ihn dir mal genau an Katrin, er schmeckt verdammt gut“, sagte Patrizia und hielt meinen harten Knüppel direkt vor Katrins schönes Gesicht. Sie zog, dicht vor Katrins geweiteten Augen, meine Vorhaut bis zum Ende über die Eichel, und legte damit die Kerbe dicht am pulsierenden Schaft frei.
Die Eichel war bis zu platzen gespannt und an ihrer Spitze zeigte sich die kleine Öffnung. Normalerweise ein winziger Schlitz, wurde sie unter dem Druck von Patrizias schlanken Fingern zum zuckenden Loch, aus dem klarer Schleim Quoll. Lustvoll präsentierte Patrizia meine Knüppel in allen perversen Einzelheiten. Schneller als ich reagierte, beugte sie sich nach unten, fuhr mit der Zunge um die Kerbe und leckte die Lusttropfen von der Eichelöffnung.
Sie überraschte mich schon wieder, als sie hochfuhr, mit der Zungenspitze über Katrins Lippen fuhr und sie kurz darauf in ihren Mund schob. „Hmm.., merkst du jetzt wie lecker sei Schwanz schmeckt?“, fragte sie erregt. Katrin leckte sich die sinnlichen Lippen, dann starrte sie wieder staunend auf meine Schwanzspitze. Langsam und hingebungsvoll schmiegte sie dann ihr Gesicht gegen den Knüppel und küsste zart, fast vorsichtig die pochenden dicken Adern auf meinem massiven Schaft.
Patrizia hielt meine Schwanzwurzel fest, während Katrin ihr Gesicht liebkosend über die nasse Eichel rieb und sich die hervorquellenden klebrigen Tropfen über ihre Wangen und Lippen schmierte. „Katrin wird dir gleich einen blasen“, meinte Patrizia, packte Kerstins Kopf und drückte ihn so heftig auf meinen harten Penis bis er in ihren Mund einfuhr. Wie elektrisiert erlebte ich den Reiz meiner sensiblen Eichel in ihrer warmen Mundhöhle, als sie mit trommelnder Zungenspitze gegen meine Penisöffnung hämmerte. Kerstin war ein Naturtalent und gar nicht mehr so zurückhaltend, saugte und lutschte sie schließlich mit ihren sinnlichen Lippen an meiner Eichel. Patrizia wichste während dessen weiter an meinem dicken, pochenden Schaft und schob ihn Schritt für Schritt weiter und weiter in den Mund ihrer süßen Freundin.
Einer geilen Eingebung folgend, hob ich einen Fuß neben Katrin, stieg mit dem anderen auf die Bank, und stellte mich breitbeinig über sie. Ich hielt mich mit den Händen am oberen Rand der Zwischenwand fest und begann mit dem Becken anzüglich über Katrins Gesicht zu kreisen. Patrizia folgte mir, richtete sich auf und wichste weiter meinen Schwanz. Sie küsste meinen haarigen Sack und machte sich dann mit der Zunge, über meine frei schwingenden Eier her.
Voller Geilheit genoss ich die Situation, als ich unwillkürlich über die Zwischenwand blickte. Ich schob den Kopf etwas über den Rand und sah zwei Girls, die zu mir aufblickten und mich anfeuerten. Es waren die Beiden, die sich am Spiegel geschminkt hatten und die dunkelhaarige, die mir ihre Vagina mit den dicken Schamlippen durch das Loch präsentiert hatte. Sie massierte sich provozierend zwischen den Lenden, fuhr mit dem Finger durch ihre Fotze und streckte mir dann den nassen Finger nach oben. Ich schnappte gierig danach und lutschte ihn ab, als ich den hellen Fotzenschleim erkannte, der auf den lackierten Fingernägeln schimmerte. Ich saugte den würzigen Geschmack des klebrigen Fingers in meinen Mund und war außer mir vor Lust.
Mehrmals gab sie mir ihren Finger zu kosten bis ich mich wieder auf Patrizia und Katrin konzentrierte. Gleichzeitig nuckelte Katrin immer intensiver meinen Kolben. Sie schob ihren Kopf vor und zurück ja sie verschlang ihn regelrecht. Sie war total heiß und saß unter mir, mit breit geöffneten Schenkeln auf der Bank. Zwischen ihren schlanken Beinen, sah ich einen feuchten Fleck ihrer Lust, der sich auf dem Stoff über ihrer Vagina ausbreitete.
Patrizia hatte auch die Erregung von Katrin bemerkt, und wichste mit erhöhter Geschwindigkeit. Katrins Kopf jagte immer schneller vor und zurück, die seidigen schwarzen Haare ihrer Pagenfrisur schwangen hin und her. Ihre Augen mit den langen schwarzen Wimpern, waren hingebungsvoll geschlossen.
Mein juckender Schwanz fing verdächtig an zu zucken so dass ich mich fürs Erste zurückziehen musste. Speichel floss klebrig aus ihrem Mund als sich Patrizia den triefenden Prügel schnappte um ihn weiter zu lutschen. Ich entzog ihn ihr jedoch wieder denn ich wollte noch nicht losballern und stieg von der Bank.
Währenddessen hatten die Mädels nebenan gierig durch die Löcher gestarrt, und unser Treiben lustvoll beobachtet.
Das geile Keuchen und Stöhnen kam wahrscheinlich von ihrer Handarbeit, mit der sie sich selbst Erleichterung verschafften. „Ja komm, gib es ihnen, spritz sie voll“, war zu hören. „Komm, fick sie endlich richtig“, kam es von der anderen Seite. „Komm zu uns, wir machen es dir richtig“, waren weitere Ankündigungen.
Ich hatte in der Zwischenzeit meine Hände unter die engen, aber dehnbaren Trikots von Katrin und Patrizia geschoben, um mit den Fingern ihre Fotzen zu reizen. Katrin hob ihren Unterleib von der Bank hoch und streckte mir ihre Fotze entgegen. Sie schlang die Arme um meinen Hals und küsste mich Leidenschaftlich auf den Mund, während ihr Becken heftig rotierte.
Ich rieb durch die Furchen von Katrins nassen Schamlippen und bohrte den Mittelfinger in ihre erstaunlich enge Scheide. Sie stöhnte mit heller Stimme, wimmerte und hechelte kurzatmig vor Geilheit ohne sich von meinem Mund zu lösen.
Patrizia stand breitbeinig neben mir, hatte meine andere Hand genommen und führte sie selbst über ihre Fotze.
Dann löste sie sich von mir, stand auf und zog meine Hand aus Katrins Vagina. Enttäuscht löste sich Katrin von meinem Mund den sie mit wilden Zungenküssen versorgt hatte.“ „Was ist los“, meinte sie fragend und atemlos.
„Stellungswechsel“, kommandierte Patrizia.
Sie drückte uns zur Seite und zog die kleine Bank etwas in die Mitte. Als ich mich an die Wand drückte, hatte eines der Mädchen auf der anderen Seite gierig ihren Mund gegen eine Wandöffnung gedrückt und lies die Zunge rotieren.
In meiner Geilheit lies ich diese Gelegenheit nicht ungenutzt, und schob meinen Schwanz durch das Loch in den Mund des Mädchens. Begeistertes und überraschtes Mampfen an meinem harten Knüppel war die Folge und ein anderer Mund drängte sich saugend an meinen Schaft.
Nicht schlecht, dachte ich verrückt vor Erregung, ohne die Gesichter zu sehen, die zu diesen Mündern gehörten. Die Zwei schlangen voller Inbrunst an meinen Schwanz und hätten beinahe meinen Höhepunkt ausgelöst. Sabrina umschlang mich von hinten, und zog mich zurück. „Eins nach dem Andern“, tadelte sie belustigt. „Komm zurück, wir sind noch nicht Fertig“ kam der Protest aus der Kabine „Ich komme auch noch zu euch, Versprochen“, kündigte ich an. Geiles Kichern war zu hören „Leg dich auf die Bank. Ich zeige dir mal wie gelenkig Katrin erst ist“, sagte Patrizia in Anspielung auf unsere vorherige Aktion. Ich legte ich mich erwartungsvoll zurück, mit dem Rücken längs auf die Bank und stemmte die Beine breit nach außen auf den Boden.. Dabei lies den Kopf aufliegen und die Arme nach außen hängen.
Patrizia stellte sich breitbeinig über meinen Unterleib, schob ihr Trikot im Schritt zur Seite und senkte sich auf meinen Steifen Pfahl ab. Er drang ohne Probleme in ihre rosige süße Scheide ein und sie begann sich breitbeinig auf und nieder zu bewegen. Immer schneller fickte sie mich und stöhnte dabei genussvoll.
Katrin machte sofort mit und stellte sich breitbeinig über meinen Kopf , jedoch so dass sie Patrizia zugewandt war und sie anschaute. Katrin hatte ihr Trikot ausgezogen und präsentierte sich in wundervoller Nacktheit. Ich sah direkt von unten ihren geilen Unterleib und zwischen den gegrätschten Schenkeln die deutliche Wölbung ihres Schambeins. Ihre Vagina war rasiert und die Schamlippen waren schmal und rosig wie bei einer Jungfrau.
Ich hob die Arme und umfasste von unten ihre Arschbacken. Katrin senkte ihr Becken weiter nach unten bis dicht über mein Gesicht. Ihre Vulva lag nun breit über mir und die fleischigen äußeren Schamlippen waren geöffnet. Sie legten die inneren rosigen Schamlippen frei, die sich wie Blütenblätter einer Rose öffneten, feucht und blassrosa schimmerten und in den geheimnisvollen Krater ihrer Scheide mündete.
Ich strich von unten an die Innenseite ihrer seidigen und festen Schenkel entlang, streichelte ihre gewölbte Vulva und fuhr mit den Fingerkuppen durch die Furchen ihrer Schamlippen. Sie strich sich mit ihren Händen von oben über den Bauch hinunter bis zum Schambein und zog seitlich ihres Venushügels die Vagina auseinander. Dadurch sah ich, wie sich ihre Schamlippen auseinander bewegten und die vor Nässe glitzernde Klitoris freigaben. Ich konnte nun direkt den kleinen Zapfen behutsam streicheln, was Katrin ein anhaltendes lustvolles Stöhnen entlockte.
Sie kreiste mit dem Becken verlangend über meinem Gesicht und starrte voller Lust auf mich hinab. Ich sah an ihren Schenkeln vorbei nach oben, die enormen Brüste und ihren lüsternen Blick, bevor sie sich hemmungslos voller Geilheit auf mein Gesicht abließ Ihre warme Fotze legte sich feucht auf meinem Gesicht und verströmte einen geilen erregenden Intimgeruch.
Ich streckte meine Zunge aus und durchfuhr die Falten ihrer Schamlippen, um die Klitoris zu finden. Ich fand auch bald die glatte Perle, eingebettet zwischen ihren Schamlippen und massierte sie mit mein er rauen Zunge. Immer ungestümer ritt Katrin auf meinem Gesicht, rieb ihre nasse Fotze darüber. Ihr Stöhnen wurde intensiver und ihr geiler Lustschleim rann in über mein Gesicht.
Als ich schließlich meine Zunge in ganzer Länge in ihren Krater drückte, kündigte ihr zuckender Scheidenkanal den unausweichlichen Orgasmus an. Währenddessen hatte Patrizia meinen Knüppel so intensiv gefickt, dass auch ich wieder kurz vor dem Höhepunkt war. Sie kam mir jedoch zuvor und umarmte in wildem Ritt Katrin, um mit ihr gemeinsam den Orgasmus zu erleben. Unter lauten schluchzen und wimmern, hämmerten Sie ihre Fotzen auf meinen Penis und in mein Gesicht. Ich schluckte reichlich Katrins abgesonderten Fotzensaft, bis beide sich erhoben um die Position zu wechseln.
Unsere Zuschauerinnen hatten uns zwischenzeitlich mit anfeuernden Zurufen bedacht und unterbreiteten uns einige obszöne Vorschläge. „Fick sie in den Arsch“, rief die Schwarzhaarige mir zu. „Fick sie lieber in den Mund“, verlangte die hübsche Rothaarige.
Ich lag noch immer mit hoch aufgerichteten Phallus auf der Bank. Katrin war noch völlig aufgelöst beugte sich über das Rohr, rieb den Schaft und schloss ihre Lippen um die Eichel. Patrizia küsste mich leidenschaftlich und leckte mir zwischendurch Katrins Saft vom Gesicht.
Dann richtete sie sich auf, stellte sich, wie vorher Katrin breitbeinig über meinen Kopf und senkte ihren Unterleib auf mein Gesicht ab. Sie zog vorab ihre Schamlippen auseinander und drückte ihre klitschige kleine Vagina auf meine herausgestreckte Zunge. Ihre Scheide war nicht ganz so eng, und die Schamlippen und vor allem die geschwollene Klitoris waren etwas größer als die von Katrin.
Katrin hatte ihre Blasnummer unterdessen unterbrochen, sich über mich gegrätscht und führte meinen Schwanz in ihren triefende Scheide ein. Nun begann sie, wie vorher Patrizia, einen wilden Ritt. Die Beiden fickten rhythmisch im gleichen Takt, wobei Patrizia so heftig ihre Fotze auf mein Gesicht drückte, als wäre es ein Fahrradsattel. Katrins enge Scheide reizte meinen Penis zusätzlich durch zusammenziehen ihrer kräftigen Scheidenmuskulatur. Es kostete mich unmenschliche Überwindung nicht abzuspritzen.
Ich packte Patrizias Arschbacken und zog sie gierig auseinander. Sie hob sogleich ihr Becken nach vorne und rieb mir die Arschfurche durch das Gesicht. Durch ihre weit ausholenden Beckenbewegungen vor und zurück, rieb sie ihre Fotze und After wechselnd über meine ausgestreckte Zunge.
Als ich ihre Arschbacken noch weiter auseinander zog drückte ich die Zungenspitze mit kreisenden Bewegungen gegen ihre runzlige kleine Rosette. Das Kitzeln veranlasste sie zu kleinen spitzen Lustschreien. „Oh, Oh, was machst du? Oh ja, leck mir den Arsch“, keuchte sie. Nach kurzem Widerstand gab der Schließmuskel nach und meine Zunge flutschte ungebremst nein gutes Stück in den After. Nun folgte der Wechsel zwischen beiden Löcher und ich registrierte ihren unterschiedlichen Geschmack.
Patrizia zog nun selbst ihre Arschfurche weit auseinander und erleichterte mir so das Zungenspiel in ihren Anus.
Meine Arme wurden frei, so dass ich nach Katrins Schenkel greifen konnte. Ich schob die Hände weiter und umklammerte ihren festen Hintern, der sich fickend auf und ab bewegte.
Ich suchte nun ihren Eingang um meinen Finger in ihren After zu stecken. Katrin unterbrach schwer atmend ihre Bewegungen und ließ mich gewähren. Sie war scheinbar zu allem Bereit und genoss meine Bemühungen. Ich schmierte etwas von ihrem glitschigen Fotzenschleim auf den Finger und drang damit durch ihren engen Schließmuskel. „Ja, ja, ja, jaaaa“, stöhnte sie, kaum dass ich den Finger eingeführt hatte. Katrin bewegte sich, außer sich vor Lust, wieder auf und ab, wobei auch mein Finger in ihren After ein und ausfuhr. Ich fühlte meinen Schwanz durch die dünne Trennwand zwischen Scheide und After hoch und runter fahren.
Diese Situation steigerte in mir noch weiter die unerträgliche Geilheit. Patrizias Arsch und Fotze auf meinem Gesicht, den Finger im After der wahnsinnig erotischen Katrin die mich wild und hemmungslos fickte, drängte mich dazu bald loszuballern.
So war ich froh, dass die Beiden, in ihrem zweiten Orgasmus, wild vor Raserei, fast vergingen und jede Menge Lustschleim über mich ergossen. Sie waren außer sich vor Lust stöhnten und keuchten noch unbeherrschter als beim ersten Mal. Sie ritten erbarmungslos auf meinem Körper. Ich konnte nur mühsam meine Ejakulation unterdrücken, denn ich hatte noch etwas vor, vor allem weil ich den Zuschauerinnen noch einiges bieten wollte.
Es wurde langsam Zeit, dass ich meinen Abgang hatte, da ich die dauernde Erektion langsam als schmerzhaft empfand. Ich zog den Finger aus Katrins After und saugte mit dem Mund den Saft aus Patrizias Fotze. Patrizia und Katrin stiegen von mir herunter, noch halb außer Atem und verschwitzt. Mit ihren erhitzt geröteten Gesichtern wirkten sie noch erotischer.
Ich erhob mich und umarmte die Beiden gleichzeitig. Sie waren immer noch aufgewühlt und schmiegten sich an mich. Da mein Mund noch von Patrizias Lustschleim gefüllt war, mischte sich bei unseren gemeinsamen Zungenküssen der Speichel mit dem Intimsaft in unseren Mündern.
„Du bist ja potent wie ein Stier“, meinte Katrin atemlos. „Willst du uns fertig machen bevor du spritzt?“ „Ich habe es dir ja gesagt Katrin, er ist ein Phänomen mit seiner Kanone“ erwiderte Patrizia.
„Hey, lasst uns mal ran, dann kommt er auch zum Abspritzen“, tönte die Schwarzhaarige aus ihrer Kabine. Die hübsche Rothaarige hatte unterdessen ihren rosa Slip ausgezogen und hielt es durch ihr Guckloch. „Mike, nimm dir doch mein Höschen, wichs es voll wenn du magst und gib es mir zurück“. Ich nahm belustigt das Höschen an mich, hängte es über meinen harten Knüppel, wischte ihn trocken begann damit meinen Schwanz zu reiben. Zustimmung und Beifall aus den Kabinen begleitete meine Darbietung.
Katrin ergriff diesmal die Initiative und zog mir den Slip vom Penis. „Das könnte euch so passen, wir sind noch nicht fertig mit dir“, sagte sie lächelnd und warf den Slip wieder über die Trennwand. Lachend balgten sich die Mädels dort um das nasse Höschen, denn jede wollte daran lecken. Katrin legte sich nun selbst mit dem Rücken auf die Bank, die Beine am Ende auf den Boden gestemmt und die Schenkel geöffnet. Ihr Oberkörper und der Kopf lagen auf der schmalen Bank. „Komm stell dich über mich bettelte sie und schaute lüstern zu mir auf. Ich stellte mich breitbeinig über ihren Kopf, schaute hinunter auf Katrins gerötetes und verschwitztes Gesicht und bewunderte wieder ihre fantastische Schönheit.
Sie strich mit den Händen an meinen Beinen hoch bis zum Po, zog dann die Backen auseinander und führ mit den Fingern durch meine Arschfurche. Ich griff nach hinten, zwischen ihre gespreizten Schenkel und führte meinen Mittelfinger zielstrebig in ihre nasse Scheide ein. Ihr Unterleib wölbte sich meiner Hand mit fickenden Bewegungen entgegen. Ihr ging stoßweise vor Erregung, ihr Mund war geöffnet und ihre Zunge strich verlangend um ihre vollen, feuchten Lippen. Die ausdrucksvollen Augen blickten lustvoll auf meinen, über ihr schwingenden stahlharten Hammer mit seinem faltigen, haarigen Sack an der Wurzel.
Ich ließ die Eier über ihrem Gesicht hin und her schwingen, bis ich gierig die zuckende Eichel über ihre schönen Augen rieb. Ein glitzernder Lusttropfen löste sich aus meiner Penisöffnung und zog eine klebrige Spur über ihre Wangen. Sie streckte die Zunge lang heraus und leckte die Unterseite meines monströsen Hammers von der Eichel über den Schaft bis an die Sacknaht.
Ich hob den Schaft an und schob mein Becken dich über ihrem Gesicht nach vorn. Nun lag mein Analeingang, direkt über ihrem Mund. Ich senkte meinen After auf ihre Zunge, die hemmungslos durch meine Arschfurche leckte.
Langsam lies ich meinen Unterleib rotieren, rieb meinen After und mein Gehänge mit den prallen Eiern genussvoll über ihr wunderschönes Gesicht.
Patrizia hockte sich unterdessen hinter Katrins Kopf, an Ende der Bank auf den Boden, und schob ihren süßen Mund dicht vor meinem aufragenden Knüppel. Dann umfasste sie ihn, und fing an, ihn gegen ihren Mund zu wichsen. Sie schob ihre Lippen über meine triefende Eichel, und schob ihren Mund tief über den pulsierenden Schaft.
Katrin wühlte darunter ihr Gesicht in meine Leisten, leckte gierig die Unterseite meiner Eier und die Schwanzwurzel, die aus Patrizias Mund ragte. Ich verlor fast die Beherrschung, griff in Patrizias lange blonde Haare und rammte meinen Knüppel bis zum Anschlag in Ihren Rachen. Dann zog ich meine Arschbacken auseinander bist der Schließmuskel auseinander klaffte und rieb mit meinem ganzem Gewicht über Katrins Mund. Hemmungslos fickte ich Patrizias Mundhöhle während Katrin laut schleckend in meinen Schließmuskel einfuhr, wodurch ich mehrfach in ihren Mund furzte.
Als ich unausweichlich meinen nahenden Höhepunkt fühlte, zog die Finger aus Katrins Fotze und nahm den Schwanz aus Patrizias Mund. Dann schob ich ihn zwischen Katrins willigen Lippen. Auch ihr Rachen wurde mit tiefen Stößen bis zum Anschlag gefickt. Da explodierte meine Keule urplötzlich in ihrem Mund. Der krampfartig zuckende Hammer füllte blitzschnell ihren saugenden Mund und schoss die gewaltige Ladung meiner unmenschlichen Lust bis tief in ihre Kehle. Ich zog schnell den spuckenden Prügel aus ihrem Mund, und richtete, die nächste Entladung der heißen schleimigen Kaskade gegen Patrizias Puppengesicht und in ihren geöffneten Mund. Die Spritzer stieben in alle Richtungen davon und verteilten sich willkürlich über die Köpfe der Beiden. Der nächste Schuss spritzte bereits vollständig in Patrizias schnappenden Mund.
Wie in Zeitlupe erlebte ich, wie Patrizia sich blitzschnell meinen Schwanz griff als sich die folgenden Salven klatschend in Katrins schönes Gesicht entluden. Sie wurden von Patrizias kundiger Hand in Katrins Mund gelenkt, bis er überlief. Die beiden schluckten dann abwechselnd die wilden Schübe meiner schleimigen Eruptionen, bis Patrizia die letzten Spritzer willkürlich über Katrins Gesicht und Kopf verteilte.
Das Sperma aus ihrem eigenen überfüllten Mund, floss aus den Mundwinkeln über ihr Kinn, sammelte sich an der Unterseite und troff als zähes, schleimiges Rinnsal auf Katrins Gesicht. Dieser Orgasmus war so gewaltig und massiv, das die Mädchen noch lange an den Ergüssen zu schlucken hatten. Sie vollzogen hemmungslos ein perverses Spiel, leckten sich gegenseitig den Schleim vom Gesicht, spuckten die schaumige Pampe wieder aus und saugten die klebrigen, Tropfen wieder in den Mund zurück Ich erwachte wie aus einem Traum, betrachtete mir das Ergebnis dieses Infernos und die völlig verschmierten Gesichter der Beiden. Dann zog ich meinen tropfenden Schwanz, aus Patrizias Hand. Ich richtete mich erschöpft auf und beobachtete die Mädchen. Patrizia spuckte das Sperma in perverser Geilheit in Katrins offenem Mund, aus dem schon Schleim aus den Mundwinkeln floss. Besonders in Katrins schwarzen, glänzenden Haaren waren reichlich die weißen Spuren meiner Querschläger zu sehen. Als Katrin sich aufsetzte, floss das Sperma in breiten Spuren ihren Körper hinab, rann über ihre Brüste, Bauch und sammelte sich auf ihrer Scham.
Erst jetzt wurden mir wieder die Stimmen und das erregte Plappern der Mädels bewusst, die ständig die Gucklöcher wechselten und sich um die beste Aussicht stritten. „Hey, Mike lass uns noch was übrig.“ „Ja gib uns was ab“, kam von der anderen Seite „Das war geil. Hast du gesehen wie er gespritzt hat?“ „Oh ja, ich habe extra meinen Mund an das Loch gehalten, aber er hat vorbei getroffen“, erkannte ich die hübsche Rothaarige „Mike, mein Höschen ist noch bei dir. Wisch die Zwei damit ab und gib es mir dann zurück.
Geiles Kichern und seufzen hielten an. Wie auf Kommando wurden jetzt in allen Kabinen die Slips der Mädchen über die Trennwände geworfen. „Bitte unsere Höschen auch“, bettelten die aufgestachelten Girls. Gute Idee, dachte ich und hob das rosa Höschen auf .Ich hatte es schon mal am Penis und wischte nun damit Katrins Gesicht ab.
Verschmiert und klebrig steckte ich das Höschen wieder durch das Loch in der Wand. Begeistert nahm die Rothaarige es zurück „Steffi, du Sau“, hörte ich den überraschten Ruf des schlanken blonden Mädchen nebenan. „Stell euch vor, sie leckt tatsächlich die Sauerei vom Höschen.“ Ich wischte mit den anderen Slips auch Patrizia Gesicht und den Körper ab, warf sie über die Trennwand zu den Mädels zurück. Man hörte die begeisterten Stimmen der Girls und konnte sich vorstellen, wie sie sich die nassen Slips in den Mund schoben oder über ihre Fotzen rieben.
„Hallo, ihr geilen Schnecken“, rief Patrizia „nun habt ihr genug gesehen, Katrin und ich gehen mal kurz in den Waschraum, dann müssen wir unbedingt noch mal unsere Übungen nachholen.“ Katrin streichelte noch einmal meinen schlappen Schwanz, und küsste mich. “Bitte bleib noch hier, bis wir fertig sind“, sagte sie und verließ mit Patrizia die Kabine. Es schien mir, dass ich Katrin sehr gefiel. Sie gefiel mir auch, sie war eine richtige Schönheit und war zudem sexuell völlig hemmungslos.
Die anderen Girls verließen auch lärmend ihre Kabinen, machten meine Tür auf und drängten zu mir hinein. „Schau mal Mike, wir haben die Höschen wieder an und lassen sie jetzt am Körper trocknen. Der Raum war bald zu eng für uns alle und als die Mädchen versuchten mich zu küssen und nach meinen Schwanz greifen. „Komm Mike, leck bitte meine Muschi“, bettelte die Schwarzhaarige, die mir schon mal ihre große Fotze mit den riesigen Schamlippen an das Guckloch gehalten hatte. Ich wurde irgendwie wieder geil, doch ging im Moment nichts mehr. Ich musste mich erst erholen, bevor ich wieder genug Saft hatte.
„Ihr müsst doch jetzt Üben gehen“ , meinte ich verzweifelt. „Du hast recht. Ich bin übrigens Carola“. Dann umarmte sie mich heftig und gab mir einen intensiven Zungenkuss.
„Kommt Mädels, wir müssen uns umziehen“, kommandierte Carola und drängte aus der Kabine. Wie auf Kommando fielen die anderen mir um den Hals, pressten ihre Münder auf meinen Mund oder griffen mir an Penis und Eier. Nach kurzem Gerangel gaben sie mich endlich frei und verließen eilig die Kabine.

Der Auftritt

Noch außer Atem, von diesen Erlebnissen, ruhte ich mich aus und überlegte was nun noch kommen konnte. Ich hörte in den Duschräumen das Wasser rausche und das Gelächter der Mädchen. Nach einiger Zeit hörte ich Musik, und Patrizias Stimme, die im Takt Anweisungen für die Tanzschritte gab. Ich verließ die Kabine um die Mädels zu beobachten, ging nackt wie ich war, aus der Ankleide in den Tanzsaal und folgte der Musik. Ich sah am Ende des Saals eine Bühne mit Aufbauten und Kulissen. Die Mädchen standen dort in Formation in ihren hautengen Trikots und bewegten rhythmisch ihre aufregenden Körper im Takt der Musik.
Ich bewegte mich unauffällig an den Tänzerinnen vorbei und stellte mich hinter die Kulissen. Ich beobachtete nun die Bewegungen der grazilen Körper, die sich in erotischen Posen darboten. Sie hatten einige stapelbare Sitzwürfel aneinandergestellt um sie in ihren Übungen einzubauen. Sie stellten sich in Reihe vor die Würfel, mit Blick in den Zuschauerraum, beugten den Oberkörper akrobatisch zurück, und streckten die Arme aus um mit den Händen den Würfeln zu erreichen. Sie streckten ein Bein nach oben, gerade in die Luft und gingen zum Handstand über. Hoch aufgereckt grätschten sie nun die Beine auseinander, schwangen nach vorn und setzten die Füße wieder auf dem Boden auf.
Sie verharrten in dieser breitbeinigen Pose und wiegten die Becken im Takt der Musik. Bei dieser verlockenden Stellung überlegte ich mir, wie ich alle sechs der Reihe nach vernaschen würde. Die Vorstellung, mich zwischen die herrlichen Schenkel der sechs hübschen Girls zu drücken, und abwechselnd meinen Prügel in ihre nassen Fotzen zu schieben, machte mich schon wieder geil. Mein Riemen wurde steif und ich begann verhalten zu wichsen. Ich schaute mir ihre erotischen Gliederverrenkungen noch einige Zeit an, bis die Übungen fast zu Ende waren.
Allgemeine Zustimmung und Ermunterung erfolgte von ihnen, als sie mich bemerkten. Ich stand noch völlig nackt vor ihnen und hatte immer noch eine gewaltige Erektion. „Ja Mike, komm zu uns. Wir sind sowieso nicht bei der Sache, nachdem du uns so aufgegeilt hast und wir an deinem Sperma geleckt haben.“ , meinte Carola lüstern. „Ihr geilen Weiber“, tadelte Patricia. „Kaum habt ihr einen Schwanz gesehen, verliert ihr den Verstand.“ „Da kann ich euch helfen“, warf ich erfreut ein, und trat dichter an Frauen heran, die mir so wunderbar ihren Körper in eindeutiger Pose präsentierten. Mein abstehender Schwanz war genau in richtiger Höhe zu ihren Gesichtern. Ich konnte mich nicht mehr zurückhalten, und entschied mich, allen sechs abwechselnd, von links nach rechts den Mund zu füllen. Ich fing links an, mit der hübschen blonden Freundin der rothaarigen. Ich stellte mich breitbeinig über ihren Kopf, zielte mit der Kanone auf ihren Mund und zog provozierend langsam die Vorhaut von der Eichel zurück. Sie beobachtete mit großen Augen, den dicken Knüppel über sich und öffnete bereitwillig den Mund. Ich schob langsam und behutsam die pralle Eichel zwischen ihre Lippen, stieß den Schaft hinterher und fickte sie mit regelmäßigen Stößen in den Mund.
Anfeuernde Rufe kamen von den Anderen, die sich ähnlich wie meine Partnerin, mit dem Rücken auf die Würfel abließen. Sie grätschten ihre Schenkel auseinander, zogen den Beinausschnitt des Trikots über das Schambein, um sich ihre Fotzen zu reiben. Die Zuschauer von der anderen Seite, hätten jetzt genau zwischen die Beine der Tänzerinnen geschaut, während sie sich selbst befriedigten. Die Köpfe der Mädels lagen alle am Rand des Würfels, nebeneinander aufgereiht wie eine Perlenkette und warteten auf meinen Schwanz. Ich stand hinter dem Würfel der Kleinen die mich befriedigte, beugte mich über sie, und fuhr mit meiner Hand zwischen ihre Beine. Ich schob den Stoff von ihrem Schambein, teilte mit den Fingern ihre Schamlippen und drang in ihre Vagina ein. Ungestüm hob sie mir ihr Becken entgegen, während sie intensiv meinen Penis lutschte.
„Oh, komm auch zu mir“; flehte Steffi, die schöne rothaarige neben ihr. Ich zog also meinen, von Speichel triefenden Penis aus dem Mund der blonden, bewegte ihn zur Seite und schmierte ihn ihrer schönen Freundin über das Gesicht. Sie öffnete ihren Mund und ließ den Schaft tief in ihren Rachen gleiten. Mit meiner Hand rieb ich nun ihre Fotze, wobei meine andere Hand noch die Vagina der Blonden massierte. Dieses Gefühl, den saugenden Mund des schönen Mädchens zu ficken und dabei mit zwei Hände tief die nassen Scheiden gleichzeitig zu massieren, brachten mich wieder dicht an den Höhepunkt.
Ich musste mich dringend zurückhalten, da ich Alle noch haben wollte. Diese schauten mir schon erwartungsvoll und geil zu, wie ich mit meinem dicken Schwanz in den Mund des Mädchens fickte und masturbierten dabei. Ich zog meine Hände zurück, wechselte wieder zur Seite, um diesmal in den Mund der schwarzhaarigen Carola zu vögeln.
Gleichzeitig zog ich lustvoll an ihren fleischigen Schamlippen, bevor ich mit der ganzen Hand in ihre nasse Scheide fuhr..
Sie war besonders heiß, packte mir zwischen die Beine an die Eier und drang auch in meinen After ein. Ihr Kopf kam meinem Schwanz entgegen und schlang ihn bis zum Anschlag in ihren großen Mund. Ihre Fotze war besonders glitschig und nass, so dass ich fast mit der gesamten Faust eindrang. Die Finger meiner anderen Hand steckte ich nun in Steffis Scheide.
Carolas Partnerin aus der Kabine, lag neben uns und griff voller Ungeduld meine Schwanzwurzel, die aus Carolas Mund ragte. Sie schob ihren Mund vor Carolas Gesicht, leckte am Schaft, der aus Carolas Mund glitt und zog meinen Penis schließlich heraus. Als der Knüppel ins Freie sprang, schnappte sie sofort nach der nassen Eichel.
Schmatzend und schlürfend saugte sie den zuckenden Schaft in sich hinein.
Erst jetzt sah ich sie genauer an. Sie hatte ihr schwarzes glattes Haar zu einem kleinen Zopf am Hinterkopf gebunden, hatte asiatische, Gesichtszüge, und eine Stupsnase rund und süß. Ihre kleine Hand wichste meinen dicken, adrigen Schaft, während die pralle Eichel zwischen ihren fleischigen, aufgeworfenen Lippen verschwand.
Auch sie verstand es mich zum Wahnsinn zu saugen.
Auch ihr entzog ich mich wieder, weil Patrizia und Katrin schon sehnsüchtig warteten. Sie waren bereits total erregt und geil und masturbierten sich gleichzeitig, während sie gebannt meine Aktionen beobachteten. Sie hielten mir bereits auffordernd, ihre Gesichter Wange an Wange mit weit aufgesperrten Mündern entgegen. Unmissverständlich war das Signal, den beiden wunderschönen Girls mit den aufgewühlten, geröteten Wangen in die Münder zu ficken.
Genussvoll, mit stramm zurückgezogener Vorhaut, schob ich meinen zuckenden Hammer, den Beautys abwechselnd tief in den Rachen. Die Hände der Beiden wühlten gleichzeitig an meinem Unterleib und kneteten mir die Eier und den Arsch.
Mein Höhepunkt kündigte sich an, aber ich wollte mich noch nicht entscheiden, welchem Girl ich den Saft überlassen wollte. Am Besten allen gleichzeitig, hielt mich deshalb wieder zurück, zog meinen triefenden Schwanz ins Freie und erhob mich. Die ganze Zeit hatten die Mädchen, die ich momentan nicht bediente, perverse Kommentare von sich gegeben, feuerten mich an und verlangten lautstark nach meinem Sperma.
„Oh ja, das musst du auch mit uns machen“, raunte Carola erregt. „Ja komm zu uns“, meinte die hübsche Steffi und drückte ihr Gesicht mit weit geöffneten Mund an Carolas Wange.„Setzt euch alle nebeneinander, dann bekommt ihr meinen Saft“, sagte ich.
Die Mädels setzten sich auf den Boden dicht nebeneinander und bildeten drei Paare - Patrizia mit Katrin, Carola mit Steffi, die junge Sue mit der hübschen blonden Vanessa. Sie setzten sich alle dicht aneinander sperrten die Münder auf und ließen die Zungen im Mund der Partnerin kreisen.
Die Stellung war perfekt für mein großes Finale. Noch nie hatte ich eine Gelegenheit wie diese auch nur zu träumen gewagt. Sechs geile schlanke Girls, die Wange an Wange dicht zusammen saßen, und die weit geöffneten Münder auf mich richteten. Sie streckten mir ungeduldig die Zungen entgegen, auf denen sich ihr Speichel sammelte. Ich genoss den Anblick, der total enthemmten Weiber, die vollkommen willig auf meinen Erguss warteten, und wichste demonstrativ meinen Schwanz gegen ihre tropfenden Zungen. Sensationell, wie ihnen vor Geilheit, die Spucke in Mengen aus den Mundwinkeln über das Kinn lief. Ich hielt meine pulsierende Eichel in den klaren, schleimigen Speichel und wurde von sechs schleckenden Mäulchen zur Weißglut getrieben.
Ich baute mich vor den Mädchen auf, grätschte breitbeinig über ihre eng aneinander geschmiegten Köpfe und zielte mit meinem Stahlharten Knüppel auf ihre wartenden Münder. Ihre schönen, nassen Gesichter waren im Halbkreis um meinen pochenden Hammer postiert, und die gierig aufgerissenen Münder folgten jeder Bewegung meiner zuckenden Latte. Sie warteten konzentriert auf die Explosion meiner tropfenden Keule.
Ein letztes Mal verteilte ich meinen Lustschleim über die verschmierte Gesichter und Lippen, bevor ich es endgültig geschehen lies. Die Mädchen hatten ihre herrlichen sechs Augenpaare extrem aufgerissen und starrten gierig auf die rot-blau geschwollene Eichel. Mein Prügel zielte direkt auf ihre Lippen und die dicken blauen Adern am Schaft fingen deutlich an zu pumpen. Schnell öffneten sie, wahnsinnig vor Geilheit, so weit wie möglich ihre Münder.
Nun brachen endgültig die Dämme, und mit Macht stieg mein längst fälliger Höhepunkt in meinen Lenden auf. Unter krampfartigen Zucken entlud sich eine unglaubliche Ladung meines heißen Spermas und schoss aus meinem Rohr.
Ich ejakulierte direkt in die wartenden Münder der schönen Mädchen. Der erste Schuss traf so heftig in den Mund von Steffi und Carola, dass der Saft ihre Gesichter überflutete und auch noch die Gesichter der anderen Mädchen bespritzte.
Ich richtete sofort den Schwanz auf die hübsche Sue und spritzte meine zweite Ladung mit unverminderter Wucht komplett über ihr Gesicht. Vanessa neben ihr, schob ihr Gesicht schnell in die Schussbahn, so dass auch der nächste Erguss in ihr Gesicht klatschte und kraftvoll in den Mund eindrang.
Die nächste Entladung richtete ich eilig auf Patrizia und Katrin. Die Beiden hatten auch schon Spritzer abbekommen.
Sie hatten ihre Zungen weit aus dem Mund geschoben und dicht zusammen gedrückt. So platschte meine nächste Ladung geradewegs auf ihre verschlungenen Zungen, und überschwemmte ihre beiden Münder gleichzeitig bis tief in den Hals.
Wieder schwenkte ich meine Kanone zu Steffi und Carola. Nachdem das Sperma meines ersten Ergusses in langen Bahnen von ihren Gesichtern ablief, klatschte gleich die nächste Portion in ihre triefenden gierigen Mäuler. Schnell ejakulierte ich wieder über Sue und Vanessa, wobei mein Penis mit unverminderter Gewalt mein Sperma in glitschigen Kaskaden über ihre Köpfe und Gesichter spritzte. Dann füllte die schleimige Flut wieder Katrins und Patrizias Münder, die sich enthemmt den Saft in die Gesichter spukten.
Wie im Rausch registrierte ich die perverse Sauerei und prägte mir jede Einzelheit ins Gedächtnis ein. Breit gestreut und willkürlich, spritzte nun der Saft quer über alle Gesichter, verteilte sich über Stirn, Augen und Wangen der Mädchen. Klebrige Tropfen liefen aus ihren Mündern über das Kinn, den Hals bis über die Brüste. Sie hatten nun ihre Köpfe so dicht aneinandergedrückt, dass meine Entladungen in breiten Schüben gleichzeitig ihre hübschen Gesichter überfluteten. Bevor die heftigen Eruptionen nachließen, steckte ich den sprudelnden Schwanz nacheinander in ihre gierig schluckenden Münder.
Die triefenden Gesichter der Mädels drängten sich um meinen tropfenden Knüppel und pressten ihre Münder und Lippen gegen mein Geschlechtsteil. Mit weit ausholender Armbewegung umfasste ich ungestüm ihre Köpfe, zog sie gegen meine Leisten und fickte wahllos in die Masse der verschmierten Gesichter und schnappenden Münder. Der gigantische Höhepunkt wollte nicht enden und ich wusste nicht mehr, in welchem Mund ich mich ergoss. Ich hielt mich an ihren zerwühlten Haarschöpfen fest, und rammte meinen Prügel, unkontrolliert in ihre süßen Schnauzen.
Es war unglaublich. Während unzählige Mädchenhände meinen Unterleib bearbeiteten, spritzte mein Sperma weiterhin erbarmungslos aus meinem fickenden Rohr und pumpte schubweise den Rotz die schlürfenden Münder.
Die Mädchen saugten und lutschten mit lautem schmatzen und keuchen, die letzten Tropfen aus meinem Penis.
Wir waren jenseits aller Hemmungen und wussten nicht mehr was wir taten. So eine unglaubliche entfesselte Sperma Orgie hatte ich den tollen Mädels nie zugetraut. Sie konnten nicht genug bekommen, drängten sich um meine verschmierten Genitalien und lutschten die klebrige und haarige Masse meiner Eier ab. Langsam versiegte meine Quelle, was die geilen Mädchen zu noch intensiveren Bemühungen anspornte. Sie aßen gierig alles was aus meinem Penis quoll und spuckten sich den schaumigen Schleim gegenseitig in die Gesichter um ihn dann wieder von den Wangen abzuschlürfen.
Völlig fertig richtete ich mich auf obwohl unzählige Hände an meinem Sack und in der Arschfurche fummelten. Ich musste mich auf den Boden setzen, lehnte erschöpft an einen der Würfel und konnte jedoch kaum den gierigen Girls entkommen. Sie beruhigten sich erst langsam. Ihr Anblick war schockierend. Ihre Gesichter waren über und über mit schleimigen Sperma bedeckt, Lippenstift und Augenschminke waren verlaufen. Aus ihren Mündern troff der Schleim und bildete lange Rinnsale über ihre Körper. Jetzt erst sah man die Mengen meiner unglaublichen Ejakulation.
Die Trikots der Mädchen waren teilweise durchnässt und ihre Haare klebten in nassen Strähnen in ihren Gesichtern und Köpfen. Steffi, die schöne rothaarige kam zuerst hoch und stellte sich provozierend vor mich. Sie stellte ein Bein auf meine Würfel und zog das Unterteil Ihres Trikots zwischen den Beinen zur Seite. Sie entblößte ihre Vagina und zog die nassen, rot geschwollenen Schamlippen demonstrativ auseinander. Geil grinsend wischte sie sich mit dem Finger, einen Batzen zähen Spermas von ihrem voll gewichsten Gesicht und rieb die Soße über ihre Fotze und zwischen die Schamlippen.
Katrin hatte sich unterdessen von Patrizia gelöst und beobachtete Steffis geiles Spiel. Eilig richtete sie sich neben Steffi auf und schob mir ebenfalls ihren Unterleib entgegen. Ihr gewölbter Venushügel unter dem engen Schritt ihres Trikots war überdeutlich sichtbar. Als sie ihre Beine öffnete und mir ihre Vulva entgegen schob, zog sie ihr Trikot in die Länge, so dass sich der nasse Stoff ihres Trikots in den Schlitz ihrer Vagina klemmte. Lustvoll zog sie den Stoff so tief in die Kerbe, dass die äußeren Schamlippen sich aufwölbten und wie Würste hervorquollen.
Sie starrte lustvoll auf mich hinab. Wieder bewunderte ich ihr Aussehen, besonderst jetzt nachdem ich ihr schönes Gesicht so heftig voll gespritzt hatte. Ihre tiefblauen ausdrucksvollen Augen blickten verlangend unter den verklebten Augenbrauen und Wimpern auf meinen Mund. Ihr schwarzer Pony klebte in Strähnen an der Stirn und war von schleimigen Sperma Spuren. durchzogen Mit beiden Händen packte sie meinen Kopf und zog ihn in ihren Schritt. Sie presste ihre Vulva zwischen den gespreizten Schenkeln gegen mein Gesicht und rieb den nassen, von Fotzenschleim durchdrängten Stoff gegen meinen Mund. Ich roch ihren erregenden Intimgeruch, drückte die Zunge am Rand des Stoffes zwischen die Schamlippen, und drang in ihre Scheide ein.
Plötzlich spürte ich einen heftigen Ruck an den Haaren. „Jetzt bin ich dran“, hörte ich Steffis unwirsche Stimme. Sie riss meinen Kopf zur Seite und meine Zunge glitt aus Katrins triefender Fotze. Steffi drückte meinen Kopf zwischen ihre Schenkel. „Leck mir die Muschi“, stöhnte sie, außer Rand und Band.
„Hey, lasst uns auch mal ran“, rief Carola und zog Steffi unsanft von mir. „Aber langsam, ihr geilen Schnecken“, wendete Patrizia ein, um die Girls zu beruhigen. „Wenn ihr so weiter macht, läuft er noch weg und keine kommt auf ihre Kosten. Er soll sich erst einmal erholen und wir zeigen ihm erst mal welch Stellungen wir drauf haben.“, sagte sie emsig und zog ihr Trikot aus. Völlig nackt, stellte sie sich rückwärts dicht an meinen Würfel, den Hintern mir zugewendet, die Beine auseinander gestellt. Ich bewunderte ihren schönen Arsch und griff lustvoll in die knackigen Pobacken. Da beugte sie sich gelenkig vorwärts, und stützte ihre Arme auf den Boden. Zwischen ihren gespreizten Beinen hing der Kopf nach unten in Höhe meines Pimmels. Sie schnappte nach dem schlappen Schwengel, der in ihrem Mund wieder steif wurde.
Katrin trat dicht an sie heran, so dass sich Patrizias hoch gereckter Hintern zwischen uns befand und schaute mich grinsend an. Sie beugte sich über Patrizias Arschbacken, packte sie und präsentierte Patrizias Analfurche dicht vor meinem Gesicht. Dann zog sie provokativ die fleischigen Schamlippen der Vagina auseinander, so dass ich tief in den nassen Krater schauen konnte. Ich leckte durch die Fotze und steckte meine Zunge tief in die Scheide. Katrin leckte unterdessen Patrizias kleine Rosette am After, wir küssten uns zwischendurch und wechselten wieder in Patrizias Körperöffnungen.
Es war total geil, als unsere Zungen spürbar in Patrizias Scheide und After rotierten und die Bewegungen des anderen wahrnahmen. Ihr Unterleib krampfte sich lustvoll zusammen und ich übertrug den Lustschleim, der sich in meinem Mund angesammelt hatte wieder zwischendurch in Katrins Mund.
Die anderen Mädels hatten uns begeistert zugeschaut und wurden nun ebenfalls aktiv. Sie bauten sich um uns auf, fuhren sich mit den Händen in den Beinausschnitt ihrer Trikots und begannen zu masturbieren. Sue und Vanessa, die hübsche Blonde knieten sich links und rechts neben meine Beine. Ich hatte meinen Kopf halb zwischen Patrizias Beinen vergraben, winkelte die Knie an, drückte meine Schenkel weit auseinander und entblößte mein Gehänge Sie nahmen mein Geschenk an, kneteten meinen Sack, nahmen den Penis aus Patrizias Mund und strichen die nasse Eichel über ihre vorgestreckte Zunge. Steffi schob sich ebenfalls zwischen meine Beine, schloss beherzt die Lippen um meinen Penis, während Vanessa und die Sue noch weiter zwischen meine Lenden krochen. Dort leckten sie mit ihren rauen Zungen meinen faltigen Sack und saugte dann die haarigen Eier in ihre feuchten süßen Mundhöhlen.
Mein Schwanz wurde wieder knallhart in Steffis Mund, als auch Katrin von Patrizias After abließ, zwischen ihren Beinen nach unten glitt um Steffi bei ihrer Blasnummer abzuwechseln. Sie zog gierig meinen Knüppel aus Steffis Mund und schlang ihre lutschenden Lippen um meine vor Speichel triefenden Eichel.
Patrizia erhob sich, drehte sich zu mir um, grätschte breitbeinig über meine Schenkel und ließ ihren Unterleib lustvoll über den Köpfen der vier Mädel rotieren. Sie schob ihre Fotze dicht an meinen Oberkörper und stöhnte, als ich ihre Arschbacken packte und meinen Mund auf ihre Vagina presste. Katrin und Steffi wichsten sich erst gegenseitig meinen harten Penis in den Mund, zogen ihn raus und hielten ihn von unten gegen Patrizias Unterleib in Position.
Dann senkte sich die blonde Fee herab, und dirigierte die Beiden die meinen Stab in Richtung ihrer Fotze lenkten.
„Ja, haltet ihn gerade ja, jetzt schön“, hechelte sie, als mein Schaft in ihre Scheide fuhr. Während Patrizia wild auf und ab stieß und mich heftig fickte, legten sich Steffi und Vanessa lang zwischen meine Beine, leckten und saugten gleichzeitig meine Eier.
Ich legte meinen Rücken zurück auf den Würfel, hob meinen Unterleib hoch und setzte mich auf meine Fersen.
Dadurch hockte ich breitbeinig mit Abstand zum Boden, so dass die Mädchen auch meinen Arsch lecken konnten.
Sofort kam Katrin, nahm die Gelegenheit war, robbten unter meinen Hintern, drehte sich auf den Rücken und leckte in perverser Geilheit mein Arschloch. Sue. Während Steffi und Vanessa zur Seite gerückt waren um Katrin Platz zu lassen, beugten sie sich wieder über Katrin über meinen Sack um je ein Ei lutschten.
Während Katrin auf dem Rücken liegend, mit der Zunge durch meinen Schließmuskel in meinen After eindrang, schob Sue ihren Kopf auch noch dazwischen. Sie leckte meinen Schaft, immer wenn Patrizias Fotze rhythmisch hoch fuhr, und ihn beim ficken kurz freigab. Mein Hammer wurde wieder knallhart durch dieses unbeschreibliche Gefühl. Steffi und Vanessa lutschten meine Eier, Sue leckte meinen Knüppel der gleichzeitig von Patrizia gefickt wurde, während Katrins Zunge vibrierende in meinem After steckte.
Meine Hände erreichten die Unterleiber von Steffi und Vanessa und drangen tief in ihre Scheiden ein. Carola, die bis jetzt masturbierend zugesehen hatte, stellt sich breitbeinig hinter mich über den Würfel und drängte ihren Unterleib gegen meinen Hinterkopf. Automatisch legte ich den Kopf zurück auf den Würfel unter ihre Schenkel. Ich sah direkt über meinem Gesicht ihre dicken, runzligen Schamlippen, die sie eilig über meinen Mund rieb. Dann presste sie ihr Geschlechtsteil fest auf meinen Mund und ertränkte mich fast mit ihrem Fotzenschleim der reichlich aus ihrer Vulva quoll.
Ich konnte diese geile Stellung nicht lange ertragen, vier Mädchen an Sack und After, die fickende Patrizia über mir und Carola, deren geschwollene Clitoris während ihres nahenden Höhepunktes in meinem Mund zuckte. Kurz bevor ich abschießen wollte, stand Patrizia auf, schwang sich von meinem Unterleib herunter und wechselte mit Carola die Stellung. Ich bekam etwas Luft als zunächst mein Knallharter Prügel steil in die Höhe ragte und von Steffi, Vanessa und Sue gierig geleckt wurde.
Ich sah, wie Carola sich, breitbeinig über meinem Schaft und den vier Mädels stellte, ihre Arschfurche auseinander zog und sich mit ihrem Analeingang auf meine Eichel abließ. Dabei präsentierte sie mir ihre klaffende rote Höhle, während mein Pfahl in ihren After glitt.
Patrizia hatte sich währenddessen über meinem Kopf postiert, indem sie einen Fuß auf die Box stellte und ebenfalls mit den Händen ihre Scheide öffnete. Sie masturbierte nun wild, und senkte dabei ihren Unterleib dicht über mein Gesicht. Sie keuchte erregt, als sie den hellen Lustschleim in meinen Mund tropfen ließ. Auch Carola keuchte und ihr After massierte meinen Penis, indem sie nur durch Kontraktion ihrer Schließmuskeln meinen Schwanz zum unerträglichen Jucken brachte.
Ihr Gewicht lastete auf meinen Lenden und ich setzte mich vollständig auf Katrins Gesicht. Sie hatte die Hände unter meine Arschbacken geschoben, zog die Arschfurche auseinander um den Aftereingang noch weiter zu öffnen. Ihre rotierende Zunge füllte nun den gedehnten Schließmuskel, und als Carola beim Arschfick meinen Hintern nach unten rammte, drang auch noch ihre schmale Nase durch meinen stinkenden Muskelring.
Ich zog meine Finger aus Steffis und Vanessas Fotzen und drang in ihre kleinen Polöcher ein. Während sie neben mir hockten und meine Eier leckten, drangen meine Zeigefinger langsam immer tiefer in ihren engen Darm. Den Daumen drückte ich durch die Schamlippen bis in die Scheide. Carola war nun soweit. Sie rammte ihr Becken auf meinen Pfahl und drückte dabei immer fester meinen Arsch auf Katrins Gesicht. Hysterisches Wimmern und Schluchzen begleiteten ihren Orgasmus. Ich selbst hielt mich zurück, um den vier anderen Girls auch noch einen Abgang zu verschaffen.
Nachdem Carola abgestiegen war, rappelte ich mich von meiner, nicht mehr bequemen Lage vor der Box auf und kümmerte mich verstärkt um Katrin, Vanessa, Steffi und die Sue. Ich musste mich schon sehr beherrschen, um nicht schon wieder vorzeitig in die Gruppe der schönen Mädchen zu Ejakulieren. Sie umringten mich, sahen sehnsüchtig auf meinen riesigen Penis, der wippend wie eine Stahlfeder vom Körper abstand.
„Kommt, beugt euch über die Würfel“, verlangte ich von den vier Mädels. Sie waren sofort im Bilde, schoben drei Würfel zusammen, stellten sich breitbeinig davor und stützten sich mit den Armen darauf. Sie präsentierten mir aneinandergereiht ihre herrlichen Ärsche indem sie mit einer Hand die dehnbaren Trikots aus der Spalte zogen. Ich sah ihre Schamlippen und darüber die kleinen Rosetten des Hintereinganges.
Überwältigt vor Geilheit streichelte ich die Geschlechtsteile und Analöffnungen der Mädchen. Begeistert schoben sie mir ihre Ärsche entgegen. Ich baute mich hinter Steffis geilen Arsch auf, zwischen Katrin und Vanessa, und zog mit einem Ruck ihr Trikot aus der Furche.
„Oh ja, gib mir deinen geilen Prügel in den Arsch“, jammerte Steffi und hatte erstaunlicherweise jegliche Zurückhaltung abgelegt. Ich zog jedoch zuerst meine pralle Eichel durch die Arschfurche und gegen den Schließmuskel der kleinen Sue. Mit etwas Druck gab der runzlige Muskelring nach und ich fuhr langsam in den engen Kanal ihres Afters ein.
Sie quiekte und jammerte vor Lust und als ich meinen Dicken bis zum Anschlag in ihren After schob. Sie presste rhythmisch ihren Schließmuskel um meine Peniswurzel, was meinen Schwanz fast zum platzen brachte. Ich begann nun, sie langsam zu ficken während ich links und rechts die Mösen von Katrin und Vanessa massierte. Steffi ergriff die Initiative und stieg über die kleine Sue auf den Würfel und hielt mir ihren Arsch in Höhe meines Gesichtes entgegen. Ich griff um ihre Hüften schob meine Finger in Ihre Vagina und drückte meinen Mund zwischen ihre Arschbacken. Mit der Zunge bohrte ich durch ihren Schließmuskel und leckte ihren After. Durch die zusätzliche Massage ihrer Clitoris durch meine Finger kam sie schnell zu einem intensiven Orgasmus.
Patrizia und Carola schauten gespannt zu, bis Patrizia sich gierig an meinem Hinterteil zu schaffen machte. Während ich der Sue in den Arsch fickte, kauerte sie sich zwischen meine Beine, leckte meine schwingenden Eier, steckte die Finger der einen Hand von unten in die Scheide von Sue, und die der anderen Hand in meinen After.
Wie auf Kommando folgten jetzt Carola und Steffi, die noch immer atemlos von dem Podest gestiegen war, dem Beispiel Patrizias und kauerten sich hinter Katrin und Vanessa. Sie hoben ihre Köpfe gegen die Hintern der Mädels und warteten auf mich.
Ich war so richtig in Fahrt, zog meine Finger aus den glitschigen Mösen von Katrin und Vanessa und ließ sie von den hungrigen Mündern der beiden wartenden Mädchen ablecken.
Ich wechselte die Stellung und richtete meinen zuckenden, triefenden Prügel auf Katrins Hinterteil. Carola hatte nur darauf gelauert, schnappte sich den Schwanz und drückte ihn durch Katrins engen Schließmuskel. Dabei wichste sie weiter meine Schwanzwurzel auch als ich zwischen Katrins Fotze und After wechselte, also beide Löcher intensiv fickte. Während Patrizia weiterhin standhaft meinen schaukelnden Sack lutschte, drang Carola mit spitzer Zunge in meinen After ein.
Immer schneller stieß ich zu, und entlockte Katrin lang anhaltende und hemmungslose Lustschreie. Sie stand also auch auf Analverkehr, konnte nicht genug bekommen und rammte mir ihr ihren wunderschönen Arsch entgegen.
Jammernd und winselnd verlor sie den Verstand als ich ihren windenden Körper umfasste und voller Geilheit ihre Brüste knetete Sie erreichte einen intensiven Orgasmus und als ich wieder meinen Knüppel aus dem After in die Scheide steckte, erlebte ich die krampfartigen Kontraktionen ihrer Scheide an meinem juckenden Schaft. Patrizia leckte währenddessen unablässig die Unterseite meines rammelnden Hammers und saugte Katrins Fotzenschleim auf, der an meinem Schaft entlang lief.
Da war aber noch Vanessa, die ungeduldig ihr Hinterteil schwenkte und sich von der hübschen blonden Steffi zu ihren Füßen verwöhnen ließ. Meine Lenden schmerzten schon durch das lange Zurückhalten des Höhepunktes. Ich musste mich beeilen und zog mich aus Katrins Arsch zurück. Carola und Patrizia klammerten sich weiterhin mit ihren Mündern an meinen Unterleib fest, als ich mit meinem zuckenden Rohr in Vanessas After eindrang. Auch sie war schon so heiß, das ihr Orgasmus schnell kam. Die Girls waren höllisch geil und ich wusste, dass nur wenig notwendig war um weitere Höhepunkte auszulösen.
„So, ihr vier süßen. Setzt euch jetzt mit dem Rücken an den Würfel und legt die Köpfe zurück auf das Polster“, sagte ich hastig, da mein Höhepunkt kurz bevorstand. Sie ahnten was ich vorhatte, den schneller als erwartet schoben sie die Würfel zusammen, nahmen dicht nebeneinander die Position ein, und drängten sie ihre Köpfe im Halbkreis zusammen. Sie legten den Nacken zurück auf die Würfel und öffneten erwartungsvoll ihre Münder.
Zunächst hatte ich aber noch was Besonderes vor. Ich kniete mich, mit breit gegrätschten Schenkeln auf die zwei äußeren Würfel und somit über die Köpfe der Mädchen. Sie blickten von unten direkt auf meinen Sack, und ich begann, mit dem Unterleib über ihren Gesichtern zu kreisen. Mit beiden Händen zog ich die Arschfurche auseinander und rieb meinen Schließmuskel über ihre verschmierten Gesichter. Der Reihe nach rotierte ich genüsslich über die leckenden Zungen, hämmerte den After auf ihre Münder, und setzte mich der Reihe nach auf alle sechs Gesichter.
Ich merkte, wie sich das Sperma von ihren Gesichtern in meiner Arschfurche verrieb und mit ihren schleckenden Zungen in meinen After eindrang. Immer wieder rieb ich meinen schmierigen Arsch über ihre Münder der schmatzenden Girls, die zwischendurch das Sperma von Arsch und Eiern lutschten. Ich musste nun das Finale einleiten, denn mein Schwanz begann zu zucken. Mein stahlharter Hammer federte in höchster Erregung über ihre verlangenden Zungen, als Patrizia hemmungslos zugriff. Nachdem meine Eier aus ihrem Mund rutschten, wichste sie meinen zuckenden Schaft und zielte gleichzeitig auf die Münder der vier Mädchen.
Während Carola ausdauernd meinen After leckte, brachte Patrizias wichsende Hand mein Sperma zum Steigen.
Krampfartig explodierte mein überreizter Hammer in Ihrer Hand. Ich ejakulierte wie ein Gaul über den verschmierten Gesichter der Mädchen, registrierte das Saugen und lecken der beiden Girls an Eiern und Arsch, während Patrizia nacheinander den Erguss in die Münder der Mädchen richtete.
Die Vier schnappten gierig nach dem sprudelnden Pfahl, erhoben ihre Köpfe und stülpten die Lippen nacheinander über den spritzenden Ständer. „Ja, sauft nur seine Soße, ihr geilen Weiber“, keuchte Patrizia. Der Speichel troff aus ihrem Mund und von meinem Sack. Sie drückte wichsend, den Knüppel zwischen die Lippen der schnappenden Mädels und verschlang dann selbst den pulsierenden Phallus um den Erguss zu schlucken.
Stöhnend verströmte ich mich in ihrem schluckenden Rachen, während Carola die Zunge aus meinem Arsch zog.
Sie drückte die Zunge nacheinander in die Münder der Mädchen und ließ sie am Geschmack meines Afters teilhaben. Dann leckte sie den dicken Sperma Belag von den Gesichter der vier stöhnenden Mädchen. Patrizia trieb die Perversion auf die Spitze, indem sie meinen Penis frei lies und den gefüllten Mund auf die Mädchen richtete. Sie lies den schleimigen Strom des Spermas über ihre Lippen laufen und über ihrer heraushängenden Zunge in die Münder der Mädchen tropfen. Diese nahmen schlürfend und schmatzend den Schleim auf und verteilten ihn gegenseitig spuckend auf ihren Gesichtern.
Es dauerte eine geraume Zeit, bis ich wieder klar denken konnte und das Ergebnis sexuellen Amoklaufes sah.
Allerdings waren die Sauereien der sechs Mädels noch um einiges extremer. Wie entfesselt leckten sie sich mein schleimiges Sperma von den Gesichtern, und angelten mit triefenden Zungen nach der klebrigen Pampe. Ihre Körper waren überströmt mit unglaublichen Mengen Sperma.
„Oh, ist das geil“, keuchte Patrizia, der noch zähe Tropfen vom Kinn hingen. Mit ihrem schweren Atem, quollen Blasen meines Spermas aus ihren Mundwinkeln und vermischten sich mit ihrem Speichel. „Ich glaube, Carola hat noch den Mund voll“, meinte sie und beobachtete wie Carola, der heller Schleim aus den Lippen quoll. Patrizia steckte grinsend die Finger in Katrins Mund, krümmte sie zum Hacken, und zog ihre Lippen auseinander.
„Komm Carola, Katrin braucht noch Nachschub“, raunte sie erregt. Carola schob die Lippen vor und presste brodelnd den klebrigen Kleister obszön aus ihrem Mund. Der zähe Kleister kleckerte langsam zwischen Katrins Lippen, die von Patrizia weit auseinander gerissen wurden. Carola gab Katrin einiges zu schlucken und spuckte den Rest über Steffi, Vanessa und Sue.
Langsam erwachten alle aus ihrem perversen Trieb und erkannten schwer atmend das Ergebnis ihrer Sauerei. Katrin hatte so viel Sperma gesoffen, dass sie anhaltend rülpste. Carola strich mit den Fingern über das Gesicht der kleinen Sue, die kaum aus ihrer Erregung erwachte, und verschmierte die Soße über ihre kleine Brust.
„Jetzt ist es aber gut“, meinte Patrizia um der Sauerei ein Ende zu bereiten. Ich schlage vor wir gehen alle mal Duschen.“ Unter allgemeiner Zustimmung und kichernd eilten Mädchen aus dem Saal in die Gemeinschaftsdusche.

Weiter geht’s in der Kabine.

Völlig kaputt schleppte ich mich zurück meine Kabine und wartete bis die Mädchen zurückkamen. Ich erholte mich langsam, und dachte an die unglaubliche Orgie. Wie konnten solche bezaubernden Prinzessinnen nur so pervers sein? Lag es vielleicht daran, dass ich so unmenschlich geil war, und fast endlos lang ficken konnte? Ich dachte an die Unmengen Sperma, die ich über die Mädchen verspritzt hatte, und bekam schon wieder einen Steifen.
Bald hörte ich die nackten Füße auf den Fließen, und machte mich bereit. Als sie schwatzend und kichernd an die Tür klopften, hielt ich meinen steifen Lustspender schon einsatzbereit in der Faust. „Hey, Mike, bist du hier“, rief eine der Stimmen. „Bleib drin, wir gehen nach nebenan uns Umziehen“, meinte Patricia. „Ich war enttäuscht, dass ich die Gelegenheit nicht nutzen konnte, wunderte mich aber, als alle gemeinsam die Nachbarkabine betraten. Ich hörte wie die Körper sich eng in den kleinen Raum drängten und jemand von innen die Tür verriegelte. „Hallo Mike“, flötete Katrin. „Wenn du willst kannst du uns ja beobachten“; meinte sie lachend während zustimmendes Gekicher ertönte.
Jetzt wurde mir wieder bewusst, dass die Zwischenwand einige faustgroße Löcher hatte. Das ist ja genial, dachte ich und betätigte mich sofort als Spanner. Besonders zwei Löcher, die übereinander lagen waren interessant. Eines in Kopfhöhe und darunter in Höhe meines Unterleibes schienen wie geschaffen für eine Peepshow der besonderen Art.
Die insgesamt vier Löcher in der Wand waren schon von den Mädchen besetzt, die mich neugierig und aufgeregt beäugten.
„Zeig uns deinen Lümmel“, hörte ich, als ich meinen Ständer präsentierte. „Steck ihn uns durchs Loch, damit wir ihn wichsen können, falls du noch Saft hast.“ Die Truppe sparte nicht mit obszönen Kommentaren. „Seit vorsichtig, denn der wird uns sonst wieder total vollspritzen“, warnte Patrizia. „Jetzt haben wir uns gerade abgewaschen, deshalb müssen wir alles schlucken“, hörte ich Sue mit ihrer hellen Stimme. „Im oberen Loch erkannte ich die Augen von Carola und im Loch darunter, ihre schwarzhaarige Vagina „Küss mich“, verlangte sie und schob lockend die Lippen in die Öffnung.
„Wohin“, fragte ich doppeldeutig und fixierte lüstern ihre roten Schamlippen im schwarzen Pelz. „Hier“, verlautete sie nur knapp, und zog ihren nassen Spalt in die Breite. Ich kniete mich schnell ich vor die Öffnung, und steckte meine Zunge zwischen ihre klaffenden Schamlippen. Gierig schleckte ich durch ihre Scheide, und massierte den enormen Kitzler mit der Zunge. Carola stöhnte und drückte mir ihren Unterleib entgegen. „Fick mich bitte, Fick mich“, bettelte sie ungeduldig, und ich erhob mich, um meine Keule durch das Loch, in ihren Schlitz einzuführen.
Zuerst drückte ich meinen Mund auf ihre Lippen im oberen Loch, worauf, wie sie mit ihrer erstaunlich langen Zunge in meinen Mund fuhr. Während wir uns erregt die Zungen in den Hals steckten, versuchte ich meinen Schwanz durch das untere Loch in ihre haarige Fotze schieben. Ich wunderte mich erst, wie leicht die Eichel einfuhr, sich dann warm um meinen Schaft legte und anfing zu saugen.
Das war nicht Carolas Scheide, in die ich einfuhr, sondern ein nasser, warmer Mund, und eine Zunge, die zart um meine Eichel schleckte. Es war verrückt, als Carola von mir abließ nahm Vanessa ihren Platz ein, und zeigte mir wie leidenschaftlich sie küssen konnte. Gleichzeitig zog sich unten, der Mund an meinem Penis zurück, über den sich sofort andere Lippen schoben.. Ich konnte nichts sehen, fühlte nur, wie ein anderer saugender Mund meinen Hammer verschlang, und dabei vor und zurück fuhr. Gleichzeitig spürte ich den Druck mehrerer schlanken Hände, die sich um meine Schwanzwurzel krallten und den Schaft rieben.
Ich wusste nicht, in welchen Hals ich gerade fickte, als ich den lutschenden Mädchen meinen Unterleib entgegen stieß. Ich rammte ihnen voller Lust mein Fleisch in die Kehle. Als Vanessa diesmal von Patrizia beim Küssen abgelöst wurde, und die Sicht am oberen Loch frei wurde, sah ich die Mädchen kurz unten, um meine abstehende Latte kauern. Ich erkannte aber nicht, wer nun meinen Hammer im Mund hatte und ihn für die Ablösung freigab.
Keuchend und ungeduldig verlangte jedes Mädchen ihren Anteil, und beteiligten sich willig an der gemeinsamen Blasnummer.
So ging es im ständigen Wechsel weiter, bis Steffi, Sue und Katrin mich ebenfalls gierig abgeküsst hatten.
Gleichzeitig fand ein stetiger Wechsel an meinem juckenden Prügel statt, den ich tief in die verschiedenen Kehlen versenkte. Ich ließ mir Zeit mit meinem Höhepunkt, und hielt still, da die Mädchen meinen Mast willig bis zum Anschlag schluckten. Ich konnte mich irgendwann nicht mehr zurückhalten und explodierte schließlich krampfartig in einer der saugenden Mundhöhlen.
Gerade hatte mich Katrin stürmisch geküsst, als es passierte. Sie tauchte schnell ab, gab das Loch frei, und ich sah durch die Wand, wie ich in Vanessas Mund ejakulierte. Dann hatte Katrin schon den Kopf des schluckenden Mädchens zurückgezogen, um selbst die Eruption zu empfangen. Nach dem sich die Ladung zuerst über Vanessa verzücktes Antlitz ergossen hatte, spritzte die weiße Masse geradewegs in Katrins schönes, erwartungsvolles Gesicht. Der Saft überflutete gleichzeitig die offenen Münder der beiden, bis sich die Anderen in die Schussbahn drängten. Diesmal klatschten die schleimigen Fontänen in die bezaubernden Gesichter von Sue und Steffi die sich sofort den Kleister von den triefenden Wangen leckten. Dabei wichste Patrizia meine Kanone ohne Pause, verteilte die Ladungen auf die zwei Leckermäulchen, um anschließend selbst meinen schleimigen Penis zu verschlingen.
Auch sie wurde bald verdräng. Brutal riss Carola ihren Kopf von meiner sprudelnden Kanone um selbst nach dem Erguss zu schnappen. Schlürfend hängte sie sich an meine pumpende Eichel und versenkte sie in ihren Rachen.
Sie schluckte gierig die Reste aus meinem zuckenden Rohr, und saugte obszön, den hervorquellenden Kleister durch ihre schmatzenden Lippen. Sie war unglaublich aufgeputscht und geil, kaute fast auf meinem überreizten Organ, so dass ich mich aus ihrem Mund und dem Loch zurückzog.
„Eh, was soll das?“, klagte sie keuchend. „Du wolltest mich doch ficken, aber die Weiber haben dir schon alles abgesaugt.“ Hinter der Wand entstand ein kleiner Tumult, und ich schaute wieder hinüber. Carola hatte die Mädchen zur Seite geschoben und sich mit ihrem Hinterteil rückwärts vor das Loch gestellt. „Komm jetzt endlich, schieb ihn mir rein“, forderte sie und zog sich die Arschbacken auseinander. Mein Penis war gerade noch steif wurde aber schon etwas schlapp. Ich beeilte mich daher ihn durch das Loch in Carolas klaffende Fotze zu stecken. Er fuhr leicht in das nasse, zerklüftete Fleisch und Carola begann sofort mich zu ficken. Ich schaute von oben zu, wie Carolas Arsch gegen die Wand hämmerte als schließlich mein erschlaffender Schwanz aus ihrer Scheide rutschte.
„Schluss Mädels, ich kann nicht mehr“, gestand ich erschöpft der geilen Meute. „Wir müssen sowieso noch mal duschen gehen“, meldete sich Patrizia. „Am besten du kommst mit Mike, und zeigst uns Mädels mal, was du sonst noch drauf hast“. Erst später ging mir auf was sie meinte, fürs Erste war ich aber völlig ausgebrannt.

Die Dusche

Als wir die Kabinen verließen bemerkte ich erstaunt, dass die Girls sich immer noch über die verschmierten Gesichter fuhren und sich dabei genüsslich die Finger ableckten. Was für ein Anblick, als die lärmende Truppe schlanker Körper mich in die Mitte nahm und mir anerkennend über den Körper strich. Dann schoben sie mich lachend und ausgelassen zum Duschraum.
Wir landeten schließlich in dem großen Raum, vollständig gefliest, mit mehreren Wandbrausen und Bodeneinläufen.
Ich vermisste allerdings die Toiletten, da ich einen enormen Blasendruck bemerkte „Habt ihr hier denn hier kein Klo“, fragte ich in die ausgelassene Runde. „Wir haben hier nur für Damen“, meinte Patrizia albern und fügte hinzu, „du wirst dich wohl hier erleichtern müssen.“ Jetzt wurde mir klar was sie vorhatte, bezweifelte aber, dass die Mädchen solche Vorlieben hatten. Die Mädchen johlten und glucksten ausgelassen.
„Gute Idee“, sagte Carola, schnappte meinen baumelnden Penis und zog mich über einen Bodenablauf. „Zeig den Mädels mal, wie du pinkelst“, sagte sie und richtete meinen Penis nach unten. „Warte, ich habe eine Idee“, meinte Patrizia eilig. „Kommt, zieht euch auch ganz aus, und hockt euch her zu mir.“ Sie setzte sich auf den nackten Arsch, im Schneidersitz vor mir auf den Boden. „Das ist geil sag ich euch, denn hat mich schon mal angepisst.“ Ihre Hände wanderten zwischen ihre geöffneten Schenkel. „Komm Mike mach’s noch mal.“, sagte sie anfeuernd und rieb über ihre rosa Schamlippen.
Ungläubige und zustimmende, teils begeisterte Rufe und erregtes Gelächter folgten. Katrin war die Erste, die sich schnell auszog, sich neben Patrizia hockte und mir ihren schönen, knackigen Busen entgegenhielt. Die hübsche Sue entledigte sich als Nächste ihres Trikots und drängte sich neben die beiden Anderen. „Komm du auch Vanessa“, sagte Carola zu der hübschen, blonden. Steffi, die etwas schüchtern unschlüssig herumstand und nicht wusste was sie machen sollte, behielt ihr Trikot an, lies sich dann doch zögernd nieder. Carola hatte mich unterdessen mit den Armen von hinten umschlossen, knetete mein Gehänge, und wartete bis die Mädchen dicht aneinander geschmiegt im Halbkreis vor meinen Beinen saßen.
Die Situation war so unsagbar geil, dass mein Penis vor Erregung wieder wuchs. Da kauerten diese fünf bezaubernden Prinzessinnen vor mir, und warteten, dass ich auf sie urinierte. Ich blickte auf das Gewühl der nackten Körper vor mir, und erregte mich an ihren bezaubernden Brüsten und schlanken, aufgeklappten Schenkeln.
Dazwischen schauten ihre kleinen rosigen Spalten hervor, die von einigen bereits erwartungsvoll massiert wurden.
Obwohl meine Blase zum platzen gefüllt war, erzeugten Carolas wichsende Finger wieder eine leichte Erektion.
„Vorsicht Carola, er soll nicht spritzen, sondern pissen“, warnte Patrizia lüstern. Carola stoppte bedauernd ihre Handmassage und klammerte ihre Hand ungeduldig um den Schaft. Dann richtete sie den, wieder harten Knüppel auf die Gruppe der Mädels, die vor meinem Schwanz kauerten.
Ich schob mich noch dichter an die Mädchen heran, indem ich die Beine weit spreizte und leicht in die Hocke ging.
Carola schwenkte meinen Pimmel nun, mit kreisenden Bewegungen über die Gesichter der fünf Schönen, an denen noch angetrocknetes Sperma klebte. Die Berührung ihrer Wangen und feuchten Zungen an meiner Eichel brachten meinen Schwanz wieder zum Zucken. Die Vorstellung, auf diese geilen Schönheiten zu pinkeln steigerten jedoch meine Erregung. Ich versuchte krampfhaft zu ignorieren, dass die Mädchen sich betont lüstern präsentierten.
Besonders Patrizia übertrieb, indem Sie den Mund extrem aufriss, die Zunge weit meinem Pfahl entgegenstreckte und mir ihre Titten entgegen hob. Dann nahm sie provozierend Katrins Kopf, griff ihr in den Mund und zog die Lippen auseinander. Sie grinste mich an, und zeigte mir unmissverständlich, wo ich hinpissen sollte. „Ja, kommt, ihr geilen Stuten, macht schön den Mund auf, gleich kommt ein Cocktail“, versprach Carola.
Das war für mich das Signal. Ich öffnete endlich meine Schleusen und entleerte zuerst in kurzen Schüben, dann jedoch, mit einem anhaltend, satten Strahl meine Blase. Der gelbe, heiße Urin schoss mit gewaltigem Druck aus meiner Schwanzspitze und traf platschend auf die Gruppe der Mädels. Die Pisse traf zunächst massiv in die erstaunten Gesichter von Sue und der schönen Vanessa. Es spritzte gewaltig und Carola versuchte lachend, den Strahl gezielt auf die schnappenden Münder der Mädchen zu richten. Dann zielte sie nacheinander auf die Gesichter und verlangend aufgerissenen Münder der Anderen. Die gelbe Flut prasselte immer stärker auf die Girls, durchnässte schnell ihre Haare und überschwemmte ihre Körper.
Carola steuerte meine spritzende Nudel lüstern auf Steffi, die sich erst zögerlich dazu gehockt hatte, durchnässte sofort ihr Trikot, bevor die gelbe Brühe in ihr Gesicht klatschte. „Nicht so schüchtern Steffi, mach schön den Mund auf und nimm einen Schluck, schmeckt nämlich geil“, kommandierte Carola mit gemeinem Grinsen. Steffi hatte nach kurzem Zögern sichtlich gefallen an meiner heißen Quelle gefunden und schluckte schnell, während die Flut ihren Körper überschwemmte.
Patrizia hatte immer noch ihre Finger in Katrins Lippen gehakt um ihren Mund für meinen Strahl zu öffnen. „Schnell hierher Carola“, rief sie meiner Penishalterin zu, die sofort meinen sprudelnden Schlauch gezielt in Katrins Mund richtete. Da nahm ich, unbändig vor Geilheit, nun selbst den sprudelnden Schwanz in die Hand, und pisste rücksichtslos in Katrin geiles Gesicht. Während Patrizia Katrins Lippen auseinander zog, zielte ich genau in den offenen Hals und überflutete ihren Gaumen mit stinkender, gelber Pisse. Während der scharfe Strahl sich hart in ihren Mund bohrte und ihre Kehle überflutete, drängten Steffi und Patrizia wieder ihre triefenden Gesichter in die Fontäne.
Die zurückhaltende Steffi war wie verändert, und schloss ihre Lippen um mein sprudelndes Rohr. Ich merkte ungläubig, wie sie schluckte und gierig meinen Urin trank. Carola hatte sich unterdessen nach vorn zwischen meine Beine geschoben und fing mit ihrem Mund die Brühe auf, der aus Steffis Mundwinkeln rann. Ich schwenkte dann die prasselnde Flut gleichmäßig mit einem weiten Schwenk über die Gesichter der Schönen und füllte noch mal ihre Münder mit gelben, dampfenden Urin. Die Mädchen schluckten und spuckten sich gegenseitig hustend und keuchend die Pisse ins Gesicht.
Als meine Quelle versiegte, sah ich die unglaublich perverse Sauerei die ich anrichtete. Die Mädels wälzten sich hemmungslos in den nassen Pfützen auf dem Boden. Mein Schwanz war bereits wieder zum Platzen gespannt, und verlangte unbedingt nach Erleichterung. Ich war wie toll vor Geilheit, besonders als die Mädchen sich nebeneinander ausstreckten und anfingen die gelben Pfützen vom nassen Boden aufzuschlürfen.
Was war das pervers! Ich glaubte nicht, was ich sah und starrte fasziniert auf das Treiben der versauten Mädels. Sie schlabbern und schlürften den Urin vom Boden, der sich in Pfützen sammelte, und verteilten ihn sich, gegenseitig in die Münder. Ich konnte es nicht mehr mit ansehen, nahm meine Keule in die Hand und kniete mich über die Köpfe der Mädchen. Patrizia lag direkt unter mir und saugte die Pisse auf, die Vanessa, ihr über das Gesicht spuckte.
Katrin und Steffi leckten gerade den Boden, als ich merkte, dass Carola und Sue sich von hinten meine Eier lutschten.
Da war es auch schon geschehen. Noch während ich meine Keule auf Patrizias tropfendes Gesicht richtete explodierte der Hammer, schleuderte die klitschige Pampe über ihr Gesicht, und spritzte seitlich auf Steffis und Katrins Wangen. Die Beiden drehten sofort die Gesichter zu mir und gurgelten obszön mit meiner Pisse im offenen Mund. Gerade als der gelbe Saft schaumig aus ihrem Mund schwappte, klatschte meine nächste Eruption den Beiden ins Gesicht, und vermischte sich dem brodelnden Urin, der aus ihren Lippen quoll.
Den nächsten Schuss schnappte sich Vanessa, die gekonnt die Lippen über meinen zuckenden Schaft stülpte und den Saft einsaugte. Es war wieder sensationell, wie ich endlos in Vanessas schluckenden Mund ejakulierte, während Carola und Sue an Eiern und Arschloch leckten. Katrins, Patrizias und Steffis Gesichter zwischen meinen Schenkeln, waren so voll gewichst, das ich sie unter dem Sperma kaum noch erkennen konnte. Sie wühlten die nassen Köpfe zwischen meine Lenden und verschmierten meine Soße in meinen Leisten und Schenkeln.
Nachdem ich mich in Vanessas Mund verströmt hatte, fiel ich ermattet zurück. Mein Sperma tropfte klebrig und zäh aus Vanessas Lippen gerade in Patrizias Mund und auch Katrin und Steffi holten sich ihren Anteil von Vanessas tropfenden Lippen. Ich war etwas schockiert über diese unendliche perverse Sauerei der triebhaften Mädchen hatten sie mir jedoch unendliche Befriedigung verschafft.
Plötzlich wühlte sich die kleine Sue unter meinem Arsch hervor und stand auf. Sie stellte sich breitbeinig mit vor geschobenen Unterleib vor mich und zog mit beiden Händen ihre Schamlippen auseinander. Unmittelbar darauf plätscherte ein dünnes Rinnsal ihres Urins hervor und lief an den Beinen hinab. Im Nu wurde er stärker, spritzte mit einem kräftigen Strahl auf meinen Unterleib und traf meinen erschlaffenden Penis.
Zustimmende Rufe der Anderen und wollüstige gegenseitige Aufforderung der triefenden Mädels, sagten mir, was ich jetzt zu erwarten hatte. Sie standen alle auf, positionierten sich neben Sue und taten es ihr nach. Als alle johlend ihre Blasen entleerten, prasselten ungeheure Mengen dampfenden Urins gegen meinen Unterleib. Ich legte mich zurück, mit den Händen am Boden aufgestützt und hielt mein Gesicht in die heißen Fluten.
Hemmungslos pissten die Mädchen auf mich und ich schloss die Augen. Ich merkte, wie mehrere Hände meine nassen Haare packten um meinen Kopf näher an die sprudelnden Fotzen zu bringen. „Mach den Mund auf“, forderte Katrin keuchend. Gleichzeitig spürte ich, wie ihre Finger zwischen meine Lippen eindrangen um meinen Mund zu öffnen. Mit einer Hand griff sie mir in die Haare und drängte ihre spritzende Vagina gegen mein Gesicht. Sofort drang der scharfe Urin in meinen Mund ein und lies mich spucken.
Die Girls hielten mich brutal am Kopf fest um dann nacheinander ihre sprudelnden Fotzen auf meinen Mund zu drücken. Geiles Gelächter und versaute Kommentare waren zu hören. Die Mädels waren außer Kontrolle, drückten mich auf den Boden, hockten und knieten sich weiterhin pissend über mich.
Ich ertrank fast in den heißen Fluten, die nun von oben kamen und erstickte fast an dem Gewicht der Madchen, die sich auf mich gehockt hatten. So war ich froh, als es vorbei war und schnappte würgend nach Luft, während sich der strenge Geschmack in meinem Mund ausbreitete. Ich lag völlig durchnässt in den Pfützen der Mädchen und rang nach Atem. Ich bettelte um Gnade „Bitte lasst mich, ich kann nicht mehr.“ Die Mädels rappelten sich auf und blickten fasziniert auf mich herab.
Nur Patrizia war noch nicht fertig, und lenkte ihren satten Strahl im Stehen über mich. Die heiße Flut prasselte spritzend auf meinen Oberkörper und traf mich zielgenau ins Gesicht. Als ich mit den Händen mein Gesicht schützen wollte, drückten Katrin und Carola meine Hände zurück auf den Boden und hielten sie fest. Verzweifelt versuchte ich mich zu befreien, doch Vanessa setzte sich hinter meinen Kopf, um mir mit den Händen gewaltsam den Mund zu öffnen. Es war mir unmöglich, dem harten Strahl auszuweichen, der sich nun ungebremst tief in meine Kehle bohrte und mich zum Schlucken zwang. Ich war zu Opfer der Mädchen geworden, die mich hemmungslos missbrauchten und gemein lachend die Situation lustvoll genossen. Langsam versiegte Patrizias Strom und ich rang husten und spuckend um Luft.
Auch Steffi war aufgetaut und hatte scheinbar noch nicht genug. Sie hockte sich noch mal über mein Gesicht, zog ihren nassen Beinausschnitt zur Seite und präsentierte mir ihre klaffende, nasse Vagina. „Komm, streck deine Zunge raus und leck meine Muschi“, presste sie erregt hervor. „Nein ich kann nicht mehr, gebt mir doch etwas Ruhe“, bettelte ich. „Ha, das würde dir so passen, uns erst bis zum Wahnsinn geil machen und dann aufhören.“ Müde schob ich meine Zunge gegen ihre Vulva während sie mit den Fingern ihre Schamlippen spreizte. Ich schob die Zunge zwischen die runzligen, rosa Schamlippen tief in ihre Scheide. Der geriffelte Muskelkanal zog sich rhythmisch zusammen. Plötzlich füllte sich mein Mund wieder blitzschnell mit heißem Urin. Johlend beobachteten die geilen Mädchen wie Steffi meinen Kopf brutal an den Haaren packte und ihn gegen ihre sprudelnde Vagina presste.
Ich konnte nicht mehr, lies es geschehen.
Meine Lektion hatte ich gelernt. Ich hatte ein Feuer hemmungsloser Perversion entfacht das nun, um ein Vielfaches auf mich zurückkam.

Die Schwestern

Nach diesem Abenteuer in den Übungsräumen und der Dusche der Tanzakademie, wollte ich endlich, zu Patrizias Bedauern, weiter um mich mit Sofia zu treffen. Ich versprach also bei meiner Rückfahrt wieder vorbeizukommen. Es wurde mir immer klarer, dass meine sexuellen Vorlieben beim Oralverkehr lagen und die Frauen, zu meinem Erstaunen, offensichtlich von meiner Hemmungslosigkeit animiert wurden. Sie waren alle extrem attraktiv und je schöner sie waren, umso williger genossen sie meine Perversionen. Sie steigerten sich gleichzeitig mit mir in einen triebhaften Rausch, der jenseits aller sittlichen Grenzen in einer perversen Spritz- und Pinkelorgie endete.
Meine Empfindung dieser Gefühle war extrem sensibel und ich erlebte meine Höhepunkte überdeutlich in allen Einzelheiten wie in Zeitlupe. Die Umwelt versank und das Zentrum der Welt drehte sich nur noch um das übermächtige pulsieren meiner Lenden mit den Partnerinnen als Mittelpunkt meiner Begierden. Die Explosion meiner Gefühle schienen ewig zu dauern und das Ziel meiner krampfartigen Ejakulationen brannte sich überdeutlich in meine Wahrnehmung ein. Die wunderschönen Frauen, deren Gesichter sich vor Lust verzerrten, um dann voller Gier die hervor schießenden Ladungen meines Spermas mit ihren weit geöffneten Mündern aufzufangen. Die unglaubliche Wucht, mit der mein heißer Saft auf die Gesichter spritzte, sie überflutete und mit schleimig triefenden Rinnsalen von Wangen, Kinn und aus dem Mund lief. Dieser Sex war bei mir zu einer Passion geworden, der ich verfallen war.
Gerade mein erstes Treffen mit Sofia brachte mich auf den Geschmack. Ich hatte vorher einige belanglose Beziehungen mit Frauen, die hauptsächlich von romantischer Schwärmerei geprägt waren. Es war Paradox, aber gerade mein gutes Aussehen brachte mir hier kein Glück. Viele Frauen interessierten sich für mich, aber Eifersucht und Intrigen meiner Bekannten und Freundinnen sorgten immer wieder für Ärger.
Bei Sofia war das zum ersten Mal anders. Sie sagte mir unverblümt, dass sie nur an gutem Sex interessiert sei. Auch sie sah fantastisch aus, und vermied so wie ich, belastende Beziehungen während des Studiums. Als ich sie zum erste mal sah, konnte ich nicht glauben, dass ein so schönes Geschöpf so triebhaft und voller extremer sexueller Vorlieben war. Ich selbst hatte am Anfang Hemmungen, auf ihre Wünsche einzugehen. Doch mit der Zeit waren diese Praktiken für mich wirkliche sexuelle Erfüllung. Oralverkehr und Urinspiele in allen Variationen wurden, unter Anderem, eine unserer bevorzugten Praktiken.
So konnte ich es kaum erwarten sie wieder zu sehen, und einige Zeit in Ihrer Wohnung zu verbringen. Es entsprach ihrem unkonventionellen Charakter, dass ihre Wohnungseinrichtung vom Japanischen Stiel geprägt war. Sie hatte außer zwei flachen Tischen nur Teppiche und Kissen als Sitzgelegenheiten im Wohnraum. Sofia war nicht da, aber sie hatte glücklicherweise Besuch von ihren jüngeren Schwestern. Ich war sehr überrascht, da sie mir nichts gesagt hatte, jedoch hatten die Beiden offenbar den Auftrag mich zu empfangen.
„Sofia ist gerade gegangen, denn sie hat heute Nachmittag ihren Bürojob zur Aushilfe. Heute Abend ist sie aber wieder zurück. Übrigens ich bin Nina und das ist meine Schwester Alice“, stellte sich die Wortführerin vor. Die Beiden waren sich wirklich sehr ähnlich, obwohl sie sich modisch verrückt und eigenwillig zu Recht gemacht hatten. Sie waren noch sehr jung, ich schätzte sechzehn und siebzehn, sehr hübsch, geradezu entzückend und sehr schlank.
Nina, die etwas ältere, hatte ihre langen Haare dunkelrot gefärbt, eng am schmalen Kopf zurückfrisiert und zu einem geflochtenen Pferdeschwanz gebunden der lang über ihren Rücken hing. Ihre grünen ausdrucksvollen Augen, die langen dunklen Wimpern und die geschwungenen Augenbrauen wirkten sehr sinnlich. Aber erst der kirschrote erotische volle Mund mit den aufgeworfenen Lippen unter der schmalen Nase, gab dem Gesicht ein erotisches, sinnliches Aussehen.
Unter einem knappen, ärmellosen Top, zeichneten sich kleine feste Brüste mit deutlich sichtbaren Brustwarzen ab.
Dicht unter dem sichtbaren Bauchnabel, saß ein knapp sitzender kurzer Jeansrock, der nur wenig von ihren langen schlanken Beinen bedeckte. Weiße Stoffschuhe an den Füßen und weiße Söckchen erweckten den Eindruck eines Collagegirls.
Alice wirkte sogar noch etwas jünger. Ihre langen braunen Haare war in der Mitte gescheitelt und mit zwei Spangen seitlichen zurückgehalten. Die großen dunklen Augen wirkten verträumt und romantisch. Ihre Stupsnase und der rosa Schmollmund waren unwiderstehlich. Im Gegensatz zu ihrem zarten Oberkörper, zeichneten sich wohlgeformte Brüstchen unter ihrer bunten Bluse ab. Auch sie war leicht angezogen mit einem dünnen, kurzen Sommerkleid hatte einen modisch breiten Gürtel um die schmalen Hüften geschlungen. Die glatten langen Beine waren braun und ebenso wohlgeformt wie die ihrer Schwester. Die nackten Füße steckten in bunten Sandaletten. Beide hatten gefärbte Fingernägel und trugen fantasievollen Modeschmuck um die schmalen Handgelenke. Sie waren so süß, hörten laute Rockmusik und fragten mich neugierig aus.
„Du bist also der Mike, von dem Sofia uns erzählt hat?“ Nena war offenbar die Wortführerin und verwickelte mich sogleich in ein intensives Gespräch. Ich setzte mich auf ein dünnes Kissen auf den Boden und streckte die Beine aus. Die Beiden hockten sich im Schneidersitz mir gegenüber und beobachteten mich interessiert. „Sofia bekommt immer alle gut aussehenden Jungen“, meinte Nena und schaute mich bewundert an. „Sie ist ja halt älter wie wir“, ließ Alice verlauten. „Was weißt du Küken denn schon von Männern?“, lachte Nena und meinte: “Alice hat ja noch ihre Unschuld und weiß gar nicht wie ein Mann aussieht. „Weiß ich doch“, protestierte Alice und fügte beleidigt hinzu: „Du hast dich ja selbst mit dem Vibrator von Sofia entjungfert.“ Ich war innerlich amüsiert über das kindische Gerede, doch erregte mich auch gleichzeitig die unverkennbare erotische Situation. Die beiden wunderschönen Girls saßen vor mir im Schneidersitz, wippten unabsichtlich mit den Knien, so dass ihre weißen Slips immer wieder unter ihren Röckchen zu sehen waren. Alice stellte wie unabsichtlich ihr angewinkeltes Bein auf den Boden und ich sah unter ihrem hochgeschobenen Rock, deutlich ihren Venushügel und ihren Poansatz am Rand ihres engen Höschens.
Auch Nena legte sich nun zurück auf die Unterarme, stellte die Beine angewinkelt auf den Boden und schaute zu mir rüber. Noch deutlicher sah ich dadurch ihre, sich abzeichnete Scham mit der kleinen Furche unter ihrem Höschen.
Was hatten die Zwei nur vor? Mir wurde heiß, und die Hose eng.
„Ich benutze doch nicht so ein Ding, es geht doch nichts über echte Schwänze“, meinte Nena grinsend zu mir. „Du weißt doch gar nicht, wie so ein Penis aussieht,“ stichelte Alice und wippte unruhig mit den Schenkeln. Der Rock rutschte nun gänzlich über die Hüfte und legte ihr Höschen bis zum Bund frei..
„Klar weiß ich es, er ist etwa so lang, so dick und hat vorne eine rote Eichel.“ Dabei machte sie mit den Händen bestimmte Größenangaben und schaute mich fragend an. „Nein, die Eichel ist blau und man sieht Adern.“, widersprach Alice und schaute interessiert auf meine Hose. „Sag mal Mike, wer hat recht,“ fragte Nena. Ich hatte mittlerweile aufgrund dieser Situation eine gewaltige Erektion der Hose. Die beiden Biester wussten genau was sie taten und ich verlor also meine Zurückhaltung.
„Ich glaube, hier hilft nur die direkte Anschauung am Objekt“ sagte ich innerlich total aufgeregt und erhob mich vom Boden. Die Beule in meiner Hose war unübersehbar und entlockte erwartungsvolle Ausrufe der Beiden. „So können wir nichts sehen, du musst die Hose schon aufmachen“, riet Nena ungeduldig. „Ja, und hole ihn am besten ganz heraus, damit wir was sehen“, forderte Alice mutig in gespannter Erwartung. Jetzt oder nie, sagte ich mir, sie wollen es ja so und setzte alles auf eine Karte.
Noch erregter nutzte ich die Chance. Mein Herz klopfte bis zum Hals. Die beiden süßen Girls kauerten vor mir, mit halb entblößtem Unterleib und starrten erwartungsvoll auf meine Hose. Ich zog den Reißverschluss nach unten, öffnete den Hosenbund und griff in die Unterhose. Ich packte den enormen Knüppel und zog ihn ins Freie. Wie eine Feder sprang der Schaft waagrecht aus der Hose und ragte bis zum Ansatz der dicken Eier über den Mädchen in die Luft.
Voll freudiger Überraschung schauten die Beiden auf den knallharten Penis über ihren Köpfen. Sie erhoben sich auf die Knie und inspizierten mein Teil in aller Ruhe aus der Nähe. Ich hielt den Schwanz in der Hand und präsentierte den Beiden die ganze Länge meines enormen Knüppels. Langsam und provozierend zog ich die Vorhaut zurück, entblößte die Eichel und legte meine dicken Eier frei. Ich bewegte die pralle Eichel dicht vor ihren schönen Gesichtern hin und her, und erregte mich weiter an ihrem Staunen. Ihre Augen waren geweitet, starrten unverwandt auf den monströsen Phallus, holten tief Atem und leckten sich unbewusst, über die geöffneten Lippen.
Die Lust übermannte mich, als die Beiden meinen hart geschwollenen Schaft anstarrten und den Geruch meiner Eichel mit geblähten Nasenflügeln aufnahmen. Durch drücken der Schwanzwurzel schwoll mein Penis weiter an, so dass die Adern dick am Schaft hervortraten. Unwillkürlich schob ich meinen Unterleib dicht an ihre Gesichter, als ich merkte, wie der Schwanz anfing zu pulsieren und sich erste Lusttropfen an der Eichelspitze zeigte.
„Oh schau mal, was da vorne rauskommt“, sagte Nena und tupfte mit dem Zeigefinger auf meine Eichel. Sie nahm den klaren Tropfen von der Spitze auf, zerrieb ihn zwischen den Fingern und schnupperte daran. „Ganz glitschig“, staunte sie ungläubig und leckte mit spitzer Zunge am Finger. „Schmeckt süß, richtig gut“, meinte sie anschließend mit rotem Kopf.
Alice hatte fasziniert ihre Schwester beobachtet. Sie legte beherzt ihre zarte Hand auf meinem meinen Penis, strich über den adrigen Schaft und schloss dann ihre Faust erstaunlich fest um meinen Knüppel. „Ah, der bewegt sich, der zuckt ja wie ein lebendiges Tier“, flüsterte Alice atemlos uns schmiegte ihre Wange an den pulsierenden Phallus.
Mein Gott, ich platzte bald vor Geilheit als ich registrierte, wie intensiv sich die Beiden hübschen Mädchen mit meinem zuckenden und tropfenden Hammer beschäftigten. Besonderst die kleine Alice war besonders aktiv, fing an meinen Schwanz zu massieren, und leckte mutig den Tropfen von meiner Schwanzspitze. Scheinbar wollte sie ihrer Schwester zeigen wie erfahren sie war und war sehr mutig. Unvermittelt drückte sie plötzlich ihre gespitzte Lippen auch meine Eichel und küsste sie.
Ich war wie elektrisiert von diesem Gefühl und als sie anfing an der Eichel zu saugen, war mir direkt zum Losballern zumute. Nena umklammerte jetzt ebenfalls meinen Schwanz und saugte sich an der anderen Seite meiner Schwanzspitze fest. Die beiden lutschten jetzt heftig meine pralle Eichel und leckten mit spitzer Zunge die Tropfen von meiner Schwanzöffnung.
Immer hemmungsloser machten sie sich an meinem pulsierenden Hammer her. Klebrige Schleimfäden zogen sich zwischen meiner Eichel und ihren Zungen. Ein dicker, klebriger Schleimtropfen, vermischt mit ihrem Speichel, hing zwischen ihren Lippen und meiner Eichel bis sie ihn wieder zurück schlürften. Ihre schlanken Hände schoben gemeinsam die Vorhaut immer schneller vor und zurück und begannen den Schaft heftig zu wichsten.
Ich konnte mich nicht mehr beherrschen, und stieß meinen Prügel vorwärts tief in die Münder der Beiden. Gierig packte ich sie bei den Haaren und schob meinen Schwanz abwechselnd zwischen die saugenden Lippen der hübschen Girls. Sensationell, wie die Beiden mitmachten, und voller Inbrunst saugten und lutschten, während ich abwechselnd tief in ihre Münder fickte.
Wie im Rausch merkte ich das unerträgliche Jucken und Ziehen meines Penis in den warmen Mundhöhlen der Beiden und zog meinen pulsierenden Schwanz kurz vor dem Höhepunkt aus Alices Mund. Ich schaffte es noch, die Schwanzspitze gegen ihre Gesichter zu richten als mein heißes Sperma sich mit einer gewaltigen Fontäne über ihre wunderschönen Puppengesichter ergoss.
Schuss um Schuss trieb nun meine Ejakulation das Sperma in Kaskaden in ihre hübschen Gesichter und spritzte schließlich in ihre erwatungsvoll aufgerissenen Münder. Die Ströme meines Spermas überschwemmten hemmungslos ihre Gesichter und füllten ihre Münder. Beide versuchten soviel wie möglich von der sprudelnden Flut aufzunehmen und stülpten ihre Lippen wechselnd über meinen sprudelnden Pfahl. Schmatzend und stöhnend schluckten sie meine enormen Ergüsse.
Wie konnte ich nur glauben, die Girls seien unerfahren, während sich mein rammender Pfahl zuckend in ihre Münder ergoss. Unglaublich, wie tief ich meinen Prügel versenkte. Rhythmisch fickte ich nun so tief in ihren Rachen das meine Eier bei jedem Stoß gegen ihre Lippen klatschten. Bevor der Strom versiegte, strich ich noch einmal mit der Eichel über ihre Vollgewichsten Gesichter und zog schmierige Spuren mit dem klebrigen Schleim. Ich quetschte die weiße Masse aus meiner Röhre und zog den zähen Tropfen lang über beide Gesichter. Ich genoss den Anblick, wie der Schleim seine Spuren auf ihre Gesichter legte und lies den zähen Tropfen auf ihre ausgestreckten Zungen rinnen. Ich lies mir Zeit bei meiner Sauerei und beobachtete, wie der Schleim zäh aus ihren Mundwinkeln rann und klebrig an ihren Kinn hing.
Langsam kam ich wieder zu mir und beobachtete genau die Situation. Die Beiden kauerten vor mir und leckten sich den Schleim von den Lippen. Ihre süßen jungen Gesichter waren so voll gewichst, dass immer noch klebrige Ströme von Wangen Mund über Kinn und Hals am Körper herabflossen. Der Saft hatte ihre Blusen durchnässt, worunter sich ihre erregierten Brustwarzen besonders deutlich abzeichneten.
Ihre Röckchen waren mittlerweile gänzlich hoch über die Hüften gerutscht, da sie mit gespreizten Beinen auf dem Boden saßen. Ihre Scham war durch die engen Slips kaum bedeckt, und standen deutlich gerundet hervor. In der Mitte ihrer Schamhügel breitet sich ein großer feuchter Fleck aus, ein Zeichen ihrer Geilheit.
Ich bemerkte, wie die Mädchen schwer atmend, immer noch meinen nassen Penis fixierten und sich unterdessen mit einer Hand unter dem Höschen masturbierten.
Ich holte tief Luft, trat zurück um meine Hose endlich ganz auszuziehen. Die Mädels beobachteten mich, während ich meine Unterhose herunterzog und mein haariger Sack hervorsprang, Mein halbsteifer Schwanz pendelte jetzt zwischen den dicken Eiern und ich stellte mich wieder über die masturbierenden Mädchen.
Diesmal war mein Unterleib völlig nackt Ich stellte mich breitbeinig über die Zwei, ging in die Grätsche so dass meine Eier dicht vor ihren Mündern hingen. „Lutscht mir die Eier“, presste ich hervor und sofort öffneten Sie ihren Mund und saugten je ein Ei in ihren geilen Mund. Ich packte sie am Hinterkopf bei den Haaren und rieb ihre verschmierten Gesichter in meine Leisten.
Die Beiden klammerten sich mit ihren Armen um meine Hüften und Beine und wühlten ihre Gesichter in mein Geschlechtsteil. Willig lutschten und knabberten sie an meinem Gehänge. Als sie auch abwechselnd meinen, nun schlappen Schwanz saugten, schwoll dieser wieder langsam an.
Ich ging nun ganz tief in die Hocke, drückte ihre Köpfe mit nach unten, bis sie nebeneinander auf dem Rücken lagen.
Ich kniete mich über ihre Köpfe, jedoch umgedrehter Richtung, und schaute auf ihre Beine. Mein halbsteifes Glied wuchs wieder und pendelte über ihren Mündern. Meinen Oberkörper beugte ich nach vorne und stützte mich mit den Armen auf den Boden, zwischen ihren Beinen ab.
Ich untersuchte nun gierig ihre feuchten Höschen zwischen den gespreizten Beinen. Unter ihnen hoben sich nun deutlich die gewölbten Schamhügel hervor. Ich schlang meine Arme um ihre Unterleiber, packte ihre kleinen Arsche und wühlte gierig meinen Kopf zwischen ihre schlanken Schenkel. Den Mund presste ich zunächst auf Nenas dicke Vulva, zog das Höschen mit den Zähnen zur Seite und entblößte ihre runzligen Schamlippen. Mit den Händen griff ich um ihre Hintern der Beiden, bis ich die Fotzen mit den Fingern erreichen konnte. Ich zog nun ihre Höschen zur Seite und leckte durch ihre feuchten Schamlippen.
Verrückt vor Geilheit, kümmerte ich um Alice, die mir wollüstig ihr Becken entgegenstreckte. Ich teilte mit den Fingerspitzen ihre fleischigen äußeren Schamlippen und leckte ihren hervorquellenden Lustschleim von den rosigen inneren Lippen. Ich genoss den würzigen Geruch und Geschmack ihrer kleinen rosigen Pflaume, teilte mit der Zunge ihre inneren Schamlippen um tief in ihre Scheide einzutauchen.
Alice stöhnte und jammerte vor Lust. Ihr rotierendes Becken drängte sich meinem Mund und meiner leckenden Zunge entgegen, während ich mit den Fingern Nenas Vagina unter ihrem Höschen massierte.
Mein steifer Schwanz wurde bereits wieder von den Mündern der Mädchen verwöhnt, als ich aufstand um ihnen endlich die Höschen auszuziehen. Ungeduldig zog ich das Höschen von Nenas Beinen, worauf sie diese sofort weit spreizte und mir ihren Unterleib entgegen hob.
„Fick mich richtig, oh komm endlich mit deinem Schwanz“, jammerte Nena atemlos. Ich warf mich auf sie und drang ungestüm in ihre weit offene Vagina ein. Die enge Scheide lies mit wenig Widerstand meinen harten Penis einfahren.
Dann umgab der wunderbar enge Muskelkanal meinen Schaft, den ich langsam vor und zurückschob. Ich fickte sie jetzt intensiv und staunte, wie ungestüm Nena mir entgegenkam und meine Arschbacken mit den Händen gegen ihren Unterleib drückte. „Oh, ja, tut das guuuut“, wimmerte sie, und steckte mir ihre Zunge tief in den Hals.
Alice hatte unterdessen auch ihr Höschen ausgezogen. Während Nena mich heftig Küsste, kniete Alice sich über unsere Köpfe. Sie ging auf alle Viere so, dass Ihr Hinterteil sich unseren Köpfen entgegenstreckten. Ich schaute über Nenas Gesicht geradewegs in die kleine Arsch Rosette und die darunter liegenden kleine rosa Pflaume. Alice präsentierte mit kreisenden Bewegungen ihr Hinterteil vor meinem Gesicht. Ich drückte meinen Mund auf ihre Schamlippen und leckte ihre erstaunlich große Klitoris. „Ja, bitte fick mich auch“, bettelte sie aufgeregt.
Ihr kleiner Arsch war unwiderstehlich, jedoch war Nena gerade kurz vor dem Orgasmus. Ihre spitzen Lustschreie und das krampfartige Kontraktion ihrer Scheidenmuskulatur brachten auch mich wieder fast zum Abspritzen. Aber ich wollte Alice unbedingt noch ficken, und zog meinen Penis aus Nenas zuckender Fotze.
Ich richtete mich auf, kniete mich hinter Alices Hintern und richtete meinen steifen Knüppel gegen ihre nasse Pflaume. Unter meinen baumelnden Eiern sah ich Nenas erhitztes Gesicht, die noch mit weit offenem Mund um Atem rang. Ich rieb meinen haarigen Sack lustvoll über ihr Gesicht und drückte ihn in ihren Mund. Schnaufend schloss sie die Lippen um die Eier und begann gierig zu saugen. Meinen juckenden Schwanz rieb ich über Alices Fötzchen, um dann langsam in ihre sehr enge Vagina vorzudringen. Alice war extrem eng, und ich hielt inne, als meine Eichel zur Hälfte in ihrer Scheide steckte.
Alice ergriff jedoch die Initiative und drückte ihren Po zu mir. Langsam fuhr mein enorm harter Penis in ihre Scheide.
Unbeschreibliche Gefühle übermannten mich. Nenas warmer saugender Mund, kitzelten meinen Sack, während ich mich still verhielt rammte mir nun Alice ihren Unterleib immer wieder gegen meinen Knüppel. Sie fickte mich, während Nena meinen Sack im gleichen Rhythmus mit dem Mund durchknetete. Als sie nun auch noch mit der Zunge durch meine Arschfurche leckte, hatte ich eine perverse Idee. Ich musste es einfach probieren bevor ich zum Höhepunkt kam.
Ich zog meinen Schwanz aus Alices Fotze und ging über Nenas Gesicht noch tiefer in die Hocke. Dabei griff ich nach Hinten, zog meine Arschbacken über ihren Mund auseinander, so dass mein klaffender After von ihrer Zunge erreicht werden konnte. Als sie tatsächlich, ohne zu zögern ihre Zunge durch meinen Schließmuskel in meinen After drückte und tief eindrang, wurde ich wahnsinnig vor Geilheit.
Ich nahm meinen Hammer in die Hand, drückte ihn gegen Alices kleine Rosette und überwand langsam den Widerstand des Schließmuskels. Nachdem ich immer tiefer in ihren After glitt Drängte sich Alice, mit unbeherrschtem Stöhnen und wilden spitzen Schreien gegen meinen Prügel. Das gab mir endgültig den Rest. Nachdem sich Alice, an meinem Pfahl einige Male selbst aufgespießt hatte und Nenas Zunge einen wilden Tanz in meinem Arschloch vollführte, spürte ich meinen Saft wieder unwiderstehlich aufsteigen.
Der erste Schuss entlud sich tief in Alices After. Ich zog mich schnell zurück so dass die nächste Ladung gegen ihren Arsch und über ihren Rücken ballerte. So schnell ich konnte, richtete ich den zuckenden Rüssel nach unten, über Nenas wollüstig verzerrtes Gesicht.
In schneller Folge spritzte mein pulsierendes Rohr das schleimige Sperma in mächtigen Kaskaden über ihr Gesicht und in ihren Mund. Unaufhörlich schossen die Entladungen aus meiner Eichel um in langen Bögen um auf Alices Hintern und Nenas Gesicht zu landen.
Noch während mein Schwanz ungezügelt sprudelte drehte sich Alice blitzschnell um und hielt ihr Gesicht in die peitschenden Fontänen. Im nu war ihr süßes Gesicht aufs Neue überschwemmt, bevor sie ihren Mund über meinen Prügel schob um die wilden Eruptionen zu schlucken.
Ihr Mund kaute intensiv auf meinem weiterhin spritzenden Rohr. Hemmungslos rammte ich es tief in ihren Rachen, worauf die Übermäßigen Mengen Spermas aus ihren Mundwinkeln gepresst wurden. Nena fing den herabrinnenden Schleim mit dem Mund auf und leckte alles von Alices Kinn und meinem Schaft. Mein endloser Strom versiegte langsam und die Beiden steckten sich gegenseitig meinen glitschigen Rüssel in den Mund um die letzten Tropfen abzusaugen.
Ich richtete mich anschließend schwer atmend auf, legte mich fix und fertig auf den Boden neben den Mädchen und erwachte langsam aus einem unendlich geilen Traum. Die beiden unglaublichen Mädchen saßen auf dem Boden, schmierten sich mit den Händen über die Gesichter und leckten sich die Pampe gegenseitig von den Fingern. Sie matschten mit meinem Sperma und boten mir eine unglaublich perverse Show.
Während Nena die großen Lachen Spermas von Alices Rücken und Arsch leckte, nahm Alice die Tropfen von ihrem Hals und Busen auf um sie in ihre Fotze zu massieren.
„Hey, du hast Alice in den Arsch gefickt, aber mir nicht, dabei habe ich dir den Arsch geleckt“, meinte Nena vorwurfsvoll und leckte sich dabei die verschmierten Lippen „Das war richtig geil“, schwärmte Alice. „Du machst doch bestimmt noch weiter. So toll bin ich noch nie gefickt worden“. „Du kennst doch nur den Vibrator von Sofia“, lästerte Nena. „Den hast du aber auch schon im Arsch gehabt. Jetzt hast du mal einen richtigen Mann gehabt“ „Er hat mir auf jeden Fall in den Arsch gefickt, und nicht dir.
Dann hat er mir auch noch richtig sein Sperma in den Mund gespritzt. Das war vielleicht geil.“ Das hat er bei mir auch gemacht, und sogar mehr als dir. Ich habe alles geschluckt und es hat gut geschmeckt.“ Die Zwei waren grenzenlos verdorben, oder ich hatte sie wegen ihrer Jugend total unterschätzt. Ich dachte an Sofia Was würde ich ihr sagen? Konnte ich das Geschehnis geheim halten? Ich war total fertig und ausgelaugt. Die Beiden hatten mir jede Menge Sperma abgemolken und scheinbar immer noch nicht genug.
„Ich kann noch viel mehr, du hast keine Ahnung“, verteidigte sich Nena. „Jetzt kannst du ja mal sehen, wie man einen Kerl so richtig heiß macht“. Sie kniete sich neben mich und rieb über meinen erschlafften Penis.
„Oh Nena, ihr habt mich so fertig gemacht, es tut mir leid, aber ich gehe jetzt ins Bad und warte dann, bis eure Schwester kommt.“ „Keine Angst, das dauert noch bis heute Abend. Wir können ja nachher noch zusammen duschen, wenn es sich richtig lohnt“. Sie schaute Alice an, die noch besonders deutlich von meinen Ergüssen gezeichnet war und grinste. „Bleib liegen und entspann dich“. Sie ließ sich nicht abhalten und meine Einwände nicht gelten.
Sie streichelte weiterhin meinen Penis wobei Alice ihr interessiert zuschaute. Sie beugte sanft den Kopf herunter und küsste das schlappe Glied und leckte zärtlich die Eier. Dann schlang sie die gesamte schmierige Masse meines Geschlechtsteils, Sack und Penis zusammen in den Mund. Ihre ganze Mundhöhle wurde ausgefüllt und ihre Backen blähten sich dick auf. Sie schwang sie ihre Beine über meinen Kopf und drückte ihre Scham auf mein Gesicht. Ihre nasse Fotze rieb auf meinem Mund als ich mit der Zunge zwischen ihren Schamlippen eintauchte um ihren Kitzler zu lecken.
Ich merkte, wie mein Schwanz in ihrem Mund wieder anschwoll und unter ihrem intensiven Saugen wieder zur vollen Größe anwuchs. Die pralle Eichel und der halbe Schaft füllten ihren Mund nun vollständig aus. Durch die Schenkel von Nena sah ich, wie Alice sich breitbeinig über ihren Hintern und meinen Kopf stellte. Ich sah direkt von unten in ihre kleine nasse Fotze, die sie provozierend auseinander zog um mir ihre klaffende Scheide zu präsentieren.
Sie senkte sich ab, ging auf die Knie und legte sich mit dem Oberkörper auf Nenas Rücken. Ich hatte nun die beiden Mädels über mir liegen und schlang die Arme um ihre Ärsche, die über meinem Gesicht lasteten. Während ich lustvoll Nenas Kitzler und Schamlippen leckte, zog ich darüber Alices Pobacken auseinander um meine Finger in ihren After zu stecken.
Das Stöhnen und keuchen der Beiden wurde lauter. Ich fühlte, wie Alice ihre Hände zwischen meine Beine drängte, den Sack knetete und die Schwanzwurzel umfasste. Dann begann sie den halben Penis, der aus Nenas Mund ragte, zu wichsen. Unglaubliche Geilheit überkam mich wieder, als Alice den zuckenden Schaft in Nenas Mund wichste Ich schluckte den Fotzenschleim, der aus Nenas Vagina in meinen Mund rann. Gleichzeitig bohrte ich darüber mit einem Klammergriff meinen Daumen und Zeigefinger in Alices Scheide und After. Ich rieb die Scheidewand dazwischen, fühlte gleichzeitig die Bewegungen meiner Finger. Das Gefühl musste für sie sehr intensiv sein, denn das Zucken ihrer Vagina kündigte den baldigen Orgasmus an.
Auch Nena war dicht davor, denn ihre Klitoris in meinem Mund war stark geschwollen und ihre Scham drückte sich immer heftiger auf meinen Mund. Auch meine Eichel zuckte schon heftig da Alice durch ihren herannahenden Höhepunkt immer heftiger meinen Schwanz in Nenas Mund wichste.
Alice war zuerst soweit. Laut aufstöhnend überkam sie der Orgasmus. Ihr Unterleib rotierte wild und sie rammte meinen Hammer brutal in Nenas Mund. Da war es auch für mich soweit.
Nenas saugender Mund und Alices wichsende Faust brachten meinen Hammer zur Explosion.
Ich spürte nur, wie die Ladung in Nenas Mund schoss und blitzschnell ihren Mund füllte. Der Erguss musste gewaltig sein, denn ich vernahm Nenas schnelle Schluckgeräusche und fühlte die Wärme der Flut, die über Alices Hand auf meinen Unterleib floss.
Das brachte auch noch Nena zum Höhepunkt. Wild schlang sie mein sprudelndes Rohr in ihren Rachen während ihre zuckende Fotze überlief und brutal gegen meine Lippen hämmerte. Es war eine unglaubliche Situation Wir drei kamen fast gleichzeitig zum Höhepunkt, waren ineinander verschlungen und wälzten uns stöhnend und schreiend in unseren Säften.
Schwer atmend zog Alice Nena den Schwanz aus dem Mund und stülpte ihre Lippen über die Eichel. Als mein Sperma jedoch versiegt war, drückte sie in hemmungsloser Gier ihren Mund auf Nenas Lippen um aus ihrem Mund noch Reste meines Saftes zu lutschen. Sie spitzten nun beide die Lippen, spuckten und saugten sich mit schmatzenden Geräuschen die schleimige Soße gegenseitig in und aus dem Mund. Zwischen ihren Mundwinkeln hatte sich, durch das Schlürfen und Kauen, blasiger Schaum gebildet Der hervorquellende Saft war mit ihrem Speichel vermischt und tropfte zäh über das Kinn der Beiden auf ihre Brüste..
Allein der Anblick dieser beiden Schönen, die wild mit ihren Mündern den zähen Schleim auf ihren Gesichtern verteilten, einsaugten und wieder ausspuckten, hätten jeden Mann bereits den Abgang gebracht. Ich war jedoch fertig und ausgelaugt, hatte unglaubliche Mengen Sperma über die Beiden gespritzt. Erst jetzt. Nachdem der Rausch etwas verflogen war, erkannte ich das sichtbare Ausmaß dieser Orgie.
Ich hatte die Beiden völlig eingesaut. Sie waren Über und Über mit Sperma bedeckt. Allein die Reste der beiden vorherigen Ergüsse hafteten noch an Ihnen und mit der letzten Aktion hatten sie sich den Saft mit ihrem Speichel vermischt über die schönen Gesichter geschmiert so dass sie kaum noch aus den Augen schauen konnten. Ihre Höschen und Röcke hatte ich ihnen schon vorher ausgezogen, aber Nena hatte noch ihren völlig durchnässten BH an, während über Alices kleine, nackte Brüstchen noch Rinnsale meines Spermas liefen.
Ich rappelte mich müde auf. „Ich gehe ins Bad ihr Hübschen“, sagte ich. „Ja, wir gehen mit dir, wir duschen gemeinsam“, meinte Nena und zog sich den nassen BH vom Körper. Schon wieder kam es zu dieser Situation, die mir bekannt war. Am Ende meiner sexuellen extremen Ausschweifungen landete ich immer mit den Frauen im Bad.
Splitternackt gingen wir aus dem Zimmer über die Diel in das Bad. Es war nicht sehr groß, hatte aber eine Badewanne mit Duschvorhang. Die Beiden stiegen sofort in die Wanne und setzten sich gegeneinander auf den Boden. Ich schwang die Beine über den Wannenrand und stellte mich zwischen die Beiden. Zum setzen war kein Platz mehr, so blieb ich unschlüssig stehen.
Alice kicherte aufgekratzt. Meine verschmierten Genitalien baumelten zwischen den Köpfen der Mädels und erregten wieder ihre Aufmerksamkeit. Alice griff nach meinem schlappen Glied und massierte die feuchte Eichel. „Du hast eben Nena alles in den Mund gespritzt und mir nichts mehr gelassen. Das ist unfair“. Sie schob den Mund an meinen Penis und leckte mit der Zungenspitze über die Eichel. „Oh nein“, sagte ich. „Ich bin total fertig und bringe keinen Tropfen mehr heraus“. „Das wollen wir erst mal sehen“, widersprach Alice selbstbewusst und stülpte die Lippen über meine Eichel.
Obwohl sie intensiv anfing meinen Schwanz zu saugen und zu lutschen, tat sich nichts bei mir. Auch als Nena zusätzlich meinen Sack knetete und meinen Arsch leckte bekam ich keine Erektion. Das einzige was ich merkte, war der enorme Druck meiner Blase durch das viele Bier, und ich hatte eine gemeine Idee. Da Alice nicht locker lies, meinen schlappen Schwanz unnachgiebig durchkaute, sollte sie ihre Ladung bekommen.
Es war verrückt. Wieder hatte ich Gelegenheit, meinen Vorlieben nachzukommen, obwohl sich die Situation eher wie zufällig ergab. In heimlicher Vorfreude entspannte ich mich und lies dem Harndrang freien Lauf. Unvermittelt entleerte ich meine Blase in Alices lutschenden Mund. Die heiße Flut lies sie überrascht zurück fahren, so dass der Penis ihrem Mund entglitt und der scharfe Urinstrahl spritzend in ihr hübsches Gesicht klatschte. Ich nahm den Penis sofort in die Hand und steuerte den Strahl selbst in ihren, vor Überraschung spuckenden Mund.
Als Nena erstaunt ihren Mund von meiner Arschfurche löste, traf auch sie der heiße Strahl mitten ins Gesicht. Sie war sofort bereit und öffnete willig ihren Mund. Hemmungslos zielte ich nun mit dem Strahl in ihren Rachen bis er überlief. Schon drängte sich Alice wieder in Position und ich pisste wieder in ihr triefendes Gesicht. Ich zielte ich auf die Spermaspuren und spülte sie mit der Pisse ab.
Geil drängten die Mädchen ihre Gesichter aneinander, und der Urin füllte beide Münder gleichzeitig bis zum Überlaufen. Ich drückte mit Daumen und Zeigefinger auf meine Eichel und der Strahl fächerte breit auf. So konnte ich gleichzeitig in die Gesichter der Beiden urinieren. Nena griff sich nun selbst mein sprudelndes Glied, schloss die Lippen darum und schluckte die Pisse. Dann richtete sie den Strahl wieder auf Alice und schwenkte die Flut über ihren Kopf, Titten und ihren ganzen Körper.
Immer noch war meine Blase nicht leer und ich pinkelte ohne Unterlass. Die Mädchen machten begierig mit, konnten nicht genug bekommen von meiner Pisse, die dampfend über ihre Körper floss und wanden sich genussvoll unter dem spritzenden Schlauch.
Sie drückten mit weit offenem Mund ihre Wangen aneinander so dass sie gleichzeitig gemeinsam meine Pisse trinken konnten. Ich pullerte nun im hohen Bogen über die Beiden, und lies den Strahl aus der Höhe in die vollen Münder platschen. Was sie nicht schlucken konnten, spukten sie sich nach jeder Füllung gegenseitig ins Gesicht.
Es war unglaublich, mit welcher Lust die Mädchen auf meine Perversionen eingingen, und sich gegenseitig die Fotzen rieben. Meine Blase leerte sich nun merklich und ich schwenkte noch einige male den versiegenden Strahl über ihre wunderschönen nassen Gesichter, von denen nun alles Sperma abgewaschen war.
Es war ein Wunder, aber im gleichen maß indem meine Quelle versiegte, wuchs meine Erregung wieder, und mein Schwanz wurde steif. Das merkten die Beiden natürlich erfreut. Alice packte sofort wieder zu, um noch atemlos prustend und spuckend, ihren Mund über meinen harten Schaft zu schieben.
„Du kannst also doch weitermachen. Spritz ihr endlich in den Mund, damit sie Ruhe gibt“, meinte Nena, und richtete ihren triefenden Körper zum Stand auf. Alice kauerte jetzt zwischen meinen Beinen lutschte heftig meine Eichel und wichste wild meinen Schaft in ihren Mund. Sie wollte unbedingt zu Ende bringen was ihr noch zustand.
Nena stand neben uns in der Wanne und beobachtete unsere geile Aktion. Sie spreizte die Beine, stellte einen Fuß auf den Wannenrand. Dann schob sie ihren Unterleib dicht an Alices Kopf. Mit einer Hand masturbierte sie und teilte mit den Fingern die Schamlippen um mir die rosa Öffnung ihrer klaffenden Scheide zu präsentieren. Die andere Hand verdrängte Alices Faust von meinem Schwanz und begann den Schaft selbst zu wichsen.
Alices drängte die Finger ihrer nun freien Hand in meinen Schließmuskel und fickte meinen After, während Nena ihr weiter in den Mund wichste. Die Beiden machten mich so unsagbar geil, dass mein Höhepunkt näher rückte. Durch Nenas intensives Wichsen zuckte mein Penis, bereit seine Ladung bald in Alices saugende Mundhöhle zu ballern.
Nena schob plötzlich Ihren Unterleib noch dichter an Alices Gesicht und lies einen dicken Strahl gelben Urins zwischen ihren Schamlippen hervor schießen. Rasend vor Geilheit, im Vorgefühl des nahenden Orgasmus, registrierte ich den harten Strahl von Nenas heißer Pisse in Alices Gesicht platschen und über meinen Knüppel ablaufen.
Das gab mir den Rest. Während Nena stöhnend über Alices Gesicht, ihren lutschenden Mund und meinen rammenden Hammer pisste, entlud sich mein gewaltiger Erguss tief in Alices Mund. Die Entladung war wieder so gewaltig, dass mein zuckender Hammer, nach einigen Schüssen aus Alices Mund rutschte. Ungezügelt und wild spritzten die nun über ihr Gesicht und traf Nenas Unterleib und die pissende Fotze. Urin und Sperma trafen gleichzeitig Alices süßes Gesicht in dieser unglaublich perversen Sauerei. Unglaubliche Gefühle durchdrangen mich, als Nena in hemmungsloser Lust den heißen Urinstrahl auf meine spritzende Eichel richtete und Alice ein Gemisch von Pisse und Sperma wieder in ihren Mund aufnahm.
Ich verströmte mich langsam in ihrem Mund wie sie es wollte, wobei Nena gegen meinen Unterleib urinierte. Die heiße Flut prasselte über den Penis, den Sack und meinen Bauch, während die letzten Tropfen Sperma in Alices Mund rannen.
Die Knie knickten mir ein. Ich war total ausgepumpt und lies mich erschöpft auf den Boden der Wanne ab. Nena quetschte sich auch neben mich. „Na siehst du, jetzt haben wir beide Alice nass gemacht“. Dabei strich sie sich meine Spermaspritzer vom Oberschenkel und leckte dann den Finger ab. Unvermittelt umarmte sie mich und presste ihre Lippen auf meinen Mund. Mit rotierender Zunge verteilte sie das Sperma in meinem Mund. Der Geschmack war eindeutig und die Reste meiner vorherigen Urinfüllung brachten einen hauch von Würze in den Kuss.
Zwischenzeitlich war Alice aufgestanden und ich glaubte sie wollte die Dusche anstellen. Sie stellte sich jedoch über uns, setzte den Fuß auf den Wannenrand und schob breitbeinig ihren Unterleib gegen unsere Gesichter. „So ist das mit euch. Erst habt ihr mich angepinkelt und dann bin ich abgemeldet“. Scheinbar beklagte sie sich, jedoch zeigten ihr lüsternes Grinsen und die provozierende Stellung, dass sie andere Absichten hatte. Überrascht schauten Nena und ich auf Alices Vagina, dicht vor unseren Gesichtern.
Nena packte wieder meinen Kopf um den Kuss fortzusetzen. Unsere Zungen trafen sich zu einem wilden Spiel, als wie erwartet die heiße Flut über unsere Gesichter lief. Als ich den Kopf drehte, sah ich in die sprudelnde Fotze von Alice, die den Strahl genau in meinen Mund lenkte. Schnell war mein Mund gefüllt, und ich spuckte den Urin in Nenas Gesicht.
„Oh ja, ist das geil, komm her, Maul auf und spuck sie wieder voll“, schrie Alice unbeherrscht und pisste ohne Unterlass mit einem breiten Strahl über unsere Gesichter. Nena und ich badeten in Alices Urin, der über unsere Körper in die Wanne abfloss. Der Strom aus Alices Fotze versiegte allmählich und sie beobachtete schwer atmend noch einige Zeit lustvoll unsere triefenden Körper.
„Sieh mal an, die kleine Alice. Ich wusste ja gar nicht dass du auch so versaut bist“, meinte Nena anzüglich. „Das habe ich von Mike“, widersprach Alice. „Das war total geil, als er mir, ohne was zu sagen, in den Mund gepisst hat.
Zuerst dachte ich, es wäre sein Sperma und schluckte, bis ich nicht mehr konnte.“ Und wieder erlebte ich das Inferno, völlig enthemmter Mädchen, die ihre, von mir entfachten Perversion auslebten.
Alice nahm den Duschschlauch, drehte den Warmwasserhahn auf, und Duschte uns endlich ab.

Sofia

Als wir uns ausgiebig abgeduscht und gutgelaunt das Bad verließen, versuchten wir so normal wie möglich der Ankunft Sofias entgegenzusehen. Die Mädel hatten sich mit frischen Klamotten eingekleidet, wobei Alice nur der Bademantel von Sofia blieb. Nena hatte die nasse und Sperma versaute Kleidung in die Waschmaschine gestopft.
Wir beschlossen, über das Geschehene vor Sofia nicht zu sprechen.
Wir entspannten uns bei Musik und machten uns Suppe in der Mikrowelle. Als Sofia schließlich eintraf, saßen wir alle im Wohnzimmer als wäre nichts geschehen. Sofia begrüßte mich leidenschaftlich. „Ich habe mir schon Sorgen um dich gemacht. Du wolltest doch schon gestern da sein.“ „Ich weiß, aber es hat lange gedauert, bis mich jemand mitgenommen hat“, log ich.
Ich war wieder fasziniert von ihrer erotischen Ausstrahlung. Sofia war ungemein sexy und attraktiv. Ihre tolle Figur wurde betont durch ihr enges kurzes Sommerkleid, das kaum die schlanken Schenkel ihrer langen wohlgeformten Beine bedeckte. Ihre enormen Brüste, die durch einen weißen BH gehalten wurden, zeichneten sich unter dem knappen, schulterfreien Kleid provozierend ab. Am schönsten aber war ihr, schönes Gesicht und ihr langer schlanker Hals der ihr ein elegante, edle Wirkung verlieh.
Ihre dunklen Haare waren glatt und eng am Kopf zurück frisiert und am Hinterkopf von einem Knoten gehalten. Sie sah mit ihren großen dunklen Augen aus wie eine feurige Spanierin. Ihre vollen Lippen hatte sie rot geschminkt, und das dunkle Make up ihrer Augen unterstrich die Schönheit ihres schlanken Gesichtes.
„Wie ich sehe, haben sich meine Schwesterchen schon gut um dich gekümmert.“ Dabei schaute sie fragend auf Alice, die offensichtlich unbekleidet war und nur ihren Bademantel trug. „Ich habe vorhin meine Klamotten gewaschen“, erklärte Alice eilig. „Ich hoffe, du hast nichts dagegen, dass ich deinen Bademantel angezogen habe.“ „Nein, solange du nicht völlig nackt bist“, meinte Sofia amüsiert und zog ihr den Bademantel tiefer über die Schenkel um ihr sichtbare Scham zu bedecken.
Wir setzten uns, tranken ein kühles Bier und unterhielten uns über Neuigkeiten unseres Studienfaches. „Du hast uns aber wenig von Mike erzählt“, warf Nena ungeduldig ein. „Hört mal, ihr Zwei, das geht euch doch gar nichts an.
Übrigens könnt ihr uns jetzt mal allein lassen.“ „Ich muss aber erst warten, bis meine Sachen trocken sind“, meinte Alice beleidigt.
„Gut, dann müsst ihr jetzt mal allein bleiben, wir ziehen uns mal zurück, denn wir haben uns viel zu erzählen.“ Sofia nahm mich am Arm und verließ mit mir das Zimmer. „Wir gehen am besten ins Schlafzimmer, da sind wir ungestört.“ Das Schlafzimmer war nur ein kleiner Raum in ihrer Wohnung. Gerade genug Platz für Bett, Tisch und Schrank.
Wir setzten uns auf das Bett und küssten uns. „Ich glaube, die Beiden wollten dich anmachen und wenn ich nicht gekommen wäre, hätten sie dich bestimmt vernascht.“ Oh je, wenn Sofia gewusst hätte was da vorhin abgelaufen war mit diesen zwei geilen Biestern....“ Ich erinnerte mich, dass Sofia es war, die mir eine neue Dimension der Erotik gezeigt hatte. Sie war unersättlich im Bett und hatte mir unglaubliche Praktiken beigebracht. Auch jetzt gab sie sich wieder unverblümt und griff mir grinsend an die Hose. Sie verlor keine Zeit und öffnete meinen Gürtel, den Reißverschluss und schob ihre schlanke Hand in meine Unterhose. Sie begann die haarige Masse meiner Genitalien zu kneten und zerrte meinen anschwellenden Penis ins Freie. Sie beugte ihren Kopf über meinen Unterleib und küsste zärtlich meinen Penis vom Schaft bis an die Eichel „Wie lange habe ich darauf gewartet und mir die wildesten Sachen ausgemalt“, flüsterte sie erregt.
Sie griff unter ihr Kleid, zog ihr Höschen über die Schenkel von den Beinen und hielt es mir vor das Gesicht. Sie wusste, dass ich ihren Intimgeruch mochte. Ich stand auf und zog eilig meine Hosen aus, worauf mein Steifer Schwanz federnd vom Körper abstand. Begeistert zog sie mich aufs Bett zurück. Sie drückte mich zurück bis ich lang auf dem Rücken lag. Dann kletterte sie aufs Bett, hob das Kleid in die Höhe über ihren Unterleib und hockte sich breitbeinig über mein Gesicht.
Ich blickte von unten in ihre wunderbare entblößte rasierte Vagina und die runzlige Rosette ihres Afters. „Leck mir die Fotze“, stöhnte sie heißer und zog ihre Schamlippen auseinander, bis der kleine Zapfen ihrer Klitoris hervorstand. Ich streckte die Zunge heraus und leckte durch die Fotze bis zur Klitoris. Sie ließ ihren Unterleib auf meine rotierende Zunge absinken, drückte ihn auf mein Gesicht, bis meine Zunge tief in Ihrer Scheide versank. Ihr Scheidenkanal war wesentlich weiter als der Ihrer Schwestern, jedoch konnte sie meinen Penis, allein durch intensive Kontraktionen zum Spritzen bringen.
Mit der Hand rieb ich unterdessen ihren After und drang mit dem Zeigefinger in ihren Schließmuskel. „Oh ja, du machst mich geil, gib mir deinen Schwanz“, stöhnte sie.
Gleichzeitig beugte sie ihren Kopf nach unten über meine Hose und schlang meinen Penis in ihren Mund. Ihre schlanken Hände schlossen sich erstaunlich kraftvoll um meinen Sack und die Schwanzwurzel.
Es bereitete mir unglaublich lustvolle Gefühle, wie sie unnachahmlich die Vorhaut ganz zurückzog um an der prall gestrafften Eichel zu lutschen. Als ihre Zunge die Kerbe zwischen Eichel und Schaft leckte und in die kleine Öffnung an der Spitze eindringen wollte, löste das ein intensives pulsierendes jucken meines Penis aus.
Zur gleichen Zeit wurde mein Gesicht von ihrem Fotzenschleim überflutet. Ich schluckte ihren Saft, der aus ihrer zuckenden Scheide, der meine Zunge hinab in meinen Mund floss.
Ihr Orgasmus überkam sie sehr schnell und intensiv und als sie ihre Fotze brutal auf mein Gesicht presste. Ihre breiten, nassen Schamlippen stülpten sich saugend über meinen Mund und Nase, als würde mein ganzes Gesicht in ihre pulsierende, glitschige Vagina eintauchen. Unermessliche Geilheit überkam mich und ich erlebte ihren Höhepunkt unmittelbar, während meine ausgestreckte Zunge von ihrer zuckenden Scheidenmuskulatur massiert wurde.
Ich hielt mich zurück, bis ihr Orgasmus abgeklungen war, befreite mich dann aus ihrer Umklammerung und drückte sie zurück auf das Bett. Hier wollte ich dann mein großes Finale erleben. Ich kniete mich also über ihren Oberkörper und zog die Träger ihres Kleides von den Schultern. Den BH schob ich nach unten von ihren Brüsten, so dass die erregierten Brustwarzen ihres schönen vollen Busen an meinem harten Penis rieben.
Ich griff nach hinten und zog ihr Kleid hoch über ihre breit gespreizten Schenkel, griff in ihre nasse, entblößte Fotze und schob langsam die ganze Faust zwischen den Schamlippen in ihre Vagina. Bereitwillig hob sie ihr Becken in die Höhe und drückte meiner wühlenden Faust den ganzen Unterleib entgegen. Sie stemmte ihre gespreizten Beine auf das Bett und bockte rhythmisch wie ein wilder Mustang.
Ihr voller Busen drückte zwischen meinen Beinen gegen meine Eier, während ich mit der freien Hand meinen knallharten Knüppel über ihrem wunderschönen Gesicht schwenkte. Ihre geweiteten dunklen Augen starrten lustvoll auf meine pralle Eichel, aus deren Öffnung ein großer, klarer Tropfen quoll.
Aus ihrem geöffnetem Mund drang ein keuchendes Stöhnen als ich dicht vor ihren Lippen meine Vorhaut langsam vor und zurückzog. „Oh ja, wichs deinen geilen Schwanz in meinen Mund. Gib ihn mir, ich will deinen Saft“. bettelte sie atemlos. Sie schob ungeduldig ihre Zunge hervor und leckte den schleimigen Tropfen von der Eichel. Weitere schleimige Lusttropfen lösten sich von der Schwanzspitze und bildeten tropfend klebrige Fäden zu ihrer Zunge. Ich verteilte genussvoll den zähen Schleim in glitzernden Spuren über ihr Gesicht und erregte mich daran, als ihre Zunge gierig nach den Tropfen angelte.
Ich zelebrierte voller Geilheit dieses Spiel, drückte meine nasse, pulsierende Eichel gegen ihre vollen Lippen um mir von ihrem lutschenden Mund meine klebrige Flüssigkeit absaugen zu lassen. Wieder hob ich meinen Schwanz empor um mit der Eichel über ihr Gesicht zu streifen.
Sofia bäumte sich mit rotierendem Unterleib auf, und schnappte gierig mit dem Mund nach meinem Prügel und schloss ihre Lippen um das juckende Fleisch.. Sofort brachte mich ihre wilde Zunge dicht an den Höhepunkt und ich zog den Schwanz schnell zurück. Sie wusste, dass ich es mochte, ihr meinen Orgasmus zu zeigen und meinen Abgang auf ihrem Gesicht zu vollziehen.
„Ja, spritz mir ins Gesicht, wichs mir deine Soße in den Mund, mach mich voll mit deinem Saft“, jammerte sie, außer sich vor Lust. Es brauchte nicht mehr viel und ich hielt meinen zuckenden Schaft über ihr Gesicht. Sie wusste, das es soweit war und starrte mit weit offenem Mund gebannt auf meinen Schwanz. Gleichzeitig drückten ihre Hände von unten durch meine Schenkel, packten ungeduldig meinen Sack der über ihren Titten rieb und knetete lustvoll die Eier.
Das Pumpen ihrer Hände an meinem Sack leitete den bekannten Krampf ein, der unausweichlich zum Höhepunkt führte. Während meine Faust ihre nasse Vagina massierte, merkte ich wie mein Saft mit unwiderstehlicher Gewalt emporstieg. Ich hielt den Penis ganz ruhig, während sie mit großen Augen die zuckende Eichel fixierte. Ich zielte auf ihren Mund und registrierte überdeutlich, wie die enorme Ladung Sperma krampfartig in ihr wollüstiges Gesicht klatschte. Der fingerdicke, satte Strahl zog blitzschnell eine breite Spur quer über ihre schönen Wangen bis in die Haare und schoss über den Kopf hinweg bis weit über das Bett.
Ungestüm entleerte sich nun das zuckende Rohr in einer gigantischen Ejakulation. Die nächsten Ladungen des breit aufgefächerten Strahls, überfluteten ihre sinnlichen vorgeschobenen Lippen, traf in die Nasenlöcher, spritzte in die Ohrmuschel und überflutete pausenlos ihr erhitztes Gesicht. In schneller folge spritzte der schleimige Brei nun krampfartig aus meinem Penis, hatte schon ihre Stirn und die Augen überflutet, bevor er ihren aufgerissenen Mund erreichte. Um mich herum versank die Welt. Wie in Zeitlupe registrierte ich die Eruptionen und alle Sinne konzentrierten sich auf den sensationellen Augenblick.
Mein Penis explodierte förmlich und ich konnte nur die Richtung der Ergüsse steuern, indem ich den zuckenden Schaft dicht an Sofias Mund hielt. Das Sperma spritzte tief in ihren Rachen, füllte ihren Mund und floss wieder über ihre Lippen an Kinn und Hals hinab auf die Titten. Dann hatte sie ihr vor Lust verzerrtes Gesicht meinem Schwanz entgegen gehoben und stülpte ihre Lippen über die sprudelnde Quelle.
Ich ließ den Schwanz los und packte ihren Hinterkopf. Wie im Rausch zog ich fest ihren Kopf über meinen Penis und rammte gleichzeitig den Schaft in ihre überquellende Mundhöhle. Nur Sofia schaffte es, den Pfahl so tief in ihren Rachen aufzunehmen. Ich fickte hemmungslos und entfesselt ihren Rachen bis zum Anschlag während sie bereitwillig meine rammelnden Arschbacken umklammerte und ebenfalls gegen ihren Kopf drückte. Zeitgleich stemmte sie meiner Faust ihren Unterleib entgegen und ich merkte an ihrer pulsierenden Vulva, dass sie wieder ein heftiger Orgasmus durchschüttelte.
Sofia fand kein Ende und schlang meinen Schwanz immer tiefer in ihren saugenden Mund und trank heftig schluckend meinen Saft. Fast schmerzhaft merkte ich, wie ihre würgende Kehle sich meine überreizte Eichel zusammendrückte. Sie ließ nicht locker, bis ihr tiefer Schlund den letzten Tropfen aus meinem Schlauch gequetscht hatte.
Als mein Unterleib ermattet über ihrem Kopf zusammensank, nuckelte sie noch zart meinen schrumpfenden Penis und wühlte ihr verschmiertes Gesicht in meine Leisten.
„Oh, wie habe ich darauf gewartet“, keuchte sie noch ganz atemlos. „Das ist so geil, wenn du mir in den Mund spritzt, wenn dein zuckender Hammer den heißen Saft in mich hineinpumpt und in meiner Kehle herunter rinnt. Ich habe noch nie jemand gekannt, der solche Mengen Sperma verspritzt“, schwärmte sie schwer atmend.
Sofia war noch ganz gefangen und sah so wunderschön aus. Ihr attraktives Gesicht mit den Ausdrucksvollen Augen war mit einer dicken Schicht schleimigen, milchig-glasigen Spermas bedeckt, das nun langsam und zäh von den Wangen am Hals herunter rann. Selbst aus ihren süßen Ohrmuscheln lief der Saft und tropfte von den goldenen Ohrringen.
Ich wusste, dass es sie verrückt machte, wenn ich mit meinem Saft herumsaute. Sie liebte mein Sperma, besonders, wenn es in rauen Mengen über ihr Gesicht und ihrem Mund lief. Ich hatte erst durch sie die perversen Praktiken gelernt und nie gedacht, das eine so tolle Frau wie Sofia dazu in der Lage war. Aber sie hatte diese Vorlieben und war fast süchtig danach. Auch die Pinkelnummer hatte ich von ihr.
Ich strich mit dem Finger das Sperma vom Gesicht und steckte ihr den tropfenden Finger wieder in den Mund.
Hingebungsvoll schloss sie die Lippen darum und saugte ihn ab. Dabei schaute sie mich mit Sperma verhangenen Augen herausfordernd an. Ich wiederholte das Spielchen und strich eine gehörige Portion von ihren Wangen. Dann hob ich den Finger über ihr Gesicht und lies die schleimige Masse in lang gezogenen Bahnen in ihren willig geöffneten Mund tropfen. Sie fing den klebrigen Batzen mit der kreisenden Zunge, auf wobei sie die schleimige Masse rund um die Lippen verteilte. Dann machte sie einen Schmollmund, spitzte die Lippen und pustete die glitschige Pampe zu einer großen klaren Blase auf.
Die schillernde klare Haut spannte sich in einer glänzenden Wölbung über ihre Lippen, wurde größer und größer wie eine Seifenblase. Plötzlich platzte die Blase und verteilte sich spritzend wieder über ihr Gesicht.
Ihre hemmungslose Perversität wurde fast unerträglich und sie ergötzte sie sich daran mir ihre abartige Sauerei zu präsentieren. Als ihr Mund schließlich von dickem Schaum bedeckt war hob sie ihren Kopf wieder an meinen erschlafften Penis und schloss die verschmierten Lippen um die Eichel. Dann nahm sie den Penis in die Hand und schmierte den klebrigen Rotz mit der Eichel über ihr Gesicht.
Mit gemeinem Sadismus bot sie mir nun die unsagbare Schweinerei dar und massierte mit kreisenden Bewegungen meiner Eichel den pappigen Brei über ihr Gesicht. Immer wieder schob sie ihren Mund über meinen Penis, wenn der weiße Schleim zäh von der Eichel hing um aus der Masse wieder schaumige Blasen zu erzeugen.
Ich konnte mich an diesem Spiel nicht satt sehen und erkannte fasziniert, wie auch sie mich beobachtete und von meiner Geilheit erregt war. Demonstrativ strich sie sich jetzt selbst, mit den Fingern, die Reste meines Spermas von den Wangen. Sie leckte die klebrige Masse von den Fingern, zog die schleimigen Fäden in die Länge und saugte sie wieder in den Mund. Dass dauerte noch einige Zeit , bis sie nach und nach die Soße von ihrem schönen Gesicht gestrichen und von den Fingern geleckt hatte.
Dabei grinste sie mich herausfordernd an, kaute schmatzend mit ihren sinnlichen Lippen die stinkende Sauerei, als wäre es köstlicher Honig und schluckte hörbar. Sie bot mir eine unglaublich obszöne Show und ich erkannte an ihrem verklärten Gesichtsausdruck, dass der perverse Trieb sie vollkommen beherrschte. Schwer atmend beruhigte sie sich nach einiger Zeit.
„Ich lasse dich jetzt am Besten in Ruhe, bis du wieder kannst. Ruh dich etwas aus, ich komme gleich wieder. Aber ich will noch mal richtig gefickt werden“, sagte sie, stand auf und verlies den Raum in Richtung Bad. Kaum war sie durch die Tür, hörte ich sie mit ihren Schwestern erregt diskutieren. Dem Wortschwall entnahm ich, das Sofia den Beiden Vorhaltungen machte. Dann verschwand sie endlich ins Bad. Hoffentlich hatten die Zwei nicht unser vorausgegangenen Abenteuer erwähnt.
Gerade wollte ich es mir bequem machen, als vorsichtig die Tür aufging. Nena steckte ihren Kopf in den Türspalt und grinste mich an. Ich war noch völlig nackt, was sie scheinbar keineswegs störte. Alice schob sich leise kichernd hinter ihr durch die Tür und schob Nena mit in den Raum. Ich war amüsiert über ihre Unverfrorenheit und wollte sie wegen Sofia warnen.
„Was macht ihr hier, Sofia kommt bestimmt gleich“, gab ich leise zu bedenken. „Die kommt bestimmt nicht so schnell, bis die sich abgewaschen hat, so wie du sie vollgespritzt hast, braucht sie noch Zeit“, urteilte Alice und drängte sich keck zu mir ans Bett. „Hey“, sagte ich überrascht. „Habt ihr etwa gelauscht?“ „War ja nicht zu überhören, aber wir hätten gerne mehr gesehen“, sagte Nena und setzte sich, nur in Höschen und BH neben mich auf das Bett.
Alice war noch immer im Bademantel und kniete sich auf der anderen Seite neben mich. Kichernd griffen die Beiden nach meinem schlappen Penis spielten mit ihm. „Ihr könnt doch nicht....“, protestierte ich schwach. Ich sah wie der Bademantel von Alice über ihren schlanken Schenkeln weit offen stand und ihre entzückende Scham freigab. „Oh, der ist ja noch ganz nass“, meinte sie begeistert, beugte sich über meinen Unterleib und leckte über die schmierige Schwanzspitze.
Auch Nena wühlte ihr Gesicht wieder in meine Leisten, zog meinem Lümmel aus Alices Mund um selbst ihre Lippen darum zu schließen. Alice schwang sich nun über meinen Oberkörper, kniete sich breitbeinig über meinen Kopf und öffnete mit den Fingern obszön die Schamlippen ihrer rosigen Vagina. Schon merkte ich, wie mein Penis in Nenas Mund wieder hart wurde. Besonders als Alices klaffende Fotze sich auf meinen Mund senkte, wurde ich wieder geil.
„Stopp“, sagte ich und schob Alice beiseite. „Ihr müsst verschwinden, denn Sofia kommt doch gleich wieder“. In diesem Augenblick hörten wir, wie sich die Tür zum Bad öffnete. Sofort sprangen die Beiden auf und duckten sich neben und hinter das Bett. Dort krochen sie kichernd, blitzschnell unter das Bettgestell.
Oh Verdammt, was sollte das werden? Sofia würde die Zwei bestimmt entdecken. So kam sie frisch geduscht im Bademantel herein und sah sofort meine gewaltige Erektion. „Hey, du Nimmersatt“, staunte sie grinsend, beugte sich über mich und küsste mich lang und intensiv. Dabei wanderte ihre Hand zielstrebig an meinen steifen Penis und umschloss ihn lustvoll. „Du hast wohl schon wieder Lust auf mich. Und ich dachte schon ich müsste jetzt wer weiß wie lange warten, bis du mich wieder richtig ficken kannst.
„Ich habe so eine Lust auf dich, dass ich über mich hinauswachse“, flunkerte ich und hoffte dass die Beiden unter dem Bett ruhig blieben. Sofia öffnete ihren Bademantel, drückte mich in Rückenlage, schwang sich rittlings über meinen Kopf und präsentierte mir ihre Vagina. Sie machte genau da weiter, wo Alice gerade aufgehört hatte und presste mir ihre fleischige Vulva auf den Mund. Sofort fing ihr Becken an lustvoll zu rotieren, als ich mit der Zunge durch die Kerben ihrer runzligen Schamlippen fuhr.
„Jetzt zeig ich dir meine Fotze, damit du weißt, was du jetzt ficken musst.“ Stöhnend fasste sie sich mit den Fingern beider Hände an meiner Zunge vorbei in die Vagina, und zog die Schamlippen extrem weit auseinander. Als sich die Klitoris hervorschob, hob sie ihre Fotze dicht vor meine Augen und präsentierte mir den Krater mitsamt dem zuckenden Zapfen.
„Schau dir meine Fotze genau an“, stammelte sie erregt. „Leck mir den Kitzler bevor du deinen Hammer hinein steckst.“ Ihr geschwollener Kitzler stand hart und glänzend zwischen ihren Schamlippen hervor. Ich umkreiste ihn mit der Zunge und knabberte ihn Lustvoll mit den Lippen. Sie keuchte erregt, packte meinen Kopf bei den Haaren und rammte ihre Fotze brutal gegen meinen Mund.
„Ja, mach, leck weiter, schneller, sauge meine Möse du geiler Kerl“, stammelte sie unbeherrscht. Mein Oberkörper war zwischen ihren Schenkeln eingeklemmt so dass meine Arme dich am Körper lagen. Ich konnte aber meine Unterarme bewegen, packte meinen Schwanz mit festem Griff und begann voller Geilheit zu wichsen. Während der Saft aus Sofias Fotze reichlich in meinen Mund floss, fühlte ich plötzlich eine warme, zarte Umklammerung meiner Eichel.
Erschrocken fuhr ich mit der Hand nach oben und fasste den Kopf von Nena, die mit den Lippen an meiner Schwanzspitze knabberte. Ich erkannte sie an den langen Haaren. Sofort nahm sie meine Hand, führte sie wieder zurück und drückte sie um meinen Schaft. Dort bewegte sie meine Hand eindeutig mit wichsenden Bewegungen auf und ab.
Ich war wie elektrisiert. Sie hatte sich heimlich, hinter dem Rücken ihrer Schwester meinen Schwanz geschnappt.
Sofia konnte jederzeit ihre Anwesenheit bemerken.
Die Situation war eindeutig. Nena wollte das ich weiter in ihren Mund wichste. Es war ein unbeschreibliches Gefühl, als ich unter Sofia lag, ihre zuckende, nasse Fotze leckte und gleichzeitig Nenas warme saugende Mundhöhle um meine juckende Eichel fühlte, während ich an meinen harten Schaft onanierte.
Ich hoffte nur, dass Sofia sich nicht umdrehte und weiterhin auf meinem Gesicht herumritt. An ihrem immer intensiveren Stößen ihrer triefenden Fotze und dem Zucken ihrer Scheidenmuskulatur merkte ich, dass ihr Orgasmus bald nahte. Ich hielt also meine Zunge etwas zurück, vermied den Kitzler zu reizen und hoffte damit, ihren Höhepunkt herauszuzögern.
Noch immer umklammerten ihre Schenkel meinen Oberkörper und klemmten meine Arme fest, während sie mit beiden Händen meinen Kopf an den Haaren gepackt hatte und wild gegen ihre Scham drückte. Da merkte ich, wie sich ein zweiter Kopf zwischen meine Beine drückte und ein Mund an meinen Hoden knabberte. Mein Gott, auch Alice trat in Aktion und lutschte ungeniert meine haarigen Eier.
Ich grätschte meine Beine breit auseinander, griff mit der linken Hand in ihre Haare und zog ihren Kopf gierig in meine Leisten. Als ihr lutschender Mund komplett meinen Sack umschloss, tastete ich mit der Hand nach ihrem Körper.
Sie hatte sich neben mich auf das Bett gehockt, so dass ich zwischen ihren Schenkeln ihre Vagina erreichen konnte.
Natürlich rieb ich mit der Hand ihren Schlitz und teilte ihre Schamlippen. Bereitwillig schob sie mir ihr Becken entgegen und ich drang mit den Fingern in ihre Scheide ein.
Ich hörte nun mit der anderen Hand auf meinen Schwanz zu wichsen und fuhr über Nenas Körper. Auch sie war dicht über meinen Unterleib gebeugt, kniete seitlich auf dem Bett und verschlang meinen Hammer tief in ihren Mund.
Sie übernahm nun mit wichsender Hand meinen freigewordenen Schaft. Meine Hand ertastete ihren knackigen Hintern und fuhr unter ihren Slip. Auch hier drang ich zwischen ihre nassen Schamlippen und rieb ihren kleinen Kitzler. Wie im Rausch registrierte ich die geile Situation.
Sofia, die ihre Vulva immer stärker über meinen Mund rieb, merkte immer noch nicht was hinter ihr geschah. Ihre beiden Schwestern bearbeiteten mit den Mündern meinen Schwanz und die Eier, während ich mit den Händen ihre Fotzen masturbierte. Sie hatten nun beide selbst meinen Schaft gepackt und wichsten sich den stahlharten Knüppel gegenseitig in den Mund.
Während der ganzen Zeit sah ich nichts, fühlte nur die lutschenden Münder und wichsenden Hände der Beiden und wühlte gleichzeitig in ihren rotierenden Unterleibern.
Plötzlich hob Sofia ihr Becken von meinem Kopf und schwang sich herum, in Richtung meines Unterleibes. Jetzt hatte sie direkt ihre Schwesterchen vor den Augen. Egal was geschah, ich war dich vor dem Höhepunkt und lies geschehen was da kam. Ich sah in diesem Augenblick zwischen ihren Schenkeln hindurch die beiden Girls, die mein Geschlechtteil verschlangen und rhythmisch ihre Fotzen an meinen Händen rieben.
Was nun kam war völlig unerwartet und erregte mich zusätzlich. Ohne ein Wort zu verlieren, griff Sofia ihren Schwestern in die Haare und zog ihre Köpfe von meinen Schwanz zurück. Speichelnass ragte mein Schwanz nun in die Höhe, während die Hände der Beiden weiterhin den dicken Schaft umklammerten.
Sofia beugte sich nun nach Unten und schob ihre Lippen über die nasse, zitternde Eichel. Sie schob ihren Mund langsam aber immer weiter über meinen Penis und leckte dabei mit ihrer rauen Zunge intensiv um die Eichel. Der Reiz wurde fast unerträglich als der Penis immer tiefer in Ihren Rachen eintauchte und durch ihre Schluckbewegungen zusätzlich massiert wurde.
Das konnte nur Sofia, mich allein durch ihre Mundarbeit in Kürze zum Höhepunkt zu bringen. Besonders, als Nena und Alice wieder meine Schwanzwurzel kneteten und meine Eier lutschten, war ich bereit abzuschießen. Sofia merkte wohl das Zucken meines Pfahls in ihrem Hals und riss noch rechtzeitig ihren Kopf zurück. Im letzten Augenblick schaffte ich es noch, meinen Saft zurückzuhalten der schon bis in die Schwanzspitze aufgestiegen war.
Dicht vor den Gesichtern der Drei drangen erste Tropfen meines unterdrückten Ergusses aus der Öffnung meiner Eichel und flossen von der Spitze den Schaft hinab über die Hände von Nena und Alice. Begeistert beobachteten die Drei meinen pulsierenden Kolben aus dessen Spitze verhalten weißliches Sperma quoll und von Alices flinker Zunge abgeschleckt wurde.
Ich litt Höllenqualen und musste mich unmenschlich beherrschen um nicht zu explodieren. Allein der Anblick der drei Schönheiten, die fasziniert auf mein zuckendes Rohr starrten, brachten mich um den Verstand. Zu allem Überfluss umklammerten Nena und Alice weiterhin meinen harten Schaft und zogen die Vorhaut ganz von der nassen Eichel zurück, bis sich, durch den Druck die geschwollene Adern blau und knotig abzeichneten.
Als die Beiden dann ihre Puppengesichter an den monströsen widerlichen Hammer schmiegten, mit ihren Zungen die Kerbe zwischen Vorhaut und Eichel leckten, brachte dieser Anblick meinen Saft wieder zum Steigen. Sofia erkannte meine Not noch rechtzeitig und zog die Beiden von meinem Penis zurück.
„Ich wusste ja gar nicht, dass unsere kleine Ali so gerne Sperma leckt“, sagte Sofia verwundert zu mir. „Was hast du nur getan, dass die Beiden so auf dich abfahren?“ „Sie waren schon scharf als ich ankam“, erklärte ich atemlos. „Du machst einfach alle Mädels geil“. „Kein Wunder bei diesem pochenden Hammer vor Augen“, entgegnete Nena mit sehnsüchtigem Blick auf meinen steil aufragenden Penis.
„Ich denke, du musst dringend was loswerden, was die Beiden schon dringend erwarten“, sagte Sofia zu mir und stieg entschlossen vom Bett. Sie zog mich hoch und kommandierte ihre Schwestern in Rückenlage. Erwartungsvoll folgten die Beiden Sofias Anweisungen und legten sich eng aneinandergeschmiegt auf das Bett mit den Köpfen dicht an der Bettkante.
„Jetzt knie dich über ihre Brust“, verlangte Sofia von mir und kauerte sich auf den Boden, dicht an der Bettkante. Sie beugte sich über die Köpfe der Beiden, strich ihnen die Haare aus dem Gesicht und drückte ihre Köpfe in Position.
Ich senkte mich extrem breitbeinig über ihre Brüste, auf die Knie, bis ich Beide eng zwischen meinen zitternden Schenkeln eingeklemmt hatte. Mein Sack rieb lustvoll über ihre Brustwarzen und mein knallharter Schwanz stand federnd über ihren geröteten Gesichtern. Fast automatisch griff ich mit beiden Händen nach hinten, um die Finger in ihre kleinen Fötzchen einzuführen.
„So, ihr geilen Schnepfen. Jetzt bekommt ihr endlich was ihr wolltet“, meinte Sofia erregt, griff meinen Penis und rieb ihn über ihre Gesichter. Nena und Alice drückten ihre Wangen aneinander, öffneten willig ihren Mund und leckten mit der Zunge die Unterseite meines tropfenden Penis. Sofia hob den pochenden Prügel gleich wieder von den Gesichtern der Beiden und schob unbeherrscht selbst ihren Mund weit über meinen Pfahl.
Intensiv lutschte sie meine unerträglich juckende Stange und brachte mich schon wieder dicht an den Höhepunkt.
„Gib ihn uns, lass ihn noch nicht spritzen“, jammerten die beiden Girls, die von unten meinen Schaft leckten, der noch aus Sofias Mund ragte.
Sofia entließ meinen Schwanz noch rechtzeitig aus ihrem Mund, umfasste ihn mit der Faust und wichste ihn langsam über den offenen Mündern der Zwei. Die girls drückten ihre Wangen aneinander, rissen ihre entzückenden Mäulchen extrem weit auf und warteten auf meinen Erguss. Sofia merkte, am Zucken meines Knüppels das endgültige nahen meines Höhepunktes.
Sie zog zum letzten Mal die Vorhaut weit von der Eichel zurück, präsentierte den hübschen Mädchen die knallhart gespannte Eichel und brachte ihren eigenen Mund über den Beiden in Stellung. Sie hielt den Schaft bewegungslos fest umklammert und ich merkte mein Orgasmus mit unbändiger Gewalt hervorbrechen..
Mit einer gewaltigen Eruption schoss das heiße Sperma aus meiner Keule direkt in Sofias wartendes Gesicht. Der scharfe Strahl traf sie mit solcher Wucht in den offenen Mund, so dass er sofort überlief und die zurückflutende Menge in breiten Bahnen über ihr Kinn herablief. Während die nächste Ladung unmotiviert in ihr Gesicht klatschte, floss der Schleim aus ihrem Mund in die gierig schnappenden Münder der beiden Mädchen.
Sofia richtete nun den zuckenden Rüssel auf die Gesichter der Schwestern und lenkte den nächsten Erguss in ihre Münder. Die sprudelnde Fontäne aus meinem Rohr füllte beide Münder und überflutete, mit der nächsten Entladung ihre, von unbezähmbarer Lust gezeichneten aber wunderschönen Gesichter.
Unablässig spritzte mein Sperma schubweise in unglaublichen Kaskaden über die drei wunderbaren entfesselten Frauen. Sofia wichste meinen sprudelnden Schwanz wie irre und verschlang ihn wieder tief in ihrem Rachen.
Während sie heftig schluckend den Saft trank, packte ich ihren Kopf mit beiden Händen und fickte sie ungestüm tief in den Hals.
Mein Sack knallte rhythmisch gegen Nenas und Alices vollgewichsten Gesichter, meine schwingenden Eier und mein After rieben über ihre Zungen und sie leckten wild meine Hooden und den Schließmuskel. Mein rammender Kolben entglitt nach einiger Zeit wieder Sofias Mund wobei ein Schwall schleimigen Spermas aus ihren Lippen hervorquoll und über Kinn und Hals ihren Körper herunter rann.
Mein immer noch sprudelnder Schwanz ragte zuckend über den Köpfen der zwei keuchenden Schwestern. Sofort drückte Sofia den triefend Schlauch zwischen die Lippen der Beiden. Sie beugte den Kopf nach unten und spuckte das restliche Sperma in die Gesichter der beiden, während sich mein pulsierender Phallus in den Mündern der Mädchen verströmte.
Obwohl die Quelle nun versiegt war, saugten und lutschten die Drei unter lautem Stöhnen und Schmatzen die letzten Tropfen von der Eichel und leckten sich den Schleim von Gesicht und Mündern. Besonderst Sofia wurde zum perversen Schwein und spuckte wieder das aufgeleckte Sperma auf meinen Schwanz, von wo es wieder klebrig und zäh in die Münder ihrer Schwestern tropfte. Damit noch nicht genug, spuckten nun auch Nena und Alice sich gegenseitig die Pampe wieder ins Gesicht.
Es war unglaublich und unwirklich zu sehen, wie diese schönen Mädchen, jenseits jeden Anstandes, sich den widerlichen Rotz hustend und kotzend in die Münder pressten.
Ich musste mich abwenden von dieser versauten Spermaorgie und rappelte mich auf und stieg vom Bett.
„Komm“, sagte ich zu Sofia. „Gehe mit aufs Klo, und siehe was ich mit deinen versauten Schwestern mache.“ Ich war jetzt ebenfalls ohne jede Hemmung, da ich gesehen hatte, das ich keine Rücksicht mehr nehmen musste. Sofia zog die Beiden hoch. „Kommt ihr Ferkel, Mike ist noch nicht fertig mit euch.“ Typisch Sofia dachte ich, sie war sofort auf mein Spiel eingegangen und wusste genau was ich wollte.
Bereitwillig ließen sich Nena und Alice von ihr ins Bad schieben. An ihren Körpern rann das Sperma in breiten Bahnen über ihre knackigen kleinen Brüste. Natürlich wussten die Beiden auch, was ich vorhatte und kicherten erwartungsvoll. „Wenn Sofia wohl wüsste, was Mike noch machen will“, meinte Nena keck zu Alice. „Jetzt zeigen wir mal Sofia, was wir alles können“, entgegnete Alice selbstsicher. Kaum waren wir vier im engen Bad, wurde Sofia aktiv.
Sie packte ihre kleinen Schwestern an den Haaren, kommandierte sie vor dem Klo zu Boden, hob die Klobrille und drückte ihre Köpfe auf den Schüsselrand. Sie zog die Köpfe über die offene Schüssel bis sich ihre Gesichter nebeneinander über dem Becken befanden. Die Beiden süßen Girls kauerten nun an der Seite der Schüssel auf dem Boden, drehten ihre mir ihre vollgewichsten Gesichter zu und öffneten geil grinsend die Münder.
„Komm schon, lass es laufen, du perverser Kerl“, lockte Nena. „Bei uns darfst du ruhig im Stehen pinkeln“, ergänzte Alice und lockte mit rotierender Zunge. Sie lagen Kopf an Kopf über der Kloschüssel und rieben sich zwischen den gespreizten Schenkeln ihre Fotzen.
„Ja komm, piss endlich diesen geilen Weibern in die Schnauze, gib ihnen was sie brauchen, wenn sie schon jetzt so versaut sind“, forderte Sofia aufgebracht von mir und drehte die Köpfe der Beiden in die richtige Lage. Ich trat breitbeinig an das Klo und senkte mein Becken über die Gesichter der Beiden. Sofia trat hinter mich, ging in die Knie und leckte meinen Arsch und den Sack, der zwischen meinen Beinen baumelte. Dann griff sie um meinen Unterleib, nahm mir den Penis aus der Hand und zielte selbst auf die beiden nach Urin lechzenden Mädchen.
„Mach schon, sie können es nicht mehr abwarten“, brach es aus ihr hervor. An ihrer heißeren, keuchenden Stimme, erkannte ich, wie erregt und geil sie selbst war. Ich konzentrierte mich, dem Druck meiner drängenden Blase nachzugeben, obwohl mein Penis, angeheizt durch die geile Situation wieder zu voller Größe wuchs.
Da entspannte sich mein Schließmuskel und ich öffnete meine Schleusen. Brennend heiß stieg der Urin durch die Harnröhre und spritzte mit einem scharfen Strahl aus der Eichel. Er traf die beiden Gesichter der Mädchen, die unwillkürlich reflexartig zusammenzuckten. In ersten, kurzen Unterbrechungen spritzte der Strahl quer über die Stirn und Haare der Beiden, bevor er dauerhaft von Sofias Hand geführt, in die offenen Münder der Mädchen fand.
Hemmungslos pisste ich nun auf die Mädchen, während Sofia mit meinen wieder harten Schwanz auf Nenas uns Alices Gesicht zielte und abwechseln ihre überfließenden Münder füllte. Während die heiße gelbe Flut das Sperma platschend von den Gesichtern spülte, beugte Sofia sich um mich herum nach vorn und richtete den Strahl selbst in ihren Mund. Gierig schlossen sich Ihrer Lippen um den sprudelnden Knüppel. Obwohl sie schnell und heftig schluckte floss der Urin sprudelnd aus ihren Mundwinkeln und plätscherte auf die Gesichter ihrer Schwestern.
Als Sofia anfing zu Husten, entzog ich ihr den Penis und pinkelte nun über alle Drei. Ich pisste abwechselnd in die schluckenden Münder, die sich nun dicht gedrängt über der Kloschüssel meinem Schwanz entgegenstreckten.
Prasselnd klatschte der scharfe Strahl in ihre geilen Gesichter. Dabei floss der Urin auch über ihre Körper und durchnässte ihre Haare die triefend in die Kloschüssel hingen.
Längst nahm ich keine Rücksicht mehr und mein steifer Schwanz pisste wahllos in dem engen Bad über den Fußboden, über die Einrichtungen und traf wieder die sich windenden Körper der Mädchen. Der sprudelnde Quell versiegte mit steigender Erregung und ich verteilte die dünner werdenden Spritzer so gut ich konnte über ihre Brüste und Fotzen aller drei Mädels.
Alice und Nena kauerten triefend am Boden als Sofia sich aufrichtete und sich mit einem weiten Ausfallschritt rückwärts breitbeinig über das Klo und die Köpfe der Girls stellte. Sie hielt mir ihr strammes Hinterteil verlangend entgegen. „Bitte fick mich jetzt, steck deinen geilen Schwanz hinein“, bettelte sie ungeduldig.
Mein tropfender Hammer ragte noch über den nassen Gesichtern der Schwestern, die nun eilig meinen Penis packten und ableckten. Sie umklammerten beide meinen Schaft, hielten ihn fest als Sofia mir ihr Hinterteil entgegenreckte. Ich umklammerte ihre geilen Arschbacken und genoss, wie die Beiden von unten die Initiative ergriffen und meinen strammen Pfahl in Sofias Vagina einführten. Stöhnend stemmte sie mir ihr Hinterteil entgegen und begann mich mit rhythmischen Stößen zu ficken.
Sofia stützte sich mit den Händen an der Wand ab, während wir hintereinander breitbeinig über die Köpfe von Nena und Alice grätschten. Unsere Geschlechtsteile schwangen über ihren Gesichtern, besonderst meine Eier klatschten, bei jedem Stoß in Sofias tiefe Grotte, in die Gesichter der süßen Schwestern. Sie schlossen ihre Lippen um die Sackwurzel und saugten sich gleichzeitig an den Eiern fest. Ich hielt still, damit meine Eier nicht ihren Mündern entglitten und lies mich von Sofias rammenden Hinterteil verwöhnen.
Voller Verlangen schob ich meine Armen um Sofias Hüften und drückte die Köpfe lutschenden Mädchen noch fester in meine Leisten. Ich packte sie fest an den Haaren und rieb ihre Gesichter zwischen meinen Schenkeln bis in die Arschfurche. Ich registrierte ihre emsigen Zungen, die ungestüm meinen Sack mit der Schwanzwurzel leckten und in den After eindrangen.
Sofias wilde Rammstöße zeigten mir an, dass ihr Orgasmus dicht bevorstand. Ihre Scheidenmuskulatur begann heftig zu verkrampfen und massierte pulsierend meinen Schaft. Das brachte auch mich wieder dicht an den Höhepunkt. Ich löste meine rechte Hand vom Kopf Nenas, die gerade meine Eier lutschte und langte von vorne an Sofias Vagina. Dicht über der Stelle an der Mein Schwanz zwischen ihren Schamlippen verschwand fühlte ich ihre enorm geschwollene Klitoris. Ich massierte den nassen, zuckenden Zapfen, was unmittelbar Sofia einen neuen weiteren Orgasmus bescherte.
„Oh ja, du geiler Hengst, fick mich, fick, fick, fick, fick ...., mich“, jammerte Sofia in höchster Lust. Ich rammte jetzt gierig selbst in ihre Fotze und verschaffte ihr kur vor dem eigenen Höhepunkt einen neuen Orgasmus. Schwer atmend kam Sofia langsam zur Ruhe und ich lies meinen Schwanz aus ihrer Vagina gleiten. Nena und Alice hatten unterdessen ihre Münder von meinen Unterleib aufgrund meiner heftigen Bewegungen gelöst und beobachteten von Unten, wie der Kolben in Sofias Fotze heraus glitt.
Sofort schnappten ihre gierigen Münder nach dem nassen Ständer und begannen ihn wild zu blasen. Das Jucken in meinem Schwanz wurde wieder unerträglich als Sofia sich umdrehte, vom Klo stieg und sich neben die Beiden Girls hockte. Sie griff in meine Genitalien und zog meinen Schwanz an sich. Der zuckende Pfahl stand knallhart und nass vom Speichel der Mädchen in Ihrer Faust und pulsierte sichtbar.
Lustvoll und quälend langsam, zog sie die Vorhaut zurück und entblößte die pralle Eichel. Nena und Alice beobachteten fasziniert die Szene. Besonders als Sofia ihre Lippen vorschob um die tropfende Eichel zu küssen, leckten sie sich verlangend die Lippen. Sofia streckte dann ihre Zunge heraus umrundete damit meine Eichel und nahm die klebrigen Tropfen auf. Die Zungen Ihrer Schwestern drängten sich ebenfalls heran und schleckten an dem hervorquellenden Schleim.
Dann stülpte Sofia endlich ihre Lippen über die überreizte Eichel und schob ihren saugenden Mund tief über den Schaft. Nena und Alice legten ihren Kopf wieder zurück auf den Rand der Kloschüssel und bearbeiteten aufs Neue meine Eier und den After mit ihren Zungen. Ich konnte nicht mehr zurückhalten, was mit Macht in meiner Spitze emporstieg. Mit unbeherrschtem Stöhnen registrierte ich hellwach, wie mein Lustzentrum tief in Sofias Mund explodierte und krampfhaft pumpend, den Inhalt meiner Eier in ihren Rachen entleerte.
Die neue Ejakulation war noch reichhaltig und, obwohl Sofia heftig und schnell schluckte, der Saft nach Kurzem in Mengen aus ihren Mundwinkeln lief und die Gesichter der Mädchen überflutete. Sie öffneten sofort ihre Münder weit, leckten und schlürften gierig das Sperma vom zuckenden Schaft. Rasend vor Geilheit ergötzte ich mich am Anblick dieser wunderschönen, total enthemmten Mädchen und zog meinen sprudelnden Schwanz aus Sofias Mund.
Sofort richtete ich den spritzenden Prügel auf die Gesichter der Schönen und erlebte, wie die schleimige Entladung in dicken Bahnen über ihre süßen Wangen spritzten, in ihre Münder klatschten und zum überlaufen brachte. Brutal packte ich Sofias Kopf nun an den Haaren und zog ihn zu den Beiden auf das Klo herunter, so dass alle drei Gesichter nun eng beieinander unter meinem unablässig feuernden Rohr lagen.
Ich vollzog kreisende Bewegungen mit meinem spritzenden Hammer um das Sperma gleichmäßig in Ihren Mündern zu verteilen. Wange an Wange empfingen sie nun die peitschenden Schüsse aus meiner Kanone wobei der Schleim immer mehr ihre Gesichter bedeckte und in die Kloschüssel ablief.
Ich drückte nun mein Rohr gegen die Lippen von Alice, drang ein und entließ eine Ladung in ihren Mund. Ich wechselte zu Sofia, dann zu Nena, um auch in ihren Mündern zu ejakulieren. Immer, wenn ich in den Mund eines anderen Mädchens wechselte, quollen lange Schleimfäden von meiner zuckenden Eichel und bildeten zwischen ihren Mündern klebrige Fäden aus der glitschigen Masse.
Wahnsinnig vor Geilheit, zog ich den Schwanz aus ihren Mündern und lies den Rest Sperma auf ihre Gesichter abtropfen. Es war eine extrem ordinäre Szene. Aus meiner blau-rot geschwollenen Eichel, quoll die Masse dicker schleimiger Tropfen zähen Schleims und wurde von den Zungen der Mädchen begierig aufgenommen.
Der glitschige Saft lief aus Ihren Mündern, von den Gesichtern über die nassen vollgepissten Haare in die Kloschüssel ab. Als die Ströme aus meinem zuckenden Rohr versiegten, leckten sie sich nun gegenseitig die Gesichter. Ich erhob mich wieder erschöpft aus der Grätsche und stellte mich seitlich neben das Klo.
Alice und Nena lagen mittlerweile, mit breitbeinig angewinkelten Beinen und erhobenen Becken vor dem Klo. Ihre Köpfe hatten sie seitlich auf dir Brille der Kloschüssel gelehnt und strichen sich mit den Fingern die Soße vom Gesicht. Dann steckten sie sich gegenseitig die verschmierten Finger in den Mund um sie abzulutschen.
Ich kniete mich jetzt zwischen die Beiden, die mir lustvoll ihre Unterleiber entgegenstreckten, um ihre glitschig nassen Fotzen zu reiben. Ich bohrte mehrere Finger gleichzeitig zwischen ihren Schamlippen tief in die engen Scheiden. Stöhnend rammten sie mir ihre Becken entgegen Sofia war auch aufgestanden jedoch nur um mir gnadenlos ihre abartige Perversion zu demonstrieren. Sie beugte sich über ihre zwei süßen Schwestern zog ihre Köpfe waagrecht über das Klobecken bis ihre Gesichter nebeneinander lagen. Sie blickte nach unten, zielte sorgfältig auf die Beiden und öffnete, während sie mich geil grinsend anschaute, ihren Mund.
Dicker, weißer Brei quoll über ihre Lippen, lief langsam über ihr Kinn und tropfte auf die Gesichter ihrer kleinen Schwestern. Diese schnappten begierig nach dem zähen Rinnsal der sich mit Sofias Spucke vermischt, als glasiger Schaum in ihre Münder lief. Erstaunlich, wie viel Sperma Sofia in ihrem Mund behalten hatte, um damit Lustvoll ihre perverse Nummer abzuziehen.
Gut dass ich schon gespritzt hatte, denn diese unglaubliche Aktion als Sofia mein Sperma in die zwei Münder der süßen Girls spuckte, brachte mich wieder fast um den Verstand. Ich wühlte in den wild rotierenden Unterleibern der Beiden, die scheinbar dicht vor dem Höhepunkt standen. In diesem Augenblick grätschte Sofia gelenkig wieder über die Kloschüssel und die Köpfe der Beiden, griff mir in die Haare und zog meinen Kopf dicht über die vollgespuckten Gesichter. Ich schaute erstaunt auf und blickte geradewegs zwischen Sofias Schenkel auf ihre geschwollene Vulva.
„Schaut euch genau an, was ich für euch habe“, stammelte sie atemlos. Sie zog mit beiden Händen ihre Schamlippen auseinander und während wir Drei noch gespannt in ihre nasse Vagina starrten, löste sich ein satter Strahl heißen Urins aus ihrer Spalte und traf mich direkt im Gesicht. „Mach den Mund auf“, forderte Sofia unbeherrscht und drängte ihre Vagina näher an mein Gesicht. Es war die pure Geilheit, die sie übermannte, denn als ich gehorsam den Mund öffnete, presste sie hemmungslos ihre sprudelnde Scham gegen meinen Mund.
„Trink meine Pisse“, keuchte sie während ich spuckend den Kopf von der dampfend heißen Flut abwandte. Der Urin prasselte über die Gesichter von Nena und Alice, die ebenfalls spukten und sich bereitwillig von ihrer Schwester in den Mund pinkeln ließen. Sofias Unterleib kreiste pissend über unsere Gesichter, füllte unsere Münder bis ihre Blase geleert war. Meinen von Urin gefüllten Mund presste ich nun meinerseits auf die triefenden Gesichter der Mädchen und entleerte meinen Mund in einem wilden Zungenkuss in die Münder der Beiden. In diesem Augenblick erreichten sie fast gleichzeitig ihren Orgasmus. Ihre aufbäumenden Unterleiber stemmten sich mit starkem Druck meine wühlenden Hände entgegen, während wir uns schlabbernd und schlürfend mit Sofias Urin bespuckten.
Langsam beruhigten wir uns und ich ließ ab von den aufgewühlten, enthemmten Mädchen. Sofia war noch gefangen im totalen Lustrausch und beobachtete keuchend, mit aufgerissenen Augen unserem Treiben. Ich wusste, dass sie diese sexuellen Vorlieben, Oralverkehr, Sperma spritzen ins Gesicht und anpinkeln, bis zum Wahnsinn ausleben konnte. Diese attraktive, schöne und erotische Frau war absolut Schwanzsüchtig und ihre jungen süßen Schwestern standen ihr in nichts nach.
Nena und Alice richteten sich langsam auf. Noch beeindruckt vom Höhepunkt strichen sie mit ihren Händen über ihre, vor Nässe triefenden Körper, und setzten sich auf den Rand der Badewanne. Ich saß noch ermattet vor der Toilettenschüssel zwischen Sofias Schenkel und beobachtete sie.
Ihre Hände waren in ihrer Scham vergraben und sie masturbierte vor meinem Gesicht. Ich sah, dass sie noch heiß war und mich lustvoll anstarrte. Jedoch war ich ziemlich fertig und mein Penis hing schlapp zwischen meinen Beinen.
Ich rappelte mich auf und sah mich um. Die Spuren unserer Orgie waren gewaltig.
Sofia hatte beim pinkeln große Pfützen auf dem Boden hinterlassen. Das enge Bad mit den grünen Fließen war schon von mir, als ich auf die Mädchen urinierte, rundherum bis an die Wände nassgepisst worden. Auch mein vorangegangener Höhepunkt hatte Spuren an der Wand hinterlassen, als ich mein Sperma in die Gesichter der Girls spritzte und teilweise vorbeischoss.
Sofia waren aber die weißen schleimigen Spuren an der Wand aufgefallen, stieg über die Toilette und kniete sich an die Wand. Ich konnte kaum glauben was ich sah, denn Sofia überraschte mit immer weiteren Perversionen. So drückte sie ihren Mund auf die schleimigen Tropfspuren, und leckte mit Genuss mein Sperma von den Fließen. Ihre kirschroten Lippen saugten, mit schmatzenden Geräuschen, die Soße von der Wand. Sogar Nena und Alice standen auf um an der Wand zu lecken.
Sofia war außer Rand und Band und in ihrer Geilheit nicht zu stoppen. Sie packte die beiden Mädchen brutal an den Haaren, zog ihre Köpfe zu Boden, und drückte ihre Gesichter brutal in die Urinpfützen. „Leckt den Boden sauber, ihr geilen Weiber“, keuchte sie atemlos. Unglaublich, aber die Beiden schlürften gehorsam die Pisse vom Boden.
Ich musste dem Treiben ein Ende setzen und ging zu Sofia. Sie hatte sich auf die Mädels gesetzt, die bäuchlings auf dem nassen Boden lagen. Obwohl mich die Situation sehr erregte, blieb mein Schwanz schlapp. Ich hatte einfach zuviel gespritzt und konnte nicht mehr. Aber da war wieder Druck auf meiner Blase und ich hatte eine Idee. Sofia war in diesem Zustand zu allem Bereit und wild auf einen neuen Orgasmus.
Ich nahm meinen schlaffen Penis und wedelte damit vor ihrem Mund hin und her. Ohne zu zögern öffnete sie sofort ihre, mit Sperma dick verschmierten Lippen und verschlang mein Glied bis an die Eier. In ihrer warmen Mundhöhle wurde mein Harndrang schließlich übermächtig. Ihr intensives Saugen und nuckeln hinderten mich nicht, meinen Schließmuskel zu entspannen. Ich spürte, wie mein Urin machtvoll in der Harnröhre emporsteigen, und leerte hemmungslos die Blase in Ihrem Mund. Die heiße Pisse umspülte meinen Penis und sprudelte aus ihren Mundwinkeln. Ihre Schluckgeräusche in schneller Folge, sagten mir, wie beachtlich die Flut war. Sofia saugte hartnäckig meine sprudelnde Quelle in sich hinein, trank den Urin mit gierigen Schlucken und lies auch nicht locker, als mein Schwanz wieder wuchs.
Tatsächlich stieg meine Erregung durch Sofias unglaublich geiles Verhalten. Der dicke Schaft sprengte nun fast ihre Lippen und füllte ihren Mund vollständig aus. Obwohl ich weiterhin urinierte, merkte ich, wie gerade deswegen meinen Höhepunkt besonders schnell herannahen. Ich konnte kaum fassen was nun geschah, den während Sofia noch heftig meine Pisse trank, explodierte mein steifer Hammer und ich ejakulierte gleichzeitig in ihren Mund.
Mein Schwanz zuckte gewaltig, bäumte sich mehrfach auf und sprang aus ihrem Mund. Eine enorme Menge Sperma schoss aus meiner Eichel um gleich darauf wieder mit einem einen Schwall Urin überzugehen. Es war eine völlig neue Erfahrung für mich. Ich pisste und spritzte nicht gleichzeitig, sondern in kurzen wechselnden Intervallen. In meiner ungeheueren Lust erlebte ich meinen Höhepunkt obwohl meine Blase weiterhin unvermindert auslief.
Eher langsam und gebremst, dafür aber umso intensiver erlebte ich die krampfartigen Entladungen, die kurzzeitig immer den Urinstrom stoppten. Sensationell empfand ich, wie zwischen den Eruptionen weiterhin Pisse in hohem Bogen Sofias Gesicht traf. Sie öffnete fasziniert und keuchend weit den Mund, schlang mein sprudelndes Rohr wieder tief in sich hinein und umklammerte wild meine Hüften.
Sie drückte den Kopf kraftvoll und fordernd in meine Leisten und saugte sich meinen explodierenden Schaft tief in den Hals. Ich packte sie zusätzlich am Nacken und stemmte ihr meine Leisten entgegen. Am Zucken und Aufbäumen ihres ganzen Körpers erlebte ich, wie sie von einem gigantischen Orgasmus überwältigt wurde. Allein mein explodierender Hammer in ihrem Mund löste ihren Höhepunkt aus. Zum ersten Mal erlebte ich, wie Sofia allein durch meine extremen Ergüsse von Sperma und Pisse, zum Orgasmus kam. Ihr lautes Stöhnen wurde gedämpft, durch meinen pulsierenden Knebel, der ihren gesamten Mundraum ausfüllte.
Wir beruhigten uns nur langsam, zu heftig war der Rausch unserer Exzesse. Jetzt erst bemerkte ich, dass Nena und Alice uns beobachteten und ungläubig unsere Aktion voller Geilheit bestaunten. Sie hatten sich breitbeinig neben uns aufgebaut und masturbierten heftig.
Als ich schließlich meinen Schwanz aus Sofias Mund zog, floss noch ein Schwall Sperma und Urin mit heraus, nachdem Nena und Alice eilig schnappten. Dann versuchten sie gleichzeitig meinen triefenden Schwanz zu lutschen.
Sie wollten nicht wahrhaben, dass mein Rüssel ausgelutscht war und wichsten sehnsüchtig meinen schlapp werdendes Rohr.
„Nein, Mädels, ich kann nicht mehr“, flehte ich die Beiden an. „Kommt, wir duschen uns jetzt erst mal ab“, schlug ich vor und drehte mich zur Badewanne. Die Wände des kleinen Bades waren schon von mir reichlich voll gepisst und wir alle waren durch Sofias und meiner Aktionen ziemlich besudelt. Ich stieg also erschöpft in die Wanne und setzte mich auf den Boden.
„Und was wird jetzt aus uns?“ Nena stellte sich an die Wanne und blickte mich enttäuscht an. „Ja, wir wollten dir noch mal richtig einheizen“, meinte Alice erregt. Sie war aufgrund der Unglaublichen vorherigen Perversen Aktion mit Sofia und ihrer eigenen Wichserei noch für einen Orgasmus gut. Sofia stand auf und schwang sich mit einem Bein über den Wannenrand.
„Wir duschen auf jeden fall schon mal. Was ihr macht müsst ihr selbst wissen“, meinte sie mit hinterhältigem grinsen.
„Ja, komm Alice, wir werden ihnen eine Dusche verpassen“, platzte Nena aufgeregt hervor. „Oh geil, ich habe schon mächtigen Druck“, stimmte Alice zu und richtete sich vor uns auf. Sie hob ihr Bein und stellte den Fuß auf den gegenüberliegenden Wannenrand. Ich blickte direkt in ihre kleine Vulva mit den rosa Schamlippen, die sie zwischen ihren gespreizten Schenkeln auf uns absenkte.
Nena tat es ihr nach und grätschte über die andere Seite der Wanne so, dass die beiden Mädels sich gegenüberstanden und ihre Fotzen dicht über Sofia und mir in Stellung brachten. Sofia hatte sich an mich geklammert, und fuhr mit ihrer Zunge in meinen Mund. Ich schmeckte noch einen Rest meines Urins, den ihre rotierende Zunge in meinem Mund verteilte. Als ich wieder aufblickte, hatten beide Girls ihre Schamlippen auseinander gezogen und richteten ihre klaffenden nassen Spalten auf unsere Gesichter.
„Kannst du auch schon pissen?“ Alice schaute lüstern zu Nena, die noch stöhnend ihre Vagina massierte. „Mach schon, mir kommt es gleich, mach schon...mach schon“ stammelte Nena und gerade als sie der Orgasmus überkam, sprudelte es aus der Fotze ihrer jüngeren Schwester. Zuerst war es ein Rinnsal das verhalten an ihrem Bein ablief, stärker wurde um schließlich in einem satten Strahl in unsere Gesichter zu spritzen. Der heiße Urin durchnässte im Nu meine Haare, floss über mein Gesicht und bespritzte unsere Körper.
„Ah ja, oh wie geil piss sie voll“, jammerte Nena in höchster Erregung und rührte wie besessen mit den Fingern in ihrer Scheide. Kurz darauf öffneten sich auch bei ihr die Schleusen und gelbe Pisse spritzte unter ihrem deutlich zuckenden Kitzler ins Freie.. Hemmungslos prasselte ein breit gefächerter Strahl aus dem roten Schlund ihrer weit geöffneten Spalte und traf mit Alices Urin gemeinsam ins Ziel. Die Beiden gingen tief in die Hocke, schoben ihre Unterleiber dicht über Sofia und mich und überfluteten unsere Körper mit ihrer heißen Pisse.
Sofia und ich bekamen eine gehörige Mundfüllung von dem pausenlos ergießenden Strahlen, bis wir schließlich nach Luft rangen. Die versauten Mädels jubelten begeistert, als Sofia und ich uns hustend mit ihrem Urin bespuckten. Die beiden kleinen Luder waren unerbittlich als wollten sie uns ertränken, doch auch ihre Quellen versiegten schließlich.
Als ich die Dusche andrehte, quetschten wir uns alle lachend in die Wanne, um die Spuren unserer Geilheit abzuwaschen.

Sofias Geständnis

Nach einigen Tagen voller unglaublicher extremer sexueller Exzesse, wurde es Zeit für mich, wieder die Rückreise anzutreten. Sofias Schwestern waren schon am Tag zuvor wieder heimgefahren. Ich wollte zudem noch mein Versprechen einlösen und noch mal bei Anna vorbeizuschauen. Ich gab vor, den Intercity zu nehmen und verabschiedete mich von Sofia am Bahnhof mir einem langen Kuss. In Wirklichkeit ging ich zum Telefon um Anna anzurufen. Zu meiner Überraschung meldete sich Patrizia am anderen Ende.
„Hallo Mike, schön von dir zu hören. Mutter hat dich schon vermisst, und wir haben nicht geglaubt, dass du noch mal zurückkommst.“ „Habe ich doch versprochen, nur habe ich ein Problem. Ich bin am Bahnhof und habe hier keine Verbindung zu euch.“ Macht nichts, ich habe Zeit und hole dich gleich mit dem Auto ab.“ Ich wartete also im Bahnhofscafe und dachte an die letzten Tage. Sofia überraschte mich jedes Mal aufs Neue.
Schon als ich sie kennen lernte, hatte sie ungewöhnliche sexuell Vorlieben. Wie sie mir später gestand, hatte sie schon in frühester Jugend Interesse an, wie sie meinte, abartiger Sexualität. Sie bevorzugte Phantasien über Oral- und „Pippi Sex“. Sie war ungewöhnlich offen und erzählte mir ihre Geschichte, da sie mich nicht abschrecken wollte.
Sie erzählte mir dabei, dass sie als junges Mädchen am Anfang der Pubertät einmal aus Versehen in einer Herren-Toilette gelandet war. Die komischen, kleinen Becken an der Wand machte sie neugierig und so versteckte sie sich in einer der Kabinen. Doch sie sah nicht viel die Spülung, bis sie die Männer belauschte, die nebenan in der Kabine ihre Blasen leerten. Der Spalt am Boden der Zwischenwand war recht groß. Sie war unglaublich neugierig, ging in die Knie und spähte unter der Abtrennung hindurch in die nächste Toilette. Sie sah von unten, wie die Männer ihren Penis aus der Hose zogen und in die Becken pinkelten. Sie sah zum ersten mal die Schwänze der Kerle in Natur ganz nahe, bemerkte den strengen Geruch und hörte das Plätschern des Urins.
Von unerklärlichem Interesse gepackt presste sie, noch dichter am Boden, den Kopf in den engen Spalt unter der Abtrennung. Sie schaute nun direkt zur Kloschüssel der Nachbarkabine hoch und sah überdeutlich, wie der Urin aus den dicken Eicheln der Männer niederprasselte. Nicht immer trafen die Kerle genau in die Becken, so dass sie einige Spritzer im Gesicht abbekam, wenn der Strahl neben die Schüssel auf den Boden traf. Einige Tropfen benetzten ihre Lippen und der intensive Geschmack setzte ungewohnte Gefühle in ihr frei. Verschieden Männer wechselten sich ab, doch keiner bemerkte das lauernde Mädchen am Boden.
Als nächster kam ein ziemlich junger Mann hinein und zog zu Sofias Überraschung ein sehr langes und steifes Glied aus der Hose. So etwas hatte sie noch nie gesehen. Der Kerl zog seine Hosen bis zu den Kniekehlen herunter und hielt einen hart abstehenden Penis in der Hand, Er zog die, mit Adern durchzogene Vorhaut von der Eichel und wieder zurück. Dann wiederholte mehrmals immer schneller diese Bewegung.
Plötzlich griff er in seine Jacke, holte ein farbiges Magazin hervor und legte es auf den Rand der Klobrille. Dann beugte er sich mit seinem steifen Glied nach unten, hielt es dicht über das Heft und rieb es in der Faust noch intensiver. Sofia starte ungläubig von unten gegen die dick geschwollene Eichel, die wichsende Faust des Kerls und die dicken, haarigen Eier, die zwischen den Beinen hin und her schwangen.
Ihr wurde heiß, das Herz klopfte ihr bis zum Hals und eine ungewohnte Erregung machte sich zwischen ihren Beinen breit. Es war ihr, als wichste der Mann in ihre Richtung, dabei hatte er sie noch nicht bemerkt und nur Augen für das Magazin. Stöhnend wichste der Mann heftig seinen gigantischen Prügel. Sofias hatte ihren Kopf soweit unter der Zwischenwand durchgeschoben, dass sie genauer nach oben sehen konnte. Sie sah den klaren Tropfen, der aus seiner Öffnung an der Spitze quoll.
Plötzlich hielt der Mann inne, stöhnte laut als sich aus der Öffnung eine weiße Masse ergoss und nach unten auf das Papier spritzte. In kurzer Folge schoss die schleimige Flüssigkeit aus der Eichel auf das Papier und tropfte über den Rand neben Sofia auf den Boden. Der Kerl senkte seinen entblößten Unterleib noch weiter nach unten bis seine Schwanzspitze das Heft berührte. Heftig wichsend verteilte er seinen Soße über das Papier bis sie über den Rand kleckerte und neben Sofias Kopf auf die Fließen tropfte.
Nachdem der Strom versiegt war, richtete der Mann sich eilig auf, steckte seinen Penis in die Hose und verlies fluchtartig die Kabine. Noch völlig außer sich von diesem unglaublichen Erlebnis, merkte Sofia, dass der Kerl das Magazin auf der Klobrille vergessen hatte. Sie sprang auf, wechselte in die andere Kabine bevor jemand kam und schloss sie die Tür hinter sich.
Neugierig nahm sie das Magazin auf und schaute es an. Sofort waren ihre Finger von dem weißen Schleim verschmiert, der die Fotos auf dem Heft bedeckte. Das Magazin war ein Pornoheft mit Darstellung nackter Frauenkörper. Die oberste Seite, auf die der Kerl sein Sperma gespritzt hatte, zeigte ein ganzseitiges wunderschönes Frauengesicht mit verlangend geöffneten Lippen.
Ungläubig versuchte sie zu verstehen was der Kerl getan hatte. In seiner geilen Phantasie hatte er der Frau sein Sperma in das Gesicht gewichst. Erregt setzte sie sich auf das Klo und untersuchte das Magazin. Sie hielt sich das nasse Heft an die Nase und roch an der schleimigen Flüssigkeit. Durch den Geruch erregt, leckte sie vorsichtig über das Papier. Auf ihren Lippen lag noch der scharfe Geschmack des Urins der Männer und der Geschmack des Spermas verstärkte ihre erstmals aufkommende Geilheit. Sie dachte an den Mann mit riesigen Penis und wünschte sich, er hätte ihr ins Gesicht gespritzt.
Dieser Gedanke lies sie nicht mehr los, und sie strich sich wie im Zwang, das nasse Papier über Mund und Gesicht.
Dicke Schleimspuren blieben in ihrem Gesicht und den Lippen hängen, als sie die Beherrschung verlor und sich mit ihren verschmierten Fingern in ihren Slip unter dem Röckchen griff. Als sie lustvoll ihre zarte Fotze massierte verspürte sie dort einen prickelnden Juckreiz, den der klebrige Schleim des Mannes auf ihrem Kitzler auslöste.
Zur selben Zeit betrat ein Mann die Nachbarkabine und pinkelte platschend in das Becken. Ihre Erregung verstärkte sich durch das Geräusch und während sie das Sperma vom Papier leckte und mit der anderen Hand ihre Vagina masturbierte, erlebte sie zum ersten mal in ihrem jungen Leben einen Orgasmus.
Seit dieser Zeit ließen die Phantasien nicht mehr los. Sperma und Urin wurden, wie sie sagte, der Mittelpunkt ihres sexuellen Lebens. Sie suchte solche Situationen, hatte mit gleichaltrigen Jungs aber kein Glück. Sie verstanden nicht, dass sie angespritzt und anpinkelt werden wollte. Ältere Männer waren da anders. Sie wurden verrückt, wenn sie in ein so süßes Mädchengesicht pinkeln konnten, und spritzten sich anschließend die Seele aus dem Leib wenn sie mit ihren zuckenden Schwänzen in ihren warmen, saugenden Mund fickten.
Sie sc***derte mir drastisch die Zeit, in der sie solche Situationen suchte und nur durch solche übersteigerten Reize Befriedigung erlangte. Dabei waren es die abstoßenden Situationen, die sie unheimlich anmachten. Sie erzählte mir lustvoll und ausgiebig jede Einzelheit ihres unglaublichen Sexlebens. An ihren Erlebnissen in jungen Jahren lag ihre Triebhaftigkeit begründet. Sie fühlte sich gleichzeitig abgestoßen und angezogen von dem was sie tat und es war die Spannung dieser Gefühle, die sie süchtig machte.

Mein erstes Treffen mit Sofia

Ich erinnerte mich an unser unglaubliches erstes Zusammentreffen Ich traf Sofia zum ersten mal bei der Suche einer Studentenbude. Der Immobilienmakler hatte ihr aufgrund von Zeitmangels, die Wohnungsschlüssel überlassen als ich den Termin zur Besichtigung wahrnahm. Dort traf ich sie allein auch bei der Besichtigung und kam mit ihr ins Gespräch. Ich war sofort elektrisiert von ihrer erotischen Erscheinung. Sie war schlank und sehr gut proportioniert.
Ihre tolle Figur steckte in einem kurzen Sommerkleid, das die braunen Schenkel ihrer langen Beine gut zur Geltung brachte. Ihre gossen dunklen Augen beherrschten fast ihr schönes schmales Gesicht und der große Ringförmige Ohrschmuck betonte ihren eleganten schlanken Hals. Ihre sinnlichen Lippen waren blutrot geschminkt und die vollen schwarzen Haare, die sie zu einem Knoten am Hinterkopf gebunden hatte, gaben ihr ein südländisches Aussehen.
Sie war auch Studentin in der gleichen Uni und wir unterhielten uns angeregt. Sie war sehr locker, wir waren uns sympathisch und machten uns Komplimente. Wir flirteten auch gleich sehr heftig und fuhren mit der Besichtigung fort. Als wir ins Bad kamen mussten wir lachen. Es war sehr klein, mit Dusche WC, aber einem, an der Wand hängendem Urinal.
„Du, ich muss auch mal auf Toilette, da kann ich es ja mal ausprobieren“, sagte sie und verschwand hinter der Tür.
„Meinst du etwa das Urinal“, scherzte ich. „Gute Idee“, hörte ich noch durch die Tür. Kurze Zeit später hörte ich es plätschern und wunderte mich, dass sie scheinbar keinerlei Hemmungen zeigte.
Noch erstaunter war ich, als sie kurz darauf nach mir rief. “Hey, hier ist kein Klopapier, kannst du mal schauen ob in der Küche was ist?“ Nach Kurzem hatte ich eine Küchenrolle aufgetrieben. „Ich habe was gefunden“, rief ich. „Gut, bring es her“, verlangte sie und brachte mich damit in Verlegenheit. Sie hatte schon die Tür geöffnet und mir stockte der Atem.
Sie saß entspannt auf der Toilette, das Kleid über die Schenkel gezogen und das Höschen hing unten zwischen den Fußknöcheln. Sie griff die Rolle, riss ein Stück ab und drückte noch einige Spritzer hörbar ins Klo. Völlig ungeniert hob sie dann ihr Kleid hoch, drückte die Knie auseinander und wischte sich mit dem Papier zwischen den Schenkeln über die Scham.
Ich konnte nicht glauben, wie ungeniert sich die schöne Frau vor mir präsentierte. Während sie sich abwischte, meinte sie: „Hier haben sogar zwei auf einmal Platz“, und deutete auf das Urinal das dicht neben ihr an der Wand hing. „Probier doch auch mal, nur zum Spaß, ob man nebeneinander Platz hat.“ Ich war verwirt, doch erregte mich die Vorstellung und Geilheit überkam mich.
Ich trat dicht neben sie an das Urinal und stieß alle Hemmungen über Bord. Sie wusste doch genau was sie wollte.
Ich blickte auf sie hinab, nahm den betörenden Duft ihres Parfüms wahr und erspähte einige Schamhaare zwischen ihren geöffneten Schenkeln. Ich verlor meine Zurückhaltung und öffnete meine Hose. Sie drehte den Kopf zu mir und beobachtete, wie ich zittrig meinen halbsteifen Lümmel hervorzerrte.
Ich zielte in das Urinalbecken und schämte mich, weil mein Penis zusehends wuchs und den Harndrang blockierte.
Sie starrte mit großen Augen auf meinen wachsenden Schwanz den ich, nun dicht neben ihr, in das Urinal richtete.
„Du hast aber ein riesiges Gerät“, meinte sie beeindruckt und beobachtete gebannt wie die Eichel langsam schwoll, und sich unter der Vorhaut hervor schob.
Ich wollte mich nicht bloßstellen und versuchte mich verzweifelt zu entspannen. Ich kämpfte unter ihren interessierten Blicken meine Erregung nieder. „Es interessiert mich mal, ob du pinkeln kannst ohne dass was danebengeht“, versuchte sie zu erklären. Jedoch merkte ich, am geänderten Tonfall und den tiefen Atemstößen, ihre Erregung.
Sie leckte sich über die Lippen, fixierte gespannt mein zuckendes Glied, während ich meinen Schließmuskel unter Kontrolle brachte. Als schließlich der Urin heiß in meiner Harnröhre emporstieg und aus meiner Eichelöffnung hervorsprudelte, entführ ihr ein Laut, freudiger Zustimmung. Zuerst zögernd, dann kontinuierlich, plätscherte mein Strahl immer stärker in das Urinalbecken.
Sofia beugte den Kopf noch näher an das Urinal und beobachtete aus der Nähe mein sprudelndes Organ. Ihre Nasenflügel blähten sich als sie den intensiven Geruch meines dampfenden Urins wahrnahm. Wahnsinn, dachte ich nur und konnte das Weiterwachsen meines Penis nicht verhindern. Dann geschah alles blitzschnell. Ihre Hand schoss plötzlich vor, mitten in das Urinal und griff in den sprudelnden Strahl.
Als ich begriff was geschah, stoppte der Schock meine Flut reflexartig. Sofia hatte jedoch schon meine Pisse mit der hohlen Hand aufgefangen, bevor der Strom versiegte. Mein tropfender Schwanz war spätestens nach diesem Ereignis knüppelhart und kurz davor loszuschießen. Atemlos verfolgte ich diese geile Situation und konnte kaum fassen was Sofia tat. Sie lies den Urin durch ihre Finger laufen um dann die triefende Hand über ihr Gesicht zu reiben. Sie verteilte die Nässe genussvoll über das ganze Gesicht, wobei sie hörbar den Geruch aufnahm. Dann leckte sie mit der Zunge über die Finger, steckte sie nacheinander in den Mund und lutschte sie ab.
Das gab mir den Rest. Ich spürte den ziehenden Krampf in meinen Lenden, als die heiße Ladung in meinem Schaft aufstieg. Schnell drehte mich zu ihr hin und zielte mit meinem zuckenden Rohr gegen ihren Mund. Schon war es soweit. Krampfartig stieg mein Sperma in die Spitze und feuerte die glühende Ladung geradewegs in ihr schönes Gesicht. Die Entladung war gigantisch. Weißes, schleimiges Sperma spritzte klatschend über ihre Wangen und tropfte über das Kinn ab. Sie reagierte schnell und riss weit ihren Mund auf.
Die nächste Ladung schoss hinein und füllte ihren Rachen zum Überlaufen. Schon stülpten sich ihre Lippen über meinen pulsierenden Schwanz und saugten sich schlürfend an meinen Schaft fest. Ich schob ihr wahnsinnig vor Geilheit meinen Unterleib entgegen, und rammte meinen Hammer, ohne Rücksicht, tief in ihren Rachen. Mit beiden Händen zog ich ihren Kopf gegen meinen Unterleib und ejakulierte bis zum Ende tief in ihren Hals.
Nachdem ich mich in ihr verströmt hatte, und wieder halbwegs aus meiner Geilheit erwachte sah ich die Bescherung.
Sofias schönes Gesicht war Überall, sogar bis über die Augen und Haare mit Sperma bedeckt. Nachdem mein Schwanz aus ihrem Mund geglitten war, rann in schleimigen Bahnen, zähflüssig Sperma über die Lippen und tropften von ihrem Kinn auf ihr Kleid. Sie saß mit geschlossenen Augen immer noch breitbeinig auf dem Klo, das Kleid noch höher über ihre Hüften gezogen und die Finger ihrer beiden Hände zwischen den Beinen vergraben.
Wahrscheinlich hatte sie, während meines intensiven Höhepunktes masturbiert und sogar einen Orgasmus erreicht.
Glänzender Fotzenschleim quoll sichtbar aus ihren Schamlippen und lief über die Hände. Ich rieb meine tropfende Eichel über ihr verschmiertes Gesicht und genoss den perversen Anblick.
Mein Erguss war so heftig gewesen, dass aus ihren Mundwinkeln noch immer große Mengen meines Spermas ihren Hals herabfloss, ihren Ausschnitt die Brüste bekleckerte und ihr Kleid bis zu den Brüsten durchnässte. Stöhnen erwachte Sofia aus ihrer Extasse.
„Oh, was hast du mit mir gemacht, du bist ja in meinem Mund gekommen“, klagte sie verzückt. Sie nahm meinen schlapp werdenden Schwanz in die Hand, saugte den letzten Tropfen von der Spitze und schloss ihre Lippen wieder um meine überreizte Eichel. Obwohl ich völlig leer gemolken war, genoss ich die Situation. Sie leckte hingebungsvoll meinen Schwanz sauber, bis er endlich geschrumpft aus ihrem Mund rutschte.
„Du hast doch noch gar nicht zu Ende gepinkelt“, stellte sie fest und schob ihre Hand in meine Hose um meine Eier zu massieren. „Ich wusste ja nicht, dass du das magst, denn ich hatte Hemmungen auf deine Hand zu pinkeln.“ „Von Hemmungen habe ich aber eben nichts gemerkt, du hast mir richtig geil in den Mund gefickt “, sprach Sie und zog mir die Hose und Unterhose nach unten, Sie streichelte meine frei schwingenden Eier und meinte anerkennend: „ Du hast ja einiges zu bieten. Kein Wunder, dass du spritzt wie ein Stier.“ Dann stand sie auf, stellte sich neben das Klo und beugte sich nach vorn. „Öffne mir bitte den Reißverschluss“, bat sie. Gespannt erfüllte ich ihr den Wunsch. Was hatte sie vor? Sie streifte die dünnen Träger über die Schultern, zog das Kleid nach unten und lies es zu Boden gleiten. Nachdem sie die Schuhe abgestreift und ihr Höschen von den Knöcheln gezogen hatte, stand nun nackt, nur mit dem BH bekleidet vor mir. Auch ihn zog sie von den Schultern und entblößte ihre wunderschönen, wohlgeformten Brüste.
Ich stand da, mit heruntergelassenen Hosen und bedauerte, dass ich sie jetzt nicht mehr ficken konnte. Ich hatte fürs Erste meine Munition verschossen, was deutlich an ihrem voll gewichsten Gesicht zu sehen war. Sie schob den Duschvorhang ganz auf die Seite und stieg unter die Brause. „Du kannst jetzt weiter pinkeln“, meinte sie und schaute mich merkwürdig an.
Sie war unglaublich. Es machte sie unglaublich scharf, wenn ich urinierte. Diese Vorliebe war scheinbar stark ausgeprägt und gehörte für sie zum Sex. Na gut, sie sollte haben was sie brauchte. Ich stellte mich wieder vor das Urinalbecken und hielt meinen Penis hinein.
„ Hey, du willst doch nichts vergeuden?“, protestierte sie. Eilig setzte sie sich auf den Boden der Dusche, beugte sich zurück und stützte die Arme nach hinten auf den Beckenboden. Zurückgelehnt sah sie mich von Unten herausfordernd an. Ich ahnte, was sie wollte und als sie lockend und anzüglich ihre angewinkelten Beine öffnete um mir ihren haarigen Schlitz zwischen den geilen Schenkeln zu zeigen, war mir klar was sie wollte.
Ich zog die störenden Hosen endgültig aus und stellte mich in die Dusche breitbeinig über Sofia. „Oh ja, geil“, stöhnte sie atemlos und starrte gebannt zu meinen haarigen Sack hoch. Sie bog den Kopf zurück in den Nacken, lachte mich provozierend an und lies die Zunge in ihren offenen Mund kreisen.
Ich berauschte mich förmlich an diesem Anblick. Diese wunderschöne, mir bis vor kurzem unbekannte Frau, bot sich mir in unglaublich perverser Art an. Ich merkte wieder wie mein Penis anschwoll. Der Anblick dieser geilen Frau, die zwischen meinen Beinen in der Dusche kauerte erregte mich wieder. Sie stützte sich, mit ihren langen schönen Beinen vom Boden ab und hob mir, mit kreisenden Bewegungen ihr Becken entgegen. Auf ihrem gewölbten Venusberg klebten die nassen geringelten schwarzen Schamhaare. Zwischen ihren runzligen Schamlippen erkannte ich den geröteten klaffenden Scheideneingang, aus dem heller Lustschleim quoll.
Unterdessen erregte sie sich an meinem wachsenden Knüppel, den ich gegen ihr, noch immer von Sperma verkleistertes Gesicht wichste. Ich unterband jedoch meine Erregung, um wieder dem Druck meiner Blase nachzugeben. „Komm schon, piss mich voll“, stöhnte sie ungeduldig und streckte ihre enorm lange und bewegliche feuchte Zunge gegen meine Eichel.
Mühsam unterdrückte ich mich, nahm meinen harten Schwanz in die Faust und senkte meinen Unterleib über ihren Kopf ab. Als der dicke Schaft mit seinen geschwollenen blauen Adern waagrecht über ihrem Gesicht pulsierte, zog ich die Vorhaut ganz von der Eichel zurück. Ihre Augen weiteten sich gierig, als ich ihr die pralle, nasse Eichel präsentierte und gegen ihre rotierende Zunge drückte. Ihre Zunge schleckte durch die Kerbe zwischen Eichel und Vorhaut und verlangt von mir unglaubliche Selbstbeherrschung, Ich musste mich wieder entspannen, um den Blasendrang nachgeben zu können. Es war nicht leicht, Sofias, schönes, lustvoll gerötetes Gesicht zu ignorieren. Sie leckte nun die Unterseite meines juckenden Schaftes bis hinunter zum haarigen Sack. Sie drückte ihr Gesicht in meine Leisten und fuhr mit ihrer Zunge weiter nach hinten bis in meine Arschfurche. Meine Überraschung nahm weiter zu, als ich merkte wie ihre Zunge meine Rosette kitzelte und dann durch den Schließmuskel in mein Arschloch eindrang.
Sie bewegte heftig den Kopf auf und nieder und sorgte mit ihrer flatternden Zunge und saugenden Lippen in meinem After für unbeschreibliche Gefühle. Voller Verlangen krallte ich mich in ihre langen schwarzen Haare, die sich aus dem Knoten am Hinterkopf gelöst hatten und nun lang herabhingen. Gierig presste ich ihren Kopf in meine Arschfurche und rieb meinen Steißbein und die Eier über ihr verschmiertes Gesicht.
Die Aktion war so geil, dass sich mein Abgang schon ankündigte. In höchster Erregung entzog ich ihr also meinen Unterleib und stellte mich wieder mit etwas Abstand über sie. Ich wartete bis meine Erregung etwas abgeklungen war um meine Blasenfunktion zu aktivieren. Schwer atmend schaute ich auf sie hinunter. Ihr nasses Gesicht war noch mit Sperma und mit eigenem Speichel verschmiert. Meinen steifen Penis richtete ich gegen ihren offenen Mund Wieder stieg Urin aus meiner vollen Blase in die Penisspitze. Der Druck aus meiner Blase trieb den heißen Urin mit Macht aus meiner Eichel und entleerte sich mit ungestümer Wucht über ihr Gesicht. In spritzenden Fontänen prasselte der Strahl in ihr vor Verlangen gezeichnetes Gesicht und fand dann den Weg in ihren weit aufgesperrten Mund. Ich war wie von Sinnen und schob das sprudelnde Organ in ihren überlaufenden Mund.
Da mein Schwanz vor Erregung knochenhart war, fickte ich jetzt so fest in ihren Mund, das bei jedem Stoß der Urin wieder aus ihren Mundwinkel spritzte. Als ich merkte, dass sie sich an den enormen Mengen verschluckte, zog ich den Pfahl wieder heraus, pisste über ihr Gesicht und den sich windenden Körper.
Sofia war außer Kontrolle, krümmte ihren schlanken Körper zu einer Brücke und hob ihr Becken ganz nach oben.
Zwischen ihren gespreizten Schenkeln wölbte sich ihr Schambein und präsentierte ihre offene Fotze. Während ich weiterhin, voller geiler Inbrunst, ihre Brüste und Oberkörper überschwemmte, rammte ich gierig meine Finger in ihre zuckende Scheide.
„Oh ja, fick mich, piss mich an du Schwein“, röchelte sie spuckend, während sie nach meinem Strahl schnappte als ich wieder in ihr Gesicht pinkelte. Wie im Rausch registrierte ich, wie unglaublich hemmungslos und triebhaft sie sich gebärdete. Ihre Haare schwangen tropfnass über den Boden und ihr Kopf wand sich lustvoll in der heißen Flut.
„Fick mich endlich, piss mir in die Fotze“, verlangte sie nun keuchend. Ich zog die Finger aus ihrer Scheide, trat zurück und richtete meinen Strahl zwischen ihre Beine. Dann ging ich in die Knie und rammte ohne Umstände mein sprudelndes Rohr zwischen ihre klaffenden Schamlippen. Mit knallhartem Schwanz pisste ich wirklich in ihre Fotze und fickte sie, während sich mein heißer Urin ohne Unterlass, tief in ihrer zuckenden Scheide ergoss.
Das gab ihr endgültig den Rest. Sie schrie unbeherrscht vor Lust als es ihr kam und rammte mir ihr Becken entgegen. Mein Urin floss aus ihrer Vagina zurück, tropfte ihre Beine herab während mein Strom langsam versiegte.
Ich erlebte Sofia total entfesselt und während sie ihren Unterleib heftig gegen meinen Hammer rammte, strebte ich langsam wieder dem Höhepunkt zu.
Was war das nur für eine Frau? Wenn man sie sah, ihre erotische Schönheit bewunderte, konnte man nicht glauben zu welchen Schweinereien sie fähig war. Ich vernahm ihr schweres Stöhnen als ihr Orgasmus verebbte, während mein juckender Schaft in ihrem rotierenden Becken, wieder zum Schuss bereit war. Ich kniete zwischen ihren Schenkeln, packte sie an den Hüften und stemmte mich ihrem drängenden Unterleib entgegen.
„Ja, spritz mir deinen Saft auch noch in den Bauch, so wie du gepisst hast“, verlangte sie atemlos. Kurz darauf merkte ich, zu meiner Überraschung eine heiße Flut meinen Penis, meine Eier und meine gesamten Leisten umspülen. Tatsächlich begann Sofia jetzt zu pinkeln obwohl mein Schwanz tief in ihrer Scheide steckte. Der heiße Urin umspülte kitzelnd meine Eichel und die Kontraktion ihrer Scheidenmuskulatur brachte meinen Penis schließlich zur Explosion.
Ich ejakulierte in den heißen sprudelnden Vulkan ihrer Vagina und mischte mein Sperma mit ihrem Urin. Krampfartig pumpte ich meine Ergüsse in ihren triefenden Krater, der im takt meiner Entladungen die Pisse aus der Fotze presste. Wahnsinnig vor Geilheit brüllte ich meine Lust hinaus und zog meinen Schwanz aus ihrem pissenden Krater.
Sofort spritzten die Entladungen meines Hammers über ihren Bauch, traf die Titten und klatschte in großem Bogen wieder mitten in ihr Gesicht. Während sie weiter auslief und gegen meine Eier bis hoch gegen meinen Körper pinkelte, schoss mein glitschiger Schleim zielgenau in ihren schnappenden Mund.
So erlebten wir die gemeinsame Perversion voller Hingabe bis zum Ende während wir unsere Körper mit Urin und Sperma besudelten. Als wir schließlich triefend und keuchend von einander abließen um die Dusche anzustellen, wussten wir, dass die totale Befriedigung unserer perversen Veranlagung stattgefunden hatte.

Das Wiedersehen

Ich hatte einige Zeit am Bahnhof verbracht und auf Patrizia gewartet. Ich freute mich schon auf sie und ihre Mutter.
Zwei Stunden später, nachdem ich die vergangenen Ereignisse noch einmal an mir vorüberziehen ließ, traf sie endlich ein. „Hallo Supermann“, hörte ich die erfreute Stimme von Patrizia. Da stand sie vor mir und wirkte bezaubernd auf mich.
Ihre sportliche, schlanke Figur war eingehüllt in einem leichter Sommerbekleidung, einer eng anliegenden ärmellosen Bluse und einem pinkfarbenen engen kurzen Rock der ihre wunderschönen langen Beine zur Geltung brachte. Die langen, blonden glatten Haare glänzten und umrahmten ein wunderschönes Gesicht, mit strahlend blauen Augen und einem süßen, von sinnlichen Lippen geformten erotischen Mund.
Wir fuhren etwa eine knappe Stund und erzählten uns unsere Erlebnisse. Dabei vermied ich allerdings von meinen Sexabenteuer zu berichten. Ich erfuhr ferner, das Anna, ihre Mutter heute auf einem Theaterbesuch war. „Die Tanzgruppe hat dich schon vermisst“, meinte Patrizia und erinnerte an unsere gigantische perverse Orgie in der Akademie. „Es ist mir aber lieber, ich habe dich für mich allein, besonders wenn Mutter nicht da ist.“ Sie lächelte mich bezaubernd an und ich war wieder Feuer und Flamme. Ich konnte es kaum erwarten bei ihr zu Hause, mit ihr allein zu sein.
Endlich erreichten wir die Wohnung in Schwabing. Wieder bewunderte ich die noble Umgebung mit der teueren Einrichtung. Hier war Geld zu Hause. „Wir haben uns jetzt erst mal ein Bier verdient“, meinte Patrizia und verschwand in der Küche. Sie erschien wieder mit Flaschen und Gläsern und ich folgte ihr in ihr Zimmer. Ich war zum ersten Mal in Patrizias Zimmer, denn wir waren vor noch nicht zwei Wochen im Wohnraum intim geworden.
Auch hier überraschte mich die teure, elegante Einrichtung. Neben einer extravaganten Wohnlandschaft stand noch eine moderne Liege in schwarz im Raum. Es war eine Designer Liege mit Lederbezug und war der Körperform angepasst. Das leicht erhöhte Kopfteil und der Fußteil ermöglichte eine bequeme Körperhaltung. Wir setzten uns auf das Sofa und schenkten uns die Gläser voll. Patrizia war wie immer sehr locker, hatte ihre schönen schlanken Beine übereinander geschlagen und nahm kein Blatt vor den Mund.
„Na, wie ging es dir, wie viele Frauen hast du gefickt?“, fragte sie anzüglich. „Du denkst wohl ich mache sonst nichts anderes“, widersprach ich. „Na, ich habe dich kennen gelernt“, meinte sie grinsend. „Ich habe schließlich gesehen, wie du meiner Mutter voll in die Fresse gewichst hast.“ Puh, was hatte sie heute ein ungehobeltes Schandmaul. „Hey du redest aber nicht vornehm von deiner Mutter“, sagte ich vorwurfsvoll. „Ach komm, meine Mutter hat es faustdick hinter den Ohren. Sie hat nur unheimlich viel zu tun, umso mehr treibt sie es in ihrer Freizeit. Ich zeig dir mal, was sie so alles hat.“ Sie stand kichernd auf, und verlies das Zimmer.
Gespannt wartete ich ab bis sie wieder erschien. Sie hatte ein Stapel Hefte in der einen und ein Kleidungsstück in der anderen Hand. „Schau mal hier die Hefte“. Sie legte mir den Stapel auf den Schoß. Die Hochglanz Magazine waren Pornohefte mit eindeutigen Darstellungen.
„Kuck dir das an“, sagte sie und nahm ein Heft aus dem Stapel. Sie blätterte interessiert und zeigte mir bestimmte Seiten. Zu sehen war ein dicker Phallus, der gerade seine dicke Ladung verschoss. Die nächsten Seiten zeigten ein hübsches Frauengesicht, das gänzlich von dem Sperma überflutet wurde, dass aus dem Penis spritzte. Die nächsten Seiten zeigten noch weitere Bilder der Frau die den spritzenden Schwanz ablutschte und in den Mund schob.„Da kannst du mal sehen was sie so mag. Sie steht, wie du siehst, total auf Oral-Sex.“ „Das ist übrigens was, dass ich, seit ich dich kenne mit ihr gemeinsam habe“, sagte sie grinsend und schaute mich lüstern an. Sie nahm das Kleidungsstück und wickelte daraus einen großen Gegenstand hervor. Es war ein dicker, fleischfarbener Gummischwanz mit einem dicken Gummisack am Ende. Er war Hohl und am Gummisack mit einem Stopfen verschlossen. Sie nahm ihn in die Hand und erklärte ihn.
„Hier hat sie sich selbst befriedigt. Hier ist ein Stopfen zum Einfüllen und hier vorne kommt es wieder heraus. Sie hat hier tatsächlich was reingefüllt, wahrscheinlich Milch oder Schlagsahne. Dann hat sie sich doch tatsächlich selbst in die Muschi und in den Mund gespritzt.“ Patrizia lachte hell, schob sich den Gummischwanz in den Mund und schaute mich mit leuchtenden Augen an. „Ich stehe eigentlich auch auf Oralsex und alles was aus meinem Schwanz heraus läuft.“ Ich nahm sie unvermittelt in die Arme und küsste sie. „Weiß deine Mutter eigentlich, dass wir intim waren?“, fragte ich. „Ich habe ihr nichts gesagt, aber sie hat mich so komisch angeschaut, und ich denke sie ahnte es“.
Dann stand sie auf, zog mich an den Armen hoch und führte mich an die Lederliege. Bereitwillig ließ ich mich nieder und legte mich lang. Ich lag sehr bequem sah, das Patrizia sich neben mich ans Kopfende stellte. Ich bewunderte ihre wunderschönen glatten Schenkel in Höhe meines Kopfes, die unter dem knapp sitzenden, engen Rock verschwanden. Dann zog sie ihr Bein an und stellte den Fuß neben meinen Kopf auf die Liege. Dadurch sah ich zwischen ihre geöffneten Schenkel ihren weißen Slip, der knapp das Dreieck ihrer Scham bedeckte.
Sie zog sich noch den Rock etwas über die Hüften, dass ich freien Blick auf ihren geilen Unterleib hatte. Sie beugte sich anschließend über mich und rieb mit der Hand zwischen meinen Beinen über die Hosen. Sie fühlte mein wachsendes Geschlechtsteil und öffnete meine Hose. Dann zog sie meinen Penis ins Freie. „Das ist doch besser wie so ein Gummischwanz“, sagte sie lüstern.
Ich erregte mich wieder an ihrer unglaublich geilen Darbietung. Sie stand breitbeinig über mir, ihre Scham dicht über meinen Kopf gesenkt und wichste langsam meinen Steifen.
„Die Mädels haben schon nach dir gefragt“, sagte sie wie beiläufig. „Sie sind alle unglaublich abgefahren auf dich.
Genau wie ich, sind sie noch nie sind sie von jemand angepisst worden. Aber sie haben jetzt auch Blut geleckt und wir haben uns schon überlegt, was wir beim nächsten Mal mit dir machen werden.“ Sie sagte das so cool und beiläufig, als sprach sie über ein Kochrezept, während sie weiterhin meinen Penis massierte. Ich hob die Arme und schob ihren Rock ganz über ihr Hinterteil nach oben. Ich streichelte ihren strammen Hintern und strich über die Innenseite ihrer schlanken Schenkel. Bereitwillig spreizte sie noch mehr die Beine und senkte ihre Scham auf mein Gesicht ab. Ihr geschwungener Venushügel wölbte sich unter ihrem engen Höschen, auf dem sich die Kerbe ihrer Vagina abzeichnete.
Ich hob den Kopf, wühlte das Gesicht in ihre geilen Leisten und drückte den Mund auf ihr Schambein. Der Intimgeruch ihrer Fotze stachelte mich weiter an. Meine Lippen zupften am Höschen um den Stoff von den fleischigen Schamlippen zu befreien. Ich zog den Rand des Höschens mit den Fingern von der Vulva und fuhr mit der Zunge zwischen ihre entblößten Schamlippen in die nasse Scheide.
Patrizia erzitterte und beugte sich mit dem Kopf über meinen Unterleib. Sie öffnete den Bund meiner Hose und zog sie mit einem Ruck von den Hüften. Wie eine gespannte Feder sprang mein Pfahl senkrecht in die Höhe. Sie umfasste leidenschaftlich den harten Schaft massierte gierig meinen haarigen Sack und senkte ihren Mund über meine juckende Schwanzspitze.
Ich fühlte, während meine Zunge tief in ihrer Vagina steckte, wie Patrizias langes seidiges Haar, kitzelnd über meinen Unterleib floss. „Ja, Ja. leck meine Fotze, leck sie tief, sauge mich aus“, stöhnte sie wollüstig. Gleichzeitig merkte ich, wie sie mit festem Griff meinen Schaft umklammerte, die Vorhaut bis zu Anschlag zurückschob und mit ihrer Zunge die Kerbe um die Eichel umrundete. Sie leckte durch die Vertiefung, bis ihr warmer Speichel um die Rille floss und am Schaft hinab bis über meine Eier lief. Dann bohrte sie die Zungenspitze in meine Penisöffnung und stülpte ihre saugenden Lippen über die Eichel.
Ihre warme Mundhöhle umschloss meinen zuckenden Schwanz, bis ich ihre Haare packte und den Kopf zurückriss.
Ich musste mich zurückziehen um nicht vorzeitig in ihren Mund zu ballern. Ich rollte mich zwischen ihren Beinen hindurch von der Liege um meine Hosen ganz auszuziehen. „Ja zieh dich ganz aus“, keuchte Patrizia und zog sich Rock und Höschen von den Hüften. Sie stand nun ganz nackt vor mir und ich bewunderte ihren wunderbaren schlanken Körper.
Sie setzte sich auf die Kannte der Liege, öffnete die Schenkel und präsentierte mir lustvoll ihre Vagina, indem sie mit den Fingern die Schamlippen auseinander zog. Die fleischigen rosigen Lippen gaben die nasse Innenseite ihrer Fotze frei, sodass ich den zuckenden muskulösen Scheidenkanal erkannte. Ihre Geilheit quoll, in Form von hellem Lustschleim aus dem Krater, und floss schon in dünnen Rinnsalen an den Innenseiten der Schenkel hinab.
Ich konnte nicht widerstehen, ging zwischen ihren Schenkeln auf die Knie und kostete mit der Zunge ihre Flüssigkeit, bevor ich den Mund auf ihre Möse drückte um sie auszusaugen. Patrizia klemmte stöhnend ihre Schenkel um meinen Kopf, und rieb im lustvollen Rhythmus ihre Vulva über mein Gesicht. Ich wusste ja, dass Patrizia sehr beweglich war, doch musste ich wieder staunen, als ich ihre neue Übung sah.
Sie beugte den Oberkörper nach Hinten über die Liege und stemmte sich mit den Händen am Boden ab. Dabei bildete sie ein Holkreuz, hob ihr Becken in die Höhe und lies den Kopf nach rückwärts nach Unten hängen. Willig präsentierte sie mir ihre klaffende Fotze und ich strich mit meiner juckenden Eichel über ihre geschwollenen Schamlippen. Mit unbändiger Lust schob ich den Pfahl ganz langsam in ihre Vagina und genoss, wie sie mir ihren Unterleib gierig entgegenstreckte.
Mit langen, intensiven Stößen fickte ich sie nun und näherte mich schnell dem Höhepunkt, zog jedoch kurz vorher den Schwanz zurück. Ich ging schnell um die Liege herum und stellte mich breitbeinig wichsend über ihren Oberkörper. Ihr Kopf hing über den Rand der Liege zwischen ihren abgestützten Armen nach unten und die langen blonden Haare lagen am Boden auf. Ich sah nach unten und rieb meinen harten Schwanz über ihren schönen Brüsten.
Patrizia starrte mit großen Augen auf meine Genitalien und hob den Kopf um mit der Zunge meine Eier zu erreichen.
Ich senkte meine Lenden zu ihr ab, bis mein Sack von ihrer herausgestreckten Zunge geleckt wurde. „Hm, lass mich deinen Arsch lecken“, keuchte sie hemmungslos.
Meine Geilheit steigerte sich noch, als sie mit der Zunge längs durch meine Arschfurche strich. Ich streckt die Arme nach hinten und packte, unter meinem Hintern ihren Kopf an ihren blonden Haaren. Ich zog ihn zu meinem Arsch hoch, bis sich ihr schönes Gesicht in die Furche meines Afters wühlte. Atemlos ließ ich es geschehen, dass sie mit ihrer Zunge durch meinen Schließmuskel fuhr und unbeschreibliche Gefühle auslöste.
Ich ließ nach einiger Zeit ihren Kopf wieder los. Sie nahm nun wieder ihre kopfüber Haltung ein. Ich nahm meinen Knüppel wieder in die Hand und rieb die Eichel durch ihr hübsches Gesicht bis zu ihrem offenen Mund. Mein Lustschleim schmierte über ihre Wangen und hinterließ überall klebrige Spuren, die sie sich von ihren sinnlichen Lippen leckten.
Ich richtete meinen juckenden Hammer auf ihren Mund und zog provozierend langsam die Vorhaut von der nassen Eichel. Patrizia öffnete erwartungsvoll den Mund, als ich ihr die geschwollene Eichel und dann den ganzen, mit dicken Adern überzogenen Schaft tief in den Rachen schob. Die schönen Lippen schlossen sich fest um den zuckenden Pfahl und ihre Zunge umrundete die Schwanzspitze in ihrer warmen Mundhöhle. Als ich anfing ihren Mund zu ficken, umklammerte sie sich fest meine Arschbacken und knetete meinen baumelnden Sack.
Ich beugte mich quer über ihren Körper, zu ihrem Becken und drückte den Mund zwischen ihre breit geöffneten Beine. Ich schob die Hände unter ihre Schenkel durch, zur Innenseite und zog ihre fleischigen Schamlippen auseinander. Als ihr geschwollener Kitzler aus ihrer Spalte sprang, schloss ich meine Lippen darum und lutschte intensiv den Nippel.
Patrizia klammerte sich fest um meine Hüften als ich immer schneller und tiefer in ihren Mund und Rachen stieß.
Gleichzeitig hämmerte ihre Vulva gegen meinen lutschenden Mund und wir waren beide kurz vor einem gewaltigen Orgasmus. Da hörte ich plötzlich die Haustür im Flur aufspringen Annas Stimme rufen: „Patrizia, ich bin wieder zurück.“ Der Schreck fuhr mir in die Knochen, ich hob den Kopf von Patrizias Unterleib und wollte aufspringen.
Erstaunlicherweise klammerte sich Patrizia weiterhin an meinen Hüften fest und lies meinen Schwanz nicht aus ihrem Mund frei. Es kam, wie es kommen musste, und Anna öffnete auch Patrizias Tür.
Da stand sie, in voller Größe. Elegant, wie noch nie im eleganten dunklen Kostüm, ihr schönes Gesicht mit toller Frisur, stand sie vor uns. Meine Reaktion war so heftig, dass mein knallharter Penis aus Patrizias Mund sprang und federnd steil und obszön über ihren Oberkörper in die Höhe ragte.
Anna musterte die Situation und zeigte zunächst keine Regung. Ich konnte mich nicht umdrehen und abwenden, da Patrizia immer noch meine Hüften festhielt und somit mein Knüppel ungehindert und pulsierend über ihren Brüsten präsentierte. Sie hob ihren Kopf zwischen meinen Beinen hoch und schaute mit einem hemmungslosen Grinsen ihre Mutter an. Ihre Schenkel waren immer noch weit geöffnet, sie machte keine Anstalten etwas zu verbergen. Ich war stumm und wie vom Schlag gerührt. Anna schaute mich an. Mit einem undefinierbaren Lächeln auf den Lippen trat sie an die Liege, zwischen Patrizias Beinen und sagte: „Du hast es wohl nicht abwarten können, aber ich kenne Patrizia. So ein Kerl wie dich lässt sie sich nicht entgehen.“ „Du hast recht, warum sollst nur du ihn haben?“ Was war das für eine verrückte Situation. Da war ich mit meiner Latte kurz vorm abschießen, und die beiden himmlischen Frauen stritten sich um mich.
„Du bist ja gewaltig Geil“, sagte Anna zu ihrer Tochter und schaute auf die nasse Vagina. Du hast sie bestimmt schon fast bis zum Orgasmus geleckt“, meinte sie dann zu mir, zog meinen Kopf an sich und küsste mich leidenschaftlich. Der Geschmack ihres Lippenstiftes mischte sich mit dem herben Geschmack von Patrizias Fotzenschleim.
Sie zog sich den Kostümrock hoch, über die Hüften, stieg mit einem Bein über die Liege und hockte sich breitbeinig auf das Polster neben Patrizia. Dann packte sie nach meiner steifen Latte und begann sie zu wichsen.
Patrizia versuchte wieder meinen Schwanz, der langsam durch die schönen Hände ihrer Mutter glitt, mit dem Mund zu erhaschen. „Du hast ja zum Glück noch nicht gespritzt“, meinte Anna mit erregter Stimme. „Wer soll denn die Ladung abbekommen?“ Sie drückte Patrizia die Schwanzspitze in den Mund und zog sie wieder heraus. Dann beugte sie sich selbst über den Penis und knabberte kosend mit ihren vollen rot geschminkten Lippen an meiner prallen Eichel.
Es war unglaublich geil. Annas schöne, elegante Gestallt saß vor mir, neben ihrer Tochter breitbeinig auf der Liege.
Die vornehme Kleidung, Spitzenbluse unter der Kostümjacke und der teure goldene Schmuck um ihren Hals machte die Situation unwirklich. Ihr Rock war hoch gerutscht und ich sah den Slip und die halterlosen Strümpfe um ihre wohlgeformten geöffneten Schenkeln Ich bemerkte den goldenen Armreif um ihr schlankes Handgelenk, sah die rot lackierten langen Fingernägel ihrer Hand, die mit nachhaltigem Druck meinen zuckenden Schaft rieb.
Die Erregung wurde unerträglich durch das zarte schlecken ihrer Lippen. Ich bemerkte, wie Patrizia genau so erregt das Geschehen wahrnahm und ihre lutschende Mutter beobachtete. „Bitte halte dich zurück, Mike“, flehte sie „Ich bin eigentlich jetzt dran, ich will deinen Saft haben.“ Sie packte mir an die Schwanzwurzel und versuchte den Penis aus dem Mund ihrer Mutter zu ziehen. „Ich weis dass du darauf genauso stehst wie ich, denn ich habe neulich gesehen, wie er dir in den Mund gewichst hat“, sagte sie zu ihrer Mutter.
Nicht zu glauben, stritten sich die Zwei doch um mein Sperma. Anna gab meinen Penis frei. „Keine Angst Patrizia, Mike hat für uns Beide genug. Außerdem habe ich damals gemerkt, dass du anschließend noch mal rein gekommen bist und dich hinter meinem Rücken bedient hast.“ Unglaublich, Anna meinte wohl die Szene, als sich Patrizia über meinen Schwanz hergemacht hatte während ich ihrer Mutter die Fotze geleckt hatte.
Mich geilte diese obszöne Unterhaltung weiter auf, während sie sich wieder an meinem Penis bedienten. Diesmal war Patrizia schneller und sich mit den Lippen meinen strammen Phallus geschnappt. Anna rieb weiter den Schaft und massierte mit der anderen Hand meine Eier. Patrizia ließ ihren Kopf wieder rückwärts von der Kannte der Liege rutschen, so dass ich meinen Hammer schräg von Oben in ihren Mund versenken konnte. Anna hielt weiterhin meine Schwanzwurzel und wichste beim Herausziehen den freiliegenden Schaft. Schnell gewöhnten wir uns an den Rhythmus und ich fickte Patrizias Mund langsam, mit langen Pausen, die Anna nutzte ihrer Tochter mit schnellen Reibbewegungen in den Mund zu wichsen.
Ich genoss diese Aktion, dicht vor dem Höhepunkt und griff wieder nach Patrizias rotierendem Unterleib. Als ich die Finger in Ihre Scheide wühlte, sah ich, wie auch Anna den Slip unter ihrem Rock zur Seite schob und mit der freien Hand ihren Schritt massierte. Sie näherte ihren Mund meinen Lippen und küsste mich leidenschaftlich. „Komm schon, gib dem Luder endlich deinen geilen Saft“, stöhnte sie erregt, als ich den Schwanz aus Patrizias Mund gezogen hatte um nicht zu kommen. Sie wichste jetzt erst recht besonders intensiv und hielt meinen zuckenden Hammer dicht über den verlangend geöffneten Mund Patrizias.
Verrückt, sie wollte tatsächlich das ich in Patrizias Gesicht ejakulierte und zielte beim Wichsen mit meiner Eichel gegen Patrizias weit geöffneten Mund. Diese war sofort bereit, hob ihren Kopf hoch und streckte ihre Zunge gierig meiner Schwanzspitze entgegen. „Ja, komm Mike, spritz diesem Luder richtig das Gesicht und den Mund voll, damit sie weiß, wie geil das ist“, presste Anna erregt hervor.
Das war für mich das Kommando meinen krampfartig aufsteigenden Erguss zu entladen. Als Anna noch einmal meine Vorhaut bis zum Ende zurückzog, schoss mit unglaublicher Wucht, ein dicker Strahl pampigen Spermas aus meiner gespannten Eichelspitze großflächig in Patrizias Gesicht. Die Eruption war so heftig, dass sich abprallende Spritzer über die Körper der beiden Frauen verteilten. Die nächste Entladung richtete Anna schnell direkt in Patrizias Mund, indem sie den sprudelnden Schwanz fest zwischen Patrizias Lippen schob.
Als Patrizia meinen heißen Erguss schluckte, durchschüttelte sie ein heftiger Orgasmus. Sie packte meine Hand und drückte sie gegen ihre aufgewühlte Vagina. Schnell war ihr Mund gefüllt und als Anna das überlaufende Sperma aus den Mundwinkeln sah zog sie den zuckenden Kolben wieder zurück.
Sie versuchte nun schnell mit dem Mund nach dem hervor schnellenden Pfahl zu schnappen, wurde jedoch kurz vorher von einer Salve meiner schleimigen Flut mitten im Gesicht erwischt. Sie packte mit ihren vollen, rot geschminkten Lippen schnell meine Eichel und schluckte die nächste Ladung. Auch die folgenden Entladungen konnte ihr Rachen nicht mehr fassen und sie entließ meinen zuckenden Knüppel aus ihren überquellenden Mund.
Endlos erschien mir dieser Orgasmus und unaufhörlich spritzte Sperma aus meinem überreizten Penis. Anna lenkte sofort die Quelle in das Gesicht ihrer Tochter, überflutete nochmals das hübsche Face bis in die Haare um dann ihr eigenes Gesicht an Patrizias verschmierte Wangen zu schmiegen.
In unglaublicher Geilheit packte ich nun beide Köpfe an den Haaren und zog die schleckenden Münder dicht an meinen Unterleib. Unverdrossen wichste Anna meinen, sich aufbäumenden Schaft gleichzeitig in ihre offenen Münder und leckten mit heraushängender Zunge den hervorquellenden Schleim auf.
Am Ende verströmte mich über ihren beiden aufgerissenen Mündern, die unermüdlich die klebrig sprudelnde Masse schluckten. Schmatzend und schlürfend saugten sie den letzten Tropfen aus meiner Röhre, um sich dann den Inhalt ihrer gefüllten Münder gegenseitig über die Gesichter zu spucken.
Schwer atmend kam ich langsam wieder zur Besinnung und sah das Inferno in seinem ganzen Ausmaß. Annas elegantes Kostüm war von Sperma Spritzern übersäht. Patrizias Gesicht war überflutet, der Schleim bedeckte ihre Augen und tropfte unaufhörlich ihren Hals hinab über die knackigen Titten.
Annas Anblick aber war unglaublich. Dickes zähes Sperma hing träge in den Haaren ihrer tollen Frisur, bildete fließend Schlieren über ihrer schönen Stirn, floss über ihre Wangen und tropfte von ihren goldenen Ohrringen. Die meiste Soße war aus ihrem Mund über das Kinn den Hals hinab geflossen und über die teuere goldene Halskette in den Ausschnitt ihrer weißen Bluse geflossen.
Sie war auch die Erste, die wieder das Wort ergriff. „Das war wirklich gigantisch“, schwärmte sie noch schwer atmend. „Wir sind ja bald in deiner Flut ersoffen“. Sie leckte sich genussvoll über die verschmierten Lippen. „Ich glaube aber, Patrizia hat noch nicht genug, sie braucht jetzt eine ganz besondere Ladung.“ „Oh ja, aber ich glaube du brauchst das besonders“, bemerkte Patrizia. Sie stand auf und verschmierte sich das Sperma über den nackten Körper. Ihr Gesicht war dick mit meinem Schleim bedeckt, auch die Augen waren verklebt.
„Ich gehe jetzt ins Bad, ich muss mich umziehen“, sagte Anna, zog ihren bekleckerten Rock über die Schenkel.
Überall auf ihrem dunklen Kostüm, waren deutliche Spuren meiner Ergüsse zu sehen. „Ich war so in Fahrt, das ich keine Rücksicht auf meine Kleidung genommen hatte“, meinte Anna verwundert. „Egal, es war es Wert, aber ich bin noch nicht fertig mit dir. Komm bitte zu mir ins Wohnzimmer “, sie küsste mein nasses Glied, stand auf und ging ins Bad.
Patrizia nahm mich an der Hand und zog sich hoch. „Mike kannst du gerade pinkeln?“, fragte mich Patrizia interessiert. Ich hatte mir schon gedacht was sie wieder wollte, nur war ich mir nicht sicher, ob Anna es auch vor ihrer Tochter tat. „Ja, ich habe mir schon die ganze Zeit extra für dich genug aufgehoben, aber warte erst, bis deine Mutter aus dem Bad ist.“ „Oh nein komm schnell, ich möchte es sehen, dass du sie jetzt, gerade so wie sie jetzt ist, in ihren verflucht feinen Klamotten, anpinkelst. Patrizia erregte es irgendwie, wenn ihrer Mutter es pervers trieb. Dabei hatte sie wahrscheinlich was gegen ihre noble Eleganz. Sie schnappte sich schnell den Gummipimmel der unter der Liege lag und zog mich mit sich zum Bad. Sie hatte etwas vor, das war klar.
Anna war überrascht, als Patrizia kichernd mit mir im Schlepptau das Bad betraten. Sie saß auf der Toilette, den Rock hochgeschoben und den Slip in den Kniekehlen. Sie wollte wohl gerade pinkeln. „Warte Mutter, Mike hat noch was für dich“, beeilte sich Patrizia die Situation zu nutzen. „Was hast du vor, du kannst den armen Mike wohl nicht in Ruhe lassen Patrizia“, sagte Anna protestierend. „Na klar, deswegen ist er ja hier.“ Patrizia schob mich vor das Klo, dicht vor ihre Mutter, nahm mein schlaffes Glied in die Hand, schwenkte es provozierend herum und richtete es auf sie.
Ich verstand was sie wollte, Anna jedoch war noch in voller Bekleidung, hatte nur die Jacke ausgezogen, und ich hatte Bedenken. „Ach was, ihr Kostüm ist doch schon versaut, das muss sowieso in die Reinigung.“ Anna beobachtete uns mit großen Augen und schien Gefallen an der Situation zu finden. Die Spannung war jedoch da, was würde geschehen? Konnte ich einfach so dem Druck meiner Blase nachgeben? Neue Erregung überkam mich. Patrizia richtete mit festem Griff, meinen anschwellenden Penis auf ihre Mutter, die dicht vor mir auf dem Klo saß. Ich hatte Hemmungen. Sie war ja noch vollständig bekleidet, hatte den wertvollen Schmuck an Hals und Ohren und mein Sperma haftete noch auf ihrem schönen, geschminkten Gesicht. Sollte ich nun wirklich auf diese elegante Frau urinieren, die in eindeutiger Pose auf dem Klo saß? Sie hatte den Slip heruntergezogen, die dunkel schimmernden Strümpfe spannten sich über den festen Schenkeln.
Über den Ränder der Strümpfe war ihre unbedeckten Haut bis an ihre Scham sichtbar und verstärkten den geilen Anblick. Ihr hochgeschobener Rock verdeckte nur unzureichend ihre Vagina. Sie schaute erst ungläubig in meine Augen, nach einer Weile jedoch verlangend auf meinem Penis. Als sie beim Anblick meines wachsenden Penis, die Schenkel öffnete und die Hand zwischen ihre Beine schob, wusste ich dass meine Zurückhaltung überflüssig war.
Es war nicht leicht meine Erregung zu unterdrücken, besonders weil Patrizia meinen, mittlerweile wieder harten Knüppel, lustvoll massierte. Ich überließ den Frauen die Initiative und genoss das geile Spiel. „Komm Mike, lass es einfach laufen, piss sie richtig an, ich halte ihn dir wohin du willst. Komm noch etwas näher an sie ran, dann kannst du sie richtig anschiffen“, Patrizia redete sich in Rage. Sie hatte sich dicht von hinten an mich geschmiegt, umfasste mit den Händen meinen Körper, hielt meinen Penis auf ihre Mutter gerichtet und massierte meinen Sack.
Ich hatte mich breitbeinig vor Anna aufgebaut und entspannte mich, währen ihre Tochter mit meinem Rohr auf sie zielte. Deutlich spürte ich den Busen des nackten Mädchens an meinem Rücken während ihr Sperma verschmiertes Gesicht über meiner Schulter schaute um meinen Prügel in Position zu bringen.
Anna starrte schon ungeduldig auf meinen Penis und teilte mit ihren Fingern schon wollüstig in ihre roten Schamlippen. „ Patrizia, wichs ihn nicht soviel, sonst kann er nicht pinkeln“, gab sie ihrer Tochter den Rat. „Lass ihm Zeit, zuerst bin ich jetzt dran, denn ihr habt mich vorhin unterbrochen.“ Anna hob ihr Becken hoch, stemmte sich breitbeinig über der Kloschüssel vom Boden ab und hob den Rock ganz über die Hüften. Sie packte sich mit beiden Händen an die Vagina und zog die Schamlippen auseinander. So Mike, damit du auch was zu sehen hast“, sagte sie provozierend zu mir. Gleich darauf schoss ein Strahl Urin nach unten in das Klo. Hemmungslos pullerte sie unter sich und präsentierte lustvoll ihre sprudelnde Quelle. Es plätscherte mächtig, als sie einen satten Urin Strahl in die Kloschüssel absetzte.
Ohne Vorwarnung schob sie plötzlich ihr Becken zu mir nach vorn. Der fingerdicke Strahl ihres Urins beschrieb einen Bogen über das Klobecken und in meine Richtung. Völlig überrascht traf mich der heiße Urin am Bauch und Penis. „Mutter!!!“, rief Patrizia überrascht als die Flut auch über ihre Hand lief.
Ich unterdrückte die Erregung, entspannte meinen Schließmuskel und gab dem Harndrang nach. Heiß stieg es in meine Schwanzspitze und drang schließlich ungestüm ins Freie. Während Annas sprudelnde Vagina meinen Steifen bepinkelte, verlies ein harter Strahl Urins geradewegs mein Rohr und traf spritzend Annas Bluse und ihre Brust.
Beide Frauen stöhnten auf und Patrizia begann sofort den Strahl quer über den Körper ihrer Mutter zu richten und durchnässte rasend schnell ihr Kostüm. Der Stoff klebte sofort triefend nass an ihrem Körper, wurde noch dunkler und Annas BH zeichnete sich unter der durchnässten Bluse, mit den deutlich erregierten Brustwarzen ab. Ich pisste hemmungslos und Patrizias steuernde Hand schwenkte den Strahl zunächst wahllos auf Anna, die sich keuchend die sprudelnde Vagina masturbierte. Ich pinkelte rücksichtslos auf die schöne Frau im Kostüm, deren Tochter die Quelle in hohem Bogen auf ihre Brust richtete. Über Bauch und Schenkel schwenkte Patrizia den Strahl, dann auch auf die sprudelnde Fotze ihrer Mutter, wo sich ihr Urin mit meiner Pisse vereinigte.
Patrizia steuerte dann den prasselnden Strahl wieder nach oben und zielte direkt in das schöne Gesicht ihrer Mutter.
Diese schloss die Augen, als die platschende Brühe, heiß und dampfend, die Reste meines Spermas von den Wangen spülte und die schöne Frisur völlig durchnässte. Als hätte sie sehnsüchtig darauf gewartet, reckte Anna den Kopf nach der gelben Flut und füllte ihren Mund bis zum Überlaufen. Heftig schluckte sie soviel sie konnte, spuckte, hustete und trank gierig während ihre Tochter erbarmungslos meine sprudelnde Quelle jetzt ohne Pause gemein auf ihren Mund richtete.
Diese unglaublich perverse Aktion machte mich rasend vor Geilheit und brachte mich zum ausrasten. Ich packte Annas nun klatschnassen Haare und rammte meinen pissenden Ständer tief in ihren Rachen. Die Erregung stoppte meinen Urin und als die heftigen Schluckbewegungen ihrer Kehle meine Eichel kräftig massierte, begann ich wie besessen in ihren Mund zu ficken. Patrizia hatte meinen Penis losgelassen als ich ihn in Annas Mund schob, kniete sich neben uns und hantierte mit irgendeinem Gegenstand.
Erst nach einiger Zeit erkannte ich ihre Absicht. Sie hielt den Gummischwanz den sie mitgebracht hatte, mit dem Verschluss unter Annas Kinn fing den restlichen Urin auf der noch bei jedem Stoß aus Annas Lippen floss und wartete auf meinen Orgasmus. Sie musste nicht lange warten, den ich war dicht vor dem Höhepunkt. Ich rammte unbeherrscht den zuckenden Schaft in Annas Rachen. Mein überreiztes Geschlechtsteil krampfte sich pulsierend zusammen und explodierte in ihrem saugenden Mund.
Sofort zog ich meinen Hammer in Freie und schoss die Ladung von außen auf Annas Gesicht ab. Wieder war die Ejakulation gewaltig und überflutete wieder schnell ihr schönes Gesicht. Meine unbändige Geilheit produzierte unglaubliche Mengen Sperma in meinem Sack um es mit Hochdruck aus meinem Rohr zu pressen. Patrizia versuchte sofort die schleimige Masse, die von Annas Wangen tropfte, mit der Hand aufzufangen um damit den Gummischwanz zu füllen.
Es war so sensationell wie Patrizia auf meine Ergüsse lauerte um sie zu erhaschen. Ich nutzte die Gelegenheit und richtete meinen nächsten Schuss gegen Patrizias Gesicht. Begeistert riss sie den Mund auf als mein Sperma sie traf.
Auch Anna drängte wieder ihr Gesicht dicht an den Mund ihrer Tochter und wurde auch prompt von meinem spritzenden Sperma getroffen.
Ich versenkte die schleimige Masse nun abwechseln in den Mündern der beiden Frauen, die mit Zungen und Mündern den klatschenden Schleim schlürfend in sich aufnahmen. Ihre Zungen drangen unter meine Vorhaut und leckten gemeinsam die Kerbe um meine Eichel. Mutter und Tochter teilten sich die letzten Tropfen, zogen mit ihren saugenden Lippen die zähen Tropfen von meiner Eichel, die wie klebrige Fäden an ihren Lippen hafteten.
Patrizia löste sich und kaute und mampfte sichtbar, mit geschlossenen Lippen die Mundfüllung. Es schien, als vollzog sie eine Geschmacksprobe, dann spitzte sie die Lippen und drückte den Inhalt ihres Mundes in den Verschluss des Gummischwanzes. Welch eine perverse Darbietung. Mein Sperma lief zäh und blasig aus ihren Mund, vermischt mit ihrem Speichel und füllte den Gummipenis. Anna hatte schon mein Sperma geschluckt, leckte aber den abtropfenden und überlaufenden Schleim vom Gummischwanz und den Händen ihrer Tochter.
„Jetzt haben wir noch was Vorrat“, meinte Patrizia geil grinsend, und verschloss den Gummipenis. Sperma lief über ihr Kinn den Hals hinunter, floss in Bahnen über ihre schönen Brüste und tropfte von den Brustwarzen. „Oh, Girls, ihr habt mich total leer gemolken“, sagte ich schwer atmend und trat vom Klo zurück. Anna stand auf, die nasse Bluse war durchsichtig und klebte so nass an ihrem Oberkörper so dass sich ihr BH darunter deutlich abzeichnete.
Der völlig durchnässte Rock rutschte lappig und tropfend über ihre Schenkel. Sie öffnete den Bund und lies ihn zu Boden fallen. „Ich wusste, dass du mir nachkommst“ sagte sie, „nur dachte ich nicht, das du es so eilig hattest. Ich glaube aber, Patrizia hat dich angestiftet mich anzupissen.“ „Wenn Patrizia nicht gewollt hätte, ich hätte es auch selbst getan“, meinte ich. „Es war einfach zu geil, wie du da auf dem Topf gesessen hast, mit heruntergezogenem Höschen und in deinen eleganten Klamotten.“ „Na, ich hoffe du magst mich auch noch nackt“, sagte sie lachend und zog auch noch die nasse Bluse aus. Dann streifte sie die nassen Strümpfe von den Beinen, zog Höschen und BH aus. Patrizia hatte sich unterdessen den Gummischwanz spielerisch in den Mund gesteckt und lutschte an der Gummispitze. „Geil, der ist ganz voll und richtig warm“, schwärmte sie. „Schade, das du nicht mehr kannst“, bedauerte sie und griff mir ans erschlaffte Gehänge.
„Ihr seid ja unersättlich“, tadelte Anna und stieg über die Brüstung der Badewanne. „Hey, warte Mutter, ich will auch duschen“. Patrizia kletterte ebenfalls über den Wannenrand und hockte sich auf den Boden. „Hier Mike, da hast du noch deinen Ersatzschwanz.“ Patrizia reichte mir den Gummipimmel rüber und leckte sich sehnsüchtig über die nassen Lippen. Ich nahm den Gummiprügel und wog ihn in der Hand. Er war sehr warm und schwer. Es mussten enorme Mengen meines Spermas und wahrscheinlich auch noch Pisse von mir darin sein.
Er sah richtig ordinär und brutal aus. Seine dicken Adern und die pralle Eichel waren lebensecht herausgeformt. Als ich den warmen Gummi etwas zusammendrückte, quoll mein helles Sperma aus der kleinen Öffnung in der Eichel.
Wenn ich fester drückte, spritzte bestimmt die Soße kräftig heraus. Mir kam eine geile Idee. „Leckt mir schön den Schwanz“. sagte ich provokativ und fuchtelte spielerisch mit dem Gummiknüppel vor Patrizia. Ich drückte kurz den Gummi zusammen, schon spritzte ein dünner Strahl in Patrizias Gesicht.
„Oh ja, er kann wieder“, jubelte sie und lies sich den Gummiprügel in den Mund schieben. Ich schob ihn einige male rein und raus um dann mit einen kräftigen Druck eine Ladung in ihren Mund zu schießen Patrizia schluckte mehrmals bis ich die Gummikeule wieder hinauszog. Anna war als Nächste dran. Mit großen Augen hatte sie interessiert unsere Aktion verfolgt und bekam nun eine gezielte Ladung aus dem Gummischlauch direkt in ihr, schon von Sperma und Pisse, verschmiertes Gesicht. Mit Lust schnappte ihr Mund nach dem Ersatzpimmel um auch einen Schuss vom Inhalt zu schlucken.
Es schien, als hätten die Beiden das Duschen vergessen, denn sie kauerten bereitwillig in der Wanne und ließen sich von meinem perversen Spielen animieren. Ich stand vor der Wanne und rieb den Gummischwanz durch ihre Gesichter und Münder. Sie hielten ihre Köpfe dicht aneinander um möglichst viel von der Soße zu bekommen. Ich pumpte das Sperma aus dem Gummischwanz durch rhythmisches drücken die bereitwilligen Münder der Beiden.
Sie streckten gierig ihre Zungen nach den Fontänen und wühlten gleichzeitig an meinen schlappen Genitalien.
Die Szene war so geil, dass ich wieder Erregung verspürte und mein Penis anschwoll. Die zwei Frauen ließen sich das Sperma aus dem Gummidildo in die Münder laufen und in die, bereits bis zur Unkenntlichkeit überfluteten Gesichter spritzen. Das dünnflüssige Sperma war vermischt mit dem Urin, der von Patrizia vorher mit dem Mund in den Penis gefüllt wurde und tropfte schnell von den Gesichtern ab.
Anna hielt meinen pochenden Penis in der Hand und stöhnte vor Lust,“ Bitte fick mich doch endlich, fick mich um Gottes willen, sonst werde ich wahnsinnig.“ Sie rappelte sich auf und drehte mir ihr Hinterteil zu. Ich stieg zu ihnen in die Wanne und konnte, obwohl es sehr eng war, meinen harten Knüppel zwischen die Beine schieben. Anna beugte den Oberkörper nach vorne, und stützte sich mit den Armen am Rand der Wanne ab. Patrizia saß unter ihrer Mutter, hob ihr Becken an und lies sich von mir den Gummischwanz in die Vagina einführen. Während ich Anna nun wild fickte, bohrte ich ihrer Tochter den Gummischwanz in die Fotze und brachte nach kurzer Zeit beide zum Orgasmus.
Anna und Patrizia setzten sich nun ermattet und immer noch geil, nebeneinander in die Wanne und ich stand mit knallhartem Knüppel über ihnen. Ich selbst war dicht vor dem Orgasmus und wichste selbst meinen Hammer. Als ich die Keule auf die Beiden richtete, hob Anna den Kopf, wühlte ihr Gesicht und ihre Zunge in meine Arschfurche, während Patrizia meine dicken Eier lutschte. Als es mir kam, schoss ich meine Ladung über die Frauen, spritzte den letzten Rest aus meinen zuckenden Prügel über die triefenden Körper der schönen hingebungsvollen Frauen.
Es war nicht mehr viel Sperma, das meine Eier produzierten. Quälend langsam krampften sich meine Genitalien zusammen so dass die Frauen das Zucken meines triefenden Hammers mit ungläubiger Faszination beobachteten.
Sie hielten ihre voll gewichsten Gesichter unter meinen Penis, und reckten sich nach dem adrigen, nassen Knüppel dicht über ihren Gesichtern. Der dickflüssige Saft quoll zäh wie Pudding aus der Schwanzöffnung und tropfte auf ihre vorgestreckten Zungen.
Ich vollzog noch einige Zeit eine perverse Show, indem ich die Schleimfäden, die lang aus meinem Rohr hingen, über ihren Gesichtern kreisen ließ, um sie dann über ihre Zungen hängte. Lustvoll gingen die Beiden auf mein Spiel ein, und zogen mit kreisenden Zungen weitere klebrige Fäden von meiner Eichel. Dann klatschte ich meinen Knüppel immer wieder gegen ihre triefenden Gesichter und ergötzte mich am satten Platschen des wegspritzenden Spermas.
Die Beiden übertrafen mich wieder an Perversität. Sie leckten und lutschten sich die schleimige Soße von den Wangen, bis die zähe Masse schaumig von ihren Lippen hing. Anna öffnete schließlich ihrer Tochter mit den Fingern die Lippen und spukte ihre Mundfüllung in ihren Mund.
Ich stoppte schließlich die vulgäre Darbietung der geilen Weiber, indem ich endlich die Dusche vom Haken nahm und die Beiden ausgiebig mit warmem Wasser abspülte.

Das Gruppentreffen

Als wir uns, nach der Dusche, wieder im Wohnraum trafen, waren wir noch gefangen vom Erlebten. Ich setzte mich auf das Sofa, nahm Mutter und Tochter links und rechts in den Arm und küsste beide abwechselnd. „Mike, du bleibst doch noch heute Nacht bei uns?“ Anna sah mich fragend an. „Ich dachte, Mike du wolltest noch mal bei unseren Proben zuschauen“, beeilte sich Patrizia einzuwerfen. „Mike interessiert sich wahrscheinlich eher für die Mädels als für euren Tanz“, spotte Anna.
„Nicht nur“, versuchte ich die Situation zu entschärfen. „Mir gefällt was die Girls dort machen. Sie sind richtig gut.“ „Ich würde ja wirklich mal gerne schauen was ihr so da macht, aber ich habe Morgen einen Termin“, sagte Anna. „Ich werde mich jetzt deshalb zurückziehen. Patrizia, du kümmerst dich um Mike.“ Anna gab mir noch einen langen Kuss und verschwand dann ins Schlafzimmer. Erstaunlich, wie locker sie war. Sie hatte völlig akzeptiert, dass ihre Tochter mit mir Sex hatte.
„Mike, die Mädels sind schon ganz begierig dich noch mal zu sehen. Wenn du morgen dabei bist, werden sie total überrascht sein.“ „Ja, gut“, meinte ich voller Vorfreude. Ich konnte mir denken, was mich erwartete. Hoffentlich hatte ich mich bis Morgen wieder etwas erholt. Wir tranken noch ein Bier und gingen dann zu Bett. Ich hielt mich zurück in dieser Nacht, obwohl Patrizia mich sehr oft und leidenschaftlich küsste.
Ich schlief mit Patrizia in ihrem Bett. Die Müdigkeit hatte mich schnell übermannt und ich schlief bis zum Morgen durch. Kurz vor dem Erwachen hatte ich einen erotischen Traum. Ich merkte ein angenehmes warmes Gefühl am Penis und wachte auf. Patrizia lag unter der Decke zwischen meinen Beinen ruhig auf meinen Unterleib. Als ich die Decke zurückschlug bot sich mir ein wundervoller Anblick. Das wunderschöne Mädchen lag nackt, mit ihren langen, blonden verwühlten Haaren mit dem Gesicht auf meinen Genitalien und schlief fest.
Mein schlapper Penis steckte in ihrem Mund und ihre zuckenden Lippen verloren Speichel, wie ein Säugling an seinem Schnuller. Ich bekam bei diesem Anblick eine stramme Erektion. Mein Penis wuchs in ihren süßen Mund hinein und dehnte ihre sinnlichen Lippen um den, mit blauen Adern durchzogenen Schaft. Unwillkürlich begann Patrizia zu kauen als meine pralle, juckende Eichel an ihren warmen Gaumen drückte. Sie wachte langsam auf, atmete schneller und drückte ihre Lippen fester um meinen Schaft.
Sie tastete mit der Hand nach meinem Sack und knetete vorsichtig meine Eier. Als sie lustvoll zu saugen begann, packte ich sie bei den Haaren und bewegte ihren Kopf auf und ab. Mein Penis fuhr dadurch in ihren Mund vor und zurück und glitt tief in ihren Rachen. Als ich jedoch merkte, wie sich mein Höhepunkt anbahnte, stoppte ich und zog den Schwanz aus ihrem Mund. Mit verschleiertem Blick starrte Patrizia auf meine zuckende Eichel, leckte über die feuchte Schwanzspitze und begann den steifen Mast zu wichsen.
„Guten Morgen Mike, ich habe die ganze Nacht mit deinem Schwanz im Mund geschlafen. Jetzt will ich mein Frühstück, und du ziehst ihn zurück“, klagte sie vorwurfsvoll. „Ich bin noch völlig kaputt von Gestern“, meinte ich. „Na gut, wir wollen ja auch heute wieder üben und müssen uns beeilen denn es ist schon spät.“ Wir machten uns fertig, und gerade, weil ich richtig angeheizt war, freute ich mich auf das Treffen mit der Truppe.
Wir waren recht früh in der Akademie. Wir gingen durch die Umkleidekabinen zur Bühne und trafen dort als Einzige Carola beim räumen mit den Kulissen. Sie war schon umgezogen und trug lediglich kurze Shorts und einen BH. Sie war erfreut uns zu sehen und begrüßte besonders mich überschwänglich. „Ha Mike, du siehst wie immer lecker aus, gerade zum Anbeißen. Ich hoffe, du hast noch was für und übrig gelassen Patrizia“, meinte Carola anzüglich. „Lass ihn erst mal in Ruhe, ich gehe mich jetzt umziehen und bin gleich wieder da.“ Patrizia verschwand in der Umkleide.
Kaum war Patrizia außer Sichtweite, kam Carola auf mich zu, umarmte mich und küsste mich dabei. „Schön, dass du wieder da bist. Wir haben alle an dich gedacht und schon sehnsüchtig auf dich gewartet. Ich konnte nicht vergessen, wie du mir so unverschämt in den Mund gepisst hast.“, flüsterte sie atemlos und rieb mit der Hand über meine Hose.
Auch ich nutzte die Situation und fuhr mit der Hand unter Carolas Shorts. Ich strich über den haarigen Pelz ihrer Scham und fühlte den warmen gewölbten Venushügel ihrer Vagina. Carola öffnete willig die Beine und ließ mich gewähren.
Plötzlich hörten wir weitere Stimmen und Gelächter. Die Mädels waren offensichtlich im Anmarsch. „Hallo, kommen wir zu spät.“ Steffi und Vanessa näherten sich unverkennbar und umarmten mich freudig. Steffi, blonde Zöpfe und süß sah in ihrem kurzen Rock wie ein schlankes Püppchen aus. Vanessa war nicht weniger atemberaubend. Ihr rotes Haar war zu einem kunstvollen Zopf am Nacken gebunden und ihre grünen geheimnisvollen Augen gaben dem wunderschönen Gesicht ein einen supererotischen Ausdruck. Sie trug enge Jeans und ein knappes Oberteil das ihre vollen Brüste eher betonte als verdeckte.
Patrizia hatte sich bereits umgezogen, als sie den Übungsraum betrat. Sie trug ein super enges zweiteiliges Trikot mit engen Höschen und großem Beinausschnitt. „Hey, wo sind denn Katrin und die Sue?“ „Keine Ahnung, aber die werden bestimmt gleich kommen“, meinte Vanessa. Carola machte Musik an, und die Mädels stapelten verschiedene Sitzkisten übereinander. Dann machten sie verschiedene Lockerungsübungen und ich schaute interessiert zu. Dazu setzte ich mich bequem auf die Stapelkisten. Und hatte sofort Gesellschaft von Steffi und Vanessa. Während Patrizia und Carola breitbeinig den Oberkörper nach hinten bogen, setzten sich die zwei Anderen neben mich.
Vanessa umarmte mich ungestüm und küsste mich Gleichzeitig drängte Steffi sich an mich und strich mit der Hand über meine Hose. Sofort, als ich den Kopf zu ihr gedreht hatte, presste sie ihre Lippen auf meinen Mund. Beide Mädels küssten mich abwechselnd sehr intensiv und ihre Zungen vollzogen einen wilden Tanz in meinem Mund.
„Hey, ihr geilen Schnepfen, ihr sollte euch umziehen und nicht Mike vernaschen“, schimpfte Carola „Wir können sowieso nicht anfangen, bevor Sue und Katrin nicht da sind“, maulte Vanessa, stand aber auf und schlüpfte aus ihren engen Jeans.
So stand sie vor mir, zog ihr Hemd über den Kopf und präsentierte mir ihren wundervollen Körper in knappen weißem Slip und BH. „Eigentlich brauche ich gar nichts drüber, so ist es viel bequemer“, meinte sie und schaute mich lüstern an. Ich saß auf der Kiste, bewunderte Vanessas schwungvolle Hüften und merkte die Erregung in mir aufsteigen. Besonderst, als sie gerade vor mir mit Übungen begann um sich aufzulockern wurde mein Glied in der Hose steif. Sie stand vor mir, beugte den Oberkörper nach hinten und schob mir ihr Becken entgegen.
Zwischen ihren schönen, leicht geöffneten glatten Schenkeln, spannte sich ihr Höschen über dem gewölbten Venushügel. Als sie ihre Übung fortführte und den Oberkörper rückwärts absenkte um sich mit den Armen auf eine Kiste abzustützen, schaute ich direkt auf das Dreieck zwischen ihren Beinen. Durch ihre extreme Rücklage, präsentierte sie mir ihr vorgeschobenes Schambein bis zum Po. Ich erkannte die Einkerbung unter dem Stoff und einen feuchten Fleck genau an der Stelle, wo sich die Scheidenöffnung ihrer Vagina befinden musste.
Sie war scheinbar, durch unsere Küsse, mindestens so erregt wie ich, denn was bei ihr der feuchte Fleck auf dem Slip, war bei mir die dicke Beule in der Hose. Diese wurde von Steffi bemerkt und durch einen festen Griff untersucht.
„Schaut mal her, er ist schon wieder voll da“, freute sich die süße Steffi, klammerte sich weiterhin an mich und öffnete meinen Reißverschluss. Sie rutschte von der Kiste, kniete sich vor mich und zog mir die Hose von den Hüften.
Ich hob mein Hinterteil an, damit meine Genitalien frei wurden und schon sprang mein steifer Riemen, wie eine Feder aus meiner Unterhose. Steffi stieß einen spitzen Schrei der Begeisterung aus und packte den harten Schaft mit ihren schlanken Fingern. Patrizia und Carola unterbrachen ihre Übungen. „Hey, Steffi, du kannst es nicht lassen“, meuterte Patrizia, leicht eifersüchtig. Steffi stand auf, und lies bedauernd meinen Steifen aus der Hand gleiten. „Ich kann doch nichts dafür, wenn meine Möse juckt, bei so einem Anblick.“ Sie stand auf, schob ihren Minirock demonstrativ über die Hüften und fuhr mit der Hand in ihre Höschen. Ich erhob mich ebenfalls von der Kiste, zog meine Hosen endgültig aus und stellte mich mit stramm abstehenden Penis vor die Mädels. „Es ist für alle genug da“, meinte ich erregt und legte den Arm um Vanessa, die sich auch schon die Hand in den Schlüpfer gesteckt hatte. Patrizia und Carola stellten sich, nachdem sie ihre Schlüpfer eilig ausgezogen hatten zu uns, legten mir die Arme um den Hals und küssten mich nacheinander leidenschaftlich.
Vanessa war unterdessen zwischen den Beiden abgetaucht und kniete zwischen meinen Beinen. Patrizia und Carola hatten meinen Penis gepackt und massierten ihn lustvoll. Mein Mund und mein Gesicht wurden von den leidenschaftlichen Küssen der Beiden zugedeckt, doch schaute ich zwischendurch herunter zu Vanessa. Sie starrte auf meine pralle Schwanzspitze, als Patrizia und Carola mit geübtem Griff meine Vorhaut ganz zurückschoben.
Absichtlich entblößten sie meine Eichel vor Vanessas erwartungsvollen Mund. Auch sie erregte der Anblick von Vanessas gierig geöffnetem Mund, aus dem ihre Zunge voller Geilheit über die Eichel leckte.
Beide umklammerten meinen zuckenden Schaft und wichsten ihn gleichmäßig, als Vanessa ihre saugenden Lippen über die Eichel stülpte. Steffi war ebenfalls zu Boden gegangen und beobachtete erregt Vanessas hemmungslose Blasnummer. Sie streckte verlangend ihre Zunge heraus, um die silbrigen Schleimfäden, die sich aus Vanessas sabbernden Mundwinkel absonderten, abzulecken. „Kommt ihr Zwei, blast ihn abwechselnd“, kommandierte Carola und zerrte meinen juckenden Hammer aus Vanessas nasser Mundhöhle um ihn zwischen Steffis sinnliche Lippen zu schieben. Vanessa schob sofort ihren Kopf zwischen meine Beine um nach meinen Sack zu schnappen. Ihr warmer Mund schloss sich saugend um meine Eier.
Patrizia zog nun ihrerseits, nachdem sie kurz und heftig meinen Penis in Steffis Mund gewichst hatte, meinen Schwanz aus Steffis Mund um ihn wieder Vanessa anzubieten. Es war schon sensationell, wie Carola und Patrizia um meinen Knüppel stritten um ihn dann schließlich Vanessa und Steffi gemeinsam zwischen die Lippen zu drücken.
Die Beiden knabberten und lutschten wie besessen an meiner, zum platzen gespannten Eichel, so dass sich mein Höhepunkt ankündigte.
Besonders, als Patrizia und Carola sich hinter meinen Arsch niederknieten um sich über meine Eier herzumachen wurde der Reiz unerträglich. Dabei umfassten ihre Arme meine Hüften und ihre schlanken Hände der Beiden wichsten unvermindert meinen pulsierenden Schaft in die saugenden Münder von Vanessa und Steffi. Ich verlor die Beherrschung, als ich merkte wie Patrizia gierig meinen Sack tief in ihren Mund saugte um die Eier zu lutschen.
Bereitwillig ging ich noch tiefer in die Hocke, grätschte meine Beine auseinander und erleichterte den Beiden den Zugang zu meinem Unterleib. Ich konnte dadurch mit den Händen in ihre Fotzen eindringen, da sie mir ihr Becken breitbeinig entgegen hoben. Der Gipfel aber war, als Carola schließlich mit ihrer langen, kräftigen Zunge durch meinen Schließmuskel drang um meinen After von innen zu lecken und mich bis in die Tiefe meines Darms zu reizen.
Das gab mir schließlich den Rest. Hellwach, registrierte ich das Lutschen und Saugen an Eiern und After, der geilen Mädchen während sich mein zuckender Schwanz, unter den wichsenden Händen, mit ungeheurer Wucht in die Münder von Vanessa und Steffi entlud. Stöhnend ejakulierte ich in Mund und Gesichter der Prinzessinnen und überflutete ihre, gierig aufgerissene Münder.
Die Zeit schien still zu stehen. Wie im Rausch, aber überdeutlich genau registrierte ich, wie auch Steffi und Vanessa unbeherrscht nach meinem Sperma schnappten, dass sich Schub um Schub über ihre Gesichter ergoss. Der Krampf in meinen Lenden wurde unerträglich als meine Soße ungezügelt in die triefenden Gesichter der zwei Schönen ballerte. Gleichzeitig schrieen Carola und Patrizia vor Geilheit, als sie von einem gewaltigen Orgasmus überwältigt wurden, der ihre zuckenden Fotzen in ihren rotierenden Unterleibern zum überlaufen brachten.
Gewaltige Mengen schleimigen Spermas spritzten in Kaskaden ohne Unterlass aus meinem Rohr und trafen nun auch Carola und Patrizia, als sie sich meinen Hammer gegen die eigenen Gesichter richteten. Wechselnd verschwand mein sprudelnder Schwanz in ihren Mündern als sie intensiv schluckend meinen Erguss tranken. Die Vier wechselten ständig und teilten sich die zähe Soße, als ich die überraschten Rufe von Katrin und Sue hörte. „Hey, ich werde verrückt! Schau dir das an, was die schon wieder mit Mike machen.“ Wie gewöhnlich, war mein Höhepunkt endlos und ich, erfasste nur am Rande die Situation, gab mich machtlos den krampfartigen Wellen der Lust hin. Ich registrierte zwar, die erstaunten Reaktionen der Beiden, ließ aber dem Trieb seinen Lauf, besonders, als Katrin und Sue sich eilig zwischen die vier Mädels drängten um von meinen Ergüssen getroffen zu werden.
Sie öffneten ohne Hemmungen, weit die Münder in ihren wunderschönen Gesichtern, um sich voll Wonne von mir bespritzen zu lassen. Die Soße traf platschend über ihre Wangen Stirn und Haare. Besonders Katrins elegante Pagenfrisur, mit der schwarzen, glatten Föhnwelle, war schnell von meinen schleimigen Samen überzogen. Die mandelförmigen Augen von Sue, der kleinen Asiatin, waren schnell komplett von meinem Sperma bedeckt.
Ich nahm nun, wahnsinnig vor Geilheit, den Schwanz selbst in die Hand und verteilte die massigen Eruptionen wahllos in ihre entzückenden Münder. Dann schlossen die beiden süßen Mädchen selbst den Mund um das sprudelnde Organ. Beide wechselten sich ab, als meine Spermapumpe in die saugenden Mundfotzen ein und ausfuhr. Sie schluckten das Sperma, bis nur noch wenige Tropfen aus meiner zuckenden Röhre quollen. Wie Säuglinge nuckelten sie an meinem schleimigen Organ, um sich die letzten Tropfen auf der Zunge zergehen zu lassen.
Carola, Vanessa, Steffi und Patrizia beobachteten ungläubig, mit ihren Sperma verschmierten Gesichtern, wie ich Sue und Katrin abwechselnd den nassen Kolben tief in den Rachen schoben. Ich half ihnen, indem ich den Pfahl kraftvoll und rhythmisch in ihre Münder rammte. „Oh ja, fick den geilen Weibern richtig ins Maul“, gab Patrizia erregt und hemmungslos von sich. Immer, wenn sie richtig geil war, wurde ihre Rede versaut und pervers.
Sie und Steffi platzierten sich spontan hinter Sue und Katrin. Sie packten mit den Händen die Köpfe der Beiden und drückten sie rhythmisch gegen meinen Hammer. Gerade Patrizia wurde von hemmungsloser Triebhaftigkeit erfasst und rammte Sues Kopf bis zum Anschlag über meinen harten Mast. Ungläubig merkte ich, wie weit ich in ihre Kehle drang und pumpte den letzten Rest meines Spermas tief in den Hals der entzückenden Asiatin.
Als sich mein Penis in ihrem schlürfenden und schmatzenden Mund beruhigt hatte, zog ich ihn langsam aus ihren Lippen zurück. Dadurch floss Schleim und Speichel aus ihrem Mund, lief über ihr Kinn und tropfte in den Ausschnitt ihrer knappen bunten Bluse. Katrin packte meine geschwollene Keule an der Spitze als er triefend über Sues Gesicht hing und presste die Eichel mit zwei Fingern zusammen Sie fing die hervorquellende Nässe mit ihrer Zungenspitze auf und zog die schleimigen Fäden genüsslich in die Länge. Die vier anderen Girls scharrten sich um die Beiden, um aus nächster Nähe ihren perversen Treiben zuzuschauen.
Katrin zog Sues Kopf an den Haaren zurück, bis sie sich mit den Armen am Boden abstützte. Dann wischte sie meinen Schwanz wieder über ihr eigenes schleimiges Gesicht, bevor ich mein Unterleib breitbeinig absenkte. Sie rieb anschließend meine schmierige Eichel über das nasses Gesicht und die verklebten schwarzen Haare Asiatin.
Katrin war nun richtig in Fahrt und klatschte den Rüssel mehrfach auf die Lippen der Kleinen. Gnadenlos molk sie mit der Hand, die letzten Tropfen aus meinem schlappen Rohr, die sich immer noch zäh und klebrig aus der Spitze lösten.
Sie war unglaublich hemmungslos und wurde nun auch noch von den Mädels mit geilen Kommentaren angefeuert. „ Ja, genau Kathy, leck ihm den Saft vom Schwanz“, forderte Patrizia erregt. „Spuck ihr alles was du hast ins Maul.“ Ich konnte es kaum glauben, als Katrin wirklich das Sperma aus ihrem Mund über die herausgestreckte Zunge ablaufen lies und es zunächst kreisend über Sues Gesicht verteilte.
Das Sperma war mit Katrins Speichel vermischt und zog eine dickflüssige Spur über das vollgespritzte Gesicht der Asiatin. Katrin spuckte nun den Inhalt ihres Mundes zuerst auf meinen Penis, von dem die Soße über Sue`s Gesicht tropfte. Dann drückte Katrin mit gespitzten Lippen weiterhin Sperma durch ihre Lippen, das brodelnd und blasig über ihr Kinn sabberte. Ich wischte nun selbst meinen schlaffen Schwanz über ihren Mund und verteilte die Sauerei zwischen ihr und Sue, die wiederum eifrig mit ihrer Zunge den Schleim aufleckte.
„ Komm Sue, leck ihm den Arsch“, befahl Patrizia streng. Der Traum ging weiter, und obwohl ich erleichtert war folgte ich begeistert Patrizias Vorschlag. Breitbeinig schob ich meine Lenden über das verklebte Gesicht von Sue und schmierte meine baumelnden Genitalien über Mund, Wangen und Stirn. Ich schob meinen Unterleib noch weiter über ihren Kopf, bis ich ihren Mund an meinen After fühlte. Ihre Zunge erzeugte wohlige Gefühle an meinem Schließmuskel und als Katrin erneut meinen weichen Rüssel mit ihrem Mund aufnahm stieg wieder Erregung in mir empor.
„Mann, wir kommen ja überhaupt nicht mehr zum Zuge“, maulte Steffi als sie neidisch Katrins Blasnummer beobachtete. „Mike braucht wohl eine Pause „ meinte Vanessa und zog sich ungeniert ihren besudelten BH aus und wischte sich damit das Sperma vom Gesicht. „Ich weis schon, wie ich ihn wieder in Form bringe.“ Patrizia griff in Katrins Sperma verklebten Haarschopf und zog ihren Kopf von meinem Penis. Dann stülpte sie ihre Lippen wieder selbst um meinen wachsenden Penis und saugte daran.
Während dessen hatte Sue sich lustvoll mit dem Mund in meine Arschfurche gewühlt und leckte schmatzend meine juckende Rosette. Ich packte Patrizia in die Langen blonden Haare und rammte ihr meinen halb steifen Schwanz in den Mund. Sie schlang ihre Arme um meine Hüften und zog Sue’s Kopf noch dichter in meine Leisten. Sie umklammerte meinen Leib wie ein Schraubstock und presste gleichzeitig voller Geilheit den Kopf der süßen Asiatin noch fester in meine Arschfurche.
Die anderen Girls schauten dem Treiben interessiert zu. „Hey ihr Zwei“, mischte sich Carola ein. „Lasst uns auch was übrig.“ Ich gehe auf jeden fall mal aufs Klo. Kommt jemand mit?“ „Ja ich muss auch mal“, meinte Steffi eilig. „Wartet mal“, sagte ich „ihr wollt doch nicht etwa alleine gehen, ich muss nämlich auch mal“, und versuchte mich aus der Umklammerung der beiden Mädchen zu befreien. Ich bemerkte auch bei mir einen gehörigen Druck auf der Blase, und zog in Vorfreude, den Schwanz aus Patrizias Mund.
„Oh ihr geilen Schnepfen“, meinte Patrizia schwer atmend. „Ihr könnt es wohl nicht mehr erwarten angepisst zu werden.“ Vanessa, Katrin und Steffi kicherten lüstern. Ich hob den Unterleib von Sues vollkommen verschmierten und verschwitzten Gesicht. Sie schnappte mit dem Mund gleich nach meinen frei schwingenden Eiern und ich erkannte ihre hochgradige Erregung. Ich richtete mich jedoch auf, um die Aktion zu unterbrechen.
Enttäuscht starte Sue auf meinen halbsteifen Penis. „Warum gehst du? Ich war kurz vor dem Orgasmus“, keuchte sie klagend. „Ich muss mich noch schonen, dafür bekommst du die erste Dusche von mir“, versprach ich „Oh gut, wartet ich muss mich erst ausziehen.“ Tatsächlich waren Sue und Katrin, weil sie erst später dazu kamen, noch in ihren Klamotten. Erst jetzt erkannte ich das Ausmaß meines Höhepunktes. Nicht nur die Gesichter der Mädchen waren mit Schleim bedeckt, auch ihre Körper und besonders die Kleider von Katrin und Sue waren von Sperma versaut. Ich hatte unglaubliche Mengen über die Mädels gespritzt, die zäh an den hübschen Klamotten klebten.
„Komm schon Mike, ich werde dir mal zeigen, was ich für einen Druck auf der Blase habe“, sagte Carola und verschwand in Richtung der Duschräume. „Kommt Kinder, das sehen wir uns an“, meinte Vanessa aufgekratzt, zog mich an der Hand mit sich und folgte Carola in die Duschräume. Wir ereichten die Duschen mit der kichernden, nackten Mädchentruppe im Schlepptau. Der Duschraum war ziemlich groß, komplett gefliest und in mehrere offene Kabinen mit leichten Trennwänden unterteilt. Carola hatte sich in der Mitte breitbeinig aufgestellt. Sie erwartete mich demonstrativ, legte beide Hände an ihr haariges Dreieck und massierte langsam ihre Vagina. Sie ging noch etwas in eine Hockstellung wodurch sich ihre wulstigen Schamlippen aus den Schamhaaren hervor schoben.
Die Anderen drängten sich in gespannter Erwartung an mich, schlangen ihre Arme um meinen Körper, so dass ich mich kaum mehr bewegen konnte. „Ja, haltet ihn fest, darauf habe ich schon lange gewartet“, sagte Carola erregt und schob mir ihren Unterleib entgegen. Dabei zog sie ihre Schamlippen auseinander, so dass ich das innere ihrer feuchten Lustgrotte sehen konnte. Die Mädchen strichen unterdessen über meine Genitalien und wichsten gemeinsam an meinem, wieder knüppelhartem Schwanz.
Besonderst Vanessa hatte das Kommando übernommen und zielte mit meiner prallen Eichel auf Carolas Vagina. Oh ja, Mike, Carola wird dich jetzt anpissen“, sagte sie heißer vor Geilheit. Mein Schwanz begann wieder gewaltig zu jucken, besonders als alle Mädels ungestüm meinen Sack, Arsch und den Penis kneteten. Carola starrte wie hypnotisiert auf meinen Hammer, der ihr von den Fünf Girls dargeboten wurde und drängte ihre offene Fotze noch dichter an meinen Schwanz.
„Da, hast du meine Pisse“, presste sie stöhnend hervor, als plötzlich ein scharfer Strahl aus ihren breit geöffneten Schamlippen schoss. Der Urin traf spritzend meinen Penis und die wühlenden Hände der Mädchen, begeisternd kreischend meinen strammen Pfahl in den heißen Urin hielten. Carola grätsche noch breiter ihre Schenkel auseinander und lies mit rotierendem Becken den Strahl über meinen Körper kreisen. „Den Mund, gib mir deinen Mund“, keuchte sie und versuchte den platschenden Urin nach oben gegen mein Gesicht zu richten.
Die Mädchen handelten sofort, hängten sich johlend an meinen Körper und zwangen mich, mit ihrem Gewicht runter auf die Knie. Sofort spritzte die Pisse in mein Gesicht und lief heiß über meinen Oberkörper. Ich schloss die Augen als Der heiße Urin hart gegen mein Gesicht klatschte und in meinen Mund eindrang. Der eindeutige Geruch und Geschmack nahm Besitz von mir und ich versuchte den heftigen Fluten auszuweichen. Ich hatte jedoch keine Chance, da mehrere Hände meinen Kopf festhielten und fast brutal in den prasselnden Strahl hielten. Ich spürte, wie Carolas nasse Schamhaare über mein Gesicht rieben, während sie weiterhin ungehemmt und stöhnend ihre Blase in meinen Mund entleerte.
Ich schluckte spuckend und hustend einen Teil der würzigen Flut, griff dann zwischen ihren Beinen hindurch ihre Arschbacken und rammte eine Hand in ihren After. Ich presste meinen Mund fest gegen ihre sprudelnde Fotze und steckte die Zunge tief in ihre triefende Vagina. Es dauerte nicht lange, als Carolas geiles Jammern und Schluchzen ihren heftigen Orgasmus anzeigte. Sie hämmerte, außer sich vor Geilheit, ihre Vulva gegen meinen Mund, der von den Mädchen in Position gehalten wurde.
Langsam versiegte ihre Quelle und ich leckte zwischen ihren zuckenden Schamlippen ihren hervorquellenden Lustschleim. Keuchend löste Carola langsam ihre Scham von meinem Gesicht und die Mädchen schauten mich erregt an. „Jetzt wollen wir aber sehen, wie du pinkelst“, meldete sich Vanessa wieder. Die anderen Mädchen waren merkwürdig ruhig und gaben meinen Kopf und Oberkörper frei. Der Urin floss mir vom Körper, als ich mich aufrappelte. Mein Penis war unterdessen wieder steif und stand in prachtvoller Größe vom Körper ab. Beeindruckt beobachteten mich die Mädchen, die sich eng aneinandergedrängt auf den Boden gesetzt hatten.
Carolas Erregung war noch nicht abgeklungen, so dass sie gierig nach meinem Knüppel griff und sich vor mir auf die Knie warf. Sofort stülpte sie ihre Lippen um meine Eichel und begann heftig zu saugen. Plötzlich meldete sich Sue und drängte fordernd Carola zu Seite. „Oh bitte Mike, ich war noch nicht fertig mit dir. Komm fick mich jetzt endlich in den Arsch.“ Wir waren alle sehr erstaunt, war doch gerade Sue eher etwas schüchtern. Im Augenblick war tat aber total hemmungslos, drehte mir den Rücken zu und präsentierte ihr geiles Hinterteil. Breitbeinig stand sie, mit vor gebeugten Oberkörper zwischen den Mädels und zog mit beiden Händen ordinär ihre Arschbacken auseinander. Ich lies mich sofort hinreißen und nahm ihr Angebot an. Ich richtete meinen Hammer, der schon gierig pochte, auf ihren schönen Arsch. Ich drückte, unter Beobachtung der Mädels, die Eichel gegen ihre dunkle kleine Rosette. Sue beugte erwartungsvoll ihren Oberkörper weit nach Vorn, stützte sich mit den Händen am Boden ab. Dadurch wurde der kleine Schlitz ihrer Vagina sichtbar, der einladend von ihren fleischigen Schamlippen eingerahmt wurde.
Ich strich mit meiner juckenden Eichel über ihre nassen, rosigen Schamlippen und wurde sogleich von ihrem lustvollen Stöhnen belohnt. „Ja, komm, das ist gut. Fick mich, wohin du willst, gib mir deinen geilen Schwanz.“ Unbeherrscht nahm ich die Gelegenheit war, und stieß mit meinem Pfahl in ihre feuchte Spalte. Sue wimmerte durchdringend, als ich ihren Po mit beiden Händen an meine Lenden zog und ihre Punze heftig bis zum Anschlag fickte.
„Ja, Ja. gut guuut, auch den Arsch“, jammerte sie und ich wechselte in ihren After. Obwohl sie mir half und mit den Händen ihre Arschbacken auseinander zog, war es erst schwierig durch ihren Schließmuskel zu dringen. Doch als meine Eichel schließlich den Muskelring durchstoßen hatte, drang der dicke Schaft ungehindert und leicht in ihren After. Die fünf anderen Mädels waren sichtbar aufgegeilt von unserer Darbietung und masturbierten oder rieben ihre Fotzen an meinen Arsch.
Katrin warf sich zwischen meine Beine und verschlang mit ihrem schönen, sinnlichen Mund meine schaukelnden Eier. Steffi kniete hinter mir und wühlte ihr Gesicht zwischen meine Arschbacken um dann mit der Zunge in meinen After einzudringen. Patrizia und Vanessa starrten erregt und schwer atmend auf meine Aktion mit den drei wilden Mädchen und rieben sich immer heftiger die Fotzen zwischen ihren gespreizten Schenkeln. Carola stellte sich neben mich, nahm meinen Kopf in die Hände und steckte mir ihre Zunge in den Mund, wo sie die Reste ihres eigenen Urins schmeckte. Während ich intensiv in Sues After fickte, steckte ich den Beiden meine Finger tief in die Vagina.
„Hey, ihr geilen Weiber, ich wollte ihn eigentlich auch mal anpinkeln“, sagte Patrizia vorwurfsvoll, stellte sich auf und rieb sich weiter die Vagina. „Oh“, stöhnte Sue. „Nicht jetzt, er fickt mich gerade so gut. Oh, ist das himmlisch, so tief im Arsch.“ „Ja, ich will auch“ meldete sich Vanessa und wie abgesprochen packten mich die Beiden am Oberkörper und drückten mich gemeinsam mit Carola kraftvoll zu Boden. Notgedrungen löste ich mich aus dem After von Sue und den Mündern von Katrin und Steffi. Sie alle drängten sich nun auf mich und zwangen mich durch ihr Gewicht auf den Rücken.
Mein Hammer ragte jetzt senkrecht in die Höhe und Sue stellte sich wieder Breitbeinig über meinen Unterleib. Sie ging in die Hocke indem sie ihre Knie stark einknickte bis der Hintern dicht über meinem Ständer schwebte.
Gleichzeitig packte sie meinen Pfahl und hielt an ihr Arschloch. Mit einem lang gezogenen Stöhnen setzte sie sich auf meinen Hammer, ließ ihn in ihre After eindringen und spießte sich selbst regelrecht an meinem Pfahl auf. Sie griff hinter sich um ihre Arme auf den Boden abzustützen und wippte rhythmisch mit ihrem Becken auf und ab.
„Oh, wie geil, so ein dicker Hammer“, keuchte sie, und klatschte fickend bei jeden Stoß mit dem Po auf meine Oberschenkel. Mein Schaft drang bis zum Anschlag in ihren Darm währen ihr kräftiger Muskelring meine Peniswurzel umklammerte. Die Darbietung war extrem ordinär. Sie fickte meinen prallen Schaft, der direkt hinter ihrer klaffenden Fotze ihren After dehnte. Ihre wulstigen Schamlippen stülpten sich bei jedem Stoß nach außen und zogen sich beim hineingleiten nach innen, so dass ihre Spalte wie ein Fischmaul aussah das nach Luft schnappte.
Steffi und Vanessa knieten sich unterdessen links, Carola und Patrizia rechts neben meinem Oberkörper und rieben sich lustvoll ihre Mösen. Katrin hockte sich direkt über meinen Kopf, so dass ich geradewegs in ihre Fotze schaute.
Sie zog die Schamlippen auseinander und rieb Vagina und After über meinen Mund. Unbändige Gier ergriff mich als ich die Zunge in Katrins Körperöffnungen steckte. Zusätzlich drang ich abwechselnd, mit wühlenden Händen, in die klitschigen Scheiden der vier Mädchen neben mir ein.
Ich kann es heute noch nicht glauben, welche unglaublich geile Aktion die Mädchen vollzogen. Ich sah nichts mehr, den Katrins schleimige Vagina bedeckte mein Gesicht, aber ich fühlte die Beiden um so deutlicher, wie sie, die Gesichter einander zugewandt mich mit ihren Ärschen und Fotzen fickten. Neben mir ließen Patrizia, Carola, Vanessa und Steffi sich der Reihe nach, von mir die nassen Lustkrater massieren.
Sue wurde immer ungestümer, hopste auf meiner Keule auf und ab und fing heftig zu wimmern an. Sie erlebte tatsächlich einen Orgasmus und ich bemerkte das wilde pulsieren ihres Schließmuskels, der sich krampfartig um meinen Penis klammerte. Kurze zeit später zuckte auch Katrins Vagina, als ich die Klitoris zwischen ihren Schamlippen gierig leckte. Ihr Orgasmus war so intensiv, das ich ihren Fotzenschleim schlucken musste, der in Mengen in meinen Mund lief.
Das Söhnen, Jammern und Wimmern der Mädchen war laut und beängstigend. Auch ich war soweit, in Kürze in Sues After zu ejakulieren. Sue beruhigte sich jedoch schnell und mein Sperma stoppte kurz vor dem Erguss. Katrin hob das Becken von meinem Gesicht und ich konnte zwischen ihren Schenkeln wieder Sue erkennen, die ruhig auf meinem Unterleib hockte. Mein praller, adriger Schaft ragte noch aus ihrem Anus, jedoch hatte sie sich vorgebeugt und mit den Fingern ihre Vagina geöffnet.
Ich zog meine Finger aus den rotierenden Unterleibern der Mädchen, die enttäuscht reagierten. „Mensch Sue, lass doch endlich seinen Schwanz in Ruhe, nachdem er es dir besorgt hat“, maulte Steffi ungeduldig. „Wir wollen dich noch pinkeln sehen, kannst du noch?“ fragte mich Vanessa deutlich. „Ich bin kurz vorm Abspritzen ihr Säue“, stöhnte ich. „Klasse“, freute sich Patrizia. „Wenn wir dich anpinkeln kommt es dir bestimmt.
Die vier Mädels erhoben sich, nur Sue und Katrin blieben weiter in ihrer Position.
Sue schien nicht zu reagieren und massierte weiterhin ihre geschwollene Vulva. Urplötzlich löste sich ein Strahl Urin aus ihren Schamlippen, spritzte breit gefächert auf meinen Bauch um dann die Richtung auf mein Gesicht zu nehmen. Sofort stoppte der Strahl wieder um sich gleich darauf neu und kräftiger aus ihrer Vagina zu sprudeln. Mein Penis spürte die krampfartigen Zuckungen ihres Schließmuskels, mit der sie den Blaseneingang öffnete und verschloss. Immer wenn sie sich entspannte, spritzte der Urin im Bogen in Richtung meines Kopfes, bis die Flut kontinuierlich mein Gesicht traf. Ich schloss die Augen, als die heiße Flut sich über mich ergoss und merkte gleichzeitig, wie sich Mädchenfinger in meinen Mund bohrten und mit Gewalt meine Lippen auseinander zogen.
„Komm schon, Mund auf und schluck gefälligst ihre Pisse“, hörte ich vulgär Katrins Stimme, die noch über meinem Kopf kniete. Ich spuckte und hustete als ich versuchte den würzigen Saft zu schlucken. Die Mädels ergingen sich in beifälligen Kommentaren und spornten die Beiden an. „Ja Sue, pinkel ihn richtig in den Mund, gib ihm zu trinken, er ist durstig.“ Ich konnte, neben dem Plätschern des Urins, das geile Gelächter der Mädels hören.
Als Sues Pisse versiegte bekam ich wieder Luft, rieb mir die Augen trocken und schaute nach Oben. Sue hockte noch immer keuchend über meinen Unterleib meinen Prügel im After und beobachtete mich gierig. Sie strich sich mit den Fingern über die tropfende Möse Katrin kniete noch über meinem Gesicht, mit offener Vagina und wühlte mit den Fingern immer noch durch meinen Mund. Dann öffnete sie wieder meine Lippen und senkte ihre Fotze über meinen Mund ab. Ohne Vorwarnung öffnete sie ihre Blase und pisste mir ohne Hemmungen in den Mund. „Sauf meine Pisse“, hörte ich durch das Rauschen ihre gemeine Aufforderung, als ihr harter Strahl meinen Mund füllte und zum Überlaufen brachte.
Wieder hörte ich die geilen Bemerkungen der Mädchen als Katrin ihre perverse Aktion an mir ausführte. Ich konnte nicht glauben, dass die wunderschöne Katrin, so eine Sau war und ihrem Trieb hemmungslos nachgab. „Geht zur Seite, jetzt bin ich dran“, hörte ich Vanessas Stimme. und spürte gleichzeitig eine ungemein heiße Flut auf meinen Oberkörper prasseln. Ich hatte die Augen geschlossen, doch merkte ich, wie Katrin von mir abließ und aufstand. Ich machte die Augen auf und sah Vanessa breitbeinig über mir stehen und über meinen ganzen Körper pinkelte.
„Oh, ist das geil“, schwärmte sie mit wollüstiger Stimme. „Kommt auch, wir pissen ihn gemeinsam auf ihn. „Ja, genau, er hat es ja gewollt, und uns erst gezeigt wie geil das ist“, meinte Steffi und grätschte über meinen Kopf und ging in die Hocke. Carola und Patrizia postierten sich ebenfalls über mich und schon sprudelte wie auf Kommando der gelbe, heiße Urin aus ihren Fotzen. Sie lenkten den Strahl schließlich alle Vier gemeinsam in mein Gesicht so dass die der Gewalt der prasselnden Flut mich fast ertränkte. Die perversen Weiber kannten keine Gnade Ich schluckte die stinkende Brühe, bis ich würgend den Kopf abwandte.
Steffi jedoch, die über meinem Gesicht hockte, packte meinen Kopf, hielt ihn fest und drückte ihre spritzende Vagina gewaltsam auf meinen Mund. „Du bleibst schön hier, erst machst du uns geil, dann willst du dich drücken.“ Nach einigen Versuchen kam ich mit Mühe und Not frei und entkam mit dem Kopf aus der Umklammerung ihrer Hände.
Inzwischen hatte Patrizia Sue von meinem Unterleib gestoßen und senkte ihre sprudelnde Vagina auf meinem knüppelharten Schwanz. Sie richtete den Strahl auf meine klopfende Eichel, die durch die kitzelnde heiße Flut bis zum Wahnsinn gereizt wurde. Ich richtete mich auf den Ellenbogen auf und verfolgte Patrizias unglaubliche Darbietung.
Patrizia ging tief über meinen Pfahl in die Hocke und drückte ihren Schließmuskel auf meine Eichel. Nach kurzem Widerstand drang sie in den engen Analkanal der blonden Prinzessin ein und verschwand bis zum Anschlag in ihre Höhle, als sie sich auf meinen Unterleib setzte. Unglaublich dabei war , das sie mit Unterbrechungen weiterpinkelte und ähnlich wie vorher Sue ihren Urin auf mich richtete um mein Gesicht zu treffen. Wieder brachte mich das krampfhafte pulsieren ihres Schließmuskels, an den Rand des Höhepunktes. Ihre Flut plätscherte breit gefächert über meinen Körper und spritzte teilweise in meinen Mund.
„Oh, lasst mich auch mal“, beeilte sich Steffi die Gelegenheit zu nutzen und erhob sich um den Platz von Patrizia einzunehmen. Sie wechselte ungeduldig mit Patrizia, die nur unwillig meinen Schwanz entließ. Steffi beeilte sich auch meinen juckenden Schaft in ihr enges Arschloch zu versenken. Ihr After war viel enger als der bei den anderen Mädchen und mein Knüppel war kurz vor der Entladung. Steffi stieß voller Lust auf meinen Pfahl hinab und wimmerte vor Lust. „Ich kann nicht mehr ich muss gleich spritzen“, versuchte ich den Erguss zu verhindern, Auf mit euch, ihr geilen Schnepfen“, rief Carola den Mädels zu. „Mike hat euch jetzt genug die Ärsche gefickt. Jetzt wird es Zeit, dass er uns noch mal richtig anwichst, bevor er pinkeln kann.“ Oh ja, Mike bitte spritz dein Sperma noch mal in meinen Mund“, bettelte Patrizia erwartungsvoll. „Uns Allen, nicht nur dir“, protestierte Vanessa aber Katrin griff gleich nach meinem Hammer und schob ihn in den Mund. Darauf zog Vanessa wütend Katrins Kopf wieder von meinem Schwanz zurück. „Nur keinen Streit Kinder“, meinte Carola.
Ich stand auf, nahm meinen steifen Knüppel in die Hand und richtete ihn gegen ihre Gesichter, auf denen noch die Spuren meines vorherigen Ergusses zu sehen war. „So, ihr Mädels, es wird Zeit, das der Kerl hier seinen Saft los wird. Am liebsten würde ich euch noch mal eure schönen Gesichter voll wichsen.“ „Ja, komm mach schon“, hörte ich von den Girls. Sie setzten sich von alleine um mich herum auf den Boden, hoben mir ihre geöffneten Münder entgegen und streckten verlangend die Zungen raus. Ich zog meine Vorhaut bis zum Anschlag zurück und präsentierte den Mädchen meine pralle Eichel von der meine geilen, klebrigen Tropfen von der Spitze hingen. Als ich mich, toll vor Lust im Kreis drehte, rieb ich meine zuckende Eichel über ihre Lippen und strich ich den Schleim über die gierigen Zungen ab.
Die Mädchen starten lüstern auf meine schmierige Schwanzspitze und schnappten nach der triefenden Eichel.
Nacheinander schob ich meinen Schwanz in ihre entzückenden Münder. Ihre Lippen saugten kurz an meiner nassen juckenden Eichel, während mehrere Finger in meinen After drangen und meine Eier rieben. Ich begann für das Finale meinen harten Schaft zu wichsen. Als die Mädchen merkten, dass mein Orgasmus bevorstand, drängten sie ihre Gesichter dicht aneinander damit ich noch leichter den Hammer in ihren Rachen rammen konnte.
Nacheinander versenkte ich meinen pulsierenden Kolben in ihre weit geöffneten Münder als mein Sperma unaufhaltsam emporstieg. Gerade als Katrin meinen Pfahl verschlang, ejakulierte ich unwillkürlich und ballerte ihr meine erste Ladung in die Kehle. Sofort zog ich zurück und schoss die nächste Salve über ihr Gesicht. Während sie noch krampfhaft schluckte, strömte schon der nächste Erguss in Patrizias Hals. Auch aus ihrem Mund zog ich mein zuckendes Fleisch gleich wieder zurück, um die neue Ladung in ihr schönes Gesicht zu jagen. So ging es weiter in der Runde.
Rasend vor Lust explodierte mein Kolben tief im Rachen der Mädchen, füllte die schluckenden Münder von Steffi, Sue, Carola und Vanessa. Das Sperma drängte so schnell hervor, das ich bei jedem Wechsel eine zusätzliche Salve meines Saftes in die süßen, gierig schnappenden Gesichter der Mädchen spritzte. Die klitschige Pampe schwappte wuchtig über die Girls und floss über ihre Hälse nach unten über Titten und die sich windenden Körper.
Als mein Strom aus dem zuckenden Rohr schließlich schwächer wurde, waren die Gesichter aller sechs Mädchen völlig überflutet und von Sperma bedeckt. Sie legten sich schmatzend und schlürfend zurück, drängten Wange an Wange und leckten sich gegenseitig den zähen Schleim von Gesicht und Lippen. „Legt euch ganz zurück“, forderte ich sie auf, noch atemlos vor Erregung. Sie legten sich nebeneinander mit dem Rücken auf den Boden, wälzten sich dann jedoch kichernd übereinander. Hemmungslos vollzogen sie eine versaute Show.
Sie trieben ihre Obszönitäten auf die Spitze und erregten sich daran, mir ihre Perversionen zu zeigen. Carola legte sich über Steffi und Sue, beugte ihren Kopf über die Zwei und spuckte Reste meines Spermas aus ihrem Mund in deren Gesichter. Patrizia und Vanessa, leckten sofort wieder den Schleim von den Gesichtern der Beiden und drückten die klebrige Masse durch ihre Lippen in Katrins Mund. Es war ein wildes Lecken dass die Mädchen jetzt vollzogen, nur aus perverser Lust mir ihre Sauerei zu demonstrieren.
Ich konnte nicht anders. Angetan von soviel Geilheit, grätschte noch breitbeiniger über ihre Köpfe. Ich knickte die Beine ein, und senkte mich tief über das wilde Gewimmel ihrer voll gewichsten Gesichter. Ich zielte mit meiner Schwanzspitze mitten in das Gelage und drückte die letzten Sperma tropfen aus meiner Schwanzspitze. Der lange, klebrige Pfropf zog sich zäh und langsam nach unten und schwang kreisförmig über den schleckenden Mädchen. Sie ließen sofort voneinander ab und versuchten den Tropfen mit der Zunge zu erhaschen.
Begeistert ging ich auf dieses schweinische Spiel ein, und pendelte mit dem schleimigen Tropfen über ihren schnappenden Mündern. „Kommt, ihr geilen Weiber, esst schön meinen Schleim, schluckt meine Sahne und leckt mir den Schwanz sauber.“ Ich war total hemmungslos und auf einem gemeinen perversen Trip. Ich ergötzte mich an dem Bild, als die gierigen Mädchen mit ihren weit aufgerissenen Mündern boten. Sie saugten gleichzeitig am Schleim und lutschten nacheinander meine Eichel trocken. Mein Schwanz hatte etwas von seiner Härte verloren, und pendelte über den Girls wie ein nasser Gummischlauch. „Oh, bitte gib uns mehr“, bettelten Steffi völlig ergeben und die Anderen stimmten ihr bei.
Spontan und wahllos, schlug ich mit meinem Rüssel auf die verschleimten Mädchengesichter ein. Es platschte gehörig, als das Sperma auseinander spritzte und sich zäh über die willig dargebotenen Gesichter verteilte. Noch eine Weile führte ich dieses obszöne Spiel fort, bis mein Genital nur noch eine schleimige Masse war. „Komm schon Mike, du hast doch noch mehr zu bieten, was wir brauchen“, keuchte Vanessa mit verschmierten Lippen. „Ja, du musst noch auf uns pinkeln“, meinte Steffi kurzatmig. „Ja, ich habe schon wieder Durst nach deiner Pisse“, stammelte Katrin total enthemmt.
Da meine Erregung etwas abgeklungen war, merkte ich wieder den Druck meiner Blase. Was lag jetzt näher, als auf die willigen Mädchen zu urinieren. Ich blieb in dieser breitbeinigen Stellung über ihren Köpfen und schwenkte meinen Penis zwischen ihren Gesichtern hin und her. Dicht gedrängt lagen die sechs Mädels aneinandergeschmiegt und streckten mir erwartungsvoll ihre Zungen entgegen. Ich genoss die Situation, zielte mit meinem harten Rohr auf die erhitzten und bespritzten Gesichter und beschloss sie mit meiner Dusche zu säubern.
Es viel mir schwer mich zu entscheiden, sie waren alle so geil und lockten mit eindeutigen Gesten meine Schleusen zu öffnen. Ich schwenkte in höchster Erregung meinen Penis hin und her, um mir das erste Ziel auszusuchen. Ich lies mir viel Zeit und berauschte mich an der Vorstellung, gleich das Gedränge der ungeduldigen Mädchengesichter zu entleeren.
„Na los mach schon, gib uns alles was noch drin ist deinem dicken geilen Schwanz“, sagte Carola und beobachtete gierig meinen geschwollenen Penis, dessen Blaue Eichel völlig entblößt war und die kleine Öffnung an der Schwanzspitze zeigte. Immer wenn ich den Pfahl auf einen Mund richtete, wurde mir daraus willig die Zunge entgegengestreckt. Ich hielt mich nicht mehr zurück, entspannte mich und entleerte mit Genuss meine Blase. Gerade als mein Knüppel auf Katrin zeigte, schoss ein harter Strahl Urin in ihren offenen Mund und explodierte förmlich in einer Gischt gelber Pisse auf ihrem Gesicht.
Ich steuerte den massiven Strahl weiter und überschwemmte die süße Sue. Der Urin traf ihre süße Stupsnase, spritzte in Kaskaden über sie ihren Kopf und prasselte ungezügelt in ihren Mund. Sie begann sofort krampfhaft und hörbar zu schlucken während der Rest wieder aus dem Mund spritzte. Ich richtete meinen Strahl weiter auf Patrizia, Steffi und Vanessa, schwenkte die sprudelnde Fontäne über ihre Gesichter und füllte gleichzeitig ihre aufgerissenen Münder. Unbeschreiblich war der Anblick, als ich voller Inbrunst in die Münder der Mädchen pisste, über ihre schönen Gesichter urinierte und mit der dampfenden Brühe das Sperma von ihren Wangen abwusch.
Völlig überrascht war ich aber, als die wundervolle Katrin, sonst etwas zurückhaltend, plötzlich nach meinen sprudelnden Phallus schnappte und ihn tief in ihren Rachen versenkte. Heftig schluckte sie die Flut und trank mit großen Schlucken meine Pisse. Ungläubig registrierte ich Katrins perverse, absolut hemmungslose Aktion als sie meinen sprudelnden Penis bis zum Sack in ihren Mund einsaugte. Während ich ihr lustvoll in tiefen Schlund pinkelte, trank sie würgend, in gierigen Zügen, den heißen Urin.
Auch Carola verlor vor Erregung die Geduld, griff nach meinem Glied und zog es Katrin aus dem Hals. Sogleich rülpste sie laut und ein Schwall gelber Pisse schwappte aus ihrem Mund. Unvermindert entleerte sich meine Blase als sich unter Carolas Hand meine Fontäne breit gefächert über die Mädchen ergoss. Unglaublich registrierte ich, wie die versauten Prinzessinnen ihre Münder füllten, und mit der stinkenden Pisse lautstark gurgelten.
„Ja, komm Mike, piss auf die Säue, schiff sie richtig an“, kreischte Carola, die von der perversen Aktion völlig überwältigt war. „Sie müssen noch mehr Pisse saufen“, wimmerte sie hysterisch und zielte über die, sich windenden Mädchenkörper, um sich dann selbst meine triefende Eichel in den Mund zu schieben. Mit letzter Kraft pisste ich in ihren Hals, bis der Urin schließlich versiegte. Gleichzeitig brach ich unter den zerrenden Armen der Mädchen zusammen und stürzte auf die nackten, nassen Leiber. Am Ende waren wir alle restlos befriedigt, besonderst die Mädchen waren den extremen Pinkel und Spritzaktionen bedingungslos verfallen.
Meine weibliche Fangemeinde war inzwischen deutlich angestiegen so dass ich jederzeit Gelegenheit hatte mein Sperma und Urin auf diese süßen Girls zu verteilen. Ich selbst werde nie vergessen, wie all diese wundervollen Frauen, so extrem meine ausschweifende Lust entfacht hatten besonderst dachte ich an Sofia, von der ich diese Praktiken erst gelernt hatte.
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Posted by Strawberryfields 3 years ago  |  Categories: Hardcore, Mature  |  Views: 9533  |  
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Mi esposa la esclava sexual 2

Como les comente ante como conoci a mi esposa Sofia que es esclava sexual de Steve. Estando platicando con Steve y Sofia les pregunte que ¿como empeso su relacion?

Steve me platico que le dijo a Sofia que era muy hermosa y que eran muy sexy esos vestidos largos que usa. Le dijo quiero cojerte hoy mismo. Entonces le dijo tienes que pedir permiso a mis padres.


Estando en la casa de ellos Steve le dijo al papa que queria pedirle permiso para frecuentar a su hija. Entonces el padre le pregunto ¿con que intencion? Steve le dijo honestamente quisiera tenerla de esclava sexual.

El padre de Sofia le pregunto que que opinaba de esto, y ella le dijo que le encantaria. Entonces el padre acepto.

Sin perder el tiempo Steve tomo a Sofia y la puso sobre el sillon de la sala, con la rodillas en el aciento y doblada sobre el respaldo. Subio la falda de Sofia para exponer al aire sus hermosas piernas y le quito los calzones para ver sus deliciosas nalgas.

El padre de Sofia le pregunto a Steve si tenia que ser tan exhibicionista?. Y Steve le dijo que si.

En eso llego la mama de Sofia y miro como su hija estaba exponiendo sus piernas y sus nalgas al aire y un joven acariciandole las piernas y nalgas.

Y preguto a su esposo que esta pasando aqui?

El papa de Sofia le explico que su hija por voluntad propia era exclava sexual de el amable joven llamado Steve y que deberia estar orgulloza de tener una hija tan hermosa.

Entoces la mama dijo esta bien si ella es feliz estoy de acuerdo.

Steve dijo tienen una maravilla de hija, su piel es hermosa, sus piernas firmes y sus nalgas exquisitas, les invito a tocarlas.

En eso el papa de Sofia acariciaba la pierna y la nalga derecha y la mama acariciaba la pierna y besaba la nalga izquierda, diciendo tienes razon Steve.

Sofia me comento que sentia su panochita palpitar y jugos correr en ella cuando todos acariciabas sus piernas y nalgas.

En eso Steve dijo es muy exitante verlos acariciar a su hija tengo que cojer ese culito haganse a un lado. Trato de meterle la verga en el culo pero las nalgas de Sofia estavan obstruyendo el paso, los padres de Sofia se dieron cuenta y cada quien tomo una nalga. El papa tomo la nalga derecha con sus manos para apartarla y la mama tomaba la nalga izquierda y la apartaba.

Steve se los agradecio y preciono su verga en el culito de Sofia; preciono por un tiempo sin exito. Steve dijo es inutil no entra tendre que desistir en usar a su hija como exclava sexual.

En eso la mama de Sofia dijo espera tengo una idea, y empezo a lamerle el culo a Sofia.

Steve dijo Sofia ¿que le pasa a la asquerosa de tu madre? ¿como se atreva a lamerte el culo?

Sofia decia dejala quiere ayudar y ademas se siente muy rico su lengua en mi culito.

Steve dijo tienes razon y es muy exitante verla lamerte el culito.

La mama de Sofia dijo creo que ya esta lista, trata otra vez porfavor.

Steve presiono su verga en el culo de Sofia y este se deslizo con gran facilidad. Steve agradecio a la mama de Sofia y le metia la verga hasta adentro y luego la sacaba, Sofia gritaba con gran satisfaccion a la vista de sus padres.

La mama y el papa de Sofia tomaban turnos para acercarse y poner la cara entre las piernas de Sofia para ver de cerca como la verga de Steve cojia a su hermosa hija. Lo que exitaba mas a Steve para cojerla con mas intensidad.

Steve exitado dijo voy a soltar el semen dentro del culito de su hijita. El papa de Sofia dijo si ya veo como tus testiculos se contraen para soltar el semen.

La mama dijo porfavor no manchen la tela del sillon. Steve le dijo si no quiere que el semen llegue al sillon le recommiendo que chupe el culito de su hija para saque el semen y se le tome. Lo que hizo con gran alegria, Steve saco su verga del culito de Sofia la mama rapidamente puso sus labios alrededor del culito de Sofia y empezo a mamarlo y mientras Sofia pujaba su mama se tomaba el semen de Steve.

Sofia nos platico que despues que Steve se fue, todos se fueron a dormir y a media noche se desperto cuando sintio alguien tratando de lamerle el culo.

Sofia dijo que pasa, su mama le respondio diciendo que no dejaba de pensar en lamerle el hermoso y delicioso culito. A lo que Sofia le dijo esta bien ahi esta para cuando lo quieras. Sofia durmio aun y que su mama seguia lamiendo el culo.

El despertador sono para ir a la escuela despertando a Sofia. Se dio cuenta que su mama seguia lemiendole el culito, y le dijo mama se me hace tarde tengo que ir a la escuela. La mama le dijo esta bien nos vemos luego.

Al llegar a casa despues de la escuela, la mama le dijo, me dijiste que tu culito estaba para cuando lo quisiera y ya que llegaste desvistete y acuestate en la cama para seguir lamiendote el culo.

Sofia le encantaba sentir como la lengua de su mama penetraba profundamente en su ano. Pasando las horas Sofia le dijo a su mama disculpa mama pero tengo tarea que hacer.

Al dia siguiente mi mama me dijo que tenia una silla nueva para mi escritorio.

Era una silla con hoyo en ella, me dijo mientras haces tu tarea en la computadora yo podre lamerte el culito a mi antojo.

Sofia nos comento que era una gran idea, mientras tecleava en la computadora mi madre penetraba mi culito profundamente con su lengua por horas. Ese dia mi padre nos descubrio y pidio su turno tambien lamerme el culo. Mi papa y mama tomaban turnos y hacian concursos para ver quien de los dos lamia mejor mi culito. Cuando me preguntaban quien lo hizo mejor? yo les decia generalmente que mi mama es la que lo hace mejor.

El problema fue cuando Steve nos sorpredio. Steve lloraba disiendo como se atreven a usar mi esclava sexual, sin su permiso?

Sofia y sus padres le pidieron perdon y le preguntaron que podian hacer para contentarlo?

A lo que Steve dijo que siendo los tres sus exclavos sexuales, y ellos aceptaron.

Steve se sento en el sillon de la sala y le dijo a Sofia que montara su verga. Sofia deslizo su panaochita sobre la verga de Steve y empeso a subir y bajar sobre ella, y le pidio a sus padres que le vieran como su hija perdia su virginidad, y que dijieran cosas como si estuvieran en descuerdo a lo que pasaba.

La mama de Sofia le decia a su esposo como dejas que tu princesita se porte como una puta en la sala de la casa, lo que el papa decia no se y le gritaba a Sofia deja de cojer esa vergota Sofia eres una verguenza para la familia. A lo que Sofia respondia no! me encanta esa vergota frotando mi panochita, gritando y gimiendo con alegria.

Steve les decia que ricas estan las nalgas de su princesita golpeando mi cuerpo cuando su panochita apretadita exita mi verga, tienen una hija muy putota a la cual voy embarazar hoy.

La mama decia no podemos permitir que la embarase! que hacemos?

El papa le dijo tengo una idea chupemos los testiculos de Steve para impedir que estos suelten el semen dentro de panochita de nuestra princesita.

El papa chupaba el testiculo derecho y la mama chupaba el testiculo izquierdo de Steve mientra Sofia siguia cojiendo la vergota de Steve.

Steve les dijo eso de chuparme los testiculos no me detendra en embarazar a su hijita, es mas me exita mas.

El papa le dijo no lo escuches y sigue chupando. Sofia dijo ya siento como la vergota de Steve suelta todo su semen dentro de mi.

La mama dijo tiene razon senti en mi lengua como el testiculo soltaba su semen dentro de mi princesita. El papa de Sofia dijo yo tambien senti como el testiculo que me toco chupar embarazaba a mi hijita.

La mama dijo tengo que sacarle el semen a como de lugar, y empezo a chupar la panochita de Sofia para comerse el semen de Steve.

Steve los felicito por hacerle pasar una tarde muy agradable y se fue.

Asi me platicaron mi esposa Sofia y Steve de como se conocieron.

En esos dias Steve con la llave de la casa llegaba a cualquier hora del dia y cojia a Sofia o a su mama.

Lo que mas le gustaba a Sofia es que Steve trajiera a seis de sus amigos para que le metieran una verga en su panochita, otra hasta dentro de su culo y otra en su garganta mientras su papas les gritaban que dejaran en paz a princesita.
Lo que ellos respondian, su hija no es una princesita es una puta muy hermosa que goza siendo usada como muñeca sexual.

Ellos tambien les describian como se sentia los interiores de su hermosa princesita y como las vergotas gozaban con su apretadito culito y panochita.

Steve ponia a la mama de Sofia a lamer el culo de sus amigos mientras su hijita montaba sus vergas, lo que los satisfacia mucho. Otras veces Steve sentaba a Sofia desnuda sobre su padre para que el pudiera detenerle las piernas abiertas a los amigos de Steve que tomaban turnos cojiendo su panocha y culo.

Saludos


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Posted by Darnel 3 years ago  |  Categories: Taboo  |  Views: 1127  |  
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Flugzeuge im Bauch (10)

MITTVIERZIGERIN LERNT DIE JUGENDLIEBE IHRER JUNGEN FREUNDIN KENNEN.

"Ja, ja, Meike, reib' meine Muschi!" Die beiden mädchenhaften Körper winden sich in Extase. Deine Finger stecken tief in ihrem Schoß, ihr Mund sucht im Dunkeln schnappend deine eben erblühenden Mädchenbrüste. Kleine Hügel sind es, die weichen Warzenhöfe pubertär vorgewölbt. "Komm, Sofia, lass dich gehen!" Die Fickbewegungen deiner Hand werden immer schneller, Sofia wirft den Kopf zurück, ihren schon recht großen Mädchenbusen in die Luft streckend. Ein langer, gurgelnder Ton entweicht ihrer Kehle als sie ihren Orgasmus erlebt, sie klammert sich an dich, deine Nähe suchend, ihr Unterleib und ihre Beine zucken wild. Da geht die Zimmertür auf, ein Lichtkegel fällt in das Mädchenzimmer und deine Mutter steckt den Kopf zur Tür hinein: "Mädels, alles in Ordnung bei euch?"

Ich wache vor Schreck auf und muss mich erstmal orientieren... Ah, nur ein Traum... Ich liege allein in meinem breiten Bett, die Finger meiner rechten Hand in meinem Schoß, und der ist nass, sehr nass. Ich denke an den Traum und muss über mich selbst schmunzeln. Sofia ist deine etwa gleichaltrigen Cousine. Du hattest mir erzählt, dass du mit ihr deine erste sexuellen Erfahrungen hattest, als sie im Alter von 15 wegen der Trennung ihrer Eltern für fast ein Jahr bei euch lebte. Und diese deine ersten sexuellen Erfahrungen beflügeln schon seit einigen Tagen meine Fantasie, verfolgen mich nun sogar in meine Träume, denn Sofia ist derzeit bei dir zu Besuch und ihr beide - mittlerweile Mitte zwanzig - wollt mich heute nachmittag besuchen.

Es klingelt unten an der Haustür, ich drücke auf und öffne auch die Wohnungstür. Im Treppenhaus höre ich schwere Schritte und schaufenden Atem. Ich erinnere mich an deine Worte, dass Sofia in den letzten Jahren wegen einer Stoffwechselkrankheit unter großen Gewichtsproblemen leidet. Und als ich euch beide die letzte Treppe hinaufkommen sehe, verstehe ich, dass das kein bisschen übertrieben war. Du hast ja schon eine sehr weibliche Figur mit tollen Rundungen an den richtigen Stellen, aber deine Begleitung hier ist... ein Walroß! Ich schämte mich sofort vor mir selbst für diesen Vergleich, aber ich bin erschüttert, wenn auch fasziniert von ihrer Leibesfülle. Sie hat ein extrem süßes Gesicht, aber alles unterhalb dessen hat riesige Dimensionen. Wie ich euch beide nebeneinander sehe kann ich nicht glauben, dass ihr gleichaltrig seid - Sofia wirkt fast zehn Jahre älter als du. Deine Begrüßung reißt mich aus meinen Gedanken: "Hi mein Schatz, da sind wir endlich! Anni, das ist Sofia - Sofia, das ist Annelie." Mir wird peinlich bewußt, wie ich euch und vor allem Sofia anstarre. Ich nehme dich in den Arm um dies gewaltsam zu beenden. "Meike, Süße!" Unsere Münder treffen sich zu mehr als einem Begrüßungskuß. Dann wende ich mich zu Sofia, fast etwas schüchtern, will ihr aber auf jeden Fall die gleiche Wärme zukommen lassen. Ich breite meine Arme aus, umfasse ihren Oberkörper und will ihn an mich ziehen... was aber kaum möglich ist. Ich muß mich förmlich über ihren ausladenen Busen beugen, um ihr links und rechts auf französische Art einen Kuss auf die Wange zu hauchen: "Hallo Sofia, willkommen bei mir!" - "Hallo Annelie, ich freue mich, dich kennenzulernen." Ihre Stimme ist sehr tief und samtig, strahlt eine ungeheure Erotik auf mich aus. Sie fährt fort: "Meike hat mir schon viel von dir erzählt!" Noch über ihre Schulter gebeugt blicke ich dich fragend an, du verdrehst die Augen gen' Himmel. - "Wie auch immer, kommt bitte erstmal rein!"

Ich gehe hinter euch her durch den Flur und ins Wohnzimmer, kann dabei nicht die Augen von Sofia vor mir lassen. Ihre Kleidung zeigt, dass sie ihre ungeheure Fülle nicht einfach schamhaft versteckt. Im Gegenteil, ihr Kleid ist apricot-farben anstatt in einer zurückhaltenden Nicht-Farbe, sogar etwas tailliert und läßt feminine Form erkennen, wenn auch in einer fast unglaublichen Dimension. Das Kleid ist lang, was eher unmodern ist, aber dadurch die sicher nicht unproblematischen Beine vor Blicken verbirgt. Sandalen mit einem moderaten Absatz längen ihre Beine. Im Wohnzimmer angekommen fasziniert euch - wie eigentlich jeden Besucher - die tolle Aussicht über die Stadt und vor allem auf den Dom, der mit seinen gotischen Turmspitzen nach dem Himmel greift. In Sofias tiefer Stimme schwingt echte Begeisterung: "Oh, hast du es schön! Wenn ich hier wohnte, würd' ich nicht von diesem Fenster wegkommen!" - "Danke, ich mag es auch sehr..."

Ihr möchtet lieber Tee als Kaffee, also verschwinde ich kurz in der Küche. Als ich mit dem dampfenden Trank zurückkomme, habt ihr beide es euch auf meinem Sofa bequem gemacht. Ich gieße uns ein und nehme dann im Sessel euch gegenüber Platz. "Meike hat erzählt, dass ihr als Teenies viel gemeinsam gemacht habt?" - "Gemeinsam gemacht ist gut!" Sofia lacht laut und herzlich, verursacht dadurch ein kleines Erdbeben auf meinem Sofa. "Sie hat vermutlich vor allem von unseren erotischen... Erkundungen erzählt. Das war eine schöne Zeit..." Meike nimmt sie in den Arm und es wirkt ganz natürlich, ihre Leibesfülle ignorierend. Eure Zungen treffen sich zu einem kurzen, wilden Tango. "Sofie, du warst so ein wilder Feger!" In deiner Stimme schwingt die Erinnerung an erlebte Geilheit mit... Wieder auseinander, sittsam nebeneinander auf dem Sofa sitzend fährt Sofia fort: "Wenig später ging ich dann auseinander wie Hefeteig und habe die ganzen... Erfahrungen nicht mehr nutzen können." - "Die Scheißkerle mochten kein Pummelchen?", frage ich mitfühlend. - "Zumindest nicht die, die ich mochte. Und für irgendwelche Looser-Typen war ich mir zu schade!" - Ich nicke verständnisvoll. "Und das ist nicht besser geworden?" - "Nun, es gibt schon Männer, die eine Ader für Tonnen wie mich haben. Aber erstens finde ich es noch herabwürdigender, ausschließlich wegen seines Körpers gemocht zu werden, als wegen seines Körpers abgelehnt zu werden. Und zweitens ist es anscheinend ein verbreiteter Irrglaube, das Fatties auch immer Schläge und Erniedrigung wollen." - "Oh je, du Arme!" Sie tat mir wirklich leid. - "Oh, nicht die Mitleidsnummer, bitte! Sorry, ich muss mal..." - "Toilette ist im Flur links! Wart'..." Ich springe auf und mache ihr das Licht im Flur an.

Zurück im Wohnzimmer bist du auch aufgestanden, schaust mit deiner leeren Teetasse in der Hand über die Stadt. Ich trete von hinten an dich heran, nehme dich zärtlich in die Arme. Du lehnst deinen Kopf zurück in meine Halsbeuge. "Es ist wirklich traurig mit ihr. Sie ist so ein lieber Mensch und so... zärtlichkeitsbedürftig!" Ich schweige und schaue in die Ferne. Sofia kommt wieder zu uns, steht etwas unentschlossen neben unserer lockeren Umarmung. Du streckst die Arme aus in ihre Richtung, sie tut einen Schritt vor und ist jetzt ganz eng mit uns beiden. Ich rieche ihr Parfüm, es ist sehr fruchtig und angenehm. Du bedeckst ihr Gesicht mit vielen kleinen Küssen. "Meine kleine, geile Bettschnecke!" - Klein? Geil? Offenbar hast du deine Koseworte für Sofia in den letzten zehn Jahren nicht gewechselt. Und auch eure Vertrautheit scheint von der Zeit unbeeindruckt, ich sehe die aufgeregte Zuneigung zweier Teenie-Girls, nicht einer jungen, vollbusigen Mama und einer 150-Kilo-Frau. - Sofia öffnet den Mund für deinen tiefen, sehnsuchtsvollen Zungenkuss, jetzt fühle ich mich etwas wie das fünfte Rad am Wagen. Ich streichle gedankenverloren eure beiden küssenden Körper, kose deine weichen Hinterbacken, und realisiere erst dann, dass ich Sofias ausladendes Hinterteil mit der anderen Hand ebenso verwöhne. Es ist sehr fest verpackt, vielleicht ein Hüfthalter? In dem Moment wendest du dich um zu mir, bedeckst meine Wangen mit ein paar Schmetterlingsküssen. Ich küsse dich zurück und drücke dann auch Sofia einen scheuen Kuss auf die fleischige Wange. Es ist mir etwas peinlich, in ihre, in eure Intimsphäre eingedrungen zu sein.

Du presst deinen wieder auf Sofias Mund, stöhnst leise vor aufsteigender Lust. Ich höre das trockene Ratschen eines Reissverschlusses, Sofia protestiert: "Nein Meike!" - "Sch... Sofia, ich bin noch so geil von heute nacht!" - Heute nacht? Hab ich da was verpasst? - Sofia wehrt sich weiter: "Meike, aber doch nicht hier!" - "Wieso? Wegen Anni? Auf die bin ich auch geil!" Sofias Kleid rutscht von ihren Schultern zu Boden, sie tut mir leid bei dieser halben Vergewaltigung.
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Aber ich kenne dich, weiss, dass du jetzt kaum noch zu bremsen bist. Also beginne auch ich, Sofia zärtlich zu streicheln, um es nicht noch schlimmer für sie zu machen... oder etwa, weil eine immer größere Lust sich in mir ausbreitet? Sie steht jetzt in Wäsche vor mit, ein Spitzen-BH verbirgt fest ihre großen Brüste - wo kann man solche großen Teile kaufen? - und ein breiter Strumpfhalter hält nebenbei ihre Hüften ein wenig in Form. Dazwischen quillt nacktes Fleisch in zwei großen Schwimmringen hervor und schreit nach Berührung. Mein Hirn dreht hohl, ich habe noch nie einen so massigen Körper nackt gesehn, schon gar nicht aus dieser Nähe. Ich kann nicht anders, muss schüchtern ihre Haut streicheln, Schwangerschafts-Streifen ohne Schwangerschaft, meine Hand zwischen die großen Speckfalten fahren lassen. Sofia schaut mich mit etwas leidendem Blick an, ich ziehe schnell Rock und Bluse aus, will Waffengleichheit schaffen.
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Das rüttelt auch dich aus deiner geilen Trance, du trittst einen Schritt zurück, um Jeans, Pullover und Sneaker auszuziehen. Dein Rückzug gibt mir Freiraum, ich nehme Sofia in beide Arme, reibe mich an ihrem üppigen Körper. Unsere Münder verschließen sich zu einem ersten tiefen Kuss. Etwas atemlos bringe ich hervor: "Sofia, du machst mich heiß. Dein Körper ist so... ich will dich überall streicheln, in dir versinken!" Ein Lächeln huscht über ihr Gesicht, sie scheint etwas zu entspannen, umarmt mich und drückt mich in einem Aufwallen der Gefühle kurz und heftig an sich... mir bleibt für einen Moment die Luft weg.

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Du bist mitterweile nackt, hast auch gleich Slip und Still-BH achtlos auf deinen Kleiderhaufen geworfen. "He Mädels, was stehen wir hier eigentlich so ungemütlich rum? Lasst uns mal ins Schlafzimmer wechseln, das ist gemütlicher!" Sofia und ich lösen uns zögernd aus unserem Kuss, ihr Mund ist so unendlich weich. Du tänzelst schon vor ins Schlafzimmer, reißt achtlos meine Bettdecke zu Boden und springst hopsend ins Bett. Ich gehe hinter Sofia her, bewundere ihre üppige Hinterseite. Die sehr kräftigen Beine stecken in feinen Strümpfe, die ihre Cellulite einigermaßen verhüllen. Zwischen Strumpf und Höschen jedoch sind ihre Oberschenkel, von denen einer allein fast meinen Taillenumfang hat, beulig und von ihrem Gewicht gezeichnet. "Oh Sofia, dein Po macht mich an... er ist so..." - "So fett?", unterbricht sie mich. "So ein Pferdearsch?" - "Ich hätte das jetzt irgendwie anders gesagt", wende ich ein und greife mit beiden Händen nach dem ausladenden Gesäß. "Entschuldige bitte, ich bin so... so körperlich... das kenn' ich sonst gar nicht von mir." - Sofia bleibt stehen und beugt schmunzelnd ihren Kopf zurück zu mir. Hinter ihr stehend dränge ich mein Becken an ihren Arsch, muss wieder und wieder ihren Mund küssen, meine Hände ergreifen dabei Besitz von ihrer Vorderseite, wühlen in den schweren Falten ihres Bauchspecks, heben ihre dicken Brüste samt BH. Du machst dich dieweil etwas tiefer zu schaffen und ziehst Sofia den Slip aus - eigentlich verdient das kleine Zelt einen anderen Namen. "Hast du ihn noch drin, Sofie?" - "Ja-a-a!" - Sofia zuckt in meinen Armen mehrmals zusammen... was hat sie noch drin? Ich öffne ihren BH-Verschluss, ihre riesigen Titten folgen ein stückweit der Schwerkraft. Ich greife die befreiten Monster... mein Gott, jede einzelne wiegt sicherlich zwei Kilo! und berausche mich zunehmend an den Massen weiblichen Fleisches, zwirble ihre Nippel, was Sofia mit einem tiefen Stöhnen kommentiert: "Ahh, lasst mich hinlegen bitte!"

Mein Bett knarzt bedenklich, als Sofia sich daraufsinken lässt. Sie greift beide Brüste und hält sie dir mit geilem Blick entgegen: "Hier, nimm meine Prachtmöpse, du magst sie doch so gern!" - Das kann ich dir nicht verdenken, bei mir kommst du in dieser Beziehung sehr viel kürzer! Du kniest dich hinter Sofia, ihr Kopf zwischen deinen gespreizten Beinen, beugst dich über sie und bist auf Augenhöhe mit ihren dicken Nippeln. Ich dagegen dränge mich zwischen Sofias Säulenbeine und hab' jetzt ihr Allerheiligstes direkt vor mir. Es ist ein unfassbarer Anblick... die äußeren Schamlippen sind kaum zu identifizieren, gehen in Fettwülste über. Ihr Venushügel ist ein Venusberg, ein kleines, süßes Fettpolster noch unterhalb des ersten Schwimmrings. "Sag mal, wie rasierst du dich eigentlich? Das ist ja perfekt wie ein Babypopo..." - Sofia gibt Auskunft: "Ich rasiere mich überhaupt nicht, da komm ich nicht dran. Das war Meike gestern abend!" - Ah, hätt' ich mir auch denken können... Die ganze Scham ist ziemlich gerötet - das war vermutlich auch Meike! - und ziemlich feucht. Ich nehme meine Hand und tunke sie in die Nässe, erfahre die Weichheit ihres Lustzentrums, was Sofia ein tiefes Stöhnen entlockt. Mit der anderen Hand streiche ich die Schamfurche weiter hinab und stoße auf einen Widerstand - was ist das? Ein metallener Analplug steckt in ihrer Rosette, am Ende mit einem großen roten Strass-Stein verziert. Das meinte also Meike vorhin mit "noch drin". Während ich ihre Scham weiterhin mit vier Fingern massiere, spiele ich mit der anderen Hand am Plug. Ich ziehe ihn leicht heraus und lasse ihn wieder los, ein Zittern geht durch Sofias ganzen Körper und ihr Schließmuskel zieht den Freudenspender gleich wieder hinein. Das Spiel macht mir Spaß, ich wiederhole es ein paarmal bis Sofia kontinuierlich stöhnt. Jetzt schicke ich meinen Mund auf Erkundung, auch er will ihre Weichheit erfahren. Nach zärtlichem Züngeln an ihren Schamlippen kann ich mich nicht mehr beherrschen und muss in die benachbarten Fettwülste beißen... ganz zärtlich natürlich. Es ist ein so geiles Gefühl, diese Massen weichen Fleisches im Mund zu spüren. Meine eigene Möse badet schon seit längerem...

"Fickt mich jetzt, ich brauche was in mir!" Sofia wird ungeduldig. - "Warte, Süße, ich hab' da was, das gefällt dir sicherlich!" - Ich hole meinen Strap-On aus der Nachttisch-Schublade und schnalle ihn um. Der Kunststoffschwanz wippt vor meiner Scham und - Ah! - da ist es wieder, dieses Gefühl von Männlichkeit, Dominanz. Ein paar Tropfen Gleitmittel darauf verteilt knie ich mich zwischen Sofias Beine, fahre mit dem Kopf des Dildos in ihrer Schamspalte auf und ab, auf und ab. Ich setze den Schwanz an ihre Möse, ein kurzer Druck, und das Ding gleitet ohne nennenswerten Widerstand in sie hinein. "Jaaa, das ist gut", stöhnt Sofia heiser. "Fick mich, machs mir, fick meine Fettfotze!" - Ihre ordinäre Sprache geilt mich weiter auf. Mit einer Hand muss ich sie anfassen, ihre wellige Haut streicheln, in ihren weichen Massen wühlen, fest hineingreifen, sie wabbeln lassen. Du sitzt mittlerweile halb auf ihrem Gesicht, ein lautes Schlabbern und Schlotzen kündet davon, wie Sofia deine Möse verwöhnt. Vornübergebeugt bearbeitest du jetzt ihre Nippel hart, ziehst daran und zwirbelst sie kräftig. Sie sind schon rot wie Himbeeren... ob ihr das nicht weh tut!? Ich nehme Fahrt auf und erhöhe den Fickrhythmus. Sofias Körper gerät in Schwingungen, wallt hin und her, es ist, als ob ich einen Wackelpudding ficke. Ihr Stöhnen ist mittlerweile übergegangen in einen fast kontinuierlichen, sonoren Urlaut, irgendwas zwischen Grunzen und Gröhlen. Meine Güte, wenn sie die Haare anders trüge, könnte sie ohne weiteres in einem Männerchor mitsingen!

Plötzlich richtet Sofia den Oberkörper auf, wirft dich fast ab wie ein durchgehender Gaul, schaut mich mit flackerndem Blick an: "Lass mich umdrehen! Und hast du nichts größeres für mich?" - "Doch, doch", fällst du schnell ein. Ich schaue dich fragend an, du ballst eine Hand zur Faust. Soll ich sie etwa...? Sofia dreht sich auf den Bauch und reckt das Gesäß in die Höhe. Ihr Buttplug blinkt mich jetzt an. Du kommst zu mir gekrochen und streichst fest über ihre großen Arschbacken. Ich nehme zwei Finger der rechten Hand und stecke sie ihr in die Fotze, beginne mit drehenden Fickbewegungen, während du sie mit kleinen Rotationen des Buttplugs reizt. Mir bietet sich ein unvergleichliches Bild: Die fetten Oberschenkel unter Sofias breitem Arsch, loses Wellfleisch an deren Innenseite, besonders links, wo sich ihr Nylon vom Strumpfhalter gelöst hat, und darunter hängt schwer ihr Bauch herunter - ich kann mich nicht sattsehen an ihrem aus der Form geratenen Körper. Was ist nur mit mir? Ihr Körper ist alles andere als ästhetisch und doch... die Selbstverständlichkeit, mit der sie ihn in sexy Wäsche packt, das Feuer der Lust in ihm entfacht, ihn uns beiden hingibt... es macht mich sehr geil.

Sofia reißt mich aus meinen Gedanken: "Mehr, gib mir die ganze Hand!" - Dein Wille sei mir Befehl! Auch wenn das eine neue Erfahrung für mich ist... Ich reibe meine Hand gut mit dem Gleitmittel ein, du spreizt ihre Hinterbacken mit beiden Händen und ich gebe ihr vorsichtig vier Finger. Nach ein paar Fickbewegungen nehme ich auch den Daumen dazu, lege ihn in die Handfläche, versuche die Hand ganz schmal zu machen und baue Druck auf. Sofia bockt wollüstig und stöhnt ganz tief unten. Ich kann mich vor Erregung kaum halten - zum ersten Mal fiste ich eine Frau, ist meine komplette Hand in ihr. Es ist ein unbeschreibliches Gefühl, meine Hand in ihrem engen, heißen Geburtskanal. Ich verharre einen Moment, versuche dieses Gefühl ganz in mich aufzunehmen. Sofia spannt ihre Muskeln an, ich fühle den welchselnden Druck an meiner Hand. Dann beginne ich langsam und zärtlich, meinen Arm in ihr zu bewegen, immer ein Blick auf Sofias Gesicht, ob ich ihr auch nicht wehtue. Du streichelst meinen Kopf und gibst mir einen Kuss. "Streichel mich", raune ich dir zu, "ich bin so geil!" Ein wildes Funkeln kommt in deine Augen, du leckst mir das Gesicht und greifst dann mit deiner Rechten an mir herab. Als deine Hand meine Scham umschließt, meinen Kitzler findet, fährt ein Blitz durch meinen Körper... ich verkrampfe für einen Moment, lasse dann aber wieder meinen Arm in Sofia arbeiten. Ich schließe vorsichtig die Finger in ihr zur Faust. "Ja, ja, das ist gut", jubelt Sofia, "und jetzt schneller! Fick mich hart! Ohhhh, du füllst mich so aus! Jaaaaa, guuuut..." Mein Bewegungen steigern sich zu einem Finale furioso. Sofia wirft den Kopf hin und her, stöhnt in die Matratze und artikuliert dazu ihre Lust permanent mit den geilsten Kommentaren. "Ja immer rein, machs mir, fick die Fettfotze! Nicht nachlassen! Ooooooh, das ist so geil, fick, fick, fick, immer rein, ich will..., Ahhh! Schön in mich rein! Ohhh, ich bin eure Muttersau, ja und ich... ahhh! Ich... ahhh! Ich komm, ich komm, ich koooooooommmmmmmmmeeee... ohhhh!" Sofias in die Luft gereckter Arsch erzittert, ihre Beckenbodenmuskulatur massiert meine Hand, die Rosette krampft um den Buttplug dass ich Angst habe, er wird von ihr "verschluckt"... Auch deine Finger auf meiner Klit werden immer wilder, ich klappe vornüber, das Gesicht auf Sofias Prachtarsch, und spüre die Flut über mich hereinbrechen, lasse mich von den Spasmen meines Orgasmus davontragen...

Später liegen Sofia und ich auf den beiden Hälften des Doppelbetts, der Umschnall-Schwanz steht immer noch vor meinem Becken ordinär in die Höhe. Du drängelst dich zwischen uns und verteilst Küsse zu beiden Seiten. "Oh, arme Meike", fällt mir ein, "jetzt müssen wir uns aber mal um dich kümmern - du bist ja bislang noch leer ausgegangen!" - "Nicht nötig", wiegelst du ab, "ich hatte letzte Nacht mit Sofia schon eine üppige Tagesration." Du schmunzelst Sofia zu, die ergänzt: "...und, da sei dir mal sicher, Liebes, das wird heute Nacht so weitergehen!" Wir müssen beide lachen und unsere drei Münder treffen sich erneut zu einem zärtlichen Kuss.... Continue»
Posted by julietbravo 1 year ago  |  Categories: Fetish, Lesbian Sex, Mature  |  Views: 1458  |  
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The Bitch Mother! 1


This story is for ADULT amusement only. It contains material of an adult, explicit, SEXUAL nature. If you are insulted by sexually explicit subject matter or language, please DO NOT read this!

This story is a work of fiction! It is not real! All characters and events portrayed in it are imaginary, and any similarity to real people or events is purely coincidental. The author does not condone or endorse i****t in any way, shape or form!

DO NOT TRY THIS AT HOME!

This story may not be reproduced in any form without the permission of the author.

Copyright © 2006 L.A.Wicker. All rights reserved.



Alex was in his room, masturbating, thinking of a hot, older teacher at school, as he had a pair of his mom's lacey panties wrapped around his long, thick cock shaft, while thoughts of the teacher ran through his overheating mind. "Oh fuck, suck my cock you god...damn...horny bitch!" he moaned louder, now his own sexy mom filled his mind as he stroked faster. "That's it you nasty...fucking...cunt! Suck it you sexy, old bitch, suck it!" Alex cried out, pulling on his long cock as his mom filled his thoughts again.

Ronda Jennings walked towards her son's bedroom door and her heart raced. 'Oh my god, he has a woman in there! she thought, and opened his door. Alex was on his bed, turned on his side and was masturbating for all he was worth, but something else rocked Ronda to her core as her eyes were transfixed onto her son's penis. He had a pair of the panties she used to wear for his father on their sex night, wrapped tightly around his cock, using them for his vile act.

"Alex Jennings! What in god's name are you doing and why...why are you using...MY panties to do this?" she screamed at him, but still transfixed, she couldn't pull her eyes away from his swollen, young penis, as she felt her lonely nipples growing hard.

He jumped and quickly sat up; knowing his mom would lecture him for hours and hours. "Damn mom, don't you know how to knock?" he yelled at her, her face red with anger.

"This is my house and I can do anything I want...including, coming into this room, and I DO NOT have to knock! I heard you and thought you had some...some whore in here, having sex with her! And, why do you have..." she paused, stepped towards him and jerked her panties from him, but they were around his penis so tightly, that she pulled his cock towards her, and as such, Alex did the worst thing ever.

"Mom...no!" Alex yelled at her as he exploded. Cum raced up his cock-shaft and it started spraying all over the front of his mom, covering her suit and his floor. Cum squirted and squirted from his hard meaty cock.

Ronda jumped when Alex yelled, and she got the shock of her 38 years of life. His penis jerked and her son's hot seed, all but drowned the front of her best outfit. "Oh my god, you're disgusting and such a pervert!" she screamed, as he continued to unleash his filthy seed all over her and one of her best church skirts.

"So what! I'm in my room, I had the door closed and you need to learn to respect my privacy!" he yelled, as his cock stopped spurting, as he smiled looking down at her skirt. 'Damn, mom brought out the fucking best in me!' he thought with a laugh, and was glad that he was going to his dad's place for the weekend.

Ronda looked at him, drew back her hand and slapped him with all of her might. "This is my house young man and you'll live by my rules or...you can get out!" she yelled, and slapped him again.

Alex grabbed the side of his face and it felt like it was on fire. "Fine, I'll go live with dad and you can go to hell! I'm sick of you and all this bullshit! It's no wonder why dad left you, and I don't blame him one fucking bit!" he yelled, and his mom tried slapping him again, but he grabbed her hand, twisted it and shoved her back. "You'll not slap me again mom, and I mean it! I'm eighteen and I can have you arrested!" he said, wiping off his cock and pulling up his pants. "I'm going to dad's place and I'm going to ask if I can move in with him" he added, grabbing his bag, he left mom standing in his room shell shocked.

Ronda was so shocked at Alex that her heart broke in two. She had driven away a very loving man, and now, her only c***d and she started crying. "What have...I done?" she sobbed and went to her room, thinking of Alex and just how long his penis was. 'He's a lot longer than his dad and sooo much thicker too!' she moaned, squeezing her big thighs together, as her mind filled with wicked thoughts of her son.

'I'm having lunch with Sofia tomorrow and I'll tell her about all this craziness, maybe she can help me figure it all out' Ronda thought, thinking of how close she was with her son Dave, and wondered how she convinced him to stay home with her.

*.

"Oh dad, you should have seen her fucking face when I my shot my load on her!" Alex laughed with his dad, as they drank a beer and watched his girlfriend swimming in the pool. "You would have thought that she was seeing Jesus himself!" he laughed harder and glanced at his dad's girl.

Tom Jennings laughed at son and watched him eye Olga in the pool. She was twenty-two, from Sweden and she was six-foot tall. Her blonde hair was long and her body was that of a goddess. Nice D sized breasts, a trim 24 inch waist and a set of beautiful 34-inch hips.

"Yeah her and her 'god-fearing' ways and that fucking church of hers! Other than the fuckin' great sex we had, I'm glad I left and wish like hell I would have gotten custody of you, but with the way I travel and constantly move around, the judge all but laughed at me for even asking" Tom said, as he saw the shocked look on Alex's face.

He heard his dad, but couldn't believe what he just said, and Alex wanted to know more. "What? Mom and great sex in the same sentence, did I hear you right?" he asked, looking at his dad as he drank more of his beer.

Tom knew he shouldn't have let it slip, but oh well, and besides, he thought Alex might enjoy hearing about his 'perfect' mother. "Boy, your mom is...what's the best way to put this?" he said, seeing that his son was really enjoying this. "If done correctly and time is taken...your mom was the best fuck I ever had in my life and I'm not k**ding! She's a cock-loving whore and once that bitch got horny, she all but killed me!" he laughed, and saw that Alex's mind was racing with thoughts.

Dad's words filled his ears, but Alex could not believe this shit. "No fucking way! You mean mom, Ronda Jennings, your ex-wife and the bitch that slapped the shit out of me today!" he replied with shock, and just figured his dad was fucking with him.

Tom laughed and yelled for Olga to get them two more beers. "Yes, your mom is a raging cock whore and she is a wild a****l if she gets excited and horny! I couldn't control that bitch, and she loved to dress up, loved me talking dirty to her, and she loved me to slap that ass of hers and...this may interest you." Tom stopped to drink the last of his been and went on.

"Go on!"

"She also loved to role play, as well as play some very dirty games too. She loved calling me Daddy, as I held her big ass down and hammered her tight cunt!" he added, laughing at the look on Alex's face, as he thought of Ronda's sexy, 40-inch ass and the way she loved it slapped so hard.

"Holy fuck, I can't believe this shit, you have to tell me more dad! Please!" Alex said, looking at his dad as he too, finished his beer.

Tom smiled and wondered if he should tell Alex of one other role play his mom dearly loved. "She is a fuckin sex-crazed slut, but I had to work at it, and once she was ready...oh my fucking god!" he moaned, as he felt his cock growing just thinking about her. "But, her favorite thing...and I'm telling you this under one condition, you best not say anything to her or anyone! Understand?" he said with a low, fatherly voice as he looked into his sons eyes.

"I won't dad!" Alex replied, and couldn't wait to hear more about mom, but Olga walked towards them and she gave Alex a big smile. He couldn't help looking at her tall, lean body and her perfect breasts.

Tom thanked Olga for the two beers and gave Alex a swift kick under the table. "Stop looking at my girl punk or I'll kick your ass! And you stop teasing the poor k**!" he said and gave her a slap on the ass.

"Ouch Tom, why you do that to me? I just playing and you know I never fock your son...only you my lover!" Olga said with her Swedish accent and leaned down to slide her tongue deep into his mouth. "See, you are my man and nothing change that," she smiled and went back to the pool.

Alex watched and laughed. "Damn dad, she is so fucking hot...now, back to mom and I want to hear it all! Don't leave out anything!" he said and took a big drink.

Tom knew he shouldn't tell Alex and hoped the k** wouldn't tell her. "If she was really horny and I mean horny...she loved for me to call her...you better not say anything!

"I won't dad!"

"She loved for me to call her...mom!" he said with a grin and loved the look on Alex's face.

He heard dad and came close to pissing in his pants. "Wow, mom the church going, god fearing woman is a nasty ass bitch!" Alex said with a laugh and his mind went crazy, thinking of the possibilities and wanting to know more. "So, what did you do to get her horny and get her so excited?" he asked, as a crazy idea began to form in his head. 'I could get her turned on and see what the fuck happens! Wouldn't that be so cool, me fucking the shit out of ole' mom and that great fuckin' body of hers. Wow!' he thought and waited for dad to go on.

Tom laughed and knew his son was evil. "And um...why would something like that interest you, and I can see that warped, little mind of yours working!"

"Me, warped and evil!" Alex laughed, his dad was right.

"Yeah you fucker, and I can see you thinking. Would you really consider fucking your mom and deal with what could happen, if things went wrong?" he asked, knowing his k** was as crazy as he was.

Alex smiled and thought about mom. She was a great looking lady, tall, dark brown hair to the middle of her back and those big, dark eyes. She had a big set of tear-drop tits, and a little bit of a tummy, but nothing nasty, and a fine ass and nice hips. "Would you, if you were in my shoes and after hearing what you just said?"

Tom laughed and drank more beer. "You're a sick, perverted little fucker and I shouldn't have told you this!" he laughed, and looked at his son. "But, she really loved it when I'd tell her how nice she looked and complemented her on everything. Your mom loves roses and lots of them too!" he stopped to take another drink and remembered some of their fun times. "She also loves going out to dinner and dancing, but what your dear sweet mother loved the most was...when I took her out to the shooting range and she felt the guns exploding with all that power in her hands! She'd get so fucking horny, I could smell her cunt and her nipples would get as hard as...bullets!" he laughed, and knew what Alex was up to.

"Wow, I would have never guessed or known!" he said and could feel his cock growing hard.

"Well, if you try any shit with her, be ready, because she might kill you for trying or simply end up fucking you to death!"

"I will dad and don't worry."

*.

"You look upset Ronda and I've been your friend for years. So are you going to tell me what's bothering you or are we going to play twenty questions?" Sofia asked, as she saw Ronda's eyes begin to well up with tears.

Ronda took a sip of her tea and looked at her friend. "Friday afternoon I came home early and caught Alex...in his room, and he was...was masturbating and he was using a pair of my...my panties," she said, as she wiped a tear from her right eye.

"So what, that's no big deal. Dave used to masturbate like crazy and I'd catch him constantly, but you and your church ways...you had a fit, didn't you?" Sofia said, and moved closer to Ronda.

"Yes and I slapped him sooo hard too! He's going to ask Tom if he can move in with him and then I'll be all alone!" she said, as her tears poured from her eyes, feeling so bad for hitting him.

Sofia shook her head and wished Ronda would lighten up on the poor guy. "Ronda, it's normal for a guy his age and as for using your panties...I bet they turned him on! Dave told me that he used to use mine all the time!" she laughed and hugged Ronda.

"I know, but at the time, I wasn't thinking and I...I...hit him so hard, and I feel so bad." Ronda sniffed and went on. "You said that he used to, does Dave have a girlfriend now" she asked, and Sofia just smiled.

"In a way I guess."

"What do you mean, in a way?" Ronda asked, as Sofia smiled even more.

"Remember when I got my divorce and Dave stayed at home with me?"

"Yes and you never did tell me why or what happened either, and why you suddenly left the church." Ronda said, as Sofia started to blush.

Sofia smiled and hoped her next words wouldn't end their friendship. "Well, this is between us and I hope you won't judge me," she said, as she leaned in closer to Ronda. "My dear, ex-husband could never keep it up long enough to please me, and then one afternoon...and remember not to think less me, please...Dave and I were goofing around and um...before I knew what was going on...we started making out and we ended up in his bed." Sofia said, as she watched Ronda's jaw drop.

Ronda was shocked and couldn't believe what Sofia had just said. "You and Dave are...are lovers? Oh my god!" she gasped, as she tried to clear her mind. "Is that why you got divorced and left the church?" Ronda asked, and looked at her friend.

"Yes we are, and Ronda, he makes me so happy and he's the best lover I've ever had in my life! He can keep it up for hours and he never gets enough of me! It's like...I'm in college again and he's my young, stud!" Sofia smiled and felt her nipples going into overdrive under her blouse.

Ronda was still shocked as her mind filled with thoughts Alex. "Doesn't it bother you to...um make love to him, knowing he's your son and that you gave birth to him?"

"It did a little at first, but I know he truly loves me and that will never change. He holds me at night, and Ronda...he gets sooo fucking hard for...me! Do you remember back when you were young and a guy his age came on to you?"

"Yes."

"We fucked all morning long and when I get back home...he'll be waiting to fuck me again and to be truthful, I can't wait!" Sofia giggled and could feel her pussy getting moist.

Ronda just sat there and let Sofia's words sink in. "Do you have to use such words?"

"If you want to keep Alex home with you Ronda, you need to wake up and give him a good reason to stay with his mommy!" she laughed, as Ronda gave her a playful slap and Sofia could see her blushing.

"You are sooo nasty girl and Dave is such a sweetheart!" Ronda laughed and a tingle rushed over her pussy, thinking of Alex, and wished they could be as close, but without the sex.

"Alex is too Ronda, but you're so hard on him and going to that...that fucking church is driving him away from you, and you're going to lose him too!"

"I wish you wouldn't use those words when we're together, Sofia!" Ronda laughed and remembered how much she loved when Tom would use those words, when they fucked! 'Damn it, I'm on fire now and it's because of my own son!' she now thought, and was so glad Sofia had told her about Dave.

"Oh shit, grow up Ronda and let go!" Sofia laughed and couldn't wait to get back home to Dave.

"You have such a way with words and I'm not sure if I could do that or not. He's my son and that wouldn't leave my mind."

"Tell me, is he big? I bet he is, isn't he? Oh fuck, I forgot, you saw him jerking off!" Sofia teased and Ronda's face was totally red now.

"You are sooo bad and yes...he is huge! Are you happy now? You pervert!"

"How long is he?" Sofia asked, hoping that this would help her relax and give poor Alex a nice time with his momma.

Ronda held up her hands and tried to estimate how long her son's penis was. "All I know is, it was long and hard!" she giggled, and knew her face was so red, but she was having fun and Sofia was making her feel good again.

"Oh yeah, I bet it made you horny, didn't it!" Sofia laughed and wanted to know more. "How thick was he?"

"You are bad and um...yes it did! Are you happy now?" she laughed and could feel her juices pouring from between her long legs. "He was as thick as my wrist...maybe thicker!" she added and had to cross her legs to keep from having an orgasm.

"Holy fuck, you should be a little nicer to him and...you never know what might happen! Think of him slipping that big, thick cock up your cunt and fucking you into frenzy!" she laughed, and saw her face turn bright red. Sofia smiled, gave Ronda a hug and said she had to get back home to her son. "Well, I need to get going and do some things. Dave and I are headed to Mexico this weekend and I have so many things to do," she lied and couldn't wait to get Dave back inside her excited cunt.

"You guys have fun and call me when you get back in town" Rhonda said.

"You should go find Alex, grab him and give that boy a fuckin' reason to come back home with you! Suck his god damn cock until his brains fall out, and then, ride him until your fuckin' cunt is bleeding! Show him how much his momma loves and needs him!" Sofia smiled, and couldn't wait to tell Dave about this. "I will, and remember what I told you to do!"

*.

"Hey, it's me and I hope you're ready to fuck me, because I'm on fire!" Sofia yelled as she walked in her house and started stripping off her clothes.

"I'm in here and you should already know the answer to that," he replied, as mom came into the f****y room, already half naked. "What's up with you?" he asked, as she moved in front of him and quickly pulled down his sweat pants.

"It's Ronda and Alex, I think I brought them over to the 'dark side' and quite possibly, she's going to fuck Alex!" she moaned, leaned into his cock, and started sucking on him hard.

Mom got in front of him and started to eat his cock. "You've got to be...k**ding me!" he moaned, watching mom suck his entire cock into her mouth and down her throat. "She's such a prude and all, I'd never expect her to...oh shit, mom, easy!" Dave laughed, and knew mom was fucking horny as hell.

She sucked Dave hard and needed him ready to fuck. "No I'm not! On Friday, she caught him jerking off with a pair of her panties and she got turned on. He is very big and Ronda loved seeing him. So, I egged her on and told her about us."

"You don't think she'll say anything?"

"Hell no, by the time we finished talking, she looked like a fucking whore in heat and her nipples were huge!"

"Wow, how many moms and sons do you think we've converted so far?" Alex asked, as mom stroked his cock to full mast now.

"I don't know, but it sure is a bunch of them! Are you ready to fuck the holy, living shit out of your...mommy?" she teased, as she climbed onto Dave's lap and sat down on his hard cock, taking it all and he bumped her cervix. "Oh my fucking god! I love you so much baby, and I need you to fuck your momma hard and deep!" Sofia growled, as Dave flipped her over onto the sofa, moved over her and started fucking her as if he were a madman. "Yeah, yeah, ram it in mommy! Fuck your mommy hard! Fuck mommy hard, baby! Fuck my cunt, fuck your mommy's nasty, dirty, i****t loving cunt hard!" she squealed as Dave fucked her like a whore and Sofia loved it.

"You cock-loving whore!" he growled, wrapped his arms around her legs and pulling them to her chest. "Oh mom, I love fucking you, and your cunt is so awesome!" Dave moaned, as he slammed into her pussy, loving the juicy sounds coming from their fucking.

Sofia lay under her son, enjoying his youthful cock and its stiffness. "Oh baby, I love you and the way you fuck...me! Oh god, harder, harder!" she squealed and her baby boy fucked her harder, driving to her core and bumping her cervix.

"Oh mom, mom!" he moaned and felt hot cum shooting up his shaft. "I'm cumming in you...I'm cumming in my...sexy...mom!" Dave yelled, as he squirted deep into her willing cunt, as he drove in ever deeper.

Sofia hugged him and gave him a deep kiss. "Cum in me, cum in my...mommy cunt! Fill me baby! Fill mommy's pussy!" she screamed, when she felt his hot cum hit the back of her pussy, splashing against the walls and sending her into a state of bliss. Her head was spinning, her heart pounded, and her body was on fire.

"Wow, that was good!" Dave smiled down to his mom and lightly kissed her lips. "I love you and I always will," he whispered and kissed her again.

"I love you so much, my handsome son and wonderful lover!" she replied as they kissed.

*.

Ronda got home and found a nice surprise waiting for her. Two dozen red roses and a pretty card. "Oh my, how beautiful!" she gasped and quickly took them inside. "I wonder who they're from?" Ronda said, as she opened the card and her heart jumped with joy. "Oh, how sweet!" Ronda said, feeling tears form in her eyes, as she carefully wiped them.

'Mom, I'm very sorry about Friday and I'll be home Sunday...to stay! Love you always, Alex.'

"I'm so glad, and I'll be a lot nicer to you, baby." She said with a sniff, and then Sofia's words filled her mind. 'Give him a reason to come back home and suck his god damn brains out!' she thought, causing her pussy to ignite. 'I'm not sure if I could do that or not, but I'm going to be soooo nice to him, and I'll never hit him ever again!' she thought, as she went to find a big vase for the beautiful roses.

*.

Sunday came and Ronda couldn't wait to see Alex. "I hope he gets here soon!" she said, pacing the floor, and then walking into the bathroom to check her make-up. "I love this blue eye shadow, it really makes my eyes stand out," she said, as she made sure her powder-blue, tight-fitting sweater was straight. "It sure does show a lot of my breasts and my bra is doing nothing to hide my damn nipples! I hope he doesn't think I'm a slut for wearing it" she said, as looked down to the very short, blue skirt that covered her hips. "Wow, I haven't worn this in years and I'm surprised it still fits me!" she said, looking at how far it went up her long legs and how tight it was. "Wow, I feel like a slut!" she giggled, as Sofia's words kept filling her mind over and over again.

'You should give that boy a fuckin' reason to come back home with you! Suck his god damn cock, until his brains fall out, and then, ride him until your fuckin' cunt is bleeding! Show him how much his momma loves and needs him!' Ronda thought, and then she heard his car. "Oh boy, I'm so nervous!" Ronda said, and quickly made her way to the front door.

Alex was excited and hoped that mom liked the flowers. He knew it was wrong, but she was a great looking lady, and if things went well, he wouldn't mind slipping his cock up her cunt for a few hours and giving her a good fuck. He opened the door, stepped inside and couldn't believe what he saw. "Holy crap mom, you look...great! Are you going out on a date or something?" he asked, watching her face, he was shocked. Mom was blushing and as he looked her over, he saw that her nipples were hard and trying to rip through her sweater.

Her heart jumped and his words made her warm inside. "No, I just thought I'd dress up for you and if you want...I thought that we'd go out to dinner and get to know each other better. As adults, not mother and son" Ronda said, as she watched his young eyes exploring every inch of her mature body, focusing on her excited nipples, making them tingle.

Alex heard mom and wondered what was going on. "Sure mom, that sounds cool and it would be nice to know you as a...woman and not just my mom," he smiled and walked towards her, feeling the bl**d racing to his cock, it was growing hard for his mom.

"I'm so sorry for the other night and it will never happen again!" Ronda said, as tears flooded her eyes and he grabbed her in his strong arms.

He hugged her tight, enjoying her warm body against his, as his cock pressed into her soft thigh. "Don't cry mom, I'm sorry for using your panties." Alex could feel her relaxing and was surprised she hadn't felt his cock.

"Well, I'm not sure what to say about that, but," she giggled and his cock was hard, pressing to her body and he kept growing. "I hope you enjoyed using them," she purred, as her knees weakened. He flexed against her and Ronda had never felt anything so wonderful in her life.

Alex laughed and leaned back to look into her eyes. "Yes I did and they helped a lot!" he replied with a wink as her face turned bright red. "Let's have a drink and sit for awhile. I'm enjoying the 'new' you and I'm not sure if I want to share you yet!" Alex smiled and they walked arm in arm to the f****y room. "What would you like to drink, mom?" he asked, watching her sit on one of the bar stools and her skirt eased half way up her legs, showing her black stockings and toned thighs.

Ronda enjoyed him looking at her this way, even though she knew it was so wrong, it made her feel wanted again and it felt soooo good. 'Grow up Ronda and just let go!' she thought about her crazy friend and all she said yesterday. 'I know he truly loves me and that will never change.'

"How about a Gin and Tonic!" she said, enjoying this young stud checking her out, her pussy was dripping now. "How is your father and his new plaything?" she asked, not really giving a damn how he was. He broke her heart and left her a lonely mess.

"They're ok I guess." Alex replied and started making her drink. "He said to tell you hello and that he was selling his place in the Bahamas, and that he was going to give you half the money. He was in a very good mood I guess!" he laughed, and made sure to fix her drink strong.

"Wow, that place is worth a few million, maybe we could go on a trip someplace and have some fun! Where would you like to go, pick anywhere!"

Alex thought for a few seconds and remembered seeing a nice place in Costa Rica that was a romantic getaway and it may help with his plans with mom. "I saw a cool place on the Travel Channel that's in Costa Rica, that looked awesome and it's very private!" he said, handing her the drink and he sat next to her.

"Oh really? I hate going somewhere that's loaded with tourists and a bunch of screaming k**s running around all over!" she laughed, took a sip of her drink and started coughing. "Holy hell, are you trying to get me loaded, young man?" she teased, gave him a lingering smile and took another sip.

"I might be, you never know!" he smiled, held up his glass and she did as well. "Here's to my new and very sexy looking mom!" Alex said, as they lightly tapped their glasses together and drank.

"Well thank you, it feels good to be new and sexy again!"

"If we go on a trip, your church will have a shit-fit and nag you to death!" Alex said, and she just shrugged her shoulders.

"So, they can live without my money for a few weeks and if they start bugging me...they can go straight to hell! I had lunch with Sofia yesterday and we had a very good talk about a lot of things."

"Oh really? How are they doing?" Alex asked and took another big chance. He pulled out his cigarettes and lit one.

She saw him and didn't want to ruin the mood. "I wish you wouldn't do that in the house, next time, can you go outside, please!" she smiled and went on. "They're good and were headed off to Mexico for the weekend."

"We need to be like them mom and start having some fun!"

Ronda had an idea and wanted to try something. "Do you think it's odd the way they go places and how close they seem to be or is it just me?" she asked, as she took another drink, wondering what Alex had to say about them and if he thought anything was odd.

"They are kinda close...do you think they fool around with each other or what?" he laughed and loved seeing mom's face turn red.

"Alex, you shouldn't insinuate something like that!" she laughed, and it seemed he didn't mind.

"Well, they are close mom and I saw them kissing one time, after school and it didn't look normal!"

"Do you think they are?"

"I don't know, she is pretty as hell, but you have her beat hands down mom!" he smiled, and gave her a wink.

"Awe, thank you baby." She smiled and reached to hold his right hand. "But, do you think they're making out or not?"

Alex thought and wondered why she was asking him this. "I don't know, why are you asking me, she's your friend, you should just ask her!"

"Oh, I couldn't do that, I was just wondering is all. He is good looking, but you look better and your exercising has really made you look very good!"

"Thank you mom, I wasn't sure if you noticed or not," he said, reaching up and caressing the side of her pretty face. "I think when you dress this way, you make her look like shit, and I'm not joking either!"

She heard him and wanted to cry. "Wow, you are the sweet talker tonight, and thank you, I like it when you tell me that I look good!" she smiled, and took a drink. "I noticed, but I felt odd telling my son he looked 'hot' as you call it!"

"Good, because as the man of this house it's my duty to make sure you stay happy and to spoil you!"

"Oh really, and when did this come about?" she asked with a laugh, Alex was turning her on!

Alex felt his cock growing and this was getting interesting as hell. "Dad just dumped you and it had a bad effect on you. I saw it, but until today, you were a mean ass and I never knew what to do for you," he said, and mom just nodded her head in agreement with him.

"I know and I feel so bad. You are all I have left and I'm going to make it up to you, I swear!" Ronda said, feeling her nipples throbbing and her pussy was getting so wet. She leaned forward and lightly kissed her son on his lips. "Ok?" she whispered, and he returned her kiss.

Alex loved mom's lips on his and returned the favor. He kissed her and his cock jumped. "I love you and I'm glad we're talking like this. I missed not talking and hanging out with you" he said, while caressing the side of her face and kissed her again.

"Mmmm, are you trying to spoil me or um...something, but..." Ronda said, feeling her pussy tingling and starting to burn now. "I like it, I like it a lot!" she whispered, leaned back on the barstool and took another drink, hoping this wouldn't get out of control and ruin their lives.

Alex loved this and his cock was throbbing now. "You deserve it mom and what do you mean by...something?" he teased, puffed his cigarette and saw mom's nipples were hard as rocks.

She smiled and looked into his dark, bedroom eyes and her pussy was dripping. "You seem very flirty today and it's nice. I haven't been 'flirted with' in a very long time, and a lady needs to know that she's...needed and wanted sometimes." Ronda said with a little smile, as something caught her eye. Alex was very hard and it was for her.

"Mom, I can flirt with the best of them and if you're up for it...I'll go all out and charm the crap out of you!"

"Oh really now and what would that include?" Ronda asked, feeling her pussy tingling and her nipples throbbing.

Alex thought about it and had an idea. "What if I take you out to a romantic dinner and some dancing, but not as my mother, we'll make it a 'real' date. Think you could handle that or not?" he asked, and loved the look on her pretty, mature face.

"Wow, a real date huh? I think I could do that, having a handsome guy like you as my e****t!" Ronda smiled and her panties were drenched now with her pussy juice.

"Good, I'll get dressed and we'll be off!"

"Baby, I don't know if I can wear this outfit in public, I um... wore it just for you and...I'm not sure about it." Ronda said, hoping he didn't want her to wear it, and he would tell her to change it.

"Hell no, mom! You look hot as hell and other than fixing your makeup, don't you dare change anything!"

She laughed, he sounded so much like Tom, he was really turning her on and this was getting crazy, but Ronda loved it and needed more. "Yes sir, will there be anything else?" she asked, wondering what else this handsome, young man had planned, as she couldn't wait to find out.

"Well let me think, you could wear one of the outfits, you used to wear when you and dad went out." Alex replied, remembering how hot and sexy mom always looked in one of her sassy, little outfits.

She heard Alex and her heart jumped. "Oh really and was there any particular one you liked?" Ronda asked, feeling her face flush as her nipples grew harder.

He thought and remembered one. "How about that white, silk blouse, the stretchy, black mini skirt and some sexy, black stockings! It looked a lot like this one, but it was tighter and it was a lot shorter too!" Alex smiled, reached over and ran his right hand over mom's stocking-covered leg and felt her jump.

She laughed and her entire body started tingling when he touched her leg. "He always called that my get lucky outfit and...I normally did!" Ronda said, knowing her face was red as fire, but didn't care.

"Hell, you never know mom, you just may get lucky tonight!" Alex said with a wink, caressing up her long, left leg, moving towards her thigh.

"Easy tiger, this is only our first date and try to remember I'm your mom!" she giggled at him and loved the feel of his hand on her leg, as he started caressing towards the top of her black stocking, it was sending shivers up her spine.

He laughed, leaned into mom and pressed his lips to hers. "I'll try, but it's going to be very, very hard, but I'll do my best." Alex said, as he stayed against her lips and they looked into each other's eyes.

Ronda kept her lips to his and kissed him. "I think I'm in trouble and this could turn out to be an interesting night!" she whispered and lightly kissed her son, hoping she could control herself and not end up in a situation like Sofia was in with her son.

Alex stood up, pulled mom into his arms and hugged her tight, knowing she'd feel his very stiff cock and hoped she liked it. "You never know, maybe we'll end like Sofia and Dave!" he smiled, kissed her again, then gave her a slap on her meaty ass and ran away.

"Ouch, you brat!" she laughed, and loved him slapping her ass. Tom always did that to turn her on and now Alex was doing the same thing to her lonely body.

'Oh my god, I wonder if he knows about them and wants us to be the same way.' She thought, enjoying the wonderful sensation of his hand giving her ass a good slap, as it went straight to her pussy. 'I hope I can control this!' she thought again, and quickly went to her room to change for their date.

*.

It was dark; they were hugging and slowly moving to the soft beat of the music. "Thank you for doing this Alex, I'm glad I agreed to do it." Ronda smiled, looking in her son's gorgeous eyes as his stiff penis made her heart pound in her chest. He was so hard, pressed against her left thigh and so close to her aching pussy.

"I should thank you mom, and we WILL be doing this a lot more!" he replied, brushing a strand of mom's hair from her left eye as he leaned in towards her mouth. "Would it be ok if I kiss my very sexy date?" he asked, but didn't wait. Alex started kissing her and heard mom whimper. "Are you ok?" he asked, slipping his hands down her back and over each of mom's ass cheeks.

Ronda couldn't move or answer him, so she just kissed him in return. "Oh my, you are a wonderful kisser, but I'm sure you already know that, and why are your hands on my fat behind?" she asked, but was at the point that she didn't care any longer, because Ronda was falling for her son. She was so lonely and needed comforting from a man. But this man was her son!

"I've had a few women tell me that I kissed well, but until now, I never took it to heart and I'm glad you like it," he smiled, as his big hands lightly rubbed mom's ass and could feel her pushing into his cock. "As for touching your butt, I happen to like it and I didn't think you'd mind." Alex said, leaning into her as he kissed mom again. They nibbled on each other's lips as he kept fondling her meaty ass.

"Mmmm, you are a smooth one, and I bet you get lucky a lot." Ronda whispered between their light kissing and nibbling. Her pussy was dripping like crazy and her son's massive penis was only a few inches away from touching it. "Can I ask you something?"

"Yes."

"When you were um...using my panties," she stopped and kissed him a little more. "Who were you thinking about?" Ronda asked, as he squeezed her bottom harder, pulling her into his penis as it moved ever closer to her very needy pussy.

"Why would you want to know that?" he replied, and lightly kissed her.

"I just want to know."

"What would you say, if I said it was...YOU mom?" he whispered in her ear, and then kissed it and she moaned. His cock was so close to his mom's excited pussy now that he could feel the heat coming from it, as Alex shifted to his right. His stiff cock was right on her pussy and it was on fire. "Oh god, you are so freaking hot mom!" he moaned, squeezing his mom's ass, as she moaned too.

His big penis moved right onto her swollen cunt, and Ronda wanted to scream. He was so hard and she knew that it was all for her. His mother, the woman that gave him life. "Oh baby, I think this might be going a little...too far, and I really need to sit for a few!" she moaned again, enjoying his big, strong hands on her ass, with his monster penis rubbing right on her pussy, but Ronda needed to catch her breath and slow this down.

He kissed her again and tried to get his tongue in mom's mouth, but she refused to open up and let him kiss her as his lover. "Don't worry mom and just relax. I won't do anything else, unless you ask me to, and I mean it." Alex whispered, as he caressed and rubbed her beautiful ass one last time. He started working them up mom's back, as he eased away from her lower body.

Ronda felt his hands moving back up her body and Alex slowly pulled away from her. She quickly missed her son's warm embrace, but it was the right thing to do, because they needed to ease up a bit. They walked back to their table, Alex ordered more drinks and they sat down. "I'm sorry, but I think we might be going a little too far with this and that's about all I'm going to allow," she said, fumbling with a napkin. Ronda didn't know which way she should turn and it was killing her. Alex was her son and carried him in her body for nine long months. She breast fed him, and made sure that she raised a proper, young man, that he had manners.

Alex held her hands and smiled. "It's fine mom, things were getting a bit heated anyway and for that I'm sorry" he said, lifting her hands to his mouth, kissing them. His cock was pounding now for his mom's body, but this desire needed cooling down a little, because the last thing he wanted to do, was to piss her off and cause everything to come to an abrupt end. He hoped mom would want to dance again, but if she didn't, he had other ways of seducing a hot MILF like his mom, and he wouldn't hesitate to use any one of them on her.

The drinks showed up Alex and held up his glass to make a toast. "Here's to a wonderful dinner, some 'nice' dancing and to a VERY beautiful woman!" he smiled at her, as mom's eyes began to tear over.

As she listened to her son, she made the decision right then and there, that he was going to get his wish of making love to her, but not tonight. And Ronda hoped he wouldn't start up anything else, because she wasn't sure if she could still keep resisting him or not. "Awe, thank you sweet-heart, and I must say that you are a wonderful young man, and I thank you for being a true gentleman!" She clinked her glass against his, as she felt her juices pouring out of her body. 'I hope I can hold out at least one night!' she thought, as she put her drink down.
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Posted by iincest 3 years ago  |  Categories: First Time  |  Views: 1995  |  
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Die Freundin meiner Frau

Meine geile Geschichte ereignete sich vor ein paar Wochen, als die beste Freundin meiner Frau zu uns zu Besuch kam. Sie heißt Sofia, ist 27 Jahre alt, hat (tolle) schulterlange blonde Haare, blaue Augen und hat auch sonst eine geile Figur.
Am späteren Nachmittag ist Sie bei uns angekommen. Wir haben dann alle drei gemeinsam Kaffee getrunken und sind dann noch ein wenig in die Stadt gegangen. Gegen Abend gingen wir in einem netten Restaurant essen. Dabei wurde auch sehr viel guter Wein getrunken, so dass wir sehr gut drauf waren. Es war so gegen 23 Uhr, wir zahlten und ließen uns von einem Taxi nach Hause fahren. Zu Hause angekommen, richtete meine Frau ihrer Freundin ein Nachtlager auf der Couch im Wohnzimmer her. Ich bin gleich ins Bad gegangen und habe mich fürs Bett fertig gemacht.
Dann bin ich ins Schlafzimmer gegangen und habe mich schon ins Bett gelegt. Als meine Frau herein kam, war ich schon am einschlafen und murmelte nur noch ein müdes “Gute Nacht”. Der viele Wein hat da sicher einen großen Anteil dran gehabt. Denn sonst hätte ich jetzt bestimmt noch mit meiner Frau heißen Sex gemacht.
Ich wachte auf und musste erst einmal einen Augenblick überlegen. Da fiel mir der vergangene Abend wieder ein und das wir ja Besuch hatten. Ich schaute auf die Uhr. Es war 3:15 Uhr. Ich stand auf und ging ins Bad. Dann dachte ich mir, dass ich eigentlich mal schauen könnte, was Sofia jetzt macht. Ich ging also ins Wohnzimmer. Sie lag auf der Couch und schlief. Sie atmete ganz ruhig. Ich ging zu ihr hin und kniete mich vor sie auf den Teppich. Die Decke, mit der sie sich zugedeckt hatte, war runter gerutscht und bedeckte ihren Körper nur noch ab Bauchnabel. Ich machte eine kleine Lampe an und sah, dass unter ihrem T-Shirt, das sie noch an hatte, zwei schöne Brüste zu sein schienen. Ich konnte mich nicht zurückhalten und griff nach einer Brust.
Sanft streichelte ich sie und wartete auf eine Reaktion von Sofia. Aber nichts geschah. Ich schob meine Hand unter ihr T-Shirt, griff wieder an die gleiche Brust und streichelte sie nun etwas härter. Jetzt reagierte Sofia. Sie streckte sich, so als wolle sie sagen, das tut aber gut. Ich ging von der einen Brust mit einer langsamen Bewegung über ihren Bauch zur anderen Brust und streichelte auch diese ein wenig. Die Nippel stellten sich auf und wurden hart. Sie schlug etwas verschlafen die Augen auf.
Hallo, was machst du denn hier, fragte sie mich und lächelte mich an. Ich streichle dich und hoffe, dass dir das gefällt. Ja, sagte sie, das gefällt mir sehr gut. Aber wir sind nicht alleine. Doch, sagte ich. Meine Frau schläft. Aber sie kann jeden Moment kommen, erwiderte Sofia. Das würde mich auch nicht stören, sagte ich und glitt auch noch mit der zweiten Hand unter Sofias T-Shirt. Ich knetete beide Brüste und küsste sie leidenschaftlich. Mit einer Hand ging ich nun nach unten in Richtung magisches Dreieck und glitt sanft in ihren Slip. Sie spreizte die Beine und ließ mich gewähren. Ich bemerkte, dass Ihre Muschi rasiert und schon feucht war. Das war für mich das Zeichen, dass ich sie jetzt nehmen darf. Ich zog ihr den Slip aus, legte ein Bein auf die Lehne der Couch und stellte das andere sanft auf den Boden, so dass ihre Schenkel jetzt schön weit gespreizt waren. Ich kniete mich zwischen ihre weiten Schenkel und begann, mit meiner Zunge ihr Loch zu lecken. Sie presste mir ihr Becken so heftig entgegen, dass ich teilweise richtig nach Luft schnappen musste.
Dann sagte sie plötzlich, ich will auch mal naschen, gib mir doch auch mal was. Ich stand auf, ging zu ihrem Kopfende und spreizte meine Beine über ihr bis ich über ihr kniete. Mein Schwanz hing genau vor ihren Augen. Da ich im Bett nichts anhabe, brauchten wir uns nicht mit dem Ausziehen aufzuhalten. Ich nahm mich wieder ihrer Muschi an. Sie ging mit beiden Händen an meinen Hüften entlang auf meinen Rücken und hielt sich dort fest. Meinen Schwanz nahm sie in den Mund und saugte ihn fest an. Das war ein wahnsinniges Gefühl. Sie bearbeitete meinen Schwanz nur mit der Zunge und den Lippen, ließ ihre Hände ganz aus dem Spiel. Nach einer Weile, ich weiß nicht wie viel Zeit vergangen war, sagte sie, sie wolle mich jetzt spüren. Gern, sagte ich. Ich würde dich gerne von hinten nehmen. Das mag ich auch gerne, sagte Sofia. Wir standen beide vom Sofa auf. Sie zog sich zunächst ihr T-Shirt aus und zog mir dann auch noch meines aus. Dann kniete sie sich auf die Couch und forderte mich auf, auch zu ihr zu kommen. Ich ließ mir das nicht zweimal sagen und kniete mich hinter Sofia. Ich nahm meinen Schwanz in die Hand und führte ihn ihr langsam ein. Sie stöhnte leise auf und flüsterte, dass ihr das wahnsinnig gut tut. Ich fasste sie mit beiden Händen bei den Hüften und fing an, sie sanft zu ficken. Sie kam mit einer Hand zwischen ihren Beinen durch und griff nach meinem Sack. Als sie ihn endlich hatte fing sie an ihn heftig zu kneten.
Da ging plötzlich das Licht im Wohnzimmer an.
Wir beide erschraken und schauten etwas benebelt in Richtung Wohnzimmertür. Vor uns stand meine Frau. Na das schmeckt mir ja, sagte sie, meine beste Freundin hier durch ficken, was. Ich wusste nicht was ich darauf hin sagen sollte. Da sagte Sofia schon zu ihr, sei keine Spielverderberin und mach mit. Warum eigentlich nicht, sagte meine Frau und kam zu uns. Ich war über diese Reaktion doch etwas erstaunt. Sagte aber immer noch nichts. Sie zog den Couchtisch weg, damit sie besser an uns ran kam. Dann kam sie zu mir und küsste mich wild. Mit einer Hand ging ich ihr zwischen die Beine und bemerkte, dass sie auch schon etwas feucht war. Da sie im Bett auch meistens nur ein Unterhemd an hatte, brauchte ich sie nicht weiter auszuziehen. Während wir uns nun wild und leidenschaftlich küssten und ich mit einem Finger in sie eingedrungen war, übernahm Sofia für mich das Ficken. Sie bewegte sich hin und her und ließ meinen Schwanz so in einem gleichmäßigen Rhythmus in sich rein und raus fahren. Ich fragte meine Frau ob sie auch mal ran wolle. Ja klar, antwortete sie. So wechselten Sofia und sie die Plätze, und ich fing an Sofia mit meiner Zunge aufzureizen, während sich meine Frau meinen Schwanz einführte. Nach einer Weile meinte Sofia, dass sie gerne mal meine Frau gemeinsam mit mir vernaschen würde. Wie meinst du das, fragte ich Sofia.
Sie wandte sich meiner Frau zu und forderte sie auf, sich auf den Couchtisch zu legen. Etwas widerwillig tat sie das. Sofia kniete sich zwischen ihre Beine und spreizte sie weit auseinander. Dann fing sie an, ihre Möse auszulecken. Ich weiß, dass meine Frau noch nie von einer Frau geleckt wurde und war erstaunt, dass sie es so einfach geschehen ließ. Steck ihr deinen Schwanz in den Mund, forderte Sofia mich auf. Ich ging zum Kopfende meiner Frau und schob ihr den Schwanz zwischen die Lippen. Genüsslich nahm sie ihn auf und fing wie wild an ihn zu lecken und zu wichsen. Sofia leistete ganze Arbeit. Es dauerte nur wenige Minuten, da entfuhr meiner Frau ein lautes Stöhnen. Mit den Worten ‘mir geht einer ab’ bäumte sie sich auf dem Couchtisch auf und ergoss sich in Sofias Mund. Sofia erhob sich und sagte zu ihr, dass sie jetzt das gleiche mit ihr machen solle. Meine Frau hüpfte vom Couchtisch und Sofia nahm ihren Platz ein. Ich schob nun Sofia meinen Schwanz in den Mund, während meine Frau ihr die Muschi ausleckte.
Bei Sofia dauerte es wesentlich länger, bis meine Frau es geschafft hatte, ihr einen Orgasmus zu entlocken. Sofia hatte es mittlerweile fast geschafft, mir meinen Saft zu entlocken. Aber da kam es dann auch ihr sehr heftig. Sie wand sich unter der Zunge meiner Frau auf dem Couchtisch. Nachdem sie sich ein wenig erholt hatte sagte sie zu mir, das ich nun dran sei und wies mir den Platz auf dem Couchtisch zu. Ich krabbelte auf den Tisch und legte mich auf den Rücken. Meine Frau beugte sich über meinen Schwanz und fing an ihn zu bearbeiten. Sofia kam an mein Kopfende und stellte sich mit gespreizten Beinen über mein Gesicht. Der Anblick, den ich aus dieser Position genießen konnte, war wunderbar. Ich sah Sofias nasse Fotze und konnte erahnen, wie viel Saft ihr eben unter den Liebkosungen meiner Frau entwichen war. Sie kam ganz nah über mein Gesicht, so das ich keine Schwierigkeiten hatte mit meiner Zunge ihren Kitzler zu bearbeiten.
Diese Stellung machte mich so geil, dass auch ich mich nach wenigen Minuten im Mund meiner Frau entlud.
Sofia sagte, dass ich mich jetzt ein wenig erholen solle, und wenn meine Frau nichts dagegen habe, ich den beiden jetzt bei einem Dildospiel zuschauen könne. Da meine Frau nur lächelte, aber nichts gegen das Vorhaben von Sofia einwandte, ging Sofia zu ihrer Reisetasche und holte einen prächtigen, sehr großen Dildo mit Noppen hervor. Hast du immer so etwas bei dir, fragte ich sie. Ja klar, antwortete sie. Man weiß ja nie, was so alles passiert, wie du siehst. Ich lächelte und war nun gespannt was weiter geschah. Sofia nahm meine Frau an die Hand und ging mit ihr zum Schlafzimmer ich folgte den beiden. Sofia wies meiner Frau einen Platz auf dem Bett zu und kniete sich neben sie auf das Bett. Ich setzte mich auf einen Stuhl sah den beiden gespannt zu. Sofia fing an, den Dildo in den Mund zu nehmen und ihn mit ihrem Speichel ordentlich nass zu machen. Das ganze dauerte etwa zwei Minuten.
Meine Frau und ich schauten ihr dabei gespannt zu. Dann nahm sie den Dildo aus dem Mund und führte ihn zu ihrer Muschi. Sie spreizte die Beine weit und führte ihn sich ein. Mit langsamen Bewegungen stieß sie das dicke Ding immer tiefer in sich hinein, soweit, dass es fast verschwunden war. Nun nahm sie eine Hand meiner Frau und forderte sie auf weiterzumachen. Die tat ihr den Gefallen und fing an, sie mit dem Dildo zu ficken. Sofia spreizte ihre Beine weit und genoss es sichtlich, wie dieser große Dildo sie durch die Hand meiner Frau zum nächsten Höhepunkt trieb. Am Dildo zeichnete sich ab, dass Sofia diese wunderbare Flüssigkeit verlor. Er wurde noch nasser. Sogar die Hand meiner Frau wurde richtig nass.
Das Schauspiel regte mich doch sehr an.
Sofia zog sich den Dildo raus und legte ihn, wie schon am Anfang, voller Genus ab. Dann beugte sie sich zu meiner Frau runter und führte ihr den Dildo ein. Ihr schien er etwas zu groß zu sein. Sie stöhnte laut auf und meinte, dass das Teil doch ziemlich groß sein. Sofia reagierte nicht auf den Einwand. Sie kniete sich mit ihrem triefenden Loch über das Gesicht meiner Frau und fing an sie mit dem Dildo so richtig geil zu ficken. Meine Frau stöhnte und schrie dabei so laut, das es mit vor lauter Geilheit fast kam. Sofia forderte meine Frau auf, ihr den Saft aus Ihrer Möse auszulecken. Zunächst fing sie an mit den Fingern durch die nasse, glitschige Spalte zu gehen. Nach einer Weile fing sie dann an, Sofia wieder auszulecken. Die beiden waren in voller Aktion. Es schien ihnen richtig gut zu gefallen. Nach einer Weile schaute Sofia zu mir rüber und meinte, dass ich mal zu ihr kommen solle und mich vor sie hin knien solle. Gespannt, auf das was nun kommen würde tat ich es.
Gib mir mal deinen Schwanz. Ich blase ihn dir jetzt schön groß, damit du mich gleich ficken kannst, während ich geleckt werde. Ich nahm meinen Schwanz in die Hand und schob ihn Sofia in den Mund, den sie schon erwartungsvoll aufgemacht hatte. Während sie meine Frau heftig mit dem Dildo fickte, blies sie meinen Schwanz nicht weniger heftig. Dann forderte sie mich auf, nach hinten zu gehen und sie jetzt zu ficken. Ich tat ihr den Gefallen. Ich kniete mich hinter sie und sah, wie die Zunge meiner Frau immer wieder durch die nasse Spalte von Sofia glitt. Ich bat meine Frau ein wenig nach unten zu rutschen, da ich sonst nicht richtig an Sofia heran kommen würde. Sie tat es, ohne aber groß von ihrem Loch abzulassen. Ich nahm meinen Schwanz in die Hand und führte ihn ein, was mir wenig Probleme bereitete, da das Loch durch die vorangegangene Behandlung mit dem Dildo und dem anschließenden Auslecken meiner Frau wahnsinnig nass war. Ich fasste Sofia wieder bei den Hüften und fing an wild und hart in sie hinein zu stoßen. Sie stöhnte laut auf und gab meine Stöße mittels des Dildos an meine Frau weiter. Die wiederum leckte Sofias Kitzler und knetete meinen Sack ordentlich durch. Wie verabredet kam es uns nach nur wenigen Minuten fast gleichzeitig.
Meiner Frau klatschte der Saft von Sofia und von mir ins Gesicht.
Sie wollte aber alles und ließ nicht von Sofia ab.
Sie leckte die durch meinen Schwanz geweiteten Schamlippen, meinen Schwanz und die Schenkel von Sofia immer wieder ab. Erschöpft ließen wir uns dann etwas später in die Kissen fallen. Sofia lag in unserer Mitte. Sie griff mit einer Hand nach meinem Schwanz und wichste diesen sehr langsam auf und ab und mit der anderen Hand streichelte Sie die Muschi meiner Frau. Wenn ich darf, sagte sie, würde ich jetzt gerne öfters zu Besuch kommen. Eure Gastfreundschaft hat mich völlig überwältigt. Wir lachten und schliefen erschöpft ein.... Continue»
Posted by kolli43 3 years ago  |  Categories: First Time, Group Sex  |  Views: 9842  |  
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Mi esposa la esclava sexual 4

Mi esposa Sofia es una rubia de 19 años con una cara de angel y un cuerpo perfecto. Ya llevamos 1 mes de casados y me cuenta que en el trabajo hay un compañero llamado Sam que la acosa sexualmente y ella se esta enamorando de el.

Me dice que la invito a una cena de trabajo hoy en la noche y que va a pasar por ella a las 8:00 PM. Yo le ayude a escojer un vestido con el cual se mira hermosisima.

Se llegaron las 8 y llego su compañero con una rosa roja. Yo le abri la puerta y le dije que pasara y que esperara a Sofia que ya mero estaba lista.

El me dijo que no sabia que Sofia fuera casada y que disculpara lo de la rosa. Yo le dije que Sofia me cuenta todo y que ella sentia mariposas cuando estaba cercas de el y que ella tenia toda la intencion de hacerlo su amante.

El me felicito por tener una esposa tan hermosa y que haria lo posible para hacerla feliz. Yo le dije que lo que a ella le hace feliz es que descarge toda sus fantacias sexuales en ella.

En esto entro Steve a la casa y se dirijio a la recamara donde se estaba cambiando Sofia.

Se oian gritos de Sofia pidiendo ayuda. Yo y Sam corrimos a la recamara para encontrar a Steve queriendo cojer el culo de Sofia estando ella boca abajo sobre la cama.

Le dije a Steve espera separate de ella. Entonces empece a lamerle el hermoso culito a mi esposa para lubricarlo. Y le dije a Steve listo, abusa de este hermoso culito.

Steve tomo las caderas de Sofia y le metio la verga hasta el fondo.
Sofia gritaba de exitacion. Mientras me preguntaba Sam que que pasaba que era el el que se supone era el amante de mi esposa.

Yo le dije que si que el seria su amante, Pero Steve tenia de esclava sexual a Sofia, y le señale al cuadro de la foto de boda de la pared. Aqui se veia que yo estaba de pie con mi traje negro y a Sofia con su vestido de novia el cual ella levantava para mostrar como Steve le metia la verga en su panocha hermosa.

En esto Steve seguia cojiendo con furia el culito de mi esposa amada. Steve solto su semen dentro de ella y sin mas se fue.

Sofia solo subio su calsosito de hilo dental y bajo su vestido y dijo lista para ir a cenar.

Sam le dio un beso profundo a mi esposa y salieron a cenar.

Como a media noche oi ruidos en la sala, al llegar ahi me encontre con que mi esposa ya estaba desnuda montando la verga de Sam.

Me sente en el sillon de enfrente para platicar con ella y ver el espectaculo. Se mirava hermosisima usando a Sam como un jugente sexual subia y bajaba en la verga dura de Sam.

Sam me decia que tenia una esposa muy puta y que a el le daria verguenza tener una esposa como ella. Lo que exitaba mas a Sofia para moverse con mas rapidez. Sofia saco la verga de su panocha y la coloco en su culito y sin mucho esfuerzo se la metio hasta el fondo.

Sam me dijo, vez lo que te digo ahora la paredes apretaditas de tu putota esposa estan exitando toda mi verga. Ella es una deshonra como esposa. Lo que me hizo reflexionar y decirle a Sofia que Sam tenia razon que dejara de comportarse como una puta sino le diria a su mama que vivia en la casa de al lado. Como ella no hizo caso tube que ablarle a su mama.

La mama de Sofia llego rapidamente para ver el comportamiento de su hija.

Sofia no dejaba de moverse sobre la verga y la mama de Sofia llegaba para gritarle: Hija de tu puta madre que te pasa! y la cacheteo porque pones el nombre de la familia tan bajo?

Sofia solo decia que le encantaba y que lo hacia por amor a Sam.

Sam desconcertado por ver que la mama de Sofia estaba presente.

En esto llego Steve y pregunto que esta pasando? Yo le explique y el dijo tengo una idea hay que darle una leccion a Sofia.

Le pidio a la mama de Sofia que chupara los testiculos de Sam mientras su hija seguia montando la verga para ver si asi le daba verguenza.

La mama de Sofia accedio, Sam estaba en la gloria con su verga siendo montada por Sofia y su mama chupandole los testiculos.

Sam no soporto mucho y solto el semen dentro del culito de mi esposa. El cual estaba lleno ya del semen de Steve.

La mama de Sofia le pidio por favor que le dejara chupar este hermoso culito lleno de semen.

La mama de Sofia se acosto en el pizo y Sofia se le sento en la cara. Sofia apretava el culito para mantener el semen.

La mama de Sofia le metia la lengua en el culito a pretado y batallaba para poder sacarle el semen.

La mama le dijo porfavor hija no te pongas tan dura afloja el semen.

No madre hace rato me ofendiste mucho al decirme "hija de tu puta madre" asi que ahora chingate si quieres ese semen tienes que trabajar duro por el.

La mama resignada le lamia y chupaba el culo con gran fuerza.

Sam les decia son tal para cual una familia de pervertidas.

Mama ya no resisto, pon tus labios alrededor del culito que ya voy a soltar el semen. Se oia que la mama de Sofia chupaba al tiempo que Sofia pujaba, despues se oia como la mama de Sofia se pasaba el semen. Pero seguia lamiendo el culo de Sofia.

Sofia le dijo: mama ya deja de lamerme el culo que van ha decir estos hombres que eres una pervertida sexual.

En esto se sonrojo la mama de sofia y dejo de chuparle el culito hermoso.

Sam exitado por la situacion, Desnudo a la mama de Sofia y empezo a cojersela enfrente de todos. Sofia le decia que te pasa si hoy apenas ser mi amante y ya estas cojiendo a mi mami.

Sam le dijo tu mami estaba muy rica; tambien me dijo tu esposo que tu eres feliz cumpliendo mis deseos sexuales. Sofia le dijo solo estoy jugando te vez muy bien cojiendote a esta puta.

Sam se canso de cojer y se fueron todos de la casa.

Asi llevamos los dias de nuestro maravilloso matrimonio.

Mi esposa me sigue contando como Sam en el trabajo a dejado de acosarla sexualmente lo que ayuda a tener un mejor ambiente de trabajo.

Pero Sam ya tiene una copia de la llave de nuestra casa, y ya van varias veces que me despierto porque Sam mueve la cama al cojer a Sofia, otras veces me despierta Sofia al sentarse desnuda en mi cara para solatar el semen que Sam suelta dentro de su panochita.

Al mismo tiempo Steve sigue usando a Sofia como esclava sexual y trae varios amigos para cojerla en grupo. Lo que me enorgullece es que los amigos nuevos de Steve se sorprenden con la hermosura de Sofia y su disponibilidad de cojer. Me dicen lo rico que se siente los adentros de su panochita y de su culito cuando aprietan las vergotas.

Otros se quedan admirando sus hermosas nalgas por un momento las chulean y luego con gran furia le meten la verga hasta el fondo y se chorrean dentro de ella.

Agradeceria comentarios sobre el comportamiento de mi esposa y si les gustaria tener una esposa como ella, o si son mujeres si quisieran ser una esposa como ella.



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Posted by Darnel 1 year ago  |  Categories: Anal, Hardcore, Taboo  |  Views: 467  |  
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Styvpappan/Stepfather

Låna pengar.

Den här berättelsen handlar om:
SOFIA som är 22 år. Hon har utvecklats från en tanig tonåring till en mogen kvinna med toppiga bröst, en smal midja, en sexig stjärt som putar ut och långa smidiga ben.
De senaste två åren har hon varit sambo med Stefan men har just gjort slut.

GUNNAR, 61 år, som är Sofias styvpappa sedan hon var 12 år. Han är gift med Sofias mamma Britt. Gunnar är en lång och kraftig man och med yvigt grått hår. Både bland sina kompisar och bland några grannfruar är han känd som en riktig kåtbock.
Å andra sidan är inte Britt mycket bättre eller sämre. Hon är just nu på en golfresa som säkert går ut på att få en klubba i hålet.

Så här var det:

Sofia var riktigt nöjd över att hon och Stefan beslutat gå skilda vägar. Hon var däremot mindre nöjd med sin ekonomiska situation. Att betala Stefan 59000 kronor för hans insats i den mysiga lägenhet de delat var inte enkelt för en högskolestuderande.

Första söndagen i november ringde hon sin mamma Britt och undrade om hon kunde hjälpa till.

- Du vet att jag vill men kan inte just nu, försök att prata med pappa, föreslog Britt
- Pappa, sa Sofia frågande
- Jag menar givetvis din styvpappa Gunnar
- Kan jag komma hem på lördag kväll och prata
- Visst kan du men jag ska åka på en golfresa med några väninnor till Spanien i morgon och blir borta över helgen, kommer hem nästa tisdag
- Men pappa är väl hemma
- Jaa och då får du försöka charma honom, skrattade mamman

Hon kan säkert charma min kåtbock tänkte Britt som märkt att han varit speciellt kåt när Sofia varit på besök.

- Du kommer väl ihåg när du var 15 och ville ha pengar till bio eller disco, undrade mamman
- Nää ….vad gjorde jag, fnittrade Sofia

Hon kom mycket väl ihåg hur hon ofta suttit och skruvat på sig i Gunnars knä tills han fått stånd och gett med sig.

- Du satte dig i hans knä och då gav han med sig

Sätter hon sig i hans knä nu får gubben min kåtslag tänkte Britt.

- Jag ska på en födelsedagsuppvaktning på lördag eftermiddag men sen åker jag hem till pappa, förklarade Sofia
- Ring och kolla så att han är hemma

Några dagar senare ringde Sofia sin styvpappa som lät riktigt entusiastisk när hon skulle komma på besök.

- Jag ska visserligen på en födelsedagsuppvaktning på lördag eftermiddag men lovar att vara hemma senast klockan nio, sa Sofias styvpappa
- Märkligt ….. otroligt …… jag ska också på födelsedagsuppvaktning, en väninna fyller 25 men sen kommer jag

Nu får jag vänta till söndag innan jag får sätta på min kåta grannfru tänkte han men vad gör man inte för sin dotter.
Det blir perfekt tänkte Sofia, pappa brukar vara lite mer medgörlig när inte mamma är i närheten, om han dessutom druckit lite på festen är han säkert mottaglig för mina argument.

Lördag kväll.

Gunnar skyllde på en begynnande förkylning och tackade för sig redan klockan åtta. Eftersom han tagit en välkomstdrink och ett par glas vin tog han en taxi hem från festen.
Jag måste ta en dusch innan Sofia kommer tänkte han när han var hemma.

Ungefär samtidigt kramade Sofia om väninnan som fyllde år och ursäktade sig viskande med att hon skulle på en viktig date.
Tankarna snurrade när hon satt på bussen, undrar om inte pappa är lite fyllkåt som hon hört morsan säga när de kommit hem från en fest.

En dryg halvtimme senare öppnade Sofia dörren och möttes tystnad. Hon gick runt i lägenheten utan att hitta sin styvpappa. Då hörde hon ljud från badrummet.

Hennes styvpappa hade just duschat klart. Synd jag inte hann med en snabbis hos grannfru tänkte Gunnar och lyfte pungen som var fulladdad.
Någon minut senare kom han ut endast klädd i skjorta och kalsonger.

Det blev givetvis stora kramkalaset som Sofia avslutade med att ge honom en liten puss på munnen.

- Vi pratar lite först sen blir det vickning, sa Gunnar och satte sig i soffan med Sofia i en fåtölj mittemot.

Medan Sofia började berätta vad som hänt mellan henne och Stefan satt hennes styvpappa Gunnar bara tyst och nickade. Han sa ingenting, han stirrade på sin sexiga styvdotter som var klädd i ett tunt linne med smala axelband, utan behå, och en kort kjol. Han slickade sig om munnen och såg på bröstvårtorna som såg ut att vilja tränga ut genom det tunna tyget. Den korta kjolen hade glidit långt upp på låren.

Hon var helt uppe i sin berättelse att hon inte märkte hans kåta blick. Han verkar hopplös tänkte Sofia och suckade misslynt.

- Kommer du ihåg när du var tonåring och ville ha en slant till bio, flinade Gunnar plötsligt
- Nää ….. hur då….va gjorde jag
- Du satte dig i mitt knä och försökte övertala mej
- Lyckades jag

Dum fråga tänkte Sofia, jag behövde bara gnugga rumpan mot honom så att han fick stånd, sen gav han med sig och jag fick pengar.

Samtidigt tänkte Gunnar på den gången hon gned rumpan mot kuken så länge att han inte kunde hålla emot. Satsen hamnade i kalsongerna.

- För det mesta lyckades du ……….. men kom så få jag höra hur det är, sa han och klappade sig på knäna
- Pappa, var ordentlig nu, jag vill verkligen behålla lägenheten, jag behöver bli helt fri från Stefan, sa Sofia lite gnälligt
- Sätt dej i mitt knä och får jag höra
- Pappa larva dig inte nu ….. kan du låna mej
- Vi måste fundera på hur vi ska göra, kom och sätt dej
- Okej, kan jag väl, sa hon tvekande och reste sig

När hon vände honom ryggen för att sätta sig i hans knä passade Gunnar på att lyfta hennes kjol så att hon satte med trosan mot hans kalsingar.

- Satt jag så här, skrattade hon och vred lite på rumpan

Jäklar också, farsan har stånd redan tänkte hon och gled lite sakta fram och tillbaka.
Undrar om hon känner att jag har ståkuk tänkte hennes styvpappa.

- Jaa du satt så här och jag smekte dej så här, sa han och förde in handen under hennes linne

Han smekte hennes fasta mage. Hon kände hur hans stora hand fortsatte uppåt och kupade sig runt ena bröstet.

- Men pappa …. inte så …… inte så….. inte tog du mej på brösten
- Du hade inte mycket till bröst att ta på när du var tonåring
- Nää ….. inte då
- Inte då ….. men nu har du kommit kapp ….. du har väl fått höra att du har toppenbröst, sa han med grötig röst och skruvade på vårtan som hårdnade mellan hans fingrar
- Men pappa ….. va gör du …..pappa……
- Visst är det lite skönt
- Nää ……joo ….. jaa visst …. det pirrar lite

- Vet du vad jag kommer ihåg mera
- Nää, sa hon
- Du kunde inte sitta helt stilla …… du skruvade på rumpan … som du gör nu
- Va hände då, frågade hon med oskyldigt röst fast hon mycket väl kom ihåg att styvpappan brukade få stånd
- Jag tror att du märkte att jag blev hård
- Joo, första gången jag kände att du blev hård blev jag lite skärrad…… förstod inte vad det var
- Sen förstod du att det var skönt för mej
- Ja visst ….. då fick jag biopengar………känner att du är hård nu
- Vad då hård
- Dumma pappa …. hård…. vill du jag ska säja stånd … att du får stånd, fnittrade Sofia
- Jaa jag har stånd ……. men säj hellre att jag har ståkuk
- Stackars pappa ….. får du ståkuk när din dotter….. menar styvdotter sitter i ditt knä

Samtidigt sträckte Gunnar upp en hand under Sofias korta kjol. Han kände direkt att trosan var blöt i grenen. När han sen försökte dra ner trosan lite lättade Sofia automatiskt lite på stjärten så att handen fick plats.

Han drog så pekfingret fram och åter några gånger längs den hala fittskåran och hörde hur hon flämtade till.



- Pappa …….du får inte ……det vet du väl …….det är inte rätt ….. sluta nu, flämtade Sofia men bresade ändå för att ge hans grova fingrar fritt tillträde
- Bara känna lite, flåsade Gunnar och trängde sakta upp sitt pekfinger mellan hennes svullna fittläppar.

Fan nu känner farsan hur våt jag är tänkte hon, våt och kåt. Gunnar knullade sin styvdotter lite retsamt sakta med pekfingret, juckade fingret lite sakta in och ut

- Pappa … gör inte så …… du får ju inte … ….vet du väl…. sluta nu …., stönade hon flämtande men kunde inte låta bli att gunga emot hans juckande finger
- Men nu måste du sitta stilla en stund annars…….
- Vad då annars
- Du vet mycket väl vad som kan hända
- Va vet lilla jag, fnittrade hon

- Vill du att jag ska lägga satsen i kalsingarna
- Men pappa …..skärp dej …..säj inte så….pappa du är så fräck…….satsen ……. så jävla fräck ….. , stönade hon och tänkte på att hon minsann skulle se till att få hans stora gubbsats i fittan
- Jaa …..spruta såsen…….kuksåsen ….., grymtade han

Fingret kittlade henne så eggande skönt. Plötsligt försvann fingret. Gunnar drog i trosorna för att hon skulle ta av dem.

Nu är Sofia så kåt att hon bryr sig inte längre bara hon får kuk tänkte han när hon utan tvekan hjälpte till och slet av sig trosan.
Jag vet att vi gått över gränsen tänkte hon men jag är så kåt att jag inte klarar att stoppa farsan.
Samtidigt drog han av henne linnet och slängde det med sin skjorta ut på golvet.

- Ta fram den, stönade Gunnar
- Va….. men pappa
- Ta fram den nu ….. kuken …..det är bara du och jag hela helgen
- Nää … pappa ……….nää … vi får inte …, stönade Sofia men reste sig ändå och ställde sig gränsle om hans ben

Hon är riktigt härligt kåt nu tänkte han. Sofia reste sig lite och hjälpte till och drog av kalsongerna från hans styva kuk och fullmatade pung.

- Visst vill du ha pappas gubbkuk, skrockade Gunnar
- Pappa ……tänk om mamma får reda på ….., flämtade Sofia kvidande
- Ingen fara….hon kommer först på tisdag ……..du vet väl att hon är på knullresa, skrockade Gunnar brunstigt
- Mamma….. på knullresa……inte mamma…., stönade Sofia och stannade upp
- Golfresa…knullresa…..bollen i hålet på dagen …….klubban i hålet på kvällen
- Men pappa…..inte morsan…..

- Kom nu … sätt dej …….sätt dej på kuken, skrockade Gunnar fräckt och drog i henne.
- Nej … pappa …….. får inte ….vi får inte….du vet att vi inte ska…., gnällde Sofia men backade ändå i läge, grensle över hans ben

Gunnar var alldeles röd i ansiktet och tog beslutsamt tag med ena armen runt styvdotterns smala midja. Han lyfte henne något samtidigt som han vinklade ner kuken mellan hennes lår så att den blåsprängda kukskallen trängde fram förbi fittskåran.

Sofia skrevade och lutade sig bakåt mot sin styvpappas håriga bröst. Hon gled fram och tillbaka några gånger med sina såphala fittläppar över hans feta kuk. Samtidigt smekte han hennes fasta mage ner över musbusken innan hans grova fingrar letade sig in mellan hennes rödsvullna fittläppar.

Hon snörvlade när hans pekfinger juckade i fittskåran. Jävlar va skönt, inte som när jag pullar själv tänkte hon och kunde låta bli fläka ut sig ännu mera.

Med lätta rörelser masserade han hennes svullna klitta mellan tummen och pekfingret. Han fortsatte att jucka med ett finger djupt inne i fittan så det smaskade omväxlande med att runka kåtknoppen.

- Jag känner att du längtar efter min gamla gubbkuk, väste Gunnar och juckade snabbare
- Jaa ….. fan ….... det går snart... …. snart...... mera …. fortsätt …. snart…… .kommer jag……, väste Sofia och bet ihop
- Kom då ……….kom nu …….jaaa kom …….. släpp loss för fan…...
- Ååååååå... ….nuuuuuu.......... kooooooommmeeeer. ……iiiiiiiiiii ……… .nuuuuuuuu ….., ylade hon rakt ut så saliven sprutade

Sofia skakade länge i efterdyningar medan hennes styvpappa höll om och smekte hennes bröst. Gunnar tog nu tag i hennes höfter och lyfte henne lite till så hon putade med rumpan mot honom.

Han tog om sin feta kuk och riktade den rätt upp mot hennes blöta fittskåra som glänste av fittsaft.

- Så ja …..… sätt dej så där, grymtade Gunnar brunstigt och
- Pappa … vi får ju inte ……får inte, snyftade Sofia alldeles flåsande medan hon
sänkte sig ner mot Gunnars grova och ådriga kuk

Hon flåsade när hon kände hur hennes rödsvullna fittläppar spändes ut runt hans svullna kukhuvud. Hon skrevade ännu mera och krängde och tryckte sig neråt centimeter för centimeter.

- Tryck på lite till ……. kuken ska in till roten ……mera…..lite till…, stönade Gunnar med grötig rös.
- Men pappa ……jaa ..…ge mig hela …..hela kuken ….., väste Sofia

Sofia bresade så mycket hon kunde medan Gunnar tog tag i hennes höfter och tryckte på för att få in kuken så långt som det bara gick.

- Så ja ….. nu jävlar …..har du hela ……..i din lilla fitta …. kuken inne till roten, skrockade Gunnar belåtet

Sofia nästan tappade luften när hon kände att hon tagit sin styvpappas gubbkuk helt till roten. Hon stirrade rakt upp och fick inte fram ett ljud trots att munnen var helt öppen.

- Din trånga fitta kramar kuken så satans skönt, stönade Gunnar och smekte hennes toppiga bröst
- Vad då trång…… alla fittor måste kännas trånga för din hästkuk, sa Sofia med grötig röst
- Jaa men rid nu
- Lugn farsan ….. nu ska min lilla fitta ut på en ridtur…… hon ska rida på pappas feta gubbkuk

Sofia började rida ganska långsamt. Hon red lugnt och rytmiskt men snart ökade hon. Gunnar kände hur fittan flödade så att fittslemmen trängde ut och rann ned för kukskaftet och ned över hans svällda pung.

Sofias bröst hoppade upp och ned under hennes allt vildare ritt. Hon stönade högre och högre för varje juck. Gunnar hörde att hon inte hade långt kvar.

- Farsan …… gubbkuken….. i min lilla fitta …….. jaaaaa ...…….i min stackars fitta ……………satans gubbkuk …….ge mig såsen …….. spruta i fittan…… nuuuuuu, stönade hon osammanhängande

Gunnar kramade Sofias guppande bröst och skruvade på vårtorna som stod styva rakt ut. Hon red snabbare och arbetade i några sista små rytmiska juck.

Nu kommer hon kände Gunnar. Med ett hårt grepp om sin styvdotters höfter tryckte han ner henne till roten

- Jaaaaa ...……..nuuuuuu …….koooomeeer …… nuuuuuu ………..nuuuuu… spruuutaaaaaa …… nuuuuuuuu……., snyftade hon tills hon tappade andan

Gunnar höll henne stilla med kuken inne till roten. Hon satt nersjunken och andades ut en bra stund medan han smekte hennes toppiga bröst.
Efter en stund stack hon så ner handen och kände på hans pung. Den var svullen och stor som en g****.

- Pappa …..stackars pappa….du måste tömma påsen … snart ….menar nu…………farsan …… nu …...töm den i fitta, fnittrade hon

Sofia började åter rida lite sakta. Ganska snart ökade hon takten. Hon hade snart åter passerat den gräns där det inte fanns någon återvändo, hon var redan nära sin tredje orgasm.
Gunnar kämpade så svetten rann i hans ansikte för att vänta på att hans styvdotter skulle komma en gång till.

- Pappa ….jag känner hur kuken sväller……ge mig satsen ……spruta, väste hon
- Jaa …lite till …..snaaart ……

Sofias blonda hår hängde i svettiga stripor och ansiktet flammade rött. Hon tog för sig och red som ett vilddjur, fradgan rann ur hennes gapande mun, bröstvårtorna stod stenhårda rakt ut.

- Jaaaaaa ……. jag ….. …kooooomeeeer …….. åååååååååå …..nuuuuuuuu …….. spruta …….., ylade hon

Då släppte hennes styvpappa kontrollen. Nu kunde han inte hålla emot, det spände i låren, i ryggen och i pungen.
Han tyckte kuken i botten.

- Satan jag kan inte…..…koooommmmeeeer……....jaaaaaaaaaa …., brölade han brunstigt

Han kände det som att hela kuken och pungen exploderade. Stråle efter stråle av uppdämd kuksås slungades längst in i hans styvdotters fitta som drogs ihop sig som i kramp runt hans kuk.

Sofia föll då bakåt och låg med skrevande ben som en trasdocka i Gunnars famn.

Så småningom slappnade de av men båda verkade vara i en annan värld efter den våldsamma anspänningen. Gunnar kände att allt eftersom kuken slaknade sipprade kuksåsen ut ur fittan ner på pungen.

Styvpappan Gunnar var den som först kom till sans.

- Sofia, vad sa du om att låna pengar, frågade han
- Va….va då….., svarade hon fortfarande i en helt annan värld
- Kom vi går in i sovrummet och pratar, sa han med grötig röst medan han tänkte på att först måste hon suga upp kuken... Continue»
Posted by johas2 6 months ago  |  Categories: Mature, Taboo  |  Views: 15

Låna pengar/Money issue

Låna pengar.

Den här berättelsen handlar om:
SOFIA som är 22 år. Hon har utvecklats från en tanig tonåring till en mogen kvinna med toppiga bröst, en smal midja, en sexig stjärt som putar ut och långa smidiga ben.
De senaste två åren har hon varit sambo med Stefan men har just gjort slut.

GUNNAR, 61 år, som är Sofias styvpappa sedan hon var 12 år. Han är gift med Sofias mamma Britt. Gunnar är en lång och kraftig man och med yvigt grått hår. Både bland sina kompisar och bland några grannfruar är han känd som en riktig kåtbock.
Å andra sidan är inte Britt mycket bättre eller sämre. Hon är just nu på en golfresa som säkert går ut på att få en klubba i hålet.

Så här var det:

Sofia var riktigt nöjd över att hon och Stefan beslutat gå skilda vägar. Hon var däremot mindre nöjd med sin ekonomiska situation. Att betala Stefan 59000 kronor för hans insats i den mysiga lägenhet de delat var inte enkelt för en högskolestuderande.

Första söndagen i november ringde hon sin mamma Britt och undrade om hon kunde hjälpa till.

- Du vet att jag vill men kan inte just nu, försök att prata med pappa, föreslog Britt
- Pappa, sa Sofia frågande
- Jag menar givetvis din styvpappa Gunnar
- Kan jag komma hem på lördag kväll och prata
- Visst kan du men jag ska åka på en golfresa med några väninnor till Spanien i morgon och blir borta över helgen, kommer hem nästa tisdag
- Men pappa är väl hemma
- Jaa och då får du försöka charma honom, skrattade mamman

Hon kan säkert charma min kåtbock tänkte Britt som märkt att han varit speciellt kåt när Sofia varit på besök.

- Du kommer väl ihåg när du var 15 och ville ha pengar till bio eller disco, undrade mamman
- Nää ….vad gjorde jag, fnittrade Sofia

Hon kom mycket väl ihåg hur hon ofta suttit och skruvat på sig i Gunnars knä tills han fått stånd och gett med sig.

- Du satte dig i hans knä och då gav han med sig

Sätter hon sig i hans knä nu får gubben min kåtslag tänkte Britt.

- Jag ska på en födelsedagsuppvaktning på lördag eftermiddag men sen åker jag hem till pappa, förklarade Sofia
- Ring och kolla så att han är hemma

Några dagar senare ringde Sofia sin styvpappa som lät riktigt entusiastisk när hon skulle komma på besök.

- Jag ska visserligen på en födelsedagsuppvaktning på lördag eftermiddag men lovar att vara hemma senast klockan nio, sa Sofias styvpappa
- Märkligt ….. otroligt …… jag ska också på födelsedagsuppvaktning, en väninna fyller 25 men sen kommer jag

Nu får jag vänta till söndag innan jag får sätta på min kåta grannfru tänkte han men vad gör man inte för sin dotter.
Det blir perfekt tänkte Sofia, pappa brukar vara lite mer medgörlig när inte mamma är i närheten, om han dessutom druckit lite på festen är han säkert mottaglig för mina argument.

Lördag kväll.

Gunnar skyllde på en begynnande förkylning och tackade för sig redan klockan åtta. Eftersom han tagit en välkomstdrink och ett par glas vin tog han en taxi hem från festen.
Jag måste ta en dusch innan Sofia kommer tänkte han när han var hemma.

Ungefär samtidigt kramade Sofia om väninnan som fyllde år och ursäktade sig viskande med att hon skulle på en viktig date.
Tankarna snurrade när hon satt på bussen, undrar om inte pappa är lite fyllkåt som hon hört morsan säga när de kommit hem från en fest.

En dryg halvtimme senare öppnade Sofia dörren och möttes tystnad. Hon gick runt i lägenheten utan att hitta sin styvpappa. Då hörde hon ljud från badrummet.

Hennes styvpappa hade just duschat klart. Synd jag inte hann med en snabbis hos grannfru tänkte Gunnar och lyfte pungen som var fulladdad.
Någon minut senare kom han ut endast klädd i skjorta och kalsonger.

Det blev givetvis stora kramkalaset som Sofia avslutade med att ge honom en liten puss på munnen.

- Vi pratar lite först sen blir det vickning, sa Gunnar och satte sig i soffan med Sofia i en fåtölj mittemot.

Medan Sofia började berätta vad som hänt mellan henne och Stefan satt hennes styvpappa Gunnar bara tyst och nickade. Han sa ingenting, han stirrade på sin sexiga styvdotter som var klädd i ett tunt linne med smala axelband, utan behå, och en kort kjol. Han slickade sig om munnen och såg på bröstvårtorna som såg ut att vilja tränga ut genom det tunna tyget. Den korta kjolen hade glidit långt upp på låren.

Hon var helt uppe i sin berättelse att hon inte märkte hans kåta blick. Han verkar hopplös tänkte Sofia och suckade misslynt.

- Kommer du ihåg när du var tonåring och ville ha en slant till bio, flinade Gunnar plötsligt
- Nää ….. hur då….va gjorde jag
- Du satte dig i mitt knä och försökte övertala mej
- Lyckades jag

Dum fråga tänkte Sofia, jag behövde bara gnugga rumpan mot honom så att han fick stånd, sen gav han med sig och jag fick pengar.

Samtidigt tänkte Gunnar på den gången hon gned rumpan mot kuken så länge att han inte kunde hålla emot. Satsen hamnade i kalsongerna.

- För det mesta lyckades du ……….. men kom så få jag höra hur det är, sa han och klappade sig på knäna
- Pappa, var ordentlig nu, jag vill verkligen behålla lägenheten, jag behöver bli helt fri från Stefan, sa Sofia lite gnälligt
- Sätt dej i mitt knä och får jag höra
- Pappa larva dig inte nu ….. kan du låna mej
- Vi måste fundera på hur vi ska göra, kom och sätt dej
- Okej, kan jag väl, sa hon tvekande och reste sig

När hon vände honom ryggen för att sätta sig i hans knä passade Gunnar på att lyfta hennes kjol så att hon satte med trosan mot hans kalsingar.

- Satt jag så här, skrattade hon och vred lite på rumpan

Jäklar också, farsan har stånd redan tänkte hon och gled lite sakta fram och tillbaka.
Undrar om hon känner att jag har ståkuk tänkte hennes styvpappa.

- Jaa du satt så här och jag smekte dej så här, sa han och förde in handen under hennes linne

Han smekte hennes fasta mage. Hon kände hur hans stora hand fortsatte uppåt och kupade sig runt ena bröstet.

- Men pappa …. inte så …… inte så….. inte tog du mej på brösten
- Du hade inte mycket till bröst att ta på när du var tonåring
- Nää ….. inte då
- Inte då ….. men nu har du kommit kapp ….. du har väl fått höra att du har toppenbröst, sa han med grötig röst och skruvade på vårtan som hårdnade mellan hans fingrar
- Men pappa ….. va gör du …..pappa……
- Visst är det lite skönt
- Nää ……joo ….. jaa visst …. det pirrar lite

- Vet du vad jag kommer ihåg mera
- Nää, sa hon
- Du kunde inte sitta helt stilla …… du skruvade på rumpan … som du gör nu
- Va hände då, frågade hon med oskyldigt röst fast hon mycket väl kom ihåg att styvpappan brukade få stånd
- Jag tror att du märkte att jag blev hård
- Joo, första gången jag kände att du blev hård blev jag lite skärrad…… förstod inte vad det var
- Sen förstod du att det var skönt för mej
- Ja visst ….. då fick jag biopengar………känner att du är hård nu
- Vad då hård
- Dumma pappa …. hård…. vill du jag ska säja stånd … att du får stånd, fnittrade Sofia
- Jaa jag har stånd ……. men säj hellre att jag har ståkuk
- Stackars pappa ….. får du ståkuk när din dotter….. menar styvdotter sitter i ditt knä

Samtidigt sträckte Gunnar upp en hand under Sofias korta kjol. Han kände direkt att trosan var blöt i grenen. När han sen försökte dra ner trosan lite lättade Sofia automatiskt lite på stjärten så att handen fick plats.

Han drog så pekfingret fram och åter några gånger längs den hala fittskåran och hörde hur hon flämtade till.



- Pappa …….du får inte ……det vet du väl …….det är inte rätt ….. sluta nu, flämtade Sofia men bresade ändå för att ge hans grova fingrar fritt tillträde
- Bara känna lite, flåsade Gunnar och trängde sakta upp sitt pekfinger mellan hennes svullna fittläppar.

Fan nu känner farsan hur våt jag är tänkte hon, våt och kåt. Gunnar knullade sin styvdotter lite retsamt sakta med pekfingret, juckade fingret lite sakta in och ut

- Pappa … gör inte så …… du får ju inte … ….vet du väl…. sluta nu …., stönade hon flämtande men kunde inte låta bli att gunga emot hans juckande finger
- Men nu måste du sitta stilla en stund annars…….
- Vad då annars
- Du vet mycket väl vad som kan hända
- Va vet lilla jag, fnittrade hon

- Vill du att jag ska lägga satsen i kalsingarna
- Men pappa …..skärp dej …..säj inte så….pappa du är så fräck…….satsen ……. så jävla fräck ….. , stönade hon och tänkte på att hon minsann skulle se till att få hans stora gubbsats i fittan
- Jaa …..spruta såsen…….kuksåsen ….., grymtade han

Fingret kittlade henne så eggande skönt. Plötsligt försvann fingret. Gunnar drog i trosorna för att hon skulle ta av dem.

Nu är Sofia så kåt att hon bryr sig inte längre bara hon får kuk tänkte han när hon utan tvekan hjälpte till och slet av sig trosan.
Jag vet att vi gått över gränsen tänkte hon men jag är så kåt att jag inte klarar att stoppa farsan.
Samtidigt drog han av henne linnet och slängde det med sin skjorta ut på golvet.

- Ta fram den, stönade Gunnar
- Va….. men pappa
- Ta fram den nu ….. kuken …..det är bara du och jag hela helgen
- Nää … pappa ……….nää … vi får inte …, stönade Sofia men reste sig ändå och ställde sig gränsle om hans ben

Hon är riktigt härligt kåt nu tänkte han. Sofia reste sig lite och hjälpte till och drog av kalsongerna från hans styva kuk och fullmatade pung.

- Visst vill du ha pappas gubbkuk, skrockade Gunnar
- Pappa ……tänk om mamma får reda på ….., flämtade Sofia kvidande
- Ingen fara….hon kommer först på tisdag ……..du vet väl att hon är på knullresa, skrockade Gunnar brunstigt
- Mamma….. på knullresa……inte mamma…., stönade Sofia och stannade upp
- Golfresa…knullresa…..bollen i hålet på dagen …….klubban i hålet på kvällen
- Men pappa…..inte morsan…..

- Kom nu … sätt dej …….sätt dej på kuken, skrockade Gunnar fräckt och drog i henne.
- Nej … pappa …….. får inte ….vi får inte….du vet att vi inte ska…., gnällde Sofia men backade ändå i läge, grensle över hans ben

Gunnar var alldeles röd i ansiktet och tog beslutsamt tag med ena armen runt styvdotterns smala midja. Han lyfte henne något samtidigt som han vinklade ner kuken mellan hennes lår så att den blåsprängda kukskallen trängde fram förbi fittskåran.

Sofia skrevade och lutade sig bakåt mot sin styvpappas håriga bröst. Hon gled fram och tillbaka några gånger med sina såphala fittläppar över hans feta kuk. Samtidigt smekte han hennes fasta mage ner över musbusken innan hans grova fingrar letade sig in mellan hennes rödsvullna fittläppar.

Hon snörvlade när hans pekfinger juckade i fittskåran. Jävlar va skönt, inte som när jag pullar själv tänkte hon och kunde låta bli fläka ut sig ännu mera.

Med lätta rörelser masserade han hennes svullna klitta mellan tummen och pekfingret. Han fortsatte att jucka med ett finger djupt inne i fittan så det smaskade omväxlande med att runka kåtknoppen.

- Jag känner att du längtar efter min gamla gubbkuk, väste Gunnar och juckade snabbare
- Jaa ….. fan ….... det går snart... …. snart...... mera …. fortsätt …. snart…… .kommer jag……, väste Sofia och bet ihop
- Kom då ……….kom nu …….jaaa kom …….. släpp loss för fan…...
- Ååååååå... ….nuuuuuu.......... kooooooommmeeeer. ……iiiiiiiiiii ……… .nuuuuuuuu ….., ylade hon rakt ut så saliven sprutade

Sofia skakade länge i efterdyningar medan hennes styvpappa höll om och smekte hennes bröst. Gunnar tog nu tag i hennes höfter och lyfte henne lite till så hon putade med rumpan mot honom.

Han tog om sin feta kuk och riktade den rätt upp mot hennes blöta fittskåra som glänste av fittsaft.

- Så ja …..… sätt dej så där, grymtade Gunnar brunstigt och
- Pappa … vi får ju inte ……får inte, snyftade Sofia alldeles flåsande medan hon
sänkte sig ner mot Gunnars grova och ådriga kuk

Hon flåsade när hon kände hur hennes rödsvullna fittläppar spändes ut runt hans svullna kukhuvud. Hon skrevade ännu mera och krängde och tryckte sig neråt centimeter för centimeter.

- Tryck på lite till ……. kuken ska in till roten ……mera…..lite till…, stönade Gunnar med grötig rös.
- Men pappa ……jaa ..…ge mig hela …..hela kuken ….., väste Sofia

Sofia bresade så mycket hon kunde medan Gunnar tog tag i hennes höfter och tryckte på för att få in kuken så långt som det bara gick.

- Så ja ….. nu jävlar …..har du hela ……..i din lilla fitta …. kuken inne till roten, skrockade Gunnar belåtet

Sofia nästan tappade luften när hon kände att hon tagit sin styvpappas gubbkuk helt till roten. Hon stirrade rakt upp och fick inte fram ett ljud trots att munnen var helt öppen.

- Din trånga fitta kramar kuken så satans skönt, stönade Gunnar och smekte hennes toppiga bröst
- Vad då trång…… alla fittor måste kännas trånga för din hästkuk, sa Sofia med grötig röst
- Jaa men rid nu
- Lugn farsan ….. nu ska min lilla fitta ut på en ridtur…… hon ska rida på pappas feta gubbkuk

Sofia började rida ganska långsamt. Hon red lugnt och rytmiskt men snart ökade hon. Gunnar kände hur fittan flödade så att fittslemmen trängde ut och rann ned för kukskaftet och ned över hans svällda pung.

Sofias bröst hoppade upp och ned under hennes allt vildare ritt. Hon stönade högre och högre för varje juck. Gunnar hörde att hon inte hade långt kvar.

- Farsan …… gubbkuken….. i min lilla fitta …….. jaaaaa ...…….i min stackars fitta ……………satans gubbkuk …….ge mig såsen …….. spruta i fittan…… nuuuuuu, stönade hon osammanhängande

Gunnar kramade Sofias guppande bröst och skruvade på vårtorna som stod styva rakt ut. Hon red snabbare och arbetade i några sista små rytmiska juck.

Nu kommer hon kände Gunnar. Med ett hårt grepp om sin styvdotters höfter tryckte han ner henne till roten

- Jaaaaa ...……..nuuuuuu …….koooomeeer …… nuuuuuu ………..nuuuuu… spruuutaaaaaa …… nuuuuuuuu……., snyftade hon tills hon tappade andan

Gunnar höll henne stilla med kuken inne till roten. Hon satt nersjunken och andades ut en bra stund medan han smekte hennes toppiga bröst.
Efter en stund stack hon så ner handen och kände på hans pung. Den var svullen och stor som en g****.

- Pappa …..stackars pappa….du måste tömma påsen … snart ….menar nu…………farsan …… nu …...töm den i fitta, fnittrade hon

Sofia började åter rida lite sakta. Ganska snart ökade hon takten. Hon hade snart åter passerat den gräns där det inte fanns någon återvändo, hon var redan nära sin tredje orgasm.
Gunnar kämpade så svetten rann i hans ansikte för att vänta på att hans styvdotter skulle komma en gång till.

- Pappa ….jag känner hur kuken sväller……ge mig satsen ……spruta, väste hon
- Jaa …lite till …..snaaart ……

Sofias blonda hår hängde i svettiga stripor och ansiktet flammade rött. Hon tog för sig och red som ett vilddjur, fradgan rann ur hennes gapande mun, bröstvårtorna stod stenhårda rakt ut.

- Jaaaaaa ……. jag ….. …kooooomeeeer …….. åååååååååå …..nuuuuuuuu …….. spruta …….., ylade hon

Då släppte hennes styvpappa kontrollen. Nu kunde han inte hålla emot, det spände i låren, i ryggen och i pungen.
Han tyckte kuken i botten.

- Satan jag kan inte…..…koooommmmeeeer……....jaaaaaaaaaa …., brölade han brunstigt

Han kände det som att hela kuken och pungen exploderade. Stråle efter stråle av uppdämd kuksås slungades längst in i hans styvdotters fitta som drogs ihop sig som i kramp runt hans kuk.

Sofia föll då bakåt och låg med skrevande ben som en trasdocka i Gunnars famn.

Så småningom slappnade de av men båda verkade vara i en annan värld efter den våldsamma anspänningen. Gunnar kände att allt eftersom kuken slaknade sipprade kuksåsen ut ur fittan ner på pungen.

Styvpappan Gunnar var den som först kom till sans.

- Sofia, vad sa du om att låna pengar, frågade han
- Va….va då….., svarade hon fortfarande i en helt annan värld
- Kom vi går in i sovrummet och pratar, sa han med grötig röst medan han tänkte på att först måste hon suga upp kuken
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Posted by johas2 5 months ago  |  Categories: First Time  |  Views: 26  |  
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Min kåta slyna till flickvän

Det var i slutet av oktober o jag o Sofia var bjudna på fest i Göteborg hos en väninna till Sofia. Vanligtvis brukade Sofia åka dit själv nån gång varannan månad, men denna gången följde jag med.

Det var ganska mycket folk på festen, runt femton personer i väninnan Åsas trea. De flesta var i Sofias ålder, runt 25, dvs några år yngre än mej. Det var glatt o livat o folk drack, pratade o festade. Jag satt o pratade ganska mycket med kille som hade hängt med som polare till en annan väninnas pojkvän. Det var väl ungefär fem par o resten singlar, ganska jämn könsfördelning.

När jag satt o pratade med Martin, som han hette, tittade jag då o då på min vackra Sofia, där hon gled omkring i sin lilla svartvita klänning tajt runt sin smala kropp o med sitt långa, lockiga röda hår över axlarna. Hon var så vacker o hon visste det. Hon hade sminkat sej ganska mycket inför festen o verkade vara på ett strålande partyhumör o hade verkat uppe i varv o lite så där försiktigt slampig som hon kan vara ibland, under tiden som vi klädde o förberedde oss. Hon hade kommit o frågat mej, när hon precis sminkat sej o tagit på sej sin lilla klänning, om jag trodde att killarna på festen skulle gilla hur hon såg ut. Hon fnittrade lite o svängde runt framför mej, så att jag såg hennes fasta lilla rumpa vicka förföriskt under klänningen. Jag kunde också se att hon hade sina sexiga, svarta genomskinliga trosor på sej, de avtecknade sej tydligt genom det tunna klänningstyget. Jag log o sa att de nog skulle älska att se på henne, men att det väl inte spelade nån roll för henne, nu när jag var med. Hon vände sej mot mej o jag tittade på hennes små, fasta bröst som fanns där behålösa under klänningen. Hon skrattade o sa att det ju alltid är kul med lite uppskattning o så svängde hon vidare iväg in till toan för att fixa sej lite mer.

Jag satt länge i soffan o pratade med Martin om allt möjligt. Jag märkte att även han tittade en del på Sofia mellan varven o ibland fick jag för mej att hon medvetet visade upp sej för oss. Han kommenterade vid ett par tillfällen hur snygg o vrålsexig han tyckte att hon var o att jag kunde vara glad som hade en sån flickvän.

Vi gick ut på en klubb allihop o dansade o fortsatte partyt. Jag var på gott humör o drack o pratade en massa med nya människor, men jag såg allt mindre av Sofia. Ett tag kom jag på att jag inte hade sett henne den närmaste halvtimman, så jag började leta efter henne. Jag genomsökte lokalen, med alla skrymslen o vrår utan att hitta henne. Till slut tyckte jag mej se henne långt inne på dansgolvet, i trängseln inne bland människorna som dansade. Jag började gå närmare o trängde mej fram mellan alla svettiga kroppar. Plötsligt såg jag henne stå o dansa tätt intill en kille. Det var Martin, killen jag hade pratat med under festen. De stod o kramade varandra o han hade sin hand på hennes ena skinka. Jag blev med ens svartsjuk men försökte behärska mej. Sofia vet att jag inte gillar att dansa, så vi har kommit fram till att hon ska få dansa med andra så mycket hon vill. Men det såg väldigt sexuellt ut tyckte jag o jag gled lite åt sidan för att inte bli sedd. Jag ville se vad de gjorde. Jag såg att han viskade något i örat på henne o att hon log o nickade mot honom o sen försvann hennes hand in mellan deras kroppar. Vad gjorde hon? Det såg precis ut som om hon tog honom på kuken! De stod dock tätt ihop så jag kunde inte se, men jag såg att han log o njöt i fulla drag. Han tog hårdare med handen om hennes rumpa o drog henne intill sej o hon gjorde minsann inget motstånd. De gned sina kroppar mot varandra o jag tänkte att om han inte har stånd nu så är han inte riktigt klok. O jag vet hur mycket Sofia tycker om att känna en hård kuk mot sej när hon dansar.

De fortsatte att dansa o gnida sej mot varandra ett tag, men snart var kvällen slut o lamporna tändes i taket. Jag var glad över att Sofia bara ägnat sej åt lite förhållandevist harmlöst flirtande o inte gått över gränsen. Om hon nu inte tog honom på kuken. De kom gående hand i hand från dansgolvet o släppte inte taget om varandras händer ens när de fick syn på mej. Sofia sken upp o pussade mej på kinden. Martin log o sa att han tog hand om min flickvän på dansgolvet. Jag kunde se att hans kuk stod stenhård fortfarande i byxorna o jag gillade inte att han så uppenbart ville knulla min flickvän. Vi hämtade våra jackor o begav oss mot utgången där vi fann tre av de andra gästerna från festen. Vi diskuterade hur vi skulle ta oss hem o det visade sej att de andra tre skulle sova i en annan lägenhet, medan både vi o Martin skulle sova över hos Åsa, i lägenheten vi hade festat tidigare. Så vi tre stoppade en taxi o jag hamnade i framsätet. Martin gav taxichauffören order om vart vi skulle åka o satte sej sen tillbaka bredvid min flickvän. Jag såg i ögonvrån hur de satt tätt ihop o verkade låta sina händer leka med varandra. Jag försökte småprata lite med taxichauffören, men han kunde inte språket så bra o verkade ganska butter, så jag satt mest o tittade ut genom rutan. Jag upptäckte att det svarta glaset i taxametern svagt reflekterade vad som hände i baksätet o ansträngde jag mej kunde jag se hur Sofia satt o sög förföriskt på sitt finger o tittade med kåta ögon på Martin. Sen lät hon fingret vandra nerför halsen mot brösten, utanpå klänningen, o började att smeka brösten för honom. Hon verkade inte tycka att hans stånd skulle lägga sej. Jag hörde fnitter o kåta suckar från baksätet, men lyckades hålla mej från att vända mej om för att se mer vad som hände eller stoppa det. Jag ville inte skapa dålig stämning o det var väl okej att flörta lite, men det fanns ju gränser…

När vi hade kommit fram upptäckte vi att flera av festdeltagarna hade tagit sej tillbaka till lägenheten o tydligen skulle fem sex stycken av dem sova över. Jag kände mej trött o hoppades att folk snart skulle lugna ner sej o gå o lägga sej. Men Åsa, Sofia o de andra började att leka "jag har aldrig"-leken, som går ut på att en person berättar om något han eller hon har varit med om, t.ex. "jag har aldrig haft sex ute" o alla som har haft sex ute ska då dricka. Det kan ju handla om vad som helst, men det handlar nästan alltid om sexuella erfarenheter o detta var inte ett undantag. Snart visste de tre killarna som lekte leken att Sofia har haft analsex, sväljer sperma, älskar stora kukar, har varit otrogen o en massa andra saker som hon verkade närmast upphetsad över att dela med sej av. Hon såg väl liksom jag de kåta blickar hon fick av framförallt Martin, men även från de andra killarna.

Efter en halvtimma tog jag mod till mej o sa till Sofia att det kanske var dags att gå o lägga sej. Det kom genast protester från de andra o de buade o kallade mej partypajare, men det ledde ändå till att vi bröt upp o alla började göra sej i ordning för natten. Jag o Sofia skulle likt flera av de andra sova på en madrass på golvet. Medan jag bäddade klädde hon ogenerat om till sitt tunna, läckra nattlinne i vitt siden. När hon tog av sej klänningen vände hon lite halvhjärtat ryggen åt Martins ögon, men jag är säker på att han fick se en hel del av hennes bröst. Jag såg i ögonvrån hur hon slängde iväg ett leende mot honom innan hon kröp ner bredvid mej på madrassen. Jag var glad över att hon inte hade gått för långt i sitt flörtande utan nu låg bredvid mej i vår provisoriska säng. Jag pussade henne på kinden o kände mej plötsligt väldigt trött. Svartsjuka o att vara på sin vakt är utmattande. Jag vände mej på sidan för att somna.

Jag vet inte hur länge jag hade sovit, kanske en kvart, när jag plötsligt vaknade till av att Sofia gled upp ur sängen o stötte till min fot på vägen upp. Ja ja, hon ska väl hämta ett glas vatten, tänkte jag slött o försökte genast somna om. Men så började jag lyssna på hennes steg som försvann ut mot hallen o in i köket. Mycket riktigt hörde jag vattenkranen spola, men jag låg o väntade ett par minuter utan att höra hennes steg när hon kom tillbaka. Istället hörde jag viskande röster. Martin sover i köket, slog det mej. Jag låg o lyssnade ett tag för att höra vad de pratade om, men det gick inte att urskilja några ord. Jag reste mej o smög försiktigt ut i hallen som var rummet innan köket. När jag kom fram till dörren kikade jag in stående mot väggen. Jag såg Martin ligga på rygg på sin madrass, med fötterna mot där jag stod. Sofia satt på knä bredvid honom, i sitt sexiga nattlinne som var lätt genomskinligt vid brösten. De var mindre än tre meter från mej. Nu kunde jag höra vad de sa. De satt o pratade om sex. Sofia berättade vad hon gillade, hur mycket hon tyckte om att suga kuk o att hon älskade att rida o jag kunde se att hennes ord påverkade Martin. Hon sa också att hon hade varit otrogen flera gånger, men bestämt sej för att försöka sluta med det. "O så dyker du upp!" skrattade hon. Så hon har varit otrogen flera gånger! Det var mer än vad jag visste. Men det var ju skönt att hon bestämt sej för att sluta nu. Martin berättade hur sexig han tyckte att hon var o att det tände honom att hon var upptagen o hur hennes utseende gjorde honom helkåt. Han sa att han respekterade att hon inte ville vara otrogen, men själv var han så kåt att han undrade om det var okej för henne om han runkade lite. Sofia tittade på täcket som låg över hans kuk. Det var tydligt att han hade stånd. "Du har ju redan känt lite på den" sa han "det gör väl inget om du får se mej runka". Sofia bet sej i läppen o sa "Nej, det har du rätt i, det är ju inte otrohet". Martin drog ner täcket o blottade en stenhård, stor o tjock kuk som låg o bultade på magen. Jag såg hur Sofia kippade efter andan när hon fick syn på den. Han tog den i handen o började sakta att runka. Sofia satte sej lite närmare, på knä på madrassen o tittade när han runkade. Jag tittade med stigande spänning o (konstigt nog) kåthet på. Jag undrade om Sofia skulle klara att inte gå över gränsen. Att bara sitta o titta på tyckte jag också var okej. Martin runkade sin kuk o stönade då o då ut hur otroligt sexig han tyckta att hon var o han kollade lite för mycket på hennes ganska väl synliga bröst för att jag skulle vara helt nöjd. Men Sofia verkade gilla det, jag tyckte till o med att hon putade lite extra med brösten mot honom. Det syntes tydligt att hennes bröstvårtor var stenhårda under det tunna tyget. Plötsligt la hon sin lilla hand på hans mage. "Jag kan hjälpa dej lite, men bara lite…"sa hon hest o började smeka honom långt ner på magen, precis ovanför könshåret. Hennes andra hand kom också upp på magen o hon smekte o knådade honom ömt o Martin stönade av hennes behandling. Han höll den stora kuken rakt upp o runkade medan Sofia lät händerna vandra runt på magen i smekande rörelser. Hennes ena hand gled neråt hans lår, snuddade vid kukroten, varpå Martin stönade till igen o sen började hon att smeka hans innanlår. Jag hoppades att han snart skulle komma så att det skulle vara över, men samtidigt oroade det mej, för Sofia lutade sej längre o längre fram över kuken, så att om han sprutade nu skulle hon säkert få en del sperma i ansiktet. Jag var nu stenhård o kunde inte låta bli att själv runka lite när jag stod o tittade på. Sofias högra hand smekte allt djärvare o längre upp på hans innanlår o plötsligt var hon uppe vid hans pung o kittlade den med sina flinka fingrar. Då stönade Martin o släppte sin kuk o lät den falla ner mot magen. Men den hade knappt landat innan Sofias händer var där, båda två o tog tag i den o började att runka åt honom. Han bara låg o njöt medan Sofia satt lutad över honom o bearbetade hans stora kuk med båda händerna. Den ena långt ner runt kukroten o den andra högre upp, allt ivrigare runkande. Hennes ansikte var nu bara tio centimeter ovanför det glänsande ollonet. Kommer han nu blir hon helt nersprutad, tänkte jag, men det kanske var det hon ville slog det mej sen. Även om det var att gå över gränsen o jag var väldigt svartsjuk så tyckte jag inte att det var speciellt grov otrohet hon höll på med, men jag ville verkligen inte att hon skulle få hans sperma i ansiktet. Precis när jag tänkte det såg jag hur Martins hand letade sej in under hennes nattlinne o hur hon villigt lyfte lite till på rumpan så att han kom åt att smeka hennes fitta. Hon stönade till när hans hand nådde fram till hennes säkert plaskblöta fitta o i samma rörelse som hon gav honom tillträde till den böjde hon sej framåt lite till o tog in hans ollon i sin mun. Herregud! tänkte jag, nu går det för långt. Hon slickade lätt o kärleksfullt på toppen av hans kuk o tittade leende upp mot hans njutningsfulla ansikte som såg ner mot henne. Han kunde nog knappt fatta att det var sant, att han hade fått henne att gå så längt när jag låg i rummet intill. Hon tog in hela ollonet i munnen o började vispa runt med tungan o Martin stötte instinktivt upp mot hennes mun. Hon lät jakande, bekräftande o han började att stöta kraftigare in i hennes mun, knullade den. Hennes händer smekte hans pung o hans mage o hon putade med fittan så att han kom åt att smeka hennes fitta samtidigt som hon sög för allt hon var värd. Jag såg att han hade dragit hennes trosor åt sidan o pullade hennes fitta med två fingrar. Det såg nästan ut som om hon blev knullad bakifrån när hon öppnade sej för hans smekande hand. Hon fick ut kuken ur munnen, flämtade o lät den halka upp på hennes kind, som blev helt glansig av saliv o så runkade hon honom hetsigt samtidigt som hon såg upp mot honom o stönade "Mmm, jag kan inte låta bli…jag måste mmm måste känna dej…" o med ens reste hon sej upp på knä, höll hans kuk uppåt o satte sej gränsle över honom. Hon sjönk ner på hans mage o jag såg bakifrån hur hennes fitta gled fram o tillbaka över hans stenhårda kuk. Hennes hand kom ner o drog trosorna åt sidan o så lyfte hon lite på rumpan o lät hans kuk nosa vid mynningen till fittan. "Nej, gör det inte!" tänkte jag ropa, men kom mej inte för att göra något, jag stod som förstenad. Hans ollon borrade sej sakta in ett par centimeter, halkade ut igen o sen tillbaka till mynningen, jag hade aldrig sett henne så blöt. Sofia stönade högt o kved fram: "Gör det! Kör in den! Knulla mej, mmmm" o han väntade inte utan tryckte med en stöt in halva kuken i henne o det stön hon gav ifrån sej då hade säkert väckt mej om jag inte redan varit vaken. Hon bet tag i hans axel o han började att trycka in resten av sin stora, grova kuk i hennes öppna, plaskblöta fitta. Hon särade maximalt på sina ben för att vara så öppen hon kunde o han började med ens att jucka in o ut i henne. Han låg, med min flickvän grenslande över sej, o stötte sin kuk in i hennes underbara trånga fitta o hon älskade det. Hon låg o skakade på huvudet o bet honom fortfarande i axeln o viskade då o då uppmuntrande ord om att han skulle knulla henne ännu hårdare o djupare. Jag runkade min kuk i några snabba tag o kom nästan direkt över tapeten. Martin grep tag om hennes skinkor o höll med ett finger hennes trosa åt sidan. Jag såg hur gärna hon lät sej knullas av denne förförare, hon bara tog emot hans kuk trots att hon hade tänkt vara trogen. Han pumpade på allt snabbare o hon började kvida mer o mer okontrollerat o även Martin gav ifrån sej ljud som visade att han verkligen tyckte om min flickväns fitta. Plötsligt började han att stöta i dubbel hastighet, höll henne resolut om skinkorna o pumpade in i henne i en halv minut o hon halvskrek under hela tiden. Jag skulle inte bli förvånad om de andra i lägenheten vaknade till. O så med några sista stötar såg jag hur han tömde sin säd i henne o jag hörde samtidigt hennes tystnad som jag vet betyder att hon kommer i en särskilt skön orgasm. Hennes stönanden o kvidanden tystnade tvärt o hon stelnade till med hans kuk pulserande djupt inne i sej o kom samtidigt som han fyllde henne med sperma. Han sprutade länge, tio, femton stötar in i fittan o det började direkt sippra ut vit sperma vid fittläpparna o Sofia var stel i en till synes oändlig orgasm under hela tiden. Tills slut sjönk de båda ihop, fortfarande med hans kuk inne i hennes fitta o så låg de o pustade ut tätt ihop. Jag stoppade in min återigen hårda kuk i kalsongerna o smög försiktigt tillbaka till madrassen på golvet.

När Sofia en dryg timma senare kom o la sej hade jag fortfarande inte somnat, utan legat med hård kuk o på avstånd lyssnat till hur det jag trodde var ett avslutat knull utvecklades till ännu ett, lite lugnare knull. Hon kom tillbaka o la sej bredvid mej med två rejäla laddningar sperma i fittan. Hon brydde sej tydligen inte heller andra gången om att hon knullade oskyddat, utan att äta piller o när hon redan varit otrogen under kvällen var det kanske ingen idé att försöka stå emot en andra gång. Jag la slött armen om henne när hon kröp ner bredvid mej o somnade.... Continue»
Posted by johas2 2 months ago  |  Categories: Voyeur  |  Views: 72  |  
100%

Otrogen flickvän

Det var i slutet av oktober o jag o Sofia var bjudna på fest i Göteborg hos en väninna till Sofia. Vanligtvis brukade Sofia åka dit själv nån gång varannan månad, men denna gången följde jag med.

Det var ganska mycket folk på festen, runt femton personer i väninnan Åsas trea. De flesta var i Sofias ålder, runt 25, dvs några år yngre än mej. Det var glatt o livat o folk drack, pratade o festade. Jag satt o pratade ganska mycket med kille som hade hängt med som polare till en annan väninnas pojkvän. Det var väl ungefär fem par o resten singlar, ganska jämn könsfördelning.

När jag satt o pratade med Martin, som han hette, tittade jag då o då på min vackra Sofia, där hon gled omkring i sin lilla svartvita klänning tajt runt sin smala kropp o med sitt långa, lockiga röda hår över axlarna. Hon var så vacker o hon visste det. Hon hade sminkat sej ganska mycket inför festen o verkade vara på ett strålande partyhumör o hade verkat uppe i varv o lite så där försiktigt slampig som hon kan vara ibland, under tiden som vi klädde o förberedde oss. Hon hade kommit o frågat mej, när hon precis sminkat sej o tagit på sej sin lilla klänning, om jag trodde att killarna på festen skulle gilla hur hon såg ut. Hon fnittrade lite o svängde runt framför mej, så att jag såg hennes fasta lilla rumpa vicka förföriskt under klänningen. Jag kunde också se att hon hade sina sexiga, svarta genomskinliga trosor på sej, de avtecknade sej tydligt genom det tunna klänningstyget. Jag log o sa att de nog skulle älska att se på henne, men att det väl inte spelade nån roll för henne, nu när jag var med. Hon vände sej mot mej o jag tittade på hennes små, fasta bröst som fanns där behålösa under klänningen. Hon skrattade o sa att det ju alltid är kul med lite uppskattning o så svängde hon vidare iväg in till toan för att fixa sej lite mer.

Jag satt länge i soffan o pratade med Martin om allt möjligt. Jag märkte att även han tittade en del på Sofia mellan varven o ibland fick jag för mej att hon medvetet visade upp sej för oss. Han kommenterade vid ett par tillfällen hur snygg o vrålsexig han tyckte att hon var o att jag kunde vara glad som hade en sån flickvän.

Vi gick ut på en klubb allihop o dansade o fortsatte partyt. Jag var på gott humör o drack o pratade en massa med nya människor, men jag såg allt mindre av Sofia. Ett tag kom jag på att jag inte hade sett henne den närmaste halvtimman, så jag började leta efter henne. Jag genomsökte lokalen, med alla skrymslen o vrår utan att hitta henne. Till slut tyckte jag mej se henne långt inne på dansgolvet, i trängseln inne bland människorna som dansade. Jag började gå närmare o trängde mej fram mellan alla svettiga kroppar. Plötsligt såg jag henne stå o dansa tätt intill en kille. Det var Martin, killen jag hade pratat med under festen. De stod o kramade varandra o han hade sin hand på hennes ena skinka. Jag blev med ens svartsjuk men försökte behärska mej. Sofia vet att jag inte gillar att dansa, så vi har kommit fram till att hon ska få dansa med andra så mycket hon vill. Men det såg väldigt sexuellt ut tyckte jag o jag gled lite åt sidan för att inte bli sedd. Jag ville se vad de gjorde. Jag såg att han viskade något i örat på henne o att hon log o nickade mot honom o sen försvann hennes hand in mellan deras kroppar. Vad gjorde hon? Det såg precis ut som om hon tog honom på kuken! De stod dock tätt ihop så jag kunde inte se, men jag såg att han log o njöt i fulla drag. Han tog hårdare med handen om hennes rumpa o drog henne intill sej o hon gjorde minsann inget motstånd. De gned sina kroppar mot varandra o jag tänkte att om han inte har stånd nu så är han inte riktigt klok. O jag vet hur mycket Sofia tycker om att känna en hård kuk mot sej när hon dansar.

De fortsatte att dansa o gnida sej mot varandra ett tag, men snart var kvällen slut o lamporna tändes i taket. Jag var glad över att Sofia bara ägnat sej åt lite förhållandevist harmlöst flirtande o inte gått över gränsen. Om hon nu inte tog honom på kuken. De kom gående hand i hand från dansgolvet o släppte inte taget om varandras händer ens när de fick syn på mej. Sofia sken upp o pussade mej på kinden. Martin log o sa att han tog hand om min flickvän på dansgolvet. Jag kunde se att hans kuk stod stenhård fortfarande i byxorna o jag gillade inte att han så uppenbart ville knulla min flickvän. Vi hämtade våra jackor o begav oss mot utgången där vi fann tre av de andra gästerna från festen. Vi diskuterade hur vi skulle ta oss hem o det visade sej att de andra tre skulle sova i en annan lägenhet, medan både vi o Martin skulle sova över hos Åsa, i lägenheten vi hade festat tidigare. Så vi tre stoppade en taxi o jag hamnade i framsätet. Martin gav taxichauffören order om vart vi skulle åka o satte sej sen tillbaka bredvid min flickvän. Jag såg i ögonvrån hur de satt tätt ihop o verkade låta sina händer leka med varandra. Jag försökte småprata lite med taxichauffören, men han kunde inte språket så bra o verkade ganska butter, så jag satt mest o tittade ut genom rutan. Jag upptäckte att det svarta glaset i taxametern svagt reflekterade vad som hände i baksätet o ansträngde jag mej kunde jag se hur Sofia satt o sög förföriskt på sitt finger o tittade med kåta ögon på Martin. Sen lät hon fingret vandra nerför halsen mot brösten, utanpå klänningen, o började att smeka brösten för honom. Hon verkade inte tycka att hans stånd skulle lägga sej. Jag hörde fnitter o kåta suckar från baksätet, men lyckades hålla mej från att vända mej om för att se mer vad som hände eller stoppa det. Jag ville inte skapa dålig stämning o det var väl okej att flörta lite, men det fanns ju gränser…

När vi hade kommit fram upptäckte vi att flera av festdeltagarna hade tagit sej tillbaka till lägenheten o tydligen skulle fem sex stycken av dem sova över. Jag kände mej trött o hoppades att folk snart skulle lugna ner sej o gå o lägga sej. Men Åsa, Sofia o de andra började att leka "jag har aldrig"-leken, som går ut på att en person berättar om något han eller hon har varit med om, t.ex. "jag har aldrig haft sex ute" o alla som har haft sex ute ska då dricka. Det kan ju handla om vad som helst, men det handlar nästan alltid om sexuella erfarenheter o detta var inte ett undantag. Snart visste de tre killarna som lekte leken att Sofia har haft analsex, sväljer sperma, älskar stora kukar, har varit otrogen o en massa andra saker som hon verkade närmast upphetsad över att dela med sej av. Hon såg väl liksom jag de kåta blickar hon fick av framförallt Martin, men även från de andra killarna.

Efter en halvtimma tog jag mod till mej o sa till Sofia att det kanske var dags att gå o lägga sej. Det kom genast protester från de andra o de buade o kallade mej partypajare, men det ledde ändå till att vi bröt upp o alla började göra sej i ordning för natten. Jag o Sofia skulle likt flera av de andra sova på en madrass på golvet. Medan jag bäddade klädde hon ogenerat om till sitt tunna, läckra nattlinne i vitt siden. När hon tog av sej klänningen vände hon lite halvhjärtat ryggen åt Martins ögon, men jag är säker på att han fick se en hel del av hennes bröst. Jag såg i ögonvrån hur hon slängde iväg ett leende mot honom innan hon kröp ner bredvid mej på madrassen. Jag var glad över att hon inte hade gått för långt i sitt flörtande utan nu låg bredvid mej i vår provisoriska säng. Jag pussade henne på kinden o kände mej plötsligt väldigt trött. Svartsjuka o att vara på sin vakt är utmattande. Jag vände mej på sidan för att somna.

Jag vet inte hur länge jag hade sovit, kanske en kvart, när jag plötsligt vaknade till av att Sofia gled upp ur sängen o stötte till min fot på vägen upp. Ja ja, hon ska väl hämta ett glas vatten, tänkte jag slött o försökte genast somna om. Men så började jag lyssna på hennes steg som försvann ut mot hallen o in i köket. Mycket riktigt hörde jag vattenkranen spola, men jag låg o väntade ett par minuter utan att höra hennes steg när hon kom tillbaka. Istället hörde jag viskande röster. Martin sover i köket, slog det mej. Jag låg o lyssnade ett tag för att höra vad de pratade om, men det gick inte att urskilja några ord. Jag reste mej o smög försiktigt ut i hallen som var rummet innan köket. När jag kom fram till dörren kikade jag in stående mot väggen. Jag såg Martin ligga på rygg på sin madrass, med fötterna mot där jag stod. Sofia satt på knä bredvid honom, i sitt sexiga nattlinne som var lätt genomskinligt vid brösten. De var mindre än tre meter från mej. Nu kunde jag höra vad de sa. De satt o pratade om sex. Sofia berättade vad hon gillade, hur mycket hon tyckte om att suga kuk o att hon älskade att rida o jag kunde se att hennes ord påverkade Martin. Hon sa också att hon hade varit otrogen flera gånger, men bestämt sej för att försöka sluta med det. "O så dyker du upp!" skrattade hon. Så hon har varit otrogen flera gånger! Det var mer än vad jag visste. Men det var ju skönt att hon bestämt sej för att sluta nu. Martin berättade hur sexig han tyckte att hon var o att det tände honom att hon var upptagen o hur hennes utseende gjorde honom helkåt. Han sa att han respekterade att hon inte ville vara otrogen, men själv var han så kåt att han undrade om det var okej för henne om han runkade lite. Sofia tittade på täcket som låg över hans kuk. Det var tydligt att han hade stånd. "Du har ju redan känt lite på den" sa han "det gör väl inget om du får se mej runka". Sofia bet sej i läppen o sa "Nej, det har du rätt i, det är ju inte otrohet". Martin drog ner täcket o blottade en stenhård, stor o tjock kuk som låg o bultade på magen. Jag såg hur Sofia kippade efter andan när hon fick syn på den. Han tog den i handen o började sakta att runka. Sofia satte sej lite närmare, på knä på madrassen o tittade när han runkade. Jag tittade med stigande spänning o (konstigt nog) kåthet på. Jag undrade om Sofia skulle klara att inte gå över gränsen. Att bara sitta o titta på tyckte jag också var okej. Martin runkade sin kuk o stönade då o då ut hur otroligt sexig han tyckta att hon var o han kollade lite för mycket på hennes ganska väl synliga bröst för att jag skulle vara helt nöjd. Men Sofia verkade gilla det, jag tyckte till o med att hon putade lite extra med brösten mot honom. Det syntes tydligt att hennes bröstvårtor var stenhårda under det tunna tyget. Plötsligt la hon sin lilla hand på hans mage. "Jag kan hjälpa dej lite, men bara lite…"sa hon hest o började smeka honom långt ner på magen, precis ovanför könshåret. Hennes andra hand kom också upp på magen o hon smekte o knådade honom ömt o Martin stönade av hennes behandling. Han höll den stora kuken rakt upp o runkade medan Sofia lät händerna vandra runt på magen i smekande rörelser. Hennes ena hand gled neråt hans lår, snuddade vid kukroten, varpå Martin stönade till igen o sen började hon att smeka hans innanlår. Jag hoppades att han snart skulle komma så att det skulle vara över, men samtidigt oroade det mej, för Sofia lutade sej längre o längre fram över kuken, så att om han sprutade nu skulle hon säkert få en del sperma i ansiktet. Jag var nu stenhård o kunde inte låta bli att själv runka lite när jag stod o tittade på. Sofias högra hand smekte allt djärvare o längre upp på hans innanlår o plötsligt var hon uppe vid hans pung o kittlade den med sina flinka fingrar. Då stönade Martin o släppte sin kuk o lät den falla ner mot magen. Men den hade knappt landat innan Sofias händer var där, båda två o tog tag i den o började att runka åt honom. Han bara låg o njöt medan Sofia satt lutad över honom o bearbetade hans stora kuk med båda händerna. Den ena långt ner runt kukroten o den andra högre upp, allt ivrigare runkande. Hennes ansikte var nu bara tio centimeter ovanför det glänsande ollonet. Kommer han nu blir hon helt nersprutad, tänkte jag, men det kanske var det hon ville slog det mej sen. Även om det var att gå över gränsen o jag var väldigt svartsjuk så tyckte jag inte att det var speciellt grov otrohet hon höll på med, men jag ville verkligen inte att hon skulle få hans sperma i ansiktet. Precis när jag tänkte det såg jag hur Martins hand letade sej in under hennes nattlinne o hur hon villigt lyfte lite till på rumpan så att han kom åt att smeka hennes fitta. Hon stönade till när hans hand nådde fram till hennes säkert plaskblöta fitta o i samma rörelse som hon gav honom tillträde till den böjde hon sej framåt lite till o tog in hans ollon i sin mun. Herregud! tänkte jag, nu går det för långt. Hon slickade lätt o kärleksfullt på toppen av hans kuk o tittade leende upp mot hans njutningsfulla ansikte som såg ner mot henne. Han kunde nog knappt fatta att det var sant, att han hade fått henne att gå så längt när jag låg i rummet intill. Hon tog in hela ollonet i munnen o började vispa runt med tungan o Martin stötte instinktivt upp mot hennes mun. Hon lät jakande, bekräftande o han började att stöta kraftigare in i hennes mun, knullade den. Hennes händer smekte hans pung o hans mage o hon putade med fittan så att han kom åt att smeka hennes fitta samtidigt som hon sög för allt hon var värd. Jag såg att han hade dragit hennes trosor åt sidan o pullade hennes fitta med två fingrar. Det såg nästan ut som om hon blev knullad bakifrån när hon öppnade sej för hans smekande hand. Hon fick ut kuken ur munnen, flämtade o lät den halka upp på hennes kind, som blev helt glansig av saliv o så runkade hon honom hetsigt samtidigt som hon såg upp mot honom o stönade "Mmm, jag kan inte låta bli…jag måste mmm måste känna dej…" o med ens reste hon sej upp på knä, höll hans kuk uppåt o satte sej gränsle över honom. Hon sjönk ner på hans mage o jag såg bakifrån hur hennes fitta gled fram o tillbaka över hans stenhårda kuk. Hennes hand kom ner o drog trosorna åt sidan o så lyfte hon lite på rumpan o lät hans kuk nosa vid mynningen till fittan. "Nej, gör det inte!" tänkte jag ropa, men kom mej inte för att göra något, jag stod som förstenad. Hans ollon borrade sej sakta in ett par centimeter, halkade ut igen o sen tillbaka till mynningen, jag hade aldrig sett henne så blöt. Sofia stönade högt o kved fram: "Gör det! Kör in den! Knulla mej, mmmm" o han väntade inte utan tryckte med en stöt in halva kuken i henne o det stön hon gav ifrån sej då hade säkert väckt mej om jag inte redan varit vaken. Hon bet tag i hans axel o han började att trycka in resten av sin stora, grova kuk i hennes öppna, plaskblöta fitta. Hon särade maximalt på sina ben för att vara så öppen hon kunde o han började med ens att jucka in o ut i henne. Han låg, med min flickvän grenslande över sej, o stötte sin kuk in i hennes underbara trånga fitta o hon älskade det. Hon låg o skakade på huvudet o bet honom fortfarande i axeln o viskade då o då uppmuntrande ord om att han skulle knulla henne ännu hårdare o djupare. Jag runkade min kuk i några snabba tag o kom nästan direkt över tapeten. Martin grep tag om hennes skinkor o höll med ett finger hennes trosa åt sidan. Jag såg hur gärna hon lät sej knullas av denne förförare, hon bara tog emot hans kuk trots att hon hade tänkt vara trogen. Han pumpade på allt snabbare o hon började kvida mer o mer okontrollerat o även Martin gav ifrån sej ljud som visade att han verkligen tyckte om min flickväns fitta. Plötsligt började han att stöta i dubbel hastighet, höll henne resolut om skinkorna o pumpade in i henne i en halv minut o hon halvskrek under hela tiden. Jag skulle inte bli förvånad om de andra i lägenheten vaknade till. O så med några sista stötar såg jag hur han tömde sin säd i henne o jag hörde samtidigt hennes tystnad som jag vet betyder att hon kommer i en särskilt skön orgasm. Hennes stönanden o kvidanden tystnade tvärt o hon stelnade till med hans kuk pulserande djupt inne i sej o kom samtidigt som han fyllde henne med sperma. Han sprutade länge, tio, femton stötar in i fittan o det började direkt sippra ut vit sperma vid fittläpparna o Sofia var stel i en till synes oändlig orgasm under hela tiden. Tills slut sjönk de båda ihop, fortfarande med hans kuk inne i hennes fitta o så låg de o pustade ut tätt ihop. Jag stoppade in min återigen hårda kuk i kalsongerna o smög försiktigt tillbaka till madrassen på golvet.

När Sofia en dryg timma senare kom o la sej hade jag fortfarande inte somnat, utan legat med hård kuk o på avstånd lyssnat till hur det jag trodde var ett avslutat knull utvecklades till ännu ett, lite lugnare knull. Hon kom tillbaka o la sej bredvid mej med två rejäla laddningar sperma i fittan. Hon brydde sej tydligen inte heller andra gången om att hon knullade oskyddat, utan att äta piller o när hon redan varit otrogen under kvällen var det kanske ingen idé att försöka stå emot en andra gång. Jag la slött armen om henne när hon kröp ner bredvid mej o somnade. ... Continue»
Posted by johas2 21 days ago  |  Categories: Voyeur  |  Views: 66  |  
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